Il maratoneta


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“È sicuro? (dott. Christian Szell)
È sicuro cosa? (Thomas Babington Levy,Babe)
Sollievo e sofferenza: quale dei due applicherò, adesso dipende unicamente da lei. Quindi ci pensi su e mi risponda: è sicuro? (dott. Christian Szell)”

Un momento topico del film.Babe,il protagonista del film,è finito nelle mani dello spietato nazista Szell che sta per estrargli un dente per costringerlo a rivelargli ciò che sa su una fortuna in diamanti.
La macchina da presa mostra lo strumento odontoiatrico, indugia sullo sguardo terrorizzato di Babe e sul volto sinistro del nazista.
Allo spettatore sembra quasi di essere seduto al posto dello sventurato Babe e sente un brivido percorrergli il corpo.
Il regista ha ottenuto quello che voleva:giocare con una delle arcane paure dell’uomo,la tortura applicata sui denti,il posto più sensibile del corpo umano.
Terrore e paura si mescolano mentre la scena prosegue e il film continua…l’attimo è finalmente passato e lo spettatore sembra liberato da un incubo.
Il maratoneta è un film diretto dal regista londinese JohnSchlesinger ,Oscar nel 1970 per l’immortale Un uomo da marciapiede,che riduce per lo schermo il romanzo Marathon man di William Goldman,coinvolgendolo anche nella sceneggiatura del film stesso.
Il risultato è un thriller mozzafiato,in cui tutti gli elementi del film si sposano magicamente grazie anche alla bravura eccezionale dei due protagonisti,un intenso Dustin Hoffman e un grandissimo Lawrence Olivier.

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Un thriller ben congegnato tra l’altro,giocato tutto in velocità,sul filo della corsa ad una fortuna in diamanti e pieno di colpi di scena.

Babe è uno studente in storia,appassionato di maratone e segretamente ossessionato dalla morte del padre avvenuta anni prima, causata dall’accusa di essere un comunista nel periodo più buio della caccia alle streghe,il maccartismo,che portò il potere americano a sospettare di numerose personalità della cultura (esempio lampante Charlie Chaplin)

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Durante uno dei suoi estenuanti allenamenti,assiste casualmente alla morte del fratello di Christian Szell,un nazista che vive alla luce del sole in Uruguay e per cui lavora sotto copertura il fratello di Babe,Doc.
Quest’ultimo si occupa del trasporto di diamanti di proprietà di Szell,facendo il corriere;malauguratamente per Szell,suo fratello era l’unico depositario della chiave di una cassetta di sicurezza in cui il criminale nazista ha depositato tutta la sua fortuna.
Szell quindi è costretto ad entrare negli Usa per cercare la famosa chiave;incontra Doc e lo ferisce mortalmente con un pugnale che nasconde in una manica.
Mortalmente ferito,Doc si reca a casa di Babe ma non riesce a comunicargli nulla,nemmeno il segreto sulla sua doppia vita e sulla sua reale occupazione.
Nel frattempo Babe si è innamorato di Elisa,una agente che lavora sotto copertura;Szell,convinto che Doc abbia rivelato qualcosa a suo fratello lo fa rapire e lo tortura.

