Sono fotogenico

A trent’anni Antonio Barozzi è stufo della sua vita nella pacifica Laveno,sul lago Maggiore.
Ha un solo sogno,diventare attore come i divi che imita,John Wayne,Marlon Brando…
Decide quindi di andare nella fabbrica delle illusioni,Roma,alla ricerca di un provino cinematografico vincente.
Ma qui,più che rischiare di sperperare il patrimonio di suo padre non ottiene;unica nota positiva è l’amicizia con la bella Cinzia,che però
tenterà di appioppargli i due gemelli che attende da un maneggione.
Alla fine,dopo un incidente che lo menoma nel fisico,Antonio torna mestamente a casa dove alla fine sposa la paziente Marisa che lo ha atteso,adotta
i due figli di Cinzia che nel frattempo li ha mollati volentieri per inseguire il sogno di diventare attrice e accetta il posto di bancario…
Sono fotogenico,diretto da Dino Risi nel 1980 è una garbata satira sul mondo del cinema,quasi tutta sotto le righe;il mondo della celluloide ne esce con la schiena spezzata ma Risi non usa la frusta,bensi uno scudiscio foderato di velluto.


La sottile ironia affiora quasi sempre ma resta comunque sotto la superficie;spazio ad uno scatenato,irresistibile Renato Pozzetto che tira fuori il meglio del suo repertorio
dominando la scena con battute,ammiccamenti e sopratutto con la sua presenza fisica,che riesce a rendere “fisica” l’ingenuità del personaggio interpretato,Antonio detto Tony
perso dietro i sogni di una carriera hollywoodiana,vissuta all’ombra dei suoi miti attraverso citazioni,poster,stile di vita.
Finirà malinconicamente,un ammonimento a tutti quelli che inseguono il miraggio di un mondo infido e pericoloso come quello del cinema.
Risi,dopo l’amaro Caro papà e prima del bellissimo e malinconico Fantasma d’amore si concede quasi una vacanza con un film in tono leggero,nel quale


lascia le briglie sciolte a Renato Pozzetto,attore sulla cresta dell’onda e reduce da grandi successi al box office come La patata bollente,Agenzia Riccardo Finzi… praticamente detective e Tesoromio.
Il risultato è un gran successo di pubblico e una generale stroncatura della critica,poco avvezza al disimpegno e ai diertissement,quasi
che un regista “impegnato” come Risi fosse costretto a dover girare soporifere “corazzate Potiomkin”
Viceersa Sono fotogenico ha diverse buone trovate,ritmo e non è affatto una prova minore.
E’ una commedia,tutto quà.Semplice,lineare,ben recitata e a tratti spassosa.Quindi oro che cola,alla luce di prodotti ben più scadenti del periodo.
A parte Pozzetto,davvero irresistibile (memorabile la faccia sempre uguale davanti al fotografo che lo esorta a espressioni differenti) c’è una bellissima Fenech,il solito simpaticissimo Maccione


e i camei di Monicelli,Tognazzi,Gassman e Barbara Bouchet.
Il film è disponibile in streaming all’indirizzo http://www.raiplay.it/video/2017/04/Sono-fotogenico-2c010d8c-762f-45e4-9253-9361f821b59d.html in una versione praticamente perfetta.

Sono fotogenico

Un film di Dino Risi. Con Vittorio Gassman, Renato Pozzetto, Ugo Tognazzi, Massimo Boldi, Barbara Bouchet, Edwige Fenech, Michel Galabru, Aldo Maccione, Mario Monicelli, Attilio Dottesio, Eolo Capritti, Gino Santercole, Julien Guiomar, Guido Mariotti, Salvatore Campochiaro, Paolo Baroni, Annunziata Pozzaglia, Paolo De Manincor, Roberta Lerici, Livia Ermolli, Luigi Di Sales, Bruna Cealti Commedia, durata 98 min. – Italia 1980

 

Renato Pozzetto: Antonio Barozzi
Edwige Fenech: Cinzia Pancaldi
Aldo Maccione: avv. Pedretti
Massimo Boldi: Sandro Rubizzi
Michel Galabru: produttore Del Giudice
Julien Guiomar: Carlo Simoni
Gino Santercole: Sergio
Attilio Dottesio: Attilio Turchese
Livia Ermolli: Laura Barozzi
Paolo Baroni: Paolino
Salvatore Campochiaro: nonno Augusto
Guido Mariotti: Arcibaldo Barozzi
Bruna Cealti: Luigina Barozzi
Eolo Capritti: indiano “Nuvola Bianca”
Paolo de Manincor: fotografo
Roberta Lerici: Marisa
Annunziata Pozzaglia: Annunziata
Ugo Tognazzi: se stesso
Vittorio Gassman: se stesso
Mario Monicelli: se stesso
Barbara Bouchet: se stessa
Jimmy il Fenomeno: reclutatore di zoppi
Margherita Horowitz: signora del treno
Lina Franchi: donna al funerale
Ennio Antonelli: assistente di Monicelli
Giulio Rinaldi (non accreditato): controfigura per la scena sostitutiva di Monica Vitti
Lory Del Santo: se stessa
Maria Tedeschi: se stessa
Tonino Delli Colli: se stesso

Regia Dino Risi
Soggetto Massimo Franciosa,Marco Risi,Dino Risi
Sceneggiatura Massimo Franciosa,Marco Risi,Dino Risi
Produttore Pio Angeletti,Adriano De Micheli
Fotografia Tonino Delli Colli
Montaggio Alberto Gallitti
Musiche Manuel De Sica
Scenografia Ezio Altieri
Costumi Ezio Altieri

“Lavorare fa incazzare.”

“Gallina vecchia fa… gallina vecchia fa… fa schifo!”

“A te ti hanno battezzato coll’acqua dei ravioli!”

“Nudo te! Ma se fai schifo anche vestito. Vai vai…”

“Scusate il ritardo ragazzi, ma io, caschi il mondo, alle 9:30 in punto devo cagare”

“Povero nonno!È morto mentre guardava”Com’è bella la bernarda tutta nera tutta calda”

“Eh, uno così deve fare l’attore: testa piccola a forma di noce. Avete notato che tutti i grandi attori hanno la testa piccola a forma di noce?”

 

Renato Pozzetto

La poliziotta

Un film di Steno. Con Renato Pozzetto, Mariangela Melato, Orazio Orlando, Mario Carotenuto, Gigi Ballista, Alberto Lionello,
Pia Velsi, Gianfranco Barra, Renato Scarpa, Armando Brancia, Alvaro Vitali, Umberto Smaila, Gianni Solaro
Commedia, durata 105 min. – Italia 1974

Per amare Ofelia

Un film di Flavio Mogherini. Con Renato Pozzetto, Françoise Fabian, Orchidea De Santis, Maurizio Arena, Didi Perego,
Giovanna Ralli, George Rigaud, Lorenzo Piani, Carla Mancini, Jean Rougeul, Francisco Pierra, Luciano Bonanni
Commedia, durata 110 min. – Italia 1974.

