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Porca vacca

Porca vacca locandina

Primo Baffo detto Barbasini è un cantante da balera, pavido e un po vigliacco; siamo nel periodo della prima guerra mondiale, è l’uomo tenta disperatamente di sottrarsi al servizio di leva; nonostante si finga omosessuale, viene inviato al fronte. Qui viene derubato da due furbi contadini, che vivono alla giornata rubando quello che possono. I due, Tomo secondo e Marianna, lo lasciano completamente al verde; ma la guerra è lunga, e Primo Baffo finisce per reincontrare i due. Sarà proprio Tomo a tirarlo fuori dai guai, il giorno che Primo Baffo, inviato in trincea per tagliare dei reticolati, finirà impigliato in uno di essi.

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                        Renato Pozzetto Primo Baffo

Per ringraziamento l’uomo fa arrestare Tomo, che viene cosi coscritto con la forza. Ma tra i due, nonostante tutto, nasce un sentimento di amicizia; il pavido Primo baffo e il simpatico mariuolo Tomo si completano a vicenda, e da quel momento divideranno i pericoli che la guerra quotidianamente offre, entrambi alla ricerca di Marianna, della quale ormai sono entrambi innamorati.

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                   Laura Antonelli Marianna

La ritroveranno dopo una serie di avventure, quando dopo aver tentato di disertare, verranno ripresi e mandati incontro alla morte, per una missione suicida, far saltare una diga.
La furbissima Marianna, che si è rifugiata in montagna, pagherà però per tutti; violentata da una pattuglia tedesca, si vendicherà facendo saltare la diga, salvando così la pelle ai due amici che avevano deciso di farlo entrambi.
I due assistono impotenti al suicidio di Marianna, convinti, in cuor loro, che la ragazza abbia comunque trovato il modo di sopravvivere.

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Adriana Russo

Gustosa commedia venata di umorismo e di malinconia, Porca vacca, di Pasquale Festa Campanile, è un riuscito tentativo di ridicolizzare luoghi comuni e miti sulla guerra; i due amici, che incarnano l’italiano medio, hanno tutti i difetti tipici della gente italica. Sono furbi, opportunisti, pavidi e vigliacchi, ma anche generosi e di cuore, sentimentali e romantici.
Lo dimostrano le varie situazioni in cui vengono coinvolti, mentre tentano di scappare da quella cosa illogica, terribile che è la guerra; non hanno sentimento patrio, perchè sanno che non c’è nessun onore o nessun vantaggio a morire in guerra, una guerra che si combatte in trincea, con i capi nascosti al sicuro che mandano al macello i poveri fanti.

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Ma al momento buono tirano fuori il coraggio, mostrando di essere capaci di morire per vendetta ma sopratutto per amore.
Porca vacca è una storia di amicizia, è una storia d’amore, ed è anche un film sottilmente satirico; non perfettamente riuscito, ma godibile per molti motivi.
Il principale è la simpatia che ispirano i due improbabili alleati, che scopriranno proprio nell’amicizia una delle poche cose buone da salvare, per cui vivere; in questo Pozzetto, che è Primo Baffo, mostra particolare talento, grazie anche alla sua abilità di cabarettista e cantante.

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Il suo personaggio, quello del cantante comico di balera, alla fine è convincente proprio perchè l’attore riesce a dare spessore e credibilità al suo personaggio.
Molto bravo è Aldo Maccione, alias Tomo Secondo, un simpatico furfante che della vita ha capito tutto, ma che finirà, suo malgrado, per provare sulla sua pelle gli orrori della guerra.
Bravissima e Laura Antonelli, in uno dei ruoli meglio interpretati nella sua carriera, quello della opportunista, cinica e disincantata Marianna, che finirà per provare uno scatto d’orgoglio quando anche lei proverà sulla sua pelle gli orrori della guerra, illustrati alla perfezione nella sequenza drammatica dello stupro di gruppo, forse la parte più coraggiosa e dolente del film.