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Babe apprende quindi la verità su suo fratello,il suo impiego nella divisione diretta da Janeway,un’organizzazione segreta governativa che agisce nell’ombra;scopre che Szell è protetto e aiutato proprio da Janeway,che lo favorisce con lo scopo di apprendere notizie su altri criminali di guerra sfuggiti al giusto processo.
Sarà una corsa drammatica la salvezza di Babe;è un maratoneta allenato e riesce a tornare a casa,dove si arma con la pistola del padre.
Contatta Elisa,ma viene da questa tradito.
Durante un drammatico conflitto a fuoco,tutti i protagonisti dello stesso vengono feriti a morte;muore Elisa,che salva Babe da morte sicura,muore Janeway e muoiono di due aiutanti di quest’ultimo.Ma prima di morire Janeway comunica a Babe l’indirizzo della banca e l’ora in cui il criminale nazista andrà a ritirare i diamanti.
E’ arrivata l’ora della resa dei conti.
Veloce e intrigante,Il maratoneta ha un impianto di prim’ordine sia come struttura sia come svolgimento della trama.
I colpi di scena si susseguono, le pause del film sono avvincenti e sopratutto i personaggi di Babe e di Szell sono perfettamente caratterizzati;Babe appare un ingenuo,l’uomo qualunque inserito a forza in un gioco troppo complesso per lui mentre Szell è il cattivo di turno,un cattivo senza alcuno scrupolo con alle spalle un passato da torturatore e sopratutto da nazista convinto.

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Lo scontro tra i due,così diversi, avrà compimento in un finale drammatico e ad alta tensione,perfettamente reso scenicamente da uno Schelinger assolutamente perfetto.
Il finale è anche l’unica cosa veramente divergente tra il romanzo palpitante di di William Goldman e il film;non accenno a questa differenza per evitare di svelare proprio il colpo di scena finale.
Grandissimo Dustin Hoffman,che interpreta in modo inappuntabile il giovane e inesperto Babe catapultato in una storia assolutamente troppo grande per lui,bravissimo Lawrence Olivier nel ruolo del perfido e amorale dottor Szell,bene anche Martha Keller che interpreta il ruolo di Elisa,la donna che prima circuisce,poi tradisce l’inesperto Babe giungendo infine alla redenzione salvandogli la vita e pagando il suo gesto con la morte,bene anche Roy Scheider nel ruolo di Henry David Levy (Doc).
Uscito nel 1976,Il maratoneta ebbe immediatamente un gran successo di pubblico e inaspettatamente di critica,tanto da elevare il film stesso a livello di cult negli anni successivi.

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Azione,trama intrigante,profondità di espressione e sopratutto grandi interpretazioni:sono queste le chiavi di lettura di uno dei più bei film del genere thriller nella storia del cinema.
Menzione d’onore per le musiche che spaziano da Jules Masseneta Charles Mougeot da Franz Schubert a Michael Small e per la splendida e viva fotografia diConrad L. Hall.
Un film indimenticabile,da vedere assolutamente
Potrete visionare il film a questo indirizzo: http://www.dailymotion.com/video/x2jp3dd

Il maratoneta

Un film di John Schlesinger. Con Marthe Keller, Dustin Hoffman, Laurence Olivier, Roy Scheider, William Devane,Fritz Weaver, Jacques Marin, Richard Bright, Lou Gilbert, Marc Lawrence, Allen Joseph, Tito Goya, Ben Dova, James Wing Woo, Nicole Deslauriers, Lotte Palfi Andor, Jeff Palladini, Scott Price Titolo originale Marathon Man. Drammatico, durata 125 min.

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Il maratoneta foto banner protagonisti

Dustin Hoffman: Thomas Babington Levy (Babe)
Laurence Olivier: dott. Christian Szell
Roy Scheider: Henry David Levy (Doc)
Marthe Keller: Elsa Opel
Fritz Weaver: Prof. Biesenthal
William Devane: Peter Janeway
Richard Bright: Karl
Marc Lawrence: Erhard
Allen Joseph: Padre di Babe
Ben Dova: Klaus Szell
Jacques Marin: LeClerc
James Wing Woo:Chen
Nicole Deslauriers: Nicole
Lotte Palfi Andor: Sopravvissuta ebrea
Tito Goya: Melendez

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Giancarlo Giannini: Thomas Levy
Glauco Mauri: dott. Christian Szell
Luigi Vannucchi: Henry Levy
Solvy Stubing: Elsa Opel
Massimo Foschi: professor Biesenthal
Stefano Satta Flores: Peter Janeway

