Sedicianni


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Francesca è una sedicenne che, come le ragazze della sua età, smania dalla voglia di diventare grande.
E’ figlia di Giorgio, uno scrittore di una certa fama e di Mara; ma i due ormai sono profondamente distanti l’uno dall’altra e Mara si è rifatta una vita sentimentale accanto a Sergio.
Quando la donna va a vivere a casa di quest’ultimo, Francesca accoglie la novità malvolentieri.
Inoltre la ragazza si rivela gelosa delle attenzioni che Sergio rivolge alla madre e si mostra sempre più incline a bruciare le tappe, spinta sopratutto dall’esempio delle amiche che alla sua età hanno già un ragazzo e dei rapporti sessuali.
Inevitabilmente la ragazza sceglie, come prima esperienza, quella proibita con Sergio; con malizia e con lentezza stende la sua tela attorno all’uomo, che alla fine cede.

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Per Mara sarà una scoperta dolorosissima…
Modestissima commedia a sfondo sexy travestita da dramma medio borghese e adolescenziale questo Sedicianni, film diretto da Tiziano Longo nel 1973.
Su un plot estremamente semplice che avrebbe permesse un’indagine ben più approfondita sulle tematiche adolescenziali, sui turbamenti dell’età e sulle problematiche relative alle prime esperienze di vita di un sedicenne, Longo costruisce una pellicola che sceglie la via più facile, ma anche meno approfondita per illustrare i pruriti di una ragazzina che soffia l’amante alla mamma un po per gelosia e un po per affermare la sua sessualità finalmente espressa.
Tutto il film è costruito attorno al personaggio di Francesca, che sembra essere rappresentato con il triste clichè, tante volte ripetuto, della ragazza senza scrupoli che afferma in ogni modo la sua sessualità, questa volta a scapito della madre, che a sua volta resta un personaggio inespresso così come inespressi restano i personaggi di contorno della pellicola.

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Ad essere rappresentata è sopratutto la voglia, quasi animalesca della ragazza che, irretita dai discorsi di un’amica, ormai non sogna altro che di diventare adulta anzi tempo.
Ma lo fa non emancipandosi dal punto di vista intellettuale, bensi meramente fisico:è la sessualità il mezzo con cui Francesca cerca un inserimento nel mondo dei grandi, mostrando però un chiaro e forte contrasto con i mezzucci ai quali ricorre per sedurre l’amante di sua madre, meschino obiettivo di una lotta tutta in famiglia per accalappiarsi le grazie del maschio dominane.
La pellicola scorre quindi fra le pieghe più epidermiche della storia, mostrando appena possibile sia la relazione sessuale tra Mara e Sergio sia quella successiva fra Francesca e Sergio stesso, con buona pace sia della profondità della storia e a tutto scapito di un’indagine sul mondo in cui vivono i personaggi.
Appare chiaro così da subito che a Longo interessa l’aspetto morboso della storia e lo si capisce benissimo quando francesca mette in mostra tutte le armi di seduzione di cui dispone per raggiungere il suo scopo, ovvero sottrarre alla madre le grazie dell’amante.

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Per buona parte della pellicola così assistiamo ai tentativi della ragazza di coinvolgere Sergio nei suoi piani, con tanto di esposizione di mutandine e coscette, seni adolescenziali e allusioni sia a parole che puramente fisiche.
Alla fine, quando il micro dramma familiare è consumato, si assiste alla scena madre, quella in cui Mara becca la figlia a letto con l’amante.
In alcune pellicole scoppia la tragedia, con tanto di vendetta ma in questo Sedicianni si va verso lo scioglimento del dramma in maniera canonica, ovvero con Mara che piange nello scoprire di avere una rivale sotto lo stesso tetto, una rivale con la quale non può competere.
Il dramma è compiuto, il film finisce e allo spettatore resta solo un pugno di mosche, ovvero l’aver visto una pellicola insulsa e anche poco soddisfacente dal punto di vista erotico. L’unica fortuna di Longo è l’aver utilizzato per il film due ottime protagoniste femminili, ovvero Ely Galleani (che interpreta Francesca) e Eva Czemerys (che interpreta Mara), che in qualche modo sopperiscono alla banalità del soggetto grazie alla credibilità delle loro interpretazioni.
La Galleani ha evidentemente il phisique du role, visto il suo corpo efebico, il suo sguardo e il suo volto da adolescente mentre la Czemerys è una sicurezza, capace com’è l’attrice di dare dignità a qualsiasi ruolo venga chiamata.Poco più che decente la prestazione di Giorgio Ardisson che interpreta il papa di Francesca mentre in grosso, grossissimo imbarazzo è Anthony Steffen, sopratutto nelle scene d’amore con Eva Czemerys.
Tiziano Longo è al suo primo, vero lungometraggio e mostra evidenti limiti che saranno parzialmente corretti con i sei film che dirigerà successivamente, tra i quali i perlomeno discreti Lo stallone e La profanazione e il buon risultato ottenuto con Mala amore e morte.

