La vallee


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Tre anni dopo il lusinghiero successo di More, il regista di origini iraniane Barbet Schroeder gira La vallee, cambiando completamente registro al genere di film e passando quindi ad un atipico road movie ma utilizzando ancora la musica dei Pink Floyd a supporto della pellicola. Una presenza discreta, forse troppo quella dei Pink Floyd, che appaiono con la loro musica solo per brevi sequenze e che verrà raccolta, insieme ai frammenti di More nell’album Oscured by clouds
Schroeder, regista anticonformista e sperimentale, sempre alla ricerca di soluzioni visive di profondo impatto, sceglie questa volta di utilizzare una sceneggiatura stringatissima, usandola solo come linea guida di quello che sarà il viaggio di una donna in un territorio vergine, la nuova Guinea, alla ricerca di una valle inesplorata ed abitata da nativi che non hanno mai conosciuto l’uomo bianco.
Su questa struttura semplice, che ricorda un po La montagna incantata o uno dei tanti film d’avventura a sfondo esotico, Schroeder innesta la storia di Viviane, moglie del console in Australia, donna ricca e molto annoiata che per sfuggire alla monotonia della sua vita decide di intraprendere un lavoro particolare, ovvero occuparsi della vendita di oggetti esotici o comunque rari.

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Sarà durante la ricerca di un rarissimo uccello tropicale che Viviane incontrerà dei giovani hippy che rincorrono il sogno di trovare una valle mai esplorata dall’uomo, che peraltro non figura su nessuna mappa, essendo coperta perennemente da nubi.
Unitasi al gruppo, Viviane vivrà un’avventura straordinaria, fra paesaggi incontaminati e bellezze naturali da lasciare senza fiato; sarà per lei un’occasione di crescita coronata alla fine dall’incontro con la tribù indigena dei Mapuga e dalla visione della tanto agognata valle.
Storia di un viaggio, storia marginale di una donna e ancor più marginalmente di un gruppo di giovani hippy e principalmente storia di un paradiso selvaggio, quello della Nuova Guinea.
Storia di un fotografo,Néstor Almendros, che cattura l’anima selvaggia e lussureggiante della Nuova Guinea con un’abilità unita ad un romanticismo sorprendenti;magicamente le montagne e le valli, gli alberi e i fiori fino alla tribù Mapuga sembrano acquistare una dimensione fiabesca accompagnate dalla discretissima colonna sonora dei Pink Floyd.

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L’esperienza di vita dell’oziosa e annoiata Viviane diventa un viaggio alla ricerca di una dimensione spirituale che finirà per essere immensamente più appagante della vita precedente, del suo legame con un marito ricco ma perennemente assente, dell’adagio nelle mollezze tipiche della civiltà occidentale.
La donna scoprirà una diversa spiritualità, legata in maniera arcana alla natura, così come fanno i Mapuga, che vivono solo con quello che la natura fornisce loro.
Per Viviane sarà una scoperta in tutti i sensi: ne gioverà anche la sua sessualità.
Fare l’amore tra i giganteschi alberi della foresta vergine, fra lussureggianti piante e in mezzo ad un verde accecante le restituirà anche la pace dei sensi, le restituirà una sessualità completa e appagata.
Quando il gruppo si avvia alla ricerca della valle, sa benissimo che nessuno è mai tornato da quel viaggio:al termine dello stesso si ipotizza che possa esserci un pericolo mortale, ma in realtà il vero pericolo fin irà per essere la ricerca stessa, perchè la diversa dimensione di vita, la spiritualità finalmente appagata trasformeranno il viaggio stesso nell’approdo verso un eden che non si può più abbandonare.
Schroeder dirige quindi un film che viaggia sul doppio binario della ricerca dell’assoluto rappresentato da un ritorno arcaico ad uno stile di vita primordiale e quello della ricerca di se stessi.
Grazie alla citata fotografia di Almendros, alla bravura principalmente dell’attrice francese Bulle Ogier, che diverrà in seguito sua moglie, il regista costruisce un film denso di fascino e mistero che non potrà non lasciare colpito lo spettatore.

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Qualche anno prima Walkabout di Roeg e qualche anno dopo Picnic ad Hanging Rock viaggeranno sullo stesso tema, riproponendo cioè paesaggi selvaggi e natura incontaminata, una ricerca dell’uomo verso la sua essenza più totale, priva degli orpelli della civiltà occidentale.
La vallee non ha mai avuto incredibilmente una versione doppiata in italiano, pur essendo stato riproposto in digitale.Tuttavia le versioni presenti in rete, in lingua inglese, presentano la possibilità dei sotto titoli in italiano e occorre quindi adeguarsi. La versione migliore che ho trovato è in streaming all’indirizzo http://www.nowvideo.at/video/bddaab030bf40 con una discreta qualità digitale e dei sottotitoli non invadenti.Attenzione ai fastidiosissimi pop up, che dovrete chiudere prima di poter finalmente visionare il film. Vi consiglio, nella scelta del sito di streaming, lo share di Nowvideo presente nell’elenco.

