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Brigitte Bardot

Sono bastati una cinquantina di film distribuiti nell’arco di vent’anni per rendere Brigitte Bardot un’icona del cinema, con un’influenza sul costume e sulla moda che pochissime altre attrici hanno avuto.
Un’icona come Marylin Monroe, con la quale la Bardot ha rivaleggiato in popolarità; ma se Norma Jean è stato un mito planetario, la Bardot oltre oceano non è mai stata molto amata.
La puritana America degli anni 50 non ha apprezzato molto la bionda attrice francese, considerata un pò snob e sopratutto incapace di recitare nella lingua madre inglese, perchè in possesso di un accento francese che il resto del pianeta ha sempre considerato delizioso.
Vent’anni di cinema, dunque, con un esordio a 18 anni esatti nel film Le trou normand di Jean Boyer avvenuto nel 1952 e un addio al grande schermo avvenuto invece nel nel 1973 con Colinot l’alzasottane (L’histoire très bonne et très joyeuse de Colinot Trousse-Chemise) di Compaanez, quando la Bardot aveva da poco compiuto 39 anni.

Con Jane Birkin in Una donna come me

Da allora, niente più cinema ma soltanto vita privata anche se non lontana dai riflettori, essendo nel frattempo diventata una paladina dei diritti degli animali.
Un’attrice considerata un simbolo e un culto, che ha dettato legge trasformando la moda, lanciando la scollatura alla Bardot, un taglio di capelli unico e diventando una vera e propria icona della sessualità, grazie ad un fisico praticamente perfetto completato da un volto in cui la celebre espressione leggermente imbronciata ha finito per sedurre platee di tutto il mondo.

Tre passi nel delirio

In mezzo alla carriera cinematografica, amori e flirt, matrimoni con il regista Roger Vadim, il suo nume tutelare, sposato a soli 18 anni e in seguito i matrimoni con l’attore Jacques Charrier, con Gunter Sachs (playboy affascinante e per giunta ricchissimo) e con Bernard d’Ormale, più una serie corposa di flirt che le sono stati attribuiti e che hanno contribuito a rinsaldare la leggenda di donna emancipata e volitiva.

Manina ragazza senza veli

Eppure BB, com’è stata sempre chiamata la bionda attrice parigina non è mai stata molto amata dal pubblico femminile, a differenza della sua rivale d’oltre oceano Marylin Monroe, con la quale ha diviso equamente le prime pagine dei tabloid gareggiando in scandali e arricchendo le cronache rosa dell’epoca di pettegolezzi senza freni. Colpa principalmente di un’aria snob e sottilmente arrogante, quella di una donna determinata fiera della propria bellezza e del proprio sex appeal che però le donne imitano come fenomeno di costume senza farne proprio gli atteggiamenti da vamp e da femmes fatale.

The night heaven fell

Brigitte Bardot nasce il 28 settembre 1934, a Parigi : figlia di un ingegnere, ha lavorato con il padre nell’azienda di famiglia. Sua madre era di14 anni più giovane del padre di Brigitte che sposò nel 1933. La donna , fiera della bellezza selvaggia di quella splendida figlia, ha incoraggiato da subito Brigitte ad entrare nel mondo dello spettacolo, facendole seguire corsi di danza e musica che nel futuro si riveleranno molto importanti quando l’attrice parigina si ritroverà a cantare (con ottimi risultati) o ad affrontare parti leggere in alcuni film a sfondo musicale. A soli 15 anni Brigitte si lancia nella carriera da modella, trovando un ingaggio nella rivista francese “Elle”. La sua incredibile bellezza le apre immediatamente le porte e le spiana la carriera introducendola nel mondo del cinema. Per 4 anni la Bardot lavora in film leggeri a sfondo storico come Versailles (Si Versailles m’était conté, 1954), Il figlio di Caroline Cherie (1955), Elena di Troia (1956) di Robert Wise o in commedie leggere come Manina ragazza senza veli (1952), Le portrait de son père (1953).

