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Non dirlo a nessuno

Margot e Alexandre si conoscono sin da bambini e si amano dall’adolescenza.
In occasione del loro anniversario si recano sul posto che frequentano dall’infanzia, una campagna con laghetto che li ha visti scambiarsi
il primo bacio. Quando si sono promessi amore eterno hanno inciso su un albero un cuore con una tacca per ogni anno passato assieme.
Mentre fanno il bagno nel lago, Margot si allontana dopo un piccolo bisticcio, ma all’improvviso viene assalita da qualcuno; Alexandre, accorso in suo aiuto viene colpito e rimane in stato di incoscienza.
Otto anni dopo ritroviamo Alexandre ancora sotto choc da quel giorno; infatti il corpo di Margot è stato rinvenuto poco lontano dal lago,con il volto sfigurato.


Al riconoscimento aveva provveduto il padre della donna, perchè Alexandre era stato ricoverato in ospedale per il colpo ricevuto, che gli aveva anche causato il coma.
Nonostante ciò l’uomo era stato indagato per la morte della moglie, a causa anche del suo rinvenimento sul pontile del lago, cosa impossibile da fare da solo proprio per le modalità dell’accaduto.
Alexandre lavora come pediatra, ogni anno si reca dai genitori di Margot per ricordare l’anniversario del matrimonio, accolto con affetto dalla suocera ma con evidente ostilità da parte del suocero.
Qualche giorno dopo Alexandre torna sotto il mirino degli inquirenti; poco lontano dal lago sono stati rinvenuti i corpi di due uomini,seppelliti assieme ad una mazza da baseball che presumibilmente è servita per colpirlo.
Da quel momento gli avvenimenti prendono un ritmo convulso; Alexandre riceve una mail e un filmato che gli fanno dubitare della morte della moglie, mentre la migliore amica di Margot viene ritrovata morta, uccisa da colpi di pistola.


La stessa che qualcuno ha nascosto nell’appartamento di Alexandre.
Da quel momento l’uomo sarà costretto a scappare, indagando personalmente sull’accaduto, che lo porterà a dover dubitare di tutti e a muoversi fra mille insidie…
C’è naturalmente molto di più in Non dirlo a nessuno, film del 2006 diretto Guillaume Canet su un soggetto ricavato dall’omonimo romanzo di Harlan Coben; un thriller caratterizzato da una trama intricata che viene rivelata con
chiarezza durante lo scorrere del film. Un film di ottimo livello, nel quale i colpi di scena si susseguono man mano che il protagonista, il pediatra Alexandre Beck, uomo assolutamente innocente, colpevole solo
di aver amato profondamente la moglie, si ritrova a dipanare una matassa dal bandolo quasi inestricabile.
Inseguito dalla polizia, che inizialmente segue la pista dell’omicidio della moglie prima, successivamente dei due uomini ritrovati in una fossa vicino al lago poi e infine della sventurata amica di Margot poi, è aiutato soltanto da Bruno, un pregiudicato che per sua fortuna gli rimane vicino, memore dell’aiuto che Alexandre gli ha prestato quando la polizia lo sospettava di aver picchiato il figlio e che lo aveva scagionato dimostrando che il bambino era emofiliaco.


In un susseguirsi di colpi di scena Alexandre scoprirà quello che realmente è accaduto alla moglie,conoscendo una verità sconvolgente.
Thriller equilibrato,con una robusta sceneggiatura, Non dirlo a nessuno non mi permette di dilungarmi molto sulla trama completa per non rovinare la sorpresa di scoprire personalmente l’accaduto.
Gli attori del film sono davvero tutti bravi, a partire da François Cluzet (Alexandre) per passare a Marie-Josée Croze (Margot); altri ottimi attori nel cast come Kristin Scott Thomas (Hélène),Jean Rochefort (Gilbert Neuville) e André Dussollier (Jacques Laurentin)
Un film gustoso,affascinante e scorrevole,che non ha pause e che cattura l’attenzione dello spettatore per tutti i 130 minuti della sua durata; una piacevole sorpresa che merita sicuramente la visione.

