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Ingrid sulla strada

Ingrid sulla strada locandina 1

La giovane e bella Ingrid è diretta a Roma,dopo aver subito violenza da suo padre.
Sul treno che dalla finnica Rovaniemi porta in Italia,la ragazza si lascia sedurre da un uomo accettandone la ricompensa in denaro.
Dopo l’arrivo nella città eterna,Ingrid girovaga per la città,affascinata dalla sua bellezza e incontra casualmente la prostituta Claudia che
la carica su una carrozzella.
Tra le due c’è subito amicizia e complicità;Claudia la introduce nel suo ambiente,facendogli conoscere un pittore con il quale ha una relazione.
Alcune esperienze singolari attendono le due compagne di avventura,come l’incontro con un degenerato,Urbano,che con la complicità della moglie
instaura un improbabile rapporto a 4 a sfondo necrofilo.
Successivamente Ingrid fa la conoscenza del pappone di Claudia,il brutale e psicopatico Renato che,per vendicarsi dell’evidente disprezzo che da subito la ragazza mostra per lui,la fa violentare dai suoi uomini,con Claudia che perde la vita nel tentativo disperato di aiutarla.
Sconvolta,Claudia si uccide.
Brutto senza appello questo Ingrid sulla strada,diretto da Brunello Rondi nel 1973.

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Ad un inizio anche lirico,con Ingrid che raggiunge la stazione tra candidi paesaggi innevati,si oppone il sordido e violento mondo romano,descritto dal regista come coacervo di tutti i peggiori vizi.
La parte centrale del film poi rasenta la narcosi profonda,sopratutto nell’episodio che vede le due donne partecipare ad una grottesca orgia con un degenerato e maturo cliente.
Il finale è sin troppo violento,un vero colpo di frusta che nelle intenzioni vorrebbe stigmatizzare l’ipocrita ambiente della capitale,all’apparenza elegante e nella realtà sordida e viziosa.
Invece il tutto appare come un ibrido mal amalgamato,in perenne bilico fra la farsa e la tragedia,con personaggi caricati all’inverosimile di vizi e sopratutto moralmente abietti e disadattati,asociali.
In equilibrio assolutamente precario tra il Pasolini delle borgate e la Roma da cartolina,il film deraglia quasi subito per eccesso di cinismo e per l’irrealtà dei personaggi mostrati.

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La Agren, che interpreta la finnica Ingrid,è solo un bel volto gelido e algido mentre la Coluzzi (Claudia) dovrebbe essere un personaggio che ispira simpatia e che nella realtà,invece,appare ancor più censurabile degli altri,fatta eccezione per l’improponibile Citti,descritto come un satanasso senza morale e senza umanità.
Un sadico pervertito che maschera la propria carica di violenza con atteggiamenti da folle nazista nascosto nemmeno bene da intellettuale dei poveri.
Un film senza capo e sopratutto senza coda,un ritratto inverosimile e non credibile di una realtà che forse potrebbe anche appartenere agli anni settanta e alla capitale,ma che viene resa con un linguaggio e con una filmica inverosimili.
Rondi per l’ennesima volta cicca clamorosamente la palla e fa autogoal;accadrà con il pretenzioso I prosseneti scendendo ancora più in basso con Valeria dentro e fuori e sopratutto con Velluto nero.
Un cinema,il suo,molto arrogante e poco concreto.
Non bastano le buone intenzioni e una discreta tecnica per creare opere degne di essere ricordate;Rondi è poco più che un artigiano,peraltro presuntuoso.
Mescolare la poesia espressa dal paesaggio selvaggio con la brutalità dell’urbano richiede una sapiente opera alchemica,ovvero la capacità di passare da una realtà all’altra con discrezione e non ex abrupto.

