Polvere di stelle


Polvere di stelle locandina 2

Questo articolo è dedicato alla mia bellissima amica Ylva

Polvere di stelle,film diretto da Alberto Sordi nel 1973 è uno dei ricordi cinematografici più belli che conservi nella memoria, aldilà del valore intrinseco e artistico del film, pure non trascurabile.
Avevo solo 15 anni quando la troupe diretta da Sordi scelse Bari per girare buona parte del film; la sera in cui venne girata la sequenza del trionfo dei due protagonisti della storia, Mimmo Adami e Dea Dani (Alberto Sordi e Monica Vitti) tra le centinaia di comparse che agitavano le bandiere americane all’interno del Petruzzelli c’ero anch’io,lieto di far parte di quel mondo fatato che amavo tanto.
Come dicevo un film discreto,forse l’opera migliore di Alberto Sordi,attore di valore ma poco più che mediocre regista.

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Ricordo che alla prima del film provai ben più che delusione; le riprese fatte a Bari riprendevano il Petruzzelli,il glorioso Albergo delle Nazioni, dove Sordi e la Vitti trascorsero il tempo impiegato per girare gli esterni baresi e parte del Lungomare.Fu uno choc vedere che il porto che compariva nel film non era quello di Bari,bensi quello di Napoli,nel quale ormeggiavano navi americane.
Fu un colpo basso,quella finzione si trasformò per un breve periodo in una specie di favola agrodolce,il cinema mostrava come effettivamente quello che vedi altro non è che fantasia con scarsa aderenza alla realtà.
Pensieri di un adolescente,naturalmente,quasi un paradigma della vita,nella quale le illusioni lasciano il posto all’amara realtà…
Polvere di stelle è un film sull’avanspettacolo,forma di rappresentazione estremamente popolare almeno fino al primo dopoguerra,una fucina nella quale si sono forgiati decine,centinaia di attori che poi diverranno la colonna portante del nostro cinema,come Toto,Macario e tanti,tanti altri.
Un mondo malinconicamente svanito nel nulla man mano che passavano gli anni e nuove forme di comunicazione si sostituivano a quella forma di spettacolo che gli italiani hanno sempre amato,l’avanspettacolo, con i suoi lustrini e le pailettes,le battute e i doppi sensi,le ballerine e i vestiti sfavillanti.

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Un mondo che Luciano Salce aveva raccontato in maniera esemplare in Basta guardarla del 1970,vero e proprio padre putativo del film di Sordi,che si ispira palesemente proprio all’opera di Salce.
La storia racconta le vicende agro dolci di due personaggi del mondo del vaudeville,Mimmo Adami capocomico e di sua moglie Dea Dani, soubrette della compagnia e fedele compagna di Mimmo.
La Compagnia grandi spettacoli Dani Adami vivacchia a Roma nel periodo dell’occupazione alleata;la fame,la mancanza di denaro spingono il gruppo ad accettare una pericolosa rappresentazione in Abruzzo, zona di guerra non ancora liberata e che le altre compagnie di avanspettacolo scansano come la peste.
C’è l’armistizio e la compagnia viene fatta prigioniera dalle truppe naziste e dai fascisti;sarò solo grazie a Dea che riacquisteranno tutti la libertà.
La donna infatti è costretta a darsi al federale responsabile della zona;imbarcatisi alla volta di Venezia,vengono dirottati verso Bari dai partigiani e giungono in una città dove la presenza delle truppe alleate e massiccia.
Qui riescono a mettere su una rappresentazione nel teatro Petruzzelli,ottenendo un grande successo grazie alla voglia di divertimento delle truppe che non badano certo alla grana grossa della comicità dello spettacolo Polvere di stelle,messo in scena dalla ditta Adami-Dani
Mentre Mimmo è sempre più euforico per l’improvviso successo,Dea si innamora di un marinaio americano per scoprire poi che lo stesso torna in America senza mantenere la promessa di portarla con se.
Approdati a Roma,Mimmo e Dea cercano invano una scrittura e scoprono amaramente che a nessuno interessa il loro spettacolo;abbandonati anche dal resto della compagnia,i due si avviano mestamente sul viale del tramonto,costretti a vivere solo di rimpianti dei bei giorno in cui a Bari erano divenuti delle star.
Film troppo lungo,ma godibile in alcune parti,con un inizio fiacco e un finale amaro e ben disegnato.
In sintesi è questo il bilancio finale del film diretto da Sordi,uno dei suoi 19 film dietro la macchina da presa.

