Stangata in famiglia


Stangata in famiglia locandina

Il commendator Piero Brambilla, un funzionario del ministero delle finanze, vive da vedovo in un appartamento condiviso dalle sue due figlie, dal cognato pugliese Nicola e dalla figlia di quest’ultimo Sabina.
Il menage famigliare si rivela troppo esoso per le sue tasche, così quando un suo superiore gli propone di aumentare le entrate Brambilla accetta senza discutere; dovrà occuparsi d’ora in poi di accertamenti finanziari sul tenore di vita di presunte massaggiatrici, di sedicenti estetiste che secondo il ministero delle finanze traggono i loro guadagni in maniera illegale, sottraendo così il loro patrimonio alla giusta tassazione.

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Lino Banfi e Piero Mazzarella

Brambilla inizia un tour presso varie professioniste, nel corso del quale si renderà conto del sottobosco che governa il mondo nascosto al pubblico ( e alle finanze) delle sedicenti professioniste.
Molte di loro in fatti praticano massaggi molto particolari, altre ancora si prostituiscono.

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Brambilla, che è persona sostanzialmente ingenua ed onesta, racconta i particolari delle sue “indagini” ai famigliari che, allettati dai facili guadagni, decidono di mettere su un fiorente istituto dedicato proprio a massaggi particolari con relative pratiche sessuali.

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Nel gruppo ovviamente ci sono tutti i componenti della famiglia, così quando Brambilla si troverà casualmente a indagare proprio sulla neonata azienda Toccasana, scoprirà amaramente che sia le figlie, che la nipote e il cognato traggono illeciti guadagni in maniera illegale.
La scoperta provoca un infarto al buon Brambilla, che appena guarito verrà spedito nella Brianza ad eseguire altri lavori.
Stangata In Famiglia , diretto da Franco Nucci nel 1976, è una commediola della equivoci abbastanza piatta e noiosetta; tutte le gag utilizzate nella commedia sanno di stantio, e la commedia è penalizzata anche dalla scelta del buon Piero Mazzarella,caratterista apprezzato in tanti film della commedia italiana, assolutamente inadatto a ruoli di primo piano.

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Femi Benussi

L’ingenuità del commendator Brambilla è così resa in maniera poco credibile da un attore come Mazzarella che ha un volto ormai etichettato come quello del furbetto del cinema e appare quindi assolutamente fuori ruolo in virtù del fatto di non appartenere al gotha degli attori.
Molto meglio sarebbe stato affidare il ruolo del “commenda” a Lino Banfi, che viceversa interpreta Nicola, un meridionale sanguisuga che vive alle spalle del Brambilla ( ancora una volta un clichè stantio, quello del meridionale parassita), apostrofato dal Brambilla con il solito e triste “maledetto di un terun”
Banfi, che nel film si chiama Zagaria (suo vero nome) si sacrifica in un ruolo minore, apportando poco all’economia generale del film, così come del tutto irrilevante la presenza di Femi Benussi, una volta tanto insolitamente vestita nel ruolo di Margherita, (una massaggiatrice) e  Marisa Merlini, che a metà anni settanta comparve in numerose pellicole a sfondo semi erotico.

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Nel gineceo femminile compaiono anche Patrizia Gori, la bellissima Helene Chanel nel ruolo di una massaggiatrice/prostituta francese e la futura annunciatrice televisiva Gabriella Golia.
Purtroppo il livello delle gag e delle situazioni comiche è a metà strada tra il pecoreccio e la pochade più imbarazzante:si passa dal Brambilla che va a farsi massaggiare per sondare la vera attività di una di queste pseudo professioniste e viene massaggiato da quest’ultima con i seni e che facendo finta di dormire (sic!)  assiste ad un congresso carnale della donna alla ragazza di colore che si prostituisce in casa del fidanzato, che lo accusa alla fine di essere razzista solo perchè il Brambilla va via senza consumare.