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Film quindi di scarso o nullo valore,nonostante l’esaltazione di qualche critico e di una manciata di adoratori del regista valtellinese,del quale non salverei nemmeno gli attori,fatta eccezione forse per Enrico Maria Salerno,alle prese con un personaggio odioso e ridicolo,che però esprime con la consueta bravura ed eleganza.
Buona la fotografia,innocue e dimenticabili le musiche di Carlo Savina
Il film è presente su Youtube in una splendida versione all’indirizzo https://www.youtube.com/watch?v=Gvp-cj3bmIY

Ingrid sulla strada

Un film di Brunello Rondi. Con Janet Agren, Enrico Maria Salerno, Franco Citti, Francesca Romana Coluzzi,Marisa Traversi, Bruno Corazzari, Fred Robsham, Luciano Rossi Drammatico, durata 92 min. – Italia 1974

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Ingrid sulla strada banner protagonisti

Janet Agren: Ingrid
Franco Citti: Renato
Francesca Romana Coluzzi: Claudia
Bruno Corazzari: il pittore
Luigi Antonio Guerra: uomo della gang di Renato
Fulvio Mingozzi: padre di Ingrid
Alessandro Perrella: giornalista
Luciano Rossi: il traditore
Enrico Maria Salerno: Urbano

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Regia Brunello Rondi
Sceneggiatura Brunello Rondi
Produttore Carlo Maietto
Casa di produzione Thousand Cinematografica
Fotografia Stelvio Massi
Montaggio Marcello Malvestito
Musiche Carlo Savina

Ingrid sulla strada banner recensioni

Opinioni tratte dal sito http://www.davinotti.com

Luchi78

Dalla Lapponia con furore, alle botticelle con i coatti che fanno battute in tipico stile romanesco. Il salto è troppo ardito e il film perde subito la verve acquisita con
l’ottimo inizio. Non bastano poi le scene di violenza sostenute da un Citti non troppo nella parte, per non parlare di Salerno decisamente fuori luogo. Neanche le due protagoniste,
la Agren e la Coluzzi, riescono ad esprimersi a buoni livelli: la prima troppo trattenuta, la seconda troppo “alla romana”. Insomma, un film non riuscito.
Daidae

Mediocrissimo film che parte in quinta (la sequenza sul treno è favolosa) ma si sfalda appena Ingrid arriva a Roma. Assurdi i personaggi della Coluzzi ma sopratutto di Citti che, nonostante reciti bene,
è poco credibile nel ruolo del capo di una banda di neonazi-papponi-terroristi. In particolar modo la politica sembra una forzatura; “stupenda” la battuta del compagno che indica in papa Giovanni XXIII
il mandante dell’attentato! Totalmente fuori posto anche Enrico Maria Salerno. Film molto mediocre che, forse, ha come unico pregio i primi 5 minuti e gli ultimi 3.

Schramm

Chissà dove ha battuto la testa Rondi prima di mettersi a girare questo non plus ultra dello scultissimo coabitato da un sordido Citti -fisionomicamente beniano, in quest’occasione- che lo risolleva un pochino,
ma cinto d’assedio dalle armate del ridicolo a ogni minuto: bastino per tutti i dialoghi cacciati in bocca a Salerno, naufragante in situazioni che sono un inno all’umorismo involontario.
L’opinione di mm40 dal sito http://www.filmtv.it

Si tratta di un film senz’altro ‘alla Rondi’: intento di denuncia, sguardo rivolto alle problematiche sociali, ma poca fantasia e un’attrazione irrisolvibile verso le morbosità. Già dal titolo si intuisce che quella di Ingrid non sarà una storia felice;
brava la protagonista Agren (che è in realtà svedese e non finlandese), affiancata da un tris di ottimi nomi come Salerno, che ha poco più che un cameo, la Coluzzi e Citti (Franco), doppiato fra l’altro da Oreste Lionello. Soggetto e sceneggiatura di Rondi,
con apice della storia nella scena-shock del taglio della lingua di un ‘infame’. Echi di Pasolini (complice anche la presenza di Citti)? Ma Pasolini aveva una leggerezza nella narrazione che non sfiora neppure l’apparato grottesco e macchinoso di Rondi.

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luglio 5, 2016 Pubblicato da: | Drammatico | , , , , | 1 commento