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Dal 1967 al 1973,data di uscita di Polvere di stelle,Sordi dirige Scusi, lei è favorevole o contrario?,Un italiano in America,Amore mio aiutami,un episodio del film collettivo Le coppie e Fumo di Londra con risultati altalenanti.
Se come attore è indiscutibile la sua capacità di dare corpo e spessore ai personaggi interpretati grazie anche alla sua celebre camaleontica e macchiettistica faccia,come regista Sordi ha grossi limiti nella capacità di senso del ritmo e della misura, mali di cui soffre inevitabilmente Polvere di stelle.
Ad una prima parte fiacca e piuttosto incolore Sordi rimedia strada facendo riuscendo a dare corpo al racconto delle peripezie della scalcinata compagnia che il personaggio di Mimmo Adami dirige con risultati degni di miglior causa.
Il palcoscenico Sordi lo divide con Monica Vitti,che si conferma ancora una volta attrice di razza,finendo spesso per rubare la scena allo stesso Sordi e dando corpo ad un personaggio per certi versi malinconico e perdente con capacità artistiche davvero notevoli.
La storia del film, la sua sceneggiatura,pur con grosse pause approda ad un finale molto malinconico nel quale il talento istrionico dei due attori si rivela in tutta la sua efficacia.

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Indubbiamente ben ricostruito il dramma di coloro che,prima e dopo l’armistizio, furono costretti a fare i conti con la miseria e la povertà,barattando spesso la dignità per un pezzo di pane.
Sordi,pur non riuscendo mai a trovare le corde giuste per smuovere i sentimenti profondi che avrebbero avuto bisogno di ben altra trattazione riesce comunque a non svaccare mai e a mantenere un equilibrio narrativo lodevole.
Sostanzialmente un film di buona fattura a cui giovano le ricostruzioni degli scenari,ambientati a Roma,Bari,Napoli e Pescara rituffate nel film ai giorni in cui si prospettava la liberazione dopo un ventennio carico di tantissime ombre e pochissime luci.
Bene il cast,belle le location e i costumi,bene anche le musiche incluso il celebre leit motif “Ma ‘ndo vai se la banana non ce l’hai?bella Hawaiana attaccate a sta banana… ‘ndo vai?se la banana non ce l’haivieni con mente la faro’ vede’…”volgarotta canzone dei doppi sensi che però la coppia rende irresistibile.
Un film di discreta fattura,lontano dall’essere un capolavoro ma di discreta qualità che ne consigliano la visione

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Polvere di stelle

Un film di Alberto Sordi. Con Monica Vitti, Carlo Dapporto, Alberto Sordi, John Philip Law, Wanda Osiris,Mimmo Poli, Dino Curcio, John Karlsen, Lorenzo Piani, Alfredo Adami, Pietro Ceccarelli, Franco Angrisano, Alvaro Vitali Commedia, durata 142 min. – Italia 1973.

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Polvere di stelle banner protagonisti

Alberto Sordi: Mimmo Adami
Monica Vitti: Dea Dani
John Phillip Law: marinaio americano
Wanda Osiris: se stessa
Edoardo Faieta: Don Ciccio Caracioni
Carlo Dapporto: se stesso
Franco Angrisano: federale
Dino Curcio: capostazione di Pizzico
Franca Scagnetti: zia di don Ciccio
Alfredo Adami: comico Bisteccone
Lorenzo Piani
Luigi Antonio Guerra
Piero Virgintino: direttore del teatro Petruzzelli
Antonio Abramonte: direttore d’orchestra della compagnia
Alvaro Vitali: ballerino di tip-tap
Marcello Martana: se stesso
Luciano Martana: se stesso
Giulio Massimini : se stesso
Pietro Ceccarelli: soldato tedesco strangolato sulla nave

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Regia Alberto Sordi
Soggetto Ruggero Maccari
Sceneggiatura Alberto Sordi, Ruggero Maccari, Bernardino Zapponi
Produttore Edmondo Amati per Capitolina Produzioni Cinematografiche
Distribuzione (Italia) Fida Cinematografica
Fotografia Franco Di Giacomo
Montaggio Raimondo Crociani
Musiche Piero Piccioni
Scenografia Mario Garbuglia

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L’opinione di LorCio dal sito http://www.filmtv.it