Paolo Barca, maestro elementare, praticamente nudista

Un film di Flavio Mogherini. Con Janet Agren, Renato Pozzetto, Magali Noël, Miranda Martino, Paola Borboni,
Liana Trouché, Valeria Fabrizi, Lorenzo Piani, Vittorio Fanfoni, Pinuccio Ardia, Annabella Incontrera, Stefano Satta Flores,
Margherita Sala, Nando Villella, Filippo Mattia, Silvia Azzaretto, Fabrizio Mazzotta, Daniele De Paolis
Commedia, durata 110 min. – Italia 1975.

Due cuori, una cappella

Un film di Maurizio Lucidi. Con Renato Pozzetto, Leopoldo Trieste, Agostina Belli, Aldo Maccione, Giusi Raspani Dandolo,
Ursula Andress, Renato Pinciroli, Mario Brega, Dada Gallotti, Fortunato Arena, Claudio Nicastro, Alvaro Vitali,
Massimo Boldi Commedia, durata 105 min. – Italia 1975.

Il padrone e l’operaio

Un film di Steno. Con Renato Pozzetto, Francesca Romana Coluzzi, Teo Teocoli, Loris Zanchi, Walter Valdi,
Gianfranco Barra, Paola Maiolini, Gillian Bray, Alena Penz, Guido Nicheli Commedia, durata 105 min. – Italia 1975.

Oh! Serafina

Un film di Alberto Lattuada. Con Renato Pozzetto, Marisa Merlini, Aldo Giuffré, Gino Bramieri,
Dalila Di Lazzaro, Lilla Brignone, Angelica Ippolito, Alberto Lattuada, Ettore Manni, Fausto Tozzi,
Daniele Vargas, Renato Pinciroli, Maria Monti, Brizio Montinaro, Gianni Magni, Jean-Claude Verné,
Enrico Beruschi, Franco Nebbia, Guerrino Crivello Drammatico, durata 100 min. – Italia 1976.

Sturmtruppen

Un film di Salvatore Samperi. Con Renato Pozzetto, Lino Toffolo, Cochi Ponzoni, Teo Teocoli, Maurizio Bonuglia, Enzo Robutti,
Enrico Papa, Umberto Smaila, Corinne Cléry, Licinia Lentini, Massimo Boldi, Felice Andreasi, Franco Agostini, Sandro Ghiani,
Plinio Fernando, Enrico Abate, Ronaldo Bonacchi, Paolo Baroni, Guerrino Crivello Commedia, durata 110 min. – Italia 1976.

Tre tigri contro tre tigri

Un film di Steno, Sergio Corbucci. Con Enrico Montesano, Renato Pozzetto, Dalila Di Lazzaro, Cochi Ponzoni,
Ferruccio Amendola, Franco Giacobini, Daniele Vargas, Renzo Marignano, Ester Carloni, Giuseppe Anatrelli,
Piero Gerlini, Gabriella Giorgelli, Paolo Villaggio, Anna Mazzamauro, Ugo Bologna, Massimo Boldi, Renzo Ozzano
Commedia, durata 115 min. – Italia 1977

Ecco noi per esempio…

Un film di Sergio Corbucci. Con Renato Pozzetto, Barbara Bach, Adriano Celentano, Antonio Casagrande, Giuliana Calandra,
Guido Lazzarini, Franca Marzi, Elio Crovetto, Ester Carloni, Georges Wilson, Walter Valdi, Ugo Bologna, Imma Piro,
Felice Andreasi Commedia, durata 120 min. – Italia 1977.

 

Saxofone

Un film di Renato Pozzetto. Con Renato Pozzetto, Massimo Boldi, Mariangela Melato, Cochi Ponzoni, Teo Teocoli,
Diego Abatantuono, Daniela Morelli, Felice Andreasi, Guido Nicheli, Giorgio Porcaro Commedia, durata 97 min. – Italia 1978.

Gran bollito

Un film di Mauro Bolognini. Con Mario Scaccia, Renato Pozzetto, Shelley Winters, Milena Vukotic, Adriana Asti,
Max von Sydow, Laura Antonelli, Alberto Lionello, Franco Balducci, Maria Monti, Liù Bosisio, Giancarlo Badessi,
Antonio Marsina, Marco Modugno, Alberto Squillante, Rita Tushingham, Franco Branciaroli Drammatico, durata 115 min. – Italia 1977.

Giallo napoletano

Un film di Sergio Corbucci. Con Peppino De Filippo, Renato Pozzetto, Michel Piccoli, Marcello Mastroianni, Ornella Muti,
Capucine, Zeudi Araya Cristaldi, Mimmo Poli, Carlo Taranto, Ennio Antonelli, Pietro Ceccarelli, Gianfranco Barra,
Elena Fiore, Franco Javarone, Angelo Pellegrino, Tomas Arana Giallo, durata 105 min. – Italia 1979.

Per vivere meglio, divertitevi con noi

Un film di Flavio Mogherini. Con Monica Vitti, Renato Pozzetto, Johnny Dorelli, Milena Vukotic,
Catherine Spaak, Elio Crovetto, Cesare Barro Commedia a episodi, durata 115 min. – Italia 1978.

La patata bollente

Un film di Steno. Con Renato Pozzetto, Edwige Fenech, Massimo Ranieri, Mario Scarpetta, Adriana Russo,
Loris Bazzocchi, Umberto Raho, Clara Colosimo, Luca Sportelli, Nazzareno Natale, Dario Ghirardi, Alberto Squillante
Commedia, durata 100 min. – Italia 1979.

Agenzia Riccardo Finzi praticamente detective

Un film di Bruno Corbucci. Con Renato Pozzetto, Olga Karlatos, Silvano Tranquilli, Enzo Cannavale, Elio Zamuto,
Adriana Facchetti, Luca Sportelli, Simona Mariani, Franco Caracciolo, Massimo Belli, Barbara De Bortoli,
Lory Del Santo, Fausto Di Bella, Maurizio Gueli, Bruno Rosa Comico, Ratings: Kids+13, durata 90 min. – Italia 1979

Tesoromio

Un film di Giulio Paradisi. Con Enrico Maria Salerno, Johnny Dorelli, Sandra Milo, Zeudi Araya Cristaldi, Carlo Bagno,
Vincenzo Crocitti, Paolo Paoloni, Renato Pozzetto, Angelo Pellegrino, Carlo Cartier Commedia, durata 108 min. – Italia 1979

Sono fotogenico

Un film di Dino Risi. Con Vittorio Gassman, Renato Pozzetto, Ugo Tognazzi, Massimo Boldi, Barbara Bouchet,
Edwige Fenech, Michel Galabru, Aldo Maccione, Mario Monicelli, Attilio Dottesio, Eolo Capritti, Gino Santercole,
Julien Guiomar, Guido Mariotti, Salvatore Campochiaro, Paolo Baroni, Annunziata Pozzaglia, Paolo De Manincor,
Roberta Lerici, Livia Ermolli, Luigi Di Sales, Bruna Cealti Commedia, durata 98 min. – Italia 1980.

