Andavamo al cinema-Parte quattordicesima

Con questo numero sono 520 le sale cinematografiche documentate fotograficamente;un lavoro apprezzato da coloro che sono alla ricerca di immagini storiche delle loro città,alla ricerca di un passato che spesso è condiviso da coloro che hanno vissuto gli anni d’oro del cinema.Quando,periodicamente,aggiorno la mia galleria fotografica mi imbatto in siti,blog o pagine Facebook in cui un nutrito gruppo di persone rimpiangono l’epoca in cui i cinema erano parte integrante della vita sociale e dell’architettura dei centri abitati,che siano stati la metropoli o il piccolo borgo di provincia.Ultimamente alcuni cinema hanno aperto proprie pagine in rete;in esse,largo spazio è dedicato ai cinema nel passato,un recupero quindi di una memoria storica condivisa che diventi anche visiva,muta testimonianza di un glorioso passato.

Arena Adriatica,Brindisi
Atrio Cinema Imperiale,Firenze
Cinema Giardino SMS,Firenze
Politeama Alhambra,Taranto
Atrio cinema Italia,Mira (Venezia)
Cine Teatro Astoria, Altedo (Bologna)
Cine Teatro di Bibbiano (Reggio Emilia)
Cine Teatro Colosseo,Nicolosi (Catania)
Cine Teatro Flora (Firenze)
Cine Teatro Garibaldi, Missaglia (Lecco)
Cine Teatro Giardino, Melito di Porto Salvo (Reggio Calabria)
Cine Teatro Giorgione,Ariano Irpino (Avellino)
Cine Teatro Imperiale,Firenze
Cine Teatro Italia,Roma
Cine Teatro Odeon,Forlimpopoli (Forli)
Cine Teatro Puccini (Firenze)
Cinema 4 Fontane,Roma
Cinema Aldebaran,Firenze
Cinema Ambrosio,Torino (1914)
Cinema Apollo,Sesto San Giovanni (Milano)
Cinema Archimede,Roma
Sala proiezione Cinema San Gregorio,Milano
Sala Cinema Impero,Brindisi
Sala Cine Teatro Fenaroli, Lanciano (Chieti)
Sala Cine Teatro Imperiale,Lanciano (Chieti)
Sala Cinema non identificata,Modena
Il Supercinema di Firenze pronto all’apertura
Supercinema di Pontecorvo (Frosinone)
Supercinema,Valdobbiadene (Treviso)
Andavamo al cinema-Parte tredicesima

Continua il viaggio alla riscoperta delle vecchie sale cinematografiche italiane;un viaggio che copre più di un secolo di vita dei cinema italiani,la cui quasi totalità è oggi definitivamente scomparsa.Un patrimonio del quale restano solo poche immagini,sospese nel tempo.

