L’uomo senza memoria

L'uomo senza memoria locandina italiana

Con L’uomo senza memoria inizia la collaborazione di Filmscoop con John Trent,webmaster del sito http://www.ilmiovizioeunastanzachiusa.wordpress.com
Ho conosciuto John Trent circa 13 anni fa,durante la frequentazione comune di uno dei più bei siti del web,l’ormai scomparso Pagine 70.
Ci siamo poi conosciuti personalmente durante alcuni raduni organizzati dal forum del sito;di lui mi ha colpito,da subito,la grande competenza in materia cinematografica sopratutto sugli anni settanta.
Competenza tra l’altro acquisita su un decennio che lo ha visto bambino,vista la sua giovane età.
Oggi il suo sito è una fonte inesauribile di chicche cinematografiche che vi consiglio caldamente di visitare.
Ho così deciso,dopo averlo contattato,di proporvi alcune delle sue recensioni alle quali ho aggiunto,personalmente una gallery fotografica e le consuete recensioni prese da altri siti.
John è un grande conoscitore di cinema,le sue recensioni saranno di sicuro molto visitate su Filmscoop e la sua collaborazione
integra quella di shewolf,che cura alcune delle rubriche più seguite del sito e quelle,prossime,di altre penne prestigiose.
Buona lettura.

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Interessante e misconosciuto thriller/noir firmato da Duccio Tessari (e scritto e co-sceneggiato, tra gli altri, dallo stesso Tessari e dall’ onnipresente Ernesto Gastaldi). In un intreccio nel quale si mescolano abilmente affari di droga, intrighi e trame sommerse spiccano l’ eleganza di Tessari nel girare la storia (alcune sequenze sono assolutamente magistrali) e la bravura interpretativa di un grande Umberto Orsini che ruba la scena a tutti, a cominciare dal protagonista Luc Merenda (che è lo svagato smemorato del titolo). C’ è anche la bellezza dirompente della sempre affascinante Senta Berger e un piccolo ruolo se lo ritaglia anche la svedesina Anita Strindberg, stellina nascente del nostro cinema di genere targato anni ’70. Interessante anche la partecipazione del piccolo Duilio Cruciani, bimbo già visto in “Non si sevizia un paperino” che avrà un ruolo fondamentale, mentre invece il cattivo di turno è Bruno Corazzari, faccia “di genere” che non ha bisogno di presentazioni. La mano alla sceneggiatura di Gastaldi si vede soprattutto in quella lieve punta di giallo che fa capolino di tanto in tanto, con rasoi scintillanti nell’ aria e addirittura una motosega che finirà con lo sventrare un malcapitato personaggio. Un ottimo film che va sicuramente recuperato e che in Italia ancora latita in dvd mentre all’ estero (Francia, Germania e Spagna) è da tempo uscito, anche con l’ italico idioma. Assurdo.
Peter Smith (Luc Merenda), reduce da un incidente d’ auto in seguito al quale ha completamente perso la memoria, vive a Londra e da circa 6 mesi lavora come commesso in un negozio di antiquariato. E’ in cura presso uno psichiatra ed è continuamente impegnato nella ricerca di risalire al suo passato e alla sua identità. Un giorno riceve un telegramma dall’ Italia e un biglietto del treno per Portofino, dove lo aspetterebbe una fantomatica Sara. Sara (Senta Berger) è un’ istruttrice di nuoto che ora si è stabilita a Portofino ed è la moglie di Peter, che in realtà si chiama Ted.

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Corteggiata spietatamente dal medico sportivo della piscina, Daniel (Umberto Orsini), è tuttavia ancora innamorata del marito e non riesce a capacitarsi del fatto che egli sia sparito nel nulla da circa un anno; la donna lo aspettava a New York dopo un viaggio di lavoro ma Ted non era più tornato. Ora la vita di Sara è calma e monotona ma qualcuno, in piena notte, penetra in casa sua alla ricerca di qualcosa; dopo averla aggredita e narcotizzata mette l’ appartamento sottosopra ma senza rubare nulla. Il mistero si infittisce ancora di più allorquando anche Sara riceve un telegramma che le preannuncia il ritorno di Ted. Non è lei, dunque, ad averlo invitato a Portofino… Inoltre non sa nulla dell’ incidente e della conseguente amnesia: credeva soltanto che il marito l’ avesse abbandonata. Ma allora chi è che vuole farli incontrare di nuovo? Ted parla con Sara e cerca di spiegarsi, confermandole di non ricordare nulla. Va a vivere da lei e un misterioso individuo (Bruno Corazzari) inizia a perseguitarlo: i due si scontrano e l’ uomo chiede a Ted di restituirgli il milione di dollari che egli gli avrebbe sottratto. Il passato di Ted, dunque, è tutt’ altro che limpido e una partita di 5 kg di eroina pura (del valore sul mercato di un milione di dollari, appunto) è il motivo del contendere; 8 mesi prima egli aveva fregato i suoi soci rubando la droga e nascondendola in un posto che ora nessuno riesce a trovare. Ted giura ancora di non sapere niente e la situazione si mette male per lui e per l’ ignara Sara. Il socio misterioso gli concede una settimana di tempo per rinsavire e intanto il cane di Sara viene ritrovato sgozzato… Il macabro avvertimento spinge Ted e Sara a prendere la decisione di scappare a New York (dove tutto era iniziato) ma, prima che ciò avvenga, Sara viene investita da un’ auto alla cui guida c’è una donna misteriosa (Anita Strindberg) che qualche sera prima aveva avvicinato Ted baciandolo. I due erano stati amanti? L’ incidente stradale, ovviamente non è casuale, e serve a rallentare la partenza di Ted e Sara (cui viene ingessata una gamba). Il tempo stringe…