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Il bordello per soldati

In ultima analisi, si tratta di un buon film, che ha motivi d’interesse, ben aldilà delle solite critiche negative dei critici ottusi: Morandini, uno dei più discutibili tra essi, ne da questa visione: “Guerra 1915-18. Balordo cantante di balera fa di tutto per farsi riformare, ma viene inviato al fronte. Più che gli austriaci sono suoi nemici due contadini che, sfruttando la situazione, arraffano. È il tentativo, soltanto in parte riuscito, di buttare in farsa la tematica dell’antimilitarismo. Festa Campanile era un intelligente che si buttava via. Qua e là pecoreccio. L. Antonelli in forma, R. Pozzetto un po’ meno.”

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Aldo Maccione

Una visione davvero singolare di un film che non è un capolavoro, ma che ha momenti di grande cinema, grazie anche alla attenta regia di Festa Campanile, uno dei registi più intelligenti e sensibili del cinema italiano.
Quello che non appare chiaro ai detrattori del film è che non siamo di fronte a La grande guerra, che Pozzetto e Maccione non vogliono rifare il verso a Gasmann e Sordi; la trivialità del film ha una sua giustificazione, perchè in guerra ci vanno i poveracci, non di certo i nobili o i ricconi.
Per cui qualsiasi lettura in termini saccenti del film è falsa e fuorviante; questo è un divertissement, ben fatto e a tratti davvero simpatico.

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Porca vacca, un film di Pasquale Festa Campanile. Con Renato Pozzetto, Laura Antonelli, Aldo Maccione, Adriana Russo, Toni Ucci, Gino Pernice, Raymond Bussières, Raymond Pellegrin, Massimo Sarchielli, Antonio Marsina, Enzo Robutti, Edoardo Sala, Antonio Orlando, Consuelo Ferrara, Lucio Salis
Commedia, durata 113 min. – Italia 1980

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Renato Pozzetto: Primo Baffo detto Barbasini
Laura Antonelli: Marianna
Aldo Maccione: Tomo Secondo

Regia Pasquale Festa Campanile
Soggetto Pasquale Festa Campanile
Marcello Coscia
Sceneggiatura Massimo De Rita
Produttore Achille Manzotti
Fotografia Alfio Contini
Montaggio Amedeo Salfa
Musiche Ennio Morricone
Riz Ortolani
Scenografia Gualtiero Caprara
Guido Josia
Costumi Ugo Pericoli
Luca Sabatelli

febbraio 22, 2010 Posted by | Commedia | , , , , | 1 commento

Laura Antonelli

Laura Antonelli foto 1

Se il cinema ha dato a Laura Antonaz, in arte Antonelli, istriana di Pola, dove è nata nel 1941, fama, notorietà e denaro, si è anche trasformato nell’incubo personale della bellissima attrice, che ha pagato un prezzo altissimo al successo, che le ha trasformato la vita in una discesa all’inferno che ha veramente pochi eguali nella storia stessa del cinema. Una vicenda triste, la sua; perchè è triste vedere una donna bella, ammirata, sicuramente anche in possesso di ottime doti recitative, finire in prigione per il possesso, nel periodo sbagliato, di una modica quantità di droga usata fra l’altro per uso personale e in seguito comparire sui giornali solo ed esclusivamente per un’altra vicissitudine giudiziaria, seguita all’ultimo film interpretato da Laura nel 1991, quel Malizia 2000 che doveva rinverdirne i fasti come all’epoca dell’uscita di uno dei suoi film più famosi, Malizia, che ne esaltò il fascino irresistibile trasformandola in una diva tra le più ammirate.

Laura Antonelli Peccato veniale
Laura Antonelli e Alessandro Momo in Peccato Veniale

Storia triste, la sua, passata dall’ammirazione, dal successo e dall’amore dei grandi divi alle cronache giudiziarie, in una discesa senza mediazioni, peraltro inspiegabile in termini cinematografici, visto che la Antonelli era riuscita, in qualche modo, ad uscire dal clichè della bellezza pronta a spogliarsi. Una storia, la sua, che ha delle date ben definite nel destino, a partire da quel lontano 1965 in cui esordì nel film Le sedicenni di Petrini, per finire al fatidico 27 aprile 1991, data nella quale l’attrice venne arrestata in seguito al ritrovamento, nella sua villa laziale, di una quarantina di grammi di cocaina, che la bella Laura ormai usava con preoccupante frequenza.