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Regia John Schlesinger
Soggetto William Goldman
Sceneggiatura William Goldman
Produttore Robert Evans, Sidney Beckerman
Fotografia Conrad L. Hall
Montaggio Jim Clark
Effetti speciali Richard E. Johnson, Charles Spurgeon
Musiche Jules Massenet, Charles Mougeot, Franz Schubert, Michael Small
Scenografia Richard Macdonald
Costumi Robert M. Moore, Bernie Pollack
Trucco Ben Nye

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L’opinione del sito maurcrispi.blogspot.com

“E’ sicuro?”
Questo l’incipit del dialogo paradossale tra un Laurence Olivier, dagli azzurri occhi di ghiaccio, nei panni del criminale nazista Szell (conosciuto – tra le sue vittime dei lager – come l'”Angelo bianco”) e Dustin Hoffmann nel ruolo di Babe, il giovane studente di storia, ebreo di origine e figlio di H.V. Levy, intellettuale vittima del maccarthismo.
A queste parole segue una scena formidabile, rifratta in due parti, in cui il criminale-nazista mette opera le sue arti di dentista per estorcere una confessione alla sua vittima. Già, perchè è un medico odontoiatra…
Una scena che nulla ha perso, malgrado i quasi quarant’anni trascorsi dall’anno di uscita del film.
Mi riferisco a “Il maratoneta”, il magistrale film di John Schlesinger, da alcuni considerato un “capolavoro assoluto” della cinematografia.
Un film che mi è piaciuto per diverse ragioni, sia quando l’ho visto una prima volta alla sua uscita, in modo un po’ istintivo, sia quando ho avuto modo di rivederlo proprrio di recente in DVD.
Le ragioni per cui mi è piaciuto e per cui mi piace tuttora?”(…)
L’opinione di Lord Holy dal sito http://www.filmtv.it

Tratto dal romanzo omonimo di William Goldman, il quale ne adatta qui anche la sceneggiatura, lascia il segno soprattutto in virtù di un buon numero di sequenze da antologia e dell’efficacia nell’immedesimazione dei due attori principali. Dustin Hoffman incarna sostanzialmente l’uomo qualunque, che suo malgrado si ritrova coinvolto in un intrigo più grande di lui, condotto a sua insaputa da persone vicine che mai aveva imparato a conoscere davvero. Laurence Olivier è invece la manifestazione di uno spettro del passato, il riflesso di una disumanità la cui esistenza è bene non dimenticare, perché purtroppo ogni tanto torna a tormentare altre vittime riproponendosi per mezzo di nuovi intermediari. Fra le scene che più rimangono impresse, citerei la tensione da cardiopalmo del rapimento, l’efferata perversione della tortura e la trepidazione dell’inseguimento. Roy Scheider ha inoltre dalla sua un paio almeno di ottimi contributi, nei momenti di fratellanza, nel sospetto del pedinamento, nell’attentato e nell’incontro a tre per mangiare insieme. Mi trovo quindi d’accordo con quanto scriveva il critico Roger Ebert a conclusione della sua recensione: «If holes in plots bother you, “Marathon Man” will be maddening. But as well-crafted escapist entertainment, as a diabolical thriller, the movie works with relentless skill».
L’opinione del sito http://www.storiadeifilm.it

