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Tutto il mio cinema

Classifica al botteghino 1983

1) Flashdance di Adrian Lyne

1 Flashdance locandina

1 Flashdance foto
con Jennifer Beals, Michael Nouri, Lilia Skala, Belinda Bauer, Sunny Johnson, Cynthia Rhodes

2) La chiave di Tinto Brass

2 La chiave locandina

2 La chiave foto
con Stefania Sandrelli, Frank Finlay, Franco Branciaroli, Barbara Cupisti

3) The Day After – Il giorno dopo di Nicholas Meyer

3 The day after locandina

3 The day after foto
con Jason Robards, JoBeth Williams, John Cullum, Steve Guttenberg, John Lithgow, Amy Madigan

4) Staying alive di Sylvester Stallone

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4 Staying alive foto
con John Travolta, Cynthia Rhodes, Finola Hughes, Steve Inwood, Frank Stallone

5) Segni particolari: bellissimo di Castellano & Pipolo

5 Segni particolari bellissimo locandina

5 Segni particolari bellissimo foto
con Adriano Celentano, Federica Moro, Gianni Bonagura, Simona Mariani, Tiberio Murgia, Silvio Spaccesi

6) Il ritorno dello Jedi di Richard Marquand

6 Il ritorno dello Jedi locandina

6 Il ritorno dello Jedi foto
con Mark Hamill, Harrison Ford, Carrie Fisher, Alec Guinness, Billy Dee Williams, Dave Prowse, Anthony Daniels, Kenny Baker, Peter Mayhew, Warwick Davis

7) Wargames – Giochi di guerra di John Badham

7 Wargames - Giochi di guerra locandina

7 Wargames - Giochi di guerra foto
con Matthew Broderick, John Wood, Ally Sheedy, Dabney Coleman, Barry Corbin, Michael Madsen

8) Il tassinaro di Alberto Sordi

8 Il tassinaro locandina

8 Il tassinaro foto
con Alberto Sordi, Anna Longhi, Marilù Tolo, Alessandra Mussolini, Silvana Pampanini

9) Vacanze di Natale di Carlo Vanzina

9 Vacanze di Natale locandina

9 Vacanze di Natale foto
con Jerry Calà, Karina Huff, Christian De Sica, Stefania Sandrelli, Claudio Amendola, Antonella Interlenghi, Marilù Tolo, Rossella Como, Riccardo Garrone, Mario Brega, Paolo Baroni

10) Voglia di tenerezza di James L. Brooks

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10 Voglia di tenerezza foto
con Shirley MacLaine, Debra Winger, Jack Nicholson, Jeff Daniels, John Lithgow, Lisa Hart Carroll, Danny DeVito

11) Agente 007 – Mai dire mai (Never Say Never Again) di Irvin Kerschner

11 007 Mai dire mai locandina

11 007 Mai dire mai foto
con Sean Connery, Kim Basinger, Klaus Maria Brandauer, Max von Sydow, Barbara Carrera, Alec McCowen, Edward Fox

12) Mi manda Picone di Nanni Loy

12 Mi manda Picone locandina

12 Mi manda Picone foto
con Giancarlo Giannini, Lina Sastri, Aldo Giuffré, Clelia Rondinella, Leo Gullotta

13) Lo squalo 3 (Jaws 3) di Joe Alves

13 Lo squalo 3 locandina

13 Lo squalo 3 foto
con Dennis Quaid, Bess Armstrong, Simon MacCorkindale, Louis Gossett Jr., Lea Thompson

14) Una poltrona per due (Trading Places) di John Landis

14 Una poltrona per due locandina

14 Una poltrona per due foto
con Dan Aykroyd, Eddie Murphy, Ralph Bellamy, Don Ameche, Jamie Lee Curtis, Paul Gleason, James Belushi

15) Agente 007 – Octopussy – Operazione Piovra di John Glen

15 Agente 007 - Octopussy - Operazione Piovra locandina

15 Agente 007 - Octopussy - Operazione Piovra foto
con Roger Moore, Maud Adams, Louis Jourdan, Kristina Wayborn, Kabir Bedi, Desmond Llewelyn, Lois Maxwell

16) Sing Sing di Sergio Corbucci

16 Sing Sing locandina

16 Sing Sing foto
con Enrico Montesano, Vanessa Redgrave, Adriano Celentano, Marina Suma

17) Zelig di Woody Allen

17 Zelig locandina

17 Zelig foto
con Woody Allen, Mia Farrow, Stephanie Farrow, John Buckwalter, Marvin Chatinover, Garret Brown

18) I ragazzi della 56a strada di Francis Ford Coppola

18 I ragazzi della 56a strada locandina

18 I ragazzi della 56a strada foto
Con Thomas Howell, Matt Dillon, Ralph Macchio, Patrick Swayze, Rob Lowe, Diane Lane, Emilio Estevez, Tom Cruise, Tom Waits

19) Scarface di Brian De Palma

19 Scarface locandina

19 Scarface foto
con Al Pacino, Michelle Pfeiffer, Steven Bauer, Mary Elizabeth Mastrantonio, Robert Loggia, F. Murray Abraham

20) Acqua e sapone di Carlo Verdone

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20 Acqua e sapone foto

con Carlo Verdone, Natasha Hovey

settembre 15, 2013 Pubblicato da: | Miscellanea | | Lascia un commento

1968,Un anno di cinema

Un anno di cinema 1968

Anno cruciale come pochi, il 1968.
Accadono avvenimenti straordinari, si spengono vite illustri, vittime della violenza, quella cieca che travolge uomini colpevoli soltanto di aver portato avanti con coraggio le loro idee.
Il 4 aprile a Memphis negli Stati Uniti Martin Luther King viene assassinato a colpi di pistola sparati dal bianco James Earl Ray;è la fine di un sogno, quello dell’ I have a dream, ma l’insegnamento di King durerà nel tempo.
Il 5 giugno a Los Angeles,sempre negli Stati Uniti, viene assassinato il candidato democratico alla presidenza degli Stati Uniti Robert Kennedy, fratello di John.
Sono due avvenimenti drammatici,che oscurano gli altri; anche se il 1968 verrà ricordato per il maggio francese, che darà il via ad una rivoluzione culturale e sociale dalla portata enorme.
Il cinema vive un’annata straordinaria, come quasi tutte quelle post 1965; i botteghini staccano biglietti su biglietti e il cinema è ormai fenomeno di massa.

2001 odissea nello spazio foto 1

2001 odissea nello spazio di Kubrick,uno dei film più importanti di sempre

Il pianeta delle scimmie foto 1

Il pianeta delle scimmie,campione d’incassi 1968

Il film più visto dell’anno, campione d’incasso al box office con oltre tre miliardi di vecchie lire (un biglietto di prima visione costava 350 lire) è Serafino di Pietro Germi, interpretato da Adriano Celentano.Nel cast del film, che racconta la storia tragi comica di un contadino che si ritrova ad esser ricco e che sperpera la fortuna ereditata, un contadino forse ingenuo ma anche idealista ed ecologista, ritroviamo una serie di ottimi caratteristi, a cominciare da Saro Urzì per passare a Francesca Romana Coluzzi, Ottavia Piccolo, Amedeo Trilli, Nerina Montagnani, Vittorio Fanfoni.
Il film più importante dell’anno però, uno dei primi dieci di sempre è 2001 odissea nello spazio di Stanley Kubrick, capolavoro metafisico tratto dal romanzo di Clarke del quale riprende integralmente la struttura rispettandone completamente il senso e le motivazioni.Il film fa incetta di premi, raccoglie critiche lusinghiere quando non entusiastiche.
Accanto al capolavoro di Kubrick c’è da segnalare un altro film immortale, quel C’era una volta il West diretto dal maestro Sergio Leone;l’epopea sul West,sul suo tramonto e sulla fine della frontiera è un film in cui praticamente non manca nulla per diventare un prototipo di come si gira un film.

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Gian Maria Volontè in Banditi a Milano di Carlo Lizzani

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Un classico di Russ Meyer, Vixen

Un altro grande successo della stagione e ancora una volta un capolavoro: Rosemary’s baby-Nastro rosso a New York, di Roman Polanskj, un horror in cui non c’è sangue ma c’è una tensione assolutamente straordinaria.Una grande Mia Farrow interpreta Rosemary, la donna che alla fine darà alla luce il figlio del diavolo, che noi spettatori immaginiamo ma che non vedremo mai nel film.
Franco Zeffirelli presenta l’immortale tragedia di Shakespeare Romeo e Giulietta, una riduzione sontuosa che diventerà con il passare degli anni un esempio di come si possa coniugare alla perfezione il dramma teatrale el linguaggio cinematografico,mentre un altro grande successo della stagione è Grazie zia di Salvatore Samperi,torbida storia di una relazione sado masochistica tra una zia e suo nipote, interpretato da una magnifica Lisa Gastoni.
Nel mondo esplode il fenomeno Romero, regista di La notte dei morti viventi, uno dei primissimi film a parlare di Zombie, girato in un bianco e nero dall’atmosfera cupissima mentre un altro campione al box office è Il pianeta delle scimmie, di Franklin J. Schaffner un film di fantascienza che mescola con indubbio equilibrio filosofia e riflessioni politiche e sociologiche sull’uomo.Il film parla dell’avventura di tre scienziati americani che in viaggio su un astronave precipitano su un pianeta popolato da scimmie intelligenti, che usano gli uomini come schiavi.

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Lo splendido Rosemary’s baby

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Romeo e Giulietta, di Franco Zeffirelli

In Italia un gruppo di ottimi film ottiene risultati eccellenti sia come critiche sia come incassi; si tratta di Il giorno della civetta, di Damiano Damiani tratto dall’omonimo romanzo di Sciascia e interpretato da Franco Nero e Claudia Cardinale, storia di mafia siciliana con finale emblematico, di Il medico della mutua di Luigi Zampa interpretato da Alberto Sordi, film amarissimo sul rampantismo ante litteram che due decenni dopo sarebbe stato un modus vivendi degli anni da bere e infine di Banditi a Milano, di Lizzani, che riprende le gesta criminali della banda Cavallero, in un connubio riuscito tra il noir e il neo poliziesco.
Nel 1968 non manca la tradizionale consegna degli Oscar cinematografici, giunti in quell’anno alla quarantesima edizione:nella serata condotta dal comico Bob Hope che vedono il trionfo come miglior film di La calda notte dell’ispettore Tibbs (In the Heat of the Night)per la regia di Norman Jewison, interpretato da due grandi attori come Sidney Poitier e Rod Steiger mentre la miglior regia va a Mike Nichols per Il laureato.

Un tranquillo posto di campagna foto 1

Un tranquillo posto di campagna, di Elio Petri

Steiger vince il premio come miglior attore per La calda notte dell’ispettore Tibbs, mentre Katharine Hepburn per Indovina chi viene a cena? vince meritatamente l’oscar come interprete femminile.

Il grande sconfitto è Gangster story di Arthur Penn, che in lizza in quasi tutte le principali categorie finisce per vincere solo il premio per la migliore attrice non protagonista con Estelle Parsons.
Il miglior film straniero è Treni strettamente sorvegliati (Ostre sledované vlaky)per la regia di Jirí Menzel, film praticamente sconosciuto al grande pubblico.
A Cannes, viceversa, non vengono assegnati premi:il maggio francese spazza via tutti i buoni propositi e destabilizza anche la giuria (nella quale figurava la nostra Monica Vitti) che alla fine sceglie di non scegliere.
I David di Donatello vedono il trionfo di Lizzani con Banditi a Milano come miglior regista,mentre il duo Nero-Cardinale vincono i premi come miglior attori per Il giorno della civetta.Ganster story si prende la rivincita con il duo Beatty-Dunaway che trionfano tra gli attori.

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Teorema, di P.P.Pasolini

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Il film più visto, in Italia del 1968: Serafino

Tra i tanti film dell’anno meritano una citazione:
La ragazza con la pistola, di Mario Monicelli, con Monica Vitti e Carlo Giuffrè,storia di una mancata vendetta di una donna siciliana nei confronti dell’uomo che l’ha sedotta e che lei ha inseguito fino in Inghilterra;
Straziami, ma di baci saziami, di Dino Risi, interpretato da due dei moschettieri del nostro cinema, Manfredi e Tognazzi, storia di un amore complicato tra una coppia che alla fine vedrà finalmente trionfare l’amore.Nel film anche una seducente Pamela Tiffin.
Teorema, di Pier Paolo Pasolini, che racconta la strana storia di un giovane che seduce tutti i componenti di una famiglia borghese inclusa la cameriera, film interpretato da Silvana Mangano,Massimo Girotti, Terence Stamp, Laura Betti, Ninetto Davoli Silvana Mangano;

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Svezia,inferno e paradiso di Luigi Scattini

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Straziami, ma di baci saziami, con la bellissima Pamela Tiffin

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Stephane Audran, protagonista del film Una moglie infedele

La sposa in nero di Truffaut, stupendo noir francese che racconta la vendetta di una giovane moglie che perde il marito ucciso da un colpo di fucile sparato per uno stupido scherzo da quattro importanti uomini d’affari mentre l’uomo è sui gradini della chiesa.Grandissima protagonista Jeanne Moreau.
Il caso Thomas Crown di Norman Jewison, con Steve Mc Queen e Faye Dunaway,giallo poliziesco che narra la bizzarra storia di una rapina organizzata da un miliardario, che terminerà con una love story tra l’uomo e l’investigatrice incaricata di recuperare il bottino.
Sono ancora tanti i film che meritano una citazione in quest’anno denso di buoni prodotti, segno di una vitalità straordinaria del cinema, nel quale si continua a investire a piene mani.
Ottimi risultati li ottiene il film di Scola, Riusciranno i nostri eroi a ritrovare l’amico misteriosamente scomparso in Africa?, che vede coinvolti altri due grandi attori del cinema italiano, Sordi e Manfredi.
La storia racconta l’odissea vissuta da un editore che si inoltra in un pericoloso viaggio in Africa per ritrovare suo cognato, un uomo stravagante che incontrerà dopo innumerevoli peripezie alla guida di un piccolo gruppo di nativi, che sceglierà comunque di restare a vivere in compagnia di quella gente che lo rispetta.

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Lo splendido Se…(If) di L.Anderson

Due western si impongono grazie alla presenza, nel cast, di una coppia d’attori destinata nel giro di tre anni a diventare un’inossidabile duo campione al box office;si tratta di Bud Spencer e Terence Hill, protagonisti di due western all’italiana diretti da Pino Colizzi, Dio perdona io no e I quattro dell’Ave Maria.
Buon successo per La piscina di Jacques Deray, torbido dramma incentrato su relazioni che si allacciano tra uno scrittore e una giornalista, tra un playboy che era stato l’amante della donna e la figlia di quest’ultimo.Nel cast figura una coppia amatissima dai francesi, l’ex principessa Sissi Romy Schneider ed Alain Delon.Nel cast figura anche una giovane e deliziosa Jane Birkin.

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Le biches,Le cerbiatte: protagonista, ancora una volta, Stephane Audran

Grande successo di pubblico e solenni stroncature della critica (ingiustificate) per il dramma erotico di Ugo Liberatore Bora Bora;con protagonisti Corrado Pani e Haydee Politoff,il film si snoda sulle vicende di un uomo che arriva in Polinesia nel tentativo di riallacciare i rapporti con la moglie, ormai legata sentimentalmente ad un polinesiano.Il film fa scandalo e viene sequestrato per la presenza nella pellicola di qualche scena di nudo della bella Politoff.
Un altro film scandalo è quello presentato da Lindsay Anderson, Se… (If), racconto/denuncia al vetriolo sui metodi di insegnamento nei college inglesi ce più in generale sferza la morale comune dei borghesi (ma non solo) inglesi.
Successo di critica (parzialmente di pubblico) per un’opera inusuale di Elio Petri, Un tranquillo posto di campagna, interpretato da Franco Nero e Vanessa Redgrave mentre fa ancora scandalo un altro film di Lizzani, L’amante di Gramigna, un drammone interpretato da Stefania Sandrelli che compare nel film in un ardito nudo.