Il primo film di Brigitte, Le trous normand

Les femmes

Il cinema italiano la vuole nel famoso Mio figlio Nerone (1956), diretto da Stefano “Steno” Vanzina, che assembla per l’occasione un grandissimo cast che vede la presenza, oltre che di Brigitte, di Alberto Sordi, Gloria Swanson e Vittorio De Sica.
Nel 1952 l’attrice ha sposato Roger Vadim, che da quel momento segue come un’ombra la carriera dell’attrice; nel 1956, convinto che Brigitte abbia più talento di quanto riconosciutole dai critici, Vadim la chiama a interpretare E Dio creò la donna (Et Dieu… créa la femme), il suo primo film da regista.
Il film non è una gran cosa, ma la presenza della sfavillante Bardot, maliziosamente nuda in alcune sequenze lancia la fama dell’attrice in tutto il mondo, complice anche lo sfondo della splendida Saint Tropez che da allora diverrà la base operativa dell’attrice. Accanto a lei c’è anche un giovane attore che conoscerà una fama lusinghiera: si tratta di Jean Louis Trintignant, con il quale Brigitte avrà una storia d’amore che diverrà di dominio pubblico molti anni dopo.
Basta questo film per consacrare sia la fama che la bellezza della Bardot, che diventa così simbolo di peccato di malizia e contemporaneamente un modello da seguire nel campo della moda.

Le pistolere

La verità

Vadim cerca di imporre il modello Bardot anche oltre oceano, con risultati altalenanti; la bionda attrice parigina è si un sex symbol, ma è anche rischiosa a livello cinematografico per un’America puritana che segue commedie principalmente legate a copioni casalinghi e rassicuranti. Come già accennato, non giovano alla Bardot l’aria un pò snob e il suo marcato accento parigino, che gli americani trovano antipatico.
Però lo sbarco a Hollywood contribuisce a rinsaldarne il successo, così quando torna in Europa è ormai una stella di prima grandezza.
Vadim la dirige ancora in Gli amanti del chiaro di luna (1958) ma nel frattempo è accaduto qualcosa: il regista e la star si sono separati e l’anno dopo Brigitte sposa l’attore Jacques Charrier, con il quale avrà una relazione tempestosa coronata però dalla nascita di suo figlio Nicolas-Jacques.Un evento che, nella stragrande maggioranza dei casi, completa una donna dando un senso forte alla vita privata ma che nel caso di Brigitte andrà in senso opposto.

La ragazza del peccato

Lungi dall’essere legata a suo figlio, l’attrice avrà con lui un rapporto freddissimo, quasi inesistente che culminerà poi nel 1996 in una denuncia di suo figlio allorchè uscirà nelle librerie “Initiales B.B.”, il libro autobiografico nel quale dipinge il marito Charrier come violento e ubriacone e nel quale dichiara che non voleva quel figlio e che avrebbe volto abortire.
Ritornando al cinema, nel 1959 è protagonista di un film diventato famoso, La ragazza del peccato (En cas de malheur),di Claude Autant-Lara nel quale lavora accanto ad una leggenda del cinema francese, Jean Gabin.
Lei interpreta Yvette, una giovane accusata di una rapina difesa da un maturo avvocato al quale fa perdere la testa al punto che l’uomo sta per abbandonare mgolie e figli per lei; sarà un ex amante a spezzare la vita della donna salvando carriera e affetti dell’avvocato.

E Dio creò la donna

Contempt

In questo film, in bianco e nero, c’è la celebre sequenza in cui BB appare nuda davanti ad un esterrefatto Gabin.
Questo film è uno spartiacque, perchè Brigitte si rende conto che fino ad ora i film che ha interpreato, anche se le hanno dato visibilità e fama, non sono di certo opere memorabili. Nel frattempo la sua vita è costantemente sotto l’occhio di fotografi e sotto la lente di ingrandimento del mondo che ruota attorno al pettegolezzo.
Nei primi anni sessanta diventa anche cantante incidendo Sidonie/Theme from “A very private affair” a cui seguiranno una ventina di 45 giri e 5 long playng.
A questo proposito va citata anche la mancata partecipazione al grandissimo successo di Serge Gainsbourg, a cui Brigitte aveva chiesto una bella canzone d’amore da interpretare assieme; il poeta, regista e attore francese, nonchè cantautore scrisse per lei nel 1967 Je t’aime… moi non plus.

Colinot l’alzasottane

Brigitte incise con il suo “amore passeggero” Gainsbourg questo brano che poco tempo dopo avrebbe avuto un successo planetario, suscitando però le ire di Gunter Sachs che l’attrice aveva sposato nel 1966. Fu così costretta a chiedere al suo amante di abbandonare il progetto di pubblicare il brano, che in effetti andò in onda una sola volta e che venne riproposto solamente molti anni dopo in una versione moderna. Gainsbourg inciderà questo brano con la sua nuova compagna Jane Birkin, ottenendo un successo travolgente.
La Bardot quindi è nel pieno della popolarità, lavora freneticamente e la testimonianza del suo successo sono le migliaia di copertine di giornali e riviste che la ritraggono in tutte le pose, mentre i giornali di gossip vanno a nozze con i dettagli scabrosi dei suoi amori.