Zucchero, miele e peperoncino

Un film di Sergio Martino. Con Renato Pozzetto, Lino Banfi, Pippo Franco, Patrizia Garganese Commedia, durata 110 min. – Italia 1980

Porca vacca

Un film di Pasquale Festa Campanile. Con Renato Pozzetto, Laura Antonelli, Aldo Maccione, Adriana Russo, Toni Ucci,
Gino Pernice, Raymond Bussières, Raymond Pellegrin, Massimo Sarchielli, Antonio Marsina, Enzo Robutti, Edoardo Sala,
Antonio Orlando, Consuelo Ferrara, Lucio Salis Commedia, durata 113 min. – Italia 1980

La casa stregata

Un film di Bruno Corbucci. Con Renato Pozzetto, Gloria Guida, Lia Zoppelli, Fernando Cerulli, Rita Forzano,
Yorgo Voyagis, Aldo Ralli, Franco Diogene, Angelo Pellegrino, Marilda Donà, Leo Gavero, Angelo Nicotra,
Giulia Valli, Vittorio Ripamonti, Nicola Morelli Commedia, durata 95 min. – Italia 1982.

Il ragazzo di campagna

Un film di Pipolo, Franco Castellano. Con Renato Pozzetto, Massimo Serato, Massimo Boldi, Enzo Cannavale, Clara Colosimo,
Franco Diogene, Armando Celso, Renato D’Amore, Sandra Ambrosini, Dino Cassio, Daniela Piperno, Massimo Pongolini,
Fabio Guffanti, Donna Osterbuhr, Enzo Garinei Comico, durata 93 min. – Italia 1984.

Un povero ricco

Un film di Pasquale Festa Campanile. Con Renato Pozzetto, Ornella Muti, Piero Mazzarella, Corrado Olmi, Ugo Gregoretti,
Antonio Marsina, Nanni Svampa, Gabriele Tozzi Commedia, durata 92 min. – Italia 1983.

Questo e quello

Un film di Sergio Corbucci. Con Nino Manfredi, Renato Pozzetto, Sylva Koscina, Désirée Nosbusch, Janet Agren,
Gianni Agus, Paolo Panelli, Nanda Primavera Commedia, durata 119 min. – Italia 1983.

Fico d’India

Un film di Steno. Con Renato Pozzetto, Gloria Guida, Aldo Maccione, Luca Sportelli, Loredana Martinez,
Gianfranco Barra, Dario Ghirardi, Diego Abatantuono, Licinia Lentini, Daniele Formica, Renato Montalbano
Commedia, durata 98 min. – Italia 1980.

Culo e camicia

Un film di Pasquale Festa Campanile. Con Enrico Montesano, Renato Pozzetto, Daniela Poggi, Gianni Agus, Gino Pernice,
Umberto Zuanelli, Carlo Bagno, Maria Rosaria Omaggio, Leopoldo Mastelloni, Carla Monti, Stefano Ubezio
Commedia, durata 131 min. – Italia 1981.

 

Luna di miele in tre

Di professione Alfredo fa il cameriere.
Senza eccessiva passione,per altro.
Quello che lo intriga davvero sono le “playgirls“,le ragazze che fanno l’occhiolino dalle patinate riviste per adulti.
Una passione maniacale,la sua,che lo spinge a isolarsi dal mondo reale e a sognare le conigliette di Playboy e Playmen.
In effetti però una ragazza c’è,che lo attira.
E’ Graziella,la graziosa e timida cassiera di un bar,che inizia a frequentare.
Ma un giorno la ragazza gli comunica di essere incinta e Alfredo,malgrado non ne abbia affatto intenzione e costretto sopratutto
al gran passo dal manesco padre di lei,la sposa.
Il viaggio di nozze della novella coppia dovrebbe avere come meta la vicina Sanremo (i due lavorano e vivono a Stresa) quand’ecco
che Alfredo si ritrova ad essere il fortunato vincitore di un viaggio premio ai Caraibi,in Giamaica, messo in palio dalla rivista Playmen.
Il viaggio include anche cinque giorni (e cinque notti) in compagnia della bellissima coniglietta Christine.


Costretto a portarsi dietro la moglie,Alfredo da quel momento cercherà invano di trovare un attimo per restare da solo con la
playgirl,tormentato dalla moglie da un lato e da un infernale agente pubblicitario che vuole ad ogni costo ritrarlo con la ragazza.
Alla fine sarà Graziella a concedersi una scappatella con un cameriere dell’hotel in cui alloggiano,mentre Alfredo resterà a bocca asciutta.
Tornati in una nebbiosa,uggiosa Stresa, i due decidono di concedersi finalmente il vero viaggio di nozze,con Alfredo che improvvidamente
dice alla moglie”vedrai,d’ora in poi ce ne staremo per i fatti nostri e saremo felici” proprio mentre la macchina da presa in quadra un’edicola che
espone molte copie di Playmen con in prima pagina lo sventurato Alfredo che abbraccia una nudissima Christine.
Esordio cinematografico per Carlo Vanzina,figlio del grande Stefano;un esordio tutto sommato positivo,con una commedia riuscita
anche grazie alla straripante simpatia di Renato Pozzetto,che nel 1976,anno di uscita di Luna di miele in tre,gira film a tamburo battente,come Telefoni bianchi,Il padrone e l’operaio,Oh, Serafina! e Sturmtruppen,confermando la sua poliedricità d’artista.


Graziosa e altrettanto garbata compagnia di Pozzetto nel film è Stefania Casini,che proprio nello stesso anno entra nel cast di Novecento.
Un film gradevole,centrato su un classico della commedia,il menage a trois,non consumato almeno da parte di chi invece ci sperava.
La storia naturalmente è incentrata sulla verve di Pozzetto,che ritrova sul set il compagno di esordi Cochi Ponzoni,che nel film è il cameriere che avrà
una fugace avventura con Graziella.
Da segnalare la presenza nel film di Harry Reems,il protagonista del film hard Gola profonda,oltre a quella dell’invadente,petulante e divertente Vincent Gardenia.
Completano il cast Massimo Boldi e l’immancabile Felice Andreasi.
Di Vanzina si può apprezzare la mano sicura,un esordio decisamente positivo,su una sceneggiatura scritta a quattro mani con suo fratello Enrico.
Qualche risata,un grande Pozzetto,una bella Casini.
In sintesi un film che non annoia.