Cinema Marconi, Alcamo (Trapani)
Cine Teatro Ferrari,Sapri (Salerno)
Cine Teatro Gran Sala Umberto,Barletta
Cine Teatro Italia,Maida (Catanzaro)
Notturno del Cinema Margherita,Bari
Cine Teatro Petraroli,Ostuni (Brindisi)
Cine Teatro Rosa,Mezzolara (Bologna)
Cine Teatro San Giovanni Bosco,Montorso Vicentino (Vicenza)
Cine Teatro Sanzio,Urbino
Cinema Ariston,Paceco (Trapani)
Cinema Ariston,Roma
Cinema Belle Arti,Roma (dall’Archivio Alinari)
Cinema Bellini,Martina Franca (Taranto)
Cinema Capitol,Bologna (dall’Archivio Alinari)
Cinema Capitol,Roma
Cinematografo,inizio secolo,forse Orta San Giulio
Cinema Conte Verde,Lido di Camaiore (Lucca)
Cinema Corallo,Monselice (Padova)
Cinema Corallo,Roma
Cinema Corso,Alfonsine (Ravenna)
Cinema Corso,Bolzano
Cinema Corso,Latina
Cinema Corso Nuovo,Milano
Cinema Corso,Torino
Cinema Corso,Vasto (Chieti)
Cinema Cristallo,Pordenone
Cinema Cristallo,Tarvisio (Udine)
Cinema dell’Aquila,Latina
Cinema Delle Vittorie,Roma
Cinema Diana,forse Comiso
Puglia & Cinema
Se negli anni settanta buona parte dei registi specializzati in commedie sexy sceglievano la Puglia come location dei loro film,dopo la metà degli anni duemila questa tendenza si è accentuata moltissimo,tanto che oggi molteplici produzioni sono ambientate nelle varie località della regione meridionale.
I motivi sono molteplici, e vanno dalle bellezze naturali che la regione possiede all’opera meritevole della Apulia Film Commision,che finanzia produzioni che valorizzano le incantevoli location pugliesi.
Bari e Trani,il Salento e il Gargano,Otranto e Ostuni passando per Alberobello,Lecce,Barletta e i quasi 800 km di costa hanno fatto spesso da scenario per produzioni cinematografiche che abbracciano svariati generi,da quello sentimentale al thriller passando per la commedia fino al film action.
Negli ultimi anni Bari e il Salento si sono trasformati in set all’aperto anche per sceneggiati tv di grande successo,come Braccialetti rossi o la fiction dedicata a Mennea;segno che il pubblico ha apprezzato le bellezze naturali della Puglia oltre alla luminosità delle scene,dovute al particolare micro clima della regione.
In questa prima parte dello speciale dedicato alla Puglia,spazio ad alcuni film degli anni settanta,in particolare le commedie sexy che utilizzavano spesso Trani come location principale.
Due fotogrammi tratti dal film L’infermiera di notte,nelle scene la Grotta Palazzese a Polignano a Mare
Alvaro Vitali e Gianni Ciardo in La liceale al mare con l’amica di papà a Savelletri (Brindisi)
Rosa Fumetto nel film La vedova del trullo per le strade di Sammichele di Bari
Una scena girata sul lungomare del porto di Trani dal film La moglie in bianco l’amante al pepe
Scena tratta dal film La riffa,girato a Bari;nel fotogramma Palazzo Mincuzzi in via Sparano
Claudia Gerini nel film Amiche da morire;la scena è girata a Monopoli (Bari)
Scena mozzafiato dal film L’anima gemella;la location è il ponte del Ciolo,Santa Maria di Leuca (Lecce)
Bianchi cavalli d’agosto:per le vie di Vieste (Foggia)
Checco Zalone nel film Cado dalle nubi.Sullo sfondo Polignano a Mare (Bari)
Ancora Checco Zalone,nel film Che bella giornata.Lo sfondo è uno degli splendidi trulli di Alberobello
I Cavalieri che fecero l’impresa,l’Abbazia di San Leonardo in Lama volara a Manfredonia
Classe mista,nel fotogramma la stazione delle Ferrovie Bari Nord a Barletta
Il film La compagna di banco;sullo sfondo la Cattedrale di Trani
Il castello Marchione di Conversano (Bari) sullo sfondo di questo fotogramma tratto dal film Cugini carnali
Una donna per amica;ancora una volta la location è il lungomare di Trani
La città vecchia di Bari,set del film E la chiamano estate
L’oasi protetta di Torre Guaceto,set del film L’estate di Martino
Gigi Proietti nel film Le farò da padre a Lecce
Lo splendido portale della Cattedrale di Trani nel film Flavia la monaca musulmana
L’interno del rimpianto Petruzzelli prima dell’incendio nel film Il giovane Toscanini
Una scena dal film Il passato è una terra straniera;alle spalle dei protagonisti Lungomare Nazario Sauro e Palazzo Colonna
La Bouchet e Milian nel film Non si sevizia un paperino;alle spalle dei due protagonisti Monte Sant’Angelo (Foggia)
L’insegnante va in collegio;i caratteristici trulli di Alberobello
La cattedrale di San Sabino a Bari;il film è La legge violenta della squadra anticrimine,i due attori sono Renzo Palmer e John Saxon
Ecco come si presentano oggi le location dei film sopra illustrati
Polignano a Mare,La grotta Palazzese
Il porto di Savelletri
Sammichele di Bari
Veduta della Cattedrale di Trani
Palazzo Mincuzzi a Bari
Monopoli
Il ponte del Ciolo a Santa Maria di Leuca,dal quale alcuni ardimentosi si tuffano
Vieste
Polignano a Mare
Alberobello
Abbazia di San Leonardo in Lama volara a Manfredonia
La stazione delle Ferrovie della Bari Nord a Barletta
Trani
Il Castello Marchione a Conversano (Bari)
Bari,città vecchia
L’oasi protetta di Torre Guaceto (Brindisi)
La basilica di Santa Croce a Lecce
Il nuovo teatro Petruzzelli a Bari
Bari
Monte Sant’Angelo
Bari,Cattedrale di San Sabino
Sabrina Siani in La liceale al mare con l’amica di papà
Rosa Fumetto in La vedova del trullo
Susan Scott in La moglie in bianco l’amante al pepe
Monica Bellucci in La riffa
Cristina Capotondi,Sabrina Impacciatore e Claudia Gerini in Amiche da morire
Valentina Cervi in L’anima gemella
Renato Cestiè in Bianchi cavalli d’agosto
Checco Zalone in Cado dalle nubi
Nabiha Akkari in Che bella giornata
Raul Bova in I cavalieri che fecero l’impresa
Femi Benussi in Classe mista
Lilli Carati in La compagna di banco
Susan Player in Cugini carnali
Laetitia Casta e Fabio De Luigi in Una donna per amica
Isabella Ferrari in E la chiamano estate
Matilde Maggio e Luigi Ciardo in L’estate di Martino
Teresa Ann Savoy in Le farò da padre
Florinda Bolkan in Flavia la monaca musulmana
Thomas Howell in Il giovane Toscanini
Germano e Riondino in Il passato è una terra straniera
Barbara Bouchet e Thomas Milian in Non si sevizia un paperino
Edwige Fenech in L’insegnante va in collegio
Cinema e nazismo
Un argomento storico trattato dal cinema in vario modo,quello del nazismo.Sono tantissimi i film che riguardano la storia dell’ascesa del nazismo,quella di Hitler e infine quelli che parlano del dopo guerra,con i processi ai criminali nazisti,da quello di Norimberga al processo Eichmann.In questo post ho selezionato alcune delle pellicole più rappresentative del genere,lasciando da parte i film bellici,che sono tantissimi o quelli dello specifico genere dei nazisploitation,che del nazismo hanno parlato in termini esclusivamente voyeuristici.Alcuni film elencati sono degli autentici capolavori,pietre miliari del cinema come Schindler list o Il pianista,altri ancora ottimi film che raccontano nello specifico episodi drammatici,come La vita è bella o Amen.
Il pianista
Schindler List
La caduta-Gli ultimi giorni di Hitler
Vincitori e vinti
Paragraph 175
Black book
I dannati di Varsavia
La rosa bianca-Sophie Scholl
Hannah Arendt
I ragazzi del Reich
La caduta degli dei
Il giovane Hitler
Suite francese
La tregua
Amen
Vento di primavera
Il diario di Anna Frank
Kapò
Jacob il bugiardo
La scelta di Sophie
Il bambino con il pigiama a righe
La vita è bella
Arrivederci ragazzi
Il falsario-Operazione Bernhardt
Il giardino dei Finzi Contini
Hotel Meina
Sul set del film Il pianista
Sul set di Schindler list
Un fotogramma storico ripreso dal film La caduta:ragazzini mandati al fronte
Dal film Vincitori e vinti
Dal film Black book
Scena tratta dal film La rosa bianca
Lo sterminio delle S.A. in una scena del film La caduta degli dei
Dal film Amen
Dal film Vento di primavera
Dal film Il diario di Anna Frank
Scena tratta dal film Kapò
La vita è bella
Adrian Brody nel film Il pianista
Liam Neeson,Schindler List
Bruno Ganz è Hitler in La caduta
Marlene Dietrich,una delle testimoni nel film Vincitori e vinti
Matthew Kassowitz,Amen
Carice Van Houten,protagonista del film Black Book
Julia Jentsch,La rosa bianca
Helmut Berger nel film di Visconti La caduta degli dei
Robert Carlyle,Il giovane Hitler
Barbara Sukova è Hannah Arendt
Kristin Scott-Thomas,una delle protagoniste di Suite francese
John Turturro nel film La tregua
Jean Renò,Vento di primavera
Millie Perkins è Anna Frank nella riduzione cinematografica di Il diario di Anna Frank
Susan Strasberg,una delle prigioniere nel film Kapò
Robin Williams,Jacob il bugiardo
Meryl Streep in La scelta di Sophie
Roberto Benigni in La vita è bella
Romolo Valli e Dominique Sanda nel film di De Sica Il giardino dei Finzi Contini
Gli Oscar del 1988
La sera del 11 aprile 1988 a Los Angeles presso lo Shrine Civic Auditorium si tiene l’annuale cerimonia per la consegna
degli Academy Awards,gli Oscar cinematografici relativi a film proiettati nell’anno precedente.
E’ una serata in qualche modo storica per il cinema italiano;a stravincere è L’ultimo imperatore di Bernardo Bertolucci,che si aggiudica
con un en plein memorabile tutte le 9 statuette per le quali concorreva.
E’ anche la serata della candidatura di La famiglia, regia di Ettore Scola,che partecipa come miglior film straniero e che dovrà arrendersi ad
un film davvero bellissimo,Il pranzo di Babette del danese Gabriel Axel,della vittoria di un altro italiano illustre in campo cinematografico,
Vittorio Storaro per la miglior fotografia di L’ultimo imperatore,per Gabriella Cristiani autrice del miglior montaggio di L’ultimo imperatore,
per Ferdinando Scarfiotti, Bruno Cesari e Osvaldo Desideri migliori scenografi ancora una vola per il film di Bertolucci,
e con la candidatura del Maestro Ennio Morricone autore della colonna sonora del film Gli intoccabili,battuto soltanto da
Ryuichi Sakamoto, David Byrne e Cong Su,musicisti dell’Ultimo imperatore ed infine il nostro Marcello Mastroianni in lizza come miglior attore per il film Oci ciornie.
Los Angeles , lo Shrine Civic Auditorium
Il film di Bertolucci straccia tutti;ma va anche detto che Hollywood quest’anno presenta un lotto di concorrenti di livello medio,mancando per esempio dalla cinquina di finalisti registi del calibro di Stanley Kubrick,ancora una volta penalizzato da giurie miopi autore dello splendido e durissimo Full Metal Jacket.
Il miglior attore è Michael Douglas per Wall Street mentre la miglior attrice è scandalosamente Cher per Stregata dalla luna,che batte le ben più meritevoli Glenn Close,Meryl Streep e Holly Hunter.
C’è spazio per un Oscar al grande Sean Connery,come miglior attore non protagonista per Gli intoccabili,film anch’esso non presente,incredibilmente,nella cinquina dei migliori film.
Grandi sconfitti sono Dentro la notizia,di James L. Brooks e L’impero del sole di Spielberg,che nonostante 7 candidature il primo e 6 il secondo restano a bocca asciutta.
E’ un’edizione,la 60a,che lascia basiti per le scelte dei giurati,pronti a premiare prodotti meramente commerciali a scapito di prodotti di qualità.
La serata è presentata dal comico Chevy Chase,da segnalare il Premio alla memoria Irving G. Thalberg per il grande Billy Wilder.
Miglior film
L’ultimo imperatore (The Last Emperor), regia di Bernardo Bertolucci

