La mano spietata della legge


La mano spietata della legge locandina 4

Una storia truce, di quelle sporche in tutti i sensi.
La mano spietata della legge, diretto da Mario Gariazzo con sceneggiatura dello stesso regista, uscito nelle sale nel 1973 è uno dei polizieschi più duri e violenti nel suo genere, costruito attorno ad un canovaccio che vede tutti i topos classici del polizziottesco all’italiana riuniti per creare una pellicola che parla allo stesso tempo di mafia, vendette, poliziotti corrotti, potere politico altresi in collusione con la mafia e un poliziotto dai modi ruvidi e sbrigativi ma fondamentalmente onesto, che pagherà il suo impegno con la perdita della fidanzata e il trasferimento in altra sede quando si avvicinerà troppo agli intoccabili che muovono le file della storia.
Gariazzo dirige con mano ruvida ma sicuramente efficace un film che non presenta le tradizionali fughe in auto e l’altrettanto tradizionale inseguimento in auto; ma la storia ha ugualmente momenti molto forti, fra i quali spicca la famosa sequenza nella quale compare una fiamma ossidrica, manovrata dal glaciale Klaus Kinski che brucia letteralmente con una fiamma ossidrica le parti intime del malcapitato di turno, interpretato dal bravissimo Luciano Rossi

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Il sunto della trama: mentre è in ospedale, piantonato dai poliziotti, il mafioso Esposito viene raggiunto ed eliminato da uno spietato killer.Le indagini sono seguite dal commissario Gianni De Carmine, che capisce di trovarsi di fronte al classico regolamento di conti.
Ma nel corso delle indagini stesse, tutti i testimoni e i protagonisti legati alla vicenda vengono eliminati mentre De Carmine, che ha problemi con i suoi superiori per i metodi troppo spicci con i quali opera si rende conto che all’interno della polizia c’è qualcuno che fornisce informazioni alla banda responsabile degli omicidi.
Nonostante venga anche catturato e sottoposto ad un duro pestaggio, De Carmine ostinatamente prosegue nelle sue indagini ma si avvicina troppo al livello più alto degli oscuri personaggi che sono dietro la vicenda.
La conseguenza sarà l’eliminazione della sua sfortunata fidanzata e infine, per fermarlo definitivamente, il suo trasferimento ad un altro commissariato.

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Il regista piemontese Mario Gariazzo dirige quello che sarà il suo miglior film a due anni di distanza dal western Aquasanta Joe e prima di dirigere il discreto horror L’ossessa; è il periodo migliore del regista che non sarà mai più, in futuro, così felice nell’assemblaggio di un film sicuramente ruvido ma costruito con discreta abilità.
Se è vero che la pellicola non presenta certo una sceneggiatura innovativa, Gariazzo supplisce a ciò con una storia violenta, ben costruita e sopratutto ottimamente interpretata.
Non a caso tra i protagonisti troviamo attori eclettici come Klaus Kinski e Philippe Leroy, che anticipa in qualche modo il personaggio del poliziotto duro e intransigente che sarà la caratteristica, per esempio, dei personaggi interpretati da Maurizio Merli.

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Accanto alla coppia troviamo anche Cyril Cusack, che l’anno successivo lavorerà ancora con Gariazzo nel “lagrima movie” Il venditore di palloncini oltre al bravissimo Sergio Fantoni e a due belle attrici, la futura principessa Ruspoli Pia Giancaro e la futura signora De Benedetti Silvia Monti.
Fausto Tozzi e Luciano Rossi fanno, al solito, parti minori; belle le musiche di Stelvio Cipriani.
Negli angusti limiti del film d’azione, senza grandi pretese di approfondimento dei temi affrontati (collusione potere mafia ecc.),La mano spietata della legge si rivela un discreto prodotto che si lascia guardare con piacere.
Purtroppo non posso segnalare link del film guardabili in streaming; tuttavia il film stesso è reperibile sui p2p in un’ottima qualità audio-video

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La mano spietata della legge
Un film di Mario Gariazzo. Con Klaus Kinski, Philippe Leroy, Silvia Monti, Fausto Tozzi, Maria Pia Giancaro, Guido Alberti, Tony Norton, Sergio Fantoni, Rosario Borelli, Valentino Macchi, Marino Masé, Cyril Cusack, Lincoln Tate, Lorenzo Fineschi, Luciano Rossi Poliziesco, durata 100′ min. – Italia 1973.

