Una ragazza piuttosto complicata


Alberto è un giovane bohemien, seduttore ma anche voyeur; un giorno intercetta casualmente una telefonata bollente tra due amanti lesbiche e decide di conoscere personalmente Claudia,una delle  protagoniste della telefonata.
Claudia è una ragazza che fa la pittrice a tempo perso; è una borghese enigmatica e sessualmente disinibita, fidanzata con Pietro che però frequenta poco.
Tra i due nasce una relazione; Alberto sembra stregato dalla strana ed enigmatica personalità di Claudia, che sembra riuscire a convivere senza problemi dividendosi tra Pietro e il suo nuovo amante.
Casualmente un giorno Alberto scopre che la donna porta con se una pistola; chieste spiegazioni in merito riceve da Claudia una risposta ambigua.

Florinda Bolkan

La donna racconta di aver dovuto subire le attenzioni particolari di Greta, la seconda moglie di suo padre e che la pistola le serve perchè ha intenzione di usarla su di se, perchè è arrivata al punto di disprezzarsi e odiarsi.
Alberto conosce Greta e poco tempo dopo matura il desiderio di liberare Claudia dal suo personale tormento; così un giorno incontratola per strada mentre è alla guida di una bicicletta la investe e la uccide.
Ma Claudia sembra più sconvolta che rallegrata dalla notizia dell’omicidio e tronca la relazione con Alberto.
Quando costui tenterà di rivederla……


Classico melodramma intriso di motivazioni filosofiche-sociali,Una ragazza piuttosto complicata è la riduzione cinematografica di un romanzo di Alberto Moravia; lo scrittore, che nel 1959 aveva scritto La marcia indietro, il romanzo da cui il film è tratto, è stato utilizzato spesso per edizioni cinematografiche, quasi sempre con risultati discutibili se non pessimi.
In questo caso, anche se non siamo di fronte ad una riduzione malvagia, assistiamo al solito esercizio di stile in classica metafora anti borghese con intenti moralizzatori e di denuncia inerenti il dorato mondo medio borghese italiano della fine degli anni sessanta.
Diretto da Damiano Damiani nel 1969, che l’anno precedente aveva viceversa trasposto con grande bravura il classico di Sciascia Il giorno della civetta, Una ragazza piuttosto complicata è un film a corrente alternata, in cui convivono alcune parti felici (la descrizione del mondo pop in cui vive la pittrice Claudia) e altre decisamente meno (dialoghi spesso astrusi e improbabili), con un finale abbastanza sorprendente ma allo stesso tempo irrisolto e enigmatico.


Probabilmente il regista friulano nelle intenzioni voleva riproporre Moravia in una nuova veste, dopo aver presentato nel 1963 La noia, sempre tratto da un romanzo dello scrittore romano; non a caso sceglie per il ruolo di Claudia Catherine Spaak che nel 1963 aveva interpretato Cecilia.
Ma questa volta l’alchimia non c’è e non per colpa della bella attrice francese; a non funzionare è la storia in se, ricca di pause e di dialoghi spesso artificiosi quando non pretestuosi.
In più nel ruolo di Alberto viene scelto Jean Sorel, che misteriosamente appare impacciato e goffo; il ruolo a metà strada tra l’intellettuale e il frivolo che sono l’ossatura del personaggio di Alberto sono resi in maniera dilettantesca dall’attore francese.

Catherine Spaak e Jean Sorel

Un altro errore della sceneggiatura del film consiste nell’aver sacrificato il personaggio di Greta, che poteva essere reso ricco di sfumature abbandonandolo al suo destino; non viene spiegata infatti la natura del rapporto tra Claudia e Greta così come relegato in un angolo è il personaggio di Pietro, il fidanzato di Claudia interpretato da un Proietti in palese disagio.

Molto meglio la Bolkan nel ruolo di Greta, ma come già detto, il suo personaggio manca di spessore, profondità.
Bene invece la parte visiva che riguardano la descrizione dell’avanguardia body art (c’è una ricercatezza di inquadrature davvero encomiabile); il film quindi mantiene un equilibrio davvero precario fra scene e dialoghi a tratti narcotizzanti e una storia dei personaggi che la popolano mai eviscerata e viceversa piuttosto sacrificata.
Prodotto che avrebbe potuto avere un’altra resa se solo si fosse osato arricchire la psicologia dei personaggi sacrificando dialoghi verbosi e pretenziosità delle solite tirate anti borghesi.
Damiani ha fatto di meglio nel corso della sua carriera, ma va anche detto che non siamo di fronte ad un prodotto invedibile quanto piuttosto pesantemente datato. Non certo un b-movies, che può valere una visione.

A tal riguardo segnalo il link per la visione in streaming del film, in una buona qualità:http://www.nowvideo.sx/video/e39470fb4d429

Una ragazza piuttosto complicata
Un film di Damiano Damiani. Con Florinda Bolkan, Catherine Spaak, Jean Sorel, Luigi Proietti,Gabriella Grimaldi, Gaetano Imbrò, Gino Lavagetto, Franco Giornelli, Luigi Casellato, Luciano Catenacci, Franco Leo, Sergio Graziani Drammatico, durata 112′ min. – Italia 1969

Jean Sorel: Alberto
Catherine Spaak: Claudia
Florinda Bolkan: Greta
Gigi Proietti: Pietro

Regia Damiano Damiani
Sceneggiatura Damiano Damiani, Alberto Silvestri, Franco Verucci
Casa di produzione Filmena, Fono Roma
Distribuzione (Italia) La Florida Cinematografica
Fotografia Roberto Gerardi
Montaggio Antonietta Zita
Musiche Fabio Fabor

Una ragazza piuttosto complicata foto 1

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Una ragazza piuttosto complicata locandina 1

Una ragazza piuttosto complicata locandina 2

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