Dentro la notizia (Broadcast News), regia di James L. Brooks

Attrazione fatale (Fatal Attraction), regia di Adrian Lyne

Anni ’40 (Hope and Glory), regia di John Boorman

Stregata dalla luna (Moonstruck), regia di Norman Jewison
Miglior regia
Bernardo Bertolucci – L’ultimo imperatore (The Last Emperor)

Adrian Lyne – Attrazione fatale (Fatal Attraction)

John Boorman – Anni ’40 (Hope and Glory)

Norman Jewison – Stregata dalla luna (Moonstruck)

Lasse Hallström – La mia vita a quattro zampe (My Life as a Dog)
Miglior attore protagonista
Michael Douglas – Wall Street

William Hurt – Dentro la notizia

Marcello Mastroianni – Oci ciornie

Jack Nicholson – Ironweed

Robin Williams – Good Morning, Vietnam
Migliore attrice protagonista

Cher – Stregata dalla luna

Glenn Close – Attrazione fatale

Holly Hunter – Dentro la notizia

Sally Kirkland – Anna

Meryl Streep – Ironweed
Miglior attore non protagonista
Sean Connery – Gli intoccabili (The Untouchables)

Morgan Freeman – Street Smart – Per le strade di New York (Street Smart)

Albert Brooks – Dentro la notizia (Broadcast News)

Vincent Gardenia – Stregata dalla luna (Moonstruck)

Denzel Washington – Grido di libertà (Cry Freedom)
Migliore attrice non protagonista
Olympia Dukakis – Stregata dalla luna
Norma Aleandro – Gaby – Una storia vera

Anne Archer – Attrazione fatale

Anne Ramsey – Getta la mamma dal treno

Ann Sothern – Le balene d’agosto
Miglior sceneggiatura originale
John Patrick Shanley – Stregata dalla luna
Louis Malle – Arrivederci ragazzi
James L. Brooks – Dentro la notizia
John Boorman – Anni ’40
Woody Allen – Radio Days
Miglior sceneggiatura non originale
Mark Peploe e Bernardo Bertolucci – L’ultimo imperatore
Tony Houston – The Dead – Gente di Dublino
James Dearden – Attrazione fatale
Stanley Kubrick, Michael Herr e Gustav Hasford – Full Metal Jacket
Lasse Hallström, Reidar Jönsson, Brässe Brannström e Per Berglund – La mia vita a quattro zampe
Miglior film straniero
Il pranzo di Babette regia di Gabriel Axel (Danimarca)
Arrivederci ragazzi regia di Louis Malle (Francia)
Esame superato regia di José Luis Garci (Spagna)
La famiglia regia di Ettore Scola (Italia)
L’arciere di ghiaccio regia di Nils Guap (Norvegia)
Miglior fotografia
Vittorio Storaro – L’ultimo imperatore
Michael Ballhaus – Dentro la notizia
Allen Daviau – L’impero del sole
Philippe Rousselot – Anni ’40
Haskell Wexler – Matewan
Miglior montaggio
Gabriella Cristiani – L’ultimo imperatore
Richard Marks – Dentro la notizia
Michael Kahn – L’impero del sole
Michael Kahn, e Peter E. Berger – Attrazione fatale
Frank J. Urioste – RoboCop
Miglior scenografia
Ferdinando Scarfiotti, Bruno Cesari e Osvaldo Desideri – L’ultimo imperatore
Anthony Pratt e Joan Wollard – Anni ’40
Norman Reynolds e Harry Cordwell – L’impero del sole
Santo Loquasto, Carol Joffe, Les Bloom e George DeTitta jr. – Radio Days
Patrizia von Brandenstein, William A. Elliott e Hal Gausman – Gli intoccabili
Migliori costumi
James Acheson – L’ultimo imperatore
Dorothy Jeakins – The Dead – Gente di Dublino
Bob Ringwood – L’impero del sole
Jenny Beavan e John Bright – Maurice
Marilyn Vance Straker – Gli intoccabili
Miglior trucco
Rick Baker – Bigfoot e i suoi amici
Bob Laden – Un’idea geniale
Migliori effetti speciali
Dennis Muren, William George, Harley Jessup e Kenneth Smith – Salto nel buio
Joel Haynek, Robert M. Greenberg, Stan Winston e Richard Greenberg – Predator
Migliore colonna sonora
Ryuichi Sakamoto, David Byrne e Cong Su – L’ultimo imperatore
George Fenton e Jonas Gwangwa – Grido di libertà
John Williams – L’impero del sole
Ennio Morricone – Gli intoccabili
John Williams – Le streghe di Eastwick
Miglior canzone
(I’ve Had) The Time of My Life, musica di Franke Previte, John De Nicola e Donald Markowitz, testo di Franke
Previte – Dirty Dancing – Balli proibiti (Dirty Dancing)
Cry Freedom, musica e testo di George Fenton e Jonas Gwangwa – Grido di libertà (Cry Freedom)
Nothing’s Gonna Stop Us Now, musica e testo di Albert Hammond e Diane Warren – Mannequin
Shakedown, musica di Harold Faltermeyer e Keith Forsey, testo di Keith Forsey, Harold Faltermeyer e Bob Seger – Beverly Hills Cop II
Storybook Love, musica e testo di Willy DeVille – La storia fantastica (The Princess Bride)
Miglior sonoro
Bill Rowe e Ivan Sharrock – L’ultimo imperatore
Robert Knudson, Don Digirolamo, Tony Dawe e John Boyd – L’impero del sole
Les Fresholtz, Dick Alexander, Vern Poore e Bill Nelson – Arma letale (Letal Weapon)
Michael J. Kohut, Carlos De Larios, Aaron Rochin e Robert Wald – RoboCop
Wayne Artman, Tom Beckert, Tom Dahl e Art Rochester – Le streghe di Eastwick
Miglior documentario
The Ten-Year Lunch: The Wit and Legend of the Algonquin Round Table, regia di Aviva Slesin
A Stitch for Time, regia di Barbara Herbich e Cyril Christo
Radio Bikini, regia di Robert Stone
Hellfire: A Journey from Hiroshima, regia di Michael Camerini e John Junkerman
Eyes on the Prize: America’s Civil Rights Years/Bridge to Freedom 1965, regia di Harry Hampton
Bernardo Bertolucci
Michael Douglas e Cher
Cher
Olimpia Dukakis
I presentatori:
Un povero ricco
Eugenio Ronconi è un ingegnere ricco ma anche malvisto; ha ormai sviluppato un’autentica fobia per la povertà.
Teme infatti di dover perdere tutte le sue ricchezze, inclusa villa con maggiordomo e moglie viziatissima. Questa paura gli condiziona pesantemente la vita.
Il suo psicologo gli consiglia di provare a vivere da povero,in modo tale da essere eventualmente preparato all’evenienza.
Così Eugenio, dopo essersi rasato e reso irriconoscibile, si fa assumere nell’azienda che dirige, cambiando anche il cognome.
Sperimenta così tutti i disagi della povertà, inclusi i maltrattamenti dei suoi nuovi “superiori.
Incontra casualmente Marta, sua vicina di casa, una ragazza che per vivere è costretta a fare salti mortali, e alla fine se ne innamora.
Ma adesso ha il problema di dichiarare la sua reale identità alla donna mentre è costretto a dover sopravvivere nella giungla cittadina dove,
in qualche modo si adatta, grazie ai consigli del re dei barboni Stanislao.
Vedendo la situazione disperata della sua amata, Eugenio decide di riprendersi in mano la vita e con un improvviso blitz si libera di
tutti gli approfittatori che gli ronzavano intorno, inclusa la moglie infedele e il maggiordomo avido e traditore.
Regolati tutti i conti,con Marta si reca dal suo “amico” Stanislao e… .