Luna di miele in tre

Un film di Carlo Vanzina. Con Renato Pozzetto, Stefania Casini, Cochi Ponzoni, Vincent Gardenia, Massimo Boldi, Felice Andreasi, Harry Reems, Silvia Annichiarico Commedia, durata 96 min. – Italia 1976

Renato Pozzetto: Alfredo Riva
Stefania Casini: Graziella Luraghi
Cochi Ponzoni: Aldo Santarelli
Massimo Boldi: Adamo
Felice Andreasi: Direttore dell’Hotel
Vincent Gardenia: Frank
Kirsten Gille: Christine/Rebecca
Harry Reems: Gilbert Blain
Silvia Annichiarico: la sorella di Graziella
Giulio Rinaldi: il padre di Graziella

Regia Carlo Vanzina
Soggetto Carlo Vanzina, Enrico Vanzina
Sceneggiatura Carlo Vanzina, Enrico Vanzina
Produttore Achille Manzotti
Casa di produzione Irrigazione Cinematografica
Distribuzione (Italia) Titanus
Fotografia Alberto Spagnoli
Montaggio Amedeo Salfa
Musiche Armando Trovajoli
Trucco Gino Zamprioli

 

Due cuori,una cappella

Aristide Cacciamani (Renato Pozzetto), figlio unico di madre usuraia e padre sconosciuto, è un abile ed apprezzato modificatore di apparecchi meccanici nonché collaudatore del “Self godeur“. Fresco di lutto, si reca spesso al cimitero, nella cappella dove la madre previdente si è fatta tumulare insieme ai gioielli di famiglia e non solo. Infatti, la defunta madre ha portato con sè pure la serenità di Aristide: lo perseguita nel sonno con la raccomandazione di stare lontano dalle donne.
Ciò che Aristide ancora non sa è che sarà proprio il cimitero il luogo ove conoscerà Claudia (Agostina Belli), orfana e solitaria ricamatrice di abiti da sposa.


Aristide, seppur terrorizzato dallo spirito della defunta madre, di fronte alla delicata bellezza di Claudia, se ne innamora e la conquista portandola a fare un romantico pic-nic al cimitero.
I guai seguiranno da lì a poco: dopo essere uscito dal carcere di Marsiglia, il marito di Claudia, Victor (Aldo Maccionne) si trasferisce con prepotenza nella dimora degli innamorati. Per di più, pretende le attenzioni della moglie sotto lo sguardo incredulo di Aristide. Poi, il terribile Victor coinvolge gli innamorati in un’operazione di “kidnapping“, ovvero, sequestro con riscatto di una bambina. Ma Aristide si salva dalle grinfie dell’avida coppia perché, fondamentalmente, lui è un brillante modificatore di oggetti… .


Le gag, i dialoghi, le battute si susseguono inarrestabili. Grazie alla simpatia innata del protagonista, lo spettatore sorride per tutta la durata del film. Compaiono, inoltre, bravi comprimari: Mario Brega, nel ruolo di un macellaio, cliente di Aristide; Massimo Boldi, nei panni di un prete, sempre cliente nella bottega delle modifiche; Ursula Andress, nella parte di se stessa, dà un breve contributo alla scena finale.
Renato Pozzetto adotta come sceneggiatura una commedia degli inganni e la arricchisce di dialoghi surreali, con il contributo di Enzo Jannacci, compagno di cabaret e autore dei programmi televisivi del duo comico “Cochi e Renato“. Il risultato è apprezzabile.
Inoltre, va fatta una menzione particolare per le musiche di Stelvio Cipriani.
Ad opinione di chi scrive, “Due cuori, una cappella” è una delle migliori commedie pozzettiane. Sicuramente da vedere!

Due cuori, una cappella

Un film di Maurizio Lucidi. Con Renato Pozzetto, Leopoldo Trieste, Agostina Belli, Aldo Maccione, Giusi Raspani Dandolo, Ursula Andress, Renato Pinciroli, Mario Brega, Dada Gallotti, Fortunato Arena, Claudio Nicastro, Alvaro Vitali, Massimo Boldi Commedia, durata 105 min. – Italia 1975.

Renato Pozzetto: Aristide Cacciamani
Agostina Belli: Claudia Giliberti
Aldo Maccione: Victor
Giusi Raspani Dandolo: la mamma di Aristide
Gianni Baghino: Tonino
Ursula Andress: sé stessa
Pia Morra: Speranza
Franca Scagnetti: la mamma di Speranza
Leopoldo Trieste: il custode del cimitero
Massimo Boldi: il prete cliente di Aristide
Mario Brega: il macellaio
Alvaro Vitali: il 1° tassista che accompagna Aristide e Claudia
Fulvio Mingozzi: il 2° tassista che accompagna Aristide e Claudia
Renato Pinciroli: il prete che confessa la mamma di Aristide
Alessandra Vazzoler: una conoscente di Aristide
Alba Maiolini: una conoscente di Aristide
Dante Cleri: un conoscente di Aristide e guardiano del cimitero
Salvatore Billa: il cameriere della trattoria
Gino Pagnani: Cesare Pancrazi, papà della bimba
Pietro Zardini: il ricettatore
Dada Gallotti: la mamma della bimba
Claudio Nicastro: il barista
Fortunato Arena: il vigile urbano

Regia Maurizio Lucidi
Soggetto Nicola Badalucco
Sceneggiatura Nicola Badalucco
Produttore Piero La Mantia
Casa di produzione Mars Film Produzione
Distribuzione (Italia) Cineriz
Fotografia Aldo Tonti
Montaggio Renzo Lucidi, Simonetta Vitelli
Musiche Stelvio Cipriani
Scenografia Luigi Scaccianoce
Costumi Carlo Gentili

… tu basta che me regoli le molle. Ruba un po’ troppo. Poi finisce che i clienti svaghino… . Deve rubare 10 – 15 percento così almeno scarichiamo un po’ di tasse.

– Guardi: sformato di melanzane alla Claudio Baglioni.
– Bè, solo un angolino eh, tanto per gradire. Grazie.
– Lei sa come si prepara?
– No.
– Allora, si prende una porzione di pizza, la si lascia coinvolgere venti giorni a bordo dell’Amerigo Vespucci. Poi, si prende tutto, tutto, anche l’Amerigo Vespucci e si mette un bagno di schiuma tipo Viva la natura. Si lascia riposare per venti giorni poi si serve o bollente o gelato.