Laura Antonelli Divina creatura
Laura nel film Divina creatura

Una storia che in pratica le stroncò la carriera, visto che si concluse solo nel 2000 con l’assoluzione in quanto consumatrice abituale di coca, e che si era aggiunta alla triste vicenda del clamoroso fallimento del film Malizia 2000, in seguito al quale l’attrice, che si era sottoposta a interventi di lifting per apparire più giovane, riportò una reazione allergica al collagene, che in pratica la sfigurò precludendole qualsiasi futuro cinematografico.

Laura Antonelli Casta e pura
Nel film Casta e pura

Chissà, forse il suo destino era proprio scritto, quello di diventare una stella, forse la più ammirata dal mondo maschile negli anni settanta, invece di fare l’insegnante di educazione fisica, che poi era la carriera che aveva scelto, in quella Napoli che la accolse quando era ancora in tenera età. Galeotti furono sia la sua bellezza eccezionale, sia la sua incredibile carica erotica, quella di una donna non appariscente almeno come misure, ma dallo sguardo irresistibile, dal fisico perfetto e la decisione di girare alcuni caroselli, che le spianarono la via per le  prime scritture cinematografiche. Gira 5 film uno dietro l’altro, anche se con ruoli di secondo piano, in film che si chiamano Le spie vengono dal semifreddo, regia di Mario Bava  del 1966

Laura Antonelli All'onorevole piacciono le donne
Nel film di Fulci All’onorevole piacciono le donne

Scusi, lei è favorevole o contrario?, regia di Alberto Sordi  del 1967, La rivoluzione sessuale, regia di Riccardo Ghione (1968)  e L’arcangelo, regia di Giorgio Capitani (1969)
Sarà un film mal distribuito in Italia, tagliuzzato dalla censura fino a renderlo un pastrocchio inestricabile a farla diventare famosa, quanto meno all’estero: Le malizie di Venere, di Massimo Dallamano, Il film, uscito all’estero nel 1969, era ben altra cosa rispetto alla versione italiana; tratto da un romanzo di Leopold Von Masoch, autore già di per se dannato per la scabrosità trattata nelle sue opere, fatte di descrizioni crude di rapporti intrisi di schiavitù psicologiche e fisiche,

Laura Antonelli Senza movente
Nel film Senza movente

Le malizie di Venere era già condannato, per il tema trattato, all’oblio, almeno in Italia. Lei, Laura, trasformata in bionda, è Wanda, la protagonista della storia. Film a tinte forti, che ne traccia il percorso cinematografico: d’ora in poi sarà il sogno proibito, la donna che seduce, un’autentica icona sexy. Dopo lo scolorito Gradiva, regia di Albertazzi, partecipa ad un altro film che rimarrà nella storia per essersi rivelato un fiasco clamoroso ai botteghini: è Incontro d’amore a Bali, di Ugo Liberatore, un film che alterna paesaggi bellissimi ad una storia caotica e strana. Lei, Laura, è Daria, moglie di un fotografo amico di Glenn, uno strano tipo che è diventato seguace della religione locale.

Laura Antonelli Trappola per un lupo
Trappola per un lupo

Laura Antonelli Malizia
Laura Antonelli nel celebre Malizia

Un film che la vede bellissima, giovane e vogliosa di imporsi, cosa che farà nel 1971 girando il suo primo, vero grande successo italiano, Il merlo maschio, per la regia di Pasquale Festa Campanile: il ruolo di Costanza, moglie del frustrato Niccolò, la proietta tra le attrici più desiderate dal pubblico maschile. Nello stesso anno gira Gli sposi dell’anno secondo , nel quale lavora con Jean Paul Belmondo, con il quale inizierà una tormentata storia d’amore; Laura ha 30 anni, al cinema è arrivata tardi, anche se è nel pieno della sua bellezza e della maturità.

