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Io Cristiana studentessa degli scandali

Io cristiana studentessa degli scandali locandina 1

Siamo nel pieno della contestazione studentesca e il professor Davide ha il suo bel daffare nell’insegnare ai giovani di un liceo provinciale.
Gli studenti contestano un po tutto, in particolare rivendicano il proprio diritto all’autodeterminazione sessuale;tra i più decisi nella contestazione ci sono due studenti,Cristiana e Massimo, legati fra loro e che per scommessa decidono di attirare il professore in una trappola.Cristiana si occupa di sedurre il professore mentre Massimo di sedurre la bella moglie di Davide,Simona, donna affascinante ma anche frivola e dall’incerta identità sessuale.
L’operazione, nonostante qualche difficoltà, riesce e Cristiana seduce Davide, finendo però per innamorarsi profondamente dell’uomo, mentre Massimo assolve il suo compito senza problemi.

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Davide è davvero innamorato di Cristiana ed è ricambiato; ma gli amici della ragazza non accettano di buon grado la situazione, accusando la ragazza di aver tradito gli “ideali” contestatari.
Il professore ormai sogna di vivere la sua vita accanto a Cristiana e lascia la moglie,con buona pace di quest’ultima che ha ben altri interessi.
Ma la tragedia è in agguato, quando gli studenti decidono di vendicarsi…
Grezzo,rozzo,irrisolto;tre aggettivi esemplari per descrivere Io Cristiana studentessa degli scandali,opera del 1971 diretta da Segio Bergonzelli,regista piemontese scomparso nel 2002 dopo aver diretto una trentina di film non di certo memorabili.

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Il film segue Nelle pieghe della carne, forse l’opera migliore del regista uscito nelle sale nel 1970 e precede una serie di film a sfondo smaccatamente erotico come Cristiana monaca indemoniata,La cognatina, La sposina, Il compromesso erotico che già nei titoli anticipano soggetti a sfondo erotico, diretti e girati in stretta economia cavalcando l’onda lunga dell’erotismo casereccio tanto in voga negli anni settanta nel mondo dei B movie.
Io Cristiana studentessa degli scandali è un film furbetto; dietro l’apparente volontà di Bergonzelli di mostrare l’altra faccia della contestazione giovanile, fatta di rivendicazioni legittime e di accuse la mondo sociale e a quello della scuola, nasconde in realtà l’incapacità del regista di conciliare la denuncia con un linguaggio visivo potente e drammatico.
La storia finisce per trasformarsi ben presto in una confusa parabola sul mondo studentesco.
Spariscono le motivazioni della contestazione per lasciare posto ad un insieme di immagini spesso scollate fra loro, con la descrizione del mondo studentesco scollata dalla realtà.

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Predomina l’aspetto erotico e morboso della vicenda e la storia d’amore fra il professore e la sua studentessa,non certo una novità, finisce ben presto per lasciare il posto a una serie di slogan degli studenti, comportamenti schiziofrenici e amorali,un guazzabuglio di immagini e situazioni spesso in contrasto fra di loro, con il comune denominatore della contestazione ad un sistema che appare corrotto come i suoi contestatori,più opportunisti che idealisti.
Almeno è così che Bergonzelli descrive i giovani, con una miopia colpevole che sembra mescolare il peggio del movimento studentesco in un’opera di denuncia che poi tale non è.
Un film incoerente,in definitiva;a parziale riscatto c’è l’attenuante di aver risparmiato allo spettatore l’happy end sostituito da un’evoluzione a sfondo tragico della vicenda,perfettamente in linea con la schizofrenica sceneggiatura scelta da Bergonzelli, che è responsabile anche della stesura della stessa.

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Il film ebbe grossi problemi con la censura, alla sua uscita;e non poteva essere altrimenti vista la quantità di scene oseè,almeno per l’epoca, inserite dal regista mentre la censura stessa non operò tagli significativi in altre parti della pellicola, quelle politicamente scorrette.
Per quanto riguarda il cast,segnalo la buona performance di una giovanissima (e affascinante) Malisa Longo,quella di Joh Saxon e la presenza nel cast del cantante Rossano Attolico, che sarebbe scomparso tragicamente qualche anno più tardi.
Opera di difficilissima reperibilità almeno in qualità decente.

