La ragazza di nome Giulio


La ragazza di nome Giulio locandina

Un film controverso, La ragazza di nome Giulio. Tratto dall’omonimo romanzo di Milena Milani , uscito nel 1964 e subito sequestrato per oltraggio al pudore, costò alla sua autrice un processo che in prima battuta la vide condannata a sei mesi di reclusione mentre il libro finì per essere ritirato dal commercio, salvo poi l’anno successivo vedere ribaltata la sentenza perchè vennero riconosciuti, al romanzo stesso meriti artistici.

Il perchè del furore iconoclasta della censura sta tutto nella storia che racconta la Milani ovvero quella di Giulio, ragazza di ottima famiglia che viene iniziata al sesso dalla sua governante, scoprendo in seguito non solo di non essere capace di provare piacere, ma di non sapere amare.
Una tematica forte, per un’Italia ancora bacchettona, quella che copriva le gambe delle gemelle Kessler e di Abbe Lane, un’ Italia in pieno boom economico ma dalla morale ristretta, pesantemente condizionata da valori etici trasmessi in primis dalla chiesa.

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Silvia Dionisio

Quando il regista Tonino Valerii prese in mano il soggetto e decise di ridurlo cinematograficamente i tempi erano cambiati; l’Italia era diventata adulta dopo il 68 che aveva pesantemente modificato il concetto di morale e dopo il punto di svolta coinciso con l’autunno caldo, le lotte operaie e sopratutto la strage di Piazza Fontana che traghettò il paese negli anni di piombo.
Valerii, regista capace e intelligente, scelse di non modificare sostanzialmente l’assetto del libro, riproponendo la storia di Giulio e adattandola sulle caratteristiche di Silvia Dionisio, la giovane protagonista del film.
La storia narra le vicende di una giovane che, in memoria di suo padre, ha scelto di chiamarsi Giulio.
Un nome maschile, che sembra già presagire una difficoltà di contatti con il mondo femminile; cosa che puntualmente si avvererà quando Giulio verrà iniziata (un po volontariamente, un po no) ai piaceri saffici da Lia, la governante di casa. Giulio non è protetta abbastanza nella fase più delicata della sua vita, nel passaggio cruciale dall’adolescenza alla maturità.
Sua madre Laura è una donna sempre indaffarata e dal carattere frivolo, così Giulio si ritrova in balia della governante, che la seduce.
Ma l’influenza di Lia non è solo sessuale; la donna plagia Giulio mettendola in guardia dal pericolo rappresentato dagli uomini, descritti come esseri brutali interessati solo al sesso e incapaci di sentimenti.

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Il celebre soprano Anna Moffo

Il tempo passa e Giulio si lega controvoglia a Lorenzo, un giovane timido e riservato.
Ma la ragazza vuol provare a costruire un rapporto con gli uomini, così un giorno, seguendo la sua nuova cameriera la spia mentre ha un rapporto carnale in riva al mare.
Dopo di che corteggia il giovane fidanzato di quest’ultima, Amerigo, per sedurlo e scoprire così l’amore eterosessuale.
Ma l’esperienza con il giovane meccanico, così differente da lei per cultura e ceto sociale si dimostra fallimentare; lungi dal provare piacere Giulio si convince di non essere capace nemmeno di amare.
L’incontro con un prete lascia i problemi inalterati e Giulio sceglie di concedersi ad altri uomini per pura scommessa con se stessa; nemmeno l’incontro con Franco, un giovane pittore che le presenta la sua ex amante e governante Lia risolve i problemi psicologici di Giulio che alla fine compirà un gesto estremo.
Ucciderà colpendolo nelle parti intime un occasionale amante con il quale, inutilmente, ha tentato di avere un rapporto.
Valerii cerca di descrivere le ansie e le pulsioni di Giulio attraverso un’opera d’ambientazione, in cui il morboso (rappresentato da Lia), l’amore (il giovane Lorenzo), la sessualità pura (Amerigo) vengono descritti in maniera altalenante.

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La bellissima e giovane Silvia Dionisio, algida e fredda come il marmo, sembra incarnare perfettamente lo spirito confuso di Giulio, alla ricerca di una difficile identità sia sessuale che psicologica.
Ma se il personaggio di Giulio è ben caratterizzato dalla bellissima e capace attrice romana, il film in se mostra preoccupanti sbandamenti e strappi nella sceneggiatura; i turbamenti di Giulio, così ben descritti nel libro finiscono per essere accantonati a tutto vantaggio della storia, che ci mostra il percorso di vita della ragazza attraverso tutti i fallimentari incontri e le altrettanto fallimentari esperienze che collezionerà prima del finale drammatico, in cui la sua incapacità di relazionarsi sentimentalmente e sessualmente esploderà in un omicidio che ha del rituale, con quelle coltellate studiate a tavolino (Giulio ha un coltello negli stivali, quindi medita l’omicidio) inferte all’incolpevole vittima proprio nelle parti intime, quasi a suggellare il rapporto di odio della ragazza.
Che appare affetta da un’autentica fobia per il fallo maschile, originata in parte dall’educazione sentimentale di Lia, la governante che non si fa scrupoli di sedurla e iniziarla all’omosessualità.