Satanik foto 1

Magda Konopka in Satanik di Vivarelli

Buon successo lo riscuote un’altra pellicola che sdogana il nudo della bella attrice e cantante Catherine Spaak;si tratta di La matriarca di Pasquale Festa Campanile,divertente commedia sulle avventure di una donna che scopre, alla morte del marito, che quest’ultimo aveva una vita sessuale molto intensa e che decide quindi di rendere all’ormai defunto coniuge la pariglia, prima di essere riportata su tranquilli sentieri borghesi da un medico.
Grande successo internazionale per il film di Chabrol Les biches – Le cerbiatte, ardita storia di un amore lesbico tra una ricca borghese e una giovane del popolo, che la ricca sedurrà con conseguenze imprevedibili.
Da segnalare ancora La rivoluzione sessuale, film di Riccardo Ghione che ha come unico merito quello di aver lanciato il fascino di una delle protagoniste del cinema italiano anni 70, Laura Antonelli mentre Tinto Brass, non ancora convertito all’eros propone un film di ottimo livello, L’urlo, protagonista la splendida Tina Aumont.

Quella notte inventarono lo spogliarello foto

Quella notte inventarono lo spogliarello

Buon successo per la riduzione cinematografica del fumetto per adulti di Magnus e Bunker Satanik; purtroppo il regista Vivarelli crea una pellicola assolutamente anonima, nonostante la presenza di un’attrice,Magda Konopka, che volenterosamente tenta di identificarsi con la rossa Marny Bannister, la donna sfregiata sul volto da un’orribile angioma che si trasformerà grazie ad un siero in una meravigliosa ( e altrettanto letale) vamp,Satanik.
Clamoroso fiasco invece per Candy e il suo pazzo mondo, un bizzarro film diretto da Marquand con un cast stellare che include Enrico Maria Salerno, James Coburn, Marilù Tolo, Ringo Starr, Richard Burton, Charles Aznavour, Marlon Brando, Ewa Aulin, Sugar Ray Robinson, Walter Matthau, Lea Padovani, Enzo Fiermonte, Christian Marquand, Elsa Martinelli, Umberto Orsini, Micaela Pignatelli, Peter Dane, John Huston, Florinda Bolkan, John Astin, Anita Pallenberg, Nicoletta Machiavelli e che sarà probabilmente l’evento i negativo degli ultimi anni per il grande dispendio di denaro e nomi di grandi attori utilizzati in un film dagli esiti disastrosi sotto tutti i punti di vista.

L'assassinio di Sister George foto 1

L’assassinio di Sister George

L'amante di Gramigna foto 1

Stefania Sandrelli in L’amante di Gramigna

Le cose vanno bene invece al botteghino a Giulio Questi, che presenta il thriller La morte ha fatto l’uovo, protagonista una splendida Gina Lollobrigida, mentre un grandissimo successo riscuote la commedia ironica e graffiante di Blake Edward Hollywood Party, con un grandissimo Peter Sellers.
Segnalo ancora,nel 1968 alla rinfusa: la commedia musicale Funny girl di William Wyler, conWalter Pidgeon, Anne Francis, Barbra Streisand, Omar Sharif,il poliziesco L’uomo dalla cravatta di cuoio di don Siegel con Lee J. Cobb, Susan Clark, Clint Eastwood, Betty Field, l’horror Il grande inquisitore,per la regia di Michael Reeves con Vincent Price e Rupert Davies,i bellici La battaglia di El Alamein con la regia di Giorgio Ferroni e la partecipazione di George Hilton, Ettore Manni, Frederick Stafford, Robert Hossein e La brigata del diavolo,regia di Andrew V. McLaglen con William Holden, Andrew Prine, Vince Edwards,l’avventuroso Corri uomo corri per la regia di Sergio Sollima, con Tomas Milian, Marco Guglielmi, Donald O’Brien, Linda Veras, Attilio Dottesio, l’ottimo, sensualissimo L’assassinio di Sister George per la regia di Robert Aldrich con Susannah York, Beryl Reid, Coral Browne, Patricia Medina.

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La via lattea, di Luis Bunuel

Fiasco clamoroso per Amanti di Vittorio De Sica,un film con grandi interpreti come Marcello Mastroianni, Faye Dunaway, Caroline Mortimer,bocciato sia dalla critica che da pubblico.
Un’annata in grande spolvero, in definitiva.Che apre le porte all’ultimo anno del decennio e all’epoca d’oro del cinema.

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Jack Lemmon e Walter Matthau in La strana coppia

La piscina foto

Romy Schneider in La piscina

La notte dei morti viventi foto 1

La notte dei morti viventi

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Catherine Spaak,La matriarca

La calata dei barbari foto 1

Honor Blackman,La calata dei barbari

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Alberto Sordi,Il medico della mutua

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Bud Spencer e Terence Hill in I quattro dell’Ave Maria

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Peter Sellers,Hollywood party

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Lisa Gastoni in Grazie zia

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Barbra Streisand in Funny girl

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Terence Hill in Dio perdona io no

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Ciao America

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La Cardinale e Bronson in C’era una volta il west

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Totò in Capriccio all’italiana

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Eva Aulin in Candy e il suo pazzo mondo

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Mc Queen in Bullitt

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Haydee Politoff in Bora Bora

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John Wayne in Berretti verdi

Un anno di cinema oscar 1968

Miglior film:La calda notte dell’ispettore Tibbs (In the Heat of the Night), regia di Norman Jewison
Miglior regia:Mike Nichols – Il laureato
Miglior attore protagonista: Rod Steiger – La calda notte dell’ispettore Tibbs
Migliore attrice protagonista: Katharine Hepburn – Indovina chi viene a cena?
Miglior attore non protagonista: George Kennedy – Nick mano fredda
Migliore attrice non protagonista:Estelle Parsons – Gangster Story
Miglior film straniero:Treni strettamente sorvegliati, regia di Jirí Menzel (Cecoslovacchia)

Un anno di cinema palma d'oro 1968

Non assegnata

Un anno di cinema david donatello 1968

Miglior regista Carlo Lizzani – Banditi a Milano
Migliore produttore Dino De Laurentiis – Banditi a Milano (ex aequo)
Luigi Carpentieri ed Ermanno Donati – Il giorno della civetta (ex aequo)
Migliore attrice protagonista Claudia Cardinale – Il giorno della civetta
Migliore attore protagonista Franco Nero – Il giorno della civetta
Miglior regista straniero Richard Brooks – A sangue freddo (In Cold Blood)
Miglior produttore straniero Stanley Kramer – Indovina chi viene a cena?
Migliore attrice straniera Faye Dunaway – Gangster Story (Bonnie and Clyde) (ex aequo)
Katharine Hepburn – Indovina chi viene a cena? (ex aequo)
Migliore attore straniero Warren Beatty – Gangster Story (Bonnie and Clyde) (ex aequo)
Spencer Tracy – Indovina chi viene a cena?

Un anno di cinema orso d'oro 1968

Jan Troell (Orso d’oro per Ole Dole Doff)
Enzo Muzii (Premio speciale della giuria per Come l’amore)
Dusan Makavejev (Premio speciale della giuria per Verginità indifesa)
Jean-Louis Trintignant (Miglior attore per L’uomo che mente)
Stéphane Audran (Miglior attrice per Les biches – Le cerbiatte)

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settembre 3, 2013 Pubblicato da: | Miscellanea | | 1 commento

Aria

Aria locandina 1

I film collettivi appartengono ad un genere di nicchia, che non ha avuto in passato molta fortuna; denominati così perchè alla regia venivano chiamati due o più registi, i film collettivi sono pellicole a episodi più o meno lunghi, a seconda ovviamente di quanti registi appartengano alla produzione.
Tra i film più famosi vanno citati Boccaccio ’70 (1962) con 4 registi dietro la macchina da presa, Federico Fellini, Mario Monicelli, Vittorio De Sica e Luchino Visconti; Tre passi nel delirio (1968) diretto da 3 registi come Roger Vadim, Louis Malle e Federico Fellini (uno dei migliori), I nuovi mostri (1977) diretto da Ettore Scola, Mario Monicelli e Dino Risi e Ai confini della realtà (1983) diretto da Steven Spielberg, Joe Dante, John Landis e George Miller.
Aria usci nelle sale nel 1987 ed è ancora oggi l’operazione diretta dal maggior numero di registi di sempre; ad alternarsi alla macchina da presa troviamo Robert Altman, Bruce Beresford, Bill Bryden, Jean-Luc Godard, Derek Jarman, Franc Roddam, Nicolas Roeg, Ken Russell, Charles Sturridge e Julien Temple.

Aria 15

Aria 14
Nessun regista italiano, come si nota, chiaro segnale della profonda crisi del nostro cinema dopo la metà degli anni ottanta.
Dieci episodi, quindi, con tema portante la musica; musica colta, arie liriche tratte da famose opere e qui la parte del leone la fa la nostra musica, con arie di Verdi(ben 3), Leoncavallo, Puccini.
Il risultato finale è un collettivo disarmonico con alti e bassi, come del resto prevedibile; particolarmente ispirato l’episodio di Russell, poco più di un divertissement quello di Godard mentre gli altri hanno maggior interesse più per le arie a cui si ispirano che per gli effettivi meriti cinematografici.
A fare da collante ovviamente non c’è un filo conduttore, visto che ogni episodio è totalmente estraneo agli altri; l’unica cosa in comune è il velo di erotismo che condisce molti episodi, un erotismo elegante e figurativo, che non ha nulla di lubrico ma che è espressione soltanto di un’altra forma d’arte parallela a quella musicale.

Aria 13
I dieci episodi:
Nicolas Roeg dirige il primo episodio (nella versione italiana) usando come sottofondo il Verdi di Un ballo in maschera e raccontando un fatto storico realmente accaduto nel 1931 a Vienna, quando re Zog d’Albania riuscì a sfuggire a un tentativo di assassinio, mentre lasciava il teatro dopo una rappresentazione de “I Pagliacci” mentre era in compagnia di una baronessa sua amante;
Charles Sturridge, poco più che esordiente, dirige il secondo episodio ancora con tema musicale tratto da Verdi la cui aria La vergine degli angeli da La forza del destino;il racconto ha per tema dei bambini che devono arrangiarsi per vivere e per poter mangiare e che hanno come unica consolazione una statua della Vergine posta in una chiesa davanti alla quale sembrano trovare un pizzico di serenità;
Jean Luc Godard dirige il terzo episodio sull’aria dell’Armida di Jean-Baptiste Lully, poco più che un divertissimenti incentrato su due palestrati ragazzoni che ignorano il ben di Dio composto da bellissime ragazze che arrivano anche a spogliarsi nude pur di catturare l’attenzione dei due muscolosi ragazzi, senza peraltro alcun successo;
Julien Temple, specialista in videoclip musicali, regista l’anno precedente del bellissimo Absolut beginners utilizza un’aria del Rigoletto di Verdi come soundtrack dell’episodio da lui girato (il quarto), che racconta la storia proibita di un produttore e della sua amante sposata;

Aria 12
Bruce Beresford usa Korngold e un’aria tratta da La città morta per raccontare, nel quinto episodio, una triste storia di due amanti belgi;
Robert Altman non si smentisce è usa la sua cattiveria e la sua ironia corrosiva sulla musica di Rameau da Les boreades le vicende di un gruppo di pazzi accompagnati ad un teatro da alcuni aristocratici che vogliono divertirsi a vederne le reazioni;
Francis George Roddam, l’autore di Quadrophenia, racconta la tragica vicenda di due amanti che usano un hotel come scenario per la fine del loro amore; i due dopo una travolgente passione scelgono di morire, mentre in sottofondo si ascolta il tema appropriato del Tristano e Isotta di Wagner;

Aria 11
Ken Russell,nell’ottavo episodio, usa il celebre Nessun dorma tratto dalla Turandot di Puccini per raccontare la vicenda di una donna che grazie ad una magia si immagina e si vede coperta di preziosi e ammirata da tutti, mentre in realtà sta per sottoporsi ad una delicatissima operazione;
Michael Derek Elworthy Jarman, morto qualche anno dopo questo film e specialista più che altro in cortometraggi parla dei ricordi di una deliziosa vecchietta che ripercorre parte della sua gioventù,quando era una attrice bella ed ammirata sulle note di Louise , opera di Gustave Charpentier;

Aria 10
Bill Bryden racconta la triste vicenda di un clown, persona ormai delusa e triste costretto invece a mostrarsi per lavoro, in pubblico, sempre sorridente usando come ovvia colonna sonora la musica di Leoncavallo dai Pagliacci.
Tutti gli episodi, nella versione internazionale, hanno un titolo particolare che nello specifico sono:

Aria banner episodi
Un ballo in maschera per l’episodio diretto da Roeg, che utilizza come attrice sua moglie Theresa Russell nel ruolo di re Zog;
La virgine degli angeli per l’episodio diretto da Sturridge che utilizza Nicola Swain e Marianne McLoughlin come guest star;
Armide per l’episodio diretto da Godard che utilizza Marion Peterson e Valérie Allain come attrici;
Rigoletto per l’episodio diretto da Julien Temple con protagonisti Beverly D’Angelo,Anita Morris,Buck Henry
Les Boréades per l’episodio diretto da Altman con protagonisti Geneviève Page,Julie Hagerty
Die tote Stadt per l’episodio diretto da Beresford con protagonisti Dyanne Thorne,Esther Buchanan
Depuis le jour per l’episodio diretto da Jarman con protagonisti Tilda Swinton,Amy Johnson
I pagliacci per l’episodio diretto da Bryden con protagonisti John Hurt,Sophie Ward
Liebestod per l’episodio diretto da Roddam con protagonista Bridget Fonda
Nessun dorma per l’episodio diretto da Russell con protagonisti Andreas Wisniewski,Linzi Drew

Aria 9

Aria è quindi un film strettamente dedicato a coloro che amano la musica classica, nello specifico l’opera; tutti gli episodi hanno valenza principalmente per l’opera che intendono omaggiare, mentre la parte squisitamente visiva vive in pratica di luce riflessa.
La reperibilità del film non è affatto complicata; personalmente però ho visto il film in lingua originale, anche perchè non credo esista una versione tradotta, cosa che comunque ha davvero un’importanza relativa in questo specifico caso.

Aria 8

Aria, un film diretto da Robert Altman, Bruce Beresford, Bill Bryden, Jean-Luc Godard, Derek Jarman, Franc Roddam, Nicolas Roeg, Ken Russell, Charles Sturridge, Julien Temple, con William Hurt, Bridget Fonda, Theresa Russell,Tilda Swinton Drammatico/Commedia/Musicale, Francia 1987
Genere commedia, drammatico, musicale

Aria banner gallery

 

Aria 7

 

Aria 6

 

Aria 5

 

Aria 4

 

Aria 3

 

Aria 2

 

Aria 1

 

Aria locandina 4

Aria banner cast
Regia Robert Altman, Bruce Beresford, Bill Bryden, Jean-Luc Godard, Derek Jarman,
Franc Roddam, Nicolas Roeg, Ken Russell, Charles Sturridge, Julien Temple
Produttore Don Boyd, Al Clark, James Mackay
Distribuzione (Italia) Miramax Films, Image Entertainment

Aria banner personaggi
Primo episodio:

Nicholas Roeg, “Un ballo in maschera

Theresa Russell … Re Zog
Stephanie Lane … Baronessa
Roy Hyatt … Chauffeur
Sevilla Delofski … Cameriera
Ruth Halliday … Companion
Arthur Cox … Maggiore
Dennis Holmes … Colonello
Paul Brightwell … Primo Assassino
Frank Baker … Secondo Assassino
Chris Hunter … Terzo Assassino

Secondo episodio:

Charles Sturridge,” La virgine degli angeli”

Nicola Swain … Marie
Jackson Kyle … Travis
Marianne McLoughlin … Kate

Terzo episodio:

Jean Luc Godard, “Armide”

Marion Peterson … Una ragazza
Valérie Allain … Un’altra ragazza
Jacques Neuville … Bodybuilder
Luke Corre … Bodybuilder
Christiam Cauchon … Bodybuilder
Philippe Pellant … Bodybuilder
Patrice Linguet … Bodybuilder
Lionel Sorin … Bodybuilder
Jean Coffinet … Bodybuilder
Alexandre Des Granges … Bodybuilder
Gérard Vivès … Bodybuilder
Frederick Brosse … Bodybuilder
Pascal Bermont … Bodybuilder
Jean Luc Corre … Bodybuilder
Bernard Gaudray … Bodybuilder
Dominique Mano … Bodybuilder
Patrice Tridian … Bodybuilder

Quarto episodio:

Julien Temple,”Rigoletto”

Anita Morris … Phoebe
John Hostetter … Elvis
Albie Selznick … Bell Boy
Stan Mazin … Danzatrice
Dominic Salinero … Danzatrice
Jeff Calhoun … Danzatrice

