La notte dei dannati


A casa Duprey arriva una lettera spedita da parte del principe Guillaume de Saint Lambert.
La missiva è indirizzata ai due coniugi Jean e Danielle e contiene uno strano indovinello che è ripreso da Les fleurs du Mal di Beaudelaire, un libro che nel passato Guillaume, amico di Jean, gli ha regalato.
Incuriositi i due coniugi decidono di partire alla volta del castello di de Saint Lambert, ma all’arrivo vengono accolti dalla moglie del principe Rita Lernod che li informa immediatamente che il marito è in condizioni critiche essendo affetto da una malattia che nemmeno i medici riescono a diagnosticare.
Il principe riceve Jean e Danielle e rivela loro che la sua malattia è ereditaria; colpisce infatti da alcune generazioni tutti gli uomini della famiglia che abbiano compiuto 35 anni.
Intanto Danielle è turbata da uno strano quadro che ha visto appeso ad un muro; il dipinto mostra con dovizia di particolari una morte sul rogo e finisce per provocare degli incubi nella donna che si identifica con il personaggio del dipinto e quindi sogna di finire anche lei bruciata.


Nel frattempo Guillaume ha affidato a Jean un anello, raccontandogli che la verità sulla storia della sua malattia e della sua famiglia è racchiusa nella biblioteca del castello.
Quella notte il castello è scosso da due tragici avvenimenti; il primo riguarda la morte di Guillaume, il secondo quello di una giovane che viene rinvenuta con dei profondi graffi sul corpo.
La ragazza è una cugina del principe, che però la sera prima era presente in una casa a diverse centinaia di chilometri dal castello.
Jean intanto è riuscito a trovare il libro indicato da Guillaume; il testo fa accenno a streghe, alle proprietà dell’ametista come rimedio contro di esse e così l’uomo collega l’anello (che reca una pietra proprio di ametista) agli strani avvenimenti che stanno susseguendosi.


Infatti c’è un’altra morte e questa volta la vittima è la sorella della ragazza morta il giorno prima.
Le indagini di Jean, sempre più incuriosito e turbato dalla vicenda, lo portano a scoprire degli atti di un processo per stregoneria, avvenuto oltre tre secoli prima e che avevano visto morire sul rogo una donna, Tarin Drole.
L’uomo non impiega molto a capire che Tarin Drole altro non è che l’anagramma di Rita Lernod e scopre anche che il tribunale che aveva condannato la donna era presieduto da un antenato di Guillaume.
Intanto Rita, che è davvero la reincarnazione della strega bruciata sul rogo rapisce Danielle e…
La notte dei dannati, diretto da Filippo Walter Ratti nel 1971 è un gotico con variazioni horrorifiche condite in salsa thriller e mescolate con un pizzico di erotismo, quel tanto che si poteva mostrare 40 anni addietro.


Sopratutto, è un film girato in strettissima economia e dai ritmi dilatati temporalmente; sono presenti estenuanti passeggiate notturne e ogni scena dura più del consentito.
Per cercare di dare un senso alla pellicola, un tantino di pathos che altrimenti non giustificherebbe il pastrocchio messo su alla rinfusa, Ratti saccheggia tutti gli elementi portanti del cinema horrorifico di stampo stregonesco.
Si va dai candelabri e relative candele ai meandri del castello male illuminati alla processione di incappucciati con tanto di teschio in prima fila, dalle immancabili ragnatele alla morte della strega che si trasforma nella solita vecchiaccia orrida, senza però un minimo di effetti speciali che creino una suspense accettabile.


Filippo Walter Ratti (oggi quasi centenario) aveva alle spalle all’epoca di questa regia, una quindicina di film girati senza infamia e senza lode; il pubblico cinematografico anni settanta lo ricorda per Erika (1971) torbido drammone ambientato in Sicilia e sopratutto per il successivo I vizi morbosi di una governante del 1977.
Un mestierante come tanti altri, come dimostra  questo insipido filmetto che per risollevarsi punta tutto sulle grazie di Patrizia Viotti, una attrice che ebbe qualche momento di celebrità proprio agli inizi dei settanta e su quelle di Angela De Leo, che ebbe una carriera cinematografica limitata a 6 film.


Con queste premesse è ovvio che il film sprofondi immediatamente nel limbo dei B movies; ad aggravare le cose interviene la recitazione amatoriale di Pierre Brice che tre anni dopo questa pellicola si trasferì in Germania dove continua tuttora a lavorare.
Filmetto insipido, quindi, che ebbe comunque una ristretta fama principalmente per la pubblicità involontaria che ne fece Big film, il mensile cine romanzato che mostrò diverse sequenze della pellicola che non erano invece presenti nella stessa per probabili motivi censori.

La notte dei dannati
Un film di Filippo Maria Ratti. Con Pierre Brice, Patrizia Viotti, Angela De Leo, Mario Carrè,Antonio Pavan, Daniela D’Agostino, Carla Mancini
Horror, durata 85 min. – Italia 1971.

Pierre Brice: Jean Duprey
Angela De Leo: Rita Lernod
Patrizia Viotti: Danielle Duprey
Alessandro Tedeschi:Prof. Berry
Mario Carra:Guillaume de Saint Lambert

Regia     Filippo Walter Ratti
Soggetto     Aldo Marcovecchio
Sceneggiatura     Aldo Marcovecchio
Fotografia     Girolamo La Rosa
Montaggio     Rolando Salvatori
Effetti speciali     Rino Carboni
Musiche     Carlo Savina

Immagini tratte dal cineromanzo Bigsfilm

Si ringrazia per le foto del cineromanzo il sito: http://www.lovelockandload.net/

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