Milano calibro 9


Milano calibro 9 ,locandina

All’ uscita dal carcere, dove è stato rinchiuso per tre anni, Ugo Piazza, corriere clandestino di valuta, trova ad attenderlo i rappresentanti dei due lati opposti della società.
Da una parte ci sono Pasquale, Rocco e Nicola, emissari della malavita agli ordini dell’Americano, dall’altra un commissario di polizia, brutale e violento, uno di quelli che credono che la giustizia si possa somministrare solo con le cattive.

Milano calibro 9 ,12
Gastone Moschin è Ugo Piazza

I tre uomini sono stati mandati dal loro capo perchè l’uomo è convinto che Ugo, catturato durante lo scambio di valuta, si sia impossessato di trecento milioni frutto dello scambio mai avvenuto; dall’altro il commissario ha fiutato in qualche modo il coinvolgimento di Piazza in affari poco puliti.
Ugo viene violentemente pestato dai tre, con l’ordine di presentarsi al più presto dall’Americano: dopo essere stato in questura a denunciare lo smarrimento dei documenti, Ugo trova alloggio presso una piccola pensione,dove viene nuovamente sorpreso dalla banda dell’Americano, che lo trovano in compagnia di una prostituta.

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Mario Adorf è Rocco Musco

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Gli uomini, dopo aver devastato la sua stanza, alla ricerca del denaro, gli rinnovano l’invito a recarsi dal loro capo.
Ugo è ormai allo sbando; non ha un posto dove rifugiarsi e non ha più soldi. Decide così di chiedere aiuto a Don Vincenzo  e a suo nipote Chino, vecchi amici. Ma ancora una volta arrivano gli emissari dell’Americano, olo che questa volta al fianco di Ugo c’è Chino, abile nel pugilato. I due mettono in fuga gli uomini dell’Americano, e Ugo decide di andare a trovare la sua donna, Nelly, che lavora in un night club. Alla donna l’uomo racconta le sue vicissitudini, oltre al fatto di non essere in possesso dei soldi che l’Americano cerca.

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A questo punto il passo successivo di Ugo è quello di recarsi dall’Americano, al quale racconta la versione della storia già detta a Nelly. L’Americano, anche se non convinto del tutto che Ugo dica la verità, lo prende al suo servizio, anche per poterlo controllare meglio.
Ma a questo punto le cose si complicano; con una mossa a sorpresa, Ugo inizia a instillare nel capo il dubbio che a commettere il furto dei 300 milioni possano essere stati proprio i suoi fedelissimi, Rocco e Pasquale. E’ l’inizio di un sanguinoso regolamento di conti, in cui vengono utilizzate anche le bombe pur di arrivare a scoprire i veri autori del furto; Ugo, sempre pedinato dagli uomini del commissario, convince Don Vincenzo e Chino ad aiutarlo nella vendetta contro l’Americano. ma quest’ultimo, che sta facendo piazza pulita a Milano, uccide Don Vincenzo. Chino e Piazza, armati fino ai denti, sterminano la banda dell’Americano, e durante la sparatoria anche Chino cade colpito a morte.

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Ugo Piazza ora è libero di muoversi; recupera i soldi che aveva davvero rubato e torna a Milano, dove viene però fermato dalla polizia e interrogato dal commissario Mercuri, collega dell’altro commissario, un uomo decisamente più ligio alla legge e rispettoso dei diritti dei cittadini. Dopo aver interrogato i pochi superstiti dell’assalto alla villa dell’Amerikano, poichè nessuno conferma la presenza di Piazza durante la sanguinosa sparatoria, il commissario lascia libero Piazza, che a questo punto sembrerebbe aver avuto partita vinta.
Ma le sorprese non sono finite……….

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Nelle due foto: una splendida Barbara Bouchet è Nelly

Mlano calibro 9, di Fernando Di Leo, è un film a metà strada tra il noir e il poliziesco. Violentissimo, teso, complicato da una trama sorprendente, è di sicuro il miglior film del genere poliziottesco degli anni settanta.
Grazie alla sontuosa recitazione degli attori del cast, alla bellissima colonna sonora di Bacalov e degli Osanna, il film ha una tensione continua e senza cedimenti, che ne fanno a buon diritto, il miglior film della produzione di Di Leo.Un film che mescola anche il conflitto tra i due commissari come semplificazione della situazione corrente all’epoca, con le due scuole di pensiero, violenza contro violenza e visione a più ampio raggio dei fenomeni ad essa collegati. Un film molto ambizioso, che però una volta tanto centra quasi tutti gli obiettivi prefissati.