Quinto episodio:

Bruce Beresford, “Die tote Stadt”

Elizabeth Hurley … Marietta
Peter Birch … Paul

Sesto episodio:

Robert Altman,”Les Boréades “

I seguenti attori non risultano nei crediti del frammento di Altman:
Bernie Bonvoisin
Cris Campion
Anne Canovas
Sandrine Dumas
Jody Guelb
Julie Hagerty
Philippine Leroy-Beaulieu
Bénédicte Loyen
Geneviève Page
Delphine Rich
Louis-Marie Taillefer

Settimo episodio:

Francis George Roddam,“Liebestod”

Bridget Fonda … Un’amante
James Mathers … L’altro amante
Angie Tetamontie … Una donna a Las Vegas
Esther Buchanan Una donna a Las Vegas
Lorraine Cote … Una donna a Las Vegas
Renee Korn … Una donna a Las Vegas
Bertha Weiss … La donna con i guanti
Dyanne Thorne … Bride
Howard Maurer … Groom
Derick Coleman … Ragazzo indiano
Quentin Brown … Ragazzo indiano

Ottavo episodio:

Ken Russell,”Nessun dorma”

Andreas Wisniewski
Kwabena Manso
Bella Enahoro
Bunty Mathias
Angela Walker

Nono episodio:

Michael Derek Elworthy Jarman, “Depuis le jour”

Amy Johnson La vecchia signora
Tilda Swinton La ragazza
Spencer Leigh L’anziano

Decimo episodio:

Bill Bryden,”I pagliacci”

John Hurt L’attore
Sophie Ward La ragazza

Aria banner cast
Produttori:
David Barber …. coordinating associate producer
Richard Bell …. associate producer
Don Boyd …. producer
Scott Bushnell …. associate producer (t “Lieux desoles”)
Al Clark …. co-producer
Michael Hamlyn …. coordinating associate producer
Tom Kuhn …. executive producer
James Mackay …. co-producer (episodio “Depuis de jour”)
Jim Mervis …. executive producer
Charles Mitchell …. executive producer
Kevan Pegley …. associate producer
Luc Roeg …. associate producer ( “Un Balo in Maschera”)
Sigurjon Sighvatsson …. associate producer ( “Liebestod”)
Paul Spencer …. associate producer (“La vergine degli Angeli”)
Amanda Temple …. associate producer (“La Donna e Mobile”)
Fotografia
Gabriel Beristain (Episodi “Turnadot”, “I pagliacci” and linking scenes)
Caroline Champetier (“Armide”)
Frederick Elmes ( “Liebestod”)
Harvey Harrison ( “Un ballo in Maschera”)
Christopher Hughes
Pierre Mignot (“Les Boréades”)
Mike Southon ( “Depuis le jour”)
Dante Spinotti ( “Die tote Stadt”)
Oliver Stapleton ( “Rigoletto”)
Gale Tattersall (“La virginie degli angeli”)

Montaggio
Neil Abramson (Episodio “Rigoletto”)
Robert Altman ( “Lieux desoles”)
Jennifer Augé ( “Les Boréades”)
Marie-Thérèse Boiché ( “Die tote Stadt”/”I pagliacci”)
Michael Bradsell ( “Nessun dorma”)
Peter Cartwright ( “Depuis le jour”)
Angus Cook ( “Depuis le jour”)
Mike Cragg ( “Vesti La Giubba”)
Stephen P. Dunn ( “Lieux desoles”)
Rick Elgood ( “Liebestod”)
Jean-Luc Godard ( “Enfin il est en ma puissance”)
Tony Lawson ( “Un ballo in maschera”)
Matthew Longfellow ( “La virgine degli angeli”)
Paul Naisbitt ( “Vesti La Giubba”)

Aria banner foto di scena

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Aria foto 2

Aria foto 1

Aria locandina 2

Aria locandina 3

luglio 12, 2013 Pubblicato da: | Miscellanea | , , , , | Lascia un commento

1969 Un anno di cinema

00001 BASE BANNER UN ANNO DI CINEMA

Il 1969, ultimo anno del decennio sessanta, chiude per il nostro paese un periodo irripetibile, che porta l’Italia ad essere uno dei paesi più industrializzati al mondo.
Anche per l’umanità intera è un anno fondamentale:il 21 luglio Neil Armstrong e Buzz Aldrin sono i primi uomini a camminare sul suolo lunare. La missione spaziale Apollo 11, partita il 16 luglio, termina il 24 luglio.Il sogno del volo nello spazio è quindi compiuto e come dirà Armstrong “«That’s one small step for (a) man, one giant leap for mankind “ovvero “Questo è un piccolo passo per l’uomo, un gigantesco balzo per l’umanità“.
Un anno fondamentale in molti campi della creatività umana, dalla musica all’arte per finire al cinema, che presenterà una serie di capolavori davvero unici.
Accanto, episodi drammatici come la morte di Jan Palach a gennaio;lo studente cecoslovacco si da fuoco per protestare contro l’invasione russa della Cecoslovacchia.

Un uomo da marciapiede foto

John Voight e Dustin Hoffman nello splendido Un uomo da marciapiede

Un maggiolino tutto matto foto

Un maggiolino tutto matto

Nell’agosto del 1969 il mondo del cinema è sconvolto dalla tragica morte dell’attrice Sharon Tate, moglie del regista Roman Polanski; l’attrice è massacrata nella sua abitazione di Los Angeles, mentre era a due sole settimane dal parto.Con lei perdono la vita due suoi amici ad opera della setta di Manson.
L’anno si chiuderà,per il nostro paese,in maniera drammatica;il 12 dicembre, nella Banca Nazionale dell’Agricoltura a Piazza Fontana in Milano esplode una bomba che uccide 17 persone e ne ferisce 88.E’ l’inizio della strategia della tensione e il passaggio drammatico del nostro paese agli anni di piombo.
Il cinema vive una stagione felicissima, grazie all’aumento esponenziale degli spettatori, attirati dalla quantità ma sopratutto dalla qualità dell’offerta;è iniziata la concorrenza della tv, che da qualche anno ha diversificato l’offerta presentando il sabato sera spettacoli per la famiglia, ma nel paese c’è voglia di evasione e le sale cinematografiche nei week end fanno segnare il tutto esaurito.

Queimada foto

Marlon Brando in Queimada

Prendi i soldi e scappa foto

Prendi i soldi e scappa di Woody Allen

Nel 1969 Hollywood assegna i suoi premi oscar che vedono, a sorpresa,premiato come miglior film Oliver! di Carol Reed interpretato da Oliver Reed.
Carol Reed si aggiudica anche l’Oscar come miglior regista mentre Cliff Robertson per I due mondi di Charly si aggiudica il premio come miglior attore protagonista.
Migliori attrici (ex aequo) sono due grandi di Hollywood: Katharine Hepburn per Il leone d’inverno (The Lion in Winter) e Barbra Streisand per Funny Girl mentre miglior film straniero è Natascia – L’incendio di Mosca (Voina i mir), regia di Sergej Bondarcuk.
A Cannes trionfa Se… (If…), regia di Lindsay Anderson (Gran Bretagna) che batte concorrenti come Z – L’orgia del potere (Z), regia di Costa-Gavras (Algeria/Francia),Easy Rider, regia di Dennis Hopper (USA),Gli intoccabili, regia di Giuliano Montaldo (Italia).

Porcile foto

Porcile, di Pier Paolo Pasolini

Oliver foto

Oliver, vincitore dell’Oscar 1969

Non si uccidono così anche i cavalli foto

Jane Fonda in Non si uccidono così anche i cavalli?

Il presidente della giuria è Luchino Visconti, il premio per il miglior attore va a Jean-Louis Trintignant mentre quello per la miglior attrice a Vanessa Redgrave.
A Taormina si attribuiscono i David di Donatello, i nostri Oscar: vince, come miglior regista Franco Zeffirelli con Romeo e Giulietta mentre miglior attori sono Alberto Sordi e Gina Lollobrigida.
Il film più visto della stagione è l’ottimo Nell’anno del Signore di Luigi Magni, che racconta una storia tragica del nostro paese, avvenuta poco prima della fine del potere temporale della chiesa ma è tutta l’annata a essere caratterizzata dalla presenza sugli schermi di ottimi prodotti.
Uno dei prodotti migliori è Un uomo da marciapiede diretto da John Schlesinger e interpretato da Jon Voight, Brenda Vaccaro, Dustin Hoffman, Sylvia Miles, storia metropolitana di un’amicizia, della disillusione del sogno americano e dell’emarginazione nelle grandi metropoli.Leggendario il tema musicale, quell”Everybody’s Talkin'” di Fred Neil, cantata da Henry Nilsson che diverrà un evergreen.

Nell'anno del Signore foto

Nell’anno del signore

More foto

Mimsy Farmer in More

Sugli schermi mondiale scoppia il fenomeno Easy rider, opera prima dell’attore Dennis Hopper interpretato da Peter Fonda, Jack Nicholson, Karen Black, Dennis Hopper. Un malinconico on the road che racconta l’impossibile sogno di libertà di alcuni amici in un’America ormai profondamente in crisi anche nei suoi valori fondamentali.
Sam Peckinpah celebra il tramonto dell’epopea del West con un film ormai diventato storico;Il mucchio selvaggio, interpretato da William Holden, Ernest Borgnine, Warren Oates, Robert Ryan è il western più violento della storia del cinema, il più amaro.La frontiera non esiste più, il mito dell’eroe e del pioniere sono stati abbandonati, sta per nascere la grande nazione americana, con le sue contraddizioni e le sue speranze.
Un altro western spopola sugli schermi mondiali: si tratta di Butch Cassidy, di George Roy Hill interpretato da Robert Redford, Paul Newman, Katharine Ross che racconta l’amicizia tra Butch Cassidy e Sundance Kid, un’amicizia ormai fuori dal tempo.Premiato con 4 Oscar, con una colonna sonora sontuosa firmata da Bacharach Butch Cassidy è un film tenero e violento ma al tempo stesso magico.

Metti una sera a cena foto

Metti una sera a cena

La mia droga si chiama Julie foto

Catherine Deneuve in La mia droga si chiama Julie

Grande successo per la prima regia cinematografica di Woody Allen, Prendi i soldi e scappa, interpretato da Woody Allen, Janet Margolin, Marcel Hillaire, Lonny Chapman, bizzarra storia di un rapinatore imbranato che puntualmente combina disastri.
L’Italia risponde con film memorabili come La caduta degli dei di Luchino Visconti, saga familiare distruttiva sullo sfondo dell’ascesa al potere in Germania del nazismo.Grazie ad un cast eccezionale che comprende Dirk Bogarde, Ingrid Thulin, Helmut Griem, Renaud Verley, Umberto Orsini e Florinda Bolkan,Visconti racconta in 155 minuti le vicende degli odi e dei tradimenti che sconvolgono la vita degli Essenbeck, una ricchissima famiglia tedesca dilaniata dalle lotte interne per la supremazia e dai diversi accostamenti al nuovo mito tedesco, il nazismo.
Come già accennato,il 1969 vede come campione d’incassi il film di Magni Nell’anno del Signore…storia popolare ambientata nella Roma di Leone XII interpretata da un cast di attori assolutamente in stato di grazia, come Nino Manfredi, Claudia Cardinale, Enrico Maria Salerno, Britt Ekland, Robert Hossein. Ugo Tognazzi, Alberto Sordi, Pippo Franco.
Vittorio De Sica propone I girasoli, con la collaudata coppia Mastroianni-Loren ad interpretare due giovani che si innamorano ma che saranno divisi dalla guerra, in particolare quella sfortunata e scellerata che mandò la nostra Armir a combattere sul fronte russo dove morirono decine di migliaia di nostri giovani in una spedizione criminale preparata male e conclusa peggio.

La caduta degli dei foto

La caduta degli dei

La bambolona foto

La bambolona

Porcile di Pasolini fa scandalo; la storia amarissima di due giovani diametralmente opposti che scelgono strade diverse per vivere la loro vita pur essendo un’allegoria è troppo scomoda per piacere alla borghesia. Il film viene in pratica boicottato in tutti i modi, ma otterrà ugualmente un buon successo.
Gillo Pontecorvo chiama la star di Hollywood Marlon Brando ad interpretare William Walker, un agente britannico che appoggia la rivoluzione degli abitanti di un’isola contro il dominio portoghese.Queimada, il film che racconta queste vicende, è un discreto successo ai botteghini ma è accolto freddamente da buona parte della critica, pur essendo un affresco molto intelligente sul colonialismo.
Il geniaccio Ken Russell propone Donne in amore, con Glenda Jackson, Oliver Reed, Jennie Linden, Alan Bates, Eleanor Bron, tratto da un romanzo di David H. Lawrence; il film viene pesantemente censurato per le scene che vedono i due amici protagonisti lottare nudi e sopratutto per la tematica omosessuale che permea il film.
Liliana Cavani propone un film bellissimo e sottovalutato, I cannibali, nel quale viene portato ai tempi d’oggi il mito di Antigone.

Isabella, duchessa dei diavoli foto

Isabella duchessa dei diavoli

Infanzia, vocazione e prime esperienze di Giacomo Casanova, veneziano foto

Senta Berger in Infanzia vocazione prime esperienze…

Il film mostra un altro volto del Potere, quello che non solo uccide ma impedisce la sepoltura dei corpi dei caduti a monito dei sopravvissuti,un Potere assoluto e non sfidabile se non a prezzo della vita.Il film, interpretato da Britt Ekland, Tomas Milian, Delia Boccardo, Marino Masé, Pierre Clémenti è opera corrosiva e di grande effetto visivo, ma viene capita solo a metà dalla critica.
Per Federico fellini è il momento di proporre il suo Satyricon, ovviamente ispirato all’opera di Petronio; come al solito, siamo di fronte ad un prodotto amatissimo dai critici e pochissimo dal pubblico.In realtà l’opera presenta la consueta visionarietà di fellini, ma non è certo prodotto da grande pubblico.
Con la regia di Robert Stevenson la Disney propone un classico per le famiglie, Un maggiolino tutto matto, storiella di una Wolksvagen che ha una sua intelligenza e che ne combina di tutti i colori.

Il mucchio selvaggio foto

Il mucchio selvaggio

Spulciano tra i film di quell’anno ci sono da segnalare l’ottimo Il clan dei siciliani,regia di Henri Verneuil,con Jean Gabin, Alain Delon, Amedeo Nazzari, Lino Ventura, saga familiare noir che racconta la storia di una rapina e di un amore proibito all’interno di una famiglia in cui vigono le leggi d’onore della mafia siciliana, il bellico Dove osano le aquile di Brian G. Hutton con Richard Burton, Clint Eastwood, Patrick Wymark, storia della liberazione di un generale statunitense tenuto prigioniero in un castello fortificato sulle montagne bavaresi mentre una menzione essenzialmente negativa la merita Amore e rabbia, prodotto costruito a più mani dai registi Carlo Lizzani, Jean-Luc Godard, Marco Bellocchio, Bernardo Bertolucci, Pier Paolo Pasolini con Nino Castelnuovo, Ninetto Davoli, Julian Beck, Tom Baker che dimostra ancora una volta come gli esperimenti di co-regia siano assolutamente inutili portando invariabilmente a dei corti d’autore spesso noiosi e senza mordente.

