Greta,la donna bestia

 

Quello di Las Palomas è un penitenziario speciale.
In esso infatti sono detenute donne che hanno commesso reati a sfondo sessuale o che hanno devianze relative alla stessa sfera; ci sono ninfomani mescolate a prostitute, lesbiche e un campionario di masochiste molto vario.
La direzione dello stesso è affidata alla perversa e sadica Greta, che tiranneggia le detenute umiliandole in vario modo.
Ma all’interno del penitenziario ci sono anche alcune prigioniere politiche, inviate dalla dittatura che imperversa nel paese dove avvengono i fatti a subire la dura sferza di Greta ; le prigioniere politiche sono trattate se possibile anche peggio, spesso vegnono eliminate fisicamente.


Abbie Phillips, alla ricerca di sua sorella detenuta all’interno di Las Palomas riesce a farsi mandare nel penitenziario con la complicità del Dr. Milton Arcos; qui la ragazza apprenderà la verità sulla sorte di sua sorella, non prima di essere passata attraverso un campionario di umiliazioni da brivido.
Vessata dalla compagne e in particolare da Juana, una delle detenute più violente, amante della direttrice Greta, Abbie riuscirà con coraggio a sopportare tutto, insegnando proprio ad Juana la strada per ribellarsi al dispotismo di Greta.
Sarà infatti l’ex aguzzina di Abbie a dare il via alla rivolta, che si concluderà dramaticamente con la morte di Greta mangiata viva dalla detenute, mentre qualcuno riprende di nascosto tutto l’accaduto….

Nelle due foto: Dyanne Thorne (Greta) e Lina Romay (Juana)

Greta la donna bestia, più conosciuto come Ilsa, The Wicked Warden è un film del 1977 diretto dal regista spagnolo Jesus Franco, che in passato aveva già girato un film con le stesse tematiche, quel 99 donne in cui c’era un cast di grande spessore formato dalle nostre Luciana Paluzzi e Rosalba Neri, da una delle muse di Jess Franco, ovvero Maria Rohm e da Maria Schell, Herbert Lom oltre a Mercedes McCambridge.


Greta è un WIP, ovvero un Women in prison, quel particolare genere cinematografico ambientato dietro le sbarre di carceri spesso violente e annichilenti; ed è un wip particolare, che sfrutta il successo dei due film Ilsa la belva delle SS e Ilsa la tigre del deserto per riproporre Dyanne Thorne, l’attrice che aveva interpretato la kapo nazista in un ruolo che però non ha nulla a che vedere con i due precedenti.
Infatti come gli appassionati del genere ricorderanno, in Ilsa la belva delle SS c’era una conclusione altrettanto feroce di quella ripresa da Franco, con la morte della sanguinaria nazista; qui non siamo durante la seconda guerra mondiale, l’utilizzo del nome Ilsa per il titolo internazionale appare chiaramente come un espediente commerciale.
Questo film è un prodotto in linea con la media dei film del regista spagnolo; nudi a volontà, fotografia curata, ritmo di narrazione lentissimo in una cornice accurata.
Quindi il meglio e il peggio di Franco, dove il meglio è rappresentato dall’indubbia abilità formale del regista e il peggio dalla sciatteria generale, ovvero una sceneggiatura abbastanza prevedibile con un corollario rappresentato da perversioni e sadismo a gogo.

Il film non presenta particolari novità in relazione agli altri prodotti riconducibili al genere WIP; torture, docce, carcerieri sadici sono i veri protagonisti del film, che inizia seguendo la fuga di una detenuta che dopo una lunga caccia viene catturata in casa del dottor Arcos. Sono i primi dieci minuti del film, interminabili perchè girati con i tempi di Franco, estremamente dilatati ma curati nei dettagli.
Di là in poi il film si snoda attraverso la descrizione delle sevizie sia morali che fisiche subite da Abbie, che iniziano con la consueta doccia gelata e terminano con la scena in cui Abbie è costretta da Juana a leccarle il sedere dopo che quest’ultima ha defecato (scena lasciata fortunatamente all’immaginazione dello spettatore).


