Filmscoop

Tutto il mio cinema

Salvare la faccia

salvare-la-faccia-locandina-3

L’amore è un sentimento complesso, ricco di sfaccettature. Può essere illustrato attraverso un amplesso amoroso, o meglio, attraverso timidi dettagli di un atto di passione. La cinepresa inquadra la carezza di una mano elegante, i capelli sciolti di una giovane donna, il lieve respiro di una ragazza innamorata sulla pelle dell’uomo che l’abbraccia… . Allo spettatore verrebbe voglia di sorridere, verrebbe voglia di immergersi in quell’attimo sognato, nel bene che trasmette alla mente e, sopratutto, all’anima. Tuttavia, qualcosa lo frena. Un suono, una musica fastidiosa, inadatta all’intimità ed in netto contrasto con essa. “Love your neighbour as yourself” recita il ritornello e, lentamente, quasi senza accorgersi, allontana lo spettatore dal sogno, lo accompagna verso la realtà, verso il mondo dei fasulli equilibri, ove, pare che non ci sia spazio per l’amore e per la tenerezza.
La giovane donna è Licia Brignoli (Adrienne La Russa), figlia dell’imprenditore Marco Brignoli (Rossano Brazzi), industriale di Prato, assiduamente impegnato nell’accrescimento del patrimonio familiare. Infatti, con l’inaugurazione della nuova fabbrica, Brignoli non solo solidifica la propria posizione sociale ma agevola la carriera politica dell’Onorevole amico, candidato al Governo. Tanta fatica spesa, quindi, tanti sacrifici per accumulare denaro e potere vanno salvaguardati “ad ogni costo”.

salvare-la-faccia-1

salvare-la-faccia-2
Licia è la figlia minore di Brignoli la quale, all’età di diciott’anni, sorride e canta al suo primo amore, Mario (Nino Castelnuovo). A causa della giovane età e, probabilmente, del benessere in cui è cresciuta, Licia è estranea alla perfidia umana, è una “credente”. La sua visione del mondo è fiabesca: Cenerentola e l’amore che la unirà al Principe Azzurro, ovvero, il bene che prevale sul male. Mario, al contrario, dimostra di perpetrare una filosofia di vita all’estremo opposto: tutto è in vendita, anche Cenerentola. Quando Licia viene fotografata tra le sue braccia, per commissione dello stesso Mario, quest’ultimo la svende per venti milioni di vecchie lire. A tanto ammonta la somma che lo stimato Brignoli è disposto a sborsare pur di evitare uno scandalo con conseguenze economiche rovinose. Non solo. Alla pari dell’amante, anche il padre è disposto a svendere gli affetti. Con il consenso della figlia maggiore, Giovanna (Paola Pitagora), e del genero, Francesco (Alberto de Mendoza), Brignoli rinchiude la figlia in un istituto di salute mentale. La famiglia di Licia, con l’appoggio del “sempre disinteressato” clero, decide di costruire una commovente storia: solo una ragazza affetta da malattia mentale avrebbe potuto commettere l’imprudenza di concedersi ad un proletario, in una casa di appuntamenti. Quindi, la famiglia Brignoli, tragicamente colpita dalla disgrazia, susciterà nell’opinione pubblica un sentimento di commozione e solidarietà. Nessuno oserebbe puntare il dito contro una creatura ammalata e, tanto meno, contro una famiglia che la accudisce amorevolmente, nel migliore dei modi, quasi fosse una “cornice di chiesa”.
Tradita negli affetti, svenduta nell’amore, privata dalla libertà, Licia subisce l’impeto del padre. Si sottopone alla terapia psicofarmacologica e al severo regime di reclusione. Uscirà dal manicomio viva, forse diversa, ma viva.

