Estratto dagli archivi segreti della polizia di una capitale europea


Tre ragazzi e una ragazza che ritornano da una vacanza restano a secco di benzina proprio mentre sta per scatenarsi un temporale.
I quattro si trovano in una zona semi deserta e di conseguenza cercano un riparo nell’unico posto che incontano, una villa isolata.
La sinistra dimora è abitata da una donna molto bella e misteriosa, che li accoglie ma da quel momento i quattro si troveranno prigionieri di un incubo, sopratutto la ragazza…
Trama non raccontabile, quella di Estratto dagli archivi segreti della polizia di una capitale europea a meno di non voler svelare l’unico elemento che fa da collante ad una vicenda intrisa di mistero con elementi gotici e horror.
Diretto da Riccardo Freda nel 1972, Tragic ceremony diventato in italiano Estratto dagli archivi segreti della polizia di una capitale europea è un film misconosciuto, rimasto per lunghissimi anni sepolto nelle cineteche prima di essere ripescato e trasmesso da qualche tv privata.

Luciana Paluzzi

Camille Keaton

Un film molto strano che parte come un mistery, si sviluppa come un thriller e termina come un horror, con qualche sequenza splatter messa su da Rambaldi, che crea trucchi al solito molto efficaci.
Freda girò questo film tra molte difficoltà e fu costretto ad abbandonare il set, che venne rilevato da Ratti; questo raccontano le cronache dell’epoca e possono essere delle motivazioni per la clandestinità del film stesso, che scomparve del tutto sopratutto dopo lo scarso successo del film, che venne visto da pochissimi fedeli del regista.


Il quale aveva diretto l’anno precedente il thriller L’iguana dalla lingua di fuoco, con discreto successo ma ormai lontano dallo standard qualitativo che l’aveva reso uno dei registi più interessanti dei due decenni precedenti.
Strano film, Estratto dagli archivi; immerso in un’atmosfera da incubo, ambientato pressochè totalmente in una villa che sembra nascondere oscure minacce, vive i suoi momenti migliori proprio quando crea atmosfere da incubo allacciate alla figura di Jane, l’unica donna del gruppo di amici che avrà la sventura di capitare nel posto sbagliato e che pagherà con la vita la scoperta di quello che accade nella villa misteriosa.
Strano anche per l’ambientazione gotica in epoca contemporanea; i ragazzi infatti, veri e propri hippy almeno negli atteggiamenti e nei vestiti, si ritroveranno immersi in un’atmosfera d’altri tempi, con una padrona di casa (Lady Alexander) enigmatica ed affascinante con un consorte subalterno e succube, Lord Alexander.


La storia quindi si sviluppa all’interno di questa villa misteriosa, dove accadranno fatti anche inspiegabili e non certo per questioni di trama.
Freda infatti gira un’opera che sembra più un incubo psichedelico, con richiami alla metafisica piuttosto che un film tradizionale; il tutto si condenserà alla fine in una storia dall’intreccio abbastanza improbabile ma con una sua logica anche se distorta.
Purtroppo non mi è possibile addentrarmi in spiegazioni più esaustive se non raccontando particolari che toglierebbero il gusto allo spettatore di guardare questo prodotto che ha un suo fascino sinistro.
Legato, come già detto, all’ambientazione tipica dell’horror gotico con in più una trama a tratti confusa a tratti sviante, che però troverà la sua logica conclusione in un finale che svelerà i ruoli chiave di Jane e Lady Alexander.


Nel film ci sono parti con un fascino sinistro, legate alle grandi capacità di Freda di usare la suspence anche in funzione ambientale; se il temporale è un classico molto sfruttato del cinema thriller/horror, appare funzionale alla scena in cui i giovani incontrano l’ambiguo benzinaio, così come fascinosa è la sequenza che porta Jane a scoprire quello che realmente accade all’interno della villa.
E’ la parte migliore del film, con Jane che impugna un candeliere e si immerge nella casa in penombra, che sembra presagire momenti terribili.
Ambientazione dark e gotica quindi, nella quale si muovono a loro agio le due protagoniste principali, ovvero Jane e Lady Alexander rispettivamente interpretate da Camille Keaton e Luciana Paluzzi.


La prima, nipote del grandissimo Buster fa del suo meglio per dare sostanza al personaggio di Jane che se appare priva di una psicologia profonda diventa con lo scorrere del film personaggio tragico e legato ad un destino segnato. Camille, che qualche anno dopo lavorerà nel truculento Non violentate Jennifer si era messa in mostra nell’ottimo thriller Cosa avete fatto a Solange? e in questo film conferma l’ottima impressione destata nel film di Dallamano nel quale aveva interpretato il ruolo della sventurata Solange.
Decisamente bene Luciana Paluzzi, che interpreta il ruolo chiave della storia, quello dell’enigmatica Lady Alexander; l’ex Bond girl è donna dal fascino sensuale, è elegante e sopratutto è attrice di razza.


Sacrificato nel ruolo di consorte troviamo Luigi Pistilli, la solita sicurezza mentre il resto del cast si muove con disinvoltura.
Se il film può essere giudicato positivamente, lo si deve in primis alle capacità di Freda di utlizzare la MDP con padronanza, alla sua dote specifica di creare atmosfere lugubri e avvincenti; grazie all’ottima scelta di un tema musicale davvero ispirato, composto dal bravissimo Stelvio Cipriani, almeno la parte ambientale regge e supera la sufficienza.
Lo spettatore odierno potrà trovare mille difetti e buchi nella sceneggiatura, probabilmente a ragione; ma non vanno dimenticate le peripezie del film e sopratutto l’abitudine, a tratti sciagurata, di voler cavalcare l’onda del momento.


Nel 1972 infatti siamo nel pieno del boom del thriller/giallo/horror, con decine di produzioni che si accavallano spesso però con esiti discutibili; il Freda degli anni 70 non è il massimo, nel senso che il meglio di se lo ha già dato. I 5 film successivi al già debole A doppia faccia, ultimo film del decennio sessanta, non brilleranno affatto per originalità o per interesse.
Invece questo film può meritare una visione, sopratutto alla luce della recente pubblicazione in digitale, che permette di apprezzare il gioco di ombre che Freda riesce a creare.

 

Estratto dagli archivi segreti della polizia di una capitale europea, un film di Riccardo Freda , con Camille Keaton,Luciana Paluzzi, Luigi Pistilli,Máximo Valverde,José Calvo,Irina Demick,Paul Muller Thriller-Horror Spagna-Italia 1970

Camille Keaton … Jane
Tony Isbert … Bill
Máximo Valverde … Joe
Luigi Pistilli … Lord Alexander
Luciana Paluzzi … Lady Alexander
José Calvo … Benzinaio
Giovanni Petti … Fred
Irina Demick … Madre di Bill
Paul Muller … Il dottore
Beni Deus … Ferguson

Regia: Riccardo Freda
Sceneggiatura: Mario Bianchi,José Gutiérrez Maesso,Leonardo Martín
Produzione: José Gutiérrez Maesso
Musiche: Stelvio Cipriani
Fotografia: Francisco Fraile
Montaggio: Jolanda Benvenuti
Effetti speciali: Carlo Rambaldi

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