Maladolescenza


Maladolescenza locandina

Prima di iniziare a parlare di Maladolescenza, alcune debite premesse.
Il film di Murgia, per temi e immagini, è un film che presenta davvero difficoltà di trattazione, essendo un film che utilizza attori giovani, parla di un argomento giustamente tabù come la sessualità adolescenziale, presenta immagini che per molti, incluso chi scrive, sono disturbanti e difficili da metabolizzare.
Pure esorcizzare qualcosa spesso significa semplicemente nascondere la testa sotto la sabbia; in effetti basta solo emendare, sopratutto a livello di documentazione fotografica, la pellicola dalle scene disturbanti, che in realtà coprono il 5% del film.

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Qualcuno dirà che anche un solo fotogramma di quelli incriminati è abbastanza; ed ha ovviamente ragione.
Non esiste in alcun modo giustificazione all’utilizzo, sia pure per fini artistici, di nudità infantili, che possa avallare qualsiasi opera le utilizzi e dare così una patente di legalità all’opera stessa.

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Lara Wendel

Per cui, a livello di documentazione visiva del film, ho scelto i fotogrammi neutri che illustrano alcune fasi del film; non c’è alcun motivo valido per postare i fotogrammi scabrosi, che sono fuorvianti sopratutto se estrapolati dal film, che resta opera discutibile fin quanto si vuole ( e lo è davvero), ma che “avrebbe”, ed uso il condizionale il merito di toccare un problema che in realtà esiste, l’universo della sessualità adolescenziale.
Non è moralismo, sopratutto da parte di chi, come me, parla di cinema sopratutto di genere, e quindi ha a che fare con tematiche scabrose.
Ma l’utilizzo di immagini disturbanti riguardanti minorenni non ha alcuna giustificazione; non ne ha perchè il mondo dei ragazzi dovrebbe essere illustrato in ben altro modo, come dico più avanti nella recensione, perchè nulla può giustificare atti che vengano illustrati, sia pur per finzione, in maniera velleitaria, nudi e crudi.

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Un film maledetto, Maladolescenza.
In parte per la tematica, ovvero la sessualità nella pre adolescenza, in larga parte per la raffigurazione visiva della storia, affidata ad attori in erba poco più che dodicenni, impegnati nell’esplorazione del mondo della sessualità, con nudi integrali e azioni di sesso che spesso provocano fastidio  se non peggio.
Dico subito, a scanso di equivoci, che Maladolescenza è un film con una sua dignità, letteralmente affogata,fatta a pezzi proprio dalla decisione di Murgia, il regista, di utilizzare attori giovani per dare il massimo della veridicità alla storia.

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Martin Loeb

Un tema di per se scabroso si sarebbe potuto trattare anche con immagini meno esplicite, lasciando all’immaginazione dello spettatore le varie situazioni che man mano vengono illustrate nel film; Murgia invece punta la macchina da presa sui giovani protagonisti, riprendendoli in situazioni scabrose, come nel caso della Wendel ripresa mentre orina, oppure descrivendo dettagliatamente i rapporti sessuali che i tre intrecceranno nel film.

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La tematica del film, le immagini, il finale sono ovviamente qualcosa che trascende il film in se; ci si può e ci si deve interrogare sul limite che un film deve avere, pur rispettando il diritto di chiunque di portare sullo schermo una storia senza dover subire l’odiosa censura.
Un problema che Maladolescenza ha portato in tutti i paesi in cui è stato proiettato; la Germania, per esempio, che ha sempre avuto una censura labilissima, ha condannato definitivamente il film all’oblio, ritirando dal commercio tutte le copie analogiche e digitali del film nella sua versione completa, quella cioè di 91 minuti che il regista Pier Giuseppe Murgia girò nel 1977.

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In Italia il film circola ancora, anche se limitatamente all’home video; nessuna tv privata o pubblica ha mai presentato l’opera sul piccolo schermo, alimentando in qualche modo la leggenda nera del film.
Veniamo alla trattazione delle tematiche del film, che partono dalla storia di Laura e Fabrizio, due adolescenti che condividono le vacanze d’estate essendo vicini dicasa; Laura è una ragazzina molto timida e sentimentale, Fabrizio un ragazzo molto introverso. I due sono nella fase critica dell’adolescenza, quando cioè le pulsioni della sessualità iniziano a farsi sentire con forza.

