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The Confession

 

Roy Bleakie (Alec Baldwin) è un un apprezzato professionista di sicuro avvenire, un avvocato newyorchese disposto a scendere a patti col diavolo per ottenere il proscioglimento dei suoi assistiti. Per di più, ha una relazione passionale con la giudice che presiede una delle sue cause.
Un giorno, viene ingaggiato per difendere in giudizio il direttore finanziario di una rinomata società, Harry Fertig. Fertig è accusato di omicidio: ha ucciso un medico, un’infermiera e un operatore sanitario, responsabili del decesso del figlio Stevie (Ryan Marsini). I tre avevano trascurato di offrire assistenza e cure al bambino, morto in seguito per una banale appendicite.
Se riuscirà a dimostrare che Fertig era malato di mente al momento degli omicidi, Bleakie sarà ricompensato con la carica di Procuratore distrettuale. Su richiesta di Jack Renoble (Jay O. Sanders), capo di Fertig, l’avvocato tenta di far riconoscere Fertig incapace di intendere e di volere. Tuttavia, questa scelta difensiva viene contestata dal suo assistito. Fertig è un ebreo praticante dai forti valori umani e religiosi. Il cliente è determinato a dichiararsi colpevole dei tre omicidi, pur andando incontro alla pena di morte, per rendere giustizia al figlio. Incontro dopo incontro, l’avvocato approfondisce il rapporto con il suo cliente. Si rivolge a Sarah (Amy Irving), moglie di Fertig, per comprendere meglio le motivazioni del suo assistito. Avrà con lei una breve relazione.

Se da un lato è lusingato dalla prospettiva di una carica professionale importante, dall’altro è sospettoso delle intenzioni e delle motivazioni di Renoble. Bleakie intuisce che l’interesse di Renoble per la difesa del dipendente sorge da un motivazione oscura. Incarica il suo assistente a indagare sugli affari della società.
Scoprirà, in seguito, che Renoble ha inquinato un terreno adiacente al bacino idrico che rifornisce con acqua potabile la città di New York al fine di rendere necessario il filtraggio dell’acqua e di acquisire l’appalto milionario per l’operazione. Una volta dichiarata l’infermità mentale, Fertig non potrebbe essere escusso come testimone sull’intera vicenda dell’inquinamento. Ignaro delle mosse del datore di lavoro, Fertig viene messo a conoscenza dei fatti proprio dal suo legale.
In aula, di fronte al giudice, Fertig si lascia trasportare dal suo credo rischiando di passare per pazzo ma il suo difensore impedisce la dichiarazione dell’infermità mentale, avvalorandone la testimonianza nel processo che lui stesso preannuncia contro Renoble.
In occasione dell’arringa difensiva, mirata ad ottenere il riconoscimento della responsabilità di Fertig per i tre omicidi, Bleakie sottolinea la differenza fra la legge umana e quella divina. Secondo Bleakie il sistema giudiziario si è allontanato dalla giustizia e dai valori morali che dovrebbe rappresentare. Ottiene la pena detentiva alla quale ambiva il suo assistito e tronca i piani di Renoble fornendo le prove per un rinvio a giudizio.

Il film, che potrebbe essere valutato come un comune legal thriller, è in realtà un dramma morale cui sviluppo è costruito sui momenti dello Spirito oggettivo appartenenti alla filosofia hegeliana: diritto astratto, moralità ed eticità. Questi concetti vengono espressi attraverso il personaggio Fertig per tutta la durata del film.
La manifestazione del volere libero del singolo individuo, considerato come persona giuridica, ossia nella sua capacità esteriore di compiere atti giuridicamente corretti, indipendentemente dai caratteri specifici che lo caratterizzano (diritto astratto); il momento della libertà soggettiva, in cui l’uomo non è più considerato nella sua esteriore capacità di contrattare, ma nella sua dimensione interiore (moralità); infine, l’eticità, definita da Hegel “il concetto della libertà divenuto mondo sussistente e natura dell’autocoscienza” – la moralità sociale, ovvero la realizzazione concreta del diritto e del bene nelle forme istituzionali della famiglia, della società civile e dello Stato.

