Le impiegate stradali-Batton story


Le impiegate stradali locandina

Forse l’unico, stiracchiato sorriso in questo film lo strappa il titolo, quel “batton story” aggiunto accanto a Le impiegate stradali per indicare che l’argomento della pellicola riguarda il mestiere più antico del mondo.
Impiegate stradali, ovvero prostitute, con quel batton che elide una vocale trasformando la parola in una equivalente inglesicizzata senza ovviamente corrispondenza nella lingua albionica.
Nient’altro, poi, su cui ridere o quanto meno sorridere, perché il film in questione è piatto e fondamentalmente barboso come pochi.
Veniamo ad un sunto che più sunto non si può della storia:
Marisa Colli, insegnante romana, ha a cuore i diritti delle donne, in particolare delle prostitute.
Una sera, mentre è in auto con il fidanzato Stefano, ci litiga e scende dall’auto; nella zona agiscono delle prostitute che in seguito ad una retata vengono portate in questura e malauguratamente con loro viene fermata anche Marisa.
Da questo momento la donna decide di prendere a cuore le sorti delle lavoratrici del marciapiede, le impiegate stradali del titolo e tenta di fondare un sindacato, incontrando la generale ostilità, a cominciare dai papponi delle stesse.

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Grazie ad alcuni espedienti riuscirà nell’intento tra il tripudio generale con tanto di happy end.
Mario Landi, regista televisivo di un certo valore (suoi 16 episodi del commissario Maigret e 6 dei Racconti del maresciallo) è stato regista cinematografico di modestissime opere che si ricordano principalmente per la modestia dei risultati ottenuti, prodotti dai titoli che gli amanti del z movie ricordano benissimo come Giallo a Venezia o Patrick vive ancora.
Qui il regista siciliano prova la strada della comicità unita ad una satira di costume che negli anni settanta poteva avere una qualche rilevanza, vista l’attenzione verso i fenomeni di costume e la lotta per le libertà civili che caratterizzò quel periodo.
Ma lo fa con un film che manca clamorosamente di componenti fondamentali, sia di uno straccio di sceneggiatura sia un andamento da commedia ironica o quanto meno basata su gag divertenti.

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Pur assemblando un cast al femminile di un certo rilievo (Marisa Merlini, Femi Benussi, Mariangela Giordano, Daniele Giordano) Landi consegna alla macchina da presa un film completamente anonimo, che non avendo alla base un tema svolto in maniera “seria” finisce per impantanarsi in gag di nessun valore, sulle quali ridere è impresa assolutamente ardua.
Il cast maschile poi è davvero da film di serie z e l’eccesso di caricatura che gli attori del film usano per i loro personaggi finisce per essere una zavorra che appesantisce il tutto rendendo la pellicola indigeribile.
Eufemia Benussi da Rovigno, l’insegnante Marisa, per una volta recita completamente vestita mentre qualche nudità la espone Daniela Giordano, alle prese con il ruolo di una “battona” (per restare in tema con il titolo) orba e dal cuore d’oro, mentre Marisa Merlini è qui alle prese con uno di quei ruoli materni che il cinema degli anni settanta le offri con una certa costanza.

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Presente nel cast anche Mariangela Giordano, una improbabile maga.
Un film sciatto e senza nessuno spunto degno di menzione, quindi.
Dopo anni di meritato oblio, la pellicola è stata editata in digitale: chiunque voglia visionarla può farlo all’indirizzo http://www.youtube.com/watch?v=36f5EdR-a9s

Le impiegate stradali – Batton Story

Un film di Mario Landi. Con Marisa Merlini, Femi Benussi, Daniela Giordano , Toni Ucci,Mariangela Giordano, Gianni Cajafa, Gianni Dei Commedia, durata 90 min. – Italia 1976

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Le impiegate stradali banner protagonisti

Femi Benussi: Marisa Colli
Gianni Cajafa: Arturo
Giorgio Caldarelli: Tiberio
Gianni Dei: Stefano
Daniela Giordano: Pucci
Mariangela Giordano: Priscilla
Marisa Merlini: Zaira
Toni Ucci: Carlo

Le impiegate stradali banner cast

Regia Mario Landi
Soggetto Piero Regnoli
Sceneggiatura Piero Regnoli
Produttore Gabriele Crisanti
Produttore esecutivo Giuliano Simonetti
Casa di produzione Maxi Cinematografica Italiana
Fotografia Franco Villa
Montaggio Mario Arditi
Musiche Willy Brezza, Mario Molino
Scenografia Claudio Riccardi

