La ragazza di Trieste


La ragazza di Trieste locandina

Una storia d’amore ai limiti dell’impossibile, quella tra Dino e Nicole. Lui è un maturo disegnatore di fumetti, scapolo impenitente, reduce da una relazione poco convinta con Valeria. Lei è una bellissima ragazza, sfuggente e misteriosa. I due si incontrano casualmente il giorno in cui la ragazza, che sta annegando mentre fa il bagno, viene salvata da tre uomini sulla spiaggia. Dino, attratto dal fascino enigmatico della ragazza decide di conoscerla; dal canto suo Nicole, evidentemente attratta da Dino, non si sottrae .

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Andrea Ferreol

Nasce cosi una problematica relazione tra i due; la ragazza è sfuggente, misteriosa  e si comporta in maniera assolutamente incoerente. Ha atteggiamenti teneri, ma anche spregiudicati, come quando si mostra completamente nuda ad un cameriere di un residence, sotto gli occhi esterefatti di Dino. Un giorno la ragazza scompare, per poi riapparire adducendo motivi assolutamente risibili al suo comportamento. Sconcertato, Dino decide di andare a fondo e scoprire cosa nasconde la misteriosa Nicole.

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Mimsy Farmer

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Ornella Muti

Scopre cosi, seguendo le indicazioni di una sua amica, che la ragazza ha dei problemi mentali; è ricoverata infatti in un ospedale psichiatrico, dal quale però è libera di entrare e uscire, secondo le indicazioni del piano terapeutico che segue. Ma un giorno alcune compagne in cura come lei, le usano violenza e da quel momento il fragile equilibrio di Nicole va in frantumi. Nel frattempo la convivenza tra la donna e l’uomo diventa sempre più problematica e Dino, che nonostante tutto ama quella creatura capace di tutto, di gesti teneri ma anche di clamorose piazzate, si trova a dover scegliere tra un futuro incerto con la donna e il suo personale equilibrio psicologico, messo a repentaglio dal comportamento di Nicole.

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Sarà proprio quest’ultima a dipanare la matassa; una mattina, mentre sono sulla spiaggia, la ragazza, che si è rasata a zero i capelli, entra lentamente in acqua, e scompare in mare, così come dal mare era apparsa agli occhi di Dino la prima volta, che in questo caso assiste incredulo senza poter agire.
La ragazza di Trieste, diretto da Pasquale Festa Campanile, con sceneggiatura di Ottavio Jemma su soggetto dello stesso regista, è un dramma ben congegnato sulla difficoltà, o anche l’impossibilità dei rapporti tra normalità (il disegnatore Dino, il suo mondo ordinato) e follia (Nicole e la sua spregiudicatezza, le sue bugie ma anche la sua tenerezza).

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Solo i folli sanno amare, è la morale del film, è la follia è nella vita di Nicole, che tenta inutilmente di inserirsi in un contesto normale, in cui ci sia spazio per i sentimenti, la sessualità, una normalità che di fatto le è proibita, dal momento che ogni volta che rientra nell’istituto psichiatrico deve fare i conti con le compagne violente o con la realtà opprimente dell’istituto stesso. Eppure tra i due c’è tenerezza: c’è tenerezza e anche amore in Dino, che tenta in tutti i modi di penetrare quella follia che avvolge come un manto nero la mente della ragazza.
Ma la vita spazza via anche i soni più innocenti, così, in un finale tragico e amaro, l’uomo è costretto ad assistere al suicidio della donna, un atto che ammette implicitamente la sconfitta della follia davanti alla normalità, quasi che il gesto della ragazza sia un rassegnarsi a questa impossibilità, quella di riuscire a vivere uno scamplo di vita “normale”
Un bel film, La ragazza di Trieste: dolce a tratti, amaro spesso.

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Sicuramente bravi i due attori; Ben Gazzarra interpreta Dino, un uomo in difficoltà nel conciliare il suo essere paurosamente normale con la dolce follia di Nicole, interpretata benissimo da un’intensa Ornella Muti. E stride parecchio il solito, incredibile commento dell’ineffabile Morandini sul film, che riporto senza commenti, vista l’inutilità degli stessi di fronte a giudizi espressi senza alcuna cognizione di fatto:
Un disegnatore di storie a fumetti alla Crepax s’innamora di una ragazza che entra ed esce da una clinica psichiatrica. Tratto da un romanzo (1982) dello stesso regista, è un melodramma d’amore piatto, mal scritto, ripetitivo. Ornella Muti callipigia è rapata a zero (ma è un trucco).

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La ragazza di Trieste, un film di Pasquale Festa Campanile. Con Ben Gazzara, Mimsy Farmer, Ornella Muti, William Berger, Consuelo Ferrara, Romano Puppo
Drammatico, durata 108 min. – Italia 1982.

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La ragazza di Trieste banner personaggi

Ben Gazzara …     Dino Romani
Ornella Muti …     Nicole
Mimsy Farmer …     Valeria
Jean-Claude Brialy …     Professor Martin
Andréa Ferréol …     L’amica Stefanutti
William Berger
Consuelo Ferrara …     Francesca
Romano Puppo …     Toni

La ragazza di Trieste banner cast

Regia Pasquale Festa Campanile
Soggetto Pasquale Festa Campanile
Sceneggiatura Ottavio Jemma
Fotografia Alfio Contini
Montaggio Amedeo Salfa
Musiche Riz Ortolani
Scenografia Ezio Altieri

6 Risposte

  1. Pienamente d’accordo con Paultemplar, l’autore dell’articolo.
    Mi piace moltissimo questo film, e detesto gli pseudo-critici come Morandini che stroncano pellicole come questa, attraverso un commento sprezzante e ironico che dà i nervi. Certe persone non capiscono nulla di cinema, o non hanno sentimenti… mah. L’ineffabile Morandini non si è accorto della splendida colonna sonora? Dei dialoghi così naturali, della bravura della Muti (che in questo film non è solo callipigia come dice lui ma anche buona attrice)? Secondo lui questa è una storia noiosa, piatta e banale? Ma è tutto il contrario, caro il mio Morandini. E’ una storia originale, particolare, insolita, struggente, degna di nota. Anche la voce di Ben Gazzara (il doppiatore è Giuseppe Rinaldi) è stupenda e dona fascino al personaggio.
    Recentemente ho comprato il dvd e me lo guardo in santa pace.
    Bravo regista, al diavolo i critici!

  2. Certo che il “Morandini” ne dice di sciocchezze alle volte;non è però la prima volta.Io vidi questo film un pò di tempo fa,non ricordo neanche dove,e devo dire che a me personalmente ha fatto una bella impressione.Il film è uno dei migliori di Pasquale Festa Campanile ed è anche molto bene interpretato dai due attori:un immenso Ben Gazzara e un incantevole,bellissima e bravissima Ornella Muti.La storia è bella,particolare,fuori dagli schemi quasi e molto amara in alcuni tratti anche se momenti dolci e romantici non sono assenti,anche se poi le note amare sono superiori a quelle dolci,anche perchè il finale è davvero struggente.Adesso vorrei vedere cosa dicono altre recensioni,in modo paticolare del “Davinotti” che però alle volte è più meritocratico del “Morandini” (spesso nessuno dei due!)e se leggo una recensione simile a quella scritta sopra,mi faccio due risate,più che altro per le baggianate che potrebbero scrivere.
    A me è piaciuto,poi se non piace alla Bibbia del cinema non mi interessa nulla.
    Ciao.

  3. MIPIACE MOLTO

  4. MIO CERICA DONNA CARINA

  5. gran bel film…. vergognosa la recensione del Morandini

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