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La colonna sonora è firmata dal maestro Gianni Ferrio (presente spesso nei film di Duccio Tessari) che si produce in un tema principale e in atmosfere che richiamano in qualche maniera la soundtrack del giallo “La morte accarezza a mezzanotte”. Se lì avevamo Mina che si esibiva in svolazzi vocali stavolta abbiamo un main theme con testo scritto da Giorgio Calabrese ed interpretazione di Rossella, cantante poco nota presente nel circuito della RCA. Come quasi sempre ci capita in queste occasioni ci piace riportare il testo di cotanti misconosciuti capolavori. Ecco a voi “Labyrinthus”:

Come parti che si muovono
un enigma per immagini
prima, dopo
si confondono…
Schemi che si sovrappongono
suoni vaghi che ritornano
oggi, ieri
non sai dirtelo…
Si affollano nella tua mente
passato, presente
e tu non sai più distinguere
in un labirinto di specchi e parole
ti insegui perdendoti e vai, vai…
Il dubbio è un’ ipotesi assurda
in uno che guarda
quello che tu fai
guidandoti un gioco di parti in cui rappresenti
la prossima vittima e vai, vai…
Visi nuovi e posti insoliti
che ti sembra di conoscere
gente, voci
ti confondono…
Hai fantasmi che ti seguono…

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L’uomo senza memoria

Un film di Duccio Tessari. Con Umberto Orsini, Luc Merenda, Senta Berger, Rosario Borelli, Bruno Corazzari, Anita Strindberg, Duilio Cruciani Giallo, durata 91 min. – Italia 1974

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L'uomo senza memoria banner protagonisti

Senta Berger: Sara Grimaldi
Luc Merenda: Edward
Umberto Orsini: Daniel
Anita Strindberg: Mary Caine
Bruno Corazzari: George
Rosario Borelli: Poliziotto
Manfred Freyberger: Philip
Tom Felleghy: Dr. Archibald T. Wildgate
Carla Mancini: Giovanna
Vittorio Fanfoni: medico
Duilio Cruciani: Luca

L'uomo senza memoria banner cast

Regia Duccio Tessari
Sceneggiatura Ernesto Gastaldi
Casa di produzione Dania Film
Fotografia Giulio Albonico
Montaggio Mario Morra
Musiche Gianni Ferrio
Costumi Danda Ortona
Trucco Mario Van Riel

L'uomo senza memoria banner doppiatori

Ada Maria Serra Zanetti: Sara Grimaldi
Luigi La Monica: Edward
Luciano Melani: George
Roberto Villa: Poliziotto
Giancarlo Maestri: Philip
Vittorio Congia: Dr. Archibald T. Wildgate
Fabio Boccanera: Luca

L'uomo senza memoria banner recensioni

Opinioni tratte dal sito http://www.davinotti.com

B. Legnani

Gradevole opera di Tessari (forse ci concede un cameo, nel ruolo del vigile urbano), che vivacizza la prima ora, un po’ statica, con inquadrature originali, talora pure virtuosistiche. Più interessante la parte finale. Girato con non grandi mezzi, ma piacevole. Una buona testimonianza del cinema italiano che fu. Berger stupenda e brava, Merenda e Strindberg ingessati, Orsini e Corazzari intriganti.

Undying

Mitica pellicola sdoganata da Nocturno, che lo ha proposto (alcuni anni orsono) come allegato (formato VHS) alla rivista. Il ritmo è lento, ma la storia è ben scritta, interpretata (Orsini si mangia Merenda in due e due quattro) e diretta. La parte affascinante spetta alle splendide presenze femminili, che rispondono al nome di Senta Berger ed Anita Strindberg. Più drammatico, che giallo in senso stretto, anche se permeato da un forte alone di tensione cagionato dal vuoto di memoria indotto nel protagonista…

Il Gobbo

Luc Merenda ha perso la memoria dopo un incidente d’auto. La ricerca del rimosso lo conduce da una donna che risulta essere sua moglie, a Portofino (poteva andargli peggio); lì però trova anche un losco figuro che lo ricatta… Tessari ribadisce che la sua traiettoria gialla è diversa da quella argentiana, e con l’aiuto di Gastaldi confeziona un film non originalissimo ma molto elegante e curato, con un cast apprezzabile (grande Corazzari, e com’era bella la Berger). Piacevole. La Musa di Buono Legnani prende la presenza.

Homesick

Anche Tessari dà il suo contributo al giallo di casa nostra prendendo spunto dai lavori di Argento (il suo famoso e sfuggente “particolare rivelatore” viene ingigantito in amnesia) e contaminandolo con le atmosfere tipiche dei noir. La storia ha invero poco mordente – tranne che verso il finale – e conquista più che altro per la limpida fotografia di una Portofino fuori stagione e per alcune buone trovate (Corazzari affetto da rinite cronica, lo “scherzetto” della motosega). Rossella canta la bella canzone dei titoli di testa.

L’opinione di Ezio dal sito http://www.filmtv.it

In preda a un’amnesia dopo un incidente Ted (Merenda) torna dalla moglie (Berger) e viene perseguitato da un losco individuo.Ma altri sono in agguato.Girato in una Liguria (Portofino) piovosa e’ un tipico thiller anni settanta ,meno ambizioso di altri gialli girati dal regista e sceneggiato dal bravo Ernesto Gastaldi,certo e’ un po’ ingenuo ma fa sempre piacere trovare bravi attori di quell’epoca e un cinema che oggi non c’e’ piu’.Nulla di trascendentale,ma si vede davvero con piacere.

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