salvare-la-faccia-3

salvare-la-faccia-4
Alla conclusione del ricovero, Licia torna in famiglia, apparentemente contenta di riabbracciare le persone che la circondano: papà Brignoli, Giovanna e Francesco. Tuttavia, lo spettatore attento comprende sin da subito che la condotta di Licia, seppur mascherata da gesti affettuosi, è caratterizzata da azioni malefiche. Sarà che Licia è impazzita? Sarà che ha imparato una lezione da venti milioni di lire?
Dapprima, Licia seduce il cognato, Francesco, punendo in questo modo la sorella Giovanna. Licia condanna la promiscuità tra i pensieri e le azioni di Giovanna la quale, pur consapevole di essersi sposata per convenienza, tollera le azioni scorrette del padre e del marito. L’attenzione di Licia si rivolge, poi, al pavido Mario. Il lupo perde il pelo ma non le abitudini: Mario si dimostra entusiasta all’idea di ricattare il padre di Licia e acconsente ad un’improbabile proposta di matrimonio della ragazza.
Nemmeno il clero sfugge all’ira di Licia: durante una proiezione privata, ove viene presentato il pellegrinaggio a Lourdes organizzato per le maestranze della fabbrica, “un’esperienza davvero indimenticabile!”, Licia scambia il nastro del percorso religioso con un nastro che ritrae lo stimatissimo Brignoli e l’amante Laura (Idelma Carlo) avvinghiati in atteggiamenti licenziosi.
Lentamente, la famiglia Brignoli s’incammina verso l’orlo del precipizio. Giovanna, stanca e arresa, muore suicida. Francesco, privato dal sogno di ereditare il patrimonio Brignoli, si allontana dalla famiglia. Mario, intrappolato nel proprio arrivismo, morirà per mano dell’ignaro papà Brignoli.
I sopravvissuti sono increduli, spossati, si interrogano confusi sulle ragioni dei propri fallimenti.

salvare-la-faccia-11

salvare-la-faccia-12
Forse, per alcuni di loro trattasi di rovina. L’unico che dovrebbe sentirsi realizzato è proprio papà Brignoli. In fondo, la piccola Licia è stata plasmata secondo l’immagine dell’ignobile padre. L’educazione ha reso. Nel finale, Licia e papà Brignoli, isolati nel lusso opulente della villa familiare, si fanno compagnia a tavola. La stessa cinepresa che all’inizio inquadrava interessata i dettagli di un tenero atto d’amore, ora, arretra lentamente, quasi volesse prendere le distanze dalle rimanenze delle esistenze rovinate. Nessuno si è salvato. Si salva chi si allontana.
Salvare la faccia uscì nelle sale italiane il 2 febbraio 1969 e, due anni dopo, negli Stati Uniti con il titolo “Psychout for Murder”. Gli intenditori dicono che la pellicola destinata alle sale oltre oceano si è salvata dalle sforbiciate, pertanto, presenta una storia omogenea ed intrisa di scene più spinte.
Rossano Brazzi si firma Edward Ross e dirige con buoni risultati un film cattivo e/o sulla cattiveria.
Infatti, grazie al soggetto del fratello Oscar, il regista bolognese mette in scena una convincente storia malata. Il film denuncia l’ipocrisia, la labilità dei buoni sentimenti e la slealtà familiare che si estende alla società ed alle istituzioni. Infatti, come accade nei film di Salvatore Samperi, la famiglia, pilastro della società, crolla su se stessa a causa dell’ipocrisia e della corruzione.
Ma il film non si limita ad essere un’opera contestataria. La pellicola mescola il dramma al giallo, anche se con risultati a volte banali, riscontrabili nelle scene che vedono Licia impegnata ad escogitare e mettere in atto trappole letali.

salvare-la-faccia-13

salvare-la-faccia-14
Il cast è di ottimo livello. La bellissima Adrienne La Russa si cala abilmente nei panni di Licia, tanto dolce e altrettanto torbida da rendere credibile il tormentato personaggio. Adrienne la Russa brillerà nuovamente lo stesso anno nell’ottimo film di Lucio Fulci, “Beatrice Cenci”.
Altrettanto bella e brava è Paola Piagora la quale, a differenza della protagonista, sprigiona una sensualità più matura e rende, quindi, credibile la comparsa della sorella maggiore, Giovanna.
Bene anche il cast maschile. Forse a De Mendoza avrebbero potuto risparmiare la scena giocherellona in piscina, ove lo stesso appare a disaggio. Rossano Brazzi che dirige se stesso, risulta convincente nella parte dell’industriale che tenta di salvare una faccia che, in fondo, non ha.
Ottima sceneggiatura da parte di Biagio Proietti, coautore del film “Black Cat” di Lucio Fulci; azzeccate le musiche psichedeliche composte da Benedetto Ghiglia; splendida la fotografia curata da Luciano Trasatti (bravissimo anche nel film “Miseria e nobiltà”).
Salvare la faccia è un film da scoprire o riscoprire; probabilmente più apprezzabile oggi che all’epoca in cui fu realizzato, dato che il cinema italiano degli anni ’60 e ’70 abbondava di pellicole di denuncia sociale, caratteristica, oggi, dimenticata.
Il film è disponibile su Youtube all’indirizzo https://www.youtube.com/watch?v=OmjuURiqf60 in una versione molto buona.