A parte questa scena abbastanza disgustosa, l’ultima parte del film è quella che mostra un minimo d’azione dopo quasi un’ora e venti film e mostra la vendetta delle detenute che mangiano viva la crudele Greta.
La scena, che vorrebbe essere splatter, in realtà è ammorbidita dagli effetti speciali, nel senso che siamo al minimo sindacale anche per un z movie horror. Il sangue non è nemmeno rosso e per dare un minimo di pathos alla lunga sequenza, Jess Franco intervalla le scene di cannibalismo con quelle in cui mostra una tigre impegnata nel divorare un pezzo di preda catturata.
In quanto al cast, da segnalare la presenza di Tania Busselier che assolve discretamente il suo compito interpretando la coraggiosa Abbie, quella della ipertrofica Dyanne Thorne ai suoi soliti standard nella parte della crudele Greta e la presenza della musa di Jess Franco nonchè sua moglie Lina Romay. Da rimarcare la presenza dello stesso regista nel ruolo del dottor Milton Arcos.

La Romay, scomparsa nel febbraio del 2012 a soli 57 anni è in scena con un insolito taglio di capelli alla maschiaccio; la sua magnetica presenza è una delle cose rilevanti del film che per il resto può essere definito come un prodotto in linea con la sterminata filmografia di Franco, quindi senza infamia e senza lode.
Il film è disponibile in digitale ed è presente in versione italiana e presumo anche integrale su Youtube a questo indirizzo: http://youtu.be/Op1rVIoDXAg

Greta  la donna bestia
Un film di Jesus Franco. Con Dyanne Thorne, Tanya Busselier,Lina Romay, Erik Falk,Jesus Franco. Titolo originale Hans dime Mämmer – Erotico, durata 91 min. – Svizzera, Francia 1976.

Dyanne Thorne: Greta del Pino
Erik Falk: Dottor Rego
Tania Busselier: Abigail Philips (Aby)
Lina Romay: Juana, detenuta n. 10
Jesús Franco: Dottor Milton Arcos
Peggy Markoff: Carla, detenuta n. 14
Aida Vargas: Detenuta n. 20

Regia Jesús Franco
Soggetto Erwin Dietrich, Jesús Franco
Sceneggiatura Erwin Dietrich, Jesús Franco
Produttore Erwin Dietrich (Elite Film, Zurigo e Monaco)
Fotografia Ruedl Küttel
Musiche Walter Baumgartner

 

Lina Romay

Dyanne Thorne

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Ilsa la belva del deserto

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Ilsa, ex SS e capo di un campo di concentramento, viene assunta dal dissoluto e crudele sceicco El Sharif per reclutare con le buone o con le cattive donne che poi finiranno nell’harem personale dello sceicco.
Non tutte le donne però finiscono nell’harem; alcune vengono messe all’asta e vendute dallo sceicco a suoi compiacenti amici.

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Uschi Digart

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Dyanne Thorne è Ilsa

Aiutata da due crudeli ragazze di colore, Ilsa si da da fare con torture inenarrabili per convincere le riottose; ma alla fine pagherà il solito conto salato.
Un anno dopo Ilsa, la belva delle SS torna il personaggio della pettoruta e sadica ex comandante delle SS, divenuta nel frattempo una specie di mercenaria; una resurrezione in piena regola, visto che nel film precedente Ilsa viene uccisa da un soldato russo e fatta a pezzi nel campo di concentramento.

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Ma nel cinema, si sa, i personaggi non muoiono mai, così Don Edmonds nel 1975 pensò bene di far rivivere il personaggio impersonato dalla pettoruta Dyanne Thorne, attrice di scarsissimo se non nullo talento, la cui unica dote risiedeva nel robusto apparato mammario.
Ilsa la belva del deserto ripercorre pedissequamente il corollario di uccisioni, stupri, violenze et similia di Ilsa la belva delle SS, senza nessun elemento di novità; la miscela è quella classica, ovvero tanto sangue, tanta violenza e un bel mucchio di donne discinte.