Il commissario Pepe foto

Il commissario Pepe

Il clan dei siciliani foto

Il clan dei Siciliani

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If…

Vanno segnalati ancora:
Z – L’orgia del potere,regia di Costa Gavras con Irene Papas, Jean-Louis Trintignant, Charles Denner, Yves Montand,storia di un complotto ordito dalla polizia per eliminare un oppositore del governo sventato da un magistrato incorruttibile;
La mia droga si chiama Julie, regia di François Truffaut con Jean-Paul Belmondo, Catherine Deneuve,un dramma a sondo amoroso che vede un industriale innamorarsi di una splendida truffatrice con finale drammatico;
Non si uccidono così anche i cavalli? regia di Sydney Pollack con Susannah York, Jane Fonda, Gig Young,ancora una volta una metafora amarissima sull’America e sulle sue contraddizioni;
Metti, una sera a cena,regia di Giuseppe Patroni Griffi con Jean-Louis Trintignant, Florinda Bolkan, Lino Capolicchio, Tony Musante, Annie Girardot,ripreso da una piece teatrale a sondo dramma borghese sui vizi della classe stessa interpretata da grandi attori e con una colonna sonora indimenticabile firmata da Morricone;

I girasoli foto

I girasoli, con Mastroianni e la Loren

I cannibali foto

Pierre Clementi in I cannibali

Fellini Satyricon foto

Fellini-Satyricon

Certo certissimo… anzi probabile,regia di Marcello Fondato con Claudia Cardinale, Robert Hoffman, Catherine Spaak, Nino Castelnuovo,commedia a sfondo sentimentale venata di ironia sul rapporto tra due amiche che dopo alcune vicissitudini scopriranno che è meglio vivere insieme che con degli uomini;
Il commissario Pepe,regia di Ettore Scola con Ugo Tognazzi, Giuseppe Maffioli, Silvia Dionisio, Marianne Comtell, Elsa Vazzoler, splendido affresco sui vizi nascosti della provincia italiana, con protagonista un superlativo Ugo Tognazzi;
Cuore di mamma di Salvatore Samperi con Philippe Leroy, Beba Loncar, Carla Gravina, Yorgo Voyagis,bruttissimo e sopravvalutato film incentrato su una figura femminile e sui suoi figli, allegoria del disfacimento della famiglia, dei suoi valori e sullo sfondo ambiziosamente anche quello della società;
Alice’s restaurant, di Arthur Penn con Arlo Guthrie, Pat Quinn, Pete Seeger,amara storia di un gruppo di hippy che malinconicamente faranno ritorno alle loro case dopo aver vissuto l’esperienza della coabitazione in una chiesa sconsacrata
Infanzia, vocazione e prime esperienze di Giacomo Casanova, veneziano di Luigi Comencini con Maria Grazia Buccella, Tina Aumont, Senta Berger, Raoul Grassilli, il film più fedele ( e il più bello) dedicato alla vita del grande seduttore veneziano.

Easy rider foto

Easy rider

Dove vai tutta nuda foto

Dove vai tutta nuda?

Dove osano le aquile foto

Dove osano le aquile

Tra i film del 1969 che hanno avuto un buon riscontro di pubblico si segnalano Isabella duchessa dei diavoli di Bruno Corbucci,La bambolona di Franco Giraldi,Vedo nudo di Dino Risi,Orgasmo di Umberto Lenzi,Dove vai tutta nuda? di Pasquale Festa Campanile,More-Di più, ancora di più di Barbet Schroeder
Come dicevo in fase di introduzione, il cinema è ormai nell’età dell’oro e nei successivi 4-5 anni il cinema italiano produrrà centinaia di prodotti eccellenti, con una proliferazione di generi, di talenti che non avrà più eguali.
Un’esplosione vitale, incoraggiata da molti fattori, sopratutto da una creatività collegata d un interesse del pubblico che purtroppo scemerà proprio a metà degli anni settanta, creando le premesse per un declino inarrestabile che porterà ad una riduzione dei prodotti qualitativamente accettabili fino alla triste stagione dei film di Pierino, dei film hard core e delle tarde produzioni degli anni ottanta.

Donne in amore foto

Glenda Jackson in Donne in amore

Cuore di mamma foto

Carla Gravina in Cuore di mamma

Certo certissimo... anzi probabile foto

Certo,certissimo, anzi…probabile

Butch Cassidy foto

Butch Cassidy

Amore e rabbia foto

Amore e rabbia

Alice's restaurant foto

Alice’s rastaurant

Z - L'orgia del potere foto

Z-L’orgia del potere

 

Miglior film :Oliver! , regia di Carol Reed
Miglior regia : Carol Reed – Oliver!
Miglior attore protagonista : Cliff Robertson – I due mondi di Charly
Migliore attrice protagonista : Katharine Hepburn (ex aequo) – Il leone d’inverno
Barbra Streisand (ex aequo) – Funny Girl
Miglior attore non protagonista :Jack Albertson – La signora amava le rose
Migliore attrice non protagonista: Ruth Gordon – Rosemary’s Baby
Miglior film straniero : Natascia – L’incendio di Mosca regia di Sergej Bondarcuk

Palma d’oro: Se… (If…) di Lindsay Anderson
Grand Prix Speciale della Giuria: Adalen 31 regia di Bo Widerberg
Premio della giuria: Z – L’orgia del potere (Z), regia di Costa-Gavras
Prix d’interprétation féminine: Vanessa Redgrave – Isadora, regia di Karel Reisz
Prix d’interprétation masculine: Jean-Louis Trintignant – Z – L’orgia del potere , regia di Costa-Gavras
Premio per la migliore opera prima: Easy Rider, regia di Dennis Hopper

Miglior regista:Franco Zeffirelli – Romeo e Giulietta
Migliore produttore:Bino Cicogna – C’era una volta il West (ex aequo)
Gianni Hecht Lucari – La ragazza con la pistola (ex aequo)
Migliore attrice protagonista :Gina Lollobrigida – Buonasera, signora Campbell (ex aequo)
Monica Vitti – La ragazza con la pistola (ex aequo)
Migliore attore protagonista Alberto Sordi – Il medico della mutua (ex aequo)
Nino Manfredi – Vedo nudo (ex aequo)
Miglior regista straniero:Roman Polanski – Rosemary’s Baby – Nastro rosso a New York
Miglior produttore straniero Stanley Kubrick – 2001: Odissea nello spazio
Migliore attrice straniera :Barbra Streisand – Funny Girl (Funny Girl) (ex aequo)
Mia Farrow – Rosemary’s Baby – Nastro rosso a New York (ex aequo)
Migliore attore straniero Rod Steiger – Il sergente (The Sergeant)

luglio 4, 2013 Pubblicato da: | Miscellanea, Senza Categoria | | Lascia un commento

Classifica al botteghino 1968

Foto banner 1968

1) Serafino di Pietro Germi

1 Serafino locandina

1 Serafino foto 1

con Adriano Celentano,Saro Urzì,Francesca Romana Coluzzi,Ottavia Piccolo,Amedeo Trilli,Gino Santercole,Benjamin Lev,

2) Il medico della mutua di Luigi Zampa

2 Il medico della mutua locandina

2 Il medico della mutua foto 1

con Alberto Sordi, Evelyn Stewart, Bice Valori, Sara Franchetti, Nanda Primavera, Leopoldo Trieste, Pupella Maggio, Claudio Gora

3) C’era una volta il West di Sergio Leone

3 C'era una volta il west

3 C'era una volta il west foto 1

con Charles Bronson, Henry Fonda, Claudia Cardinale, Jason Robards, Gabriele Ferzetti, Paolo Stoppa

4) Dove osano le aquile di Brian G. Hutton

4 Dove osano le aquile locandina

4 Dove osano le aquile foto 1

con Richard Burton, Clint Eastwood, Patrick Wymark, Mary Ure

5) I quattro dell’Ave Maria di Giuseppe Colizzi

5 I 4 dell'Ave Maria locandina

5 I 4 dell'Ave Maria foto 1
con Eli Wallach, Bud Spencer, Terence Hill, Livio Lorenzon, Brock Peters, Armando Bandini, Corrado Olmi

6) Vedo nudo di Dino Risi

6 Vedo nudo locandina

6 Vedo nudo foto 1
con Nino Manfredi, Sylva Koscina, Véronique Vendell, John Karlsen, Umberto D’Orsi,Nerina Montagnani, Daniela Giordano

7) Straziami ma di baci saziami di Dino Risi

7 Straziami ma di baci saziami locandina

7 Straziami ma di baci saziami foto 1
con Nino Manfredi, Ugo Tognazzi, Pamela Tiffin, Moira Orfei, Checco Durante.

8) Bora Bora di Ugo Liberatore

8 Bora Bora locandina

8 Bora Bora foto 1
con Corrado Pani, Haydée Politoff, Doris Kunstmann

9) Riusciranno i nostri eroi a ritrovare il loro amico misteriosamente scomparso in Africa? di Ettore Scola

9) Riusciranno i nostri eroi locandina

9) Riusciranno i nostri eroi foto 1
con Alberto Sordi, Nino Manfredi, Bernard Blier, Franca Bettoja, Erika Blanc.

10) La ragazza con la pistola di Mario Monicelli

10) La ragazza con la pistola locandina

10) La ragazza con la pistola foto
con Monica Vitti, Carlo Giuffrè, Stanley Baker, Tiberio Murgia, Stefano Satta Flores

11) La monaca di Monza di Eriprando Visconti

11 La monaca di Monza locandina

11 La monaca di Monza foto
con Luigi Pistilli, Antonio Sabato, Anne Heywood, Hardy Krüger,Carla Gravina

12) Mayerling di Terence Young

12 Mayerling locandina

12 Mayerling foto 1
con Catherine Deneuve, James Mason, Omar Sharif, Ava Gardner

13) Metti, una sera a cena di Giuseppe Patroni Griffi

13 Metti, una sera a cena locandina

13 Metti, una sera a cena foto
con Jean-Louis Trintignant, Florinda Bolkan, Lino Capolicchio, Tony Musante, Annie Girardot.

14) L’oro dei MacKenna di J. Lee Thompson

14 L'oro dei MacKenna

14 L'oro dei MacKenna foto
con Lee J. Cobb, Gregory Peck, Eli Wallach, Keenan Wynn, Edward G. Robinson, Anthony Quayle, Telly Savalas

15) Romeo e Giulietta di Franco Zeffirelli

15 Romeo e Giulietta locandina

15 Romeo e Giulietta foto
con Leonard Whiting, Olivia Hussey, John McEnery, Michael York, Milo O’Shea.

16) Shalako di Edward Dmytryck

16) Shalako locandina

16) Shalako foto

con Sean Connery, Brigitte Bardot, Stephen Boyd, Peter Van Eyck

17) Fraulein Doktor di Alberto Lattuada

17) Fraulein Doktor locandina

17) Fraulein Doktor foto 1

con Giancarlo Giannini, Kenneth More, Capucine, Nigel Green, Suzy Kendall, Andreina Paul

18) 2001: Odissea nello spazio di Stanley Kubrick

18 2001 odissea nello spazio locandina

18 2001 odissea nello spazio foto

con Keir Dullea, Gary Lockwood, William Sylvester, Daniel Richter, Leonard Rossiter.

19) Il libro della giungla di Wolfgang Reithermann

19 Il libro della giungla locandina

19 Il libro della giungla foto

Animazione

20) Il laureato di Mike Nichols

20 Il laureato locandina

20 Il laureato foto

con Dustin Hoffman, Anne Bancroft, Katharine Ross, William Daniels, Murray Hamilton.

luglio 2, 2013 Pubblicato da: | Miscellanea | | Lascia un commento

Gli invisibili parte seconda

Ritorniamo a parlare degli invisibili, ovvero di quei film che sono letteralmente scomparsi sia dai riversaggi in digitale sia dagli schermi tv;ho già accennato ai motivi per i quali molte pellicole sono diventate “missing”, creando un vistoso buco nella conoscenza del fenomeno cinematografico sopratutto nei decenni 60 e 70.
Anche molti film degli inizi degli anni 80 sono praticamente scomparsi dalle programmazioni tv, complice anche il dimagrimento subito dalle tv locali, nettamente diminuite oggi in rapporto al numero esistente 30 o 40 anni addietro.
Come molti ricorderanno, verso la metà degli anni settanta una moltitudine di emittenti gestite anche in modo dilettantesco si riversò nell’etere:la conseguenza principale fu un aumento abnorme della programmazione di film spesso di livello bassissimo, con interi cataloghi saccheggiati e proposti in tv senza alcun filtro.Per qualche tempo, infatti, in orari nemmeno troppo antelucani vennero presentati film in edizioni prive di tagli censorei, con la logica conseguenza di creare notevole imbarazzo alle famiglie, che si ritrovarono di fronte prodotti al limite dell’hard o pellicole con aggiunte posticce, allungate negli anni precedenti per ammaliarsi il mercato estero.
Gli appassionati del cinema hanno però oggi un’arma in più: si tratta di Youtube, il canale di caricamento video che giorno per giorno si arricchisce di autentiche rarità da anni sparite dalla circolazione.
E’ il caso di 9 film di Alberto Cavallone, uno dei registi più interessanti del passato, i cui film sono diventati con il passare degli anni oggetto di culto, anche per l’estrema rarità degli stessi.
Su Youtube, all’indirizzo http://www.youtube.com/channel/UCQWxBn2aMoPbnfq-rRoKOzQ/videos, troverete il canale tematico aperto dai figli del regista e dal critico di Nocturno Davide Pulici, che ci permettono finalmente di visionare pellicole rarissime come Zelda, Afrika, Le salamandre,Dal nostro inviato a Copenaghen ecc.
Alcuni film sono comparsi su Youtube in versioni con le lingue più disparate; può essere affascinante, come può essere una tortura, rivedere pellicole ormai introvabili senza alcun sottotitolo, quindi lasciate all’interpretazione dello spettatore o alla sua conoscenza di più lingue straniere.
vediamo quali sono i film di oggi, gli invisibili più rari:

La rivoluzione sessuale locandina 1

La rivoluzione sessuale, di Riccardo Ghione, con Laura Antonelli,Maria Luisa Bavastro, Riccardo Cucciolla, Andrés José Cruz Soublette, Leo Gavero, Giulio Girola, Lorenza Guerrieri, Guy Heron, Marisa Mantovani, Ruggero Miti, Maria Montero, Rosabianca Scerrino, Maria Rosa Sclauzero, Christian Alegny, Gaspare Zola,film del 1968 prodotto dalla West Film

La rivoluzione sessuale 2
Strano film basato su 14 storie, di sette coppie che si ritrovano in un albergo per sperimentare le teorie sessuali di uno psicologo.
Nel film compare una giovanissima Laura Antonelli ed è una pellicola ultra rara, che non è praticamente disponibile nemmeno in riversaggio da VHS.

Edipeon locandina 1

Edipeon, di Lorenzo Artale,con Christian Hay, Aïché Nana, Massimo Serato, Magali Noël, Hélène Chanel, Malisa Longo, Mirella Pamphili,film del 1970 prodotto dalla Arsa Film
Uno dei film più rari in assoluto,passato inosservato al cinema e poi ignorato anche dalle tv.

Edipeon 3
Ispirato almeno nel tema alla tragedia greca di Edipo, racconta la storia di un giovane affetto appunto dal complesso di Edipo.Quest’ultimo si innamorera di una squillo, la sposerà ma vedrà la sua consorte riprendere la vita antecedente il matrimonio.Finirà in tragedia.
Di questo film dovrebbe mancare anche la tradizionale versione in VHS e le uniche immagini esistenti del film le ho trovate al solito sul sito http://www.dbcult.com

Questa libertà di avere... le ali bagnate locandina

Questa libertà di avere… le ali bagnate, di Alessandro Santini, con Femi Benussi, Mark Damon, Rita Calderoni, Rosita Torosh, film del 1971 prodotto dalla San Giorgio Cinematografica
Film misteriosissimo caratterizzato da un’invisibilità pressochè assoluta.La stessa Rita Calderoni, protagonista del film, durante un’intervista concessa a Marco Giusti non ricorda se il film usci nel normale circuito cinematografico.Ricordo di averlo visto, anche se per soli due giorni, in proiezione presso una sgangherata sala di visione successiva forse un anno dopo la sua uscita in prima visione.Il film narra le vicende di uno scrittore con ambizioni ma che non trova alcun editore per le sue opere.

Questa libertà di avere... le ali bagnate 2
Non risultano versioni in VHS e tantomeno in digitale, così come si sono perse le tracce di eventuali passaggi televisivi.Mancano sia rippaggi dall’analogico che registrazioni da canali tv.Distribuito anche con il titolo Dolce pelle di donna

Lo strano ricatto locandina

Lo strano ricatto di una ragazza perbene ,regia di Luigi Batzella con Brigitte Skay, Rosalba Neri, Umberto Raho, Benjamin Lev prodotto nel 1974 dalla P.M.R. Cinematografica
Di questo film esiste in rete unicamente una registrazione da VHS di infima qualità;narra le vicende di una ragazza ricchissima che decide di estorcere alla famiglia una forte somma di denaro simulando il suo rapimento.Il gruppo che organizza il finto sequestro darà vita ad una carneficina dalla quale non si salverà nessuno.Colpo di scena finale…

Lo strano ricatto 2
Non fosse per la presenza della bella e sfortunata brigitte Skay e a quella della sfinge italiana Rosalba Neri, probabilmente non varrebbe la pena spendere parole per questo film, passato nel dimenticatoio
Mi risulta una sua versione digitalizzata con il titolo per il mercato estero Blackmail.
I pochi che lo hanno visto lo giudicano come una specie di follia onirica caratterizzato però da una splendida colonna sonora.