All’origine del più ambizioso film di Alberto Sordi c’è un mondo che il nostro cinema raramente ha saputo raccontare: l’avanspettacolo, e più in particolare la vita delle compagnie d’avanspettacolo durante l’occupazione tedesca. Un tema che Fellini aveva sviluppato in un episodio nella rapsodia di Roma dell’anno prima, che il vecchio amico Sordi decide di presentare acriticamente all’interno di un temerario affresco nazionalpopolare. La prima parte è una celebrazione dell’arte recitativa di Sordi e Monica Vitti, scatenati nei panni di Mimmo e Dea, che consegnano alle antologie il numero di Ma ando’ Hawaii? (se la banana non ce l’hai) e l’incontro alla stazione con nostra signora Wanda Osiris (o meglio Osiri, come imbecillità italiota comandava). I due mattatori hanno l’occasione di manifestarsi artisti completi e veraci, ma è evidente la mancanza di un bravo regista dietro la macchina da presa (ci sarebbe voluto un Luigi Zampa, ma anche uno Steno in buona vena).
Non a caso l’assenza di ritmo si sente nel corso dello spettacolo (la versione estesa dura due ore e mezza) e il tono melodrammatico della seconda parte è troppo autocompiaciuto per coinvolgere, così come è abbastanza telefonata la storia tra Vitti e John Phillip Law. D’altro canto il reparto tecnico è più che apprezzabile (fotografia evocativa di Franco Di Giacomo, scenografie di Mario Garbuglia) e c’è un guizzo non indifferente quando gli immensi (nonostante gli eccessi generati dalla mancanza di un efficace direttore d’attori, malgrado il regista sia un grandissimo attore: ma stavolta il gigionismo è funzionale ai personaggi-guitti) Sordi e Vitti cantano L’amore è un treno sul terrazzo dell’ambasciata a Bari (in fondo Polvere di stelle è una sorta di musical casereccio, romanocentrico, nostalgico), sintesi non solo del film, ma proprio del mood della storia (gran lavoro di Piero Piccioni).
L’opinione di galbo dal sito http://www.davinotti.com

Nostalgico omaggio al teatro di rivista italiano nel periodo storico della seconda guerra mondiale (è ambientato negli anni 1943-1945), è un film non del tutto riuscito. Se piacevole risulta infatti la ricostruzione storica e dello spirito del cabaret fatto con pochi mezzi e tantissima fantasia, il film risulta troppo frammentato e basato sulla macchietta e sulla gag estemporanea che dotato di una storia (e sceneggiatura) organica. Risulta comunque uno spettacolo tutto sommato gradevole, grazie ai bravissimi protagonisti.

L’opinione di graf dal sito http://www.davinotti.com

Probabilmente il più riuscito tra i film diretti da Sordi. Evocando le gesta comiche, impacciate e patetiche di due commedianti poco più che guitti, Mimmo Adami (Sordi) e Dea Dani (Vitti), celebra un mondo ormai scomparso con un grande sentimento di tenerezza che sfocia, alla fine, in un malinconico necrologio. I numeri comici, i balletti, le danze, i lustrini, i sogni di gloria ma anche le fatiche dei viaggi, la fame, gli odori, i fetori, l’umidità delle pareti scrostate delle sale: ecco la poesia allegra e desolata del teatro d’avanspettacolo. Nostalgico.

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La vecchia scritta del Petruzzelli

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A passeggio su Lungomare Nazario Sauro (da notare l’assenza delle barriere frangiflutto)

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La rotonda di Piazza Diaz

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A passeggio di sera sul lungomare

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L’esterno del Petruzzelli

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Il rimpianto sipario del Petruzzelli andato distrutto nell’incendio del 27 ottobre 1991

Il Petruzzelli

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Anni 70,prima dell’incendio

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Il Bottegone,storico negozio adiacente al Politeama Petruzzelli

Incendio 1

Incendio 2

Incendio 3

Il rogo

Questo articolo è dedicato alla mia bellissima amica Ylva

3 Risposte

  1. Film che ho riveduto infinite volte con piacere.
    Concordo con il giudizio che gli hai dato, ma sicuramente uno dei film che ha contribuito al successo e all’amore degli italiani per Sordi e la Vitti.

  2. é stato ed è un films bellissimo e indimenticabile,per chi ama come me le commedie musicali,unn cast assortito ed affiatato,difficile ad ugualiarlo,è un capolavoro,grazie.

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