– Ch’è successo? Sì è macchiata la camicetta?! Le ho toccato la tetta… ?!
– Eh sì… .

– Ohhh, ti prego… controllati. Ohhh, approfittarsi così di una povera orfana indifesa… .
– Ho preso molto anche dalla mamma.

– Senti un po’, ma dove hai imparato la collaborazione all’amore? La Madonna eh! Sai che sei tremenda?!
– Leggo la Famiglia Cristiana… .

Il volgare è ritornato e si riprende il suo cappuccino! Buonanotte.

Eh la Madonna! Ma io capisco anche la furia della libidine… ma un po’ di ordine, no?!! Non siete nemmeno in casa vostra! Se io trattassi così il mio self godeur, dovrei cambiare tutte le fasce elastiche!

Il kidnapping non è poi un reato grave… . In Italia si dice: rapimento a scopo di estorsione. Ecco perché suona male. In America invece si dice kidnapping. È tutta un’altra cosa. Non vi pare?

Un povero ricco

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Eugenio Ronconi è un ingegnere ricco ma anche malvisto; ha ormai sviluppato un’autentica fobia per la povertà.
Teme infatti di dover perdere tutte le sue ricchezze, inclusa villa con maggiordomo e moglie viziatissima. Questa paura gli condiziona pesantemente la vita.
Il suo psicologo gli consiglia di provare a vivere da povero,in modo tale da essere eventualmente preparato all’evenienza.
Così Eugenio, dopo essersi rasato e reso irriconoscibile, si fa assumere nell’azienda che dirige, cambiando anche il cognome.
Sperimenta così tutti i disagi della povertà, inclusi i maltrattamenti dei suoi nuovi “superiori.
Incontra casualmente Marta, sua vicina di casa, una ragazza che per vivere è costretta a fare salti mortali, e alla fine se ne innamora.
Ma adesso ha il problema di dichiarare la sua reale identità alla donna mentre è costretto a dover sopravvivere nella giungla cittadina dove,
in qualche modo si adatta, grazie ai consigli del re dei barboni Stanislao.
Vedendo la situazione disperata della sua amata, Eugenio decide di riprendersi in mano la vita e con un improvviso blitz si libera di
tutti gli approfittatori che gli ronzavano intorno, inclusa la moglie infedele e il maggiordomo avido e traditore.
Regolati tutti i conti,con Marta si reca dal suo “amico” Stanislao e… .

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Un povero ricco è una commedia leggera diretta da Pasquale Festa Campanile su un soggetto dello specialista Ottavio Jemma,
dal quale aveva attinto a piene mani per i precedenti La matriarca, Dove vai tutta nuda?, Con quale amore, con quanto amore ecc. .
Sullo sfondo della Milano da bere del 1983, il regista lucano costruisce una commedia che ha il suo punto di forza nell’innata simpatia che Renato Pozzetto ispira con tutti i suoi personaggi.
La trama è esilissima eppure in qualche modo godibile, grazie anche alla presenza di Carlo Mazzarella che con la sua caratteristica voce rauca e il
milanesissimo accento è un simpaticissimo e furfante Stanislao,furbo barbone dalle mille astuzie.
Milano, con i suoi navigli e la sua vita frenetica sono solamente marginali alla storia; non c’è in Festa Campanile la consueta graffiante ironia,che resta molto defilata a tutto vantaggio della commediola che scorre sullo schermo.
La pellicola presenta alti e bassi, soprattutto quando si percepisce nettamente il tentativo del regista di portare la storia verso un lieto fine che chiude il film in puro stile favoletta: un elicottero che sparge banconote a pioggia sulla chiatta comandata da Stanislao.
Un vero peccato, perchè fino a quel punto qualche felice battuta (la forchettata di Stanislao, la moglie che si pesa le tette ecc.) avevano sicuramente strappato più di un sorriso.

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Un povero ricco è il terzultimo film della lusinghiera carriera di Festa Campanile,che nello stesso anno dirige Il petomane con Ugo Tognazzi prima di chiudere la sua esperienza
cinematografica con l’incerto Uno scandalo perbene del 1984, due anni prima che scompaia improvvisamente, a soli 59 anni.
Un film dicevo costruito su Pozzetto ma anche su una affascinante Ornella Muti,la donna di cui si infatua il protagonista.
Anche la Muti è in un periodo d’oro,come del resto Pozzetto, che però stride in maniera fortissima con la conclamata crisi del cinema italiano; infatti, da lì a due anni, avrebbe toccato il fondo con meno di 90 film prodotti nel nostro paese.
La Muti è bella ma palesemente in imbarazzo,mentre Pozzetto è la solita garanzia, grazie al consueto ruolo brillante che gli viene cucito addosso.
Completano il cast Ugo Gregoretti,regista, attore e giornalista di valore qui nel ruolo dello psicologo e un bravissimo Mazzarella.
Buone le musiche di Stelvio Cipriani mentre di sicuro effetto è la location milanese degli anni d’oro del craxismo.
Film totalmente disimpegnato per una serata rilassante.

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Un povero ricco

Un film di Pasquale Festa Campanile. Con Renato Pozzetto, Ornella Muti, Piero Mazzarella, Corrado Olmi, Ugo Gregoretti, Antonio Marsina, Nanni Svampa, Gabriele Tozzi Commedia, durata 92 min. – Italia 1983

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Renato Pozzetto: Eugenio Ronconi/Eugenio Ragona
Ornella Muti: Marta
Piero Mazzarella: Stanislao, detto Fosforo
Patrizia Fontana: Romina
Nanni Svampa: maggiordomo
Corrado Olmi: Neroni, capo del personale
Antonio Marsina: avvocato Marini
Dino Cassio: barista
Ugo Gregoretti: psicologo
Giulio Massimini: commissario
Bruno Rosa: direttore del supermercato
Massimo Buscemi: l’uomo che riceve i fiori
Massimo Mirani: venditore abiti usati

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Regia Pasquale Festa Campanile
Soggetto Ottavio Jemma
Francesco Venturoli
Sceneggiatura Renato Pozzetto
Produttore Achille Manzotti
Fotografia Franco Di Giacomo
Montaggio Amedeo Salfa
Musiche Stelvio Cipriani e Monica Castello
Scenografia Ezio Altieri
Costumi Rosanna Andreoni

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“Ma perchè abbiamo dei cani così stronzi? Licenzialo!”
“Gli stronzi sono conseguenza del cibo ma non mangiano!”