Laura Antonelli Il merlo maschio
Splendida nel ruolo di Costanza in Il merlo maschio

Lavora ancora in Francia, con Labrò nel discreto Senza movente, nel quale è una giovane donna traumatizzata da una violenza sessuale di gruppo e in Trappola per un lupo, di Chabrol, ancora al fianco del suo uomo, Belmondo. Il tempo di girare l’ottimo film di Fulci All’onorevole piacciono le donne, in cui è la suorina incapricciatasi dell’onorevole Puppis, ed eccola arrivare al grandissimo successo di Malizia. Il film di Samperi è un successo incredibile, anche se spiegabile solo con la sua presenza trattandosi di un film davvero sopravalutato, come quasi tutta l’opera del regista di Malizia.

Laura Antonelli Gradiva
Una Laura Antonelli giovanissima in Gradiva

La parte di Angela La Barbera, moglie di Ignazio, un commerciante, occupata a tenere lontani i tre morbosi figli dell’uomo, la consacra a stella di prima grandezza, la trasforma in un vero mito, e purtroppo, in qualche modo, la rende prigioniera di un clichè dal quale non sfuggirà più. Dopo la partecipazione a  Sesso matto, film ad episodi di Dino Risi, lavora nuovamente con Samperi, sempre al fianco dello sfortunato Momo in Peccato veniale, senza però lontanamente toccare il successo travolgente di Malizia.

Laura Antonelli Viulentemente mia
Viulentemente mia

Nonostante tutto Laura è l’attrice più amata dal pubblico maschile, e lei comunque gira film di ottimo livello, come Dio mio come sono caduta in basso, di Luigi Comencini, in cui è Eugenia Di Maqueda , la nobildonna convinta di aver sposato suo fratello. Nel 1975 gira Simona, regia di Patrick Longchamps  e successivamente Divina creatura, diretto da Giuseppe Patroni Griffi ,nel ruolo di Manuela Roderighi , una donna bellissima dalla doppia vita.

Laura Antonelli Bali incontro d'amore

Bali incontro d’amore

Laura gira film diretti da ottimi registi, come L’innocente, regia di Luchino Visconti accanto a Giannini, Mogliamante, regia di Marco Vicario , nel ruolo di Antonia, Gran bollito, per la regia di Mauro Bolognini in cui è Sandra, al fianco di un cast stellare che comprende Max Von Sidow, Shelley Winters, Rita Tushingam. E’ il momento di massimo successo; siamo nel 1977, la trentaseienne attrice, bella e ammirata, è contesa da tutti.Pure, paradossalmente, le offerte cinematografiche iniziano a diminuire, cosi nei successivi tre anni, quindi fino alla fine degli anni settanta, Laura lavora solo in Il malato immaginario, regia di Tonino Cervi del 1979 e Letti selvaggi, regia di Luigi Zampa .Nonostante la crisi cinematografica degli inizi anni ottanta, a lei tutto sommato non va male. Si ritaglia un ruolo nelle commedie all’italiana; anche se ormai il genere sta avviandosi ad un rapido declino,

Laura Antonelli Malizia 2000Nel suo ultimo film, il pessimo Malizia 2000

Laura interpreta alcune pellicole di successo, come Mi faccio la barca, regia di Sergio Corbucci (1980) ,Casta e pura, regia di Salvatore Samperi (1981) al fianco di Massimo Ranieri, film che è però un fiasco ai botteghini, Passione d’amore, regia di Ettore Scola (1981) , Viuuulentemente mia, regia di Carlo Vanzina (1982)  al fianco di Abatantuono, all’epoca ancora terrunciello,Porca vacca, regia di Pasquale Festa Campanile (1982) e infine Sesso e volentieri, regia di Dino Risi (1982)

Laura Antonelli Simona

La Antonelli in Simona…..

E’ il momento della svolta: la Antonelli ha 41 anni, e per quanto sia ancora bella, sexy e desiderabile, è in quell’età in cui un’attrice non po’ più contare solo sulla avvenenza fisica e dovrebbe  trovare strade diverse; a Laura invece, dopo tre anni di assenza dagli schermi, arriva solo la proposta per La gabbia, regia di Giuseppe Patroni Griffi , torbida storia di sado masochismo in cui lei interpreta Marie, una donna che reincontra un vecchio amore e lo rende prigioniero. La parabola discendente è iniziata, e prosegue con La venexiana, regia di Mauro Bolognini , in cui viene affiancata a Monica Guerritore in un film mediocre, una storia banale di due donne che si contendono un affascinante straniero.