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La vallée
Un film di Barbet Schroeder. Con Bulle Ogier, Jean-Pierre Kalfon, Michael Gothard, Jérôme Beauvarlet, Monique Giraudy Drammatico, durata 100′ min

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Bulle Ogier … Viviane
Jérôme Beauvarlet … Yann
Monique Giraudy … Monique
Michael Gothard … Olivier
Jean-Pierre Kalfon … Gaetan
Valérie Lagrange … Hermine

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Regia Barbet Schroeder
Sceneggiatura Barbet Schroeder, Paul Gégauff
Produttore Michel Chanderly, Stéphane Tchagadjieff
Casa di produzione Les Films du Losange, SNC
Distribuzione (Italia) Rarovideo
Fotografia Nestor Almendros

La valleè banner recensioni

L’opinione del Morandini dal sito http://www.mymovies.it

Viviane moglie del console di Francia a Melbourne, si unisce a una spedizione che intende scoprire una valle sconosciuta. Attratta dal suo capo, ne diventa l’amante e con lui s’inizia ai riti indigeni, affronta varie peripezie e scala alcune montagne finché, stremati, i due scoprono la valle. In bilico tra finzione e documentario, influenzata dall’ideologia hippy di moda negli anni ’60, questa ricerca di una felicità mitica ha scrittura di taglio contemplativo, ritmo lento, assidua attenzione alla bellezza dei paesaggi. Fotografia (Cinemascope): Nestor Almendros. È uno dei tanti film estremi dell’irregolare Schroeder. Si è spinto sino a 4000 m d’altezza nella Nuova Guinea, fra tribù che non avevano mai visto una donna bianca, con una troupe ridotta al minimo, senza jeep né elicotteri.

L’opinione di Fauno dal sito http://www.davinotti.com

A parte la bellissima fotografia ha ben poco… La colonna sonora è molto limitata e non ha certo l’impatto che ha avuto quella di More, ma quel che è peggio è che il film è povero di contenuti… d’accordo le piume degli uccelli rari e le danze tribali, l’amore libero… ma si affrontano poco e con molta poca tenacia lo spirito, la mentalità hippy, l’emotività per quello che si va a scoprire… sembra una pura e semplice escursione alla Ambrogio Fogar: tutti sono sfiniti, allo stremo e d’improvviso ecco la vallata e la fine del film. Manca la carica!

L’opinione di Kotrab dal sito http://www.filmtv.it

Curioso film figlio del suo tempo e finanche suggestivo: ambientato in Nuova Guinea, una donna è alla ricerca di piume di uccelli esotici, incontra due ragazzi e una ragazza dediti all’amore libero e in cerca di una misteriosa valle da cui nessuno pare essere tornato in quanto sito del Paradiso. Il viaggio però si rivela ambiguo: è veramente un cammino iniziatico, a contatto con la “naturalità” dei popoli indigeni, o solo turismo modaiolo? Il film di Schroeder è discreto, interessante e ben fotografato (vedi l’incipit), ma che a volte si perde in lungaggini poco incisive. Interessante un dialogo in cui si mettono in risalto le possibili contraddizioni del rapporto tra gli occidentali e gli indigeni, in cui si crede di trovare la risposta alla fuga dall’Occidente non vedendo le sottili, nascoste insidie di un modo di vivere lontano dal nostro

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Obscured by Clouds – 03:05 (Waters, Gilmour) – Strumentale.
When You’re In – 02:31 (Waters, Gilmour, Wright, Mason) – Strumentale.
Burning Bridges – 03:30 (Wright, Waters) – Voce di Gilmour e Wright.
The Gold It’s in the… – 03:08 (Gilmour, Waters) – Voce di Gilmour.
Wot’s… Uh the Deal – 05:09 (Gilmour, Waters) – Voce di Gilmour
Mudmen – 04:18 (Wright, Gilmour) – Strumentale.
Childhood’s End – 04:33 (Gilmour) – Voce di Gilmour.
Free Four – 04:16 (Waters) – Voce di Waters.
Stay – 04:07 (Wright, Waters) – Voce di Wright.
Absolutely Curtains – 05:51 (Waters, Gilmour, Wright, Mason) – Strumentale

David Gilmour – chitarra e voce
Roger Waters – basso e voce
Richard Wright – tastiere e voce
Nick Mason – batteria
Musiche Pink Floyd

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