salvare-la-faccia-locandina-flano-2

Salvare la faccia
Un film di Edward Ross. Con Rossano Brazzi, Nino Castelnuovo, Paola Pitagora, Adrienne La Russa,Alberto De Mendoza,
Nerio Bernardi, Valentino Macchi, Renzo Petretto Drammatico, durata 92 min. – Italia 1969

salvare-la-faccia-banner-gallery

salvare-la-faccia-5

salvare-la-faccia-6

salvare-la-faccia-7

salvare-la-faccia-8

salvare-la-faccia-9

salvare-la-faccia-10

salvare-la-faccia-15

salvare-la-faccia-16

salvare-la-faccia-17

salvare-la-faccia-banner-protagonisti

Rossano Brazzi: Marco Brignoli
Nino Castelnuovo: Mario
Paola Pitagora: Giovanna Brignoli
Adrienne La Russa: Licia Brignoli
Alberto de Mendoza: Francesco
Nerio Bernardi: cameriere

salvare-la-faccia-banner-cast

Regia Rossano Brazzi
Soggetto Oscar Brazzi
Sceneggiatura Biagio Proietti, Diana Crispo
Produttore Oscar Brazzi
Casa di produzione Chiara Film, Banco Film, Glori Art
Fotografia Luciano Trasatti
Montaggio Amedeo Giomini
Musiche Benedetto Ghiglia
Scenografia Giovanni Fratalocchi

salvare-la-faccia-banner-citazioni

– Mi sento come Cenerentola che incontra il suo Principe Azzurro.
– Il Principe Azzurro era ricco, io non lo sono… ancora.
– I soldi non m’interessano. Per me tu conti molto di più. Io ti amo.

– La ricchezza, il potere, vanno salvaguardati ad ogni costo!
– Se devo essere costretta a pagarli ad un prezzo tanto alto, io non so proprio che cosa farmene!

Non sei cambiato per niente Mario, non trovi mai la strada di casa. Sono due ore che ti sto aspettando… . Ciao. Non dici niente? Non sono un fantasma, sono proprio io. Da quei posti si esce vivi, tesoro. Forse diversi… ma vivi.

– L’Onorevole verrà alla inaugurazione del Circolo ricreativo.
– Ah, lo credo bene, l’idea del Circolo è stata sua.
– Ha invitato molti cinegiornali. Si raccomanda, in particolare, che ci sia molta gente e … .
– E che tutti si dimostrino entusiasti della sua visita.
– Ha bisogno di pubblicità in questo momento. L’idea di poter entrare nel Governo lo fa letteralmente impazzire!
– Io impazzirò se penso ai milioni spesi per la piscina!
– Sono soldi spesi bene… .
– Già.
– L’Onorevole è un investimento molto sicuro.
– Inviti tutti quelli che hanno chiesto di essere assunti.
– E’ un po’ vecchio come trucco. L’abbiamo già utilizzato per l’inaugurazione della mensa e, poi, del campo di calcio e, soprattutto, per i comizi dell’Onorevole durante le elezioni e, quindi … .
– Sì, lo so, qualcuno non verrà più. Ma, ci sono i nuovi immigrati meridionali. Quelli verranno.

– La nostra famiglia rinnova la sua linfa con sangue nuovo e di prima qualità: prima un playboy, adesso un ricattatore. Va bene, facciamo progressi.
– Giovanna, certe cose non le dovresti dire.
– Certo, papà, hai ragione. Ma, per non dirle, non avrei dovuto fare tante altre cose. Non avrei dovuto vivere qui, né fare questa vita che non significa niente. Ma, soprattutto, non dovrei avere un padre come te! E’ tutto così stupido. A che gioco stai giocando?! Ma non ti rendi conto che stai cercando di distruggere della gente che è già morta?! Sono tutti morti, Licia. Solo che non lo sanno… . Va via Licia, non stare qua, vattene! Noi non possiamo darti niente, perché non abbiamo niente. Abbiamo soltanto la faccia da salvare e non vale molto neppure quella.

salvare-la-faccia-banner-foto

salvare-la-faccia-locandina-flano

salvare-la-faccia-locandina-lc1

salvare-la-faccia-foto-1

salvare-la-faccia-foto-2

salvare-la-faccia-foto-3

salvare-la-faccia-foto-4

salvare-la-faccia-foto-5

salvare-la-faccia-foto-6

salvare-la-faccia-foto-7

salvare-la-faccia-foto-8

salvare-la-faccia-foto-9

salvare-la-faccia-foto-10

salvare-la-faccia-locandina-1

salvare-la-faccia-locandina-2

salvare-la-faccia-locandina-4

febbraio 22, 2017 Posted by | Drammatico | , , , , | Lascia un commento

L’uomo che cadde sulla terra

L'uomo che cadde sulla terra locandina 2

Un oggetto proveniente dallo spazio profondo entra nell’atmosfera terrestre e precipita in un lago; all’interno c’è un alieno, proveniente da un altro pianeta. Apprenderemo in seguito che l’alieno ha famiglia ed è arrivato sulla terra perchè una terribile siccità ha colpito la sua gente, ed è in cerca di aiuto.
L’operazione però è complessa, e l’alieno, assunte sembianze umane, decide di sfruttare le proprie conoscenze tecnologiche per impiantare un’azienda; nasce così la World Enterprise, che in breve tempo lo rende l’uomo più ricco del pianeta.

