Pat Garrett e Billy the Kid

Pat Garrett and Billy Kid locandina 3

“Mama, take this badge off of me I can’t use it anymore. It’s gettin’ dark, too dark for me to see I feel like I’m knockin’ on heaven’s door.” 
Basterebbero le note della celeberrima, stupenda soundtrack portante del film,Knockin on heavens door di Bob Dylan per consegnare alla storia del cinema il terzo western diretto da Sam Peckinpah.
In realtà il film si regge,in maniera robusta sulla delicata alchimia di trama,sceneggiatura,interpretazioni,aldilà della fortuna che ebbe il brano di Dylan;Peckinpah non lesina nulla,violenza e sopraffazione restano sempre il suo trademark,pure siamo lontani dai bagni di sangue di Il mucchio selvaggio.

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Questa è una storia di amicizia e tradimento,una parabola moderna ambientata nel vecchio West ma che potrebbe essere tranquillamente trasportata nei giorni nostri.
Pat Garrett e Billy the Kid è sopratutto uno scontro tra due mondi di interpretare la vita,una visione antitetica al tempo stesso romantica e crudele di un mondo ormai dissolto,il leggendario West,terra di uomini veri ed eroi presunti,di cieca violenza e di gesti di eroismo.
Due amici con un passato comune,due fratelli, quasi.
Due ex giovani adesso adulti, ognuno all’inseguimento di un ideale di vita assolutamente dissimile.
Compagni di scorribande,spesso oltre la legge,i due hanno diviso tutto.
Ma adesso a distanza di anni le cose sono cambiate.

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Pat si è irrigimentato,ha abdicato agli ideali giovanili, in qualche modo ha rinnegato anche l’amicizia con Billy,che invece ha conservato quasi intatti gli stessi ideali;ora sono uomini, divisi da tutto,uniti solo dall’antico affetto giovanile.
I due si ritroveranno dai due lati della barricata,divisi per sempre e in qualche modo nemici.
Il mucchio selvaggio,La ballata di Cable Hogue,Cane di paglia,L’ultimo buscadero,Getaway e infine Pat Garrett e Billy the kid…sei film fondamentali del grande regista,diretti in soli quattro anni e tutti diversissimi l’uno dall’altro.
E questo diventa il film forse più intimo, meno apocalittico del regista californiano.
Qui siamo di fronte ad un film malinconico,una dissolvenza sul mondo selvaggio del West,una ballata triste come triste era stata La ballata di Cable Hogue,con in più la tragedia che avvenne nella realtà storica e il finale aperto che invece Peckinpah consegna alla storia del cinema.

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Per certi versi, anche se con i dovuti distinguo, questo film assomiglia molto a C’era una volta il West di Leone;la stessa aria sommessa e dimessa,il rimpianto per il tramonto di un mondo che aveva avuto figure leggendarie immerse in un paesaggio selvaggio e paradisiaco,la stessa dura,cruda realtà della vita di frontiera sono alcuni punti di similitudine dei due film.
Ma al tempo stesso siamo su due prodotti molto differenti;alla storia di vendetta di Armonica che Leone aveva tratteggiato con maestria Peckinpah oppone la sua visione romantica e triste di un’America ormai in profondissima trasformazione.
La visione epica si traduce in uno sguardo sottilmente crudele su un paese mai cresciuto nella realtà,in cui pesanti contraddizioni si agitano sin dalle gesta narrate dei due ex amici divenuti ora rivali.
Uno sguardo dal presente sul passato,ma anche sul futuro.

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Il pessimismo cosmico di Peckinpah è presente a pieni mani,la sua visione negativa dell’uomo,dei rapporti umani,della storia stessa delle relazioni umane si mescola al passato di un paese mai cresciuto se non come potenza economica.
La patria della democrazia è in realtà il colosso dai piedi d’argilla.
Grazie alle prove maiuscole di James Coburn,che solo due anni prima aveva dipinto magistralmente il solitario Mallory di Giù la testa e a quella di Kris Kristofferson oltre alla piccola ma incisiva parte di Bob Dylan,Peckinpah tira fuori dal cilindro il magico coniglio bellissimo e candido.
Come già detto,gran merito del successo del film va alla stupenda colonna sonora di Dylan,ma va anche alla fotografia di John Coquillon.

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Un film crepuscolare,amaro e triste,dolce e riflessivo.
Forse la summa dell’opera di un grande regista.

Pat Garrett e Billy the Kid

Un film di Sam Peckinpah. Con James Coburn, Kris Kristofferson, Katy Jurado, Chill Wills, Richard Jaeckel,Bob Dylan, Jason Robards, R.G. Armstrong, Luke Askew, John Beck, Richard Bright, Matt Clark, Rita Coolidge, Jack Dodson, Jack Elam Titolo originale Pat Garrett and Billy the Kid. Western, durata 106 min. – USA 1973.

