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L’ingenua

L'ingenua locandina

Questa volta, in questo particolare caso, ovvero la recensione del film L’ingenua, opera datata 1975 e diretta da Gianfranco Baldanello, occorre rendere giustizia al merito e riconoscere ai critici l’aver visto giusto sul giudizio da dare alla pelliccola: trama arruffata, a tratti raffazzonata, battutine e situazioni pecorecce, inconsistenza totale di un minimo di credibilità della pellicola stessa, tanto che parlare di trama riesce davvero difficile.

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La bellissima Orchidea De Santis

Un film che sarebbe da bocciare in toto, non fosse per la presenza di due attrici diversissime tra loro, una delle quali nobilita in qualche modo la pellicola, l’altra che è occupata a mostrare quasi esclusivamente le sue doti fisiche, e che con la recitazione ha davvero poco a che fare. Sto parlando della solita inappuntabile e professionale Orchidea De Santis e della futura pornostar Ilona Staller,

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Ilona Staller

alias Cicciolina, qui alle prese in un ruolo leggero, tanto leggero da risultare impalpabile. Una differenza che è l’unica cosa che si nota nel film, di una pochezza addirittura imbarazzante. Non fosse per la presenza dell’attrice pugliese, che ci mette la solita professionalità, unita questa volta a qualche scena di nudo un tantino ardita, che è comunque sempre un bel vedere, di questo film non si parlerebbe nemmeno.

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Ma nella rivalutazione di alcune carriere cinematografiche, come quella di Orchidea De Santis e di alcune sue colleghe che hanno interpretato tanti film negli anni settanta, queste prove vanno rimarcate, proprio per sottolineare le capacità di recitazione spesso dimenticate. La trama, come già detto, non ha molta importanza, visto che alla fine non ci si ricorda nemmeno di cosa parlava il film, tuttavia la accenno brevemente.

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I protagonisti della storia sono un giovane, un tantino tonto e ingenuo, oppresso da una fidanzata fin troppo vivace, una coppia di freschi coniugi che scoprono da subito i piaceri dell’adulterio e del tradimento, una giovane commessa all’apparenza ingenua, ma in realtà furba come una volpe, una soubrette del varietà e una villa, oggetto di desideri e anche di una truffa ben congegnata.

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Tra palpate sotto il tavolo ( la Staller con le natiche palpeggiate in puro stile Rossati, scena ripresa pari pari e senza pudore dal bel film dello stesso regista, La nipote), battute in veneto che non strappano sorrisi, becere e triviali, la solita improponibile Ilona Staller che parla un misto di padovano/veneziano, per lo meno doppiata egregiamente, il film scivola nella noia più assoluta, rallegrato, e si far per dire, dalle splendide nudità della De Santis e da quelle della Staller, che se nel confronto perde nettamente,

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hanno il pregio di stimolare quantomeno l’istinto da guardone dello spettatore. Il nulla più assoluto, quindi, e salvata la De Santis, salvato il solito Daniele Vargas, possiamo consegnare ai posteri una commediola appartenente al genere pecoreccio della commedia sexy.

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L’ingenua,un film di Gianfranco Baldanello. Con Daniele Vargas, Giorgio Ardisson, Ilona Staller, Ezio Marano.
Enzo Spitaleri, Orchidea De Santis
Erotico, b/n durata 93 min. – Italia 1976.

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Daniele Vargas e Ilona Staller

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Ilona Staller: Angela
George Ardisson: Piero Spazin
Daniele Vargas: Luigi Beton
Ezio Marano: Cornelio
Orchidea De Santis: Susy

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Regia Gianfranco Baldanello
Soggetto Giacomo Gramegna
Sceneggiatura Giacomo Gramegna
Casa di produzione Winston
Fotografia Romano Scavolini
Musiche Carlo Savina