Un povero ricco è una commedia leggera diretta da Pasquale Festa Campanile su un soggetto dello specialista Ottavio Jemma,
dal quale aveva attinto a piene mani per i precedenti La matriarca, Dove vai tutta nuda?, Con quale amore, con quanto amore ecc. .
Sullo sfondo della Milano da bere del 1983, il regista lucano costruisce una commedia che ha il suo punto di forza nell’innata simpatia che Renato Pozzetto ispira con tutti i suoi personaggi.
La trama è esilissima eppure in qualche modo godibile, grazie anche alla presenza di Carlo Mazzarella che con la sua caratteristica voce rauca e il
milanesissimo accento è un simpaticissimo e furfante Stanislao,furbo barbone dalle mille astuzie.
Milano, con i suoi navigli e la sua vita frenetica sono solamente marginali alla storia; non c’è in Festa Campanile la consueta graffiante ironia,che resta molto defilata a tutto vantaggio della commediola che scorre sullo schermo.
La pellicola presenta alti e bassi, soprattutto quando si percepisce nettamente il tentativo del regista di portare la storia verso un lieto fine che chiude il film in puro stile favoletta: un elicottero che sparge banconote a pioggia sulla chiatta comandata da Stanislao.
Un vero peccato, perchè fino a quel punto qualche felice battuta (la forchettata di Stanislao, la moglie che si pesa le tette ecc.) avevano sicuramente strappato più di un sorriso.

Un povero ricco è il terzultimo film della lusinghiera carriera di Festa Campanile,che nello stesso anno dirige Il petomane con Ugo Tognazzi prima di chiudere la sua esperienza
cinematografica con l’incerto Uno scandalo perbene del 1984, due anni prima che scompaia improvvisamente, a soli 59 anni.
Un film dicevo costruito su Pozzetto ma anche su una affascinante Ornella Muti,la donna di cui si infatua il protagonista.
Anche la Muti è in un periodo d’oro,come del resto Pozzetto, che però stride in maniera fortissima con la conclamata crisi del cinema italiano; infatti, da lì a due anni, avrebbe toccato il fondo con meno di 90 film prodotti nel nostro paese.
La Muti è bella ma palesemente in imbarazzo,mentre Pozzetto è la solita garanzia, grazie al consueto ruolo brillante che gli viene cucito addosso.
Completano il cast Ugo Gregoretti,regista, attore e giornalista di valore qui nel ruolo dello psicologo e un bravissimo Mazzarella.
Buone le musiche di Stelvio Cipriani mentre di sicuro effetto è la location milanese degli anni d’oro del craxismo.
Film totalmente disimpegnato per una serata rilassante.
Un film di Pasquale Festa Campanile. Con Renato Pozzetto, Ornella Muti, Piero Mazzarella, Corrado Olmi, Ugo Gregoretti, Antonio Marsina, Nanni Svampa, Gabriele Tozzi Commedia, durata 92 min. – Italia 1983
Renato Pozzetto: Eugenio Ronconi/Eugenio Ragona
Ornella Muti: Marta
Piero Mazzarella: Stanislao, detto Fosforo
Patrizia Fontana: Romina
Nanni Svampa: maggiordomo
Corrado Olmi: Neroni, capo del personale
Antonio Marsina: avvocato Marini
Dino Cassio: barista
Ugo Gregoretti: psicologo
Giulio Massimini: commissario
Bruno Rosa: direttore del supermercato
Massimo Buscemi: l’uomo che riceve i fiori
Massimo Mirani: venditore abiti usati
Regia Pasquale Festa Campanile
Soggetto Ottavio Jemma
Francesco Venturoli
Sceneggiatura Renato Pozzetto
Produttore Achille Manzotti
Fotografia Franco Di Giacomo
Montaggio Amedeo Salfa
Musiche Stelvio Cipriani e Monica Castello
Scenografia Ezio Altieri
Costumi Rosanna Andreoni
“Ma perchè abbiamo dei cani così stronzi? Licenzialo!”
“Gli stronzi sono conseguenza del cibo ma non mangiano!”
Curiosità sul film tratte dal sito http://www.cinepanettoni.it
Piero Mazzarella, Stanislao, è stato uno dei più grandi attori teatrali della scena Milanese, nonchè pioniere della rete tv Canale 5 nei primi anni 80, all’interno della quale venivano trasmessi i suoi spettacoli teatrali.
. il barista che caccia Pozzetto dal bar dopo che lui ruba un bicchiere di latte è Dino Cassio, uno dei caratteristi più presenti nei film cult a cavallo tra gli anni 70 e 80, nonchè membro dei Brutos e indimenticato prete nella famosissima scena degli schiaffi di “Vieni avanti cretino”.
. La storica scena della forchetta data da un operaio a Pozzetto, è stata girata alla Darsena di Milano, che in quel periodo era veramente un cantiere in quanto stava per essere realizzata la fermata della metropolitana “Porta Genova”.
. il regista Pasquale Festa Campanile, entusiasta della riuscita del film e del sodalizio lavorativo con Pozzetto, deciderà proprio dopo “Un povero ricco” di girare l’immenso cult “Il ragazzo di campagna”.
. La scena finale della casa galleggiante è girata a Gaggiano, pressochè nello stesso punto in cui nel film “Asso” Adriano Celentano viene ucciso dal sicario.