Forse il lettore percepirà una forzatura nel rimando a Hegel e alla sua filosofia. Ma qui gli elementi appena elencati ci sono tutti: moralità, eticità e legalità. Sono questi i concetti che sorreggono la trama narrativa.
Personalmente non ho letto il romanzo “Fertig” di Sol Yurick. Non so, pertanto, quanto la pellicola si discosti dall’opera letteraria. Ad ogni buon conto, nel film i dialoghi sono tecnicamente ben curati.
Ottima la prova attoriale del premio Oscar, Ben Kingsley. Buona anche quella di Amy Irving che interpreta la moglie di Fertig, Sarah. Un po’ sotto tono invece Alec Baldwin nelle vesti del legale di fiducia di Fertig, Roy Bleakie.
Il film mantiene un buon ritmo per tutta la sua durata. Da vedere, non deluderà gli amanti del genere.

The Confession

un film di David Jones con Alec Baldwin, Ben Kingsley, Amy Irving, Richard Jenkins, Kevin Conway, Jay O.Drammatico,Usa 1999

 

Alec Baldwin: Roy Beckle
Ben Kingsley: Harry Fertig
Amy Irving: Sarah Fertig
Jay O. Sanders: Jack Renoble
Kevin Conway: Mel Duden
Anne Twomey: Judy Crossland
Richard Jenkins: Coss O’Donell
Boyd Gaines: Liam Clarke
Chris Noth: Mike Campuso

Regia David Jones
Soggetto basato sul romanzo “Fertig” di Sol Yurick
Sceneggiatura David Black
Produttore Elie Samaha, Alec Baldwin, Corrinne Mann
Fotografia Michael Seresin
Montaggio Peter Honess
Musiche Mychael Danna

“Molto spesso penso che il mondo sia solo dolore.”
” Pensiamo che sia difficile fare quello che è giusto. Difficile è sapere cosa è giusto fare. E quando si sa cosa è giusto, è difficile non farlo.”
“- Sono sempre stato sicuro di quello che facevo. Sono sempre stato sicuro di fare quello che andava fatto. Per certi versi ero come tuo marito… per certi versi… .
– Non posso aiutarti.
– A volte nella vita desideriamo una cosa, la vogliamo intensamente, senza ottenerla. Otteniamo qualcos’altro per poi scoprire che era quello di cui avevamo bisogno.”
“Faccio l’avvocato da molti anni e, immancabilmente, a ogni processo, finisce che insegno al mio cliente qualcosa sulla legge con la l minuscola, come in legge dello Stato di New York. Questo processo invece è stato diverso. Ho avuto io l’opportunità di imparare cose sulla legge dal mio cliente, legge con la l maiuscola come in Legge di Dio, la legge divina. Il miglior avvocato del mondo non può tirarti fuori, non può patteggiare, non può avere sconti di pena.”

marzo 15, 2020 Posted by | Drammatico | , , , | 1 commento

Nuremberg (Il processo di Norimberga)

Nuremberg locandina 2

La seconda guerra mondiale è terminata.
I russi hanno preso Berlino,il Fuhrer del Reich millenario ha preferito uccidersi con sua moglie Eva Braun piuttosto che cadere
prigioniero dell’Armata rossa.
Le potenze vincitrici hanno ora un problema:cosa fare dei gerarchi che hanno provocato la guerra,costruito le premesse per uno spaventoso
conflitto che è costato 50 milioni di vite umane e danni incalcolabili,che si sono resi responsabili di crimini inauditi come la Shoah,la soluzione
finale al problema ebraico,una delle retoriche purtroppo avveratesi tanto sbandierate dal nazismo.
Usa,Urss,Inghilterra e Francia,le quattro maggiori potenze vincitrici del conflitto hanno posizioni divergenti sul come affrontare lo spinoso problema;mentre Usa Inghilterra e Francia intendono celebrare un processo in cui alla sbarra ci siano non solo i nazisti superstiti,ma l’intera ideologia nazista,con l’intento di creare le premesse per evitare nel futuro che un’aberrazione come il nazismo abbia a ripetersi,l’Urss non intende andare troppo per il sottile preferendo la giustizia sommaria ad un processo che ritiene assolutamente inutile.Se a Yalta Churchill,Roosvelt e Stalin si erano accordati su decisioni importanti riguardanti il proseguimento del conflitto, sull’assetto futuro della Polonia e sull’istituzione dell’Organizzazione delle Nazioni Unite ora si tratta di decidere la sorte di quelli che erano a tutti gli effetti criminali di guerra.
Alla fine un accordo si trova e le grandi quattro affidano non senza contrasti duri l’organizzazione del processo al procuratore capo statunitense Robert Houghwout Jackson.