Bonnie and Clyde

I film degli inizi anni 60 la vedono protagonista di Amori celebri (1961), pellicola a episodi diretta da Michel Boisrond al fianco delle star Belmondo e Noiret, di Vita privata (1962) del grande Malle accanto a Mastroianni, film accolto male ddalla critica e sopratutto di Il disprezzo (Le mepris) di Jean-Luc Godard interpretato accanto a Michel Piccoli e Jack Palance. Questo film rinsalda la fama di Brigitte, anche se in Italia arriva orrendamente mutilato per la presenza nel film di scene giudicate troppo osè, con il risultato che sia il film che l’opera letteraria di Moravia da cui è tratta risultano irrimediabilmente stravolte.
Sempre per la regia di Malle lavora in Viva Maria! (1965), un film ambientato in Sud America accanto a Jeanne Moreau, in Tre passi nel delirio (1968), film co-diretto da Fellini, Vadim e Malle con la presenza nel cast di Delon e Jane Fonda (che nel frattempo è diventata la nuova musa e compagna del regista Vadim, ex marito di BB) e in Shalako (1968) di Edward Dmytryk accanto a Sean Connery, un western accolto tiepidamente dalla critica.
Il fenomeno BB è alimentato anche dalla vita privata dell’attrice, reduce da due tentativi di suicidio probabilmente dovuti allo stress e alla difficoltà di conciliare la sua irrequieta vita sentimenale e privata con l’aspetto pubblico della diva, sempre costretta a vivere sotto i riflettori.

Sexy girl

Inappagata anche dalla sua carriera d’attrice a cui manca un riconoscimento di alto valore, la Bardot inizia a diradare i suoi impegni cinematografici, mentre entra in crisi anche il suo matrimonio con Sachs.

Babette va alla guerra

A briglia sciolta

Nel mondo della musica incide ancora, anche se i giornali sono pieni delle sue love story con Sacha Distel, con Gainsbourg e con Gilbert Becaud.
Gli anni 60 cinematografici di BB si chiudono con Les femmes (1969) di Jean Aurel recitato accanto a Maurice Ronet.
L’attrice appare stanca della sua carriera cinematografica;  difatti nel decennio successivo e quindi fino al 1973 interpreterà solo sei film.
La straordinaria bellezza dell’attrice è al suo apice ma è anche in vertiginoso cambiamento; non è più l’adorabile adolescente dalle forme sensuali e maliziose, che ha fatto innamorare il mondo con il suo sguardo imbronciato.
E’ una donna matura che sta cambiando anche fisicamente e che appare logorata da anni vissuti ad alta velocità.
Subito dopo aver lavorato in L’orso e la bambola (1970) di Delville, eccola in Le novizie (1970) di Guy Casaril, un film massacrato dalla critica in cui interpreta una novizia che fa amicizia con una prostituta, interpretata da Annie Girardot con la quale vivrà avventure pericolose.
Va meglio con La via del rhum (1971), di Robert Enrico in cui interpreta una diva del muto per la quale perde la testa un trafficante di rhum; un buon sucecsso lo riscuote anche Le pistolere (1971) di Christian-Jaque, un western anche comico in cui mostra di avere anche un talento brillante, girato accanto a Claudia Cardinale.

Come dance with me

Gli amanti del chiaro di luna

 Ma la Bardot è davvero stanca della vita del cinema, aspetta due anni prima di intraprendere una nuova avventura che la vede protagonista di Una donna come me (1973) diretto dal suo ex marito Vadim, con il quale è rimasta in buoni rapporti.

Nel film Don Juan ou Si Don Juan était une femme, titolo originale di Una donna come me, è accanto a Jane Birkin, con la quale ha diviso l’amore per Gainsbourg; nel film, forse il più audace interpretato da BB è protagonista di una scena saffica proprio con la Birkin.
E nel 1973 gira il suo ultimo film, Colinot l’alzasottane (L’histoire très bonne et très joyeuse de Colinot Trousse-Chemise, 1973), in cui si vede davvero la sua scarsa volontà di recitare ancora.
L’attrice ha solo 39 anni, è un mito in declino ed è sopratutto una donna che sembra avviata sul viale del declino fisico.
Esce dalle scene e si ritira a vita privata, inseguita con poco entusiasmo ma con molta pervicacia da quel mondo patinato e ruffiano dei giornali di gossip che cercano in tutti i modi di mostrarne l’evidente declino fisico.
Lei si difende come può, si trasforma in un’attivista del movimento per i diritti degli animali, della quale diventa fiera paladina.

