1974, un anno di cinema


Siamo nel 1974, un’altra annata decisamente eccezionale per il cinema anche se i primi segnali di crisi ci sono, ma non preoccupano più di tanto i produttori che continuano a investire in una marea di prodotti che raggiungeranno le sale in un anno che si concluderà in modo lusinghiero.
L’Oscar per il miglior film va a La stangata, di George Roy Hill che batte sul filo del rasoio lo splendido American Graffiti; Hill vince anche come migliore regista mentre il miglior attore protagonista è Jack Lemmon per Salvate la tigre. In campo femminile vince Glenda Jackson per Un tocco di classe mentre il miglior film straniero è lo stupendo Effetto notte (La nuit américaine), regia di François Truffaut.
A Cannes sbanca La conversazione (The Conversation), regia di Francis Ford Coppola mentre Pasolini vince il Grand Prix Speciale della Giuria con Il fiore delle Mille e una notte che chiude la trilogia composta da Il Decameron e da I racconti di Canterbury.

Momo e la Antonelli in Peccato veniale

Il film italiano più visto (ed anche quello più visto in assoluto) è Altrimenti ci arrabbiamo, di Marcello Fondato con protagonisti il duo Spencer-Hill; il film che vede i due amici battersi per vendicare la distruzione della loro Dune buggy realizza un incasso di oltre 6 miliardi al botteghino e conferma la validità dell’inseparabile coppia sullo schermo.
Dagli Usa arriva un film che diverrà leggenda, travagante e stralunato, dalla comicità a tratti demenziale ma assolutamente irresistibile: è Frankenstein Junior, diretto da Mel Brooks, che vede Gene Wilder interpretare Frederick Frankenstein (discendente del famose barone), suo malgrado costretto a ripercorrerere la strada dell’illustre antenato.
L’Italia risponde con Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto, diretto da Lina Wertmuller, storia stravagante di un’impossibile coppia che si crea e si disfa in seguito al naufragio della barca sulla quale viaggiavano. La storia della ricca e snob milanese e del marinaio siciliano comunista e arrabbiato diverte il pubblico e il film diventa un successo grazie anche alle interpretazioni di Mariangela Melato e Giancarlo Giannini.

La conversazione

Un altro straordinario successo mondiale è Il padrino – Parte II regia di Francis Ford Coppola, seguito del fortunato primo episodio della saga della famiglia Corleone. Nel 1974 arriva sugli schermi Profumo di donna di Dino Risi, uno splendido spaccato sulla solitudine umana che vede tre grandi protagonisti tra gli interpreti, ovvero Vittorio Gassman, Agostina Belli e lo sfortunato Alessandro Momo così come arriva sugli schermi un prodotto low budget di un giovane regista, Tobe Hooper, destinato a diventare non solo un cult ma un apripista per una valanga di prodotti clone :Non aprite quella porta.
La storia della famiglia di macellai che sterminerà un gruppo di persone prima di essere fermati dall’unico superstite della loro follia.

Una calibro 20 per lo specialista

Travolti da un insolito destino…

Grande successo anche per Sidney Lumet che propone Assassinio sull’Orient Express, tratto da un romanzo di Agatha Christie con protagonista il detective dalla testa ad uovo, Hercule Poirot. Il film, molto ben diretto, si avvale di un cast stellare nel quale compaiono Sean Connery, Jacqueline Bisset, Lauren Bacall, Anthony Perkins, Albert Finney, Ingrid Bergman, Richard Widmark, Jean-Pierre Cassel, Martin Balsam,Vanessa Redgrave e Michael York.
Ma il film probabilmente più importante dell’anno, uno dei più belli della storia del cinema lo propone Roman Polanski; si tratta di Chinatown, ispirato ai romanzi di Raymond Chandler e interpretato da tre grandi artisti, ovvero Jack Nicholson, Faye Dunaway e John Houston. La sceneggiatura Robert Towne tesa e vibrante, la storia nera che più nera non si può, l’intrigo fatto di incesto e prepotenza si fondono mirabilmente in un film che farà storia.
Liliana Cavani presenta un film difficile, duro, che suscita polemiche a non finire e che diverrà bersaglio della censura: si tratta di Il portiere di notte, storia drammatica dell’incontro dopo 12 anni dalla fine della guerra della moglie ebrea d’un direttore d’orchestra con il suo ex aguzzino delle SS con il quale riprenderà la tragica relazione sado masochistica che li aveva legati.
Vanno citati, per il loro successo di pubblico e ovviamente di cassetta, due blockbuster della stagione; il primo è L’inferno di cristallo di John Guillermin, film del filone catastrofico che narra le drammatiche vicende seguite all’incendio di un palazzo di 140 piani e all’evacuazione dei presenti. Nel cast figurano stelle hollywoodiane come William Holden, Fred Astaire, Faye Dunaway, Paul Newman, Steve McQueen, Jennifer Jones, Robert Vaughn e Robert Wagner mentre il secondo è Il grande Gatsby, di Jack Clayton, preso di sana pianta dal romanzo omonimo di Francis Scott Fitzgerald che narra le vicende di un giovane divenuto miliardario e che tenterà invano di riconquistare la fidanzata, che non ha voluto aspettarlo mentre era in guerra.