L'uomo che cadde sulla terra 15

L'uomo che cadde sulla terra 14

Assunto uno scienziato,Nathan Bryce, gli affida il compito di trovare una soluzione al problema del suo pianeta, costruendo una nave spaziale in grado di arrivarvi e di salvarlo.
Ma la vita sotto forma umana è molto difficile, e Thomas Jerome Newton (l’identità sotto la quale si nasconde l’alieno) ben presto cede alla tentazione dell’alcool, intrecciando anche una relazione con Mary-Lou.
Nel frattempo Nathan scopre la vera identità di Thomas, che viene seguito anche dalla Cia, perchè il suo impero economico minaccia aziende concorrenti.
Così Thomas….

L'uomo che cadde sulla terra 1

L'uomo che cadde sulla terra 2

Film tratto  dall’omonimo romanzo di Walter Tevis, The man who fell to earth, ovvero L’uomo che cadde sulla terra, venne girato nel 1976 da Nicholas Roeg, uno dei registi più geniali dell’ultimo secolo, autore di splendidi film come Walkabout, A Venezia un dicembre rosso shocking, Sadismo.
Come nel romanzo, un amaro apologo della solitudine, della disillusione, della diversità, il film ricalca le linee guida del romanzo di Tevis, assumendo una potenza ancor più devastante grazie alla geniale intuizione di Roeg di portare sugli schermi, nei panni del malinconico alieno Thomas il cantante rock David Bowie, che con il suo aspetto androgino e il volto scavato, quasi allucinato, forma una simbiosi con il personaggio interpretato difficilmente riscontrabile in altri film.

L'uomo che cadde sulla terra 3

Roeg riprende i temi tracciati da Tevis per tessere un film in cui la figura dell’alieno, costretto a celare la sua identità sotto un aspetto umano, diventa il paradigma stesso dell’esistenza degli umani; l’alieno vive le contraddizioni dell’umano con più sofferenza degli umani stessi, perchè si rende conto dell’assurdità delle loro vite, delle loro ambizioni.
Quel suo essere diverso lo porterà paradossalmente ad essere un emarginato per la sua ricchezza, e lo porterà fatalmente a soffrire di quegli stessi problemi che soffrono gli uomini.

L'uomo che cadde sulla terra 4

Thomas non è l’andoride Roy di Blade runner, che rimpiange la vita perchè ha visto cose incredibili, è molto più vicino ad un essere umano perchè si è calato tra loro, ha sperimentato vizi e virtù degli umani stessi; ha provato l’amore e l’alcool, l’inferno e il paradiso, ha scoperto le miserie degli umani e si è reso conto, con tristezza e malinconia, di essersi caricato addosso un problema senza nessuna soluzione, ovvero qualcosa che possa salvare le poche unità superstiti del suo popolo dall’estinzione.

L'uomo che cadde sulla terra 5

Così la parabola dell’alieno finisce per coincidere con il percorso di una vita umana, fatta di speranza e disillusione, di amarezze e di gioie, tutte mescolate senza soluzione di continuità.
Nel film molti passi testimoniano l’assoluta astrazione di Thomas dal contesto umano in cui vive; se il romanzo inizia con una frase importante «Non era un uomo, eppure era molto simile all’uomo» il film inizia con il classico impatto tra l’astronave e la terra.
Il primo impatto è proprio con l’elemento vitale che manca sul pianeta di Thomas, l’acqua; c’è una specie di stridente ironia tra il tragico destino che attende la gente di Thomas e l’abbondanza di quell’elemento vitale su un pianeta che lo sperpera in maniera allucinante.

L'uomo che cadde sulla terra 6

Thomas imparerà ben presto che lo strano pianeta sul quale è arrivato vive di forti contraddizioni; il denaro, l’autentico dio venerato dalla gente umana si trasforma per lui dapprima in un mezzo per raggiungere i suoi fini, e in ultimo nella causa prima dei suoi problemi e infine del suo destino.
E’ inconciliabile Thomas con la gente alla quale si è mescolato; i suoi occhi da rettile, il suo corpo senza sesso lo rendono davvero un alieno.
Eppure sembrerebbe esserci un contatto possibile tra questi due universi paralleli; è l’amore, ma Thomas ha da svolgere una missione.