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Il resto del film mostra evidenti limiti di budget, che costringono il regista a sacrificare location e tutto il resto, con dilungamenti inopportuni dei dialoghi e eccessivo protrarsi di alcune scene.
Film senza grosse ambizioni e quindi film dal risultato povero e decisamente sciatto.
Il film è praticamente scomparso dalla circolazione e non è editato in digitale.
Ne esiste tuttavia una copia di pessima qualità, ricavata da una VHS polverosa e piena di graffi a questo indirizzo: http://wipfiles.net/saiae0375c1i.html
Sedicianni
Un film di Tiziano Longo. Con Anthony Steffen, Eva Czemerys, Ely Galleani, Giorgio Ardisson, Carla Mancini Drammatico, durata 93 min. – Italia 1974.

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Sedicianni banner protagonisti

George Ardisson … Giorgio
Eva Czemerys … Mara
Anthony Steffen … Sergio
Ely Galleani … Francesca
Danika La Loggia … Sandra
Carla Giarè … Patrizia

Sedicianni banner cast

Regia:Tiziano Longo
Sceneggiatura:Piero Amati,Tiziano Longo,Bruno Torregiani
Produzione:Lucio Giuliani
Musiche:Stefano Liberati ,Elio Maestosi
Fotografia:Roberto Girometti
Montaggio:Mario Gargiulo
Allestimento set:L. Galli
Costumi:Gisella Longo

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Sedicianni banner recensioni

L’opinione del sito http://www.filmtv.it

Francesca, sedici anni, ha preso male il divorzio dei genitori e soprattutto il nuovo compagno della madre, Sergio. Nella nuova situazione poi Francesca ha una gran voglia di fare la sua prima esperienza sessuale. Il partner più disponibile per l’operazione sarà proprio Sergio. Pessimo. Solita commedia sexy travestita da dramma psicologico. Gli attori sono inetti.

L’opinione di B.Legnani dal sito http://www.davinotti. com

Mediocre polpettina erotico-sentimentale, con una quasi diciassettenne tutto pepe, gelosa del nuovo compagno della madre. Finirà come ovvio. Filmetto senza pretese, con dialoghi mediocri, con pochi mezzi, con location raccogliticce e con tante soluzioni di comodo. Recitazioni così così. Il migliore è Steffen. Non male la Czemerys, impegnata in un ruolo prevalentemente drammatico.

L’opinione di Undying dal sito http://www.davinotti. com

Francesca (una incantevole Ely Galleani) è un’adolescente maliziosa e perversa, che non esita a fare torto alla piacente madre (Eva Czemerys), seducendo nientemeno che il suo amante (Anthony Steffen). Riuscirà nel suo intento, ma a caro prezzo. La famiglia (poco) cristiana dell’epoca è qua rappresentata anticipando noti cliché, purtroppo mal orchestrati da una regia distratta, una sceneggiatura poco curata (soprattutto nei dialoghi) e scenografie molto modeste. Certo: il cast fa il suo effetto, ben reso dall’avere piazzato accanto l’allora ventenne Galleani alla più matura Czemerys…

L’opinione di Homesick dal sito http://www.davinotti. com

Nel mare magnum del lolitismo italiano si perde questo dozzinale e sbrigativo prodotto, povero nei mezzi e incapace di slanci drammatici. L’obiettivo ronza attorno alla Galleani, sbirciandola sotto la gonna e inquadrandone i pallidi seni o le terga velate da mutandine sempre sul punto di scivolare giù e la Czemerys viene definita ad un certo punto una “gatta in calore”, alludendo ad un suo film di due anni prima. Steffen non si stacca dall’espressione rigida e intontita dei suoi western; in sordina Ardisson.

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