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La mano spietata della legge banner protagonisti

Philippe Leroy: commissario Gianni De Carmine
Silvia Monti: Silvia
Klaus Kinski: Vito Quattroni
Fausto Tozzi: Nicolò Patrovita
Tony Norton: commissario D’Amico
Guido Alberti: Prof. Palmieri
Pia Giancaro: Lilly Antonelli
Denise O’Hara: Elsa Lutzer
Rosario Borelli: Salvatore Perrone
Marino Masè: Giuseppe Di Leo
Lincoln Tate: Joe Gambino
Cyril Cusack: Giudice

La mano spietata della legge banner cast

Regia Mario Gariazzo
Soggetto Mario Gariazzo
Sceneggiatura Mario Gariazzo
Casa di produzione Difnei Cinematografica
Distribuzione (Italia) Overseas Film Company
Fotografia Enrico Cortese
Montaggio Alberto Gallitti
Musiche Stelvio Cipriani
Scenografia Antonio Visone
Costumi Lorenzo Baraldi
Trucco Euclide Santoli, Cesare Paciotti

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1 La mano spietata della legge
2 Momenti per amare
3 Caccia urbana
4 Con sentimento
5 Amore per lei
6 Attesa drammatica
7 Amore per lei (chitarra)
8 Con sentimento (bossa)
9 Attimi d’amore
10 Relax in the swimming pool
11 Amore per lei (vers. pianoforte)
12 Una giornata triste
13 Relax in the swimming pool (shake)
14 Attimi d’amore (vers. con tastiere)
15 Violenza
16 La mano spietata della legge (finale)

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La mano spietata della legge banner recensioni

L’opinione di Ezio dal sito http://www.filmtv.it

Secondo la mia opinione uno dei polizieschi migliori degli anni sattanta.Intrighi finanziari e corruzione,non si salva nessuno ,nemmeno la polizia con i suoi vertici.Un Leroy teso e violento che le prende e le da ma alla fine deve alzare bandiera bianca.Anche le attrici sono tutte funzionali e danno alla pellicola una spruzzata di sesso ai punti giusti,funzionali alla pellicola.Vero cinema “bis” realizzato da Gariazzo un regista da rivalutare che ha saputo dare al film tensione dall’inizio alla fine.Piccola gemma

L’opinione di Homesick dal sito http://www.davinotti.com

Esce a breve distanza dagli esempi di Castellari, Martino e Guerrieri, condividendo con essi i meriti di apripista del poliziesco all’italiana nato dopo il la di Vanzina e l’apocalittico quadro di un paese in balìa di poteri occulti che penetrano anche tra le forze dell’ordine. L’attenzione si sposta dal contesto urbano – di fatto irrilevante – alla figura del commissario di ferro, realisticamente ritratto nei suoi travagli interiori da un Philippe Leroy sanguigno e manesco. Cast gremitissimo e svolgimento secco e senza intoppi per una delle migliori regie di Gariazzo.

L’opinione di Bruce dal sito http://www.davinotti.com

Poliziesco duro e puro, con nessuna concessione alla battuta facile né allo spettacolo fine a se stesso. Violento e brutale, sullo stile di Di Leo, non a caso citato spesso nel film. Risulta lento e macchinoso, specie nella prima parte. Alcune sequenze rasentano il sadismo, con Klaus Kinski che non dice una sola parola ma non si dimentica. Grandissima interpretazione di Philippe Leroy nelle parti del commissario-pugile, duro e puro. Di sicuro non divertente, ma è da vedere.

Dal sito http://www.pollanetsquad.it

“Ancora un poliziesco all’italiana che, pur ricalcando gli schemi che contraddistinguono il genere, si fa apprezzare per un’inconsueta incisività di esposizione capace di conferire a fatti e personaggi il più efficace ritratto. […] Un po’ troppo accentuati, forse, gli episodi di violenza il che, tuttavia, è giustificato dalla trama stessa. Buona quindi la regìa di Mario Gariazzo cui va il merito, anche, di aver caratterizzato a dovere i personaggi […].”

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