L'uomo che cadde sulla terra 7

Tutto il film vive su questa atmosfera rarefatta, sulle violente contraddizioni che vive Thomas immerso in un ambiente alieno come e quanto lui.
La solitudine di Thomas si amplia e si confonde con quella di Mary Lou, ma in fondo sono soli anche gli altri umani; lo si capisce dalla mancanza di emozioni che trapela in molte sequenze del film, con l’alieno che attraversa un pianeta di gente sola anche se abituata a vivere in comunità.
Roeg conferisce al film un’aria malinconica e stranita, un’atmosfera lugubre e senza speranza, andando probabilmente oltre la stessa capacità di Tevis di rendere il senso di vuoto, di solitudine e di mancanza di speranze in cui si muove l’alieno del libro; ed è questo il gran merito di un regista capace come pochi di realizzare film in cui il senso di smarrimento dell’uomo arrivi quasi alla cosmicità delle esistenze rapportate all’infinito, ovvero quel senso di smarrimento e di paura che l’essere umano porta con se come una seconda pelle.

L'uomo che cadde sulla terra 8

L’uomo che cadde sulla terra è un film tecnicamente perfetto, in cui è davvero difficile trovare difetti tali da incrinarne il giudizio finale; quando un regista riesce a pareggiare ( e forse anche a superare) quel calderone di peculiarità che distinguono sempre un’opera scritta da una visiva, che per forza di cose ha tempi molto meno dilatati ed è di difficile espressione attraverso le immagini, allora ci si rende conto di essere davanti ad un’opera che può essere definita davvero un capolavoro.
Un’opera metafisica, esistenzialista, definitela come volete.
Ma un’opera assolutamente fondamentale della cinematografia.

L'uomo che cadde sulla terra 9

L’uomo che cadde sulla Terra, un film di Nicolas Roeg. Con Rip Torn, David Bowie, Buck Henry, Candy Clark, Bernie Casey, Jackson D. Kane, Rick Riccardo, Tony Mascia, Linda Hutton, Hitary Holland, Adrienne La Russa, Lilybelle Crawford, Richard Breeding, Albert Nelson, David Bowie, Peter Prouse, Jim Lovell
Titolo originale The Man Who Fell to Earth. Fantascienza, durata 118 (138) min. – Gran Bretagna 1976.

L'uomo che cadde sulla terra banner gallery

L'uomo che cadde sulla terra 13

L'uomo che cadde sulla terra 12

L'uomo che cadde sulla terra 11

L'uomo che cadde sulla terra 10

L'uomo che cadde sulla terra banner protagonisti

David Bowie     …     Thomas Jerome Newton
Rip Torn    …     Nathan Bryce
Candy Clark    …     Mary-Lou
Buck Henry    …     Oliver Farnsworth
Bernie Casey    …     Peters
Jackson D. Kane    …     Professor Canutti
Rick Riccardo    …     Trevor
Tony Mascia    …     Arthur
Linda Hutton    …     Elaine
Hilary Holland    …     Jill
Adrienne Larussa    …     Helen
Lilybelle Crawford    …     Jewelery Store Owner
Richard Breeding    …     Receptionist
Albert Nelson    …     Cameriere

L'uomo che cadde sulla terra banner cast

Regia     Nicolas Roeg
Soggetto     Walter Tevis
Sceneggiatura     Paul Mayersberg
Produttore     Michael Deeley, Barry Spikings
Fotografia     Anthony B. Richmond
Montaggio     Graeme Clifford
Musiche     John Phillips, Stomu Yamashta

Dopo due miglia di cammino arrivò a una città. Prima dell’abitato vi era un cartello: HANEYVILLE, e sotto: 1400 AB. Andava benissimo, gli occorreva proprio una cittadina di quella grandezza. Era di mattina e ancora molto presto, aveva scelto quell’ora per la sua camminata in modo da approfittare del fresco. Non c’era ancora nessuno per la strada. Oltrepassò ancora parecchi isolati nella luce incerta, sconcertato dall’ambiente estraneo. Si sentiva tutto teso e un po’ spaventato. Cercò di distrarre la sua mente da ciò che si accingeva a fare: ci aveva già pensato abbastanza.
Nel piccolo centro commerciale trovò quello che cercava: un negozietto con l’insegna: LO SCRIGNO. A un angolo di strada lì vicino vide una panchina e andò a sedersi, con tutto il corpo indolenzito per lo sforzo del gran camminare.
Fu di lì a qualche minuto che vide un essere umano.