La ragazza di via Condotti locandina
La ragazza di via Condotti, di Germán Lorente con Femi Benussi, Michel Constantin, Carla Mancini, Patty Shepard, Simón Andreu, film del 1973 prodotto dalle consociate Mandala Film, Midega Film, Zafes Film
Non propriamente un invisibile, in quanto finalmente, dopo tanti anni, è uscita una versione rimasterizzata in digitale, tuttavia ancora di difficilissima reperibilità.Le copie che circolano sono ancora di infimo livello.

La ragazza di via Condotti 2
Il film è un giallo a tinte fosche, interpretato da una bellissima Femi Benussi impegnata in scene alquanto scabrose;la pellicola non ebbe molto successo e venne proposta al solito in orari impossibili sulle tv private.

Play motel locandina

Play motel, regia di Mario Gariazzo con Anna Maria Rizzoli, Anthony Steffen, Marina Hedman, Ray Lovelock, prodotto nel 1979 dalla Midia Cinematografica
è un film non propriamente definibile invisibile, in quanto è passato su un circuito privato probabilmente mutilo delle scene più scabrose.
Interpretato dalla Rizzoli in una delle sue ultime apparizioni cinematografiche,è un giallo pieno di situazioni erotiche come del resto intuibile dal fatto che il film è uno degli ultimi prodotti cinematografici del decennio 70.

Play motel 1
Un giallo incentrato sul rinvenimento di un cadavere da parte di una coppia che convinta dalla polizia indaga sul misterioso omicidio.
Non esiste ancora un supporto digitale del film, che vede tra le protagoniste anche una splendida Patrizia Webley.

Il primo premio si chiama Irene locandina

Il primo premio si chiama Irene di Renzo Ragazzi, documentario del 1969 prodotto dalla Dino de Laurentiis Cinematografica
Uno dei tanti documentari a sfondo eminentemente sessuale incentrato sulla solita inchiesta su usi e costumi dei popoli scandinavi, in particolare sui danesi.
Il tema è una volta tanto svolto con competenza; oggi può risulatre utile la visione della pellicola come squarcio su un modo di pensare e di vedere largamente condiviso all’epoca, ovvero che i paesi scandinavi fossero all’avanguardia nelle conquiste civili ma che tutto sommato vivessero esistenze abbastanza grigie.

Il primo premio si chiama Irene 2
La pellicola è assolutamente invisibile, mancano sue versioni digitalizzate e anche i riversaggi da video cassetta sono praticamente impossibili da reperire.

Arcana locandina
Arcana, di Giulio Questi, con Lucia Bosé, Tina Aumont, Maurizio Degli Esposti, prodotto dalla Palumbo nel 1972
Film rarissimo e praticamente rimasto invisibile fine a qualche anno fa,Arcana è un prodotto particolarissimo che venne girato con 2 lire da Giulio Questi, autore quattro anni prima del discreto La morte ha fatto l’uovo (1968).
Rimasto praticamente senza distribuzione in seguito al fallimento della Palumbo cinematografica, il film è un’opera complessa e metafisica dalla sceneggiatura

Arcana 1
a metà strada tra il surreale e l’arcano, come del resto suggerisce il titolo.
Oggi è opera accessibile grazie alla digitalizzazione della Cineteca Nazionale Italiana, che però risulta in alcune versioni mutila di circa 20 minuti di pellicola, quella dedicata alla sequenza dello stupro.

Lucrezia Borgia, l'amante del diavolo locandina

Lucrezia Borgia, l’amante del diavolo, di Osvaldo Civirani con Olga Schoberová, Lou Castel, Gianni Garko,prodotto dalle associate Denwer Film, Otto Dürer Film, Vienna Film nel 1968
Ricostruzione della vicenda storia di Lucrezia, figlia di Rodrigo Borgia che divenne Papa con il nome di Alessandro VI;film che ebbe anche un certo seguito nell’anno della sua uscita

Lucrezia Borgia, l'amante del diavolo 3

ma che poi scomparve del tutto sia dalla distribuzione sia dalle proiezioni televisive.Non risultano ad oggi versioni vedibili, non passa in tv da almeno 35 anni e ovviamente non è nemmeno disponibile in dvd.

Bocche cucite,locandina 1

Bocche cucite, di Pino Tosini, con Carla Romanelli, Lou Castel, Mirella Pamphili, Pier Paolo Capponi, Rosalina Neri, prodotto nel 1968 dalle associate Lepidi Film, Sofracima, United Pictures
Storia di sangue e vendetta incentrata sulla morte di un siciliano emigrato con la sua famiglia al nord;

Bocche cucite,2

si scoprirà che a farlo uccidere è stata proprio la famiglia che si è vendicata del fatto che l’uomo aveva sedotto la moglie del cognato.
Di questo film non esiste alcuna traccia e mancano anche fonti fotografiche se non quelle riportate meritoriamente dal sito http://www.dbcult.com

L'isola delle svedesi locandina

L’isola delle svedesi, di Silvio Amadio, con Ewa Green, Catherine Diamant, Nino Segurini, Wolfgang Hillinger prodotto dalla Claudia Cinematografica nel 1969.

L'isola delle svedesi 1
In questo caso parliamo di un invisibile solo nella versione digitale, in quanto per qualche anno il film è passato con buona frequenza sulle private.Oggi, tuttavia, è disponibile solo in una men che mediocre versione riversata dalle VHS.
Narra le vicende di due amiche che passano un periodo di vacanza in un’isola del mediterraneo; una di esse, che ha appena lasciato il fidanzato, scoprirà di essere attratta dall’amica, creando le premesse per un finale da tragedia greca.

La rivoluzione sessuale 1

La rivoluzione sessuale

Edipeon 1

Edipeon

Questa libertà di avere... le ali bagnate 1

Questa libertà di avere le ali bagnate

Lo strano ricatto 1

Lo strano ricatto di una ragazza perbene

La ragazza di via Condotti 1

La ragazza di via Condotti

Play motel 2

Play motel

Il primo premio si chiama Irene 1

Il primo premio si chiama Irene

Arcana 2

Arcana

Lucrezia Borgia, l'amante del diavolo 2

Lucrezia Borgia l’amante del diavolo

Bocche cucite,1

Bocche cucite

L'isola delle svedesi 2

L’isola delle svedesi

giugno 30, 2013 Pubblicato da: | Miscellanea, Senza Categoria | | Lascia un commento

Gli invisibili parte 1

Invisibili banner

Gli invisibili appartengono alla sterminata produzione cinematografica prodotta a cavallo tra gli anni che intercorrono tra il 1965 e il 1975, periodo in cui vennero realizzate migliaia di opere cinematografiche molte delle quali destinate in seguito all’oblio.
Sono film che hanno avuto rarissimi passaggi video, che non hanno avuto mai una riedizione in digitale e che spesso sono stati in cartellone per pochissimo tempo se non per un giorno soltanto,oppure film che hanno avuto una edizione solamente in vecchi formati come il VHS.
Film ormai pressoche dimenticati e che la drastica riduzione delle emittenti televisive ha condannato per sempre agli archivi, dai quali ogni tanto riemergono per motivi spesso misteriosi.
Appartengono a cataloghi di case cinematografiche ormai scomparse da tempo, acquistati da altre società in blocco e che quindi molto difficilmente trovano spazio nel mercato per svariati motivi.
Spesso si tratta di opere minori salvo qualche inspiegabile gioiellino che all’epoca della prima proiezione ebbe scarsa fortuna; film girati a low budget, o ancora girati in serie, sfruttando arredi e scenografie quando non anche il cast di produzioni precedenti.
Sono centinaia e centinaia di titoli, prodotti nel periodo d’oro della cinematografia, gli anni in cui produttori rampanti e speculatori, assecondati da registi con tanta voglia di emergere riuscirono a realizzare una mole impressionante di pellicole, oggi assolutamente improponibili vista la grave crisi del cinema che di quegli anni d’oro ormai conserva solo il ricordo.
Molte di queste pellicole sono realizzate con scarsa cura, altre invece non ebbero fortuna per tantissimi motivi; spesso le produzioni fallivano, non permettendo quindi la loro distribuzione nelle sale cinematografiche.
Non era raro infatti che produttori scalcinati o squattrinati si imbarcassero in avventure pericolose economicamente che si risolvevano in catastrofi dai risvolti spesso paradossali.
A tal riguardo è illuminante il ricordo della bellissima Erka Blanc, che in un’intervista di inizi anni settanta rievocò le peripezie di una troupe costretta a scappare notte tempo da un albergo perchè l’intero cast, che non era stato pagato, non aveva i soldi per pagare il conto dell’albergo.
Di questa mole impressionante di film spesso non esiste nemmeno una documentazione fotografica, non esistono trailers se non quelli che qualche volenteroso ha ricavato chissà come da cosa e da dove e che ha postato su Youtube, permettendo così di assistere quantomeno alla proiezione di brevi spezzoni dei film stessi.
Di altri ancora ci sono tracce sui vecchi cineromanzi dell’epoca, autentiche miniere di informazioni per ricavare dettagli di questi film: nei polverosi numeri di Big, Cinesex eccetera troviamo sequenze che in alcuni casi non vennero nemmeno proiettate perchè tagliate in fase di post produzione o di montaggio.
Alcuni di questi film li ho vist per intero al cinema o in tv, in qualche visione notturna su scalcinate tv private che negli anni settanta e otanta hanno avuto il merito di aver diffuso un’enormità di B movie o film minori che altrimenti non avrebbero mai rivisto la luce.
Di altri ho visto solo pochi spezzoni, di altri ancora ho sentito solo parlare.
E’ di tutti questi film che tratterò in questo e in altri articoli futuri, nella speranza che qualche lettore aggiunga notizie o semplicemente ricordi che diano un minimo di riconoscimento a tutti quei film che oggi sono diventati “invisibili”

Invisibili banner i film

Mania locandina 1

Mania, di Renato Polselli, con Brad Euston, Ivana Giordan, Isarco Ravaioli, Mirella Rossi, Eva Spadaro, Max Dorian, prodotto nel 1974 dalla GRP Cinematografica
Considerato da un nutrito gruppo di fans regista di culto, Polselli girò con un budget risicatissimo questo film nel 1974, ambientandolo quasi tutto in una villa e usando un sparuto cast che mise in scena la storia di un mad doctor ossessionato dal tradimento della moglie che uccide il suo gemello e si sostituisce a lui per ossessionare la moglie presunta fedifraga.
Il film sparì praticamente il giorno stesso dai cinema e per anni venne considerato perduto.
Viceversa, la Cineteca Nazionale possedeva una copia del film e nel 2007 lo proiettò nel cinema Trevi di Roma, permettendo così ai fans di Polselli di visionarlo.

Mania foto 1
Chi vi scrive non è tra loro, anzi; considero Polselli un cineasta con tante idee ma confuse.
Tuttavia non nego che l’aura di mistero del film mi ha fatto venire voglia di vederlo, per cui se qualcuno è in grado di segnalarmi un modo per visionarlo gli sarò grato.

Mania 12

Mania 2
Per quanto riguarda l’accoglienza della critica, ricordo quella del Centro Cattolico Cinematografico (forse i meno adatti ad una recensione oggettiva e obiettiva) che all’epoca parlarono di un film che è ” un pasticcio vergognoso da tutti i punti di vista, con un regista accusato di essere professionale e determinata solo quando spoglia le sue attrici e si sofferma sadicamente con la fotocamera sopra un teschio macabro pieno di vermi.”
Per quanto ne sappia, Mania non è mai passato in tv e “dovrebbe” essere ancora privo di un’edizione italiana digitalizzata.

Il baco da seta locandina 1

Il baco da seta, di Mario Sequi,con George Hilton, Nadja Tiller, Guy Madison, Riccardo Garrone prodotto nel 1974 dalla Drago Film
Thriller canonico con protagonista una ex cantante francese perseguitata da un gruppo di creditori che imbastisce un falso furto dei suoi gioielli usando come complice un giovane gigolò che poi uccide riuscendo a ricavare da tutto una considerevole somma.

Il baco da seta 1

Il baco da seta 2
Passato in notturna qualche volta su reti private secondarie, Il baco da seta non ebbe nessun successo alla sua uscita, sparendo immediatamente dalle proiezioni pubbliche. Del film esiste solo qualche breve filmato ricavato da VHS che però non permettono nessuna valutazione del film stesso. A parte la presenza dell’onnipresente Hilton e della bella Tiller, il film non si segnala per meriti particolari, tuttavia può essere un riferimento per apprezzare paesaggi e arredi vintage che erano il corollario di ogni film degli anni settanta.

L'intreccio locandina 1

L’intreccio, di Dave Young (Pierre Chenal), con Marisa Mell, Robert Hossein, Ettore Manni, Robert Dalban, Alberto Dalbés, Perla Cristal, Manuel de Blas, Danielle Durou, Ellen Bahl, Carlos Bravo, Colelle Jack, Albert Minsky, Lili Murati, Krista Nell, Patricia Nigel, Sabine Sun prodotto nel 1969 in Germania dalle associate Ascot, Balcázar P. C., Cineraid, Lira Films
Uscito con il titolo Les belles au bois dormantes e distribuito in Italia come L’intreccio, questo film di Chenal è l’ultimo diretto dal regista belga dopo una lunga carriera iniziata nel 1933; film pressochè invisibile, del quale esiste solo una riduzione in VHS.

L'intreccio 1
Narra le vicende di due coniugi che dirigono una una casa di cure di bellezza per donne che è però una copertura per una base per lo spaccio di droga.Una vicenda che si tingerà di giallo con classico colpo di scena finale. Penalizzato probabilmente dai nudi presenti nel film uscito in un periodo nel quale proprio i nudi provocavano immancabilmente l’intervento dei censori,L’intreccio è divenuto un film invisibile che anche alla sua uscita riscosse scarso interesse e ancor meno spettatori.

L'intreccio foto 1
Nel cast è presente Marisa Mell, che nei due anni precedenti si era costruita una buona fama grazie alla sua presenza nel Diabolik di Bava e nell’ottimo Una sull’altra di Fulci.
Fu il cineromanzo Big film a mostrare le sequenze del film che da allora in poi scomparve completamente salvo riemergere nel florido mercato delle video cassette. Praticamente introvabile anche in riversaggio da VHS.

Le mogli degli amanti di mia moglie locandina 1

Ecco perchè mogli degli amanti di mia moglie sono le mie amanti,di Mack Bing con Barbara Blake, Norman Alden, Gloria Manon, Scott Graham, prodotto nel 1969 dalla americana Cottage Films
Un film che inaugura la moda cinematografica dei titoli chilometrici, assolutamente invisibile anche alla sua uscita.
Racconta le vicende di tre coppie di scambisti,a cui una sera si aggiunge un’altra coppia,con lei del tutto ignara delle abitudini delle sei persone.Il marito della donna invece cerca di sfruttare sua moglie per ottenere vantaggi lavorativi, con il risultato finale di litigare con la moglie e non ottenere nulla di quanto preventivato.
Film scopertamente erotico, ha dalla sua una certa cura.

Le mogli degli amanti di mia moglie foto 2
Questa pellicola l’ho vista molti anni dopo in un cinema dopolavoristico, settore a cui va attribuito il merito, assieme alle sale di periferia, di aver programmato film che altrimenti sarebbero rimasti davvero totalmente invisibili.
Non mi risulta nessuna edizione in digitale della pellicola, mentre con qualche difficoltà è visionabile la versione ridotta da VHS esclusivamente in lingua inglese su alcuni siti americani.

Un'anguilla da 300 milioni 1

Un’anguilla da 300 milioni,di Salvatore Samperi con Lino Toffolo, Carla Mancini, Gabriele Ferzetti, Mario Adorf, Senta Berger, prodotto nel 1971 dalla Colt Produzioni Cinematografiche e dalla Mega Film
Buon successo di pubblica e relativamente di critica, questo film è inspiegabilmente scomparso nel nulla, tanto da non avere ancora oggi una versione digitale mentre l’unica visionabile è relativa a riversaggi penosi da VHS o a rimaneggiamenti inguardabili da vecchi passaggi televisivi.
Giallo ben costruito che racconta le vicende di un ex capo partigiano che affida a un suo amico di lotta la figlia reduce da una cura disintossicante dalla droga;quando l’ex partigiano muore, Bissa, l’amico, apprende da Tina, la ragazza, che in realtà lei non era la figlia del partigiano ma una ragazza rapita alla sua famiglia.
Si scoprirà in effetti che la storia è vera ma che la ragazza ha organizzato un piano diabolico…
Film godibile, con un buon cast inspiegabilmente finito nel dimenticatoio; il film è stato trasmesso anni addietro sulle tv private, ma come già detto manca di un’edizione guardabile.

