Au pair girl (Le femmine sono nate per fare l’amore)


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Quattro ragazze provenienti da diverse nazioni (Svezia, Danimarca, un posto non specificato dell’Asia e dalla Germania) giungono in Inghilterra per lavorare come ragazze alla pari.
Randi, Anita, Nan-Lee e Christa avranno storie differenti; Randi, la tedeschina, è destinata ad essere ospitata da una ricca famiglia, ma avrà diverse peripezie.

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Il rampollo della famiglia va a prenderla in aeroporto con tanto di Rolls, ma durante il ritorno a casa si ritrovano con una gomma a terra e devono riparare in un fienile. Qui la ragazza finisce in un abbeveratoio, finisce per strapparsi un vestito e i due decidono di andare in giro in città (dopo che hanno riparato l’auto) per trovare dei vestiti di ricambio. Finiranno in uno studio di un fotografo pazzo che utilizzerà la ragazza per un servizio senza veli.
Nan-Lee, anch’essa ospite di una ricca famiglia, avrà l’ingrato compito di svezzare il rampollo di famiglia, vergine e inibito,

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mentre la biondissima Anita, la più disinibita del gruppo, viene ospitata in una casa abitata da due anziani coniugi.
La metterà a soqquadro con la sua vitalità e con i suoi costumi liberi, prima di finire nel letto di un ricco arabo, letto da quale fuggirà inseguita dal maturo signore.
L’ultima delle quattro, Christa, sarà quella che farà l’esperienza peggiore, perchè si incapriccerà di un musicista e perderà la sua verginità, mentre il musicista si consolerà subito dopo con una disponibile cantante.

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Le quattro ragazze, dopo le avventure che hanno vissuto, si ritrovano all’agenzia di collocamento con il loro piccolo bagaglio di esperienze.
Au pair girl, (Le femmine sono nate per fare l’amore) diretto da Val Guest nel 1972, è una commedia tipicamente british nell’ambientazione, nel racconto, nello humour, decisamente incomprensibile per noi italiani.
A parte le gag, che davvero fanno sorridere poco, sono le situazioni surreali in cui vengono a trovarsi le quattro protagoniste a lasciare di stucco.
Randi, interpretata da Gabriella Drake, riesce in pochi minuti a far danni e a infilarsi in una situazione tragicomica (in verità più tragica che comica); entra in un fienile, sale su una soffitta, cade in un abbeveratoio, si strappa i vestiti e naturalmente rompe l’anima a Malcom, il ragazzo che è andato a prenderla,

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Me Me Lay è Nan-Lee

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Gabrielle Drake è Randi

per trovare dei nuovi vestiti, con il risultato che dopo una breve ricerca finiranno sul set improvvisato di un fotografo di spot pubblicitari, in cui la ragazza, senza fare una piega verrà impegata (naturalmente nuda) per una pubblicità di un alcolico. Avrà poi la pessima idea di indossare i gioielli di famiglia dello sfortunato Malcom, cosa che provocherà l’ovvio allontanamento da casa.
Nan Lee, interpretata malamente da Me Me Lai è invece la solita anima pia che si sacrifica per erudire il pupo ricco e nobile assolutamente all’oscuro di cose che riguardano il sesso; le sequenze che la vedono protagonista sono le più penose per il pesante debito che ha l’attrice con la recitazione.

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Anita ha appena il tempo di arrivare a casa dei coniugi che dovranno ospitarla che inzia il suo eprsonale show, entra in camera da letto, si spoglia nuda davanti all’imbarazzata e anziana padrona di casa, corre a farsi una doccia, compare nuda davanti al padrone di casa, si infila nel letto di un arabo ( molto inglese poco arabo) che vuole naturalmente farle la festa e fugge a tutta velocità, il tutto naturalmente senza una logica e senza un dialogo degno di essere riportato: Naturalmente verrà sbattuta fuori di casa per essere tornata fuori dall’orario consentito!

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L’ultima protagonista, Christa, una finta ingenua (almeno dall’espressione), finisce nel letto di un cantante, dopo aver schivato avance di vario tipo da loschi figuri incontrati nel locale nel quale suona colui che le strapperà la poco difesa verginità.
Film imbarazzante per la pochezza assoluta sia della trama, praticamente inesistente, sia per la recitazione davvero parrochhiale di tre delle quattro protagoniste.

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A salvarsi è la sola Gabriella Drake, il tenente Gay Ellis della fortunata serie UFO; bella e sexy, l’attrice inglese si fa apprezzare sopratutto per lo splendido fisico, mostrato in più occasioni come mamma l’ha fatto.
Stendiamo un pietosissimo velo invece su Me Me Lai, trasportata fuori dai film che l’hanno resa nota, i cannibal movie e incapace di mostrare quel minimo sindacale di recitazione che valga un contratto cinematografico.
Anche l’attrice di Burma si segnala solo per alcuni nudi nelle sequenze che la riguardano, le meno numerose; evidentemente il regista scelse di tenerla in scena il meno possibile, per non ridicolizzare un film di per se abbastanza scarso.
Astrid Frank, bionda e ben fatta fisicamente recita come se stesse girando un filmino in famiglia; l’unica differenza con quest’ultimo consiste nel fatto che l’attrice gira perennemente nuda.
E’ sicuramente un bel vedere, ma le sue gag nel film sono da oratorio e degne di un filmato amatoriale.
L’ultima attrice presente nel film è Nancy Wait, che nel corso della sua carriera girerà ltri due o tre film; il che è comprensibile alla luce dell’assolta mancanza di qualsiasi capacità recitativa.

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Au pair girl è solo una festa per gli occhi ( i nudi sono davvero tanti) e per il revival ambientale che presenta; abiti, scarpe, acconciature sono un festival anni settanta, che visti oggi lasciano un sapore amarognolo di nostalgia.
Detto questo c’è ben poco da aggiungere.
Per un italiano vedere una commedia come questa significa davvero rimpiangere l’ultimo dei decamerotici al risparmi girati negli anni settanta. Curiosamente, questo genere di film ebbe un grosso successo in Inghilterra, ed ebbe numerosi imitatori.

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Au pair girl (Le femmine sono nate per fare l’amore) un film di Val Guest, con Gabriella Drake, Me Me Lai, Astrid Frank, Nancy Wait, Erotico, Inghilterra 1972

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Gabriella Drake

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Au pair girls banner protagonisti

Astrid Frank – Anita Sector
Johnny Briggs – Malcolm
Gabrielle Drake – Randi Lindstrom
Me Me Lai – Nan Lee
Nancie Wait – Christa Geisler
Joyce Heron – Mrs. Stevenson
Daphne Anderson -La signora Howard
Geoffrey Bayldon – Il signor Howard
Roger Avon -Rathbone
Rosalie Crutchley – Lady Tryke
Harold Bennett -Lord Tryke
Julian Barnes – Rupert
John Le Mesurier – I signor Wainwright
Richard O’Sullivan – Stephen
Derek Gray – Il contadino

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Regia: Val Guest
Sceneggiatore: David Adnopoz,Val Guest,David Grant
Produzione:Guido Coen,Kenneth Shipman
Musiche:Roger Webb
Fotografia:John Wilcox
Montaggio:John Colville

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Una Risposta

  1. Richard O´Sullivan, serie TV “Un hombre en casa”

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