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Larga parte del merito va ovviamente al romanzo di Scerbanenco; il titolo, ripreso dalla raccolta di romanzi dello scrittore di Kiev, viene però ripreso con un’atmosfera dark che riesce a rendere vivida l’azione, trasformando il film in una serrata lotta senza esclusione di colpi, con sullo sfondo una Milano assente, immersa nella sua vita ad alta velocità, percorsa da centinaia di migliaia di persone quasi disinteressate a tutto ciò che accade attorno.

Grande prova di Gastone Moschin, un ottimo Ugo Piazza, bravissimo Mario Adorf nel ruolo di Rocco; poi, attorno, il cast costruito attorno all’Americano, Lionel Stander , forse il personaggio meno credibile della storia, nel senso dell’interpretazione. Il ruolo dell’Americano Stander lo svolge con diligenza ma in modo appena sufficiente. Molto bene i due commissari, Luigi Pistilli e Frank Wolff.

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Bene anche Barbara Bouchet, uno dei tanti personaggi negativi della storia, una Nelly però credibile nel ruolo dell’angelo infernale. Infine nota di merito anche per Ivo Garrani, un ottimo Don Vincenzo, e il solito, inappuntabile Philippe Leroy.

Milano calibro 9, un film di Fernando Di Leo. Con Mario Adorf, Philippe Leroy, Barbara Bouchet, Frank Wolff, Lionel Stander, Gastone Moschin, Ivo Garrani, Fernando Cerulli, Luigi Pistilli, Gastone Pescucci, Ettore Geri, Sergio Serafini, Mario Novelli, Ernesto Colli, Empedocle Buzzanca, Rossella Bergamonti, Giorgio Trestini, Mauro Vestri, Omero Capanna, Fortunato Cecilia
Poliziesco, durata 101 min. – Italia 1972.

Milano calibro 9 ,banner protagonisti

Gastone Moschin: Ugo Piazza
Barbara Bouchet: Nelly Bordon
Mario Adorf: Rocco Musco
Frank Wolff: commissario di polizia
Luigi Pistilli: Mercuri
Ivo Garrani: Don Vincenzo
Philippe Leroy: Chino
Lionel Stander: l’Americano
Mario Novelli: Pasquale Tallarico
Giuseppe Castellano: Nicola
Ernesto Colli: Alfredo Bertolon
Giorgio Trestini: Franceschino

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Milano calibro 9 ,banner cast

Regia:     Fernando Di Leo
Soggetto:     Fernando Di Leo, Giorgio Scerbanenco (romanzi)
Sceneggiatura:     Fernando Di Leo
Produttore:     Armando Novelli
Casa di produzione:     Cineproduzioni Daunia 70
Distribuzione (Italia):     Alpherat S.p.a.
Fotografia:     Franco Villa
Montaggio:     Amedeo Giomini
Musiche:     Luis Enríquez Bacalov, Osanna
Tema musicale:     Milano calibro 9 (Preludio, Tema, Variazioni e Canzona)
Scenografia:     Francesco Cuppini
Costumi:     Francesco Cuppini, Marcella Moretti
Trucco:     Antonio Mura

Milano calibro 9 ,banner citazioni

“Se continua così, vedrai che fanno l’antimafia pure pe’ Milano! La chiamano mafia, ma oggi sono…sono bande. Bande in lotta e concorrenza fra di loro. La vera mafia non esiste più!”

“Tu quando incontri a uno come Ugo Piazza, il cappello ti devi levare…”

Milano calibro 9 ,banner location

MILANO: Torre Branca, Parco Sempione, da Viale Cervantes
MILANO: Viale Cervantes, Parco Sempione
MILANO: Piazza Duomo
MILANO: Viale Gorizia
MILANO: Ripa di P.ta Ticinese, Alzaia Naviglio Grande
MILANO: Naviglio Pavese, da Viale Gorizia
MILANO: Duomo, Piazza Duomo
MILANO: Stazione Centrale
MILANO: Carcere San Vittore, P.zza Filangieri 2
MILANO: Carcere San Vittore, Via degli Olivetani
MILANO: Carcere San Vittore, Via degli Olivetani ang. Via G.B. Vico
MILANO: P.zza XXIV Maggio, ang. Viale Gorizia
MILANO: Chiesa S.ta Maria delle Grazie al Naviglio, Alzaia Naviglio Grande 34
MILANO: Ripa di Porta Ticinese, altezza # 5
MILANO: Ripa di Porta Ticinese 5
MILANO: Torre Velasca, P.zza Velasca
MILANO: P.zza Velasca
MILANO: P.zza Duca D’Aosta, Stazione Centrale
MILANO: Via Paolo da Cannobio

2 Risposte

  1. Film disponibile in DVD. Magari lo prendo… 😉

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