Non dirlo a nessuno
un film di Guillaume Canet. Con François Cluzet, Marie-Josée Croze, André Dussollier, Kristin Scott Thomas,Jean Rochefort, François Berléand. Titolo originale Ne le dis à personne. Drammatico, durata 125 min. – Francia 2006.

François Cluzet: Alexandre Beck
Marie-Josée Croze: Margot Beck
André Dussollier: Jacques Laurentin
Kristin Scott Thomas: Hélène Perkins
François Berléand: Eric Levkowitch
Nathalie Baye: Elysabeth Feldman
Jean Rochefort: Gilbert Neuville
Marina Hands: Anne Beck
Gilles Lellouche: Bruno
Philippe Lefebvre: Philippe Meynard
Florence Thomassin: Charlotte Bertaud
Olivier Marchal: Bernard Valenti
Guillaume Canet: Philippe Neuville
Brigitte Catillon: Capitano Barthas
Mika’ela Fisher: Zak
Samir Guesmi: Tenente Saraoui
Jean-Pierre Lorit: Aiutante-capo Lavelle
Jalil Lespert: Gonzales

Massimo Rossi: Alexandre Beck
Barbara De Bortoli: Margot Beck
Gianni Musy: Jacques Laurentin
Emanuela Rossi: Hélène Perkins
Franco Zucca: Eric Levkowitch
Ada Maria Serra Zanetti: Elysabeth Feldman
Michele Kalamera: Gilbert Neuville
Chiara Gioncardi: Anne Beck
Fabio Boccanera: Bruno
Loris Loddi: Philippe Meynard
Paolo Marchese: Bernard Valenti
Paola Giannetti: Capitano Barthas
Paolo Vivio: Gonzales

Regia Guillaume Canet
Soggetto Harlan Coben (romanzo)
Sceneggiatura Guillaume Canet e Philippe Lefebvre
Produttore Alain Attal
Casa di produzione Europacorp., Les Productions du Trésor, M6 Films, Caneo Films
Fotografia Christophe Offenstein
Montaggio Hervé de Luze
Musiche Mathieu Chedid (accreditato come -M-)
Scenografia Philippe Chiffre
Costumi Carine Sarfati
Trucco Thi Thanh Tu Nguyen

marzo 8, 2020 Posted by | Thriller | , , , , , | Lascia un commento

Luna di fiele

Luna di fiele locandina

Su una nave da crociera diretta in Turchia è imbarcata una coppia di sposi che sta festeggiando il settimo anno di matrimonio.
E’ un anniversario che è temuto da tutte le coppie, un giro di boa dei matrimoni che spesso si sfaldano prima del fatidico settimo anno e Nigel e Fiona sembrano essere i coniugi adatti alla raffigurazione visiva di questa crisi.
Sono paludati, ingessati; si vogliono bene ma il loro sembra un matrimonio senza sbocchi, soporifero e da vestaglia e ciabatte davanti alla tv.
Sulla stessa nave è imbarcata un’altra coppia, specularmente e totalmente opposta a quella formata da Fiona e Nigel; si tratta di quella composta da Oscar e Mimi.

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I coniugi Fiona e Nigel, Kristin Scott Thomas e Hugh Grant

Lui, come apprendiamo in seguito, è uno scrittore di bassa caratura però ricco quanto basta per non aver problemi economici di sorta; è seduto su una sedia a rotelle mentre sua moglie Mimi è una donna dal fascino sensuale ma sinistro.
Siamo a fine d’anno, per cui sulla nave c’è l’atmosfera tipica della festa che precede il capodanno.
Oscar inizia a puntare Nigel, che dapprima sta sulle sue, poi si lascia andare ad un rapporto di confidenza con lo scrittore; ad attrarlo non è tanto l’uomo quanto piuttosto Mimi che appare lunare e attraente come un mulinello nell’acqua.
Così Oscar inizia a raccontare la storia degli ultimi anni a Nigel, che dapprima ascolta distratto, poi con evidente voyeurismo acustico quelle che sono le vicissitudini dello scrittore che parla di come ha conosciuto la bellissima e inquietante moglie.
Ricco e sfaccendato, Oscar incontra Mimi su un autobus.

