Basic instinct


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Un misterioso omicidio con un’arma inconsueta e avvenuto durante un momento particolare, un intenso rapporto sessuale.
La vittima è Johnny Boz, un musicista rock che la sera della morte era in compagnia di una donna, Catherine Tramell psicologa e scrittrice; il detective “Shooter” Nick Curran è incaricato delle indagini e ovviamente ha dei sospetti proprio sulla donna.
Con il collega Gus Moran si reca ad interrogare Catherine nella sua villa sul mare ed entrambi vengono accolti da Roxy che è amante di Catherine; Roxy tiene subito a precisare che la sua amante è innocente, ma i due ovviamente sono là per sentire la versione di Catherine.

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Michael Douglas e Sharon Stone

Indagando sulla donna, Nick scopre che in un suo romanzo una vittima viene uccisa con le stesse modalità con cui è stato ucciso Johnny, così decide di sottoporre la donna ad un interrogatorio in centrale.
Catherine si mostra molto sicura di se, nonostante la pressione degli inquirenti e durante l’interrogatorio apre provocatoriamente le gambe mostrando di non usare nessun tipo di intimo e lasciando gli agenti stupefatti e sudati.
Quella sera a Nick capitano due “incidenti” destinati a creargli nell’immediato futuro grossi problemi; dapprima litiga violentemente con l’agente incaricato degli affari interni e poi chiude la serata con un appuntamento con la sua ex, Beth Gardner con la quale ha un rapporto sessuale molto “agitato”.

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Nick è sempre più attratto dalla personalità sfuggente di Catherine, che dal canto suo gioca con lui come il gatto con il topo; la donna principalmente cerca di sedurre il detective per ottenere informazioni sul caso in questione mentre accade un fatto gravissimo.
Nielsen, l’agente con cui Nick aveva litigato viene rinvenuto morto e questa volta i sospetti si accentrano su di lui.
Nick continua comunque le sue indagini e punta i suoi sospetti su Hazel Dobkins, una ex pluriomicida che aveva sterminato la sua famiglia il giorno di Natale di molti anni addietro.
Ma la principale indagata diventa Beth Gardner, mentre scompare di scena un’altra protagonista della storia, Roxy ovvero l’amante di Catherine che perisce in un incidente d’auto…
Tutta la parte finale della storia mantiene la suspence, fino alla apparente soluzione dell’enigma, riaperto però clamorosamente in una delle ultimissime battute del film.

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Un fotogramma celebre: l’interrogatorio di Sharon Stone che mostra di non usare l’intimo

Campione d’incassi degli anni 90, Basic instinct è opera dell’ottimo Paul Verhoeven che si avvale di una sceneggiatura intrigante di Joe Eszterhas, autore tra l’altro dei soggetti di Flashdance, Betrayed e in futuro di quelle di Sliver e Jade di Friedkin.
Clamorosamente premiato dal pubblico che ne apprezzò la forte carica trasgressiva ed erotica, esaltata dal potente sex appeal della principale protagonista l’attrice Sharon Stone, Basic instinct non ha però mai goduto di eccessive simpatie da parte di buona parte della critica e anche di molti degli spettatori che hanno visto in passato la pellicola.
Colpa di una sceneggiatura considerata (con qualche ragione) ruffiana e ammiccante, tutta incentrata più sull’aspetto morboso della vicenda, a partire dall’arma e dalla situazione in cui muore la prima vittima per finire con le numerose scene di sesso che il film stesso contiene.

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Che è poi una delle caratteristiche specifiche del regista olandese sin dai tempi di Turks fruit-Fiore di carne, che però risale ad inizi anni settanta ed è inquadrabile in un cinema post sessantottino con ben altre motivazioni e risultati.
Basic instinct è invece un prodotto furbo, da box office, anche se va detto che le critiche al film in fondo sono abbastanza ingenerose; la professionalità di Verhoeven è ben presente in tutta la pellicola che ha il giusto ritmo e che si segue con passione e pathos fino all’inquadratura finale che mette in discussione tutto quanto visto fino ad allora.

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Jeanne Tripplehorn

Il film ha tutto quello che serve per diventare un blockbuster; ha una trama se non originale almeno credibile, un ritmo serrato, atmosfere morbose e sopratutto ha un cast di attori di ottimo livello.
C’è un Michael Douglas praticamente perfetto nel ruolo del detective Nick, personaggio non particolarmente simpatico e per cui il pubblico non parteggia, c’è la citata Sharon Stone che dopo questo film diverrà un’autentica diva, sex symbol della nuova Hollywood anni 90, c’è la bella e affascinante Jeanne Tripplehorn che interpreta la Dottoressa Beth Garner protagonista di una scena torrida di sesso violento con Douglas, Leilani Sarelle che interpreta Roxy.
Basic instinct è un prodotto hollywoodiano, patinato e raffinato, a cui si aggiunge la puntuale regia di Verhoeven e sopratutto una trama spiazzante; il detective Nick che indaga sullo strano omicidio di  Johnny Boz ha a che fare con un assassino (o assassina?) astuto/a, che costringe lo stesso detective a rivedere di volta in volta il quadro dei sospetti, lasciando fino all’ultimo il dubbio nello spettatore sulla reale identità dello stesso.

