Mizzzzica… ma che è proibitissimo


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Al malcapitato spettatore di Mizzzzica… ma che è proibitissimo dopo cinque-sei minuti di proiezione sorge immediata e spontanea una domanda: ma cosa sto vedendo?
Immaginate poi di dover riassumere una trama inesistente, fatta di sketch idioti da alba del muto, con un tipo imbarazzante che si fa delle domande per strada e sbatte contro il palo di un semaforo, inquadrature del semaforo stesso e spezzoni di scene quanto meno bislacche che si susseguono alternate a scene di una sala di montaggio in cui un arrapatissimo inserviente cerca di guardare le gambe e le mutande di una assistente con tanto di tatuaggio sulla natica,che ovviamente gira per lo studio con un camice bianco, un’espressione ebete e le chiappe di fuori.

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Messi assieme quindi minuti e minuti di un film scoordinato e inconcludente e una trama volatile come un gas mefitico ecco cosa resta di questo film del 1983 di Salvatore Bugnatelli, regista di poveri mezzi artistici a cui manca completamente il senso sia della misura che quello dell’originalità tanto d far sorgere spontanea la domanda sul perchè il film non abbia avuto il titolo alternativo di Mizzzzica… ma che è sta schifezza.
Difficile a questo punto cercare di riassumere,con parole logiche, un film che snocciola una sequenza di immagini senza senso girate per metà in uno studio di montaggio, dove il regista vorrebbe spiegarci cosa accade quando si vuol montare un film sexy con degli inserti porno.
Cosa che non si vede perchè il film non solo non mostra nulla, ma la getta in caciara, con inserti di una banalità assoluta che alla fine rendono il film degno di una serie sonora di pernacchie.

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Unico motivo per dedicare due minuti alla pellicola è la presenza di Femi Benussi che con quest film, subito dopo il terribile Corpi nudi di Amasi Damiani, decide di chiudere una onorevole carriera iniziata con Pasolini e terminata con Bugnatelli, ovvero una discesa all’inferno degna di Dante.
L’attrice friulana appare nel film per pochi minuti nei panni di una manicure in alcune sequenze che sono esplicitamente copiate da Stangata in famiglia;del resto tra le innumerevoli pecche del film c’è anche l’aver indecorosamente copiato degli sketch, come quelli dello spogliarello ripreso con tecnica alla D’Amato et similia.
Praticamente non c’è altro da dire, visto che è assolutamente inutile parlare del cast fatto da attori peggio che dilettanti; regia dilettantesca e ignobile, tutto il resto è davvero robaccia.
Inutile cercare tracce di questo film in rete mentre è disponibile sul p2p più noto; visione assolutamente sconsigliata.

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Mizzzzica… ma che è proibitissimo
di Salvatore Bugnatelli con Femi Benussi,Luciana Frazzetto,Francesco Meli,Tony Morgan,Pippo Pollaci,Zaira Zoccheddu Commedia Italia 1983

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Regia Salvatore Bugnatelli
Sceneggiatura Salvatore Bugnatelli
Casa di produzione A.R. Cine International Film
Fotografia Felice De Maria
Montaggio Salvatore Bugnatelli
Musiche Roberto Anselmi

L’opinione di Homesick dal sito http://www.davinotti.com

L’intento di mostrare quel che accade nella sala di montaggio di un film in cui si insertano scene hard si risolve in poche interazioni tra il regista Bugnatelli e il pubblico che assiste; il resto del tempo è speso in una serie scombinata di sketch da commedia sexy di indescrivibile puerilità. Del tutto inutile l’arrivo di Femi Benussi (doppiata in romagnolo), che non poteva chiudere la sua proficua carriera di starlet in modo peggiore. Proibitissimo? Semmai squallidissimo!

L’opinione di Daidae dal sito http://www.davinotti.com
Sicuramente tra i film più brutti, lenti, noiosi e inutili che mi sia capitato di vedere. Ritmo catatonico, erotismo blando, comicità nulla, mediocre il cast, pessima la regia. Da vedere solo se si è fanatici di cinema e una pellicola vale l’altra.
L’opinione di Geppo dal sito http://www.davinotti.com

Una sorta di commedia erotica molto strana, decisamente inguardabile e che nemmeno diverte, dal ritmo molto lento. È un film scritto e diretto dal catanese Salvatore Bugnatelli che racconta come si gira una pellicola hard rivelando tutti i retroscena che si nascondono durante la preparazione. Poi, nella seconda parte del film, arriva Femi Benussi, ma nemmeno lei riesce ad alzare il livello generale. Tra i protagonisti Luciana Frazzetto (la ricordiamo soprattutto in Cornetti alla crema, dove interpretava una delle fidanzate di Gianni Cavina).

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