Le impiegate stradali banner recensioni

L’opinione di mm40 dal sito http://www.filmtv.it

Da un’idea squinternata (la fondazione del sindacato delle prostitute) nasce un film squinternato; il regista è lo stesso Mario Landi che firmò le prime edizioni del mitologico Un due tre, il varietà satirico di Tognazzi & Vianello agli albori della tv in Italia. La cosa può sorprendere, ma fino a un certo punto: siamo nel 1976 e la censura è oramai piuttosto tollerante; sul grande schermo domina la commedia scollacciata dall’inizio del decennio (si pensi al filone decamerotico) e non ci sono quasi più argomenti considerabili tabù, se si prescinde da politica e religione. Il sesso va invece benissimo, anzi: invoglia i produttori, i registi e soprattutto il pubblico a riempire le sale cinematografiche. Partendo da tali presupposti, ecco che nasce naturalmente un prodottino dal budget esiguo e dalle trovate comiche molto, molto modeste come questo Batton story (è il sottotitolo). Marisa Merlini (che meriterebbe evidentemente di meglio, ma tant’è), Femi Benussi, Daniela Giordano, Gianni Dei e Toni Ucci sono gli interpreti principali; la sceneggiatura è di Piero Regnoli e questo è il punto dell’intera operazione su cui meno si rimane sorpresi in assoluto; azzeccate, cioè leggere, le musiche di Willy Brezza e Mario Molino.

L’opinione di B.Legnani dal sito http://www.davinotti.com

Tremendo. Girato a Milano in studi poverissimi e in location raccogliticce (Via Padova, la Comasina eccetera), non strappa un sorriso neppure per sbaglio. Sceneggiatura micidiale (Regnoli). Tolto il gruppo Benussi-Merlini-Ucci-le due Giordano, il resto del cast è semplicemente agghiacciante (compreso Caldarelli, poi anima del Gabibbo!). Nel totale disastro riescono comunque a spiccare la simpatica bravura della Merlini e di Ucci, mentre si conferma gradevole il musetto di Daniela Giordano (qui assai miope, esattamente come nella vita). Ma il livello del film resta inesorabilmente infimo.

L’opinione di Homesick dal sito http://www.davinotti.com

Per Landi il passaggio dalla TV al cinema è deleterio e in questa commedia sexy pro legalizzazione del mestiere più antico del mondo si intravedono già la sciatteria e le miserie scenografiche e narrative (vedasi Dei che fa scendere la seriosa Benussi proprio tra le puttane al lavoro) dei pessimi Giallo a Venezia e Patrick vive ancora. Se la Benussi è sempre casta (nei nudi si esibiscono Daniela Giordano e un gruppetto di illustri sconosciute) e la Merlini e Ucci rifanno se stessi, l’unico ad avere una marcia in più è l’iracondo Cajafa, doppiato da un tonitruante Rino Bolognesi.

L’opinione di Panza dal sito http://www.davinotti.com

Penosissima commedia che parte da un assunto persino balzano ma che messo in mano a un regista attento poteva dare un film sopra le righe. Qui si gioca una carta più routinaria tentando di puntare sui protagonisti eliminando praticamente tutti i nudi. Manca proprio la base: Landi se la cavava molto meglio nei Maigret (qui usa per metà film una tremolante e fastidiosa camera a mano) con Cervi e il cast è totalmente allo sbando. Se poi aggiungiamo che le location sono sterili quanto le battute del film, è lapalissiana la vuotezza del tutto.

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Filmscoop è su Facebook: richiedetemi l’amicizia.

Il profilo è il seguente:

http://www.facebook.com/filmscoopwordpress.paultemplar

7 Risposte

  1. visto diverse volte sulle emittenti locali, concordo pienamente con il tuo giudizio, l’idea di base poteva essere anche interessante, ma il film è fatto male e non fa ridere affatto

  2. il link purtroppo non funziona 😦

  3. Paultemplar non so come dirti che da quando ho scoperto questo impareggiabile sito non riesco a consultare niente altro perchè qui trovo tutto quello che mi interessa, ogni cosa, inoltre corredata da foto bellissime, tutto questo per dirti: grazie ! Qui è tutto, chiaro strutturato organizzato completo insomma il creatore di questa impostazione è veramente un tipo speciale. SuperPaulTemplar Thank You 4ever. Zahi

    • Ahi ahi ahi 🙂 Troppi complimenti, qualche male lingua penserà che mi sono autoincensato con un commento scritto apposta.Comunque ti ringrazio davvero, ciao 🙂

      • pazienza, certo poi dovresti andare subito in cura per sdoppiamento 🙂 , a parte gli scherzi, se questo è il prezzo dell’essere apprezzato per la lucidità di organizzazione pratica e di idee, come traspare evidentemente dal sito così fattivamente utile al popolo degli adoratori di cinema, si può anche pagare, secondo me. L’altro prezzo da pagare, è che devi fare il callo alle sviolinate 🙂 Once Again, ciao Paul !
        Zah

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