Grandi magazzini

Laura Antonelli Roba da ricchi
Roba da ricchi

La nuova frontiera del cinema italiano è costituita da grandi produzioni con grossi cast, come Grandi magazzini, regia di Castellano e Pipolo , oppure Roba da ricchi, regia di Sergio Corbucci (1987)  e Rimini Rimini, regia di Sergio Corbucci (1987) . Sono film in cui la Antonelli ha parti importanti, ma che non escono dal clichè, ormai stanco, della commedia all’italiana.

Laura Antonelli Rimini Rimini

Fotogramma tratto da Rimini Rimini

Nonostante il lusinghiero successo di Gli indifferenti, regia di Mauro Bolognini (1988) e di Disperatamente Giulia, regia di Enrico Maria Salerno (1989) , due serie tv che ne confermano ancora il fascino che riesce ad avere sul pubblico, il momento della caduta si avvicina a grandi passi, anche se conferma le sue doti in L’avaro, regia di Tonino Cervi (1990)
Siamo al fatidico 1991; l’episodio del possesso di droga ha offuscato l’immagine di Laura, che ha bisogno disperatamente di rilanciarsi. Accetta così di lavorare in Malizia 2000, di Samperi,a 18 anni esatti dal film che la lanciò, Malizia; il film è un tonfo clamoroso, stroncato dalla critica.

Laura Antonelli Le spie vengono dal semifreddo
Uno dei film degli esordi: Le spie vengono dal semifreddo

Ma la cosa che più conta, per Laura, è il risultato delle operazioni di lifting alle quali si è sottoposta per accontentare il regista. Devastata nel fisico, la Antonelli non può più contare su quella che era la sua arma principale, il bellissimo ed espressivo volto. Inizia così, per lei, un calvario senza fine, accompagnato anche da una serie interminabile di cause giudiziarie contro il regista e la produzione. Distrutta nel fisico, la Antonelli perde anche l’equilibrio mentale, finendo per trovare ricovero presso il centro d’igiene mentale di Civitavecchia , una situazione dalla quale non uscirà più.

Ogni tanto, qualche reporter crudele, immortala il suo volto massacrato, sfatto e irriconoscibile in impietose foto che però suscitano solo sgomento per la loro crudeltà. Scomparsa dalle pagine dei giornali, dal cinema, da quella che era diventata la sua vita, la donna più sexy dello schermo finisce in un oblio senza fine.

Laura Antonelli Il malato immaginario
Con Sordi in Il malato immaginario

Azzardando un paragone, la sua storia assomiglia, per certi versi, a quella di Marilyn Monroe, quantomeno per la crudeltà che il mondo dorato del cinema ha riservato loro; se la bionda attrice americana è morta lasciando in tutti il ricordo della sua bellezza, non intaccata dai segni dell’età, a Laura Antonelli è successo di peggio: ha dovuto confrontarsi con un nemico terribile, lo specchio, con i fantasmi di un passato sfolgorante, che le aveva dato fama e ricchezza, per poi vedersi strappare brutalmente tutto. Un destino crudele, per un’attrice tra le più belle, e in fondo anche brave, che ha prodotto il nostro cinema negli ultimi 40 anni.

Laura Antonelli Porca vacca
Nel film Porca vacca

Qui sotto, il malinconico ritratto scritto da Pino Corrias, inviato del Corriere della sera che ha tentato di intervistare, per l’ultima volta, Laura Antonelli. E’ un articolo molto bello, sentito.

