Diario proibito di un collegio femminile


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In un vagone ferroviario viaggiano due giovani; il primo, Jason Jones, è un musicista rock in chiara crisi creativa.
La seconda, Judy Peters è invece alla ricerca di una sua zia Olga Harris, che è anche l’ultima parente che le è rimasta in quanto la giovane ha perso entrambi i genitori.
Entrambi sono diretti a Brittlerhust Manor, un luogo che Jason crede essere una specie di paradiso dedicato al relax e a coloro che vogliono riacquistare equilibrio e forza.
I due giovani all’arrivo in stazione vengono accolti dal capotreno e da Frederick, il domestico nano del dottor Storm, direttore di Brittlerhust Manor; i due giovani arrivati in quella che a prima vista sembra davvero una villa ospitale ben presto si rendono conto che nel luogo c’è un’atmosfera strana, misteriosa.

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Tutti i giovani presenti infatti sembrano assenti e presentano tracce di interventi chirurgici.
Come Judy e Jason apprenderanno infatti, a Brittlerhust Manor il folle dottor Storm conduce esperimenti sui giovani presenti allo scopo di creare un esercito personale di robot viventi da utilizzare al servizio personale del dottore.
I due quindi vengono di fatto presi come prigionieri e subirebbero lo stesso destino degli altri giovani, tutti lobotomizzati e resi schiavi da Storm non fosse per il provvidenziale arrivo del giovane Abraham, che è alla ricerca della sua fidanzata giunta nella villa e della quale non ha più notizie e sopratutto per l’aiuto dato dal nano Frederick, che decide di aiutare i tre stanco delle angherie subite da Storm.

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Nel finale apocalittico i due giovani e Abraham riusciranno a fuggire, mentre l’orrendo posto verrà distrutto da un incendio in cui periranno tutti gli altri…
Horror hospital, diventato nella versione italiana Diario proibito di un collegio femminile per i soliti e noti motivi di attirare spettatori puntando sulla morbosità del titolo, espediente molto utilizzato dai distributori italiani in realtà non ha praticamente nulla di morboso o di voyeuristico.
Si tratta infatti di un vero e proprio horror diretto nel 1973 da Anthony Balch, regista londinese alla sua seconda regia di un lungometraggio e che sarebbe scomparso pochi anni dopo (nel 1980) a soli 43 anni.
Un horror quasi privo di effetti gore o splatter, diretto con buona mano da Balch; che imbastisce una storia forse ingenua ma non priva di una certa eleganza e di interesse.

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Con l’aiuto di Alan Watson, Balch imbastisce una sceneggiatura che ricalca ancora una volta la classica vicenda del dottore pazzo dedito a esperimenti insensati e crudeli; la variante questa volta è rappresentata dall’utilizzo delle vittime come schiavi dediti al servizio del folle dottore, che da un lato cerca di portare a compimento gli studi del pseudo scienziato russo Pavlov e dall’altro appaga la megalomania del suo ego creando un gruppo di schiavi da dominare totalmente.
Il film regge tutto sommato discretamente, anche se alcune trovate sono comiche in modo involontario; ben ricreata invece l’atmosfera in stile gotico della villa, con almeno due scene da ricordare, ovvero il pranzo a cui partecipano il dottor Storm e Olga (che in realtà è sua moglie), i due giovani e alcune delle vittime del folle dottore e l’olocausto finale, nel quale periscono tra le fiamme (un classico) sia la coppia di coniugi sia tutto il gruppo delle povere vittime.

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Il cast è bene assortito e vede come protagonisti da un lato Michael Gough, eccessivo come al solito e dall’altro la coppia di giovani ospiti del “collegio”, ovvero Robin Askwith e Vanessa Shaw; il resto del cast è di solo contorno e si vede.
Il film non è di facile reperibilità anche se ha diverse versioni in digitale, tuttavia è presente in rete mentre è passato molto raramente in tv.
Vale sicuramente una visione senza impegni e come puro spettacolo di evasione.