Curiosità sul film tratte dal sito http://www.cinepanettoni.it

Piero Mazzarella, Stanislao, è stato uno dei più grandi attori teatrali della scena Milanese, nonchè pioniere della rete tv Canale 5 nei primi anni 80, all’interno della quale venivano trasmessi i suoi spettacoli teatrali.

. il barista che caccia Pozzetto dal bar dopo che lui ruba un bicchiere di latte è Dino Cassio, uno dei caratteristi più presenti nei film cult a cavallo tra gli anni 70 e 80, nonchè membro dei Brutos e indimenticato prete nella famosissima scena degli schiaffi di “Vieni avanti cretino”.

. La storica scena della forchetta data da un operaio a Pozzetto, è stata girata alla Darsena di Milano, che in quel periodo era veramente un cantiere in quanto stava per essere realizzata la fermata della metropolitana “Porta Genova”.

. il regista Pasquale Festa Campanile, entusiasta della riuscita del film e del sodalizio lavorativo con Pozzetto, deciderà proprio dopo “Un povero ricco” di girare l’immenso cult “Il ragazzo di campagna”.

. La scena finale della casa galleggiante è girata a Gaggiano, pressochè nello stesso punto in cui nel film “Asso” Adriano Celentano viene ucciso dal sicario.

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L’opinione del sito http://www.mymovies.it

Eugenio, ricco industriale, ha l’ossessione del fallimento e della conseguente povertà. Decide quindi, su consiglio dello psicanalista, di provare a vivere la sua ossessione nella realtà. Si trasforma quindi in povero e si fa assumere in una delle sue aziende in cui viene trattato non proprio con i guanti… Avrà anche il modo di affezionarsi a una vicina di casa, Marta, che non ha una vita facile.
Renato Pozzetto in questo film è ancora perfettamente abile nel giostrare i propri personaggi facendoli passare dal surreale al pragmatico non dimenticando di evidenziare una morale, magari un po’ didascalica, ma esposta sempre con il sorriso sulle labbra. Accanto a lui un’Ornella Muti in uno dei ruoli da commedia meglio riusciti. Da non perdere il cameo di Piero Mazzarella nei panni del clochard (barbone per i milanesi).

L’opinione di Lina dal sito http://www.filmtv.it

Commedia poco originale che non è di certo una delle migliori di Pozzetto e che ricorda molto vagamente la ben più brillante commedia di Mel Brooks, “Vita da cani” in cui un ricco signore sperimenta quanto sia dura la vita di uno straccione.
La trama è scorrevole, ha diversi momenti simpatici e godibili e riesce a divertire quanto basta nel mostrare come un ricco difficilmente riesca ad adattarsi a “fare” il povero, però questa volta la verve comica di Pozzetto appare un po’ fiacca e sottotono e le ragioni che spingono il suo personaggio a sperimentare la miseria appaiono bizzarre, nonsense ed esagerate, poichè lo fanno apparire come un paranoico preda di una strana psicosi fobica (quella di poter diventare povero da un giorno all’altro se gli accadesse di perdere ad esempio il lavoro – come se alla fine non potesse cercarsene un altro in un’epoca in cui il lavoro ancora c’era!). Nel film di Brooks perlomeno invece si dava un senso alla volontà del protagonista ricco di vivere da povero per qualche tempo, ma le pellicole finiscono comunque entrambe con l’aggrapparsi ad una parentesi romantica per donare un po’ di reale consistenza alla storia anche se questa volta Pozzetto e la Muti, non fanno “scintille” sul set come nel caso di “Nessuno è perfetto”.

L’opinione di Renato dal sito http://www.davinotti.com

Altro ottimo titolo pozzettiano dei bei tempi. Non è certo il suo film migliore, a dirla tutta, ma così averne. L’inizio è un po’ loffio se vogliamo, e Pozzetto come ricco industriale carognone non può certo funzionare; ma non appena diventa povero (anche se per scelta) il film prende subito quota per poi decollare definitivamente con l’ingresso in scena del grandissimo Piero Mazzarella. Tutte le sue scene sono memorabili, ed accompagnano la pellicola all’ovvio finale. Per me, è ormai un classico nel vero senso della parola.

Fico d’India

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Gradevole compitino in classe del maestro Stefano Vanzina alias Steno diretto nel 1980,Fico d’India è una
commedia leggera,al limite dell’impalpabile,che si avvale della sceneggiatura di Raimondo Vianello e Sandro Continenza.
Una storiella imbastita attorno al personaggio principale,quel Renato Pozzetto star del box office nel periodo di declino del cinema
italiano,in cui a predominare sono le produzioni disimpegnate,vero e proprio simbolo degli anni ottanta,frivoli e all’insegna del riflusso.
A fare da contorno un cast di buone spalle e comprimari,come Aldo Maccione,che nel film duetta alla pari con il comico milanese,
che nell’arco di soli tre anni è impegnato in dodici produzioni,tutte di largo successo popolare.
La bellezza di turno è una splendida Gloria Guida,la cui recitazione però è ai minimi sindacali;ma in questi film quello che contava era mostrare
qualche scena di nudo,per aggiungere pepe alla storia e poco altro.In realtà non era certo richiesta una presenza o un livello recitativo alto,visto
il tenore quasi da avanspettacolo di molti di questi filmetti creati e costruiti a tavolino per raccogliere il massimo con il minimo sforzo.
Intendiamoci,Steno non è lontano dal suo standard abituale;ma la sua fase creativa è da tempo relegata negli angusti limiti della commedia leggerissima.

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La storia si sviluppa attorno alle due figure principali,quella di Lorenzo Millozzi sindaco di Cavagnano,paesino del varesotto in cui l’occupazione principale sembra essere il pettegolezzo e quella di Arrigo detto Ghigo Buccilli,playboy impenitente e gran seduttore delle mogli degli ignavi maschi cavagnanesi,abili con la lingua ma evidentemente meno abili nel talamo.
Ghigo,uso a regalare alle sue prede in gonnella delle cernie con in bocca un fiore,punta la splendida moglie di Lorenzo,Lia Millozzi,senza però riuscire a fare breccia.
Così si presenta a casa sua,dove però viene colto da un infarto.
Lorenzo,per mettere a tacere uno scandalo,lo accoglie in casa e di la inizieranno per lui una serie di peripezie coronate però dalla nascita di una bella amicizia proprio con colui che voleva sedurgli la moglie.
Trama quasi inesistente,quindi,affidata all’estro e alla simpatia del comico milanese Pozzetto a cui viene affiancato un altro maestro del riso facile,Aldo Maccione.
La commedia scivola via con qualche felice intuizione e un deja vu che appare fulmineo sin dalle prime battute.
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Ma tant’è…
Come detto all’inizio,a fare da contorno troviamo alcuni bravi caratteristi come Daniele Formica,la bella Licinia Lentini e un Diego Abatantuono ormai vicino al grande successo del 1982,quel Eccezzziunale… veramente che lo porterà ad essere una star del box office.
Non certo il miglior Steno,non certo un film memorabile,che però riesce a far passare con leggerezza il tempo della visione della pellicola.fra qualche risata di sano gusto e qualche fugace nudo della Guida.
Il contesto sociale è completamente trascurato,anche perchè la satira sul costume tipico del paesino pettegolo è ormai da tempo ampiamente logora.
Resta quindi alla fine poco o nulla,ma il successo ai botteghini ripaga produttore e regista e i conti tornano.
Carina la location,diligente la fotografia e le musiche di Giancarlo Chiaramello.