L'asino d'oro processo per fatti strani contro Lucius Apuleius locandina 1

L’asino d’oro: processo per fatti strani contro Lucius Apuleius di Sergio Spina, con Samy Pavel, Barbara Bouchet, Marisa Fabbri, Leopoldo Trieste, John Steiner, prodotto dalla Filmes e dalla O.N.C.I.C. nel 1970.
Ecco un film recentemente riemerso dall’oblio grazie al canale televisivo IRIS che ha trasmesso la pellicola in notturna.
Filmaccio brutto e scombinato che assembla un buon cast,

L'asino d'oro processo per fatti strani contro Lucius Apuleius 1

una storia tratta nientemeno che da Apuleio e una sceneggiatura raffazzonata e grezza che costituiscono l’ossatura di un film che ormai si ricorda solo per la presenza di una splendida Barbara Bouchet nei panni di Pudentilla, la vedova del ricco Epulone.
Film vietatissimo all’epoca della sua uscita subì diversi rimaneggiamenti per cui alla fine ottenne un visto della censura con il divieto di proiezione ai minori di anni 14.

L'assoluto naturale locandina 1

L’assoluto naturale, di Mauro Bolognini con Laurence Harvey, Sylva Koscina, Isa Miranda, Guido Mannari, Felicity Mason prodotto dalle temporaneamente associate Cinecenta e Tirrenia Film Studios
Tratto da un romanzo di Parise, il film di Bolognini pagò a caro prezzo le sue ambizioni e la complessità del tema trattato, la complessità del mondo borghese relativamente al rapporto con la classe popolare,

L'assoluto naturale 1

L'assoluto naturale 2

l’ambizione alla libertà personale assoluta che però deve fare i conti con i rapporti con l’altro sesso ecc.
Penalizzato anche da pesanti interventi della censura, il film è passato a notte fonda su alcune tv private, sforbiciato dalle sequenze più roventi; poichè non è stato mai editato in digitale, è impossibile da giudicare anche perchè si tratta di un film pesantemente datato, uno di quelli che spesso facevano impazzire i critici e addormentare il pubblico.

Karin un corpo che brucia locandina 1

Karin un corpo che brucia,di Jean-Claude Dague e Louis Soulanes in veste di co-regista, con Jean-Claude Bercq , Donna Michelle , Jean Distinghin , Linda Veras , Marc Briand prodotto nel 1968 dalle associate Capitole Films e Paris Interproductions (PIP)
In origine Le bal des voyous, tradotto malamente in Karin un corpo che brucia, in ossequio alla ferrea legge delle distribuzioni italiane attente a dare sempre un tocco di morbosità a produzioni estere con sceneggiature morbose,

Karin un corpo che brucia foto 1

narra la storia di Henri Verdier, un banchiere esperto di judo, che sarà coinvolto in una storia dai risvolti pericolosi per colpa della bella Karine, la sua bionda amante che è legata contemporaneamente ad un uomo che progetta di rapinare una banca.
Film assolutamente e totalmente invisibile, non risulta essere passato in tv e non ha avuto nessuna riduzione in digitale.
Mancano anche rippaggi da VHS ed è praticamente introvabile in rete.

Ringrazio il sito http://www.dbcult.com dal quale ho tratto alcuni fotogrammi altrimenti introvabili.

Invisibili banner gallery

Mania foto 9

dal film Mania

Il baco da seta lobby card 1

Lobby card del film Il baco da seta

L'intreccio foto 3

L'intreccio foto 2

Due foto di scena tratte dal film L’intreccio

Le mogli degli amanti di mia moglie foto 1

Foto di scena tratta dal film Ecco perchè le amanti…

L'asino d'oro processo per fatti strani contro Lucius Apuleius foto 1

L'asino d'oro processo per fatti strani contro Lucius Apuleius 2

Due foto di scena del film L’asino d’oro, processo per fatti strani…

L'assoluto naturale foto 2

L'assoluto naturale foto 1

Due foto di scena di Sylva Koscina tratte dal film L’assoluto naturale

Karin un corpo che brucia 1

Karin un corpo che brucia locandina 2

Foto di scena e locandina del film Karin un corpo che brucia

giugno 8, 2013 Pubblicato da: | Miscellanea | | 2 commenti

Il peplum, ascesa e tramonto di un genere

Il colosso di Rodi lobby card

Il cinema storico nasce in pratica in concomitanza con l’invenzione stessa del cinema da parte dei fratelli Lumiere; se è vero che la prima proiezione da parte dei fratelli francesi avviene nel 1895 è anche vero che le prime produzioni di un qualche valore si registrano negli anni 10.
In Italia il primo film storico è girato nel 1911, La caduta di Troia di Giovanni Pastrone e Luigi Romano Borgnetto, un prodotto pionieristico, che oggi fa tenerezza ma che testimonia l’interesse dei produttori e quindi del pubblico verso un tipo di spettacoli di pura evasione; non a caso negli anni successivi vennero girati film dai contenuti a sfondo storico o biblico, come Quo vadis? di Enrico Guazzoni,Jone o Gli ultimi giorni di Pompei di Giovanni Enrico Vidali, Cabiria di Giovanni Pastrone.
Questo tipo di produzioni ebbe, nel corso dei decenni successivi, un certo successo che avvicinò al cinema molto pubblico, lo stesso che poi negli anni cinquanta decretò il successo delle mega produzioni hollywoodiane come I dieci Comandamenti di Cecil DeMille del 1956 o il Ben Hur di William Wyler del 1959 seguiti da altre produzioni quasi sempre a sfondo biblico come La tunica, La Bibbia, Il Re dei Re ecc.

Ursus nella valle dei leoni

Ursus nella valle dei leoni

Una regina per Cesare

Una regina per Cesare

Nel nostro paese il film storico ebbe sempre un seguito, che sfociò verso la fine degli anni 50 in un genere a se stante, mutuato dalle produzioni americane anche se girati con molti meno mezzi.
Si tratta del peplum, un termine preso di peso dalla lingua greca mutuata dal latino, ovvero peplo, la tipica veste o tunica usata nell’antica Grecia e che i paesi di origine anglo sassone definirono come sword and sandal, ovvero spada e sandalo.
Il peplum, in Italia, ebbe un successo costante per una decina di anni circa, periodo nel qual vennero prodotti non meno di 10 film per anno, per un totale di pellicole che supera di gran lunga le 100 unità.
Una mole enorme di produzioni, che ebbero una costante precisa, ovvero una certa raffinatezza e qualità verso gli inizi per poi diventare,nel corso degli anni, prodotti a low budget caratterizzati da una progressiva sciattezza delle varie componenti di un film, quindi con cast raccogliticci, scenari utilizzati in più produzioni, sceneggiature al limite del ridicolo.

Ursus il terrore dei Kirghisi

Ursus il terrore dei Kirghisi

Ulisse contro Ercole

Ulisse contro Ercole

Ma nel momento d’oro e di massimo fulgore del peplum, quello che va grosso modo dal 1958 al 1963 si ebbero anche film caratterizzati dalla presenza, nei cast, di molti dei migliori attori e attrici del cinema italiano; alcune di queste ultime iniziarono le loro carriere cinematografiche proprio con i peplum o videro aumentare la propria visibilità in ruoli che spesso erano da protagoniste assolute.
Il peplum saccheggiò in tutti i modi il mondo epico dell’antica Grecia o la storia romana, utilizzando come protagonisti gli eroi della mitologia greca o romana, con incursioni anche nella storia di antichi popoli come gli egizi, i babilonesi, i fenici e via dicendo.
Dall’antica Grecia e dalla sua mitologia venne preso come protagonista di molti film il semidio Ercole, l’Eracle greco e l’Hercules latino, il figlio nato dall’unione fra i dio Giove e la mortale Alcmena, mentre il mitico eroe Maciste è ripreso dal film Cabiria del 1914 diretto da Giovanni Pastrone; dal mondo biblico arriva Sansone, il giudice a cui Dio aveva dato una forza sovrumana, mentre un altro eroe dei peplum, Ursus, arriva dritto dal romanzo di Henryk Sienkiewicz  Quo vadis?, che diverrà anche un film.

Salambò

Salambò

Messalina Venere imperatrice

Messalina Venere imperatrice

Ma ad essere utilizzati sullo schermo sono anche gli eroi dell’Iliade come Achille, dell’Odissea come Ulisse e dell’Eneide come Enea, oltre ai mitici personaggi dell’antica Grecia che possono essere Perseo o gli Argonauti piuttosto che il mondo romano, che vede lo sfruttamento del gladiatore Spartacus e di suo figlio, di Messalina o di Romolo e Remo ecc.
Non c’è limite alla fantasia degli sceneggiatori, che all’inizio propongono storie fantastiche ma con ancora un certo legame con la mitologia classica, come per esempio Le fatiche di Ercole di Pietro Francisci e Ercole e la regina di Lidia, come Maciste nella valle dei re di Carlo Campogalliani per poi passare a film dai titoli e dalle storie assolutamente stravaganti come Zorro contro Maciste di Umberto Lenzi o Totò contro Maciste di Fernando Cerchio, una variante comica della saga del potente eroe di Cabiria.
Dietro la macchina da presa ecco avvicendarsi alcuni dei nomi che avrebbero fatto poi la storia del cinema italiano come Sergio Leone che diresse Il colosso di Rodi nel 1961, Mario Bava che diresse Ercole al centro della Terra sempre nel 1961,Riccardo Freda con Maciste alla corte del Gran Khan del 1961, Sergio Corbucci con Romolo e Remo del 1961.

Maciste nelle miniere di re Salomone

Maciste nelle miniere di re Salomone

Maciste, gladiatore di Sparta

Maciste gladiatore di Sparta

E poi ancora Duccio Tessari, autore di uno dei peplum più belli, Arrivano i titani del 1962,Antonio Margheriti autore di Il sacco di Roma del 1963,Mario Caiano,Alberto De Martino,Domenico Paolella,Alfonso Brescia e tanti altri.
Il peplum quindi è una fucina, nella quale molti registi iniziano o perfezionano il loro mestiere, con esiti a volte esaltanti, altri ancora assolutamente irresistibili.
Ebbene si, perchè i peplum affascinano ma alle volte sono terribilmente comici nella loro sciattezza e povertà; nei peplum degli ultimi periodi, quando ormai il genere mostrava ampiamente la corda, in alcune produzioni le scene di massa sono sostituite da scene con pochissime comparse, con mura fatte in maniera evidente con il cartone e interpretate da attori destinati a scomparire nel nulla nel breve arco di due o tre anni.
Si pensi a produzioni come Gli invincibili fratelli Maciste di Mauri in cui l’eroe preso di peso da Cabiria finisce per avere un fratello oppure ad una delle ultime produzioni peplum come Ercole, Sansone, Maciste e Ursus gli invincibili diretto da Giorgio Capitani dove per attirare spettatori si mettono assieme personaggi che tra l’altro vivono in epoche storiche differenti e in zona geografiche lontanissime l’una dall’altra.

Maciste nella valle dei re

Maciste nella valle dei Re

Ma al di là di questo il peplum resta un fenomeno di massa che per qualche anno monopolizzerà buona parte del pubblico, che è composto per la maggioranza da ragazzi o adolescenti.Si tratta di coloro che sono nati dopo la guerra che affolleranno i cinema che restano il principale strumento di svago per gli italiani.
Il pubblico parteggia per il proprio eroe, che sia Ercole o il gladiatore di turno; i registi, finanziati da produttori che hanno fiutato il vento che tira, regalano al pubblico produzioni di diversa estrazione traportandoli in giro per l’Egitto, attraverso la Grecia o dentro le porte di Roma.
Gli eroi in carne ed ossa che interpretano gli eroi di celluloide si chiamano Mark Forest (che interpretò alcuni Maciste e altri peplum),Kirk Morris (un altro Maciste),Gordon Scott,Steve Reeves, forse l’Ercole più famoso mentre accanto a loro, che hanno fisici da culturisti, scolpiti come marmo agiscono attori del calibro di Rossano Brazzi,Gino Cervi, Giuliano Gemma,Enrico Maria Salerno,Massimo Serato,Giancarlo Sbragia,Riccardo Garrone, Arnoldo Foà,Alberto Lupo ecc. che non hanno il fisico dei vari Ercole e Maciste e ripiegano su ruoli da tiranno quando non da addestratore di gladiatori.
Anche in campo femminile si conta un numero rilevante di bellezze nostrane che si faranno le ossa proprio con i peplum prima di passare a generi meno “leggeri” come Rosanna Schiaffino e Eleonora Rossi Drago,Liana e Moira Orfei,Lea Massari e Gianna Maria Canale e poi ancora Marilu Tolo,Sylva Koscina,Maria Grazia Buccella,Helga Liné,Rosalba Neri…
Ma quali sono i peplum più importanti, quelli più visti e quelli più degni di nota del genere?

Maciste contro il vampiro

Maciste contro il vampiro

Ecco una breve sintesi di titoli :
Ercole e la regina di Lidia (1959) di Pietro Francisci – con Steve Reeves, Sylva Koscina, Sylvia Lopez, il primo peplum a sbancare i botteghini,con un incasso di quasi un miliardo di lire, ispirato in parte a I sette a Tebe di Eschilo.
Racconta le vicende di Ercole, sposato alla bella Jole (Sylva Koscina) che diventa oggetto delle mire della malvagia Onfale, regina di Lidia decisa a conquistare i regni vicini.
Il film, di ottimo livello, si segnala per la presenza nel cast del regista Nando Cicero, di Gabriele Antonini che comparirà in molti altri peplum di Daniele Vargas e Sergio Fantoni, con un bel commento musicale di Marisa del Frate che interpreta “Con te per l’eternità”

I giganti della Tessaglia di Riccardo Freda (1960), con Roland Carey, Massimo Girotti, Moira Orfei, Alberto Farnese, uno dei primi peplum a raccontare le vicende di Giasone e degli Argonauti, impegnati a recuperare il vello d’oro.Nel cast compare anche Massimo Girotti.

Il colosso di Rodi di Sergio Leone (1961) – con Rory Calhoun, Lea Massari, Georges Marchal, forse uno dei più belli e spettacolari, con la famosa sequenza in cui il colosso di Rodi, posto all’ingresso del porto, crolla all’interno del porto stesso.E’ l’unico film di Leone ad avere una soundtrack non composta da Ennio Morricone, in quanto per questo film il grande Sergio si avvalse della collaborazione di Angelo Francesco Lavagnino.

Maciste alla corte dello Zar

Maciste alla corte dello zar

Maciste alla corte del Gran Khan

Maciste alla corte del Gran Khan

Ercole al centro della Terra di Mario Bava (1961) – con Reg Park, Christopher Lee, Leonora Ruffo, forse il peplum più particolare, con contaminazioni fantascientifiche opera del grande Bava, che racconta il viaggio di Ercole con Teseo e Telemaco nell’Averno, situato ovviamente secondo la mitologia al centro della terra, viaggio necessario per recuperare una pietra dai poteri prodigiosi.

Romolo e Remo di Sergio Corbucci – con Steve Reeves, Gordon Scott, Virna Lisi, peplum che narra parte della storia leggendaria della fondazione di Roma ad opera dei figli di Rea Silvia fino all’assunzione fra di dei con di Romolo con il nome di Quirino.

La furia di Ercole di Gianfranco Parolini – con Brad Harris, Brigitte Corey, Mara Berni, Serge Gainsbourg, che racconta della sfida mortale tra il mitico Ercole e l’usurpatore del regno di Cindia Meniste (interpretato dall’attore, cantante e poeta Serge Gainsbourg) con la famosa scena dei ribelli giustiziati tramite lo schiacciamento del cranio provocato dalle zampe di elefanti.

La guerra di Troia (1963) di Giorgio Ferroni – con Steve Reeves, Juliette Mayniel, John Drew Barrymore, Arturo Dominici, che racconta la tradizionale opera omerica con tutti gli eroi della tradione come Achille e Paride, Ulisse e il superstite Enea, che fugge da Troia in fiamme per tentare di fondare con i suoi compagni una nuova città.Nel film ci sono molti caratteristi del peplum come Lydia Alfonsi,Mimmo Palmara,Warner Bentivegna.