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Pat Garrett and Billy Kid banner protagonisti

James Coburn: Pat Garrett
Kris Kristofferson: Billy Kid
Slim Pickens: Sceriffo Baker
Bob Dylan: “Alias”
Harry Dean Stanton: Luke
Chill Wills: Lemuel
Jack Elam: Alamosa Bill
Katy Jurado: Mrs. Baker
Richard Bright: Holly
John Beck: Poe
Charles Martin Smith: Bowdre
L. Q. Jones: Black Harris

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Regia Sam Peckinpah
Sceneggiatura Rudy Wurlitzer
Produttore Gordon Carrol
Fotografia,direzione John Coquillon
Montaggio:David Berlatsky,Garth Craven,Tony de Zarraga,Richard Halsey
Roger Spottiswoode,Robert L. Wolfe
Effetti speciali Augie Lohman
Musiche Bob Dylan
Trucco Jack P. Wilson

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Chi sei tu? Bella domanda!

Sono cambiate le cose.
Le cose sono cambiate ma non io.

Ho sentito che Dio è svelto, ma dovrò affrontarlo personalmente prima di esserne convinto.

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L’opinione di Paolo Bisi dal sito http://www.mymovies.it

Nuova versione della storia di William Bonney, meglio conosciuto come Billy the Kid, famoso fuorilegge ucciso dallo sceriffo, suo ex amico, Pat Garrett. La trama, in quest’opera di Peckinpah, a poco a poco si dissolve lasciando spazio solamente alla descrizione dei due personaggi, ma specialmente all’atmosfera, quanto mai carica di tristezza e malinconia, degli ultimi anni del West. Il ritmo lento, la scenografia e i paesaggi, incredibilmente aridi e poveri, ricalcano magistralmente l’umore e i pensieri dei protagonisti, consapevoli che il loro mondo sta per morire per sempre. Ma probabilmente più di tutto questo l’essenza del film è rappresentata dalle musiche e dalle canzoni di Bob Dylan, tra cui emerge l’indimenticabile “Knockin’ on heaven’s door”. Ad interrompere questa malinconica ballata, solo qualche momento di violenza. Indimenticabili, fra le altre, la sequenza dell’evasione di Billy, e la scena finale, col bambino che corre dietro a Pat tirandogli un sasso, non accentando, nemmeno lui, il cambiamento di un mondo e la fine di quei valori romantici e passionali del grande West. Da ricordare le interpretazioni di James Coburn e Kris Kristofferson, capaci come nessuno in precedenza di dare il volto ai due personaggi più famosi di quel periodo. Generalmente sottostimato e non apprezzato come altri film di Peckinpah, è un’opera singolare da vedere e ammirare per la descrizione e i sentimenti che riesce a trasmettere.

L’opinione di Daniela dal sito http://www.davinotti.com

L’addio al western di Peckinpah è una ballata malinconica sulla fine di un’epoca che coincide con la fine di una concezione della vita come avventura e libertà dalle regole. Garret può/deve uccidere Billy perché ha già ucciso se stesso, diventando una figura iconica, appesa ad una stella di latta, al soldo di politici e proprietari terrieri senza scrupoli. E nello scontro fra due icone – anche Billy lo è, leggenda vivente che non può sottrarsi al suo destino – è fatale che sia quella nuda, priva di difese, a cadere. Colonna sonora imprescindibile, cast perfetto, film da amare.
L’opinione di Fauno dal sito http://www.davinotti.com

Non il miglior western in assoluto, ma come opera è un vero capolavoro. Pat, magnificamente interpretato da Coburn, è un rappresentante mefistofelico di una legge disgustosamente repressiva e Billy, più che un eroe, è un povero disgraziato che non può accettare soprusi derivanti da contorsioni mentali così meschine. Il fatto che Pat dica di farsi sceriffo per sopravvivere e invecchiare col sistema smaschera dei mostri che ogni tanto ritornano e che sono spesso presenti più che mai a farci sentire sul collo il loro fiato fetido e nauseante…

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Knockin’ On Heaven’s Door

Mama, take this badge off of me
I can’t use it anymore.
It’s gettin’ dark, too dark for me to see
I feel like I’m knockin’ on heaven’s door.

Knock, knock, knockin’ on heaven’s door
Knock, knock, knockin’ on heaven’s door
Knock, knock, knockin’ on heaven’s door
Knock, knock, knockin’ on heaven’s door

Mama, put my guns in the ground
I can’t shoot them anymore.
That long black cloud is comin’ down
I feel like I’m knockin’ on heaven’s door.

Knock, knock, knockin’ on heaven’s door
Knock, knock, knockin’ on heaven’s door
Knock, knock, knockin’ on heaven’s door
Knock, knock, knockin’ on heaven’s door

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