Andavamo al cinema-Parte sesta

Sesto appuntamento con il viaggio nel passato alla riscoperta delle vecchie sale cinematografiche italiane. In questi anni di paziente ricerca di immagini e di documentazione su quello che era l’aspetto “fisico” dei vecchi cinema italiani sin dagli albori dell’invenzione dei fratelli Lumiere,ho notato nei vari siti che pubblicano le foto che vedete nella serie di articoli “Andavamo al cinema” una tendenza diffusa verso un sentimento molto pericoloso,la nostalgia. Certo,è più che giusto e naturale provare un senso di rimpianto per quelli che comunemente ( e con un po troppa retorica) vengono chiamati “bei tempi andati”. Ma alla fine occorre prendere atto che tutto è mutato,il cinema non è più quello in bianco e nero o quello delle sale periferiche,dei quattro spettacoli giornalieri e dei flani,delle locandine pompose e dei milioni di spettatori che affollavano le sale. Quel mondo si è dissolto e rimpiangerlo serve davvero a pochissimo.Lo stesso (consentitemi la disgressione) in fondo vale anche per tutti i campi dell’umano;nostalgia e rimpianto sono trappole emotive molto pericolose,che distolgono dal futuro e sopratutto dal presente,l’unica cosa che in fondo conta veramente.Del resto la filosofia greca ben insegnava giudicando un esercizio inutile e dannoso il rifugiarsi nel passato,vista l’impossibilità di modificare lo stesso invitando a concentrarsi sui propositi per il domani. Il cinema ha mutato pelle,come del resto la musica,l’arte e tutte le forme di umana creatività che probabilmente ha espresso quasi tutto quello che c’era da dire con il linguaggio comunicativo che conosciamo.Il futuro riserverà altro;forse a cinema non si andrà più e tutto sarà reso con sistemi oggi ancora sconosciuti e nemmeno ipotizzabili.Ma,francamente,è un problema che non interessa se non come mera speculazione fine a se stessa.Tornando ad oggi,ecco la consueta galleria;spero di non aver sbagliato le denominazioni e le località in cui le sale erano ubicate,in questo caso vi invito caldamente a segnalarlo,ricordando che potete postare senza più moderazione e tempi di attesa.

Cine arena Astra Vicenza

Cinema Arena Astra Vicenza

Cine Massimo trieste

Cinema Massimo Trieste

Cine teatro Corallo Verona

Cinema Teatro Coralllo Verona

Cine Teatro Excelsior Milano

Cinema Teatro Excelsior Milano

Cine Teatro Farnese Borgo val di taro

Cinema Teatro Farnese Borgo Val di Taro (Parma)

Cine Teatro Fusco Taranto

Cinema Teatro Fusco Taranto

Cine Teatro Garden Chianciano terme

Cinema Teatro Garden Chianciano Terme (Siena)

Cine Teatro Iris Pizzighettone (Co)

Cinema Teatro Iris Pizzighettone (Como)

Cine Teatro Maria Napoli

Cinema Teatro Maria Napoli

Cine Teatro Metropolitan Catania

Cinema Teatro Metropolitan Catania

Cine Teatro Nuovo Crema

Cinema Teatro Nuovo Crema

Cine Teatro Principe Milano

Cinema Teatro Principe Milano

Cine Teatro Sarullo Agrigento

Cinema Teatro Sarullo Agrigento

Cine Teatro Umberto di Savoia Salerno

Cinema Teatro Umberto di Savoia Salerno

Cine Teatro Verdi Crevalcore

Cinema Teatro Verdi Crevalcore (Bologna)

Cine Teatro Verdi Sestri Ponente

Cinema Teatro Verdi Sestri Ponente (Genova)

Cinema Alce Milano

Cinema Alce Milano

Cinema Alfieri Costigliole d'Asti

Cinema Alfieri Costigliole d’Asti (Asti)

Cinema Ariston Enna

Cinema Ariston Enna

Cinema Ariston Potenza

Cinema Ariston Potenza

Cinema Astra Salerno

Cinema Astra Salerno

Cinema Cristallo Villafranca d'Asti

Cinema Cristallo Villafranca d’Asti (Asti)

Cinema Diana Bergamo

Cinema Diana Bergamo

Sala Cine Teatro Palladium Roma

Sala Cine Teatro Palladium Roma

Sala Cine Teatro Spinelli Finale Emilia

Sala Cine Teatro Spinelli Finale Emilia (Modena)

Sala Cinea Politeama Acqui terme

Sala Cine Teatro Politeama Acqui Terme (Alessandria)

Sala Cinema Comunale Blefiore (Mn)

Sala Cinema Comunale Belfiore Mantova

Sala Cinema Italia Venezia

Sala Cinema Italia Venezia

Sala interna Cinema Castelnuovo Magra (La Spezia)

Sala internna del cinema di Castelnuovo Magra di La Spezia

luglio 4, 2016 Pubblicato da: | Miscellanea | | 6 commenti