Il castello dalle porte di fuoco

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Tardo gotico uscito nelle sale nel 1971,Il castello dalle porte di fuoco è una produzione low budget diretta da Josè Luis Merino,onesto artigiano del B movie autore,prima di questa pellicola,di una serie di film appartenenti a svariati generi,dall’euro spy al western all’horror.
Molto conosciuto in Italia tra gli amanti del cinema di serie B per Zorro la maschera della vendetta e per Zorro il cavaliere della vendetta,Merino tira giù una pellicola senza grossi sussulti,con pochissimi soldi ma con qualche buona idea.
L’ambientazione è quella tipica del gotico venato di horror,un castello,un misteroso assassino dalle sembianze mostruose
con l’aggiunta di un pizzico (davvero tale)di castigato erotismo.
Tanto da far credere che se girato tra il 67 e il 69 i risultati sarebbero stati più accettabili;negli anni settanta il gotico era ormai tramontato come genere e l’interesse per questo particolare tipo di film era ormai scemato.
Il castello dalle porte di fuoco si apre con la protagonista Ivana Rakowski (l’italianissima Erna Schurer) che viene assunta da un’agenzia per lavorare presso il barone Janos Dalmar,un uomo sul quale corrono strane voci,tutte allarmanti.

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Ivana le apprende immediatamente;si mormora che le donne che hanno avuto a che fare con il barone in passato abbiano tutte
fatto una brutta fine.
Nonostante gli avvertimenti ricevuti,la donna si reca lo stesso presso il castello di Dalmar,che a sorpresa si rivela essere uomo raffinato e a suo modo affascinante.
Ben presto le preoccupazioni di Ivana svaniscono,cosa favorita dall’affiatamento raggiunto con il Barone.
Ma a turbare tutto ecco arrivare la misteriosa morte di Olga,governante del castello,seguita subito dopo dall’altrettanto inquietante morte di Cristiana,una domestica.
Per Ivana è l’inizio di un incubo.
Convinta che dietro la morte delle due donne ci sia Janos,che agirebbe in preda a furiosi attacchi di licantropia,
Ivana decide di trovare una cura per guarirlo.
La notevole attrazione che esiste tra i due porta Janos a chiederle di sposarlo,cosa che Ivana,ormai innamorata di lui accetta di buon grado di fare.
Ma la prima notte di nozze ecco che le morti misteriose delle due donne trovano una spiegazione; mentre Janos è impegnato fuori dal castello,attratto dall’improvviso abbaiare dei cani,Ivana viene assalita da un uomo orribilmente sfigurato…

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Una sceneggiatura abbastanza scontata nel suo svolgimento fa da cornice ad un film che però non delude nonostante la pochezza di mezzi a
disposizione di Merino.
Certo,siamo di fronte ad un puzzle che compone diverse sceneggiature,con il classico laboratorio del dottore che per una volta non è il tradizionale “mad doctor”;c’è il classico “mostro” che uccide per motivi banali,la bellona che si innamora del sospetto e anche l’happy end.
Ma alla fine il risultato non è dei più malvagi.
Pochi colpi di scena,poca suspence ma un andamento lento che per fortuna non annoia.
Curiosa la decisione di affidare il ruolo della dottoressa in chimica alla bellona nostrana Erna Schurer,francamente poco credibile
in tale ruolo in loco della ben più espressiva Agostina Belli,relegata nel ruolo di vittima sacrificale del mostro.
In realtà la Belli aveva alle spalle solo 5 pellicole e in queste non era stata tra le protagoniste,mentre la Schurer,al secolo Emma Costantino era già una piccola star del B movie,con alle spalle film come Le salamandre e sopratutto La bambola di Satana.

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Ma in fondo sono dettagli.
Dscreta la prestazione di Charles Quinney nel ruolo del Barone.
Film completamente dimenticato che è estremamente raro da trovare.
Esistono in rete alcune versione più o meno tagliate,ma tutte in inglese e senza sottotitoli.

Il castello dalle porte di fuoco
Un film di José Luis Merino. Con Agostina Belli, Erna Schurer, Charles Quiney, Christin Galloni, Giancarlo Fantini,
Ezio Sancrotti, Enzo Fisichella Horror, durata 96 min. – Italia 1971.

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Il castello dalle porte di fuoco banner protagonisti

Erna Schurer: Ivanna Rakowsky
Charles Quinney: Janos Dalmar
Agostina Belli: Cristiana
Cristiana Galloni: Olga
Mariano Vidal Molina: Ispettore

Il castello dalle porte di fuoco banner cast tecnico

Regia José Luis Merino
Soggetto Enrico Colombo, María del Carmen Martínez Román e José Luis Merino
Sceneggiatura Enrico Colombo, María del Carmen Martínez Román e José Luis Merino
Produttore Roger Corman
Casa di produzione Prodimex Film e Órbita Films
Fotografia Emanuele Di Cola
Montaggio Sandro Lena

Il castello dalle porte di fuoco banner recensioni

Opinione tratta dal sito http://www.filmhorror.com

(…) Ecco uno dei tanti film finito (ingiustamente) nello spietato tritacarne della critica più negativa. Negli anni, IL CASTELLO DALLE PORTE DI FUOCO è stato spesso e volentieri bistrattato decisamente più del dovuto.
Intendiamoci, di esaltante o di geniale non c’è davvero nulla, ma la sceneggiatura è solida, Merino è bravo a girare e l’ambientazione gotica funziona. Erna Schurer ha una bella parte e il livello medio di recitazione va ben oltre la sufficienza.
Sarebbe superfluo stare a specificare che non si toccano le vette del cinema di Mario Bava, anche perché tutto scorre in maniera molto semplice e lo stile del regista spagnolo è piuttosto elementare, va però riconosciuto a Merino il merito di
saper creare un certo interesse nello spettatore che, trovandosi a dover fare i conti con un ritmo non certo scoppiettante, può comunque trovare nel film diversi elementi interessanti.(…)

L’opinione di Wang yu dal sito http://www.filmtv.it

Lento come una lumaca,non fa paura,non inorridisce.

L’opinione di Undijng dal sito http://www.davinotti.com

Horror italo-spagnolo che guarda al gotico di casa nostra anche se poi si sviluppa -grazie ad una sceneggiatura quantomeno originale- quasi come un giallo. Lontano da spettri e magioni infestate, Josè Luis Merino punta l’obiettivo sulla misteriosa
figura di un eccentrico Duca e sugli studi (da questi avanzati) centrati sulla ricerca di un elisir di lunga vita. Peccato che il budget (curato da Corman) imponga, prevalentemente, una messa in scena davvero povera, aggravata dalla totale assenza
di trucchi e effetti speciali. Partecipazione italiana per attori (Agostina Belli) e musica (Malatesta).

L’opinione di Il gobbo dal sito http://www.davinotti.com

Il vecchio Merino prende il cast dei suoi Zorro e lo ricicla in un gotico ravvivato da qualche tetta e compilato avendo davanti l’abbecedario del genere. I cui adepti (quorum ego) tutto sommato possono apprezzare, o quantomeno non annoiarsi troppo.
La Schurer chimica è pressappoco sullo stesso piano di Mario Tessuto fisico nucleare.

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