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Cose molto cattive

Kyle Fisher e Laura Garrety stanno per coronare il loro sogno.
I due infatti preparano le nozze con Laura impegnatissima a disegnare ogni minimo dettaglio della cerimonia, che per lei si presenta indimenticabile.
Ma Kyle com’è abitudine deve anche celebrare l’ultima notte da scapolo, il famoso addio al celibato e con gli amici Robert Boyd, i fratelli Adam e Michael Berkov e Charles Moore parte per Las Vegas.
Qui festeggiano in modo trasgressivo l’ultima notte da scapolo di Kyle con droga e alcool e in compagnia di una spogliarellista che non disdegna prestazioni extra.
Ma Michael, che ha un rapporto sessuale con la ragazza in un bagno incappa in un drammatico incidente; la ragazza urta la testa contro una sporgenza vicino ad uno specchio e muore sul colpo.


Sopraggiungono gli amici e preso atto della situazione, iniziano a discutere animatamente, decidendo così di non chiamare la polizia.
Ma un sorvegliante dell’albergo arriva per chiedere spiegazioni e il gruppo è costretto ad uccidere anche lui.
Il bagno è un lago di sangue, così Kyle e gli altri decidono dapprima di disfarsi dei due corpi e in seguito di armarsi di secchi e mazze per lavare per terra e ripulire il tutto.
Dopo di che, fatti a pezzi i corpi, partono per il deserto del Nevada dove seppelliscono i resti dei due sventurati.
Tornati a casa, ognuno riprende come se nulla fosse la propria vita, incluso Kyle che naturalmente nasconde l’accaduto a Laura.


L’unico ad essere in disaccordo è Adam, il fratello di Michael che litiga con quest’ultimo in maniera violenta; Adam muore incidentalmente così il gruppo rimanente ha ora due problemi.
Il primo, liberarsi del corpo di Adam, il secondo quello di sapere se lo stesso Adam ha o no rivelato qualcosa a Lois Barlow, moglie dello stesso Adam.
Boyd decide di tagliare la testa al toro e uccidere la donna, rimediando nella collutazione con Lois un terribile colpo ai genitali.
Così i corpi seppelliti diventano 4, mentre c’è anche il problema dei due figli della coppia Adam-Lois, uno dei quali ha problemi fisici.
A questo punto Kyle non può più tacere la verità e informa piangendo Laura della situazione.
La donna, inaspettatamente, prende in mano la situazione e uccide Kyle colpendolo con un pesante posacenere.
Ora sono rimasti in tre, e finalmente Kyle e Laura convolano a nozze.


L’unico testimone dell’accaduto è Charles, che così è condannato a morte da Laura.
Ma quando ormai tutto sembra deciso per la sorte di Charles, Kyle ha un soprassalto di coscienza e decide di lasciare in vita l’amico.
Sulla strada del ritorno dal deserto, Kyle e Charles hanno un terribile incidente, durante il quale rimangono feriti gravemente; a Kyle vengono amputate le gambe mentre Charles resta paralizzato e in stato quasi neuro vegetativo.
Laura, che si ritrova a dover badare ai due uomini ormai ridotti a larve umane e ai due figli di Adam e Lois affidati a loro dopo la morte dei genitori, esce per strada e urla….


Cose molto cattive (Very bad things nell’originale americano, tradotto letteralmente nell’edizione italiana) è un noir diretto da Peter Berg nel 1998; un film nero, duro e cattivo oltre che impregnato di un sottile humour cattivo assolutamente atipico nella cinematografia proveniente dagli States.
Il regista americano crea un’opera solida sia dal punto di vista della sceneggiatura sia nel suo svolgimento; i personaggi, dopo l’ubriacatura iniziale a base di sesso, alcool e droga si trovano di fronte a situazioni che per essere gestite richiedono solo onestà e lucidità, ma reagiscono nel peggiore dei modi.