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Fabrizio, che divide le sue giornate con il cane Xilot, è diventato un ragazzo con strani scatti di crudeltà, che mette in mostra proprio l’estate in cui si svolge il racconto. Inizia a tormentare la ragazzina, dapprima lanciandole addosso un serpente, poi torturando e uccidendo un uccellino sotto i suoi occhi.
Laura appare soggiogata, tant’è vero che quando Fabirzio la porta con se alla Montagna blu, dove i due ragazzi hanno scoperto una caverna con una grande pozza d’acqua, accetta senza discutere di avere un rapporto sessuale con il ragazzo.

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A complicare il rapporto appena nato tra i due ragazzi arriva Silvia, un’altra adolescente ben diversa da Laura; tanto è dolce e timida Laura, tant’è disinibita e vivace Silvia.
La nuova arrivata capisce che Fabrizio subisce in qualche modo il suo fascino; così prende il posto di Laura che diventa, di riflesso vittima non più solo di Fabrizio ma anche di Silvia.
I due tiranneggiano la ragazza, mentre aumenta a dismisura la loro crudeltà nei confronti della stessa.
Le umiliazioni si sommano; i due fanno l’amore davanti a Laura, la umiliano orinandole addosso e proseguono così mentre i giorni passano.

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Sul finire dell’estate un giorno Fabrizio decide di portare Silvia con Laura alla Montagna blu, nella caverna da loro scoperta; mentre fuori scoppia una tempesta, Silvia, impaurita, perde tutta la sua baldanzosità rivelandosi per quella che è, una ragazzina con atteggiamenti da grande. E’ in arrivo la tragedia finale……
Un film con tre attori è decisamente difficile da gestire, sopratutto quando i tre attori sono semplicemente dei ragazzini; il risultato lo si vede nelle pause, negli sguardi, nell’immaturità generale che permea il film.
Le scene di nudo, di sesso ssimulato, la scabrosità del racconto in realtà non hanno nulla di erotico, immerse come sono in un contesto privo di argomenti erotizzanti; tuttavia lascia sicuramente sconcertati la disinvoltura con cui una ragazzina di dodici anni come Eva Ionesco

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Eva Jonesco

interpreti scene davvero scabrose che avrebbero messo in imbarazzo anche una donna. Lo stesso dicasi di Lara Wendel,l’altra protagonista femminile, che quantomeno mostra disagio e impaccio proprio nelle scene di nudo.
Che francamente si sarebbero potuto evitare, lasciando alle parole, alle intenzioni tutto quello che viene invece puntualmente mostrato.
Naturalmente ciò non avviene, e non sapremo mai con quanta buona fede Murgia abbia messo in scena il suo film, ovvero se ci abbia marciato su, contando sullo scandalo che avrebbe suscitato il film oppure se abbia candidamente deciso di rappresentare una tematica cosi forte e controversa con immagini e situazioni crude, reali.

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Come dicevo all’inizio, il film ha qualche momento buono, ha dalla sua una ricerca fotografica elegante e una certa abilità nel dirigere le scene; ha, per contro, oltre al senso di fastidio che possono generare le immagini delle due ragazzine, un andamento molto lento, che finisce per appesantire troppo una storia già di per se priva di sorprese, fatta debita eccezione per il finale assolutamente inaspettato.
Non giova al film nemmeno l’assenza di un solo punto di riferimento dell’universo adulto; manca un confroto un dialogo, una confessione di uno dei protagonisti rapportato al mondo degli adulti.Altro appunto da fare al regista è l’aver usato, come purtroppo molti suoi colleghi in quel decennio infausto dal punto di vista dell’educazione e del rispetto per gli animali, uccelli vivi come sfogo del sadismo di Fabrizio.