“Eccola dunque, perfettamente sola e perduta, ora che per altri dieci anni la sua spugna ha cancellato il mondo circostante. E’ mattina presto, sta andando a messa. Cammina lentissima a piccoli passi. Cammina rasentando i muri. Indossa una tunica di cotone grigio. Scarpe di gomma. Ha un crocifisso al collo. I capelli raccolti. Della sua antica ricchezza le resta poco più di nulla, questo bilocale arredato con le tendine bianche (cucina, salotto, camera con lettino singolo) e una pensione Enpas da 500 euro al mese. Inutile seguirla. Inutile avvicinarsi. Inutile parlarle. Al telefono, un mese fa, è rimasta in silenzio aspettando che sgocciolassero tutte le parole disponibili a motivare un incontro. Poi ha detto: «Laura Antonelli non esiste più». Incontrarla è una vertigine di spavento e una fatica che ti indeboliscono come una cattiva radiazione. Dice: «Non voglio parlare. Non voglio vedere. Non voglio ricordare» (….) Laura Antonelli ha cancellato e si sta cancellando. Per questo ha distrutto tutte le sue foto. E vive in un perpetuo, indistinto, presente. Si sveglia ogni mattina alle 7. Va in chiesa. Torna. Alle 10 arriva una badante che si occupa della spesa e della casa. Ogni tanto arriva un volontario della Charitas. Lei sta seduta in salotto. Legge i salmi della Bibbia. Non compra i giornali. Non guarda la televisione. Va a letto alle 8 di sera. Prega. Al suo amico Albertelli dice di sentire le voci. Le voci le parlano della sofferenza, della solitudine, del tempo che se ne va. Qualche volta piange. Poi (finalmente), si addormenta.”

Ha detto:
«Mi sono legata a uomini sbagliati. Colpa mia. Colpa del mio dannato bisogno di affetto». E poi: «Ho un temperamento drammatico, un po’ russo». E poi: «Ho un male nell’ anima. Ho sempre la voglia istintiva di chiudere gli occhi e di raggomitolarmi in un angolo».

Intervista a L’ortica, Venerdì 09 Marzo 2012

“E’ vero che io ho sbagliato all’epoca, ho commesso molti errori perché non ero felice. Può sembrare paradossale ma un giorno ti guardi allo specchio, vedi che sei bella, ricca e famosa ma ti accorgi che hai un vuoto dentro. Così arrivano scelte sbagliate, cadi nel precipizio e solo grazie alla fede ho superato tante avversità. Per fortuna ci sono tante persone che mi vogliono bene, esiste anche un sito internet chiamato divina creatura dove tutti i miei fans mi lasciano attestati di stima ed affetto. Dio li benedica”

“Mi sono bastate le fregature prese in questi anni anche da persone che pensavo fossero dalla parte del bene. E poi il tribunale non mi permette di maneggiare il mio denaro liberamente dunque sono blindata. Quando ho ottenuto il risarcimento economico per il mio ingiusto arresto del 1991 ho devoluto tutto in beneficienza. Vorrei però ricordare che esistono anche sacerdoti meravigliosi, come don Giuseppe Colaci della parrocchia del Sacro cuore di Ladispoli che frequento assiduamente. Tutta la comunità religiosa mi fa sentire un grande calore attorno, così come i cittadini di Ladispoli che quando mi incontrano per strada sono sempre gentili. Qualche ragazzo mi urla dietro la frase sei ancora bella e io divento rossa”.

“Trovo frivolo e privo di valori il mondo dello spettacolo. E’ diseducativo per i giovani e mette in luce un aspetto solo negativo delle donne che mi sembrano lontane dal buon senso. Agli attori di oggi manca la gavetta, quella che feci io quando venni profuga dall’Istria e iniziai girando degli spot pubblicitari. Preferisco la radio ed un buon libro. Pensate che non vado al cinema da oltre venti anni. E per me il computer resta un oggetto misterioso”.

“Di spirito mi sento appena 40 anni. Voglio vivere tranquilla, amare Dio e pensare sempre positivo. Possibilmente un po’ più libera. Sono felice, ho lasciato tanti anni fa la strada sbagliata. Sto anche bene in salute e mi tengo lontana dai medici”

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Laura Antonelli Tranches de vieTranches de vie

Laura Antonelli Le malizie di VenereLe malizie di Venere

Laura Antonelli SessomattoSessomatto

Laura Antonelli Mio dio come sono caduta in bassoMio Dio, come sono caduta in basso