Il disprezzo

Nelle uscite pubbliche l’attrice appare con le rughe e precocemente invecchiata, lontanissima da quell’immagine di icona sexy che le era appartenuta solo vent’anni prima.
Appare anche incattivita e cinica e assume prese di posizione decisamente imbarazzanti, schierandosi politicamente a destra accanto a Le Pen e combattendo battaglie discutibili contro l’Islam.
E’ anche una donna molto sola, nonostante i tanti amori; una sua dichiarazione a tal pro è assolutamente illuminante: “sono stata amata non per quello che ero, ma solo per ciò che rappresentavo“.
Nel 2003 esce in Italia Mi chiamano B.B.,edito da Bompiani; nel libro l’attrice ripercorre la sua carriera, i suoi amori e parla del difficilissimo rapporto con il suo unico figlio, dimostrando ancora una volta di essere una donna molto complessa e discutibile.

Two weeks in september

In un passo, che le varrà la citata denuncia da parte di suo figlio, dice testualmente:

-” Mi sentivo disperata all’ idea di dovermi separare dal mio piccolo cocker per andare a partorire. Consideravo il fatto come una fattura da pagare alla vita, ben decisa, se me la cavavo, a non essere piu’ schiava di un bebe’ che sconvolgeva in modo cosi’ inopportuno l’ esistenza di una donna non preparata a tale evento… Rifiutavo mio figlio. Era come un tumore che si era nutrito della mia carne e che io avevo portato nel mio corpo tumefatto aspettando il momento benedetto in cui mi avrebbero sbarazzata di lui. Un incubo che era arrivato all’ estremo limite. E adesso dovevo assumere, per tutta la vita, il peso di cio’ che era la causa della mia sfortuna“.
I suoi cani, che per lei valevano più degli affetti umani sono la prova di una personalità molto difficile da afferrare, una misoginia che l’attrice non ha mai nascosto, sopratutto dopo il ritiro dalle scene.
Parole dure anche nei confronti dell’ex marito, Charrier:

-“Io lo odiavo . ricorda Brigitte . e mi odiavo per averlo sposato, odiavo l’ idea di avere un bambino fatto con lui. Volevo morire, crepare… Un giorno, perche’ mi voleva impedire di girare “La verita’ “, ci fu un pugilato fra noi. Era come una lotta a morte, uno di noi due era di troppo su questa terra. Volevo che restasse invalido per sempre e gli davo dei colpi di ginocchio tra le gambe, volevo ferirlo nel punto da cui era scaturita la mia umiliazione“.
Negli ultimi anni Brigitte Bardot è tornata alla ribalta delle cronache per il suo impegno animalista, scandito da polemiche feroci verso chi consuma carne o utilizza pellicce e per le campagne anti islamiche di cui si è resa protagonista,come la lettera inviata a Sarkozy nella quale l’attrice dice “Sono stanca di essere schiacciata da questa popolazione che non fa altro che distruggere noi, il nostro paese e imporre le sue usanze“, che le sono valse condanne nel 2004 per incitamento all’odio razziale e nel 2008 per istigazione all’odio verso la comunità musulmana. L’uscita di Un grido nel silenzio nel 2003 è stata accompagnata da polemiche ferocissime per alcune frasi molto discutibili e decisamente razziste riguardanti gli omosessuali, definiti fenomeni da baraccone e verso le donne in politica.
Una vita all’insegna dell’eccesso, quindi, quella di BB; una donna diventata un mito e un modello di riferimenti in molti campi, scomoda e capricciosa, dalla moralità errabonda, dalla vita privata scandalosa e dalla carriera cinematografica segnata più che dalla bravura dalla bellezza e dal sex appeal.
Però, alla fine, va detto che pochissimi altri personaggi del mondo del cinema hanno segnato così profondamente un’epoca come Brigitte; basti pensare che gli stessi Beatles Lennon e Mc Cartney erano pazzi di lei e che Lennon riuscì nel 68 ad avere un appuntamento con lei che però deluse entrambi, visto che BB si ritrovò davanti un uomo imbottito di Lsd e che Lennon era troppo nervoso e influenzato dall’acido per rendersi conto della cosa.
BB è diventata anche il volto di Marianne,rappresentazione nazionale allegorica della Repubblica francese che rappresenta la permanenza dei valori della Repubblica, Liberté, Égalité, Fraternité, accanto ad altre star francesi come Mireille Mathieu (1978), Catherine Deneuve (1985), Inès de la Fressange (1989) e Laetitia Casta (2000).
Una storia nella storia, la storia di una ragazza che ha bruciato tappe sia nella vita artistica che privata ma che in fondo è stata anche una donna molto sola almeno sentimentalmente e che,anche se non è stata attrice di grandissimo spessore, ha finito per incarnare un mito e divenire poi una leggenda.
Quella di BB, come da sempre è conosciuta.