Che film Il Maratoneta! Bello, intenso e al contempo scarno ed essenziale come solo i grandi classici del cinema sanno essere. Parliamo di anni 70’ e di thriller vecchio stampo, gli archetipi del cinema d’azione attuale. In molti tratti Il Maratoneta può sembrare eccessivamente complicato; una mole d’azione e dialoghi tale che sembra di seguire passo passo le pagine di un libro più che vedere un film. E’ importante saperlo, Il Maratoneta è stato tratto dal libro omonimo di William Goldman e ne ricalca più o meno tutta la sceneggiatura, salvo piccole differenze nel finale. Semplici coincidenze? Non si sa. Va segnalato però il grande lavoro svolto da Schlesinger per snellire una sceneggiatura tanto intricata.
Quanto alle prove attoriali; c’è un grande Dustin Hoffman, l’Hoffman brillante degli anni 70’, quello in stato di grazia che parafrasando Luca Carboni, non ne sbagliava davvero uno. Prove eccellenti anche da parte dei co-protagonisti, in primis il gerarca nazista Szell, interpretato da un bravo Laurence Olivier poi Marthe Keller nella parte della giovane Elsa. Il montaggio è molto buono e fluido nonostante la complessità della trama. Buone anche le riprese, mai noiose.
L’opinione di jellyBelly dal sito http://www.filmscoop.it

Il paradigma del thriller: tensione altissima, situazione intricata ed un cattivo veramente cattivo. Ne “Il maratoneta” c’è tutto, con l’aggiunta di un eccellente coppia di protagonisti in cui, per una volta, Hoffman è surclassato dal suo comprimario, uno straordinario Laurence Olivier in un ruolo del tutto atipico per lui. Epperò il suo Dr. Szell è indimenticabile, uno dei malvagi più malvagi ed epici della storia del cinema, che raggiunge il suo apice nella famosissima scena della tortura sulla sedia da dentista.
Strana carriera quella di Schlesinger, capace di girare due film come questo e Midnight Cowboy e poi di navigare in acque mediocri, senza riuscire ad imprimere la propria impronta nella new Hollywood come molti altri suoi colleghi.
Curioso, poi, come in questo film Dustin Hoffman non venga doppiato da Ferruccio Amendola ma da Giancarlo Giannini che scimmiotta Ferruccio Amendola, in una delle sue prove al doppiaggio meno convincenti.

Opinioni tratte dal sito http://www.davinotti.com

Fauno

E buona grazia! Con tre colossi quali Hoffman, Olivier e Scheider e due talenti quali Devane e la Keller, con un soggetto già in partenza devastante ne poteva scaturire solo un gran film… Se poi si interconnettono thriller, azione, spionaggio e ognuno di questi generi spara tante creazioni e tutte a forte impatto emotivo (torture naziste, doppi giochi, attentati, bracciali strani, complicità inattese, fughe ispirate a Bikila, servizi segreti che fanno i lavori più sporchi) ecco che la ricchezza visiva si moltiplica e il top viene raggiunto in un attimo.

Caesars

Una delle armi vincenti del film è quella di mettere lo spettatore praticamente nella stessa posizione del protagonista della vicenda: anche noi come lui non riusciremo per molto tempo ad avere le idee chiare su cosa stia succedendo e perchè e chi siano esattamente tutti i personaggi che compaiono. A questo ovviamente si devono aggiungere l’ottima interpretazione di Dustin Hoffman e Lawrence Olivier ed una trama non banale. Uno di quei prodotti che reggono bene il tempo. Da vedere.

Daniela

Thriller discreto, anche se non all’altezza delle migliori opere del regista e dagli sviluppi non del tutto convincenti. Eccellente il cast, con bravi attori (a parte l’anonima Keller) che fanno corona a due campioni dello schermo di diverse generazioni e stili recitativi. A ritagliarsi uno spazio permanente nella memoria dello spettatore non è la vicenda in se stessa, né i personaggi, ma la sequenza agghiacciante della tortura. Chi, seduto su quella sedia a bocca aperta, non ha mai immaginato Oliver dietro il volto del proprio dentista?

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4 Risposte

  1. Ciao templare e grazie per avermi segnalato il tuo blog che sembra una miniera di utilissime informazioni.Tornerò con molta calma a leggerti e un abbraccio Clara

  2. Film potentissimo e straordinario.
    Forse fra i migliori con Hoffman come protagonista

  3. Concordo.Gigantesca prova di Hoffman,alla pari con quella in Piccolo grande uomo.Ciao

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