L'uomo che cadde sulla terra banner recensioni

Chilometrica pellicola, che alterna squarci di cospicuo interesse a lentezze soporifere, le cui motivazioni si stenta a comprendere. Il sentimento che emerge è quello della pietà, che nasce dalla situazione di partenza del protagonista e del fallimento della sua missione. Il messaggio politico, di critica alla nostra società, è spesso generico o stereotipato, per cui stenta ad andare a segno.

Alieno sulla Terra per salvare il proprio pianeta, ma è risucchiato dalla vita terrena e poi sequestrato. Da ricordare solo per la presenza di Bowie, carismatica popstar, e per qualche immagine ad effetto (per esempio, l’alieno lucertoloso senza ciglia). Ed è un peccato perché la storia sarebbe bella (Icaro come metafora dell’uomo, i cui ideali si infrangono facendolo cadere nell’alienazione), così come alcuni spunti visivi e una dinamica narrativa non convenzionale. Ma il film è noioso, sfilacciato, senza mordente: un’occasione sprecata.

Jerome Newton, imprenditore di origine aliena, scoprirà a sue spese le conseguenze della forza gravitazionale… Lo stile lisergico di Roeg, fatto di montaggi incrociati, ralenti e immagini subliminali, per quanto datato, fa faville su soggetti ad hoc. Qui restituisce le percezioni di un extraterrestre cui Bowie ha donato il suo corpo anodino e androgino. L’approccio alla fantascienza è adulto, con velleità sociali e psicologiche non proprio di prima mano. Il gioco delle allusioni invece è un po’ tirato per le lunghe: così torpore e stupore si alternano con discutibile perizia. Fascinoso.

Nichoals Roeg dirige un film di fantascienza originale ed interessante, purtroppo appesantito da lentezze esagerate. Non male la trama che vede David Bowie nei panni di un extraterrestre, perfettamente mescolato tra gli umani, che vuole tornare sul suo pianeta di origine. L’opera possiede un suo fascino innegabile e l’interpretazione di Bowie è da ricordare, ma il giudizio complessivo risente troppo della pesantezza del tutto. Comunque merita sicuramente una visione.

Un film di fantascienza con buoni spunti ma che appare quasi privo di post-produzione, essendo troppo, troppo lungo e sfilacciato nel suo evolversi. Idea di partenza buona e fedele al romanzo di Walter Tevis, con una grande interpretazione di David Bowie, ma il “mancato montaggio” ne fa una pellicola tediosa anche se lungimirante. Qui e lì spunti visivi interessanti.

Un film così-così, ed è un vero peccato perché l’occasione era ghiotta: David Bowie protagonista di un film che sembra uscito da una dalle sue canzoni. Ma la pellicola risulta lentissima, con una trama difficile da seguire e noiosa. Bene invece Bowie, che sembra interpretare se stesso nei panni dei suoi alter-ego più riusciti (Ziggy Stardust e thin White Duke): da ricordare solo per questo.

Tratto da un romanzo di Walter Tevis, pubblicato nel 1963, il film narra delle peripezie di un alieno umanoide che cerca in tutti i modi di permettere ai suoi (pochi) simili di raggiungere la Terra e la salvezza. La sottotrama ci riporta alla guerra fredda, alla necessità di segretezza da parte di diversi (alieni e non) all’interno della società americana che, con la scusa di “ricercare”, finirà sempre e immancabilmente per distruggerli. Il film, molto visionario, non riesce a rende completamente lo sensazione di oppressione presente nel libro.


L'uomo che cadde sulla terra banner foto

L'uomo che cadde sulla terra foto 1

L'uomo che cadde sulla terra foto 2

L'uomo che cadde sulla terra foto 3

L'uomo che cadde sulla terra foto 4

L'uomo che cadde sulla terra foto 5

L'uomo che cadde sulla terra foto 6

L'uomo che cadde sulla terra foto 7

L'uomo che cadde sulla terra foto 6

L'uomo che cadde sulla terra foto 5

L'uomo che cadde sulla terra foto 4

L'uomo che cadde sulla terra foto 3

L'uomo che cadde sulla terra foto 1

L'uomo che cadde sulla terra foto 7

L'uomo che cadde sulla terra locandina 3

L'uomo che cadde sulla terra locandina 1

L'uomo che cadde sulla terra locandina libro

settembre 20, 2010 Posted by | Drammatico | , , , | Lascia un commento

Beatrice Cenci

Lucio Fulci riprende la storia di Beatrice Cenci, nobildonna romana, figlia di un uomo violento, dedito all’alcool e odiato da tutti, a cominciare dalla sua famiglia,e ne fa una saga a tinte cupe, attraverso il racconto dell’omicidio di Francesco Cenci organizzato ed eseguito da Olimpio, valletto personale di Beatrice, di lei innamorato a tal punto da rischiare in prima persona la vita. Siamo negli ultimi anni del 1500, e Francesco Cenci, grazie ad un’interpretazione molto personale di alcune leggi in vigore, approfitta del suo status per abbandonarsi a soprusi di ogni genere, finendo per colpire indiscriminatamente piccoli e grandi proprietari delle terre in cui abita.

