Poppea una prostituta al servizio dell’impero


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Durante il loro vagabondare per le terre sotto la dominazione romana, due amici etruschi, Otone e Savio, finiscono in una taverna dove dopo aver mangiato a sbafo vengono allontanati con la forza. Il furbo Otone non contento seduce la moglie dell’oste, con il risultato di essere fermato da un drappello di soldati romani e inviato con Savio nelle cave per l’estrazione di pietre destinate alla costruzione di un acquedotto.
Qui Otone, con uno scaltro espediente, riesce a farsi allontanare dalle cave stesse:fingendo di avere la peste, terrorizza i soldati con il risultato di essere cacciato.
Dopo aver tentato di rubare una barca ed essere stati sorpresi dai legittimi proprietari, i due in qualche modo giungono nella periferia di Roma dove Otone conosce casualmente la bellissima Poppea, che dispensa le sue grazie ad uno stuolo di persone.

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Ovviamente anche Ottone finisce tra le vogliose braccia della donna;ma per colpa del maldestro Savio, finisce in compagnia di quest’ultimo direttamente nell’arena come gladiatore.
Qui i due vengono messi a combattere fra loro, ma un provvidenziale colpo di fortuna evita ai due amici di soccombere;Otone lancia in aria il suo scudo che intercetta una lancia scagliata contro Nerone da un gladiatore ribelle.
L’imperatore riconoscente nomina Otone capo della guarnigione romana in Cappadocia; dopo aver scoperto che Poppea altri non è che la moglie dell’imperatore, Otone parte per la guerra contro i barbari in compagnia del fido Savio, al quale Nerone ha fatta salva la vita grazie all’intercessione di Otone stesso.

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In Cappadocia per il solito colpo di fortuna, Otone riesce a vincere la battaglia decisiva e subito dopo aver sedotto la sacerdotessa dei barbari, torna a Roma accolto dal trionfo tributatogli da Nerone.
Ma sarà proprio Poppea la causa delle sue disgrazie perchè l’imperatrice viene scoperta in adulterio proprio con Otone; l’imperatore lo bandisce, non tanto per il “cornetto” come lo definisce Poppea quanto perchè l’imperatrice ha osato definire noiose le odi di Nerone.
Costretto ancora una volta alla fuga, Otone assiste all’incendio di Roma, che un provvidenziale temporale spegne…
Vi risparmio il finale non perchè particolarmente avvincente ma solo per il fatto che forse è la cosa migliore di un filmetto bruttino e volgare, infarcito di parolacce in un trionfo di “li mortacci tua” e “sto fijo de na’ mignotta”
Un peplum tardo a sfondo non tanto erotico quanto sexy, con la bellissima e sexy Femi Benussi ad interpretare la parte della ninfomane Poppea con le grazie generosamente esposte.

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Alfonso Brescia dirige nel 1972 questa commedia sexy senza molto badare all’estetica, con dialoghi rozzi e personaggi ritagliati con un’accetta; ma lo scopo principale del regista e della produzione è quello di cavalcare l’onda lunga dei film erotici che tanto in voga sono nel 1972 e in quest’ottica il film qualcosa rende, anche se va detto che per fortuna si tratta quasi sempre di scenette sexy non particolarmente volgari.
Il resto del film è purtroppo abbastanza desolante, fatti salvi i posti in cui è girato e le scenografie usate, che quantomeno rendono il film sufficientemente dignitoso.
La storia di per se poteva avere un andamento migliore, mentre invece il regista romano punta tutto su gag poco divertenti, con dialoghi che non sono nemmeno surreali ma abbastanza scadenti.

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Nel cast finiscono inopinatamente attori come Vittorio Caprioli, francamente imbarazzato (sopratutto imbarazzante) nel ruolo di un Nerone matto come un cavallo ed effeminato in modo esageratamente esasperato;anche la Benussi appare a disagio, però si spoglia e quindi permette al film di attirare l’attenzione di quel pubblico che tanto l’adorava.Nel cast, in ruoli marginali, figurano anche Howard Ross nel ruolo di Tigellino, la bellissima Eva Czemerys nel ruolo della sacerdotessa Cappadocia che sta in scena pochi minuti e infine Don Backy e Peter Landers nel ruolo di Otone e Savio.
Il primo fa quello che gli viene chiesto, replicando in qualche modo il ruolo del vagabondo interpretato in Elena si…ma di troia mentre il secondo è davvero poca cosa in tutti i sensi.
Poppea … una prostituta al servizio dell’impero è un film di facile reperibilità, anche in streaming in una versione ripresa dalla proiezione tv di qualche tempo fa ad opera della defunta Odeon Tv.

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Poppea, una prostituta al servizio dell’impero
Un film di Alfonso Brescia. Con Don Backy, Femi Benussi, Linda Sini, Peter Landers,Vittorio Caprioli, Andrea Scotti, Giancarlo Badessi, Esmeralda Barros, Carla Mancini, Eva Czemerys Commedia, durata 93 min. – Italia 1972.

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Poppea banner personaggi

Don Backy: Otone
Femi Benussi: Poppea
Piero Scheggi: Savio
Linda Sini: Agrippina
Eva Czemerys: Vergine di Cappadocia
Esmeralda Barros: Tortilla
Renato Rossini: Tigellino
Vittorio Caprioli: Nerone

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Regia Alfonso Brescia
Soggetto Mario Amendola
Sceneggiatura Vittorio Vighi, Alfonso Brescia, Mario Amendola
Casa di produzione Luis Film
Fotografia Franco Villa
Montaggio Vincenzo Vanni
Musiche Carlo Savina
Scenografia Francesco Calabrese
Costumi Mimmo Scavia

Poppea banner recensioni

L’opinione di Undjing tratta dal sito http://www.davinotti.com

E chi poteva essere la “prostituta” al servizio dell’Impero se non la prolifica (quanto bella e brava, per inciso) Femi Benussi? La briccona imperatrice ha un trascorso non proprio nobile, affiancato a quello della “vergine di Cappadocia” (Eva Czemerys). Due soldati al servizio di Nerone ricordano i precedenti di Poppea, molto più estroversa in (s)veste di donna che nei (pochi) panni di moglie. Al di là delle buone premesse, il divertimento risiede in altri lidi, al pari dell’erotismo; né funziona l’ibridazione “boccaccesca” con il peplum.

L’opinione di sasso 67 tratta dal sito http://www.filmtv.it

Brutto film, del filone Satyricon, molto in voga tra fine anni sessanta e primi anni settanta, in seguito al famoso film di Fellini. Uno degli eroi di questo filone fu Don Backy, già cantante di un certo successo negli anni sessanta. Grazie al suo fisico segaligno, riusciva a bene interpretare questa specie di picari che si muovevano nel mondo romano o medievale (ricordiamo Don Backy nel film “Una cavalla tutta nuda”, del filone decamerotico). Questo film è veramente insignificante, con un coprotagonista, brutta copia di Bud Spencer, che parla con un assurdo accento umbro-marchigiano, mentre i soldati romani parlano come i burinacci dei nostri giorni. C’è qualche ragazza formosa che si spoglia (Benussi, Czemerys, Barros ed altre) e si lascia andare a scene più spinte della media del genere, ma l’unico vero motivo d’interesse è Vittorio Caprioli che interpreta Nerone, ispirandosi senza troppi complessi a Petrolini.

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