Le sette folgori di Assur 1

Le sette folgori di Assur

Il crollo di Roma (1963) di Antonio Margheriti – con Carl Mohner, Loredana Nusciak, Maria Grazia Buccella,Ida Galli, che parte dalle vicende successive alla morte di Costantino il grande per raccontare la fine dell’impero romano

La fenomenologia peplum, come dicevo agli inizi, durò in pratica fino al 1964, dopo di che si esaurì quasi del tutto con qualche eccezione relativa a tarde produzioni degli anni settanta, con titoli come Il ritorno del gladiatore più forte del mondo di Bitto Albertini con Brad Harris protagonista del 1971,La rivolta delle gladiatrici di Joe D’Amato con Pam Grier del 1973,La guerra del ferro – Ironmaster di Umberto Lenzi con Elvire Audray, Williams Berger, Pamela Field, George Eastmann.

Le fatiche di Ercole

Le fatiche di Ercole

Tuttavia i peplum continuarono ad essere proiettati nei cinema ben oltre il 1964; in quegli anni un film aveva una vita cinematografica ben maggiore dei decenni successivi grazie ai cinema di visione successiva, ai cinema parrocchiali o ai dopolavori.
In ultimo vorrei ricordare la presenza di diversi attori molto quotati del cinema internazionale in diverse produzioni peplum, come quelle di Orson Welles in David e Golia di Ferdinando Baldi,di Jayne Mansfield in Gli amori di Ercole di Carlo Ludovico Bragaglia, di Debra Paget in Il sepolcro dei re di Fernando Cerchio, di Jack Palance in Revak, lo schiavo di Cartagine di Pietro Francisci.

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La vendetta di Spartacus

La vendetta di Spartacus

La regina dei Vikinghi

La regina dei vichinghi

La guerra di Troia

La guerra di Troia

La calata dei barbari

La calata dei barbari

La battaglia di Maratona

La battaglia di Maratona

Il ratto delle sabine

Il ratto delle Sabine

Il figlio di Spartacus

Il figlio di Spartacus

Il figlio di Cleopatra

Il figlio di Cleopatra

Il Conquistatore di Corinto

Il conquistatore di Corinto

Il colosso di Rodi

Il colosso di Rodi

I 7 gladiatori

I 7 gladiatori

Goliath contro i giganti

Goliath contro i giganti

Gli ultimi giorni di Pompei

Gli ultimi giorni di Pompei

Gli schiavi più forti del mondo

Gli schiavi più forti del mondo

Ercole, Sansone, Maciste e Ursus gli invincibili

 Ercole, Sansone, Maciste e Ursus gli invincibili

Ercole alla conquista di Atlantide

Ercole alla conquista di Atlantide

Ercole al centro della terra

Ercole al centro della terra

David e Golia

David e Golia

Arrivano i titani

Arrivano i Titani

Afrodite, dea dell'amore

Afrodite dea dell’amore

banner le attrici

Yvonne Furneaux Io Semiramide

Yvonne Furneaux in Io Semiramide

Bella Cortez Il gigante di Metropolis

Bella Cortez in Il gigante di Metropolis

Barbara carroll Goliath contro i giganti

Barbara Carroll in Goliath contro i giganti

Annie Gorassini Vulcano figlio di Giove

Annie Gorassini in Vulcano figlio di Giove

Anita Ekberg Sotto il segno di roma

Anita Ekberg  in Sotto il segno di Roma

Abbe Lane Giulio Cesare contro i pirati

Abbe Lane in Giulio Cesare contro i pirati

Chelo Alonso Il terrore dei barbari

Chelo Alonso in Il terrore dei barbari

Clara Calamai Afrodite dea dell'amore

Clara Calamai in Afrodite dea dell’amore

Claudia Mori Ursus nella terra di fuoco

Claudia Mori in Ursus nella terra di fuoco

Daniela Rocca La vendetta dei barbari

Daniela Rocca in La vendetta dei barbari

Dominique Boschero Ulisse contro Ercole

Dominique Boschero in Ulisse contro Ercole

Eleonora Ruffo Maciste contro il vampiro

Eleonora Ruffo in Maciste contro il vampiro

Genevieve Grad Il conquistatore di Corinto

Genevieve Grad in Il conquistatore di Corinto

Gianna Maria Canale Le fatiche di Ercole

Gianna Maria Canale in Le fatiche di Ercole

Gina Lollobrigida Salomone e la regina di Saba

Gina Lollobrigida in Salomone e la regina di Saba

Gloria Milland Goliath contro i giganti

Gloria Milland in Goliath contro i giganti

Helene Chanel Maciste alla corte del Gran Khan

Helene Chanel in Maciste alla corte del Gran Khan

Helene Chanel Maciste all'inferno

Helene Chanel in Maciste all’inferno

Helga Linè Il trionfo dei dieci gladiatori

Helga Linè in Il trionfo dei dieci gladiatori

Jeanne Valerie Salammbo

Jeanne Valerie in Salammbo

Leonora Ruffo Spade senza bandiera

Leonora Ruffo in Spade senza bandiera

Liana Orfei Ercole sfida Sansone

Liana Orfei in Ercole sfida Sansone

Liana Orfei Nefertiti regina del Nilo

Liana Orfei in Nefertiti regina del Nilo

Wandisa Guisa Ercole contro Roma

Wandisa Guisa in Ercole contro Roma

Virna Lisi Romolo e Remo

Virna Lisi in Romolo e Remo

Sylvia Koscina L'assedio di Siracusa

Sylvia Koscina in L’assedio di Siracusa

Susan Hayward Demetrio e i gladiatori

Susan Hayward in Demetrio e i gladiatori

Soledad Miranda Ursus

Soledad Miranda in Ursus

Sofia Loren La caduta dell'impero romano

Sofia Loren in La caduta dell’impero romano

Sofia Loren Due notti con Cleopatra

Sofia Loren in Due notti con Cleopatra

Silvana Mangano Ulisse

Silvana Mangano in Ulisse

Rossana Podestà Solo contro Roma

Rossana Podestà in Solo contro Roma

Rosanna Schiaffino Teseo contro il minotauro

Rosanna Schiaffino in Teseo contro il minotauro

Rosalba Neri Kindar, l'invulnerabile

Rosalba Neri in Kindar, l’invulnerabile

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Sodoma e Gomorra

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Saffo, venere di Lesbo lobby card

Maciste il gladiatore più forte del mondo

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Le sette folgori di Assur

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Le fatiche di Ercole loc.1

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Gli invincibili fratelli Maciste lobby card

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Ursus nella valle dei leoni lobby card

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I magnifici sette flano

I conquistatori dell'Oriente flano

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Costantino il grande flano

Atlantide continente perduto flano

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Saffo Venere di lesbo flano

Nefertite regina d'Egitto flano

Le legioni di Cleopatra flano

Le gladiatrici flano

L'assedio di Siracusa flano

La vendetta dei barbari flano

La distruzione di Ercolano

Il figlio di Cleopatra flano

Il conquistatore di Corinto flano

Antinea, l'amante della città sepolta loc.1

aprile 23, 2013 Pubblicato da: | Miscellanea | | 3 commenti

Schulmädchen Report, il sesso tra le studentesse tedesche

Nel 1970 esce in Germania un libro destinato ad avere un grande successo popolare; a scriverlo è Günther Hunold, un sessuologo autore di molti libri aventi come argomento principale la sferra della sessualità.
Schulmädchen-Report o anche Schoolgirl report o Rapporto sulle studentesse è il titolo di questo libro, un vero e proprio rapporto stilato in base ad alcune interviste che Hunold svolse nell’ambito scolastico o universitario.
Attraverso una serie di domande basate su argomenti decisamente scottanti inerenti la sessualità, come il sesso adolescenziale e i rapporti sessuali protetti e no, le deviazioni sessuali come l’incesto ecc. oppure temi scabrosi come lo stupro, Hunold, ispirandosi a opere precedenti molto famose come il rapporto Kinsey o il famosissimo rapporto Masters/Johnson, raccolse un’ampia documentazione proprio sulle abitudini sessuali delle tedesche.

Schulmädchen-Report 1

Schulmädchen-Report: Was Eltern nicht für möglich halten

Schulmädchen-Report 2,1

Der neue Schulmädchen-Report. 2. Teil: Was Eltern den Schlaf raubt

Controllo delle nascite e contraccezione, masturbazione e altro finiscono quindi per diventare il cuore del rapporto, che parte con principi abbastanza nobili, quindi di divulgazione dei desideri e delle paure delle adolescenti o delle ragazze tedesche finendo però per diventare, almeno non nelle intenzioni dello scrittore tedesco, la cassa di amplificazione di quello che diverrà un fenomeno di costume prima ancora di un fenomeno cinematografico, ovvero quello dei film Schulmädchen.
Dei film all’apparenza in puro stile inchiesta, che in realtà punteranno e vireranno verso l’aspetto più lubrico e voyeuristico attraverso una documentazione visiva che privilegeranno l’aspetto scabroso delle vicende che i film della serie andranno a sviluppare.

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Schulmädchen-Report. 3. Teil: Was Eltern nicht mal ahnen

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Schulmädchen-Report. 4. Teil: Was Eltern oft verzweifeln läßt

Nello stesso 1970 il produttore cinematografico Lupo C. Hartwig si assicura per soli 20000 marchi (circa 20.000 euro) i diritti cinematografici del libro e affida al regista Ernst Hofbauer la direzione del film Schulmädchen-Report:Eltern nicht für möglich halten, che in Italia viene distribuito con il titolo ammiccante di Rapporto sul comportamento sessuale delle studentesse.
E’ il capostipite della serie Schulmädchen-Report, che conterà 13 film ufficiali più una serie di film ad essi ispirati, serie iniziata con il titolo citato uscito nel 1970 e terminata nel 1980 con il film Schulmädchen-Report. 13. Teil: Vergiß beim Sex die Liebe nicht, film non distribuito in Italia.

Schulmädchen-Report. 5. Teil: Was Eltern wirklich wissen sollten

Rapporto sul comportamento sessuale delle studentesse ha una trama essenziale, che parte da un fatto di cronaca realmente avvenuto; una studentessa viene sorpresa mentre fa l’amore con l’autista dello scuola bus dell’istituto in cui studia la ragazza.
La direzione scolastica, scandalizzata, decide di convocare uno psicologo che davanti ai docenti dimostra come questi episodi non siano da vedersi in un’ottica puritana, ma come semplici espressioni di una normale sessualità dei giovani, ormai ben lontani dai comportamenti timorati dei loro genitori.

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Schulmädchen-Report. 6. Teil: Was Eltern gern vertuschen möchten

Attraverso una serie di interviste lo psicologo dimostra come questi episodi siano da considerarsi condivisi da larga parte dei giovani e siano ormai l’espressione di una società più moderna e meno moralista.
Il film in Germania riscuote un successo enorme, arrivando a fine anno ad essere la sesta pellicola più vista in tutta la stagione.
In Italia il film non riscuote lo stesso successo, complice anche la pesante censura che si abbatteva su tutti i prodotti a sfondo prevalemente sessuale; inoltre il genere documentario era poco amato dal pubblico italiano con la conseguenza che l’intero genere non venne particolarmente apprezzato da noi.

Schulmädchen-Report 7,1

Schulmädchen-Report. 7. Teil: Doch das Herz muß dabei sein

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Schulmädchen-Report. 8. Teil: Was Eltern nie erfahren dürfen

Nel 1971 esce il secondo capitolo della serie, chiamato Der neue Schulmädchen-Report. 2. Teil: Was Eltern den Schlaf raubt; a dirigerlo è nuovamente Ernst Hofbauer che in pratica riprende sia le tematiche che la struttura del film precedente; sette episodi che indagano sul comportamento sessuale delle studentesse tedesche. Questo film non venne distribuito in Italia, ma qualche anno dopo usci in Vhs nella versione inglese, Schoolgirl report 2.
Visto il buon successo di questo secondo episodio, ne viene girato un terzo, ancora affidato a Hofbauer questa volta aiutato da Walter Boos intitolato Schulmädchen-Report. 3. Teil: Was Eltern nicht mal ahnen.
Ancora una volta, film con struttura a episodi nei quali vengono raccontate le storie di una Lolita che seduce il padre di un compagno di scuola e quella di un dottore accusato di stupro,con Hofbauer che sostiene la tesi che in Germania una larga parte di coloro che vengono condannati per questo reato sono in realtà innocenti.

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Schulmädchen-Report. 9. Teil: Reifeprüfung vor dem Abitur

Questi tre capitoli della serie raggiungono ben presto i dieci milioni di spettatori, una cifra enorme per un cinema che da noi è etichettato come B movie; ma il lusinghiero successo tedesco non è considerato in Italia degno di attenzione con il risultato che anche questo film non viene distribuito nel nostro paese.
Arriviamo così al 1972, quando ancora una volta viene affidata a Hofbauer la direzione del quarto capitolo della serie, che in Germania prenderà il titolo di Schulmädchen-Report. 4. Teil: Was Eltern oft verzweifeln läßt ;inutile dire che ancora una volta siamo di fronte a storie che parlano di sessualità fra le studentesse, che mostrano tanta voglia di spogliarsi e di manifestare le loro disinibizioni.
Visto che il genere tira ancora, nel 1973 si arriva al quinto capitolo della serie,Schulmädchen-Report. 5. Teil: Was Eltern wirklich wissen sollten che in Italia venne distribuito con il titolo Il comportamento sessuale delle studentesse.La regia del film è nuovamente del duo Walter Boos e Ernst Hofbauer e questa volta si parla di ragazze che nonostante la loro età hanno esperienze più avanzate della loro età stessa.
L’unica novità è rappresentata dalla storia d’amore e sesso tra una studentessa e un ragazzo destinato a diventare prete.
In Italia il film passa praticamente inosservato.

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Schulmädchen-Report. 10. Teil: Irgendwann fängt jede an

Di gran carriera, nel 1973, arriva sugli schermi Schulmädchen-Report. 6. Teil: Was Eltern gern vertuschen möchten, titolo ammiccante ed esplicito; ancora una volta la regia è di Ernst Hofbauer mentre nel 1974 arrivano sugli schermi Schulmädchen-Report. 7. Teil: Doch das Herz muß dabei sein e Schulmädchen-Report. 8. Teil: Was Eltern nie erfahren dürfen entrambi diretti per l’ennesima volta da Hofbauer; in questo film l’unico elemento di novità è l’ambientazione, un autobus nel quale gli studenti si confidano tra loro le proprie abitudini sessuali.
In quest’anno il fenomeno della serie mostra ormai la corda; se i primi episodi avevano suscitato clamore e curiosità, la ripetitività delle storie unita all’evoluzione dei costumi sessuali in un paese come la Germania sempre pronto ad andare al passo con i tempi segna la fine del fenomeno Schulmädchen. Verranno girati altri 5 sequel, che però non avranno praticamente visibilità.
E’ Walter Boos a girare il nono episodio, Schulmädchen-Report 9: Reifeprüfung vor dem Abitur ,nel quale la variante è rappresentata da un gruppo di studenti che viene trattenuto in una stazione di polizia con conseguenti racconti piccanti fra di loro, in puro stile decamerotico.

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Schulmädchen-Report. 11. Teil: Probieren geht über Studieren

Sempre Boos dirige il decimo episodio,Schulmädchen-Report. 10. Teil: Irgendwann fängt jede an, in cui l’immancabile professore fa l’immancabile pistolotto su morale e diritto e naturalmente su temi a sfondo sessuale.In Italia il film esce con un titolo sfacciatamente allusivo, Le svedesi lo vogliono così; è chiaramente un tentativo di strizzare l’occhio al nascente e in seguito floridissimo cinema a luci rosse.
Nel 1977 nel tentativo di ridare fiato alla serie, che ormai langue sempre più penosamente viene richiamato dietro la macchina da presa Hofbauer, che gira Schulmädchen-Report. 11. Teil: Probieren geht über Studieren.
Sette episodi a sfondo sessuale nascosti as usual dalla veste inchiesta; questa volta l’azione si svolge in uno studio radiofonico, nel quale sono convocati uno psicologo, una casalinga, un giovane e il preside di un istituto che dibattono apertamente su temi sessuali.
Il dodicesimo e penultimo episodio viene girato nel 1978, con la regia di Boos.
Schulmädchen-Report. 12. Teil: Junge Mädchen brauchen Liebe (distribuito anche con il titolo Schulmädchen-Report. 12. Teil: Wenn das die Mammi wüßte) narra stancamente cinque storie, fra le quali quella di un amore incestuoso e quella di una tossicodipendente.

