Amore vuol dir gelosia


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Essere circondati da donne può voler dire anche sentirsi imprigionato senza via d’uscita, soffocato dalle personalità, dai caratteri, dalle meschinerie e dalle ossessioni delle stesse: è quanto accade al dottor Gian Galeazzo Silvani Abruzzo, un dentista che vive nella amena isola di Procida, nel golfo di Napoli. L’universo femminile che soffoca Galeazzo è composto da una moglie assolutamente beghina e dalle vedute ristrette, cattolica osservante e praticante, la farmacista Licia, da una madre ( che si rivelerà, però, un’ancora di salvezza), dalla nonna, da due figlie e da una cameriera.

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Una vita tutto sommato senza picchi, in cui tutto è scandito da quell’universo al femminile, che cambia irrimediabilmente il giorno in cui galeazzo, armato di binocolo, sorprende una sua vicina in abiti succinti. La donna, Corinna, una splendida ex reginetta di bellezza, si offre involontariamente nuda al suo sguardo; da quel momento Galeazzo no vivrà che per il desiderio di farla sua.

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Corinna, che è sposata ad un vigile urbano donnaiolo, che però non risparmia le sue attenzioni focose alla giovane e bellissima moglie, alla fine cede alle attenzioni del vicino., sopratutto dopo aver scoperto le infedeltà del marito, che si divide anche con una focosa macellaia.Tra i due però l’adulterio non si consuma per una serie di imprevisti; Licia apprende della relazione, e tenta il suicidio.

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Dopo una serie di risse furibonde tra le due rivali, e dopo che Licia ha scoperto in se una sessualità repressa, che esplode nel paradosso di un eccesso di libertinaggio, i due amanti platonici consumeranno finalmente il loro adulterio grazie anche alla nonna di Galeazzo, che in punto di morte inviterà il nipote a dedicarsi a qualcosa di più costruttivo del rapporto con la famiglia, peraltro molto ipocrita, e grazie anche all’aiuto della madre, che collaborerà attivamente con il figlio, aiutandolo a consumare l’adulterio, culminato nella scena in cui Galeazzo e Corinna, in riva al mare,  a due passi da un gruppo di suore che fanno il bagno vestite, si vedrà aiutato a nascondersi da un provvidenziale telo alzato dalla madre, al riparo del quale i due potranno finalmente gustare il frutto proibito.

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Commedia gradevole, questa Amore vuol dir gelosia, pellicola diretta da Mauro Severino nel 1975, che si discosta dalle solite commedie sexy per la bonaria presa in giro nei riguardi della morale bigotta tipica dei paesi del sud Italia, per la descrizione, anche se superficiale, dell’universo ristretto in cui si trova a muoversi il povero Galeazzo, interpretato molto bene dal solito Montesano.

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Ben assortito il cast, che annovera una sempre affascinante Barbara Bouchet nel ruolo di Corinna, una satanica Mlena Vukotic, moglie repressa dapprima, libertina successivamente e Gino Santercole, il vigile urbano donnaiolo, focoso, manesco marito della bella Corinna. Un film che non pretende nulla, e che alla fine risulta gradevole proprio per questa sua spontanea semplicità

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Amore vuol dir gelosia,un film di Mauro Severino. Con Enrico Montesano, Milena Vukotic, Barbara Bouchet, Gino Santercole, Pino Ferrara, Anita Farra, Eleonora Morana, Giancarlo BadessiCommedia, durata 95 min. – Italia 1975.

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Amore vuol dire gelosia banner protagonisti

Enrico Montesano: Gian Galeazzo
Barbara Bouchet: Corinna Borotto
Gino Santercole: Amos Borotto, marito di Corinna
Milena Vukotic: Licia
Carmen Martínez Sierra: Donna Carmela, suocera di Gian Galeazzo
Pino Ferrara: capitano Bazzoni
Anita Farra: madre di Gian Galeazzo
Ada Tauler: Amalia, la macellaia
Giancarlo Badessi: Don Gino
Roberta Palombi: figlioletta di Gian Galeazzo
Stefania Pigiani: altra figlioletta di Gian Galeazzo
Eleonora Morana: pettegola confidente di Don Gino

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Regia Mauro Severino
Soggetto Mauro Severino
Sceneggiatura José Gutiérrez Maesso, Mauro Severino
Produttore Manolo Bolognini, Luigi Borghese
Casa di produzione Aetas Produzioni Cinematografiche (Roma), Tecisa Television y Cine (Madrid)
Fotografia Giuseppe Pinori
Montaggio Gian Maria Masseri
Musiche Adolfo Waitzman
Scenografia Gastone Carsetti
Costumi Luca Sabatelli

Amore vuol dire gelosia banner citazioni

L’opinione di Lina dal sito http://www.filmtv.it

Tipica commedia sexy all’italiana che alterna risate (poche) con siparietti erotici di effetto melenso. La trama è stiracchiata e banale, non noiosa, ma esile, ripetitiva e pure paradossale per certi versi. Peccato che Montesano si sia prestato a partecipare a questa mezza pagliacciata, che tentando la strada della satira sui tradimenti e sulle crisi di coppia, non centra il bersaglio e neanche ci si avvicina.

L’opinione di Undjing dal sito http://www.davinotti.com

Prima del pessimo Tutti possono arricchire tranne i poveri, Mauro Severino dirige una pellicola realizzata in co-produzione con la Spagna, nella quale l’odontotecnico Giangaleazzo (Montesano), succube di una moglie (meridionale) frigida e tirchia, di una suocera invadente e due figlie, perde la testa per la disponibile e piacente Corinna (Barbara Bouchet), moglie di un grezzo e geloso vigile settentrionale. Comicità di grana grossa, con bersaglio sulla mentalità “religioso-bigotta”, tipica di certa cultura meridionale. Comunque vedibile e divertente.

L’opinione del sito http://www.cinetecadicano.blogspot.it

Mauro Severino costruisce una storia divertente rispettando tutte le convenzioni narrative della commedia sexy, tra voyeurismo, specchi che riflettono nudi femminili, serrature dalle quali spiare, bagni saponosi e amplessi comico – erotici. Non mancano una morale anti censura, il rifiuto del perbenismo di facciata di un’Italia bacchettona e una critica serrata alla grettezza piccolo – borghese. La provincia curiosa, i vizi privati e le pubbliche virtù, le persone che non si fanno i fatti loro, i tradimenti sulla bocca di tutti, le voci maligne del popolo, sono altri elementi interessanti. Bravi gli attori. Montesano è il mattatore con un personaggio tipico da Charlot frustrato, basato su una comicità slapstick, a metà strada tra le comiche del muto e il cartone animato, mentre la Vukotic è una buona moglie repressa doppiata in napoletano (non sappiamo da chi, inoltre è insolito che un’attrice del suo valore venga doppiata) e la Bouchet (doppiata da Vittoria Febbi) una sensuale vicina che parla in milanese.

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