Reagiscono con il crimine, laddove sarebbe bastata semplicemente una autodenuncia alle autorità, visto che la vittima iniziale è tale solo per un malaugurato incidente.
La paura dello scandalo, una considerazione della vita umana molto ma molto bassa e sopratutto una dose massiccia di opportunismo portano dei potenziali onesti cittadini a trasformarsi in belve assetate di sangue.
Così il percorso del gruppo di amici, che poi tale non è alla luce degli accadimenti seguenti si trasforma in un bagno di sangue, con i tre colpevoli superstiti che in qualche modo vengono puniti duramente.
Laura è costretta a fare da balia ad un gruppo di persone ormai menomate, Kyle finisce senza gambe su una sedia a rotelle mentre Charlse paga il fratricidio con una paralisi che lo relega su una sedia a rotelle per giunta privo di movimenti alle articolazioni superiori.


Il fio delle colpe dei tre è quindi pagato; non c’è un tribunale civile e una condanna scontata alla galera, ma una condanna peggiore, quella ad una vita da infermo o da badante degli infermi come nel caso di Laura.
Ecco perchè parlavo di humour nero, all’inizio.
Berg castiga tutti i protagonisti in varie maniere; tutti infatti sono responsabili della morte del sorvegliante, barbaramente ucciso solo per evitare lo scandalo.
Tutti pagano, a partire da Adam, ucciso proprio da suo fratello Michael anche se involontariamente, colpito da una Nemesi che si abbatterà sull’intero gruppo.


E si abbatte anche sulla sventurata Lois, privata prima del marito e poi della vita in maniera crudele.
Berg quindi mette in scena un dramma cattivo e sporco, dove tutti sono colpevoli e dove tutti sono in fondo figli della società dell’apparire, che mostra fino in fondo le sue carenze morali e la deriva di valori fondanti di riferimento; a riprova dello humour nero di Berg anche il cane di Charles finisce per restare senza una zampa e quindi campare nel gruppo di portatori di handicap che si raduna in casa di Laura.
Se questa tematica appare suggerita, è solo perchè Berg privilegia l’atmosfera e il dettaglio del patto di sangue che poco alla volta lega i vari amici del gruppo.


Che, come abbiamo visto, finiranno per pagare un prezzo altissimo alla loro viltà.
Il regista è anche aiutato da un ottimo cast, nel quale spiccano Christian Slater (Robert Boyd), Cameron Diaz (Laura) e Jeanne Tripplehorn (Lois), sempre bella e affascinante, anche quando è sacrificata in un ruolo secondario. Bene anche gli altri, a partire da Orser finendo con Favreau, forse l’unico un tantino al di sotto dell’ottimo standard imposto al gruppo.
C’è tensione nel film, così come c’è ritmo e pathos.
Un film bello e affascinante, che si segue davvero con piacere e che non delude affatto.

Cose molto cattive
Un film di Peter Berg. Con Daniel Stern, Cameron Diaz, Christian Slater, Jeanne Tripplehorn, Jon Favreau,Jeremy Piven.
Titolo originale Very Bad Things. Drammatico, durata 100 min. – USA 1998.

Jon Favreau … Kyle Fisher
Leland Orser … Charles Moore
Cameron Diaz … Laura Garrety
Christian Slater … Robert Boyd
Jeremy Piven … Michael Berkow
Daniel Stern … Adam Berkow
Jeanne Tripplehorn … Lois Berkow
Joey Zimmerman … Adam Berkow Jr.

 

Regia Peter Berg
Soggetto Peter Berg
Sceneggiatura Peter Berg
Fotografia David Hennings
Montaggio Dan Lebental
Effetti speciali Jason Collins, Larry Fioritto
Musiche Peter Berg, Stewart Copeland, Christina Schlieske, Willie Bobo, Donald Byrd, Steve Jeffries, Peter Lea-Cox, Daniel May, George Michael, Daniel J. Moore, Robin Parry, Jesus Perez
Scenografia Katherine Lucas

 

 

agosto 22, 2012 Posted by | Drammatico | , , , , | Lascia un commento

Basic instinct

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Un misterioso omicidio con un’arma inconsueta e avvenuto durante un momento particolare, un intenso rapporto sessuale.
La vittima è Johnny Boz, un musicista rock che la sera della morte era in compagnia di una donna, Catherine Tramell psicologa e scrittrice; il detective “Shooter” Nick Curran è incaricato delle indagini e ovviamente ha dei sospetti proprio sulla donna.
Con il collega Gus Moran si reca ad interrogare Catherine nella sua villa sul mare ed entrambi vengono accolti da Roxy che è amante di Catherine; Roxy tiene subito a precisare che la sua amante è innocente, ma i due ovviamente sono là per sentire la versione di Catherine.