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Qualche scena di combattimento, come quella fra le due aguzzine al soldo di Ilsa e un soldato, poco altro.
I dialoghi sono di una povertà assoluta, gli scenari al massimo risparmio; spicca la presenza di un elicottero, che deve esser costato alla produzione quanto tutto il film.
Difficile trovare qualcosa di buono in un film splatter, ed infatti in questo caso è impossibile.
Lo spettatore meno accorto dovrà consolarsi con le ipertrofiche mammelle della Thorne, alla quale va aggiunta un’altra maggiorata, la star dei film di Russ Meyer, Uschi Digart.
Inguardabile.

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Ilsa, la belva del deserto,un film di Don Edmonds. Con Dyanne Thorne, Uschi Digart,Michael Thayer, Sharon Kelly, Haji Cat Titolo originale Ilsa, Harem Keeper of the Oil Sheiks. Erotico, durata 92 min. – USA 1975.

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Ilsa la belva del deserto banner personaggi

Dyanne Thorne: Ilsa
Max Thayer: comandante Adam
Jerry Delony: El Sharif
Uschi Digard: Inga Lindström
Sharon Kelly: Nora Edward
Haji: Alina Cordova
Tanya Boyd: Satin
Marilyn Joi: Velvet
Su Ling: Katsina
Richard Kennedy: Kaiser
George Flower: Beggar

Ilsa la belva del deserto banner cast

Regia     Don Edmonds
Soggetto     Langston Stafford
Sceneggiatura     Langston Stafford
Produttore     Don Edmonds
Produttore esecutivo     Don Behrns
Casa di produzione     Mount Everest Enterprises Ltd.
Distribuzione (Italia)     Cambist Films
Fotografia     Dean Cundey, Glenn Roland
Montaggio     Idi Yanamar
Scenografia     J. Michael Riva
Costumi     Frances Dennis

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Ilsa la belva delle SS

Ilsa la belva delle SS locandina

Capostipite del florido filone dei film nazisploitation, Ilsa la belva delle SS è qualcosa di ben diverso da un film; mancando nello stesso una trama organica, potrebbe passare per un documentario sulle atrocità naziste, non fosse per tutta una serie di particolari che lo rilegano, a buon diritto, tra i film trash erotico/splatter, che è poi il traguardo a cui puntò il regista dello stesso, Don Edmonds, regista e attore americano che nel corso della sua carriera di cineasta ha all’attivo solo poche pellicole.

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Dyanne Thorne è Ilsa

Ilsa è un contenitore di orrori mescolati in tutte le salse, che punta principalmente sulla dettagliata descrizione per immagini di torture e efferatezze ai danni del solito gruppo di malcapitate; in questo caso le stesse finiscono in un campo comandato dalla spietata Ilsa, che sperimenta sulle prigioniere la resistenza al dolore. Per fare questo non esita a praticare torture inimmaginabili sulle povere cavie, sottoponendole a prove devastanti, come la penetrazione con falli elettrificati e altre raffinatezze che vengono mostrate allo spettatore.
Il tentativo, molto maldestro, di mascherare una sorta di parata di belle donne discinte sottoposte a sevizie sessuali e fisiche

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come documentazione degli orrori nazisti inizia da subito, quando immagini in bianco e nero del fuhrer introducono alla vicenda, con il solito sbarco dai camion delle prigioniere che vengono immediatamente denudate e sottoposte alle abominevoli ispezioni corporali.
Fin qui le cose vanno abbastanza bene anche dal punto di vista storico; era prassi consolidata, nei campi, quella di controllare detenuti e detenute per evitare che persone infette potessero contagiare, più che gli altri detenuti, le guardie stesse dei lager.
Dopo poco però ci si rende conto di dove il film vada a parare: iniziano le torture ai danni delle prigioniere, torture sadiche senza giustificazioni, che vedono le malcapitate bollite vive, ustionate  a morte, penetrate con falli elettrificati, frustate fino alla morte mentre l’ineffabile Ilsa si sollazza con i prigionieri maschi, che poi evira senza pietà.