Ornella Muti in Romanzo popolare di Comencini

La Belli e Gassman in Profumo di donna

Il film italiano più importante è C’eravamo tanto amati, di Ettore Scola, straordinario affresco di un paese visto attraverso decenni di storia con lo sguardo e le vicende tristi e melanconiche, felici e spensierate di un gruppo di amici che la vita avvicinerà e dividerà irreparabilmente.
Gassman e la Sandrelli, Satta Flores e Manfredi, la Ralli e gli altri protagonisti del film rendono lo stesso un capolavoro indimenticabile, che anni dopo avrà un eponimo in La meglio gioventù, altro eccellente affresco della storia d’Italia, storia d’amore e amicizia, di vite che si fonderanno in un affresco anche qui assolutamente indimenticabile.
Ancora grande cinema, nel 1974, rappresentato per esempio dal citato vincitore di Cannes, La conversazione di Coppola, storia di un intercettatore che scoprirà di essere colpevole, vittima e complice in un gioco più grande di lui e che in qualche modo ripercorre la vicenda del Watergate. e dall’ultimo film del maestro Bunuel che propone Il fantasma della libertà che resterà l’ultima sua fatica cinematografica, l’apoteosi di un grandissimo che ha scritto la storia del cinema.

Il portiere di notte

Da segnalare ancora Il fantasma del palcoscenico, di Brian De Palma e Prima pagina di Billy Wilder con protagonisti assoluti Jack Lemmon, David Wayne, Susan Sarandon mentre tra i prodotti italiani vanno citati Romanzo popolare di Mario Monicelli, che racconta dell’unione impossibile tra un maturo operaio settentrionale e la sua giovane sposa meridionale, che si innamorerà di un poliziotto, costringendo l’operaio a cacciarla salvo farsi vivo anni dopo quando, anziano, si renderà conto che la giovane moglie gli manca.
Il film di Monicelli conferma la bravura (e la bellezza) di Ornella Muti mentre Peccato veniale di Samperi ripropone il duo Laura Antonelli-Alessandro Momo; il film, brutto e noioso, si rivela un fiasco mentre un lusinghiero successo lo riscuote il film drammatico ispirato alle vicende di Mussolini diretto da Carlo Lizzani Mussolini ultimo atto interpretato da un ottimo Rod Steiger e da una bravissima Lisa Gastoni.

Il Padrino parte II

Il grande Gatsby

Gran film è Cani arrabbiati del maestro Mario Bava, un film duro, crudele e sporco come i suoi protagonisti, nessuno escluso compreso l’uomo che tutti immaginano vittima dei banditi in fuga su un auto, così come ottimo film è L’enigma di Kaspar Hauser di Werner Herzog, che racconta la storia vera di un ragazzo spuntato dal nulla e che finirà male creando un enigma storico che resiste ancora oggi.
Michael Winner porta sugli schermi la figura di un giustiziere metropolitano a cui hanno ucciso la moglie e violentato la figlia; il film è Il giustiziere della notte, molto violento, che avrà un successo mondiale scatenando ancora una volta polemiche sulla facilità con cui lo schermo esalta la figura del cittadino che si fa vendetta da solo.
Buoni risultati anche per Michael Cimino e il suo Una calibro 20 per lo specialista, con protagonisti Jeff Bridges e Clint Eastwood mentre il maestro Antonioni presenta Gruppo di famiglia in un interno, storia drammatica di un professore e di alcuni suoi giovani coinquilini che rischiano di turbare il suo faticosamente raggiunto equilibrio.
Lo 007 dell’anno è L’uomo dalla pistola d’oro, diretto da Guy Hamilton interpretato da Roger Moore; è un film tra i meno riusciti della storia dell’agente segreto creato da Fleming, mentre di ben altro livello è Lancillotto e Ginevra di Robert Bresson, classica vicenda ispirata alle gesta di Artù vista però in un’ottica assolutamente particolare.
Segnalo tra i film “minori” dell’anno La nipote, di Nello Rossati con la bellissima Orchidea De Santis, l’ottimo

Il giustiziere della notte

Il fantasma della libertà

L’anticristo di De Martino con protagonista una bravissima Carla Gravina, Fatti di gente perbene di Mauro Bolognini, Mio Dio, come sono caduta in basso! di Comencini portagonista ancora una volta Laura Antonelli, Finché c’è guerra c’è speranza, commedia di discreto livello di Alberto Sordi, generalmente poco a suo agio dietro la macchina da presa, Porgi l’altra guancia di Franco Rossi ancora con il duo Terence Hill e Bud Spencer.