Nuremberg 1

Nuremberg 2
Per evitare che gli Usa abbiano un peso politico troppo forte,i quattro si accordano per eleggere l’inglese Geoffrey Lawrence come giudice principale e presidente,mentre gli altri componenti sono nell’ordine l’americano Francis Beverley Biddle,il francese Henri Donnedieu de Vabres e il russo Iona Nikitchenko,tutti giudici principali.
Nuremberg,conosciuto e distribuito anche come Il processo di Norimberga è un film diretto dal regista canadese Yves Simoneau nel 2000 e racconta,non senza imprecisioni,la storia di quello che fu il processo ai gerarchi nazisti,quelli che non seguirono l’esempio del Fuhrer e che quindi o vennero catturati o semplicemente si consegnarono nella mani degli alleati,evitando di finire nelle mani dell’Armata rossa per motivi facilmente comprensibili.
Distribuito in due versioni,il film dura 3 ore nella versione tv,divisa in due puntate e 2 ore e 13 minuti in quella cinematografica.
Un film,va detto subito,lacunoso sotto molti punti di vista,frettoloso e sopratutto basato sulla contrapposizione delle due anime del nazismo,rappresentate da Hermann Goering e Albert Speer.
Il primo,numero due del nazismo e messo in disparte quasi verso la fine del conflitto in seguito ai numerosi rovesci militari viene descritto come un uomo leale e fedele all’ideologia nazista,che difende a spada tratta nel corso del processo,con intelligenza e furbizia degne di miglior causa.
Il secondo,Speer,architetto e ministro degli armamenti appare invece come un’anima tormentata dal rimorso di aver contribuito alla follia collettiva e in particolare spietatamente autocritico verso se stesso.
Su questo dualismo,che emerge con forza al processo,il film basa gran parte della sua analisi degli eventi.

Nuremberg 3

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La trama:
Sir David Maxwell Fyfe contatta il procuratore capo statunitense Robert Houghwout Jackson proponendogli di guidare il processo che si terrà in Germania ai capi sopravvissuti del nazismo,
assicurandogli carta bianca sulla scelta della località e delle modalità di svolgimento del processo stesso.Jackson accetta e dopo un’attenta riflessione,aiutato anche dalla fedele segretaria Elsie Douglas sceglie Norimberga,la città tedesca nella quale
Hitler aveva celebrato i primi oceanici raduni e l’unica anche ad avere un palazzo di giustizia ancora in piedi dopo i bombardamenti degli anni precedenti.
I criminali giudicati saranno ventuno,che dovranno rispondere di quattro capi d’accusa:

1- Aver commesso crimini contro la pace.
2- Aver pianificato, iniziato e intrapreso delle guerre d’aggressione.
3- Aver commesso crimini di guerra.
4- Aver commesso crimini contro l’umanità.

Jackson ottiene mezzi finanziari e logistici senza limiti e in poco tempo rimette a nuovo l’aula del palazzo di giustizia deputato alla celebrazione del processo;alla sbarra c’è buona parte del Gotha del nazismo anche se mancano probabilmente quattro dei principali protagonisti della nefanda parabola del nazismo.
Manca Adolf Hitler,suicida.
Manca Joseph Goebbels,l’onnipotente ministro della propaganda,che tanto aveva contribuito ad alimentare il mito di Hitler e aveva seminato a piene mani grazie al controllo dei mezzi d’informazione l’odio e l’intolleranza razziale verso gli ebrei,morto suicida con la moglie e i sei figli;
manca Heinrich Himmler,il gran capo delle SS,il primo e principale responsabile della creazione dei campi di sterminio,morto suicida nelle mani degli americani.
E manca Martin Bormann,il segretario del partito,l’anima dannata del Fuhrer,che condizionò a tal punto da fargli fare irreparabili scelte sbagliate che finirono per accelerare la rovina del Reich,dichiarato assente e processato in contumacia.