Sono passati ormai oltre trent’anni dall’uscita sugli schermi di Maladolescenza; oggi credo sarebbe pressochè impossibile girare un film di quel tipo, con attori così giovani in ruoli tanto scabrosi.
Le leggi attuali impediscono per fortuna l’esposizione di nudità nei film; la cultura di oggi è molto più attenta ai problemi dell’infanzia, anche se, paradossalmente, l’educazione sessuale e la stessa sessualità hanno abbassato di molto la soglia di conoscenza delle stesse problematiche.

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Il film di Murgia, pur fra mille difetti, ha un pregio: quello di sollevare un velo su un universo che esiste, ma che per pudore tentiamo sempre di accantonare.
Quasi che la sessualità e il suo mondo debbano avere necessariamente un età per diventare affrontabili.
Può essere una manier ipocrita di vedere le cose, o forse solo pudica.
Di certo un film come Maladolescenza, così com’è strutturato, non aiuta ad affrontre un argomento così spinoso, proprio per la sovraesposizione di immagini di corpi d’adolescenti.

In ultimo, un’annotazione sulla location; il film venne girato in Austria, ovviamente per aggirare le leggi censorie italiane. Le montagne verdi, i boschi fitti appartengono alla Carinzia, zona selvaggia e bellissima.


Maladolescenza, un film di Pier Giuseppe Murgia, con Lara Wendel, Martin Loeb, Eva Jonesco Italia 1977

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Maladolescenza banner personaggi

Martin Loeb: Fabrizio
Lara Wendel: Laura
Eva Ionesco: Silvia
Iro: Xilot (il cane)

Maladolescenza banner cast

Regia Pier Giuseppe Murgia
Sceneggiatura Pier Giuseppe Murgia, Peter Berling, Dieter Geissler (dialoghi)
Versione italiana di Barbara Alberti e Amedeo Pagani
Produttore Franco Cancellieri
Casa di produzione Cinema 23 Film
Distribuzione (Italia) Petra Cinematografica
Fotografia Elias Lothar Stickelbrucks
Montaggio Inga Seyric
Musiche Jürgen Drews
Tema musicale Pippo Caruso
Scenografia Helga Wandl
Costumi Isolde Jovine

7 Risposte

  1. scene di nudo….se per “scena di nudo” si intende una sequenza in cui semplicemente si rimane nudi, non c’è niente di scandaloso, che si tratti di adulti o minori.
    Se invece per “scena di nudo” si intende “scena erotica” il discorso ovviamente cambia…
    Da notare che in Italia non è possibile filmare dei minori che simulano atti sessuali o in pose di nudo lascivo, se non nel contesto di un’opera che abbia una finalità artistica o pedagogica. E’ questo il caso di Maladolescenza? Il film ha un intento di natura artistica? Oppure il film non ha altro intento che quello di essere sessualmente stimolante? In quest’ultimo caso sarebbe da vietare come pedopornografico, un divieto “postumo” dato che il film ,a quanto pare, circola da 37 anni e, all’epoca, usci’ in Italia senza destare partcolare scandalo.

  2. è assai difficile commentare questo film (anche perchè oggettivamente potrebbe essere nella videoteca di un Marc Dutroux per dirla chiaramente, no Paul ?? che ne pensi ??)… io l’ho visto proprio adesso nella versione non tagliata (91 minuti)… le scene di sesso sono visibilmente simulate ma vanno comunque molto al di là di normali scene di nudo (oltre al fatto dell’essere undici/dodicenni delle protagoniste)… la cosa strana (leggo in rete) che la stessa Ionesco (d’accordissimo con Paul, di una naturalezza incredibile nel recitare !!!) comparì alla stessa età su Playboy e non ci fu scandalo, per cui sembra abbastanza normale che pure il film non ne fece (se effettivamente non ne fece all’epoca, parlo dell’Italia, visto che all’estero leggo di sì)… comunque i 3 han recitato bene (Loeb è sparito poi, la Wendel ha finito la carriera facendo la collegiale finta fidanzata di Bracconieri in College mentre Murgia ha fatto fiction oscene… sigh sigh sigh), di sicuro avrebbero potuto avere una carriera + ricca, a me il film è piaciuto anche se la presenza del cane sinceramente non l’ho capita… di sicuro meglio questa opera che i vari Tempo delle mele che sarebbero nati qualche anno dopo per fotografare da un altro punto di vista l’adolescenza. è uno dei pochissimi film che mi abbia lasciato senza parole comunque sia durante la visione che dopo, e proprio essendo una versione non tagliata (e per il motivo che elencavo all’inizio) me lo tengo in un hard disk esterno senza farlo condividere, penso anche di non rivederlo a breve.

