Terror, il castello delle donne maledette


Terror, il castello delle donne maledette locandina

Operazione complessa se non impossibile quella di raccontare con poche parole (sopratutto aventi un senso logico) la trama di Terror! Il castello delle donne maledette, conosciuto anche come Il castello della paura; non certo perchè siamo di fronte ad una sceneggiatura complicata in senso positivo, bensi per il suo contrario.
Siamo di fronte  infatti ad un titolo cult e ad una riedizione in chiave demenziale e trash del mito del dottor Frankenstein retrocesso al rango di conte dopo esser stato in origine barone.

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Sopratutto, trasformato in un folle che riesuma ( o meglio, recupera) nientemeno che un neandertaliano e che ha la bella idea di farlo co-abitare con un gigantesco e demente mostro del castello, Goliath.
Questo ameno Conte Frankenstein ha il suo avito e bravo castello, nel quale c’è ovviamente un altro campione dell’handicap, un nano allupato e crudele.
E altrettanto ovviamente il perfido scienziato fa rapire il cadavere di una donna, suscitando  i sospetti dei paesani; il nano Genz però “usa” il cadavere rovinando in tal modo i piani del Conte.
Accadono alcune cose: nel castello arriva la figlia del conte con un’amica (che verranno spiate dal duo Goliath-Neandertaliano mentre fanno il bagno,chiaramente nude), il prefetto Ewing indaga spinto anche dal Conte che lo depista suggerendo che il colpevole potrebbe essere un cavernicolo nascosto tra i monti ecc.

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Allora, direi che basta così perchè mi rendo conto che raccontata in questo modo la trama sembra più demenziale di quanto non lo sia in realtà.
Però se non credete alle mie parole, trovate il dvd del film, uscito da poco e del quale francamente nessuno sentiva il bisogno e beccatevi due ore di insopportabile noia e sopratutto idiozia.
Si, perchè Terror! Il castello delle donne maledette, opera orfana di un padre che abbia voluto firmare l’obbrobrio, evitando così la futura damnatio memoriae è davvero un film idiota.
Passato clandestinamente nelle sale (o forse mai passato), ha avuto un’effimera gloria negli Usa dove è stato distribuito con il titolo Frankenstein’s Castle of Freaks pur essendo, come già detto, un film privo di un regista accreditato.
Il che la dice lunga su quello che fu l’esito ai botteghini del film, così come racconta chiaramente l’imbarazzo di tale Dick Randall/Robert Oliver nell’utilizzare la sua vera identità come regista del film.

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Il bagno della figlia di Frankenstein e della sua amica

Nel cast dello stesso figurano due attori dal discreto passato, come Rossano Brazzi (inamidato e impomatato come non mai) ed Edmond Pourdom, i quali devono essersi vergognati come ladri quando il film è stato distribuito.
Gordiano Lupi, sul suo sito , dice del film: “Un film brutto come pochi, girato in maniera raffazzonata e senza stile, ma così bizzarro da essere ancora oggi oggetto di culto e di visione. La trama è confusa, la sceneggiatura piena di buchi, ma l’atmosfera malsana tipica del cinema exploitation garantisce di non annoiarsi. Il finale è il massimo del trash con un primo piano su Edmund Purdom che declama: “Era un mostro, un anormale. Ma forse siamo tutti un po’ anormali”. Perle di saggezza in una battuta che gli sconosciuti sceneggiatori potevano risparmiarci. Se nessuno ha mai lottato per attribuirsi il film ci sarà un motivo…”

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Ora, stimo e voglio un bene dell’anima (come critico e scrittore, non fraintendiamo) al buon Gordiano, ma dire che non cì si annoia è come bestemmiare e bere whisky in una moschea.
Le uniche consolazioni arrivano dalle rotondità di Simonetta Vitelli (la figlia di Frankenstein) e Laura De Benedittis (Valda) oltre che di Christiane Rücker.
Poichè le figliole non sono affatto male, è consolatorio ammirarle mentre sguazzano in una pozza d’acqua in una caverna anche se avvolte da un fumo presumibilmente sulfureo che ne offusca a tratti lo splendore fisico.
Un’opera detestabile, quindi, oltre chè esecrabile.
Del resto, è accaduto spesso nel passato di assistere a film indecorosi: la fregola di portare nelle sale filmetti senza alcun senso condendoli con nudità più o meno velate è stato uno degli espedienti più utilizzati per catturare gonzi cinematografici.