Beatrice Cenci 2

Beatrice Cenci 3
Ma anche il lassismo generale ha un limite, e quando Cenci lo supera, le guardie dello stato pontificio intervengono, spogliandolo di parte dei suoi possedimenti e confinandolo nella tenuta di famiglia. Qui l’uomo si abbandona a gesti di violenza verso i suoi congiunti, al punto che una notte Beatrice, bellissima figlia di Francesco, confidandosi con il suo valletto personale ed amante Olimpio, ottiene da quest’ultimo una promessa; Olimpio ucciderà Francesco, simulando un incidente.

Beatrice Cenci 1

Beatrice Cenci 4
Il valletto si reca da un noto bandito e lo convince ad eseguire il delitto; il tutto viene portato a compimento una notte in cui Francesco, dopo essersi dedicato ai consueti bagordi, ritorna a casa completamente ubriaco. Il bandito uccide Francesco e Betarice, con l’aiuto della sua famiglia, lo getta da una finestra, simulando un incidente. Ma un servo di Cenci, che ha intuito la verità, informa le autorità con una lettera anonima dell’accaduto, e queste ultime indagano.

Beatrice Cenci 6
Adrienne La Russa è Beatrice Cenci

Le indagini portano immediatamente al bandito, che ha avuto l’impudenza di girare con il mantello di Francesco, dimostrando anche una disponibilità economica molto sospetta. Questa e altre prove convincono le autorità che dietro la disgrazia in realtà si cela un omicidio, e la famiglia Cenci, con Olimpio, vengono arrestati e sottoposti a tortura. Olimpio resiste eroicamente, e nega la partecipazione dell’amata Beatrice al complotto; lo stesso fa la ragazza, ma sia il fratello che la madre non resistono alla ferocia della tortura e confessano i loro ruoli nella vicenda.

Beatrice Cenci 5

Beatrice a questo punto cede, e racconta anche alcuni retroscena della vita violenta del padre, inclusa la violenza sessuale subita dallo stesso. Ma è tutto inutile; tutti i protagonisti vengono condannati a morte, una morte orribile. Solo Beatrice verrà condannata ad essere decapitata, senza squartamento. Ma da quel momento inizia la leggenda della martire Beatrice, venerata come una santa dal popolo, che inizierà a fare pellegrinaggio sulla sua tomba.

Beatrice Cenci 7

Beatrice Cenci 8

Beatrice Cenci 9

Beatrice Cenci, film del 1969 diretto dal maestro Lucio Fulci è un prodotto asciutto, rigoroso, splendidamente ambientato e ottimamente recitato; Beatrice è interpretata da una giovane e affascinante Adrienne La Russa, che purtroppo nel corso della sua carriera non toccherà più il livello di eccellenza di questa interpretazione. Molto bravo anche Thomas Milian nel ruolo di Olimpio; il film è interessante, con il suo alternarsi di passato e presente, e in maniera inusuale, parte dalla fine, dall’attesa della sentenza per ricostruire le fasi delle vite tragiche dei protagonisti. Bravissimo George Wilson, che interpreta in maniera luciferina il torbido personaggio di Francesco, uomo violento e dissoluto.

Beatrice Cenci 10

Beatrice Cenci 11
Alcuni cenni storici sulla tragica vicenda di Beatrice Cenci, extra film.

Durante il processo a Beatrice e alla sua famiglia,vennero ascoltati testimoni,che confermarono tutto quanto rivelato dagli accusati,gli stupri,le sevizie morali e materiali a cui erano sottoposti.
E forse la sentenza sarebbe stata differente se proprio durante i giorni del processo non si fossero verificati altri casi di parricidio.

Beatrice Cenci 12

Beatrice Cenci 13

Il papa decise che bisognava dare un esempio forte e definitivo,per porre un freno al dilagare degli omicidi in famiglia;così il tribunale,messo alle strette,condannò tutti alla pena capitale,con l’unica eccezione di Bernardo,che ebbe salva la vita.