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Fico d’India

Un film di Steno. Con Renato Pozzetto, Gloria Guida, Aldo Maccione, Luca Sportelli, Loredana Martinez, Gianfranco Barra,
Dario Ghirardi, Diego Abatantuono, Licinia Lentini, Daniele Formica, Renato Montalbano Commedia, durata 98 min. – Italia 1980

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Renato Pozzetto: Lorenzo Millozzi
Gloria Guida: Lia Millozzi
Aldo Maccione: Arrigo “Ghigo” Buccilli
Diego Abatantuono: capo delle “Belve”
Gianfranco Barra: il commissario di Polizia
Daniele Formica: Lanzarotti
Luca Sportelli: don Eusebio
Roberto Della Casa: il portiere
Néstor Garay: il fratello di Lorenzo
Dario Ghirardi: il barista
Renato Montalbano: Il dottore della compagnia assicurativa
Loredana Martinez: Marcellina, domestica di Millozzi
Licinia Lentini: la moglie di Cicognelli
Angelo Pellegrino (non accreditato): Barilotti, il segretario di Lorenzo
Daniele Vargas (non accreditato): il presidente della compagnia assicurativa
Giulio Massimini: Baldini, il vigile urbano

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Regia Steno
Soggetto Steno, Renato Pozzetto, Enrico Vanzina, Sandro Continenza, Raimondo Vianello
Sceneggiatura Steno, Renato Pozzetto, Enrico Vanzina, Sandro Continenza, Raimondo Vianello
Produttore Achille Manzotti
Fotografia Carlo Carlini
Montaggio Raimondo Crociani
Musiche Giancarlo Chiaramello
Scenografia Paola Comencini
Costumi Silvio Laurenzi

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Opinioni tratte dal sito http://www.davinotti.com

B. Legnani

Commediola atipica, in cui si trova del buono e del cattivo. Buona la trovata iniziale, buono Pozzetto che angaria i dipendenti e maltratta la moglie, buono (specialmente all’inizio) Maccione e buono Barra, ma pessima la parte “en travesti”, brutto il finale, la Guida (bellissima) ai minimi storici nella recitazione, Abatantuono mediocre (si ha quasi l’impressione che la parte sua e dei suoi scagnozzi sia stata aggiunta dopo, come si si volesse rimpolpare il film!).
Guardabile, perché qualche risata la strappa, ma dalla metà in poi annoia.
Galbo

Commediola non memorabile diretta da uno dei maestri del genere (Steno) e ambientata nella fertile (in senso cinematografico) provincia italiana.
Il tema principale è infatti la popolaresca abitudine delle dicerie di paese con il sottobosco di personaggi che alla lunga rappresentano la cosa migliore del film.
Il resto è dato da gag spesso non adeguatamente calibrate e prive di grande mordente. Anche la regia appare piuttosto svogliata.
Undying

Commedia (scritta in parte dallo stesso Pozzetto) resa particolarmente gradevole per la presenza di personaggi di contorno esilaranti ed indovinati (in particolare Diego Abatantuono).
Le scene del set sono state calcate da un nutrito gruppo d’attori, presenti anche nella più “andante” commedia sexy (Barra, Maccione, Jimmy il Fenomeno, Vargas) e da questa viene prelevata, di peso, la splendida Gloria Guida. La trama è banalotta ed imbastita allo scopo di dare corso ad una serie di gag ispirate alle dicerie “quotidiane” d’un paesotto provinciale.

Puppigallo

Tenere testa a Pozzetto è un’impresa notoriamente titanica. Ma qui Maccione, se non altro, funge da ottima spalla, dandogli spesso il la per le battute, costringendo il povero Renato ad accudirlo come un bambino,
per evitare un enorme scandalo. C’è anche Abatantuono, in un ruolo marginale (teppista devoto a Little Tony), ma a farla da padroni sono i due protagonisti; e anche Gloria Guida, oltre a essere di una bellezza fuori dal comune,
interpreta bene il suo ruolo di moglie scontenta e annoiata. Qualche caduta di stile c’è (il festino in casa), ma il livello resta comunque buono. Riuscito.
Homesick

Simpatica commedia che ironizza sugli intrallazzi e i pettegolezzi della provincia, avvalendosi di un duo di tutto rispetto: Pozzetto in un ruolo finalmente un po’ diverso dal solito e Maccione nei panni di un irrefrenabile corteggiatore
(e pescatore) che danno vita a gradevolissimi battibecchi. Emerge Abatantuono come teppista notturno; piacevoli interventi di Vargas, Formica, Barra. La Guida regala nudi sempre con grande eleganza e naturalezza.

Nessuno è perfetto

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Un giovane vedovo,Guerrino,proprietario di un’azienda vinicola,dopo la morte della moglie vive sotto lo stesso tetto con la suocera.
La quale non tanto segretamente vorrebbe diventare l’amante dell’uomo,che per questo motivo è deriso apertamente dai suoi amici tra i quali
si distingue lingua profonda.
Una sera,in palese imbarazzo con l’invadente suocera che le si è infilata nel letto,Guerrino approfittando di una telefonata esce di casa,destinazione Milano.
Qui incontra per la prima volta la splendida Chantal,una modella;la segue in albergo e per un fortuito caso beve un bicchiere colmo di barbiturici che la donna aveva preparato per se.
Tra Guerrino e Chantal nasce ben presto un affetto profondo,ma l’uomo non sa che in realtà Chantal,prima di diventare donna,era un paracadutista tedesco.
I due convolano a nozze,ma ben presto Guerrino inizia a rendersi conto che in sua moglie c’è qualcosa che non quadra;la donna ha una forza fisica davvero notevole ma sopratutto si irrigidisce quando le lui le confessa di desiderare un figlio,opponendo un netto rifiuto.
Sarà sua suocera a svelargli la verità.