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Ancor più desolante il pistolotto finale del superiore del Brambilla che giustifica la scelta dei famigliari di quest’ultimo con le ristrettezze economiche, come se lavorare onestamente non fosse una valida alternativa al meretricio.
Aldilà di questo il film è davvero bruttino, scontato e per nulla divertente: consegnato all’oblio è stato riesumato in questi ultimi anni grazie alla rivalorizzazione di Lino Banfi.

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Stangata in famiglia,un film di Franco Nucci. Con Femi Benussi, Lino Banfi, Isabella Biagini, Piero Mazzarella,Romy Shell, Marisa Merlini, Hélène Chanel, Ida Meda, Chris Avram, Patrizia Gori, Romy Schell
Commedia, durata 93 min. – Italia 1976.

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Stangata in famiglia banner personaggi

Piero Mazzarella    …     Piero Brambilla
Femi Benussi    …     Margherita
Lino Banfi    …     Nicola Zagaria
Romy Schell    …     Sabina
Patrizia Gori    …     Mariuccia
Gabriella Golia    …     Pina
Hélène Chanel    … Prostitua francese
Marisa Merlini    …     Aida
Chris Avram    …     Esposito

Stangata in famiglia banner cast

Regia     Franco Nucci
Soggetto     Franco Nucci
Sceneggiatura     Franco Nucci, Ciro Boglioni
Produttore     Rodolfo Putignani
Distribuzione (Italia)     Interfilm CAD
Fotografia     Enzo Oddone
Montaggio     Enzo Monachesi
Musiche     Mino Reitano, Franco Reitano

Le recensioni qui sotto appartengono al sito http://www.davinotti.com

TUTTI I DIRITTI RISERVATI


Si guarda perché c’è il grande (e grosso) Mazzarella, che si fa pure piazzare le mani delle massaggiatrici in mezzo alle gambe! Ma la vicenda è ripetitiva, lenta, solo qua e là leggermente rischiarata da trovatine. Paragonate alle altre “massaggiatrici” che recitano, la Benussi e la Merlini paiono la Duse e la Hepburn. Il film colpisce, più che altro, per il doppiaggio incredibilmente asincrono e per l’esposizione da primato della Pejo. Finale parzialmente telefonato, parzialmente no. C’è Gabriella Golia.

Se non fosse per la curiosità generata da un cast in grado di ammaliare (Banfi prima maniera, Gabriella Golia al suo unico film, la Benussi e Patrizia Gori: l’anno prima vittima di Eastman in Emanuelle e Françoise (le Sorelline), dopo la comparsata in Un urlo dalle tenebre), Stangata in famiglia potrebbe essere archiviato tranquillamente tra i titoli meno riusciti della commedia (sexy) italiana: eppure qualche sana risata la strappa grazie alla naturale interpretazione di Piero Mazzarella e di un Banfi “perduto” tra le tante “venditrici d’amore”.

Film appartenente al genere commedia sexy, poco sexy e per niente comico. I bravi Mazzarella e Banfi non bastano a risollevare una commediuccia che fa acqua da tutte le parti. Il cast femminile è mediocre, eccetto la Merlini e la sempre bella Benussi.

3 Risposte

  1. Filmettino sexy con poco interesse,ma Mazzarella è simpatico,anche se ripetitivo,così come il buon Lino Banfi è troppo isolato:sembra quasi che tutti gli volessero rubare la scena(non è protagonista,però..).Gabriella Golia,sarà stata anche una simpatica e molto carina (davvero tanto!)annuciatrice Mediaset anni 80-90,ma recitare non era sua cosa,mentre la Benussi,la Merlini e la Biagini fanno quel che possono,stesso dicasi della bella Patrizia Gori.A proposito della Gori:che fine a fatto?

  2. Insomma come la Czmerys,la Dionisio,la Fani e tante altre.Certo che è un grande peccato eh..

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