Laura Antonelli Letti selvaggiLetti selvaggi

Laura Antonelli L'innocenteL’innocente

Laura Antonelli La venexianaLa venexiana

Laura Antonelli La gabbiaLa gabbia

Laura Antonelli- Mogliamante

Mogliamante

Laura Antonelli- L'avaro

L’avaro

Laura Antonelli- Gli sposi dell'anno secondo

Gli sposi dell’anno secondo

Laura Antonelli- Sledge

Sledge

Laura Antonelli- Gran bollito

Gran bollito

Laura Antonelli Un detective

Un detective

Laura Antonelli Sesso e volentieri

Sesso e volentieri

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Passione d’amore

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Mi faccio la barca

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L’arcangelo

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La rivoluzione sessuale

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Il turno

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Il magnifico cornuto

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Grandi magazzini

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Gli indifferenti (Tv movie)

Laura Antonelli Disperatamente Giulia

Disperatamente Giulia (Tv movie)

Laura Antonelli Sledge

Sledge

Laura Antonelli Scusi lei è favorevole o contrario

Scusi lei è favorevole o contrario?

Laura Antonelli banner filmografia

Le sedicenni, regia di Luigi Petrini (1965)
Le spie vengono dal semifreddo, regia di Mario Bava (1966)
Scusi, lei è favorevole o contrario?, regia di Alberto Sordi (1967)
La rivoluzione sessuale, regia di Riccardo Ghione (1967)
Un detective, regia di Romolo Guerrieri (1969)
L’arcangelo, regia di Giorgio Capitani (1969)
Le malizie di Venere, regia di Massimo Dallamano (1969)
Gradiva, regia di Giorgio Albertazzi (1970)
A Man Called Sledge, regia di Vic Morrow (1970)
Incontro d’amore, regia di Paolo Heusch e Ugo Liberatore (1970)
Il merlo maschio, regia di Pasquale Festa Campanile(1971)
Gli sposi dell’anno secondo, regia di Jean-Paul Rappeneau (1971)
Senza movente, regia di Philippe Labro (1971)
All’onorevole piacciono le donne, regia di Lucio Fulci (1972)
Trappola per un lupo, regia di Claude Chabrol (1972)
Malizia, regia di Salvatore Samperi (1973)
Sessomatto, regia di Dino Risi (1973)
Peccato veniale, regia di Salvatore Samperi (1974)
Mio Dio come sono caduta in basso!, regia di Luigi Comencini (1974)
Simona, regia di Patrick Longchamps(1975)
Divina creatura, regia di Giuseppe Patroni Griffi (1975)
L’innocente, regia di Luchino Visconti (1976)
Tre scimmie d’oro, regia di Gianfranco Pagani (1977)
Mogliamante, regia di Marco Vicario (1977)
Gran bollito, regia di Mauro Bolognini (1977)
Il malato immaginario, regia di Tonino Cervi (1979)
Letti selvaggi, regia di Luigi Zampa (1979)
Inside Laura Antonelli (1979)
Mi faccio la barca, regia di Sergio Corbucci (1980)
Il turno, regia di Tonino Cervi (1980)
Casta e pura, regia di Salvatore Samperi (1981)
Passione d’amore, regia di Ettore Scola (1981)
Viuuulentemente mia, regia di Carlo Vanzina (1982)
Porca vacca, regia di Pasquale Festa Campanile (1982)
Sesso e volentieri, regia di Dino Risi (1982)
Tranches de vie, regia di François Leterrier (1985)
La gabbia, regia di Giuseppe Patroni Griffi (1985)
La venexiana, regia di Mauro Bolognini (1986)
Grandi magazzini, regia di Castellano e Pipolo (1986)
Roba da ricchi, regia di Sergio Corbucci (1987)
Rimini Rimini, regia di Sergio Corbucci (1987)
Gli indifferenti, regia di Mauro Bolognini (1988) Miniserie TV
Disperatamente Giulia, regia di Enrico Maria Salerno (1989) Miniserie TV
L’avaro, regia di Tonino Cervi (1990)
Malizia 2000, regia di Salvatore Samperi (1991)

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agosto 13, 2009 Posted by | Biografie | , , , , , , , , , , | 15 commenti