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Un espediente che generalmente funziona sempre, sopratutto quando è accompagnato dal buon e vecchio sesso profuso con intelligenza e sopratutto ammantato di una morbosità che ad Hollywood non era certo frequentissima nelle pellicole destinate al grande pubblico.
Certo che rivisto a distanza di 20 anni dalla sua uscita il film mostra diverse crepe; ma questo sembra essere inevitabile sopratutto nel caso di film che sono si dei buoni prodotti, ma non trascendentali.
L’enorme battage pubblicitario che precedette il film e il successivo scandalo (peraltro molto mitigato in seguito dal cambiamento del costume), se funzionarono da cassa di risonanza per il film stesso ebbero anche l’effetto di condizionare quella parte di pubblico più scafato e più esigente.

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Questi ultimi hanno saputo cogliere la “diabolica” abilità di Verhoeven nel confezionare un prodotto da largo mercato, con più di un occhio ai biglietti staccati che al valor intrinseco del film.
Ma, al solito, la storia dice che ha avuto ragione, visto che Basic instinct è uno dei primi 150 film più visti di tutti i tempi in Usa.

Basic Instinct
Un film di Paul Verhoeven . Con Michael Douglas, Sharon Stone, George Dzundza, Jeanne Tripplehorn, Dorothy Malone,Stephen Tobolowsky, Wayne Knight, Benjamin Mouton, Chelcie Ross, Bruce A. Young, Denis Arndt, Daniel Von Bargen, Leilani Sarelle, Bill Cable, Jack McGee, James Rebhorn
Thriller, durata 127 min. – USA 1992.

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Basic instinct banner personaggi

Michael Douglas: Detective Nick Curran
Sharon Stone: Catherine Tramell
George Dzundza: Gus Moran
Jeanne Tripplehorn: Dottoressa Beth Garner
Leilani Sarelle: Roxy
Daniel von Bargen: Marty Nielsen
Denis Arndt: Tenenete Philip Walker
Stephen Tobolowsky: Dottor Lamott
Dorothy Malone: Hazel Dubkins
James Rebhorn: Dottor McElweine
Wayne Knight: John Corelli
Chelcie Ross: Capitano Talcott
Bruce A. Young: Andrews

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Regia     Paul Verhoeven
Soggetto     Joe Eszterhas
Sceneggiatura     Joe Eszterhas
Produttore     Alan Marshall
Produttore esecutivo     Mario Kassar
Casa di produzione     Carolco Pictures, Canal+
Distribuzione (Italia)     Penta Film
Fotografia     Jan de Bont
Montaggio     Frank J. Urioste
Effetti speciali     Rob Bottin, John Frazier, Bruce Y. Kuroyama, Steve Riley, James D. Schwalm, Rusell Shinkle, Roland Blancaflor, Becky Ochoa
Musiche     Jerry Goldsmith
Scenografia     Anne Kuljian

Basic instinct banner doppiatori

Oreste Rizzini: Detective Nick Curran
Cristiana Lionello: Catherine Tramell
Marcello Tusco: Gus Moran
Laura Boccanera: Dottoressa Beth Garner
Mavi Felli: Roxy
Giancarlo Maestri: Marty Nielsen
Gianni Bonagura: Tenenete Philip Walker
Roberto Pedicini: Dottor Lamott
Angiolina Quinterno: Hazel Dubkins
Sergio Di Giulio: Dottor McElweine
Oreste Lionello: John Corelli

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4 Risposte

  1. Visto al cinema e amato fin dal primo istante. Rivisto innumerevoli volte in seguito in vhs, dvd e ora in blu ray (peraltro ridoppiato con mio grande sdegno!), conserva sempre intatto il suo fascino morboso e ha consacrato nell’Olimpo delle star la sexy e fatale Sharon Stone.
    Dopo di questo altri sexy thriller hanno invaso la scena (penso a “Sliver”, sempre con la Stone protagonista, “Jade”, “L’ultima seduzione”) ma un personaggio come Catherine Tramell resta unico. Comprendo il buon Douglas che, dopo le riprese, fu ricoverato in clinica per turbe sessuali…… 😀

    • In effetti la Stone lascia il segno; il suo è un personaggio di una sensualità straordinaria.
      Il buon Douglas ha avuto a quanto pare parecchi problemi con il sesso: soffre di sesso compulsivo, che è sicuramente molto più appagante dello shopping compulsivo 🙂

  2. Film furbissimo e ben confezionato dosando attentamente i soliti ingredienti, che però si lascia guardare volentieri …le incongruenze della sceneggiatura si dimenticano davanti ad indubbi pregi quale ritmo, fotografia e, soprattutto, il personaggio interpretato da Sharon Stone.
    Su Michael Douglas sessodipendente… lessi un’intervista da lui rilasciata poco dopo il successo mondiale del film in cui dichiarò si trattava di un’astuta trovata pubblicitaria per aumentare il clima proibito attorno alla sua uscita, e, soprattutto, aveva lo scopo di depistare le ragioni vere del suo ricovero in clinica . Clinica per dipendenze, sì…ma da alcool e cocaina 😦

    • Si, film molto furbo; del resto Verhoeven per lavorare ha dovuto accettare compromessi, non poteva mica sempre fare capolavori come Fiore di carne o Kitty Tippel, i produttori vogliono anche rientrare dei loro soldi. In quanto a Douglas, sarebbe stata meglio per lui una dipendenza da sesso che fa molto meno male della coca 🙂

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