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Una relazione sensuale…

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… ma anche perversa

La donna è priva di biglietto, ma lui riesce a passargliene uno e da quel momento inizia tra loro una storia d’amore assolutamente particolare.
Travolti dai sensi, Oscar e Mimi fanno l’amore di continuo e ovunque, sperimentando anche pratiche sessuali estreme.
Pur di seguire quello che è il suo amore, totalizzante ed esclusivo, Mimi rinuncia al suo sogno di diventare una ballerina e lascia anche il suo lavoro.
Ma anche le storie d’amore più intense possono finire, così un giorno Oscar decide di chiudere con Mimi. La donna non ci sta, perchè è innamorata così arriva ad umiliarsi in tutti i modi per quello che considera il suo uomo.
Ma Oscar è stufo così un giorno pur di togliersela di torno la invita ad un viaggio in Martinica; prima di partire Oscar scende dall’aereo lasciando Mimi diretta verso la meta esotica.

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Emanuelle Seigner

Per un paio d’anni Oscar non fa altro che passare da un letto all’altro, concedendosi una serie incredibile di avventure sessuali e riprendendo la vita da bohemien che conduceva prima di incontrare Mimi.
Il destino però è dietro l’angolo e si materializza in un incidente durante il quale Oscar riporta la frattura di una gamba.
In ospedale arriva Mimi, che si vendica in maniera crudele: manovrando sull’apparecchio che mantiene in trazione la gamba di Oscar e rovesciandolo provoca la paralisi degli arti inferiori dell’uomo.

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Che da quel momento è costretto ad accettare le cure di Mimi, diventando (forse consapevolmente) la vittima di quella donna diventata astiosa e vendicativa.
In una specie di rapporto da Sindrome di Stoccolma, Oscar e Mimi si legano in maniera perversa.
La donna lo tradisce sotto i suoi occhi, lo maltratta e lo umilia in tutti i modi, lasciandolo per esempio nell’acqua gelata oppure negandogli un colloquio importante con un editore che vorrebbe pubblicare il libro di Oscar.
Oscar descrive questa situazione ambigua del rapporto esistente tra lui e Mimi ad un Nigel falsamente interessato alla vicenda; in realtà l’uomo è attratto da Mimi e Oscar, che ha evidentemente un piano nella testa, lo spinge ad avvicinarsi a sua moglie.
Mimi non ha alcun interesse per l’anonimo Nigel, così dirige le sue attenzioni sulla moglie di quest’ultimo, Fiona, che finora è rimasta abbastanza defilata; la donna infatti soffre di mal di mare è passa diverso tempo in cabina.

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Durante un ballo scatenato che introduce la fine dell’anno Mimi invita a ballare Fiona e dopo un languido tete a tete sulle note di Slave to love di Brian Ferry bacia appassionatamente la donna sulla bocca.
Così Mimi e Fiona vanno a consumare la loro improvvisa passione in cabina, mentre Oscar resta nella sala in festa.

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La sera scoppia la tragedia.
Nigel ritrova finalmente la moglie, che è addormentata nuda accanto a Mimi; sul posto c’è anche Oscar che improvvisamente estrae la pistola che la moglie gli aveva regalato, la impugna e spara alcuni colpi sul corpo nudo di Mimi, poi rivolge la pistola su se stesso e fa fuoco.
Le ultime immagini sono riservate a Nigel e Fiona, che forse d’ora in poi vivranno un matrimonio più “imprevedibile”.
O forse no….
Luna di fiele è un film assolutamente particolare diretto da uno dei geniacci del cinema, quel Roman Polanski che ci ha sempre abituato ad uno standard qualitativo altissimo.
Anche in questo film la mano del grande regista si vede e si sente in quasi tutti i fotogrammi della pellicola, eppure Luna di fiele è un film non completamente riuscito.
Dalla sua ha una ambientazione claustrofobica realizzata con la solita bravura, una caratterizzazione dei personaggi di Mimi e Oscar molto ben curata, una tensione palpabile mentre i limiti sono essenzialmente da ricercare nella scarsissima descrizione della coppia Nigel/Fiona, che avrebbe meritato più spazio e che avrebbe permesso al regista si scandagliare anche il matrimonio borghese e senza sussulti della coppia.
Va detto però, a parziale scusante di Polanski, che il film ha l’obbligo di muoversi entro i limiti del racconto tratto dal  romanzo Bitter moon di Pascal Bruckner (Luna di fiele nella versione italiana cinematografica, mentre in America il film è uscito con il titolo originale del romanzo)