L’opinione del sito http://www.mymovies.it
Eugenio, ricco industriale, ha l’ossessione del fallimento e della conseguente povertà. Decide quindi, su consiglio dello psicanalista, di provare a vivere la sua ossessione nella realtà. Si trasforma quindi in povero e si fa assumere in una delle sue aziende in cui viene trattato non proprio con i guanti… Avrà anche il modo di affezionarsi a una vicina di casa, Marta, che non ha una vita facile.
Renato Pozzetto in questo film è ancora perfettamente abile nel giostrare i propri personaggi facendoli passare dal surreale al pragmatico non dimenticando di evidenziare una morale, magari un po’ didascalica, ma esposta sempre con il sorriso sulle labbra. Accanto a lui un’Ornella Muti in uno dei ruoli da commedia meglio riusciti. Da non perdere il cameo di Piero Mazzarella nei panni del clochard (barbone per i milanesi).
L’opinione di Lina dal sito http://www.filmtv.it
Commedia poco originale che non è di certo una delle migliori di Pozzetto e che ricorda molto vagamente la ben più brillante commedia di Mel Brooks, “Vita da cani” in cui un ricco signore sperimenta quanto sia dura la vita di uno straccione.
La trama è scorrevole, ha diversi momenti simpatici e godibili e riesce a divertire quanto basta nel mostrare come un ricco difficilmente riesca ad adattarsi a “fare” il povero, però questa volta la verve comica di Pozzetto appare un po’ fiacca e sottotono e le ragioni che spingono il suo personaggio a sperimentare la miseria appaiono bizzarre, nonsense ed esagerate, poichè lo fanno apparire come un paranoico preda di una strana psicosi fobica (quella di poter diventare povero da un giorno all’altro se gli accadesse di perdere ad esempio il lavoro – come se alla fine non potesse cercarsene un altro in un’epoca in cui il lavoro ancora c’era!). Nel film di Brooks perlomeno invece si dava un senso alla volontà del protagonista ricco di vivere da povero per qualche tempo, ma le pellicole finiscono comunque entrambe con l’aggrapparsi ad una parentesi romantica per donare un po’ di reale consistenza alla storia anche se questa volta Pozzetto e la Muti, non fanno “scintille” sul set come nel caso di “Nessuno è perfetto”.
L’opinione di Renato dal sito http://www.davinotti.com
Altro ottimo titolo pozzettiano dei bei tempi. Non è certo il suo film migliore, a dirla tutta, ma così averne. L’inizio è un po’ loffio se vogliamo, e Pozzetto come ricco industriale carognone non può certo funzionare; ma non appena diventa povero (anche se per scelta) il film prende subito quota per poi decollare definitivamente con l’ingresso in scena del grandissimo Piero Mazzarella. Tutte le sue scene sono memorabili, ed accompagnano la pellicola all’ovvio finale. Per me, è ormai un classico nel vero senso della parola.
Brivido nella notte
Dave Garland è uno scapolo impenitente e affascinante, che lavora come Disc jockey per una radio indipendente; è legato ad una donna,Tobie, che ama. Tuttavia, Dave non esita a tradire la compagna con Evelyn, sua ascoltatrice assidua, con la quale si illude di avere un rapporto sessuale fine a se stesso.
Infatti, l’uomo si accorgerà di essere precipitato in un incubo nel momento in cui la psicotica Evelyn mostrerà di non voler essere considerata un’avventura.
La donna inizia, quindi, a perseguitare il Dj, arrivando a distruggergli l’appartamento.
Con l’arresto di Evelyn, sembra che la quotidianità di Dave sia tornata alla normalità. Ma ciò che appare un principio di respiro, si dimostrerà, in seguito, l’inizio di un’agonia.
Prima regia cinematografica per Clint Eastwood, che nel 1971 vive un periodo davvero fortunato per la sua carriera: è, infatti, il protagonista di La notte brava del soldato Jonathan del suo amico regista Don Siegel. Non pago delle interpretazioni sullo schermo, Eastwood passa dall’altro lato della macchina da presa con questa prima opera: Brivido nella notte,

antesignano di un film di grande successo degli anni ottanta, Attrazione fatale di Adrian Lyne, del quale anticipa la tematica dello stalking portato alle estreme conseguenze.
Qui la storia è quella di un uomo un po’ superficiale, distratto dal suo rapporto con la fedele compagna che, in verità, ama profondamente. Il protagonista è, infatti, invogliato dal desiderio di trasgredire e, probabilmente, è stimolato dall’istinto primordiale del predatore, “piaga” dell’universo maschile.
Mal gliene incoglie, perché quella che doveva essere la scopata usa e getta si trasforma in un incubo: il “predatore” si ritroverà a fare i conti con la evidente pazzia della “preda”, una donna profondamente turbata, la quale non solo metterà in crisi il rapporto di Dave con la sua compagna, ma gli minaccierà perfino l’incolumità fisica.
Eastwood dimostra di aver imparato molto sulle tecniche di ripresa e soprattutto sui tempi cinematografici; le lezioni dei suoi maestri Leone e Siegel, che lo avevano diretto in film come
Per un pugno di dollari, Per qualche dollaro in più e La notte brava del soldato Jonathan.

Questo Brivido nella notte è, infatti, un thriller di buona fattura, abbastanza teso e scorrevole, decisamente interessante anche come trama.
La persecuzione di cui è fatto oggetto Dave è mostrata con un crescendo di tensione ben calibrata, che dimostra le ottime attitudini, la predisposizione quasi naturale alla direzione di Eastwood, il quale attraverso la sua prestazione smentisce le parole del mentore, Sergio Leone, in merito alle sue capacità interpretative. Difatti, Eastwood non è l’attore con due espressioni “una col cappello e una senza”, ma un interprete capace e volitivo.
Il film, come dicevo, è ben congegnato e scorre tranquillamente.
Eastwood, che nel futuro dirigerà ben 37 pellicole, tutte di ottima fattura, consacrate anche da due Oscar, inizia qui una carriera da regista lusinghiera e importante.
Da Assassinio sull’Eiger a I ponti di Madison County, da Mystic River a Gran Torino, l’attore regista di San Francisco mostrerà doti di padronanza del mezzo tecnico.
Bene anche la sua recitazione nel film, assecondata da quella di un’ottima Jessica Walter, che interpreta la stalker di Dave.