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Diario proibito di un collegio femminile
Un film di Anthony Balch. Con Robin Askwith, Michael Gongh, Vanessa Shaw, Michael Gough, Ellen Pollock, Dennis Price, Kurt Christian, Barbara Wendy, Kenneth Benda, Martin Grace, Colin Skeaping, George Herbert, James Boris, Allan Hudson, Simon Lust, Skip Martin Titolo originale Horror Hospital. Horror, durata 100 min. – Gran Bretagna 1973.

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Diario proibito di un collegio femminile banner personaggi

Michael Gough: Dr. Christian Storm
Robin Askwith: Jason Jones
Vanessa Shaw: Judy Peters
Ellen Pollock: Aunt Harris
Dennis Price: Mr. Pollack
Skip Martin: Frederick
Kurt Christian: Abraham
Barbara Wendy: Millie
Kenneth Benda: Carter

Diario proibito di un collegio femminile banner cast
Regia Anthony Balch
Sceneggiatura Alan Watson, Anthony Balch
Casa di produzione Noteworthy Films
Fotografia David McDonald
Montaggio Robert C. Dearberg
Casting Thelma Graves

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L’opinione dell’utente Dandy dal sito http://www.mymovies.it
Un horror grottesco da un regista che oscillò tra cinema di genere e sperimentazione(collaboratore di William Borroughs).Dalla trama nonsense con trovate demenziali(gli aguzzini del dottor Storm sempre vestiti da motociclisti e col casco), e che non rinuncia a una vena di lucida follia e qualche tocco gore.Interpreti godibili,su cui svetta Gough,futuro Alfred della prima serie di film di “Batman”.Non per tutti i gusti,ma all’altezza della fama di cult conquistata negli anni.Peccato che la versione italiana,oltre ad avere un titolo insensato e particolarmente cretino,sia più corta di quasi 10 minuti.

L’opinione del sito http://www.horrordapaura.forumfree.it
Non fatevi ingannare dal titolo, consiglio vivamente a tutti coloro che adorano i film horror vecchio stampo, a me è piaciuto moltissimo e non se ne vedono di questi tempi film così.
All’inizio può sembrare noioso ma vi garantisco che a me ha tenuto incollato fino alla fine del film e il finale è ancora meglio, peccato per gli effetti un po grezzi.

L’opinione del sito http://www.horrormovie.it
Un giovane musicista stressato decide di prendersi una pausa da tutto da tutti. Incuriosito da un opuscolo pubblicitario che promette una vacanza di rilassamento e di risanamento psicho-fisico ospiti di una casa di riposo immersa nel verde e nella quiete di campagna, il ragazzo decide di recarsi immediatamente sul posto. Giunto sul luogo scopre però ben presto che sotto le mentite spoglie di una casa di cura si cela in realtà un ospedale guidato da un folle dottore che compie dei bizzarri esperimenti su giovani cavie. Nonostante una storia abbastanza originale ed attori piuttosto ben calati nei rispettivi ruoli, il film non decolla. Troppi personaggi “stereotipi” (il “Mad Doctor” sulla sedia a rotelle, l’aiutante nano, lo “scapestrato capellone”), dialoghi piatti e scontati e poca suspense. Un horror decisamente poco noto che non merita molta attenzione. Curiosità: il film usci in Italia con il titolo assolutamente gratuito “Diario proibito di un collegio femminile” che nulla ha a che vedere con la trama del film; l’idea, pare chiaro, era di attirare qualche spettatore in cerca di “emozioni forti”.

L’opinione di Brainiac dal sito http://www.davinotti.com
Basterebbe la folle (ma a suo modo magistrale) scena iniziale e i successivi titoli di testa con lo schermo solcato dal sangue a benedire questo filmaccio con le stimmate del trash movie assoluto. Poi però si incappa nella noia della sceneggiatura, che calca troppo il pedale del grottesco e la visione diventa faticosa. Fatidioso anche il ghigno del protagonista, recitazione ignobile. Mediocre, ma con alcune trovate interessanti.

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