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Nel frattempo Goering,che si è consegnato agli americani ed è stato accolto come una star,in seguito all’intervento di Einsenhower finisce nel campo di detenzione con gli altri detenuti e di qui a Norimberga,accolto con durezza dal colonnello Burton C. Andrus,che strappa le mostrine a Keitel e a Doenitz che protestavano per il trattamento non militare a cui erano stati sottoposti.
L’unico amico che Goering trova è il capitano Gustav Gilbert (nel film si adombra la possibilità che abbia fornito al maresciallo la fiala con cui si avvelenerà),il quale lo tratta con benevolenza ottenendo in cambio qualche regalo e la valigia che Goering aveva con se al momento della detenzione.
Il processo si apre con l’implacabile requisitoria di Jackson,che però trova in Goering un osso durissimo,che ribatte colpo su colpo alle accuse del procuratore.
Sarà un duello senza esclusione di colpi,ma il momento cruciale sarà quello in cui verranno mostrati i filmati che gli americani realizzarono a Auschwitz,Dachau,Mathausen,le fabbriche della morte.
Il pubblico,la corte e alcuni dei gerarchi presenti vedranno così le abominevoli condizioni di prigionia di ebrei,russi,cittadini inermi.
La sconvolgente testimonianza di Marie Claude Vaillant-Couturier sarà uno dei colpi di grazia inferti agli imputati,assieme alla terrificante testimonianza di Rudolf Hoss,il comandante del campo di sterminio di Auschwitz,che racconterà freddamente di come la fabbrica della morte riuscisse ad uccidere migliaia di prigionieri al giorno grazie alla sua “intuizione”,usare cioè il gas Ziklon B per sterminare i prigionieri
stessi.
Le montagne di scarpe,occhiali,capelli che i nazisti scrupolosamente raccoglievano saranno chiodi per le loro bare,così come i paralumi di pelle umana fatta con la pelle tatuata degli zingari e migliaia di altre immagini orripilanti.
Dopo un lungo dibattimento,il processo arriva alla conclusione,con 11 condanne a morte per Goering,Seyss Inquart,Rosenberg,Streicher,Kaltenbrunner,Keitel,Ribbentrop,Frank,Frick,Jodl,Sauckel.
Si salvarono dalla morte Hess,che ebbe l’ergastolo e che fu anche l’ultimo a morire in detenzione a Spandau,l’ammiraglio Eric Raeder che venne condannato all’ergastolo ma fu graziato nel 1955,

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A vent’anni venne condannato Baldur von Schirach,uno dei pochi a pentirsi,così come il citato Albert Speer.
Quindici anni furono comminati a Konstantin von Neurath,che venne rilasciato per motivi di salute nel 1954,mentre dieci anni ebbe Karl Dönitz,ammiraglio e successore del Fuhrer.
Vennero assolti fra le furiose proteste dei russi,Hans Fritzsche (commentatore radiofonico),Franz von Papen (ambasciatore,poi condannato a otto anni dagli stessi tedeschi) Hjalmar Schacht (Presidente della Reichsbank prima della guerra e Ministro dell’economia del governo Hitler)
Goering,come già detto,sfuggì al boia grazie ad una capsula di cianuro;la sua morte fu un duro colpo perchè era di sicuro il personaggio più in vista tra i processati.
I condannati a morte vennero impiccati e i loro cadaveri fotografati con il cappio al collo e con il nome e cognome ben in evidenza,esposti come anche il corpo di Goering per evitare la nascita di leggende false.
Dopo essere stati cremati,i corpi ridotti in cenere vennero dispersi in località segrete.
Piccolo spazio nel film per la storia d’amore tra Jackson e la sua segretaria,un’incongruenza di cui non si sentiva davvero il bisogno.
Un film con larghe zone d’ombra e poche zone di luce,ben lontano da un’opera molto più significativa sullo stesso tema come Vincitori e vinti,diretto nel 1961 da Stanley Kramer con straordinari interpreti come Spencer Tracy,Burt Lancaster,Richard Widmark,Marlene Dietrich,Maximilian Schell,Montgomery Clift e Judy Garland.
Non che in questo film manchino i grossi nomi,tutt’altro.
Ma sono sacrificati alla stringatezza del film.
Bene Christopher Plummer,Michael Ironside e Max Von Sidow,intensa Charlotte Gainsbourgh,bravissimo Brian Cox nei panni scomodi di Goering,
meno bene un imbalsamato Alec Baldwin che aveva il ruolo importantissimo di Jackson.
Regia statica e legnosa per un film che poteva avere ben altro peso e svolgimento;da segnalare solo le terrificanti immagini vere riprese dagli alleati nei campi di sterminio.
Il film è visionabile su You tube all’indirizzo https://www.youtube.com/watch?v=fOpWuzYtaag che riporta erronaeamente la data 1961.