Cameo per l’amico regista Don Siegel in un film in definitiva da vedere e gustare.
Buona la fotografia.
Potete scaricare il film (seguendo il tutorial su questo sito) all’indirizzo https://openload.co/f/AOdcDOYKZcE/Brivido_nella_notte_1971_-_Sat_rip.avi.mp4
Brivido nella notte
Un film di Clint Eastwood. Con John Larch, Clint Eastwood, Jessica Walter, Donna Mills, Don Siegel Titolo originale Play Misty for Me. Giallo, durata 102 min. – USA 1971.
Clint Eastwood: Dave Garner
Jessica Walter: Evelyn
Donna Mills: Tobie
John Larch: Sgt. McCallum
Jack Ging: Frank
Irene Hervey: Madge
James McEachin: Al Monte
Clarice Taylor: Birdie
Donald Siegel: Murphy
Duke Everts: Jay Jay
Pino Colizzi: Dave Garner
Rita Savagnone: Evelyn
Vittoria Febbi: Tobie
Nando Gazzolo: Sgt. McCallum
Ferruccio Amendola: Al Monte
Flaminia Jandolo: Birdie
Carlo Romano: Murphy
Regia Clint Eastwood
Soggetto Jo Heims
Sceneggiatura Dean Riesner, Jo Heims
Produttore Robert Daley
Fotografia Bruce Surtees
Montaggio Carl Pingitore
Musiche Dee Barton (musiche originali)
Scenografia Alexander Golitzen
Costumi Helen Colvig, Brad Whitney
L’opinione di Will Kane dal sito http://www.filmtv.it
Sull’onda dei personali successi raccolti tra Italia e USA,Clint Eastwood passò anche dall’altra parte della macchina da presa nel 1971,con un thriller che venne rievocato dalla stampa quasi vent’anni dopo dopo il grande risultato di “Attrazione fatale”.Perchè anche in questa pellicola una donna che ha avuto un “one night stand”,più elegante certo di “una botta e via” con un uomo,non accetta di essere stata considerata solo l’avventura di una nottata,e si vendica fino alla psicopatia,mettendo in pericolo la vita dell’amante e di chi gli è vicino. Certo,riguardandolo oggi,soprattutto dopo le opere che l’antico portatore della pistola di Callaghan in alcuni momenti questo esordio ha delle piccole ingenuità,qualche tempo non gestito propriamente in modo perfetto,ma che attenzione alla descrizione delle personalità,ed interessante l’ambientazione quasi del tutto in notturna, che aggiunge pathos al racconto,e l’attenzione all’escalation da nevrotica a folle omicida della coprotagonista Jessica Walters,un ritratto psicologico raffinato e assolutamente non dozzinale,come invece in molti thriller dell’epoca poteva esser riscontrato. Eastwood, che ha cominciato da qui a costruire una carriera registica intensa e in crescendo,sceglie una via non semplice,giocando se stesso come interprete di un personaggio non libero da ambiguità,e che nel finale ha la meglio sulla scheggia impazzita che vuole uccidere lui e l’amata,in un confronto con risoluzione brusca e ruvida.Al tempo dell’uscita,un quasi sorpreso Kezich ne parlò bene,e dire che non amava particolarmente Clint come star del botteghino e beniamino delle platee….
L’opinione di generation Lost dal sito http://www.filmscoop.it
Il primo lungometraggio che vede Clint Eastwood dietro la macchina da presa racconta quello che al giorno d’oggi i media chiamerebbero un caso di stalking. Siamo nel 1971, il femminismo è oramai qualcosa più che un semplice grido dalla folla, e un regista sensibile come lui avverte la cosa, proponendoci un ribaltamento di ruoli: la donna da preda diventa predatrice, non più soggiogata dalla forza maschile, ma soprattutto anch’essa potente eroticamente, senza paura di usare il sesso e il ricatto come arma.La pellicola procede per tutta la sua durata sul sottile filo che separa la passione dall’ossessione, viste come due facce della stessa medaglia. Il bene è da una parte rappresentato da Tobie, fidanzata di Dave – ritratta sempre in scene diurne, tra il verde e la purezza della natura – mentre Evelyn, il lato malato dell’amore, si situa quasi esclusivamente in ambientazioni notturne o chiuse, quasi claustrofobiche.Dal punto di vista formale il film non presenta alcuna nota degna di citazione: Eastwood è un novizio ed è evidente come l’uso della macchina da presa sia ancora piuttosto rozzo ed elementare. Anche il montaggio è eccepibile, soprattutto nelle scene di lotta che presentano movimenti fin troppo agitati. Le scelte musicali, al contrario, sono solo l’aperitivo di quella che sarà una carriera costellata da grandi momenti melodici applicati al cinema.Brivido nella notte scorre abbastanza linearmente nella sua interezza, mantenendo sempre un costante livello di suspense. Non convince però del tutto la figura di Evelyn, il cui disagio psicologico è analizzato in maniera piuttosto approssimativa, lasciando più spazio alle azioni criminose che ai momenti di intimità e malattia.Ottime invece le sequenze riguardanti il festival jazz di Monterrey ma sopratutto le riprese aeree di Camden che risentono molto dello stile di Siegel (vedasi dirty harry)
Dal sito http://www.storiadei film.it
Imperfetto ma suggestivo.
Spenta la luce e isolata acusticamente la stanza sarà facile provare quel brivido nella notte con cui si è discutibilmente tradotto Play Misty For Me. Non è detto che a suggestionare sia la convincente follia di Jessica Walter, tanto riuscita da spingere chiunque a desiderare la sua morte, potrebbe anche essere la colonna sonora, eccessivamente risaltata ma con una scelta azzeccata dei titoli. Atmosfere giuste e buone scelte di regia compensano la mancanza di originalità della trama e alcuni passaggi degni di pennichella (come la lunga sequenza d’amore tra piante e cascate). È un film d’esordio alla regia e si nota. Se non fosse per il nome dietro la macchina da presa sarebbe un titolo del passato di cui difficilmente si parlerebbe. Il punto è che la non originalissima sceneggiatura di Jo Heims venne acquistata dalla Universal, su consiglio di Eastwood, a condizione che fosse Clint stesso a girare la pellicola. Così ci ritroviamo con il duro e puro uomo senza nome in balia a due donne che giocano con i suoi sentimenti e la sua vita, incastrandolo nella penisola californiana di Carmel-Monterey (la stessa dove Clint ricoprirà la carica di sindaco).
Un film semplice, che rallenta eccessivamente in alcuni passaggi ma dimostra passione verso il cinema e la musica, elementi che verranno riproposti in modo più maturo e riuscito.(…)
Andavamo al cinema-Parte dodicesima

