Violentata sulla sabbia


Vanina e Juliette sono due giovani amiche che si recano in Sardegna in vacanza.
Ma Vanina non riesce a rilassarsi nemmeno in vacanza: nella sua mente, come in un incubo, scorrono di continuo le immagini di quando era piccola e assistette impotente allo stupro con conseguente omicidio della madre.
Il drammatico episodio ha ovviamente lasciato degli strascichi, che condizionano la vita della ragazza.
Giunte in paese, le ragazze devono fare i conti con la mancanza di soldi a cui si aggiunge la cronica mancanza di alloggi poichè siamo in piena estate e il posto pullula di turisti.
L’unica opportunità di alloggio è la casetta dimessa di un pescatore locale, che naturalmente non rimane indifferente davanti alle grazie delle due donne.
Per Vanina tuttavia il trauma subito è diventato un’autentica ossessione, tanto da farle desiderare di provare la stessa esperienza della madre, ovvero essere violentata per liberarsi dai suoi fantasmi.

Una giovanissima Carole Andrè è Vanina

Cosa che puntualmente avverrà e alla fine Vanina, finalmente guarita, finirà le vacanze e tornerà a casa con la fedele amica.
Trama a dir poco ridicola e farsesca, quella di Violentata sulla sabbia, opera seconda (ed ultima) di Renzo Cerrato, che nel 1968 aveva diretto il discreto Niente rose per OSS 117.
Qui invece siamo di fronte ad un film eccessivamente verboso, con una trama discutibile rimaneggiata da un romanzo di André Pieyre de Mandiargues, che può essere visto solo per due motivi.


Il primo dei quali è la presenza di Carole Andrè, la leggendaria Perla di Labuan del Sandokan televisivo, bellissima e seducente dall’alto dei suoi 18 anni; l’altro è lo splendido scenario naturale della Sardegna, fatto di distese di sabbia incontaminate e mare dai colori cangianti tra il verde smeraldo e l’azzurro cobalto.
Il resto è solo confusione, dialoghi davvero difficili da digerire e la continua preparazione di Vanina al suo personale colpo di teatro, quando cioè alla fine, dopo aver predisposto con accuratezza lo scenario della violenza carnale che deve subire, ottiene ciò che vuole in riva al mare e di sera, mentre un’insopportabile voce fuori campo ci esplica sui pensieri segreti della ragazza.
L’unico vero motivo di interesse diventa così l’assistere alle evoluzioni psicologiche di Vanina, che includono una performance fisica in cui cosparsa di vernice dorata (in pura imitazione 007 Goldfinger) si sdraia su un letto spiata morbosamente dal suo futuro amante di una sera.

La splendida location sarda (l’oscurità dei fotogrammi è naturale)

Sbaglia chi crede di trovarsi ad un film erotico, perchè di eros non c’è nemmeno l’ombra e la Andrè si mostra davvero con parsimonia.
Un film sciatto, quindi, che non riveste alcun particolare interesse se non dal punto di vista naturalistico e paesaggistico.
E’ bello vedere la Sardegna di inizi settanta incontaminata e non ancora aggredita dal turismo di massa e dalla cementificazione.


In quanto al cast attoriale, detto che la Andrè è bella da vedere e tutto sommato non recita affatto male si può accennare davvero di sfuggita al resto del cast che include il compianto Angelo Infanti (scomparso ad ottobre 2010), Bruno Alias, Tiberio Murgia, Kiki Caron e Marisa Solinas.
Ottima la fotografia, discreto il tema musicale, mentre la location è l’incantevole Siniscola nella frazione di Santa Lucia, nelle Baronie in Sardegna.

Violentata sulla sabbia
Un film di Renzo Cerrato. Con Angelo Infanti, Marisa Solinas, Carole André, Giustino Durano, Kiki Caron, Pietro Tordi, Tiberio Murgia Drammatico, durata 92 min. – Italia 1971

Carole Andrè- Vanina
Kiki Caron- Juliette

Regia Renzo Cerrato
Soggetto André Pieyre de Mandiargues
Sceneggiatura Giovanni Simonelli
Pierluigi Ciriaci
Casa di produzione Comacico
Milvia Cinematografica
Fotografia Edmond Séchan
Montaggio Raimondo Crociani
Musiche Gianfranco Plenizio

2 Risposte

  1. Diciamolo, la Sardegna di questo film é bellissima: terra selvaggia, mare bellissimo, la battuta “andiamo in sardegna perché costa poco” da manuale

    vidi questo film da adolescente, in tv -forse in una tv slovena- sicuramente non alla Rai….. certo, una storia così rimane impressa ad una ragazzina di 12/13 anni, altro che Moccia e le sue Ale, fra, cami e Rob.

    Qui c’era una giovane in piena esplosione ormonale, con paure da scacciare.
    Ma quel che mi rimase impresso, di questo film, fu quel mare, quelle case di pescatori, e la Sardegna selvaggia.
    La prima volta che ci andai era tutto come immaginavo: vento, sole, aria salmastra.
    E fu amore per sempre.

    Il film è brutto, rivisto ora, anni dopo, è brutto, ma sempre migliore dei film di Moccia, tanto non ci vuole poi molto..! Però io ricordavo un rapimento nella storia, una ricca che poi si innamorava del rapitore, o è un altro film, o ero troppo distratta:)
    Grazie per questo blog, grazie per aver parlato di un film, non bellissimo ma, comunque, importante nella mia adolescenza.
    Ciao:)

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