 

con Jeanne Moreau in Viva Maria

Il figlio di Caroline Cherie

Versailles

Shalako

Femmina

Elena di Troia

Ragazze folli

Miss spogliarello

Mio figlio Nerone

Una parigina

Les dents longues

Les amours celebres

Vita privata

Un adorabile idiota

Mademoiselle Pigalle

L’orso e la bambola

Brigitte Bardot Tre passi nel delirio

Tre passi nel delirio

Brigitte Bardot La via del Rhum

La via del Rhum

Brigitte Bardot I tuoi occhi bruciano

I tuoi occhi bruciano

Brigitte Bardot Atto d'amore

Atto d’amore

Brigitte Bardot Une ravissante idiote

Une ravissante idiote

Brigitte Bardot Le portrait de son pere

Le portrait de son pere

Brigitte Bardot Grandi manovre

Grandi manovre

Brigitte Bardot Gli amanti del chiaro di luna

Gli amanti del chiaro di luna

Colinot l’alzasottane (1973) …. Arabelle
… alias “L’histoire très bonne et très joyeuse de Colinot Trousse-Chemise” – Francia (titolo originale)
Una donna come me (1973) …. Jeanne
… alias “Don Juan ou Si Don Juan était une femme…” – Francia (titolo originale)
Le pistolere (1971) …. Louise
… alias “Les pétroleuses” – Francia (titolo originale)
La via del rhum (1971) …. Linda Larue
… alias “Boulevard du Rhum” – Francia (titolo originale)
Le novizie (1970) …. Agnès
… alias “Les novices” – Francia (titolo originale)
L’orso e la bambola (1970) …. Felicia
… alias “L’ours et la poupée” – Francia (titolo originale)
Les femmes (1969) …. Clara
Shalako (1968) …. Irina Lazaar
Tre passi nel delirio (1968) …. Giuseppina (segment “William Wilson”)
… alias “Histoires extraordinaires” – Francia (titolo originale)
Io, l’amore (1967) …. Cecile
… alias “À coeur joie” – Francia (titolo originale)
Viva Maria! (1965) …. Maria I
Un’adorabile idiota (1964) …. Penelope Lightfeather
… alias “Une ravissante idiote” – Francia (titolo originale)
Il disprezzo (1963) …. Camille Javal
… alias “Le mépris” – Francia (titolo originale)
Il riposo del guerriero (1962) …. Geneviève Le Theil
… alias “Le repos du guerrier” – Francia (titolo originale)
Vita privata (1962) …. Jill
… alias “Vie privée” – Francia (titolo originale)
Amori celebri (1961) …. Agnès Bernauer (segment “Agnès Bernauer”)
… alias “Amours célèbres” – Francia (titolo originale)
A briglia sciolta (1961) …. Sophie
… alias “La Bride sur le cou” – Francia (titolo originale)
La verità (1960) …. Dominique Marceau
… alias “La vérité” – Francia (titolo originale)
Sexy girl (1959) …. Virginie Dandieu
… alias “Voulez-vous danser avec moi?” – Francia (titolo originale)
Babette va alla guerra (1959) …. Babette
… alias “Babette s’en va-t-en guerre” – Francia (titolo originale)
Femmina (1959) …. Eva Marchand
… alias “La femme et le pantin” – Francia (titolo originale)
La ragazza del peccato (1958) …. Yvette Maudet
… alias “En cas de malheur” – Italia (titolo originale)
Gli amanti del chiaro di luna (1958) …. Ursula
… alias “Les bijoutiers du clair de lune” – Francia (titolo originale)
Una parigina (1957) …. Brigitte Laurier
… alias “Une parisienne” – Italia (titolo originale)
E Dio creò la donna (1956) …. Juliete Hardy
… alias “Et Dieu… créa la femme” – Francia (titolo originale)
… alias “Piace a troppi” – Italia
La sposa troppo bella (1956) …. Chouchou
… alias “La mariée est trop belle” – Francia (titolo originale)
Miss spogliarello (1956) …. Agnès Dumont
… alias “En effeuillant la marguerite” – Francia (titolo originale)
Mio figlio Nerone (1956) …. Poppea
Mademoiselle Pigalle (1956) …. Brigitte Latour
… alias “Cette sacrée gamine” – Francia (titolo originale)
Elena di Troia (1956) …. Andraste
… alias “Helen of Troy” – USA (titolo originale)
I tuoi occhi bruciano (1955) …. Olivia Marceau
… alias “La lumière d’en face” – Francia (titolo originale)
… alias “La finestra di fronte” – Italia (titolo riedizione)
Grandi manovre (1955) …. Lucie
… alias “Les grandes manoeuvres” – Francia (titolo originale)
Incontro a Rio (1955) …. Hélène Colbert
… alias “Doctor at Sea” – UK (titolo originale)
… alias “Un dottore in alto mare” – Italia
Ragazze folli (1955) …. Sophie Dimater
… alias “Futures vedettes” – Francia (titolo originale)
I denti lunghi (1955) (non accreditato) …. La femme du témoin au mariage/Marriage Witness
… alias “Les dents longues” – Francia (titolo originale)
Il figlio di Caroline Cherie (1955) …. Pilar d’Aranda
… alias “Le fils de Caroline chérie” – Francia (titolo originale)
Tradita (1954) …. Anna
Versailles (1954) (non accreditato) …. Mademoiselle de Rozille
… alias “Si Versailles m’était conté” – Italia (titolo originale)
Atto d’amore (1953) …. Mimi
… alias “Un acte d’amour” – Francia (titolo originale)
Le portrait de son père (1953) …. Domino
Manina ragazza senza veli (1952) …. Manina
… alias “Manina, la fille sans voiles” – Francia (titolo originale)
Le trou normand (1952) interpreta Javotte Lemoine