Continua il viaggio attraverso il belpaese alla ricerca delle sale cinematografiche che hanno segnato indelebilmente la storia del cinema in Italia,sin dai suoi albori.Alcune di queste immagini sono davvero rarissime e sembrano sospese nel tempo.Un tempo ormai sepolto ma vividamente scolpito nella memoria di quanti,in questi cinema,hanno passato ore di svago e divertimento o semplicemente sognando con i protagonisti degli schermi.

Cinema Teatro Toniolo,Mestre (Venezia)
Cine Arena Paradiso,Guidonia Montecelio (Roma)
Cine Teatro Aurora,Petilia (Roma)
Cine Teatro Il Vicoletto,Cagliari
Sala proiezione Cine Teatro Imperiale,Guidonia Montecelio (Roma)
Cine Teatro Iris,San Sepolcro (Arezzo)
Cinema Ambra, Torino
Sala di proiezione del cinema della caserma Carlo Pisacane,Livorno
Cinema Apollo,Ferrara
Cinema Arcadia,Milano
Cinema Argentina,Milano
Cinema Arlecchino,Somma Vesuviana (Napoli)
Cinema Aurora,Modica (Ragusa)
Cinema Aurora,Riesi (Caltanisetta)
Cinema Belvedere,Frigento (Avellino)
Sala cine Casa della gioventù,Roma
Cinema Biri,Padova
Cinema Calandra,Cetraro (Cosenza)
Cinema Capitol,Milano
Cinema Capranichetta,Roma
Cinema Cavour,Bari
Sala proiezione cinema Aurora,Legnano (Milano)
Sala proiezione cinema Astor,Torino
Cinema Cavour,Modena
Cinema Centrale,Monza
Cinema Centrale,Randazzo (Catania)
Cinema Centrale,Rho (Milano)
Cinema Comunale,Crespino (Rovigo)
Cinema Concordia,Mestre (Venezia)
Sala ingresso cinema Ideal,Atripalda (Avellino)
1980, un anno di cinema
E’finito il decennio settanta.
Senza grandi rimpianti,se vogliamo; le aspettative di fine anni sessanta,l’impegno,le lotte hanno lasciato il posto alla disillusione.
Ora c’è voglia soltanto di lasciarsi alle spalle la triste stagione degli anni di piombo,della crisi economica e energetica,dell’inflazione a doppia cifra.
Che qualcosa stesse cambiando era apparso chiaro già dal 1978,anno cruciale e fra i più importanti dello scorso secolo.
C’è ora voglia di leggerezza,per scacciare i dieci anni d’incubo che il paese ha vissuto.
Ed effettivamente le aspettative di tutti saranno premiate,anche se non dall’oggi al domani.
Il 1980 infatti è un anno per certi versi drammatico,che sembra avvinghiare il paese all’àncora del decennio precedente;
il terrorismo morde selvaggiamente,il 1980 sembra la triste prosecuzione dell’anno appena passato.
Tre fatti luttuosi e gravissimi sconvolgono l’anno,gettando una luce sinistra sulle aspettative per un decennio meno inquieto,
meno angoscioso del 1979.
Shining di Kubrick
Sophie Marceau in Il tempo delle mele
Il 27 giugno un aereo di linea della Itavia,un DC9 in viaggio verso Palermo scompare dai radar.
Accade mentre il velivolo sorvola Ustica,con i suoi 81 passeggeri.
Alla fine si scopre che l’aereo è esploso in volo,ma coperture e depistaggi impediranno di far luce sulla vera natura
dell’incidente.Dopo oltre 35 anni la verità è emersa,nonostante tutto,anche se ancora non chiara;il DC9 venne abbattuto per errore
durante una battaglia aerea sui cieli di Ustica,ma ancora oggi è una verità contestata proprio da parte di coloro che avrebbero dovuto
far luce sulla vicenda,ovvero gli alti gradi dell’aeronautica militare.
Il 2 agosto,alle 10 e 25,in una calda giornata d’estate la stazione di Bologna è piena di turisti in transito per le mete di vacanza.
Un potentissimo ordigno,piazzato nella sala d’attesa,esplode causando la morte di 85 persone ed oltre 200 feriti.Siamo al culmine della strategia della tensione, anche in questo caso depistaggi dei servizi segreti impediranno di conoscere appieno i responsabili della strage,ancora oggi non del tutto individuati.
Infine il 23 novembre,una tranquilla domenica,poco dopo le 19,30 una devastante scossa di terremoto del decimo grado della scala Mercalli rade al suolo interi paesi dell’Irpinia,causando la morte di 3000 persone oltre al ferimento di migliaia di cittadini e danni incalcolabili.
Questo lo scenario di un anno davvero drammatico,che cinematograficamente parlando sarà uno dei più bui della storia .
La crisi del cinema è ormai conclamata,con la perdita di milioni di spettatori e le produzioni ne risentono pesantemente.
The blues brothers
Bianco rosso e Verdone
Non è tanto una questione di numeri,perchè siamo comunque attorno alle 140 produzioni quindi in crescita rispetto al 1979,quanto piuttosto di qualità.
Davvero si fatica a trovare,ovviamente per quanto riguarda le produzioni di casa nostra,pellicole degne di segnalazioni.
Così i prodotti migliori,al solito,arrivano dall’estero.
Come lo splendido film di Kubrick Shining,uno dei capolavori del maestro,tratto da un romanzo di Stephen King,un horror metafisico interpretato da uno straordinario Jack Nicholson.
John Landis dirige uno dei cult degli anni 80,The blues brothers,con la straordinaria coppia Dan Aykroyd e John Belushi;storia di due fratelli che vogliono impedire la chiusura della loro scuola e che organizzano un concerto per scongiurare l’evento.Una spettacolare colonna sonora e il ritmo ossessivo delle gag unito ad una direzione fatta con mano ferma portano il film al successo mondiale.
Martin Scorsese presenta uno dei suoi capolavori,Toro scatenato,protagonista Robert De Niro nei panni di Jake La Motta,pugile italo americano campione dei pesi medi.
Il film è girato in un vivido bianco e nero,Robert De Niro,quasi irriconoscibile per il peso preso per esigenze artistiche si produce in una performance che gli varrà,nel 1981,l’Oscar come miglior attore protagonista.
Il piccolo Lord
Toro scatenato
Sempre da oltre oceano arriva un grandissimo successo,Star Wars – Episodio V – L’impero colpisce ancora,seconda parte della saga di Guerre stellari.
Il fascino di Han Solo e Luke Skywalker è intatto,il film è molto ben fatto,il successo assicurato.
Dopo il grandissimo successo di Il cacciatore,torna Michael Cimino con un bellissimo film che parla di immigrazione e intolleranza,I cancelli del cielo.
L’opera è un capolavoro,ma non viene capita e si tramuta in un fiasco ai botteghini con perdite colossali pari a circa 40 milioni di dollari e che costò quasi il fallimento per la gloriosa United Artist.Ci vorranno anni per rivalutare il film,uno dei capolavori del cinema americano moderno.
Il 14 aprile,presso il Dorothy Chandler Pavilion di Los Angeles,tradizionale passerella per l’assegnazione dei premi Oscar relativi ai film del 1979;vince Kramer contro Kramer,di Robert Benton che si impone con molta infamia su un capolavoro come Apocalypse now.
Ma gli americani non amano scavare nel loro poco inglorioso passato e il film di Coppola,penalizzato dalla giuria,si impone nelle sale prendendosi la legittima rivincita.
Dustin Hoffman è il miglior attore mentre Sally Field è la migliore attrice.
A concorrere per l’Italia c’è soltanto Dimenticare Venezia;ma la pur bella pellicola di Brusati nulla può contro lo splendido Il tamburo di latta di Volker Schlöndorff.
Cannibal holocaust
La città delle donne
A Cannes la Palma d’oro è attribuita ex aequo a due grandi film,All that jazz di Bob Fosse e Kagemusha l’ombra del guerriero di Akira Kurosawa.
Siamo alla celebrazione vera del cinema d’autore.
Intanto nelle sale spopola,sopratutto fra gli adolescenti il film che lancia Sophie Marceau,Il tempo delle mele,commedia sulle inquietudini e i sogni di una ragazzina,film arricchito da una colonna sonora intrigante mentre dagli Usa arriva un altro film di successo sicuramente meno interessante e più commerciale,Laguna blu di Randal Kleiser,storiella che narra le vicende di due ragazzini che dopo un naufragio sbarcano su un’isola e che vivranno avventure e che alla fine si innamoreranno.
Il cinema italiano,in fortissima crisi economica e di identità propone poche cose degne di rilievo,come il folgorante esordio di Carlo Verdone con Un sacco bello e l’ancor più fortunato Bianco rosso e Verdone,due pellicole che segnano l’inizio di una lusinghiera carriera cinematografica per l’attore regista romano.
Dario Argento propone la seconda parte della sua trilogia delle “tre madri”,quell’Inferno che è opera di indubbio spessore ma che è anche vista con diffidenza dai critici;splendida la traccia audio Mater tenebrarum del compianto Keith Emerson.Davvero bello è La terrazza di Ettore Scola,lucido affresco su un gruppo di intellettuali occupati a parlare di tutto e che un anno dopo l’incontro si rivedono,con posizioni molto diverse;un cast d’eccezione,che comprende Vittorio Gassman, Ugo Tognazzi, Jean-Louis Trintignant, Marcello Mastroianni,Stefano Satta Flores, Carla Gravina, Serge Reggiani, Stefania Sandrelli.
Gente comune
Stati di allucinazione
Per Fellini è l’ora di parlare di rapporti fra uomo e donna in La città delle donne,caleidoscopica galleria di immagini con protagonista un bravissimo Mastroianni;a fasi alterne è invece Il papocchio,un film quasi non sense diretto da Renzo Arbore che per l’occasione prende in giro benevolmente la chiesa riproponendo alcuni dei suoi compagni di scorrerie televisive come Roberto Benigni, Andy Luotto, Mario Marenco, Luciano De Crescenzo e con camei di Martin Scorsese,Mariangela Melato, Isabella Rossellini.