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Polanski indaga sul rapporto di coppia, usando l’imparzialità e l’assoluta mancanza di critica o approvazione latente o palese per descrivere il tormentato, ambiguo rapporto tra Mimi e Oscar.
La loro storia nasce e si sviluppa come una storia qualsiasi per poi incamminarsi nei meandri oscuri di un rapporto costruito sull’annientamento della personalità, attraverso l’esplorazione degli abissi dell’eros e dell’anormalità sessuale, ammesso che si possa usare un’eccezione del termine che descriva cosa e lecito o cosa non lo è nella sfera intima della sessualità.
Ogni rapporto tra uomo e donna, anche se armonioso, ha in se il seme della farsa o della tragedia“, dice Oscar nel suo colloquio ( anche soliloquio, se vogliamo) rimarcando le caratteristiche che ben presto connoteranno in maniera così forte la simbiosi di coppia tra lui e Mimi, oppure dice anche (esplicando in qualche modo la vera natura del rapporto tra lui e Mimi, “Avevo sempre sospettato che fosse estremamente piacevole essere umiliati da una bella donna, ma non potevo immaginare fino a che punto un uomo ne potesse essere coinvolto…”
Un simbiosi cementata dalla sessualità sfrenata, ago della bilancia del rapporto tra i due, con Mimi che si lascia andare a un rapporto di coppia totale e disinibito, sottile metafora dell’esplicazione dell’individuo attraverso quello che più di recondito esiste nella mente.

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Illuminante è la lunga descrizione che Oscar fa di una delle esperienze vissute dalla coppia:
Le stagioni venivano e passavano.. il volto di Mimi per me nascondeva sempre mille misteri, il suo corpo mille dolci promesse.. ma nel mio inconscio si affacciava di tanto in tanto la paura inconfessata che la nostra relazione fosse ormai arrivata al culmine e che da quel momento in poi potesse cominciare il declino. Poi accadde qualcosa una cosa che avrebbe messo tutto su un piano completamente diverso. Eravamo a Kitzbuhe in vacanza a sciare, avevo affittato uno scialè, era una notte particolare in casa stavamo caldi e comodi, grandi e pesanti fiocchi di neve volteggiavano dolcemente nell’oscurità, dietro ai vetri appannati, nessuna luce.. solo quella del televisore. Mimi stesa sul pavimento con solo una t-shirt intenta a guardare un vecchio serial americano doppiato in tedesco e io sulla poltrona che la fissavo perso in una specie di intontito stupore. All’improvviso lei si alza si avvicina al televisore, allarga le gambe e piscia sullo schermo come se volesse cancellarlo.. è stato come se il tempo si fosse fermato. Sono rotolato giù dalla poltrona e ho strisciato verso di lei fino ad infilarmi tra le sue gambe e mi sono rigirato, sono stato subito investito da quella calda dolcissima dorata cascata che mi inondava le guance, che mi riempiva le narici e mi pungeva gli occhi, finché qualcosa mi è scoppiato nel cervello con l’intensità di una scarica di multi mega volt… un lampo accecante mi ha oscurato completamente la vista ma ho avuto il più sublime, incredibile orgasmo della mia vita! È stato come se una lama infuocata mi trapassasse più e più volte, era il mio Nilo, il mio Gange, il mio Giordano, la mia fonte di giovinezza, il mio secondo battesimo.

