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I cannibali

Milano è una città le cui strade sono disseminate di corpi che giacciono riversi sull’asfalto e sui marciapiedi; il regime totalitario che domina crudelmente il paese, vuole che i corpi dei dissidenti, di coloro che protestano contro il regime siano lasciati a marcire per le strade, come monito per coloro che nutrono sentimenti anti potere. Ma Antigone, giovane borghese, non ci sta e si ribella al diktat delle autorità;

Pierre Clementi e Britt Ekland

vorrebbe seppellire il corpo di suo fratello, ma nella lotta è sola. A darle una mano non c’è nessuno; i suoi famigliari hanno paura, sono pavidi, Emone, il suo fidanzato, è un esponente di quel potere che tanti lutti ha seminato. E la gente, per strada, si abitua ben presto all’orrida visione di quei corpi abbandonati, e sfila di fianco con indifferenza, quasi fossero un arredo urbano. Ma ad aiutare Antigone arriva un misterioso giovane,


Britt Ekland è Antigone

Tiresia, comparso misteriosamente sulle rive del mare,che parla una strana lingua, ma che sembra condividere le idee della ragazza. I due, sfidando il potere costituito, iniziano a raccogliere i corpi per dare loro degna sepoltura; ma la loro attività, alla fine, diviene sospetta, e i due vengono catturati. Pestata a sangue, la ragazza resiste all’interrogatorio, mentre Tiresia, munito di una sua foto, si aggira sperduto nella città mostrando la foto di Antigone ai passanti indifferenti, seguito come un’ombra dalla polizia che cerca eventuali contatti dei due sovversivi. Portata in piazza, scortata da camionette della polizia e da cittadini,

Antigone scorge tra la folla Tiresia e gli va incontro. I due vengono falciati da una raffica di mitra; ma la loro non è stata una morte vana. Alcuni giovani, caricati i corpi dei caduti in spalla, portano i morti verso il bosco, per una degna sepoltura. Il potere ha perso, alla fine “Sicchè, signorina, lei fa parte di un gruppo rivoluzionario fuori dal nostro controllo“, chiedono i potenti alla ragazza, mentre sorseggiano alcolici e la guardano come fosse un raro esemplare. Un potere cieco, arrogante, come del resto lo è sempre. Un potere che perde anche il briciolo di umanità individuale, e che si riduce ad un’ostentazione della forza come supremo atto di oppressione. Liliana Cavani modernizza il mito dell’Antigone sofoclea e attraverso un complesso simbolismo, spesso difficile da interpretare, lo modernizza e lo trasporta ai giorni nostri, con un attacco violento al potere, visto come un sistema ottuso guidato da ottusi.

Se il messaggio è chiaro e forte, altrettanto non lo sono alcuni passaggi del film, che comunque matiene una carica corrosiva molto forte. Bravissimi gli attori impegnati, Pierre Clementi, assolutamente perfetto nel ruolo di Tiresia e la bella Britt Ekland nel ruolo di Antigone, così come davvero bravo e sobrio è Thomas Milian nel ruolo di Emone.

Film difficile,bandito ormai da tantissimi anni dagli schermi, venne contestato da larga parte dei soliti critici, che peccarono non solo di superbia, ma anche di un’insopportabile spocchia; il film non è astruso, anzi, nei suoi temi di fondo è fin troppo chiaro.

Ma la Cavani, avolte, ricorre ad un complesso simbolismo, e allora il critico saccente, non sapendo che pesci prendere, stronca la pellicola come velleitaria. In effetti non è così, come già detto; le chiavi di lettura sono quelle esposte, e se poi la Cavani usa ogni tanto immagini o situazioni criptiche, fa un peccato veniale davanti alla gran forza del film, alla sua denuncia del potere, che nel cinema viene (diciamo anche più veniva) messo alla berlina con l’ironia piuttosto che con il vigore e con la forza che usa la Cavani.

Un grande film, complesso, bello, intelligente; purtroppo assolutamente introvabile e sopratutto mai trasmesso dalle tv.

I cannibali, un film di Liliana Cavani. Con Britt Ekland, Tomas Milian, Delia Boccardo, Marino Masé, Pierre Clémenti, Sergio Serafini, Antonio Piovanelli, Carla Cassola, Francesco Leonetti, Cora Mazzoni, Francesco Arminio, Giancarlo Caio, Alessandro Cane, Massimo Castri, Giampiero Frondini
Drammatico, durata 87 min. – Italia 1969.

Britt Ekland: Antigone
Pierre Clémenti: Tiresia
Tomas Milian: Emone
Francesco Leonetti: primo ministro
Delia Boccardo: Ismene

 

Regia Liliana Cavani (Aiuto regista Gianni Amelio)
Soggetto Antigone di Sofocle
Sceneggiatura Liliana Cavani, Italo Moscati, Fabrizio Onofri
Produttore Doria, Bino Cicogna per Doria San Marco Film
Distribuzione (Italia) Euro International Film
Fotografia Giulio Albonico
Montaggio Nino Baragli
Musiche Ennio Morricone
Scenografia Ezio Frigerio
Costumi Ezio Frigerio

settembre 4, 2009 Posted by | Capolavori | , , , | 1 commento

Liberi, armati, pericolosi

Liberi,armati,pericolosi locandina

La giovane Lea si reca in commissariato per denunciare la probabile rapina di tre suoi amici, il biondo, Giò e Luis (quest’ultimo è il suo ragazzo) ai danni di un distributore di benzina nel centro di Milano. Il commissario decide di ascoltare la ragazza, che ha assicurato che i tre non sono pericolosi, e che hanno intenzione di fare la rapina con un’arma giocattolo; così si apposta con i suoi uomini davanti alla stazione di servizio.