Per la ormai moribonda commedia sexy vengono proiettati film come La dottoressa ci sta col colonnello,sguaiata commediaccia con Banfi e la Cassini,L’insegnante al mare con tutta la classe di Michele Massimo Tarantini,il pessimo Fantozzi contro tutti di Parenti,il discreto Qua la mano di Pasquale Festa Campanile.
Ma ci rifacciamo il palato con il cinema d’oltralpe,segnalando uno dei capolavori di Akira Kurosawa,Kagemusha l’ombra del guerriero,epico affresco ambientato nel Giappone feudale,con Gente comune di Robert Redford che l’anno successivo vincerà l’Oscar,coinvolgente storia di un ragazzo di sedici anni che tenta di suicidarsi dopo la morte del fratello maggiore e che troverà nuovi scopi per vivere grazie a suo padre e ad un sensibile dottore.
Brian De Palma presenta Vestito per uccidere,un film in bilico tra il thriller e l’horror con un bravissimo Michael Caine,mentre dalla Francia arriva uno splendido film di Truffaut,L’ultimo metrò,una storia drammatica con sullo sfondo l’occupazione nazista di Parigi.
Grande successo per il musical Saranno famosi,diretto da Alan Parker,che affronta con delicatezza e passione la storia di un gruppo di aspiranti ballerini e cantanti,ognuno alle prese con la difficile realtà della vita nello spietato mondo dello spettacolo ma anche nella giungla cittadina e dei rapporti umani.
I cancelli del cielo
Riprendendo il discorso sul cinema italiano,il film più visto della stagione è Il bisbetico domato,diretto da Castellano e Pipolo,con protagonista la coppia Celentano-Ornella Muti in una commedia gradevole che vede una ragazza snob riuscire a piegare la volontà di un benestante contadino dal carattere chiuso e introverso,misogino fino al momento in cui compare nella sua vita il ciclone Muti.
Tra i titoli della commedia italiana vanno citati il simpatico Fico d’India di Steno,con uno straripante Pozzetto,Zucchero miele e peperoncino di Sergio Martino,film in tre episodi con un cast di comprimari molto validi che vanno dal solito Lino Banfi a Dagmar Lassander e all’immancabile Edwige Fenech,alle ultime fasi di una carriera senza acuti spesa tutta nel florido filone sexy.
Ancora,tra i film italiani si possono citare Io e Caterina di Alberto Sordi,mediocre commedia imbastita sul rapporto tra un ricco industriale e un robot donna che si rivelerà essere più temibile di una donna in carne ed ossa,film leggermente misogino e discutibile anche nelle tematiche,Delitto a Porta Romana di Bruno Corbucci con l’inossidabile coppia Milian-Bombolo,Non ti conosco più amore di Sergio Corbucci con Monica Vitti,Johnny Dorelli,Luigi Proietti,Franca Valeri,il brillante esordio di Maurizio Nichetti con Ho fatto splash!
I David di Donatello vanno a Gillo Pontecorvo come miglior regia per il film Ogro ex aequo con Marco Bellocchio per Salto nel vuoto mentre per il cinema straniero a vincere è Losey con il suo Don Giovanni,mentre il miglior regista straniero è Coppola per Apocalypse now.Viene premiata Virna Lisi come miglior attrice per La cicala e Celentano come miglior attore per Mani di velluto.
L’infermiera nella corsia dei militari
La dottoressa ci sta col colonnello
Riscuotono buoni successi di critica e pubblico Il piccolo Lord di Jack Gold con Rick Schroder e Alec Guinness,riedizione del classico per la letteratura per ragazzi che narra le vicende di un bambino nipote di un ricchissimo Lord che riuscirà a far breccia nel suo cuore inaridito con tutta la carica della sua ingenuità e candore,il commovente The elephant man di David Lynch con tre bravissimi attori come Anne Bancroft, John Hurt, Anthony Hopkins,ripreso dalla storia vera di un povero essere deforme mostrato al pubblico come eccentrico errore della natura,liberato dalla sua schiavitù da un medico,rapito e poi liberato,che si spegnerà con dolcezza dopo una vita travagliata,American gigolò di Paul Schrader,che lancia il talento e il fascino di Richard Gere,prostituto d’alto bordo coinvolto in una torbida storia a sfondo thriller.
Ancora,tornando in Italia,buon successo (non certamente di critica) per il cannibal movie di Ruggero Deodato Cannibal Holocaust,un film per chi ha lo stomaco forte mentre Sergio Martino con La moglie in vacanza… l’amante in città propone la coppia di sex symbol Barbara Bouchet e Edwige Fenech,Nanni Loy dirige un grande Nino Manfredi in Cafè express,storia amara di un finto invalido che vive sui treni vendendo caffè ai passeggeri e Mariano Laurenti una delle ultime commedie sexy,La ripetente fa l’occhietto al preside.
Kagemusha l’ombra del guerriero
L’insegnante al mare con tutta la classe
Altri successi della stagione:
–Brubaker di Stuart Rosenberg,storia di un direttore di carcere che invano cerca di fermare la dilagante corruzione dei secondini e la prepotenza di alcuni carcerati;
–Antropophagus di Joe D’Amato,cannibal movie con tanto di caccia ad un mostro cannibale feroce e implacabile;
–Fog di John Carpenter,film davvero ben fatto in stile horror,con una nebbia assassina che porta sei reincarnati a seminare il terrore in una pacifica città della California;
–Superman II di Richard Lester,il ritorno del supereroe che vorrebbe sposarsi ma è costretto a mettere la tuta per difendere nuovamente la terra;
–Stardust memories di Woody Allen,con il regista che rifà il verso a Fellini raccontando i suoi rapporti tormentati con le donne;
–Mangiati vivi di Umberto Lenzi,ancora un cannibal movie imbastito sul racconto di una ragazza che vuole liberare sua sorella prigioniera di un folle santone nella giungla;
–Flash Gordon di Mike Hodges,mega produzione che racconta le avventure del personaggio creato da Alex Raymond con un cast stellare che va da Max Von Sidow alla nostra Ornella Muti.
Da quanto si è letto,non è stata affatto una grande annata almeno per il cinema italiano.
Il declino inarrestabile,che culminerà nel 1985 con meno di 90 pellicole prodotte è ormai conclamato.
Altri premi importanti dell’anno ovvero l’Orso d’oro del Festival internazionale del cinema di Berlino va ex aequo ai film Heartland di Richard Pearce e Palermo o Wolfsburg di Werner Schroeter mentre il prestigioso BAFTA attribuito dalla
British Academy Film Awards relativa a film del 1979 premia Woody Allen e il suo splendido Manhattan.
The elephant man
American gigolò
Un sacco bello
Inferno
Star wars V L’impero colpisce ancora
Vestito per uccidere
Il bisbetico domato
La moglie in vacanza,l’amante in città
Cafè express
Brubaker
L’ultimo metrò
Saranno famosi
La ripetente fa l’occhietto al preside
Fog
Mia moglie è una strega
Zucchero miele e peperoncino
Mangiati vivi
Mon oncle d’amerique
Flash Gordon
La terrazza
Io e Caterina
Kramer contro Kramer
All that jazz di Bob Fosse e Kagemusha l’ombra del guerriero di Akira Kurosawa
Ogro di Gillo Pontecorvo ex aequo con Salto nel vuoto di Marco Bellocchio
Heartland di Richard Pearce e Palermo o Wolfsburg di Werner Schroeter
Una drammatica foto della sciagura al largo di Ustica
Devastazione nella stazione di Bologna dopo l’attentato
Il terremoto in Irpinia
L’assassinio di Bachelet da parte delle Brigate rosse
Scompare nel 1980 il Maresciallo Tito
Si svolgono le Olimpiadi di Mosca
Ronald Reagan è il nuovo presidente degli Usa
Tributo commosso a John Lennon
I flani del 1969-Prima parte
Ecco una selezione di alcuni flani di film dell’ultimo anno del decennio sessanta,il 1969,denso di capolavori ed anno cruciale per la cinematografia mondiale.Alcuni film non sono famosissimi,ma i loro flani meritano sicuramente di essere ricordati.Una cosa;il materiale pubblicato non ha copyright ed è frutto di un paziente lavoro di ricerca.I colleghi che prendono le immagini dal mio sito sono liberissimi di farlo,tuttavia cortesia vorrebbe che citassero almeno la fonte da cui hanno prelevato il materiale.Buona lettura

Il flano dell’ottimo film di Fulci Una sull’altra
Gran bel film,programmato in Italia con il titolo Le cerbiatte
Un film girato con due lire ma che incassò tantissimo
Serafino,uno dei film più visti della stagione
Uno dei massimi capolavori della cinematografia di tutti i tempi
Sicuramente non il più bello,come pomposamente recitato,ma di sicuro di buon livello
Uno degli ultimi film di John Wayne
Il personaggio creato da Jean Bruce in un film di buon livello
Un erotico soft super censurato
Flop clamoroso per questo film di Masumura nonostante il titolo ammiccante
Protagonista una splendida Femi Benussi
Musicarello ripreso dal titolo della canzone vincitrice di Sanremo
B movie bellico in stretta economia
Di enorme c’è solo la pubblicità;fiasco in tutti i sensi
Un bellissimo cast per un adventure movie affascinante
Ancora un flop per Masumura
Davvero un bel film questo Plagio



































































































































































































































































































































































































































































