Un altro kolossal di grande successo è Airport 75, che diviene uno dei cinepanettoni hollywoodiani riproposto praticamente ogni anno, mentre vorrei segnalare uno dei migliori film della stagione, Lenny di Bob Fosse basato sulla storia vera di Lenny Bruce, il dissacrante comico americano qui interpretato benissimo da Dustin Hoffman.
Ancora: il discreto Milano odia: la polizia non può sparare di Lenzi, il discontinuo Non toccare la donna bianca di Marco Ferreri,l’altro kolossal hollywoodiano Terremoto e il capolavoro di Louis Malle, Nome e cognome:Lacombe Lucien la cui recensione potete leggere sul mio blog.
Scorrendo quà e là i titoli dell’anno, segnalerei ancora Per amare Ofelia di Flavio Mogherini mentre sottotono è Pasquale Festa Campanile con il modestissimo La sculacciata, il discreto Dracula cerca sangue di vergine… e morì di sete!!! di Margeriti e l’ottimo Voglio la testa di Garcia di Peckinpah.

Il fantasma del palcoscenico 

Frankenstein Junior

Chiudono l’annata film come La cugina di Aldo Lado, Le farò da padre di Lattuada, La svergognata di Biagetti, Alla mia cara mamma nel giorno del suo compleanno di Salce, Il trafficone di Corbucci, Non si deve profanare il sonno dei morti di Grau.

La nipote

Come abbiamo visto, un’annata di ottimo livello, la penultima come qualità dei film in rapporto alla quantità degli stessi; l’anno successivo, il 1975, sarà l’ultimo anno del boom cinematografico prima della grande crisi che travolgerà principalmente il cinema italiano.
Dall’Europa, dagli usa e dal resto del mondo arriveranno altri capolavori ma il cinema italiano entrerà in una crisi dalla quale non si riprenderà più se non con singoli episodi e con film realizzati da grandi registi.

 

C’eravamo tanto amati

Cani arrabbiati

Assassinio sull’Orient express

Altrimenti ci arrabbiamo

Alla mia cara mamma…

Non aprite quella porta

Rod Steiger in Mussolini, ultimo atto

L’inferno di cristallo

Voglio la testa di Garcia

Lancillotto e Ginevra

La svergognata

Il trafficone

Miglior film : La stangata (The Sting), regia di George Roy Hill
Miglior regia: George Roy Hill – La stangata (The Sting)
Miglior attore protagonista: Jack Lemmon – Salvate la tigre (Save the Tiger)
Migliore attrice protagonista:Glenda Jackson – Un tocco di classe (A Touch of Class)
Miglior attore non protagonista: John Houseman – The Paper Chase
Migliore attrice non protagonista:Tatum O’Neal – Paper Moon – Luna di carta (Paper Moon)
Miglior sceneggiatura originale: David S. Ward – La stangata (The Sting)
Miglior sceneggiatura non originale: William Peter Blatty – L’esorcista (The Exorcist)
Miglior film straniero:Effetto notte (La nuit américaine), regia di François Truffaut (Francia)
Miglior fotografia:Sven Nykvist – Sussurri e grida (Viskningar och rop)
Miglior montaggio:William Reynolds – La stangata (The Sting)

Grand Prix: La conversazione (The Conversation), regia di Francis Ford Coppola (USA)
Grand Prix Speciale della Giuria: Il fiore delle Mille e una notte, regia di Pier Paolo Pasolini (Italia/Francia)
Premio della giuria: La cugina Angelica , regia di Carlos Saura (Spagna)
Prix d’interprétation féminine: Marie-José Nat – I violini del ballo , regia di Michel Drach (Francia)
Prix d’interprétation masculine: Jack Nicholson – L’ultima corvè , regia di Hal Ashby (USA)
Prix du scénario: Hal Barwood, Matthew Robbins e Steven Spielberg – Sugarland Express regia di Steven Spielberg (USA)
Grand Prix tecnico: La perdizione (Mahler), regia di Ken Russell (Gran Bretagna)
Premio FIPRESCI: La paura mangia l’anima regia di Rainer Werner Fassbinder (Germania)
Premio della giuria ecumenica: La paura mangia l’anima regia di Rainer Werner Fassbinder (Germania)

Soldi ad ogni costo (The Apprenticeship of Duddy Kravitz) Ted Kotcheff

Migliore film Amarcord, regia di Federico Fellini (ex aequo)
Pane e cioccolata, regia di Franco Brusati (ex aequo)
Miglior regista Federico Fellini – Amarcord
Migliore attrice protagonista Sophia Loren – Il viaggio,Monica Vitti – Polvere di stelle
Migliore attore protagonista Nino Manfredi – Pane e cioccolata
Miglior regista straniero Ingmar Bergman – Sussurri e grida
Migliore attrice straniera Barbra Streisand – Come eravamo (The Way We Were) (ex aequo)
Tatum O’Neal – Paper Moon – Luna di carta (Paper Moon) (ex aequo)
Migliore attore straniero Robert Redford – La stangata (The Sting) (ex aequo)
Al Pacino – Serpico (Serpico) (ex aequo)
Miglior film straniero Jesus Christ Superstar (Jesus Christ Superstar), regia di Norman Jewison

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