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Tra i quali figura anche il sottoscritto, che ha l’aggravante di averlo visto in tempi recenti e la scusante allo stesso tempo di averlo visto per necessità, dovendolo recensire per il blog e per un sito specializzato.
Terror! il Castello delle donne maledette, un film di Robert Oliver/Dick Randall. Con Rossano Brazzi, Michael Dunn, Edmund Purdom, Salvatore Baccaro,Simonetta Vitelli,Laura De Benedittis,Christiane Rücker Titolo americano:  Frankenstein’s Castle of Freaks– Horror, durata 87 min. Anno 1974

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Terror, il castello delle donne maledette banner personaggi

Rossano Brazzi     …     Conte Frankenstein
Michael Dunn          …     Genz
Edmund Purdom         Ispettore Ewing,
Gordon Mitchell          …     Igor
Loren Ewing          …     Goliath
Luciano Pigozzi         …     Hans
Xiro Papas         …     Kreegin
Salvatore Baccaro         … Ook il neandertaliano
Simonetta Vitelli         …     Maria Frankenstein
Eric Mann         …     Eric
Laura De Benedittis         …     Valda
Robert Marx         …     Detective Koerner
Christiane Rücker          …     Krista Lauder
Margaret Oliver          …     Donna del paese
Alessandro Perrella         …Dottore

Terror, il castello delle donne maledette banner cast

Regia: Dick Randall
Sceneggiatura: Mario Francini, William Rose, Mark Smith    ,Roberto Spano
Produzione: G. Robert Straub, Oscar Brazzi (uncredited),Dick Randall (uncredited)
Musiche: Marcello Gigante
Editing: Enzo Micarelli

Le recensioni appartengono al sito http://www.davinotti.com

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Raggelante e sorprendente: un conto è prevedere una cosa, un altro conto è trovarsela davanti. Parte neanche male, quasi coscarelliano, con quel carro che sale per il pendice. Poi arriva Rossano Brazzi, incartapecorito, che recita la sua parte come se fosse un vero film. Parla con la sua voce, la modula, è serissimo, ma è tutto inutile: al 20’ si capisce che occorre prepararsi a tutto, pure a vedere la mdp che indugia sugli àlluci di Bàccaro. Un solo aggettivo per il finale: è inaggettivabile.

Ci sono film poveri, ma belli. Ci sono storie deboli, ma intriganti. E ci sono film poveri e brutti, mal scritti e peggio interpretati. Se è vero che spesso alcune pellicole spariscono nell’oblìo ingiustamente, è vero anche che altre dovrebbero restare nascoste: il fascino che genera un titolo mai visto, spesso volatilizza – come nebbia al sole – quando lo scopriamo. La cosa più bella di questo incredibilmente comico (ma di una comicità involontaria) film è il titolo… Inguardabile.

L’inizio col cavernicolo preso a mazzate è come un marchio di garanzia: il marchio B di boiata (ma una di quelle boiate che proprio non si possono perdere, per alcuni di noi). Ascoltando i dialoghi sugli uomini delle caverne e la teoria che alcuni siano sopravvissuti e, soprattutto, vedendo alcune scene (il cavernicolo resuscitato e quello in caverna col nano), risulta difficile pensare che gli attori non siano più volte scoppiati a ridere durante le riprese. E poi c’è il conte Frankenstein (ma non era barone?), che tocca uno dei punti più bassi.

Questo è uno di quei film che suscitano interesse proprio per la loro povertà ed assurdità. Il cast annovera niente meno che il grande Brazzi, affiancato da una nutrita schiera di freaks e caratteristi del cinemabis nostrano. Personalmente, va apprezzato in primis per gli occhioni blu e le forme della bella Simonetta Vitelli, qui in trasferta dai set del padre Demofilo Fidani. Puro trash.

E’ dura commentare film del genere. Pur sapendo, infatti, di assistere ad una perla del trash, lo spettatore non può essere pienamente preparato a ciò che vede. Passano i minuti e si stenta a credere che sia “vero” quello che scorre sullo schermo. Incredibile e ridicolo non rendono “giustizia” al film. Oltre ogni limite di grottesco; quando il termine trash non rende minimamente l’idea. A tratti, comunque, le risate sono (quasi) garantite.