Il processo di Norimberga
Un film di Yves Simoneau. Con Alec Baldwin, Brian Cox, Christopher Plummer,Max Von Sidow, Jill Hennessy, Christopher Heyerdahl, Roger Dunn, David McIlwraith, Christopher Shyer, Hrothgar Mathews, Herbert Knaup, Frank Moore, Frank Fontaine, Raymond Cloutier, Bill Corday, Ken Kramer Formato Film TV, Titolo originale Nuremberg. Drammatico, durata 180 min. – Canada-Usa 2000

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Nuremberg banner protagonisti

Alec Baldwin: Robert H. Jackson
Brian Cox: Hermann Göring
Christopher Plummer: Sir David Maxwell Fyfe
Jill Hennessy: Elsie Douglas
Michael Ironside: col. Burton C. Andrus
Matt Craven: capitano Gustav Gilbert
Len Cariou: Francis Biddle
Herbert Knaup: Albert Speer
Charlotte Gainsbourg: Marie Claude Vaillant-Couturier
Colm Feore: Rudolf Höß
Robert Joy: Anton Pachelogg
Christopher Heyerdahl: Ernst Kaltenbrunner
Max von Sydow: Samuel Rosenman

Nuremberg banner doppiatori

Roberto Pedicini: Robert H. Jackson
Michele Kalamera: Hermann Göring
Rino Bolognesi: Sir David Maxwell Fyfe
Laura Romano: Elsie Douglas
Saverio Indrio: col. Burton C. Andrus
Oliviero Dinelli: capitano Gustav Gilbert
Antonio Colonnello: Francis Biddle
Angelo Maggi: Albert Speer
Maurizio Reti: Anton Pachelogg
Edoardo Nordio: Ernst Kaltenbrunner
Romano Malaspina: Samuel Rosenman

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Regia Yves Simoneau
Soggetto Joseph E. Persico (romanzo)
Sceneggiatura David W. Rintels
Fotografia Alain Dostie
Montaggio Yves Langlois
Musiche Paul Conboy, Adrian Corker, Richard Grégoire
Produttore Mychèle Boudrias, Ian McDougall
Produttore esecutivo Gerald W. Abrams, Alec Baldwin, Bernard F. Conners, Jonathan Cornick, Suzanne Girard, Peter Sussman
Casa di produzione Alliance Atlantis Communications, British American Entertainment, Canadian Television (CTV), Cypress Films

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Da Rudolf Höss Comandante ad Auschwitz. trad. di G. Panzieri Saija, Einaudi, Torino, 1985

“A Sachsenhausen vi erano parecchi Testimoni di Geova, una gran parte dei quali rifiutò di prestare servizio militare; vennero perciò condannati a morte del Reichsführer come ribelli. Furono giustiziati alla presenza di tutti gli altri prigionieri, all’interno del campo, e tra questi in prima fila
erano stati collocati i loro confratelli. Ho conosciuto parecchi fanatici religiosi, nei pellegrinaggi, nei conventi, in Palestina, sulla strada dell’Heggiaz, in Irak, in Armenia; cattolici, sia romani, sia ortodossi, musulmani, sciiti e sunniti. Ma i Testimoni di Geova di Sachsenhausen, e due di loro in particolare,
superarono quanto avevo visto fino ad allora. Questi due fanatici rifiutarono di compiere qualunque cosa avesse il minimo rapporto con le faccende militari. Ricusavano di stare sull’attenti, vale a dire non battevano i tacchi, non tenevano le mani lungo le cuciture dei pantaloni, non si toglievano il berretto.
Per essi non esistevano leggi, poiché consideravano Geova il loro unico legislatore. Fummo costretti ad allontanarli dal block dei loro confratelli e a tenerli in segregazione, poiché incitavano continuamente gli altri ad imitarli. Eicke li aveva condannati parecchie volte alla pena del bastone
per il loro contegno indisciplinato, ma accoglievano le frustate con tanta gioia da fare supporre in essi una sorta di perversione. Pregavano il comandante di farli frustare ancora, per poter così meglio testimoniare della loro idea, in favore di Geova. Dopo la visita militare, alla quale, è inutile dirlo,
si rifiutarono assolutamente – non vollero nemmeno mettere la firma sotto un documento militare -, vennero anch’essi condannati a morte dal Reichsführer. Quando la condanna gli venne annunziata in cella, ebbero un’esplosione di gioia irrefrenabile, e avrebbero voluto in ogni modo affrettare il giorno dell’esecuzione.
Torcendo le mani levavano gli occhi al cielo con espressione estatica ed esclamavano senza posa: – In breve saremo presso Geova, quale felicità essere eletti a ciò -. Alcuni giorni prima avevano assistito all’esecuzione di alcuni confratelli, e si era stentato a trattenerli, tanto irresistibile era il loro desiderio di essere immediatamente giustiziati.
La vista di tanta frenesia era quasi insostenibile e dovettero essere riportati quasi a forza nelle loro celle. Quando venne il loro giorno, si avviarono quasi di corsa. Non vollero essere legati, per poter alzare le mani a Geova, e stettero davanti al palo con un’espressione luminosa e rapita che non aveva più nulla d’umano.
Così immaginai dovessero essere i primi martiri cristiani, condotti nell’arena per essere dilaniati dalle belve. Andarono dunque alla morte coi visi illuminati, gli occhi rivolti al cielo e le mani congiunte nella preghiera e levate in su. Tutti coloro che assistettero alla loro morte ne furono turbati, perfino il plotone d’esecuzione.
Albert Speer al processo di Norimberga