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Il rapporto saffico tra Giulio e Lia

Il film pertanto ondeggia, si barcamena, rischia di affondare e alla fine si salva perchè Valerii è un professionista, perchè nel cast ci sono fior di caratteristi e perchè la trama sostanzialmente ha un fascino che vira dal morboso al drammatico.
Purtroppo alcune sequenze del film sono davvero noiose; l’ossessiva ricerca della propria sessualità porta Giulio attraverso situazioni descritte con una lentezza spesso esasperante, così come poco convincente appare l’alternarsi tra il dramma esistenziale di Giulio e il modo in cui l’affronta.
C’è da dire però che in qualche modo Valerii riesce ad esprimere ciò che circonda la ragazza attraverso immagini a tratti equilibrate; il complesso rapporto con la madre praticamente assente e troppo presa da se stessa, con il fidanzato troppo serio, con un mondo rigidamente costruito sul mito di se stesso come quello della buona borghesia sono descritti in maniera diseguale ma non priva di fascino.

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Anna Moffo

Ma si ferma tutto qui; nel film come già detto manca profondità al personaggio di Giulio, che paradossalmente è ottimamente recitato dalla Dionisio che però alla fine trasmette solo gelo.
Ben diversa la prestazione attoriale della grande soprano Anna Moffo, attrice molto espressiva e donna dal fascino sottilmente morboso e sensuale.
Nei panni di Lia, la Moffo da corpo ad un personaggio credibile e ben tratteggiato, riuscendo alla fine vincitrice da un ipotetico confronto con Silvia Dionisio.
Bene anche Esmeralda Ruspoli, che interpreta la madre di Giulio, donna troppo presa dal suo ruolo sociale e dal suo egoismo per interessarsi alle vicende personali di quella sua strana figlia mentre nel cast troviamo anche ottimi attori come Malisa Longo

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Malisa Longo

(la splendida cameriera a cui Giulio ruba temporaneamente il fidanzato), Gianni Macchia che veste i panni di Franco il giovane pittore che inutilmente proverà a costruire un rapporto con Giulio mentre in parti marginali compaiono Riccardo Garrone, che interpreta il ginecologo che Giulio interpella per scoprire eventuali problemi fisici e Umberto Raho, il prete che lungi dal risolvere i problemi della ragazza le creerà ancor più confusione e che la destabilizzerà ulteriormente.

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Piccolo spazio per John Steiner, che interpreta Luciano e che compare verso la fine, giusto in tempo per pagare incolpevolmente il fio di essere uomo; Giulio lo ucciderà simbolicamente e fisicamente, incapace com’è di trovare un equilibrio impossibile.
In sostanza il film di Valerii vale una visione, sopratutto perchè ci mostra un tentativo coraggioso di uscire dagli schemi e raccontare una storia di omosessualità e frigidità in un periodo storico in cui questi argomenti erano tabù. Bella la fotografia e la location, una Venezia discreta e inquadrata lo stretto necessario; per una volta la meravigliosa città veneta non assurge al ruolo di protagonista assoluta ma resta in disparte, quasi sonnacchiosa a fare da semplice sfondo al dramma esistenziale di Giulio.
La ragazza di nome Giulio è disponibile in divx su You tube al link http://www.youtube.com/watch?v=47RpJxCl2Ag

La ragazza di nome Giulio
Un film di Tonino Valerii. Con Malisa Longo, Gianni Macchia, Silvia Dionisio, Anna Moffo, Esmeralda Ruspoli, Riccardo Garrone, Ivano Staccioli, Umberto Raho, Roberto Chevalier, John Steiner, Raul Martinez, Livio Barbo Drammatico, durata 103′ min. – Italia 1970.

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La ragazza di nome Giulio banner personaggi

Silvia Dionisio … Giulio
Anna Moffo ….Lia, la governante
Gianni Macchia … Franco
Esmeralda Ruspoli … Laura, madre di Giulio
Maurizio Degli Esposti … Lorenzo
John Steiner … Luciano
Livio Barbo … Amerigo
Roberto Chevalier … Camillo
Malisa Longo …. La cameriera
Riccardo Garrone….Il ginecologo
Umberto Raho …Il prete
Ivano Staccioli … Il professore

La ragazza di nome Giulio banner cast

Regia Tonino Valerii
Romanzo Milena Milani
Sceneggiatura Marcello Coscia,Bruno Di Geronimo,Mauro Di Nardo,Francesco Mazzei
Produzione: Francesco Mazzei
Musiche: Riz Ortolani
Montaggio: Stelvio Massi
Editing: Franco Fraticelli

La ragazza di nome Giulio banner romanzo

“Da molto tempo io avevo deciso questa cosa.
L’avevo decisa, ma non lo sapevo; come del resto non sapevo nemmeno che razza di cosa era. Io continuavo a fare quello che fanno tutti, come mangiare, dormire, vestirmi, passeggiare e parlare e anche innamorarmi.
Il venticinque agosto di quest’anno è successo che io ho capito questa cosa. Racconterò tutto di questo venticinque agosto. È una giornata che è stata lunga, piena di avvenimenti. Può darsi che questo racconto sul venticinque agosto di quest’anno mi occupi molto tempo.
Io concepisco le cose brevi, che si risolvono con facilità. Le conclusioni ritardate mi hanno sempre fatto rabbrividire.”