Uno dei peggiori film che abbia mai visto ma anche di una comicità involontaria eccezionale. L’idea di mischiare l’uomo di Neanderthal con la saga di Frankenstein (misterosamente diventato conte invece che barone) rasenta la genialità assoluta. Degno di nota anche lo pseudonimo assunto da Baccaro: Boris Lugosi. Mistero assuluto su chi sia il regista del film. Alcune fonti pensano che Robert Oliver sia il vero nome del regista, altri che sotto tale nome si celi Oscar Brazzi (fratello di Rossano).

Trashone allo stato puro! Nani, freaks, giganti, mostri di frankenstein, cavernicoli, ragazze che fanno il bagno nude in pozzi di catrame!!! Mettete tutto questo insieme e otterrete “Terror!”, uno dei film più deliranti mai prodotti (ma che non eguaglia in bruttezza Nuda per Satana di Batzella, o Riti… di Polselli): qui almeno un po’ di trama c’è! Gli attori, a parte Brazzi, non recitano. Da vedere per farsi due risate.

Uno degli horror più trash degli Anni Settanta. La sceneggiatura è ricchissima di perle trash e propone due personaggi (il nano e l’uomo di Neanderthal) tra i più ridicoli della storia del cinema. Da antologia dell’assurdo alcuni dialoghi (come quello che chiude il film) e incredibili alcune trovate della regia (come i fulmini all’inizio). Il povero Rossano Brazzi si impegna pure, ma mette solo tristezza; impresentabili gli altri attori (nonostante Baccaro sia indimenticabile). Bruttissime le musiche. Da non perdere.

Se visto come film dell’orrore può non piacere ed è in effetti una boiata (a iniziare dal titolo pomposo e insensato), se invece è visto con lo spirito giusto ossia aspettandosi un gustoso orrore-spazzatura allora piacerà. La trama è divertente: il conte (?) Frankenstein si diverte a creare un essere fortissimo (una specie di Ercole…) ma dovrà vedersela con un suo ex-servitore vendicativo che ha stretto alleanza con un uomo di Neanderthal (!!!) che vive nei dintorni… Risate garantite!

Un horror che anziché far paura fa ridere per quanto è fatto male. Il CONTE (anziché barone) Frankenstein circondato da freaks nell’Ottocento (in cui qualcuno indossa blue jeans) fa i suoi necro-esperimenti in un castello sperduto. Un film che i cinefili appassionati di rarità devono per forza avere. Ma poi chi sono le donne maledette? E che c’entra Neanderthal con Frankenstein? Nomi semi-fantasy per i personaggi: Genz, Kreegin, Ook, Golia. Solo una cosa da salvare: le location, e neanche tutte. C’è anche un finto sfondo di indagini poliziesche.

La versione trash della storia del mostro di Frankenstein, popolata da personaggi semicelebri e diretta da un misterioso signore, sul quale il critico Bruschini ha una sua idea di identità (vedi extra dvd). Comunque, complice la visione troppo pulita consentita dal supporto moderno, il film perde le probabili apprezzate caratteristiche della primordiale messa in onda (pellicola disturbata, audio sporco) e si appiattisce notevolmente. Ovviamente la storia è immonda, ma qui si parla di estremo trash e quindi è un punto a favore. Ma se ci fosse ancora la vhs…

Esiste un cinema di serie A e di serie B, esistono incalliti amanti dei film di serie A e di serie B, esiste una dignità nei film di serie A e una in quelli di serie B… fin qui nulla di eccezionale. È fin troppo facile commentare questo film, ma forse se lo vediamo in un’ottica particolare, quell’ottica che ci dice che non è facile assolutamente girare un film così, allora questo è un capolavoro; ed infatti lo è… Se capolavori sono i vari Freaks & co. (senza nulla togliere alla storia del cinema) anche questo, nel suo genere, è un capolavoro.

Unbelievable! E i fans del cinema utrapsycothronico lo conoscono a memoria. Ormai è noto come il film più brutto mai prodotto in Italia (dopo quelli di Ferzan Ozpetek, però) e una visione – pure sotto l’effetto di stupefacenti – non può che confermare l'”orrore”. Di madre-regia ignota, il film fa spavento per lo squallore dispiegato e la tragica indigenza. Mentre Brazzi sperpera vecchi(ssimi) fasti hollywoodiani, Baccaro grugnisce in attesa del cestino e “la belle Simone Vitell” non si mostra come dovrebbe. Oltre–la-sfera-del-tuono.

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