Schulmädchen-Report 9,foto 1
L’ultimo episodio, il tredicesimo è diretto ancora una volta da Boos: Schulmädchen-Report. 13. Teil: Vergiß beim Sex die Liebe nicht conclude la serie delle inchieste sul sesso tra gli studenti.
Siamo nel 1980 e questo tipo di pellicole ormai non interessa più lo spettatore medio, tant’è che meno di un milione di tedeschi accorre nelle sale per vederlo, una bella differenza dai sei milioni del primo episodio.
Per quanto riguarda gli attori e le attrici presenti negli episodi, uno dei più noti è Friedrich von Thun, che molti ricorderanno anche in Schindler list.
L’attore austriaco gira le prime tre serie degli Schulmädchen-Report, mentre un altro attore più o meno noto che partecipa alle serie è Rinaldo Talamonti.Tra le donne le uniche ad avere avuto una certa notorietà sono Ingrid Steeger (presente nell’ottimo Sesso a domicilio, in Il gorilla di Soho e in Morte sul Tamigi) e Christina Lindbergh.
E’ meglio non avventurarsi oltre i tredici titoli della serie ufficiale, perchè signfica infilarsi in un guazzabuglio di titoli clone o di pellicole girate in pochi giorni con l’unco scopo di racimolare due lire mostrando chilometri di epidermide a buon mercato.
Se la serie Schulmädchen-Report ebbe quindi un buon successo in Germania, rimase un fenomeno molto circoscritto; nel nostro paese arrivarono solo le pellicole citate che ebbero una visibilità davvero limitata.

Schulmädchen-Report 8,foto 1
Per quanto mi risulta di questi film non si registrano passaggi televisivi, per cui chiunque volesse documentarsi sulla cosa dovrà necessariamente visionare riversaggi da VHS o divx provenienti dal doppiaggio inglese.
Trattandosi di film davvero noiosi sconsiglio i lettori del blog dal farlo se non nell’ottica di conoscenza della stagione effimera dei rapporti segreti sulle studentesse tedesche; molto, ma molto meglio gli epigoni italiani della commedia sexy dell’ambito liceale/studentesco, capaci quanto meno di smuovere quattro risate.

Schulmädchen-Report banner film

1970 Schulmädchen-Report: Was Eltern nicht für möglich halten
1971 Der neue Schulmädchen-Report. 2. Teil: Was Eltern den Schlaf raubt
1971 Schulmädchen-Report. 3. Teil: Was Eltern nicht mal ahnen
1972 Schulmädchen-Report. 4. Teil: Was Eltern oft verzweifeln läßt
1973 Schulmädchen-Report. 5. Teil: Was Eltern wirklich wissen sollten
1973 Schulmädchen-Report. 6. Teil: Was Eltern gern vertuschen möchten
1974 Schulmädchen-Report. 7. Teil: Doch das Herz muß dabei sein
1974 Schulmädchen-Report. 8. Teil: Was Eltern nie erfahren dürfen
1975 Schulmädchen-Report. 9. Teil: Reifeprüfung vor dem Abitur
1976 Schulmädchen-Report. 10. Teil: Irgendwann fängt jede an
1977 Schulmädchen-Report. 11. Teil: Probieren geht über Studieren
1978 Schulmädchen-Report. 12. Teil: Junge Mädchen brauchen Liebe (altro titolo): Schulmädchen-Report. 12. Teil: Wenn das die Mammi wüßte)
1980 Schulmädchen-Report. 13. Teil: Vergiß beim Sex die Liebe nicht

Schulmädchen-Report banner film italiani
Rapporto sul comportamento sessuale delle studentesse (1970)
Il comportamento sessuale delle studentesse (1973)
Lolite supersexy (1973)
Super sexy show (1974)
Le svedesi lo vogliono così (1977)

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dicembre 30, 2012 Pubblicato da: | Miscellanea | , | Lascia un commento

I Wip,women in prison (donne in prigione)

Wip banner Filmscoop

L’acronimo WIP, Women in prison o donne in prigione, si diffonde verso la fine degli anni sessanta ed indica uno specifico genere cinematografico di nicchia dedicato alle condizioni di vita di donne condannate a varie pene nelle prigioni dei più svariati paesi.
Il WIP non era precisamente una novità, visto che nel passato il cinema hollywoodiano aveva spesso dedicato pellicole a sventurate protagoniste di casi di nera, di omicidi e altri reati o più semplicemente a donne vittime di errori giudiziari o di oscure macchinazioni.
Ovviamente, il WIP che andrà diffondendosi nella seconda metà degli anni sessanta sarà molto differente da quello degli esordi, caratterizzandosi principalmente per due caratteristiche peculiari, ovvero la presenza di scene di violenza e per la massiccia presenza di scene di nudo e atti sessuali.

Women in cage

Women in cage

Violenza in un carcere femminile

Violenza in un carcere femminile

Alla luce di questo appare chiaro come anche questo genere vada annoverato come contenitore di B movie, cioè di film in cui spesso la trama viene in secondo ordine rispetto alla necessità della produzione del film di far leva sugli aspetti più pruriginosi delle storie, che andranno trasformandosi nel corso degli anni successivi in film ormai softcore o hardcore veri e propri.
Tuttavia anche in un genere così particolare si possono scovare dei film dignitosi, prodotti in cui c’è una trama più o meno solida di partenza e in cui quanto meno vengono rispettati i canoni che fanno di  n prodotto di serie z un film guardabile.
Ci sono dei film che riescono a trasformarsi in prodotti di denuncia, pur utilizzando spesso gli elementi tipici del sexpoitation; è il caso di uno dei primi prodotti del genere, diretto dal regista spagnolo Jess Franco.

Vendetta (Angels Behind Bars)

Vendetta (Angel behind bars)

Under lock and key

Under lock and key

Si tratta di 99 women o 99 donne, uscito nel 1968 e che ebbe problemi notevoli con la censura e sopratutto una distribuzione cervellotica, con il titolo originale cambiato più volte e distribuito infine in alcuni paesi con inserti hardcore assolutamente gratuiti e di qualità scadentissima.
Il film di Franco si segnala per la sceneggiatura di ottima fattura, per la presenza di un cast di rilievo che include attrici come Mercedes McCambridge (vincitrice dell’Oscar per Johnny guitar),Rosalba Neri, Maria Rohm, Maria Schell e Luciana Paluzzi oltre alla presenza di Herbert Lom nel ruolo del governatore della prigione.
Il film narra le vicissitudini di un gruppo di prigioniere in un carcere diretto da un brutale governatore e delle indagini svolte da un’ispettrice governativa che scopre come le guardie carcerarie siano tutte lesbiche e sadiche mentre il governatore è un pazzo altrettanto sadico.

The hot box

The hot box

The big bird page

The big bird cage

Lo straordinario successo internazionale del film fece lievitare le azioni del genere WIP, che ben presto contò una robusta serie di cloni.
Un altro film di buon livello è Sesso in gabbia (The Big Doll House) di Jack Hill uscito nelle sale nel 1971; il regista di Oxard, che l’anno precedente aveva diretto l’ottimo Sesso a domicilio.Ich eine groupie, dirigerà in seguito un altro WIP, The Big Bird Cage anche questo prodotto di buona fattura.
Sesso in gabbia è ambientato nel pacifico, su un’isola dove sono recluse un centinaio di detenute quasi tutte drogate o dedite ad amori saffici; l’unica eccezione è rappresentata da una reclusa politica che darà il via ad una sommossa che spazzerà via la sadica direttrice del penitenziario.
Nel film compare Pam Grier, una beniamina di Hill che la chiamerà per lavori successivi come Foxy brown e Coffy.
Tra i film da segnalare c’è Femmine in gabbia di Jonathan Demme, opera d’esordio del regista di Il silenzio degli innocenti e di Philadelfia; il film non si discosta molto come trama da quella classica di altri prodotti del genere Wip, visto che ritroviamo il solito gruppo di prigioniere con debolezze sessuali stroncate però da una direttrice con metodi nazisti. Tutto finirà con l’immancabile fuga e con l’ecatombe di rito.

Storia segreta di un lager femminile

Storia segreta di un lager femminile

Sesso in gabbia

Sesso in gabbia

Il film di Demme si segnala però per una sobrietà che mancherà ad altri film del genere e per la presenza nel cast della veterana Barbara Steele.

Sempre nel 1971 esce un altro discreto prodotto, anche questo interpretato da Pam Grier: si tratta di Rivelazioni di un’evasa da un carcere femminile (Women in Cages) diretto da Gerardo de Leon che narra le vicende di una pellerossa americana (Jeff, interpretata da Jennifer Gan) che capeggerà una rivolta che porterà alla liberazione di un gruppo di detenute di un carcere.
Ancora una volta la trama sembra in copia carbone con altri prodotti, tuttavia il film di De Leon ha dalla sua un ritmo serrato e un’ambientazione accattivante.

Penitenziario per reati sessuali

Penitenziario per reati sessuali

Prima accennavo a The Big Bird Cage, la grande gabbia degli uccelli di Hill; in questo film ritroviamo ancora una volta Pam Grier nei panni di Blossom, una rivoluzionaria che si fa arrestare per favorire una fuga di massa da una prigione filippina.In questo film si mescolano con abilità tutti gli elementi tipici del sexploitation uniti ad una inusitata violenza.
Accanto ai WIP a inizio degli anni settanta si sviluppa un genere parallelo, quello del nazispoitation che in pratica varia solamente in alcuni dettagli, come la presenza tra i carcerieri di sadici medici nazisti e di altrettanto sadiche kapò. La teoria di violenze è esponenzialmente superiore, perchè il genere nazisploitation in più ha tutta una serie di varianti di natura pseudo medica e i guardiani, inclusi direttori e medici in genere sono dei folli all’ennesima potenza.
In Italia il buon successo del genere riscosso nel resto del mondo convinse i produttori a puntare sul WIP; ad attrarre era principalmente la possibilità di girare film a basso costo, con location ristrette e la possibilità di ingaggiare cast a basso costo.

La ragazza del riformatorio

La ragazza del riformatorio

Io monaca per tre carogne e sette peccatrici

Io monaca per tre carogne e sette peccatrici

Uno dei prodotti più famosi è Violenza in un carcere femminile, appartenente anche al filone Emanuelle.
La parte principale infatti è affidata a Laura Gemser che rivestiva i panni (succinti) della celebre reporter di colore; nel film Emanuelle si finge spacciatrice per documentare le condizioni di vita di un carcere femminile finendo per sperimentare sulla propria pelle la violenza delle aguzzine e sfuggendo alla morte per un puro caso.
Violenza in un carcere femminile, diretto da Bruno Mattei nel 1982, rappresenta uno degli ultimi fuochi del WIP, messo ormai i disparte anche per la concomitante crisi del cinema.
Lo stesso Mattei proverà l’anno successivo a bissare il discreto successo ottenuto dirigendo Blade Violent – I violenti, che è anche l’ultimo film con protagonista la reporter Emanuelle.
Anche qui la Gemser si ritrova a sperimentare le violenze del carcere; il film è ancora più violento del precedente, ma non riscuote lo stesso successo.

Fuga dal carcere femminile

 

Fuga dal carcere femminile

Femmine infernali

 

Femmine infernali

Il miglior prodotto italiano del WIP è probabilmente Diario segreto da un carcere femminile, diretto da Rino De Silvestro nel 1973.
Si tratta di un woman in prison abbastanza anomalo; in primis perchè ha una trama nemmeno tanto mal orchestrata, poi per l’assenza delle solite scene saffiche qui veramente limitate al massimo, nonostante la presenza di un cast femminile in cui le bellezze non mancano di certo, a cominciare da Jenny Tamburi, la sfortunata Daniela, proseguendo poi con Anita Strindberg, che interpreta Lilly, con Eva Czemerys che interpreta Mammasantissima, Valeria Fabrizi, nel ruolo della ninfomane, Olga Bisera in quello della sorvegliante, Gabriella Giorgelli in quello dell’usuraia e infine Bedy Moratti in quello della piromane. L’unico ruolo maschile di rilievo lo interpreta Massimo Serato, il direttore del carcere colluso con i mafiosi. Un film che spazia in qualche modo oltre i rigidi confini che diverranno l’ambito del genere donne in prigione, rivelandosi alla fine abbastanza gradevole, con una trama credibile e buone interpretazioni, oltre al belvedere offerto dai corpi delle attrici impegnate nelle immancabili docce. Tutto molto castigato per altro, senza le solite morbosità tipiche di tanti altri epigoni del genere.

Femmine in gabbia

 

Femmine in gabbia

Discreto è anche Prigione di donne di Brunello Rondi; si distingue dagli altri numerosi cloni per una certa sobrietà sia nello stile del racconto sia per la quasi totale assenza di una delle componenti che caratterizzarono molti film del filone, ovvero le immancabili sequenze saffiche tra detenute.
La componente erotica è limitata ad un paio di scene peraltro molto caste, come la sfida lanciata da Susanna che inscena una finta masturbazione a tutto vantaggio di una guardia di custodia e a qualche immancabile scena di docce comuni.Il film ha anche l’ambizione di denunciare il trattamento subito dalle detenute nelle carceri, e quà fallisce un pò l’obiettivo per eccesso di zelo.
Brunello Rondi, regista molto controverso, autore di film smaccatamente erotici come I prosseneti e Velluto nero, ma anche di film di discreta fattura come Ingrid sulla strada, è troppo smanioso di conferire alla sua pellicola una patente di credibilità e mette troppa carne al fuoco.

Femmine in fuga

 

Femmine in fuga

In qualche modo appartiene al genere WIP Le Evase – storia di sesso e violenza, diretto da Brusadori nel 1978; qui non siamo più tra le anguste mura di un carcere ma in una villa, dove si compirà il destino di un gruppo di evase, tra le quali l’immancabile pazza, la solita lesbica e una pasionaria dagli ideali rivoluzionari.
In pratica, per quanto riguarda il WIP made in Italy potremmo fermarci qua, perchè gli altri prodotti sono caratterizzati da trame inconsistenti o peggio realizzate in copia carbone e con attricette di infimo livello.
Citando ancora qua e là qualche prodotto degno di menzione, mi soffermerei su Storia segreta di un lager femminile di Kuei Chih Hung, un WIP che potrebbe rientrare anche nel genere nazisploitation, non fosse che il film è ambientato sul finire della seconda guerra mondiale in Cina, dove i cattivoni questa volta sono giapponesi.

Eccesso di difesa

 

Eccesso di difesa

Diario segreto da un carcere femminile

 

Diario segreto di un carcere femminile

La trama è arricchita dalla caccia all’oro del comandante del campo e della sua fida e sadica compagna, con l’immancabile fuga finale e castigo dei colpevoli.
Un film che non manca di qualche ricercatezza estetica e che ha dalla sua anche una ferocia inusitata.
Ancora, segnalerei i discreti Chained Heat di Paul Nicholas del 1983, con protagoniste le bellssime Linda Blair, Sybil Danning e Stella Stevens, L’Isola Dei Dannati (Terminal Island) di Stephanie Rothmann con Barbara Leigh, Phyllis Davis, Tom Selleck e infine Sotto massima sicurezza di Henri Charr.
A guardare bene i titoli del WIP non sono poi tantissimi rispetto ad altri generi specifici come il Nunsploitation, il Mondo movie, il Decamerotico o il Nazisploitation.

Detenute violenteDetenute violente

Probabilmente le scarse possibilità narrative che il genere offriva tenne lontano i serial writer che infestarono il cinema degli anni sessanta e settanta e che inondarono di robaccia le sale cinematografiche.
Il wip andò pian piano scemando come interesse già sul finire degli anni settanta; in Italia nel 1983 uscì Detenute violente di Gianni Siragusa e nel 1990 Le calde prede di Leandro Lucchetti, mentre in America il WIP continua ad essere un genere di nicchia riservato quasi solo ed esclusivamente alla visione casalinga o sfociante nell’hardcore più estremo.

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Condannata all'infernoCondannata all’inferno

Chained heat 2Chained heat 2

Chained heat

Chained heat

Cellblock Sisters

Cellblock sisters

Caged Heat II Stripped of Freedom

Caged heat street of fighter

Caged hearts

Caged hearts

Caged fury 1989

Caged fury

Black mama white mama

Black mama white mama

99 donne

99 women

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Women in prison Wip lobby card 8

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dicembre 15, 2012 Pubblicato da: | Miscellanea | , | 2 commenti