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8 Risposte

  1. Dunque,io ho visto che su youtube ci sono 3 spezzoni di 7-8 minuti l’uno di questo film e gli ho visti.Il film non mi sembra male,anzi da quello che ho visto mi sembra interessante,abbastanza inquietante,misterioso in alcuni punti ma come detto ho visto si e no 20 minuti peraltro discontinui ma soprattutto con tagli evidenti proprio all’interno dei contributi youtube che circolano in rete,di cui uno evidentemente risalente a fine anni 90 registrato su Rete 4 in qualità VHS un pò sfatta.Sembra un buon film e che rapprestenti una realtà dell’epoca riguardante certi ambienti aristocratici o borghesi dove realemte accadeva questo di cui si parla e si vede all’interno del film.Insomma un triste e drammatico specchio di una società in apparenza perfettina e col loden ma poi con una retrospettiva tutta diversa.
    In questo film,in qualità di protagonista,si vede una giovanissima Silvia Dionisio che,a parte che pur avendo avuto in questo film solo 18-19 anni era già di una bellezza straordinaria,ha dimostrato di avere talento come attrice,di saper recitare cosa che tanti critici negano tacciandola come “stellina del momento e basta”come lo si può leggere da alcuni appunti anche sul web.Poi quel suo essere un pò bambolina e un pò femme fatale(mi verrebbe da dire “bambolina e barracuda” ma mi pare offensivo)in questo film mi piace da pazzi.Oltre alla Dionisio ottime prove vengono da Steiner,ma anche da Meccia e inaspettabilmente dal celebre soprano Anna Moffo la quale credo non abbia mai avuto precedenti da recitazione prima di allora.Purtroppo per poterlo vedere tutto e per bene dovrò aspettare che o le TV private locali o Mediaset alle 4 di notte lo trasmettono,anche perchè in streaming non l’ho trovato.Speriamo perchè da quel che ho visto ha uno spunto interessante.
    Ciao.

    • Purtroppo non ci sono versioni italiane decenti; però se capisci il tedesco c’è questa versione praticamente perfetta su you tube, completa e senza censure.

      Ciao 🙂

    • La Moffo prima di questo film aveva girato 13 pellicole, quindi non era una novellina; splendida la sua interpretazione in Concerto per pistola solista al fianco della meravigliosa Orchidea De Santis. In quanto alla Dionisio aveva 19 anni, ed era uno splendore 🙂

  2. Scusa no Maccia..Macchia errata corrige!

  3. No mi spiace il Tedesco non lo so,fosse stato in Inglese lo avrei capito.Comunque quelle su youtube sono una parte mezzana con la Dionisio e Macchia,una sempre con la bellissima Dionisio e la Moffo(video rimosso questo!)e una scena finale in cui appare John Steiner insieme alla Dionisio.Ripeto frammenti da 8:49 il primo l’altro di 9 minuiti e l’ultimo di una decina.Comunque grazie per il tuo contributo,per quando riguarda la traduzione saprei già come provvedere(ho un amico che fa traduzioni).
    Ciao.

  4. Ne hanno parlato molto di questo film,con una Silvia Dionisio giovanissima ma già bravissima,con ruolo da protagonista.Purtroppo,su Youtube c’è solo quella versione in tedesco che tu hai messo per quell’utente che ha scritto prima,oltre alla sola scena finale in italiano.Ho visto tutte e due,e il film,pur essendo un pò troppo introspettivo,restituisce un interpretazione profonda della Dionisio,almeno per quel che si è visto dalle espressioni della “nostra”.
    Neanche in dvd esiste questo film:sai se esiste qualche speranza di trovare una versione “home video” di questo film,logicamente in italiano(se avessi capito il tedesco non mi sarei rivolto per info,al limite avrei commentato il film).Ciao!

    • Purtroppo esiste solo la versione tedesca; o fai un corso intensivo di tedesco o pazienti (come me) per vedere una versione decente, perchè quella che circola è inguardabile. 🙂

  5. Paziento,ok va bene,anche perchè un corso di tedesco,coi tempi che corrono è piuttosto antieconomico,oddio,per la Dionisio lo avrei anche fatto;c’avessi avuto una mia indipendenza economica.Purtroppo dovrò aspettare,nulla da fare.Però ciò non toglie che almeno da questa versione ho potuto ammirare la mia amata(sic se mi sente qualcuno della sua famiglia….ahi ahi ahi…)in 4 versioni di conciatura diversa,tutte che gli stavano divinamente(oh!Incredibile:stava benissimo con tutte e 4,roba da non crederci!).Per il resto aspettiamo.Ciao.

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