L’undici settembre 1599 la carretta con i condannati giunse,stretta tra due ali di folla silenziosa,in piazza Castel Sant’Angelo.

Beatrice Cenci 14

Fu fatto scendere Bernardo,che venne obbligato ad assistere al supplizio; subito dopo toccò  a Lucrezia, che venne giustiziata dalla mannaia in stato di incoscienza; toccò poi a Beatrice,che con il viso pallido, ebbe tuttavia la forza di ravvivarsi i capelli,in un ultimo gesto di civetteria.

Un attimo dopo,a mannaia del boia troncò la testa della sventurata fanciulla,mentre i due fratelli, Giacomo e Bernardo urlavano per la disperazione.
L’ultimo ad essere decapitato fu Giacomo, che fino all’ultimo gridò che Bernardo era innocente.
I corpi dei condannati restarono sulla piazza fino a tarda notte, come ammonimento,per poi essere rimossi e inviati in vari posti per la sepoltura;Beatrice venne sepolta in un loculo nella chiesa di san Pietro in Montorio.
Nel 1798 Roma era piena di truppe francesi.
Un giorno una delle soldataglie entrò nella chiesa di san Pietro in Montorio,mentre il pittore Camuccino lavorava ad un quadro all’interno della chiesa stessa.

Beatrice Cenci 15

Dobbiamo alla sua testimonianza se ci è arrivato il racconto dell’ultimo oltraggio subito dalla ragazza.
Sembra che i  soldati  fossero entrati in chiesa, alla ricerca di preziosi.
Aprirono alcune tombe,e fra esse quella di Beatrice Cenci;all’interno rinvennero un piatto d’argento,su cui era appoggiata una sacca nera,che conteneva il capo di Beatrice reciso dalla mannaia;gli uomini portarono via il piatto,non prima di aver gettato tra i rifiuti il cranio della giovane.
Un ultimo oltraggio brutale e gratuito.
La pietà popolare iniziò a fare girare,da allora,una leggenda,che racconta come in alcuni giorni dell’anno sia possibile vedere lo spettro della fanciulla vagare alla ricerca del suo capo.
Un’ultima annotazione riguarda i due boia che eseguirono le condanne dei Cenci;uno di loro si uccise 15 giorni dopo,oppresso dai ricordi e dal rimorso per aver eseguito la condanna;l’altro venne ucciso un mese dopo durante un tentativo di rapina.

Beatrice Cenci 16

Beatrice Cenci 17

Beatrice Cenci, un film di Lucio Fulci. Con Raymond Pellegrin, Tomas Milian, Antonio Casagrande, Adrienne La Russa,Georges Wilson, Amedeo Trilli, Mirko Ellis, Stefano Oppedisano, Umberto D’Orsi, John Bartha, Ernesto Colli, Massimo Sarchielli
Drammatico, durata 90 min. – Italia 1969.

Beatrice Cenci banner gallery

beatrice-cenci

Beatrice Cenci 4

Beatrice Cenci 3

Beatrice Cenci 2

Beatrice Cenci 1

Beatrice Cenci 6

Beatrice Cenci banner personaggi

Tomás Milián: Olimpio
Adrienne La Russa: Beatrice Cenci
Georges Wilson: Francesco, padre di Beatrice
Mavie: La madre
Antonio Casagrande: Giacomo Cenci, figlio
Umberto D’Orsi: Ispettore
Pedro Sanchez: Il brigante Catalano
Raymond Pellegrin: Cardinale Lanciani
Steffen Zacharias: Prospero Farinacci
Amedeo Trilli: Servo dei Cenci

 Beatrice Cenci banner cast

Regia Lucio Fulci
Soggetto Roberto Gianviti, Lucio Fulci
Sceneggiatura Roberto Gianviti, Lucio Fulci
Fotografia Erico Menczer
Montaggio Antonietta Zita
Musiche Angelo Francesco Lavagnino, Silvano Spadaccino
Scenografia Umberto Turco
Costumi Mario Giorsi

Beatrice Cenci locandina 6

Beatrice Cenci locandina 4

Beatrice Cenci locandina 3

Beatrice Cenci locandina 2

Beatrice Cenci locandina 1

Beatrice Cenci lobby card 5

Beatrice Cenci lobby card 4

Beatrice Cenci lobby card 3

Beatrice Cenci lobby card 2

Beatrice Cenci lobby card 1

Beatrice Cenci foto 1

Beatrice Cenci flano

beatrice-cenci

Beatrice Cenci locandina 7

maggio 23, 2009 Posted by | Drammatico | , , , | Lascia un commento