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Michael Douglas e Sharon Stone

Indagando sulla donna, Nick scopre che in un suo romanzo una vittima viene uccisa con le stesse modalità con cui è stato ucciso Johnny, così decide di sottoporre la donna ad un interrogatorio in centrale.
Catherine si mostra molto sicura di se, nonostante la pressione degli inquirenti e durante l’interrogatorio apre provocatoriamente le gambe mostrando di non usare nessun tipo di intimo e lasciando gli agenti stupefatti e sudati.
Quella sera a Nick capitano due “incidenti” destinati a creargli nell’immediato futuro grossi problemi; dapprima litiga violentemente con l’agente incaricato degli affari interni e poi chiude la serata con un appuntamento con la sua ex, Beth Gardner con la quale ha un rapporto sessuale molto “agitato”.

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Nick è sempre più attratto dalla personalità sfuggente di Catherine, che dal canto suo gioca con lui come il gatto con il topo; la donna principalmente cerca di sedurre il detective per ottenere informazioni sul caso in questione mentre accade un fatto gravissimo.
Nielsen, l’agente con cui Nick aveva litigato viene rinvenuto morto e questa volta i sospetti si accentrano su di lui.
Nick continua comunque le sue indagini e punta i suoi sospetti su Hazel Dobkins, una ex pluriomicida che aveva sterminato la sua famiglia il giorno di Natale di molti anni addietro.
Ma la principale indagata diventa Beth Gardner, mentre scompare di scena un’altra protagonista della storia, Roxy ovvero l’amante di Catherine che perisce in un incidente d’auto…
Tutta la parte finale della storia mantiene la suspence, fino alla apparente soluzione dell’enigma, riaperto però clamorosamente in una delle ultimissime battute del film.

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Un fotogramma celebre: l’interrogatorio di Sharon Stone che mostra di non usare l’intimo

Campione d’incassi degli anni 90, Basic instinct è opera dell’ottimo Paul Verhoeven che si avvale di una sceneggiatura intrigante di Joe Eszterhas, autore tra l’altro dei soggetti di Flashdance, Betrayed e in futuro di quelle di Sliver e Jade di Friedkin.
Clamorosamente premiato dal pubblico che ne apprezzò la forte carica trasgressiva ed erotica, esaltata dal potente sex appeal della principale protagonista l’attrice Sharon Stone, Basic instinct non ha però mai goduto di eccessive simpatie da parte di buona parte della critica e anche di molti degli spettatori che hanno visto in passato la pellicola.
Colpa di una sceneggiatura considerata (con qualche ragione) ruffiana e ammiccante, tutta incentrata più sull’aspetto morboso della vicenda, a partire dall’arma e dalla situazione in cui muore la prima vittima per finire con le numerose scene di sesso che il film stesso contiene.

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Che è poi una delle caratteristiche specifiche del regista olandese sin dai tempi di Turks fruit-Fiore di carne, che però risale ad inizi anni settanta ed è inquadrabile in un cinema post sessantottino con ben altre motivazioni e risultati.
Basic instinct è invece un prodotto furbo, da box office, anche se va detto che le critiche al film in fondo sono abbastanza ingenerose; la professionalità di Verhoeven è ben presente in tutta la pellicola che ha il giusto ritmo e che si segue con passione e pathos fino all’inquadratura finale che mette in discussione tutto quanto visto fino ad allora.

