Un posto ideale per uccidere


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Non c’è niente di peggiore per un regista di dover preparare un film basato su una sceneggiatura precisa e doverlo poi stravolgere per esigenze di produzione, che spesso hanno una logica stringente legata al botteghino o, in alcuni casi, alla necessità di evitare il fallimento di un film per colpa della morale pubblica o della censura.
E’ quello che accade a Umberto Lenzi nel 1971, quando gira Un posto ideale per uccidere (An ideal place for a murder); nelle intenzioni del regista toscano e dei co-sceneggiatori Lucia Drudi Demby e Antonio Altoviti la storia doveva narrare le vicende di due ragazzi danesi in viaggio in Italia che per sbarcare il lunario facevano spaccio di droga.
Viceversa, la produzione per problemi legati alla censura e alla paura di fare fiasco al botteghino con una storia di droga, obbligò il regista a trasformare i due giovani in venditori di foto sexy.
Lenzi mandò giù la cosa ma inevitabilmente finì per non credere più nel suo film, tanto da fargli dire in seguito che il film stesso era una porcheria e che il disastro ai botteghini era in pratica già nelle premesse.

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Dick e Ingrid scattano foto osè (anche qui la Muti ha come controfigura Antonia Santilli)

In realtà il film non è affatto brutto, come l’iper critico Lenzi volle far credere, e lo scarso risultato in tema di biglietti venduti ebbe sicuramente altri fattori scatenanti.
In primis lo scarso fascino di una storia in cui l’elemento giallo/thriller non è supportato da sangue, omicidi ed effetti splatter, poi i soliti insondabili motivi per cui presso il pubblico alcune storie facevano presa ed altre no.
La vicenda inizia con i due protagonisti, i giovani danesi Dick Butler e Ingrid Sjoman che varcano la frontiera italiana (lasciando allo stupefatto doganiere un opuscolo con foto pornografiche) diretti in Toscana.
Qui Ingrid tenta di mollare delle sue foto sexy, scattate in una cabina fotografica, a un maturo signore che in realtà è della polizia.
Portati in questura, i due vengono redarguiti e subito dopo liberati, ma sono senza soldi e con la loro spider a corto di benzina.

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Così il loro viaggio termina davanti ad una lussuosa villa, dove vediamo Dick tentare di rubare dal serbatoio di un auto della benzina; ma il giovane viene sorpreso sul fatto dalla padrona di casa, la signora Barbara Slesar moglie di un diplomatico.
La donna decide di donare ospitalità alla coppia di giovani che ovviamente accettano; quello che non possono sapere è che Barbara Slesar ha appena ucciso suo marito e ne ha nascosto il corpo in una vettura in garage.

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La diabolica donna ordisce un piano per appioppare il delitto ai due ragazzi; nel frattempo si concede anche una scappatella con Dick suscitando l’ira di Ingrid.
Ma alla fine i due ragazzi scoprono il piano della donna, ma sfortunatamente per loro le cose si incastrano in maniera diabolica, tanto che devono ancora una volta fuggire.
Sulla strada, dopo essersi fermati a fare un bagno, vengono intercettati dalla polizia e nel disperato tentativo di fuggire finiscono giù per una scarpata perdendo la vita. La signora Slesar così ha ottenuto quello che voleva.
Nessuna scena di sangue, nessun  omicidio, se non quello del signor Slesar che peraltro vediamo già cadavere nel bagagliaio dell’auto.

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Siamo di fronte quindi ad un dramma giocato sulla tensione e sulla caratterizzazione dei tre personaggi principali.
Se Ingrid e Dick ci appaiono come due hippy giramondo, liberi sessualmente e liberi sopratutto da vincoli logistici o famigliari, la signora Slesar è la classica borghese annoiata che approfitta biecamente della presenza dei due giovani per concedersi sia una fugace avventura con Dick sia (cosa ben più importante) per rifilare loro l’omicidio del marito.
E il caso vuole che alla fine il delitto paghi, visto che i due giovani periscono e la donna venga salvata proprio dall’incidente mortale in cui incappano Dick e Ingrid che non potranno così raccontare la loro versione dei fatti.

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Un film interessante, aldilà delle valutazioni personali di Lenzi; se la trama non presenta particolari elementi di novità, vista l’eliminazione del discorso droga che probabilmente avrebbe arricchito la storia di implicazioni socio-culturali, Lenzi dirige con mano ferma un cupo dramma in cui alla mancanza di azione si sostituisce la buona caratterizzazione dei personaggi.
Una buona metà e più del film si svolge all’interno di casa Slesar, con alcuni momenti davvero felici; la scoperta del cadavere del diplomatico da parte dei due giovani, la felice scena del tentativo di tortura di Barbara da parte di Dick, la movimentata notte in cui i due giovani sono costretti a fuggire e infine l’inseguimento mortale sono scene ben dirette e di un certo pathos.
Nel cast troviamo tre attori che svolgono egregiamente i ruoli a loro assegnati; bene lo scanzonato Ray Lovelock, molto bene la giovane e affascinante Ornella Muti nei panni di Ingrid, bene la Papas in quello di Barbara.
Per quanto riguarda la Muti, c’è una curiosità da rimarcare; le fugaci scene di nudo che la vedono protagonista in realtà vennero girate con l’ausilio di una controfigura.

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L’attrice romana all’epoca in cui venne girato il film non aveva ancora 16 anni e quindi venne sostituita da Antonia Santilli, attrice di buone qualità che però nel corso della sua carriera non ebbe molta fortuna, finendo per interpretare una decina di film tra il 1972 e il 1974, tra i quali i decamerotici Fratello homo sorella bona,Decameroticus e Boccaccio.
Le musiche del film, discrete, sono del compianto Bruno Lauzi mentre la produzione è del grande Carlo Ponti che in seguito ad una lite con Lenzi non affidò più sue produzioni al regista toscano.
Sicuramente un film sottovalutato, che invece vale davvero una visione, sopratutto oggi che il film stesso è stato rieditato in versione digitale.

Un posto ideale per uccidere
Un film di Umberto Lenzi. Con Irene Papas, Ornella Muti, Ray Lovelock, Jacques Stany,Umberto Raho, Calisto Calisti, Umberto D’Orsi, Franco Ressel, Sal Borgese, Ugo Adinolfi, Michel Bardinet Poliziesco, durata 90 min. – Italia 1971.

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Ornella Muti

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Ray Lovelock

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Irene Papas

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Un posto ideale per uccidere banner PERSONAGGI

Irene Papas: Barbara Slesar
Ornella Muti: Ingrid Sjoman
Ray Lovelock: Dick Butler
Michel Bardinet:    Baratti
Jacques Stany: Ufficiale di polizia
Calisto Calisti: Ispettore di polizia
Antonio Mellino:Agostino
Sal Borgese: amico di Agostino

Un posto ideale per uccidere banner cast

Regia    Umberto Lenzi
Soggetto    Umberto Lenzi
Sceneggiatura    Umberto Lenzi, Lucia Drudi Demby, Antonio Altoviti
Produttore    Carlo Ponti
Fotografia    Alfio Contini
Montaggio    Eugenio Alabiso
Musiche    Bruno Lauzi

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