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Il colpo per Guerrino è durissimo;è innamorato di sua moglie,ma non riesce ad accettare almeno all’inizio l’identità sessuale precedente della moglie.
Ma nonostante le risate di scherno e gli sfottò degli amici e gli intrighi della suocera Guerrino scoprirà di non pter fare a meno di Chantal.
Nel finale anzi deciderà di adottare il figlio della donna,avuto da una relazione precedente quando era ancora un uomo.
Gradevole commedia firmata dal lucano Pasquale Festa Campanile,Nessuno è perfetto ha una caratteristica che la distingue dalla massa amorfa di pellicole dei primi anni ottanta,ovvero una completa assenza di volgarità.
Il che,visti i tempi che correvano,era davvero oro colato.
Costruita su un binomio di grande successo cinematografico,il duo Pozzetto-Ornella Muti,rispettivamente re e regina del box office (Sono fotogenico,Fico d’India e Mia moglie è una strega per Pozzetto nel biennio 80-81 e Il bisbetico domato,Innamorato pazzo per la Muti),Sono fotogenico gioca tutte le sue carte sulla simpatia innata che ispira Pozzetto e sullo charme e la grande bellezza di Ornella Muti,nel pieno del fulgore e del fascino.

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Di suo Festa Campanile ci mette la comprovata abilità nel dirigere commedie strutturate semplicemente,con un pizzico di ironia e tanto mestiere.
Reduce dai risultati altalenanti di Il ladrone,Qua la mano e Manolesta,Festa Campanile torna alla struttura classica della commedia inserendo la novità della love story tra un transessuale e un vedovo.
Il rischio di cadere nella volgarità ,con queste premesse,è altissimo;ma il regista di Melfi sceglie saggiamente una linea soft,usando un linguaggio pulito e una storia semplice ma imbastita alla perfezione.
Altra caratteristica specifica del film è l’ambientazione,che una volta tanto non è localizzata al sud.
Niente Sicilia e niente Calabria.
Ma la bergamasca,ritratta come provincia pettegola e farisea.

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Festa Campanile non usa la sciabola ma il fioretto;sembra quasi di vedere il suo sorriso indulgente stampato sul volto mentre dipinge,tratteggia i personaggi di lingua profonda,del play boy Nanni o peggio della perfida suocera del protagonista.
Per il film il regista sceglie un cast di comprimari di buon livello;c’è una bravissima Lina Volonghi nel ruolo della suocera un tantino sordida di Guerrino,Massimo Boldi in quello del linguacciuto tassista lingua profonda,Felice Andreasi in quello dell’amico fraterno e Gabriele Tinti in un insolito ruolo da play boy,ancora più insolito per un film a sfondo comico.
Niente nudità gratuite,niente volgarità,sorriso che aleggia per tutto il film.
Un buon viatico per un film sicuramente ben fatto,ben diretto e ben recitato.
Da vedere.

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Un film di Pasquale Festa Campanile. Con Renato Pozzetto, Massimo Boldi, Ornella Muti, Lina Volonghi,Gabriele Tinti, Felice Andreasi Commedia, durata 105 min. – Italia 1981.

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Renato Pozzetto: Guerrino Castiglione
Ornella Muti: Chantal
Felice Andreasi: Enzo, l’amico fraterno di Guerrino
Massimo Boldi: il tassista pettegolo Lingua profonda
Gabriele Tinti: il commerciante e playboy Nanni
Benedetto Ravasio: lavoratore di Guerrino
Lina Volonghi: la suocera di Guerrino, madre della sua defunta prima moglie

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Regia Pasquale Festa Campanile
Soggetto Franco Ferrini, Enrico Oldoini, Bernardino Zapponi,
Sceneggiatura Franco Ferrini, Renato Pozzetto, Enrico Oldoini
Produttore Luigi De Laurentiis, Aurelio De Laurentiis e Achille Manzotti
Fotografia Alfio Contini
Montaggio Amedeo Salfa
Musiche Riz Ortolani
Scenografia Giantito Burchiellaro

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Opinioni tratte dal sito http://www.davinotti.com

Markus

“Nessuno è perfetto” è un film che adoro, forse perché girato in forma confidenziale e suggestiva, come accadde frequentemente nei Pozzetto-movies dei primi anni ottanta.
Pasquale Festa Campanile gira la pellicola a Bergamo ed offre a Pozzetto la possibilità di  far divertire con il suo umorismo surreale e pacato, ma dando spazio a note riflessive che possono deludere chi desideri la comicità pura: no, qui siamo in una pochade surreale… è giusto così! La Muti a film alterni funziona, qui è andata bene… Valido il commento musicale di Riz Ortolani.

Zender

Gradevole commedia con qualche difficoltà a sintetizzare le scene più divertenti. il ritmo, d conseguenza, non è dei più travolgenti e
l’eccesso di “momenti d’intimità” tra Pozzetto e la Muti non agevola in questo senso. Però il cast è ben scelto, Bergamo offre uno sfondo da perfetta vita provinciale del Nord (come fu per La poliziotta), caratteristi come Boldi e Andreasi funzionano e Lina Volonghi perfida suocera ha dei gran duetti col protagonista (che dopo aver bevuto due litri di grappa ci è finito pure a letto insieme). La Muti è in parte.

Trivex

Nel 1981 forse non era una “operazione” tanto frequente e nemmeno un tema così scontato e affrontato, questo. Festa Campanile però riesce nella missione possibile di elaborarlo con una discreta disinvoltura, grazie in larga parte all’irresistibile Pozzetto nella sua classica interpretazione (quella che ne ha fatto un mito).
La Muti è al massimo del fervore estetico e recita pure benino, molto “al miele” quando non tira cazzotti. Belle anche le location e la musica di Riz Ortolani (adeguatissima), che ti entra in testa con notevole facilità.

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“Uelà,ma a chi darai tutti questi pesci che prendi?
– A sua suocera no? Perchè tanto lei i pesci ce li ha già-

Te lo dico con le buone maniere: “Fuori dai coglioni!”.

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Ornella Muti sul set

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Renato Pozzetto

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Ornella Muti

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Lina Volonghi

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Felice Andreasi

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Nessuno è perfetto location  Biblioteca Civica cittadina A.Mai

La Biblioteca Civica A.Mai Bergamo oggi

Nessuno è perfetto location 1 Piazza vecchia Bergamo 2

Piazza Vecchia,Bergamo nel film

Nessuno è perfetto location 1 Piazza vecchia Bergamo

Piazza Vecchia oggi

Nessuno è perfetto location cimitero civico di Bergamo 2

Il cimitero civico di Bergamo oggi

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Il cimitero nel film

Nessuno è perfetto location Fontana Contarini

La Fontana Contarini oggi

Nessuno è perfetto location Villa Masnada

Villa Masnada,Bergamo oggi

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L’interno della villa Masnada nel film

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La stazione di Bergamo

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La stazione nel film

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