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Jeanne Tripplehorn

Il film ha tutto quello che serve per diventare un blockbuster; ha una trama se non originale almeno credibile, un ritmo serrato, atmosfere morbose e sopratutto ha un cast di attori di ottimo livello.
C’è un Michael Douglas praticamente perfetto nel ruolo del detective Nick, personaggio non particolarmente simpatico e per cui il pubblico non parteggia, c’è la citata Sharon Stone che dopo questo film diverrà un’autentica diva, sex symbol della nuova Hollywood anni 90, c’è la bella e affascinante Jeanne Tripplehorn che interpreta la Dottoressa Beth Garner protagonista di una scena torrida di sesso violento con Douglas, Leilani Sarelle che interpreta Roxy.
Basic instinct è un prodotto hollywoodiano, patinato e raffinato, a cui si aggiunge la puntuale regia di Verhoeven e sopratutto una trama spiazzante; il detective Nick che indaga sullo strano omicidio di  Johnny Boz ha a che fare con un assassino (o assassina?) astuto/a, che costringe lo stesso detective a rivedere di volta in volta il quadro dei sospetti, lasciando fino all’ultimo il dubbio nello spettatore sulla reale identità dello stesso.

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Un espediente che generalmente funziona sempre, sopratutto quando è accompagnato dal buon e vecchio sesso profuso con intelligenza e sopratutto ammantato di una morbosità che ad Hollywood non era certo frequentissima nelle pellicole destinate al grande pubblico.
Certo che rivisto a distanza di 20 anni dalla sua uscita il film mostra diverse crepe; ma questo sembra essere inevitabile sopratutto nel caso di film che sono si dei buoni prodotti, ma non trascendentali.
L’enorme battage pubblicitario che precedette il film e il successivo scandalo (peraltro molto mitigato in seguito dal cambiamento del costume), se funzionarono da cassa di risonanza per il film stesso ebbero anche l’effetto di condizionare quella parte di pubblico più scafato e più esigente.

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Questi ultimi hanno saputo cogliere la “diabolica” abilità di Verhoeven nel confezionare un prodotto da largo mercato, con più di un occhio ai biglietti staccati che al valor intrinseco del film.
Ma, al solito, la storia dice che ha avuto ragione, visto che Basic instinct è uno dei primi 150 film più visti di tutti i tempi in Usa.

Basic Instinct
Un film di Paul Verhoeven . Con Michael Douglas, Sharon Stone, George Dzundza, Jeanne Tripplehorn, Dorothy Malone,Stephen Tobolowsky, Wayne Knight, Benjamin Mouton, Chelcie Ross, Bruce A. Young, Denis Arndt, Daniel Von Bargen, Leilani Sarelle, Bill Cable, Jack McGee, James Rebhorn
Thriller, durata 127 min. – USA 1992.

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Basic instinct banner personaggi

Michael Douglas: Detective Nick Curran
Sharon Stone: Catherine Tramell
George Dzundza: Gus Moran
Jeanne Tripplehorn: Dottoressa Beth Garner
Leilani Sarelle: Roxy
Daniel von Bargen: Marty Nielsen
Denis Arndt: Tenenete Philip Walker
Stephen Tobolowsky: Dottor Lamott
Dorothy Malone: Hazel Dubkins
James Rebhorn: Dottor McElweine
Wayne Knight: John Corelli
Chelcie Ross: Capitano Talcott
Bruce A. Young: Andrews

Basic instinct banner cast

Regia     Paul Verhoeven
Soggetto     Joe Eszterhas
Sceneggiatura     Joe Eszterhas
Produttore     Alan Marshall
Produttore esecutivo     Mario Kassar
Casa di produzione     Carolco Pictures, Canal+
Distribuzione (Italia)     Penta Film
Fotografia     Jan de Bont
Montaggio     Frank J. Urioste
Effetti speciali     Rob Bottin, John Frazier, Bruce Y. Kuroyama, Steve Riley, James D. Schwalm, Rusell Shinkle, Roland Blancaflor, Becky Ochoa
Musiche     Jerry Goldsmith
Scenografia     Anne Kuljian

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Oreste Rizzini: Detective Nick Curran
Cristiana Lionello: Catherine Tramell
Marcello Tusco: Gus Moran
Laura Boccanera: Dottoressa Beth Garner
Mavi Felli: Roxy
Giancarlo Maestri: Marty Nielsen
Gianni Bonagura: Tenenete Philip Walker
Roberto Pedicini: Dottor Lamott
Angiolina Quinterno: Hazel Dubkins
Sergio Di Giulio: Dottor McElweine
Oreste Lionello: John Corelli

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ottobre 8, 2011 Posted by | Thriller | , , , | 4 commenti