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Io cristiana studentessa degli scandali
Un film di Sergio Bergonzelli. Con Malisa Longo, Glenn Saxson, Patricia Reed, Antonella Murgia,Barbara Betti Drammatico, durata 100 min. – Italia 1971

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Glenn Saxson … Davide Andrei
Malisa Longo … Cristiana
Antonella Murgia … Poppea
Patricia Reed … Simona Andrei

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Regia: Sergio Bergonzelli
Sceneggiatura:Sergio Bergonzelli
Montaggio:Sergio Bergonzelli
Fotografia:Antonio Maccoppi
Musiche:Carlo Savina
Produzione:SARA FILM CINEMATOGRAFICA

L’opinione di Il gobbo dal sito http://www.davinotti.com

Malisa Longo studentessa eponima si innamora del prof, Glenn “Kriminal” Saxson (e già questo….) Pasticciato film sulla contestazione, parte con un delirante prologo che sembra promettere (al pari del titolo) pruriti, poi pencola a lungo indeciso fra “satira” e dramma per virare alla fine decisamente verso quest’ultimo: peccato che a quel punto ci si creda poco….Qualsiasi clichè vi venga in mente sull’argomento, qui lo troverete, ma è innegabile un certo fascino kitsch.

L’opinione di Homesick dal sito http://www.davinotti.com

Illustrativo del clima di contestazione studentesca declinata nelle sue componenti libertarie e sessuali, si carica dell’ebbrezza dei nudi profferti da una passerella di starlets trainate dalla splendida Malisa Longo, forte di occhi e seni da opera d’arte; ma questa allegra istantanea dello spirito dell’epoca in seguito s’incupisce sino a tramutarsi in dramma violento, denunciando l’infelicità della vita di coppia e soprattutto la stolida ferocia del “branco” e l’ignobile ipocrisia di chi si dichiara “contro”. Di rara fermezza e coerenza l’ombroso personaggio di Glenn Saxson.

L’opinione di Cotola dal sito http://www.davinotti.com

Terrificante film di Bergonzelli ambientato ai tempi della contestazione e contenente tutti i luoghi comuni del genere tanto da apparire oggi ridicolo oltre che estremamente datato. E se da un punto di vista sociologico le cose vanno male, non si può certo dire che la situazione migliori da quello narrativo: la storia, infatti, è stantia, puerile, inverosimile ed a tratti sembrerebbe quasi farsesca. In definitiva da evitare con cura.

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ottobre 31, 2014 Posted by | Drammatico | , | 2 commenti

Decameron 3 (L’ultimo Decameron – Le più belle donne del Boccaccio)

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Il Decameron n. 3 è strutturato, come la maggior parte dei decamerotici, in diversi episodi raccontati da due giovani itineranti.
Le storie in questione sono sette.
Primo episodio
La splendida Monna Filippa, accusata di adulterio per essere stata trovata in un letto con l’amante messer Lazzarino, viene tradotta davanti ad un giudice (che presiede il tutto in una taverna appoggiato ad una botte); la donna, emulando la mitica cortigiana Frine, senza dire una parola si tira giù la veste rimanendo completamente nuda davanti al giudice e ai presenti e mostrando il motivo per cui aveva fatto becco il marito, tra l’altro piccolo di statura e bruttissimo.Nel finale del film, verrà assolta per evidenti ragioni.

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Antonella Murgia è Monna Filippa

Secondo episodio
Siamo a Napoli, e messer Ricciardo, invaghito della bella Catella, riesce con uno stratagemma a farle credere che il marito le metta le corna.
Così la invita in un posto appartato, dicendole che là troverà il marito.
La donna si reca sul posto, dove al buio pensa di sostituirsi all’amante del marito: ma a godersi le grazie della donna è il furbo Ricciardo, che alla fine si rivela alla stessa.
Terzo episodio
La bella Lidia brama d’amore e di voglia per un contadino alle dipendenze di suo marito, Pirro.
Il giovane però è molto fedele al suo padrone e non intende mancargli di rispetto.
Ma più della fedeltà potè la carne, e i due con un’abile stratagemma riescono a congiungersi sotto gli occhi del marito, facendogli credere che quel che vede non è reale.

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Beba Loncar è Lidia

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Carla Mancini è Lusca, la domestica di Lidia

Quarto episodio
L’insaziabile madonna Isabella si sollazza con Leoncino, un giovane della città.
Messer Lambertuccio, un altro dei suoi amanti, arriva nel momento meno opportuno e così Isabella è costretta a far salire Leoncino sul baldacchino del letto e a soddisfare le voglie dell’uomo.
All’improvviso, terzo incomodo ecco arrivare il marito della donna.
Lambertuccio, con prontezza di spirito si catapulta in cortile con un coltello in mano, gridando “se lo trovo lo ammazzo” mentre il giovane vien fuori dal suo nascondiglio fingendosi tutto impaurito.
L’ingenuo marito di Isabella lo consola e lo accompagna a casa.
Quinto episodio
Francesca è rimasta vedova da pochissimo.
Sposata ad un uomo anziano, brama di recuperare il tempo perso, così escogita uno stratagemma che eviti le malelingue della città.
La donna troverà non uno, ma tre uomini e si consolerà tra le braccia dell’ultimo conosciuto.

