Sensitività (Sensività)-Kyra la signora del lago


Sensività locandina

Sensitività, o Kyra – La signora del lago, o anche L’ultima casa vicina al lago o Sensività (titolo originale) è un film conosciuto più per le sue disavventure che per i suoi pregi artistici, peraltro molto ridotti.
Diretto da Enzo G. Castellari nel 1979, rappresenta l’unica incursione nel campo dell’horror metafisico da parte del regista romano e arriva nelle sale due anni dopo il discreto risultato di Quel maledetto treno blindato, un curioso film bellico diretto dallo stesso Castellari nel 1977.
Sensitività ebbe vicende molto travagliate, a partire da una distribuzione cinematografica penalizzante che portò il film nelle sale per un ristrettissimo periodo; l’insuccesso ai botteghini convinse la casa cinematografica Video Kineo ad acquisire i diritti della pellicola, cosa che avvenne in maniera non indolore.

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Il film di Castellari venne affidato ad Alfonso Brescia che stravolse la trama originale, girò altre scene sostituendo l’attrice protagonista Leonora Fani con una controfigura con il risultato finale di ottenere un prodotto ibrido e sconclusionato che rese il film irriconoscibile.
Poichè già di per se la sceneggiatura originale era debole e poco convincente il guazzabuglio divenne totale e il film si rivelò economicamente un altro fallimento.
Del film di Castellari si persero le tracce e a tutt’oggi coloro che hanno visto la versione originale, mai più trasmessa nel mercato televisivo si contano sulla punta delle dita.

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Il titolo del film in origine era Sensività, ma nella versione spagnola divenne Sensitività, titolo con il quale il film è passato sul piccolo schermo; il giudizio tecnico sul film va quindi mediato su quella che è la parte originale dello stesso,  per intenderci diretta da Castellari.
La stessa sceneggiatura originale prevedeva uno svolgimento della pellicola sui binari della storia nera con elementi horror, erotici e metafisici che nella versione da noi conosciuta come Kyra la signora del lago sono in parte persi e in parte assolutamente incomprensibili.

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In quest’ultima versione, quella che attualmente circola (sporadicamente) in orari impossibili e su canali televisivi a visibilità limitata, la storia è incentrata sulle vicende di Lilian, una ragazza orfana che ritorna al proprio paese natale, per scoprire che dopo ogni rapporto sessuale con giovani del luogo, nel corso dei quali perde la conoscenza finendo per sembrare morta, avviene un omicidio.
Il tutto è legato ad un’antica maledizione e a Kyra, una divinità crudele e alla presenza in paese della gemella di Lilian, Lilith (antico personaggio della cosmogonia ebraica e mesopotamica, considerata dagli ebrei la prima moglie di Adamo e dai mesopotami un demone crudele).
La contemporanea presenza delle due gemelle risveglia quindi l’antica maledizione, amplificata dall’odio viscerale che Lilith porta per Lilian, che la ragazza considera responsabile delle disavventure che ha vissuto.
L’odio mortale tra le due gemelle porterà alla tragedia finale, quando Lilith aggredirà Lilian, arrivata in paese con una moto, provocandone la caduta dalla stessa che prenderà fuoco durante il mortale duello tra le ragazze, che moriranno per colpa della benzina infiammatasi dopo l’uscita dal serbatoio della moto.

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Leonora Fani

Il plot ha quindi una tematica di base non originale, che Castellari sviluppa svogliatamente come del resto testimoniato dal regista stesso che ha ricordato quanto poco credesse in questo progetto. Tuttavia, nelle parti attribuibili sicuramente al regista romano si nota un’eleganza formale e un uso della fotografia di sicuro livello, segno dell’indubbia abilità del regista romano.
Il giudizio sul film andrebbe quindi formulato visionando la versione originale del film, dimenticando per un attimo quella farraginosa e incoerente di Brescia; Sensitività ha un suo fascino, delle belle scene e un minimo di tensione anche se l’horror non è certamente il genere preferito da Castellari, che infatti non girerà più prodotti di questo genere.
Tra le scene aggiunte nella nuova sceneggiatura ce ne sono alcune che muovono al riso invololontario, tanto appaiono fuori contesto e inserite per ovviare all’assenza dell’attrice protagonista, la Fani; si vedano in tal senso le immagini della mano insanguinata che affiora dall’acqua o quelle dell’ascia che sfonda le porte inserite senza alcuna logica.
Come giustamente fa notare D.P. nel suo esaustivo articolo scritto per il mensile Nocturno (http://www.nocturno.it/news/sensivita-vs-kira-la-signora-dellago?AspxAutoDetectCookieSupport=1),

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la differenza tra l’idea iniziale di Castellari e la realizzazione successiva di Brescia appare evidente sin dalle battute iniziali.
Abbastanza previdibile e scontata appare la sequenza iniziale, con la mamma di Lillian e la stessa bambina insieme su una barca, seguito dall’arrivo in paese di un misterioso motociclista con casco che si rivelerà essere la stessa Lillian mentre ben diversa era l’introduzione studiata da Castellari.
In definitiva, il giudizio sul film non può essere oggettivo almeno per quanto riguarda la prima stesura del film, troppo differente dalla seconda; anche il finale è completamente differente e mortifica l’opera di Castellari banalizzandola con una sbrigativa morte di entrambe per lo scoppio della moto, mentre in origine la sequenza prevedeva un finale in cui le due ragazze finivano per unirsi in un legame incestuoso.
Poichè molto difficilmente ritroveremo in rete la versione originale del film, dobbiamo accontentarci di quella di Brescia, che ovviamente non vale una visione nemmeno distratta; a scusante del regista romano va detto che è difficilissimo modificare una pellicola senza avere nemmeno la presenza dell’attrice protagonista, dovendo quindi contare solo su controfigure e artifici di scena.

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Per quanto riguarda il cast, splendida la prova di Leonora Fani,, che si conferma attrice di razza anche se ancora una volta bisogna segnalare la miopia dei produttori e dei registi che non la scritturarono (salve rarissime eccezioni) per film che ne esaltassero la grandi capacità interpretative e il carisma che l’attrice veneta possedeva. Così così la Adriani mentre il resto del cast fa il suo dovere; belle le musiche di Maurizio e Guido De Angelis, bella la fotografia.
Per quanto riguarda la documentazione fotografica che ho scelto per questa recensione, occorre ricordare che si tratta della seconda versione del film, quella di Brescia, che ho eliminato le parti più scabrose e che essendo la fonte una riduzione in analogico di una vecchia VHS i fotogrammi stessi del film appaiono di bassissima qualità.

Sensitività
Un film di Enzo Girolami Castellari. Con Caterina Boratto, Leonora Fani, Vincent Gardenia, Wolfango Soldati Drammatico, durata 92 min. – Italia, Spagna 1979.

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Sensività banner protagonisti

Leonora Fani: Lilian
Patricia Adriani: Lilith
Caterina Boratto: Kira
Vincent Gardenia: Pittore anziano
Wolfango Soldati: Manuel
Enzo G. Castellari: Ispettore

Sensività banner cast

Regia Enzo G. Castellari versione originale
Regia Alfonso Brescia versione Kyra la signora del lago
Soggetto José Maria Nunez
Sceneggiatura Leila Bongiorno, José Maria Nunez
Casa di produzione Cinezeta
Distribuzione (Italia) Alpherat Orange
Fotografia Alejandro Ulloa
Montaggio Gianfranco Amicucci
Musiche Maurizio De Angelis, Guido De Angelis

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