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Se la figura di Ilsa ricorda quella di Ilse Koch, la cagna di Buchenwald, lo fa solo negli aspetti più deliranti della pur triste vicenda della kapò del campo di Buckenwald; è tutto da dimostare che la mente perversa della donna abbia poi davvero ideato torture fini a se stesse, per il solo gusto sadico di praticarle.
Cosi il film si snoda attraverso le dettagliate torture, storie appena abbozzate delle vite delle stesse nei campi, mentre  si sofferma con compiacimento sulle perverse figure delle carceriere, che frustano senza pietà mentre sono completamente discinte, sempre desiderose di obbedire, con voluttà, agli stravaganti ordini della direttrice del campo.

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Che mantiene anche buone relazioni diplomatiche con i suoi superiori, come dimostrato quando arriva un gerarca nazista per ispezionare il campo, e viene sedotto dalla ineffabile Ilsa.
In questo caso anche le alte sfere appaiono come un branco di ipodotati atti solo alle perversioni personali; il gerarca chiederà ad Ilsa non un normale rapporto  fisico, ma di farsi orinare addosso!
Il film quindi si snoda attraverso immagini più o meno crude, fino alla parte finale, che vede le donne del campo reagire e prendere possesso dello stesso, fino all’inevitabile arrivo di una colonna militare mandata a far pulizia per evitare che le truppe alleate trovino traccia degli orrori perpetrati nel campo stesso.

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E’ la fine di Ilsa, che viene giustiziata da un ufficiale tedesco mentre è legata ad un letto è attende di essere liberata; ovviamente due prigionieri sono riusciti a fuggire, in modo da poter raccontare quanto effettevamente accaduto.
Inutile dire che Ilsa la belva delle SS è un film senza alcun valore ne storico ne cinematografico; la recitazione degli attori è assolutamente approssimativa, a cominciare da quella della prosperosa Dyanne Thorne, volto e sguardo da nazista ma espressiva come un cocomero. Il resto del cast è assemblato secondo criteri rigorosamente fisici; vengono privilegiate comparse prosperose, che possano in qualche modo attrarre l’occhio concupiscente dello spèttatore.
Il resto, come ampiamente detto, è un campionario di orrori gratuiti.

Il film, che è girato in pratica in due baracche ricostruite e in un laboratorio di tortura che sarà il centro di molte produzioni simili, arriva al finale senza aver mostrato alcunchè di rilevante.
La Thorne, che si mostra ardimentosa negli amplessi con i prigionieri, mostra con parsimonia il suo prosperoso petto, che in pratica fu l’unico vero motivo del suo successo (davvero molto limitato) cinematografico.

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Inaspettatamente per gli stessi produttori, il film ebbe un discreto successo, tanto da convincere gli stessi a produrne altri; il che, visto il finale di Ilsa la belva delle SS, che vede la morte della donna, fu davvero una forzatura , sopratutto alla luce dello squallore assolto dei sequel.

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Ilsa la belva delle SS, un film di Don Edmonds. Con Dyanne Thorne, Gregory Knoph, Tony MumoloTitolo originale Ilsa, She-Wolf of the S.S..  Erotico,  durata 90 min. – USA  1973.

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Ilsa la belva delle SS banner protagonisti

Dyanne Thorne: Ilsa
Gregory Knoph: Wolfe
Tony Mumolo: Mario
Maria Marx: Anna
Nicolle Riddell: Kata
Jo Jo Deville: Ingrid
Sandy Richman: Maigret
George Flower: Binz

Ilsa la belva delle SS banner cast

Regia Don Edmonds
Soggetto Jonah Royston
Sceneggiatura Jonah Royston
Produttore David F. Friedman
Produttore esecutivo Karl Bergen
Casa di produzione Aeteas Filmproduktions
Distribuzione (Italia) Anchor Bay Entertainment
Fotografia Glenn Roland
Montaggio Kurt Schnit
Trucco Joe Blasco