Se Hitler avesse avuto degli amici, io sarei stato suo amico. (Davanti alla corte del processo di Norimberga)
Nella mia responsabilità di alto esponente di una potenza tecnologica altamente sviluppata, che aveva usato tutto e tutti i suoi mezzi, senza coscienza né freni, contro l’umanità, cercavo non soltanto di addossarmi quanto era avvenuto, ma anche di capirlo.
Da un momento all’altro il complesso sistema del nostro mondo moderno può venire inesorabilmente distrutto da forze negative moltiplicatesi in reazione a catena. Nessuna volontà umana potrebbe arrestare questo processo, se l’automatismo dello sviluppo dovesse ulteriormente spersonalizzare l’uomo e privarlo ancor più della sua responsabilità.
Abbagliato dalle possibilità della Tecnica, l’ho servita negli anni decisivi della mia esistenza. Ora, al termine di questa mia esistenza, essa, la Tecnica, trova davanti a sé il Dubbio.

Hermann Goering al processo di Norimberga

“Naturalmente la gente comune non vuole la guerra: né in Russia,
né in Inghilterra, né in Germania. Questo è comprensibile.
Ma, dopotutto, sono i governanti del paese che determinano la politica,
ed è sempre facile trascinare con sè il popolo,
sia che si tratti di una democrazia, o di una dittatura fascista,
o di un parlamento, o di una dittatura comunista.
Che abbia voce o no, il popolo può essere sempre portato al volere dei capi. È facile.
Tutto quello che dovete fare è dir loro che sono attaccati,
e denunciare i pacifisti per mancanza di patriottismo, in quanto espongono il paese al pericolo.
Funziona allo stesso modo in tutti i paesi.”.

Nuremberg banner foto storiche

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Rudolf Hess a Spandau

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Il corpo di Kaltenbrunner dopo l’esecuzione

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Le esecuzioni

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Il corpo esanime di Goering

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Goering alla sbarra a Norimberga

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Il processo

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Alcuni imputati

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John C.Woods il boia di Norimberga

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Jack “Tex” Wheeles,l’ultimo carceriere di Goering

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Il procuratore capo Jackson

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Jona Nikitchenko,il giudice principale russo

Nuremberg c4 Henri Donnedieu de Vabres

Henri Donnedieu De Vabres,il giudice principale francese

Nuremberg c3 Francis Beverley Biddle

Francis Beverley Biddle,il giudice principale statunitense

Nuremberg c2 Geoffrey Lawrence giudice principale

Geoffrey Lawrence,presidente

Nuremberg c1 Colonnello Andrus

Il colonnello Andrus,responsabile della prigione

Nuremberg c0 I giudici

I quattro giudici del processo

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Arthur Seyss Inquart

Nuremberg a2 Alfred Rosenberg

Alfred Rosenberg

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A destra:Julius Streicher

Nuremberg a4 Ernst Kaltenbrunner

Ernst Kaltenbrunner

Nuremberg a5 Wilhelm Keitel

Wilhelm Keitel

Nuremberg a6 Joachim Von Ribbentrop

Rudolf Hess

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Hans Frank

Nuremberg a8 Wilhelm Frick

Wilhelm Frick

Nuremberg a9 Alfred Jodl

Alfred Jodl

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Fritz Sauckel

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Martin Bormann

Nuremberg b2 Heinrich Himmler

Heinrich Himmler

Nuremberg b3 Alois Brunner,

Alois Brunner

Nuremberg b3 Joseph Goebbels

Joseph Goebbels

Nuremberg b4 Joseph Mengele

Joseph Mengele

novembre 24, 2015 Posted by | Drammatico | , , , , , | 1 commento