Maggio 19, 2009 Posted by | Erotico | , , , , | 2 commenti

La nipote

La nipote locandina

Uno dei bersagli preferiti dai registi italiani è, da sempre, la provincia italiana, vista attraverso le sue contraddizioni, il suo vivere una realtà in cui si mescolano tradizione e moralismo, scarsa simpatia per il moderno e una certa bacchettoneria al limite del patologico. Quell’essere sempre pronta ad additare i comportamenti giudicati diversi e quel continuo aggrapparsi alle tradizioni, viste come ancora di salvezza della moralità, del costume; una provincia in cui molto è peccato e poco è virtù, in cui anche il vestire in un certo modo era considerato disdicevole. Una provincia, però, che dietro la facciata di perbenismo nascondeva, parafrasando il titolo di un film di Jancso, vizi privati e pubbliche virtù.

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Orchidea De Santis, la servetta disponibile

Uno dei film che garbatamente prendeva in giro questa moralità dubbia, questo insieme di comportamenti contradittori, è del 1974, e venne girato dal regista Nello Rossati; ambientato nell’entroterra veneto, girato tra Polesella e Castelmassa, comuni della provincia di Rovigo, La nipote si presenta come una satira non feroce, ma garbata e intelligente, di vizi e virtù di questo mondo.

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La storia è davvero semplice, nel suo svolgimento; la vita di una oziosa, ipocrita e poco virtuosa famiglia viene completamente stravolta dall’arrivo di una nipote del capo famiglia, una ragazza intelligente e furba a cui è morta la madre. Indigente, la ragazza chiede di poter restare con la famiglia; una famiglia che all’esterno può sembrare quasi modello, ma che vede l’uomo di casa affetto da erotomania inseguire e sedurre, in ogni occasione buona, la colf di casa, una procace e disponibile ragazza che di buon grado si presta alle smanie erotiche dell’uomo;

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la moglie apparentemente morigerata dello stesso, che in realtà vive una torrida storia erotica con un dipendente del marito; il figlio della coppia, un babbeo che erra di stanza in stanza in cerca di un buco della serratura dal quale spiare tutti. Sarà proprio la nipote a portare lo scompiglio, con conseguenze anche tragiche, ma ugualmente venate di un umorismo che rimarrà la costante del film.

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Francesca Muzio, La nipote

Film ben girato, con un’ambientazione curata e una fotografia impeccabile, La nipote si segnala per la presenza, nel cast, della bellissima e brava Orchidea De Santis, che interpreta alla perfezione il ruolo della servetta disponibile ( memorabile la scena in cui la stessa viene palpeggiata a tavola dal padrone di casa e ritorna nelle cucine con le mutandine tra i piedi), o quando vestita semplicemente con un reggicalze compiace il suo datore di lavoro svolgendo delle finte faccende domestiche.

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Per contro, appare molto meno efficace la recitazione di Francesca Muzio, la nipote del film, timida e impacciata; il resto, come già detto, si segnala per la venatura d’ironia che accompagna le situazioni del film, che si distacca dalla produzione di genere proprio in virtù dell’abilità di Rossati, che semina nel film situazioni di erotismo che non sono mai fini a se stesse, ma coerenti con la narrazione.

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La nipote, un film di Nello Rossati. Con Daniele Vargas, Giorgio Ardisson, Ezio Marano, Francesca Muzio.
Carla Mancini, Orchidea De Santis
Commedia, durata 92 min. – Italia 1974.

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Francesca Muzio: Adele, la nipote
Daniele Vargas: Luigi Ing. Favaretto
Giorgio Ardisson: Piero, l’amante di Zoraide
Annie Karol Edel: Zoraide, matrigna di Antonio e moglie di Luigi
Orchidea De Santis: Doris, la governante
Roberto Proietti: Antonio Favaretto, figlio di Luigi
Otello Cazzola: il parroco del paese
Ezio Marano: Romeo, il medico

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Regia Nello Rossati
Sceneggiatura Giacomo Gramegna
Fotografia Vittorio Bernini, Romano Scavolini
Montaggio Francesco Bertuccioli
Musiche Carlo Savina
Scenografia Toni Rossati

aprile 13, 2009 Posted by | Erotico | , , , , | 10 commenti