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Eleonora Giorgi è Lea

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Thomas Milian

Ma le cose vanno diversamente; il biondo spara sul benzinaio, e nel conflitto a fuoco che segue vengono uccise altre tr persone. I tre riescono a  fuggire, e da quel momento ha inizio una drammatica corsa contro il tempo per fermare i tre giovani delinquenti, che si lasciano alle spalle una lunga scia di sangue. Giò e il biondo rapinano una banca, uccidendo una guardia, e subito dopo si recano da un loro amico, a capo di una gang di giovinastri e assieme progettano un colpo ad un supermercato.

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A sinistra:Max Delys è Luis

Liberi,armati,pericolosi 2Stefano Patrizi è Il biondo

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Qui, subito dopo la rapina, Giò e il biondo massacrano i loro compagni di malefatte, e fuggono verso la campagna, dopo aver prelevato da casa la giovane Lea. Ma la loro fuga termina in un boschetto, dove, dopo aver ucciso una coppia di turisti e un guardiacaccia, vengono circondati dalla polizia, con prevedibile dramma finale.

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Liberi,armati, pericolosi non è un film poliziesco, quanto piuttosto un noir con evidenti intenti moralistici. Ed è quest’ultima prerogativa quella che urta di più nell’economia di un film che già di per se è infarcito di luoghi comuni da vendere. A parte l’assoluta improponibilità della trama, con i tre teppistelli che seminano sangue senza che la polizia possa in qualche modo fermarli, che rapinano una banca gettando poi i soldi della rapina dai finestrini dell’auto in mezzo ad un mercato, quello che urta ancor più sono alcuni dialoghi da far accapponare la pelle.

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Come quello tra il commissario (un Thomas Milian a disagio) e i tre genitori dei ragazzi, ai quali ammanisce una ramanzina degna di miglior causa; altra ridicolaggini del film sono evidenti anche in presa diretta, come la sequenza dell’elicottero che intercetta i giovani in un campo; Luis e Giò sono visibilissimi nella ripresa dall’alto, visto che sono all’interno di una capanna senza pareti. Ebbene, l’elicottero si lascia sviare dal biondo che simula un amplesso con Lea…mentre i due rimangono tranquillamente in bella vista nella capanna.

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Dialoghi surreali a parte, e improbabilità della trama anche, quanto meno ci si consola con le sparatorie a go go, con gli inseguimenti, ben girati, e con il ritmo della pellicola. Perchè, per il resto, tutto è davvero poca cosa. I tre attori, Max Delys (il solito divetto dei fotoromanzi diventato attore), Stefano Patrizi e Benjamin Lev sono davvero espressivi come cariatidi del Partenone. si salva Eleonora Giorgi, sicuramente di ben altro livello rispetto ai tre, e in qualche modo un imbarazzatissimo Thomas Milian, che recita la famosa paternale in modo tanto irruento da renderla ancora più surreale.

Diretto da Romolo Guerrieri, Liberi armati pericolosi è un prodotto tipico del B movie italiano degli anni settanta, pieno di predicozzi, situazioni accennanti alla realtà violenta di quegli anni, sparatorie a volontà, polizia inefficiente, violenza gratuita e tutto il corollario di denunce sulla società degli anni di piombo, viste però con intenti moraleggianti, poco concreti e sopratutto con un linguaggio a tratti becero, a tratti improbabile e sguaiato.

Liberi, armati, pericolosi un film di Romolo Guerrieri. Con Eleonora Giorgi, Benjamin Lev, Thomas Milian, Stefano Patrizi, Max Delys, Venantino Venantini, Salvatore Billa, Gloria Piedimonte, Diego Abatantuono, Giorgio Locuratolo
Poliziesco, durata 91 min. – Italia 1976

Liberi armati pericolosi foto banner PROTAGONISTI

Stefano Patrizi: Mario “il biondo”
Max Delys: Luis
Benjamin Lev: Giò
Eleonora Giorgi: Lea
Tomás Milián: Commissario
Diego Abatantuono: Lucio

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Regia Romolo Guerrieri
Soggetto Giorgio Scerbanenco, Fernando Di Leo
Sceneggiatura Nico Ducci, Fernando Di Leo
Produttore Marcello Partinie, Ermanno Curti
Fotografia Erico Menczer
Montaggio Antonio Siciliano
Musiche Enrico Pieranunzi, Gianfranco Plenizio
Scenografia Francesco Cuppini
Costumi Giulia Mafai

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luglio 3, 2009 Posted by | Drammatico | , , , , , | 1 commento