    • Un film che comunque non lascia indifferenti; come più volte ribadito, aldilà dei suoi indubbi meriti, questo film per essere visto necessita di stomaco.
      Perchè le scene di sesso, i nudi infantili comunque turbano, anche perchè nel suo gelido apparire il film turba, affrontando un tema delicatissimo come quello della sessualità pre-adolescenziale.
      Personalmente avrei fatto a meno delle immagini osè, ma credo che l’impatto sul pubblico, lo scandalo ecc, sarebbero venuti meno.
      Per cui resta un’operazione discutibile, anche se con un suo sinistro fascino.
      Ciao Giorgio, è sempre un piacere un tuo lucido commento.

  3. Concordo con quanto scritto da Giorgio. Senza ripetere concetti da lui espressi ritengo il film meritevole di attenzione. L’assenza di una figura adulta la trovo una delle idee meglio riuscite. In questo modo si sottolinea il distacco che in quegli anni un adolescente vive nei confronti del resto del mondo. Il bosco rende benissimo l’intricata ragnatela di sentimenti. Anche la perfidia di Fabrizio è funzionale a rendere la violenza delle pulsioni.
    Scene a parte, la cinematografia moderna non ha più il coraggio di rappresentare temi così attuali. Della sessualitàà adolescenziale si dà oggi una rappresentazione didascalica che ha il solo scopo di rassicurare gli adulti (che si dimenticano spudoratamente di avere avuto 12 anni).
    Una provocazione: se epurassimo dal film tutte le scene esplicite credete forse che qualcuno avrebbe il coraggio di trasmetterlo? Io penso di no, perché il disagio non nasce tanto da quelle scene, quanto dall’aver trattato un temo che tutti fingiamo di non vedere salvo poi delegare ad internet l’educazione sessuale dei nostri figli (il mio figlio più grande ha appunto 12 anni).

    • In fondo hai ragione, certi temi sembrano essere culturalmente un tabù insuperabile.
      Eppure, ripeto ancora una volta, le scene di sesso tra 12 enni non mi sembrano comunque opportune, pur nascendo dal desiderio di parlare di un tema molto delicato e facendone in qualche modo parte per necessità sceniche.
      Ciao e grazie

      • Salve. Non ho mai commentato qui. Mi è capitato per caso di vedere questo film. e non nascondo che sono giorni che ci penso e ripenso. credo che vi sia un senso implicito, che va al di là ed oltre le scene di sesso (tra parentesi: non è tanto il mostrare il sesso tra dodicenni, ma piuttosto mostrare dodicenni che fanno sesso, c’è una sottile differenza ma sostanziale credo), le scene di nudo, la scelta tematica. é secondo me la rappresentazione della perdita dell’incanto della fanciullezza, della presa di coscienza non ragionata ma “istintuale” della realtà della vita, mostrata attraverso la scoperta non del sesso, ma della crudeltà posta agli estremi. e ciò proprio perchè messa in atto da bambini, e per mezzo della morte e del sesso. Comunque, non si dimentica di certo, qualcosa lascia: amarezza, disincanto, e il dolore della presa di coscienza. Scegliere i giovani per mostrare la crudeltà all’estremo? Non può certo considerarsi un’pera d’arte, a mio avviso, ma se Murgia voleva mostrare quanto sopra, lode alui. per me c’è riuscito, e nella maniera più pregnante possibile.

  4. Ciao Kinaki, grazie per il tuo commento 🙂

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