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Leggendo le varie recensioni al film mi sono imbattuto in alcune in cui si puntava l’indice su un presunto discorso nichilista sul matrimonio fatto dal regista; a mio parere è una lettura errata, in quanto Polanski parla di due coppie e non generalizza o estende quelle che sono due situazioni specifiche ad un discorso più ampio sulla crisi della coppia.
Mimi e Oscar sono una coppia assolutamente particolare, Nigel e Fiona sono una coppia assolutamente normale, una coppia borghese senza più stimoli, probabilmente, ma che dall’incontro con quella che possiamo definire perversione di coppia costituita da Mimi e Oscar uscirà probabilmente rafforzata e con nuova linfa.
Polanski chiama ad interpretare il difficilissimo e scabroso ruolo di Mimi la bella e misteriosa oltre che sensuale Emmanuelle Seigner, già diretta in Frantic; l’attrice francese con la sua carica enorme di sensualità ripaga tutti con un’interpretazione magistrale.
Forse non è una grande attrice, come sottolineano alcuni detrattori, ma ha una carica erotica, un modo di guardare che colpiscono senza pietà, una sorta di sessualità quasi animale che traspira da ogni parte del suo corpo.

Il resto del cast lavora con molta efficienza; bene Coyote, benissimo Kristin Scott Thomas, indecifrabile Hugh Grant che ha una scusante.
Il suo è il ruolo di un voyeur uditivo, penalizzato anche dalla mancanza di una personalità definita e di un ruolo attivo nel film.
Menzione particolare per le musiche di Vangelis, puntuali e claustrofobiche.
Un film da vedere assolutamente.

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Il regista Roman Polanski sul set del film

Luna di fiele
Un film di Roman Polanski. Con Kristin Scott Thomas, Peter Coyote, Hugh Grant, Emmanuelle Seigner, Victor Banerjee Titolo originale Bitter Moon. Drammatico, durata 142 min. – Francia, Gran Bretagna 1992.

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Luna di fiele banner personaggi

Hugh Grant: Nigel
Kristin Scott Thomas: Fiona
Emmanuelle Seigner: Mimi
Peter Coyote: Oscar
Victor Banerjee: Mr. Singh
Sophie Patel: Amrita Singhr

Luna di fiele banner cast

Regia     Roman Polanski
Soggetto     Pascal Bruckner (romanzo)
Sceneggiatura     Roman Polanski, Gérard Brach, John Brownjohn
Produttore     Roman Polanski, Alain Sarde (coproduttore)
Produttore esecutivo     Robert Benmussa
Casa di produzione     R.P. Productions, Timothy Burrill Productions, con la partecipazione di Les Films Alain Sarde e Canal+
Fotografia     Tonino Delli Colli
Montaggio     Hervé de Luze
Musiche     Vangelis
Scenografia     Willy Holt, Gérard Viard
Costumi     Jackie Budin

Luna di fiele banner citazioni

Ogni rapporto tra uomo e donna, anche se armonioso, ha in se il seme della farsa o della tragedia. (Oscar)
Era inutile… Non riuscivo a scrivere, non riuscivo a dormire, non riuscivo a togliermela dalla testa! Lei era là da qualche parte.. la mia strega con le scarpe da ginnastica bianche.. Ma dove? (Oscar)
Parigi… la città dei miei sogni! Hemingway, Miller, Scott Fitzgerald… ero deciso a seguire le loro orme.. forse anche troppo deciso per le mie capacità, perché probabilmente tutto questo ha ucciso in me ogni traccia di originalità, se mai l’ho avuta. (Oscar)
Io non so nemmeno chi sei Nigel, ma non so perché ho la sensazione che tu sia l’ascoltatore che cerco da tanto tempo, spero che troverai interessante la mia storia. Capisco che è difficile essere partecipi a qualcosa che non ti riguarda… o forse ti riguarda già. (Oscar)
Sì… l’eternità per me è cominciata una giornata d’autunno a Parigi, sul vecchio autobus 96 che fa il percorso da Montparnasse a Port De La Gare. (Oscar)

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Locandina spagnola

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novembre 7, 2011 Posted by | Capolavori | , , , , | Lascia un commento