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Femi Benussi è Madonna Isabella

Sesto episodio
Madonna Lucrezia è sposata ad un uomo geloso in maniera patologica, che la costringe a vivere da reclusa in una camera da letto recintata da inferriate e chiusa a doppia mandata da una pesante porta di legno.
In soccorso della donna arriva un giovane che la vede attraverso un finestrino e che pratica una feritoia nel muro.La donna, per stornare i sospetti del marito, gli confessa di essere visitata la notte da un prete della quale lei si è innamorata.
Furibondo, il marito veglia fuori dalla porta non sapendo che Lucrezia e il suo amante nel frattempo si divertono nel letto della donna stessa.
Settimo e ultimo episodio
Un frate elemosiniere mentre è in giro per la questua, si imbatte in una contadinella che raccoglie cicorie in un campo.
Convince l’ingenua ragazza a seguirlo al convento dove ovviamente la seduce. Ma il frate non ha fatto i conti con il superiore, che si accorge della cosa.

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Enzo Robutti, il marito geloso e Marina Malfatti, la moglie furba

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Solo che, invece di rimproverare il confratello, decide di dividere la ragazza con lui..
Il finale del film rivela quello che accade a Monna Filippa, protagonista del primo episodio: la donna convince il giudice di essere troppo bella per essere trascurata dal marito e viene quindi assolta fra il gaudio dei presenti, mentre uno dei giovani che illustrano gli episodi scopre che il suo compagno in realtà è una splendida fanciulla.

Diretto da Italo Alfaro nel momento del massimo fulgore dei decamerotici, Decameron 3 conosciuto anche come L’ultimo Decameron – Le più belle donne del Boccaccio è uno dei decamerotici meno volgari e scollacciati, ma anche contemporaneamente uno di quelli in cui è praticamente impossibile farsi scappare un sorriso. Se le storie sono raccontate con una certa eleganza, tranne le solite cadute di gusto come quella dell’episodio con protagonista la ragazza e il priore in cui c’è il seguente dialogo surreale: “Padre, ma poi me la date la cicoria?” “Mi dispiace figliola, non ho cicoria ma il cicorione”, manca completamente la risata, quella che generalmente era il motivo fondamentale (non l’unico ovviamente) per vedere questi film.

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Angela Covello, la contadinella in cerca di cicoria

Va anche detto che per una volta le scene sexy sono molto limitate e decisamente non volgari; superbo il gineceo femminile, con alcune tra le più belle attrici del genere come Femi Benussi e Angela Covello mentre per la prima volta si ammira una grande del teatro italiano, Marina Malfatti.
Un film quindi di livello appena sufficiente, almeno riguardo allo standard del prodotto decamerotico, in cui quà e là ci sono da rimarcare alcune cose degne di nota, come la colonna sonora dei Cugini di campagna ma anche, in negativo, il contrabbasso che perseguita lo spettatore dall’inizio della pellicola alla fine.
L’episodio migliore a mio giudizio è il sesto, con protagonista la magnifica Marina Malfatti, gli altri di un pelino oltra la sufficienza.

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Decameron 3, un film di Italo Alfaro, con Femi Benussi, Angela Covello, Beba Loncar, Antonella Murgia, Marina Malfatti, Pier Paola Bucchi, Giovanni Elsner, Roy Bosier, Alberto Atenari, Letizia Liehir, Carla Mancini, Carlo Simoni, Fausto Tommei. Genere commedia erotica, anno 1972

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Pier Paola Bucchi    La giovane che narra la storia
Giovanni Elsner    …     Il giovane che narra la storia
Roy Bosier    …     Il giudice
Antonella Murgia    …     Madonna Filippa
Alberto Atenari    …     Ricciardo
Letizia Lehir    …     Madonna Catella
Beba Loncar    …     Madonna Lidia
Carla Mancini    …     Lusca
Carlo Simoni    …     Pirro
Fausto Tommei    …     Nicostrato
Femi Benussi    …     Madonna Isabella
Franco Alpestre    …     Lambertuccio
Rosita Torosh    …     Madonna Francesca
Ernesto Colli    …     Renutio
Guerrino Crivello    …     Alessandro
Marco Mariani    …     Baldino
Melù Valente    …     La cameriera di francesca
Marina Malfatti    …     Madona Lucrezia
Gino Milli    …     Filippo, amante di Lucrezia
Enzo Robutti    …     Marito di Lucrezia
Angela Covello    …     La contadinella
Franco Angrisano    Il priore
Luigi Montini    …     Frate Enrico
Linda Sini    …     Cameriera di Isabella

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Regia di Italo Alfaro
Sceneggiatura di Luigi Russo
Prodotto da Enzo Boetani, Giuseppe Collura
Fotografia di Giuseppe Pinori
Editing     :     Adriano Tagliavia
Trucco : Emilio Trani

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gennaio 29, 2011 Posted by | Erotico | , , , , , , | Lascia un commento