1963 – Brigitte
1963 – Brigitte Bardot; riedizione di Brigitte con quattro brani in più
1964 – B.B.
1968 – Bonnie and Clyde con Serge Gainsbourg
1968 – Brigitte Bardot Show

1962 – Sidonie/Theme from “A very private affair”
1962 – Vie privée
1963 – L’appareil à sous
1964 – Ca pourrait changer/Je danse donc je suis
1964 – Un jour comme un autre/Ciel de lit
1964 – Bubble Gum
1964 – Bande originale du film Viva Maria! con Jeanne Moreau
1965 – Invitango
1965 – Une histoire de plage
1965 – Moi Je Joue
1966 – Le soleil
1966 – Mr. Sun/Gang Gang
1966 – Harley Davidson/Contact
1967 – A choer joie
1968 – Bonnie and Clyde/Comic Strip/Bubble Gum con Serge Gainsbourg
1968 – Ce n’est pas vrai
1968 – Harley Davidson/Mister Sun
1969 – La fille de paille/Je voudrais perdre la mémoire
1970 – Tu veux ou tu veux pas/John et Michael
1971 – Bande originale du film Boulevard Du Rhum ( con Guy Marchand
1974 – Moi je joue
1984 – Toutes les bêtes sont à aimer/La chasse
1986 – Je t’aime… moi non plus/Bonnie and Clyde con Serge Gainsbourg

Ho dato la mia bellezza e la mia gioventù agli uomini; darò la mia saggezza e la mia esperienza agli animali.

Oh, l’avvenire : l’hanno creato solo per rovinarti il presente. (Piace a troppi)

È sempre come se dovessi morire il giorno dopo.

È divertentissimo sposare un uomo!

Mi chiamano B.B., Bompiani, 2003
Un grido nel silenzio, 2003

maggio 8, 2012 Posted by | Biografie | | 2 commenti

Una donna come me

Una donna come me locandina

Cosa succede quando Don Giovanni non è il solito maschio seduttore e playboy, affascinante e impenitente, ma è una bella quanto amorale donna, disposta a tutto pur di soddisfare il proprio ego calpestando la dignità e l’affetto degli altri?
Lo racconta Roger Vadim, attraverso la storia di Jeanne, che si confida con Paul, un suo cugino che casualmente veste la tonaca talare.

Una donna come me 15

Jane Birkin

Una donna come me 6

Brigitte Bardot

Il racconto piccante della donna passa attraverso la rievocazione delle sue avventure sessuali con alcue persone conosciute nel tempo: si va dal magistrato Pierre, sedotto e abbandonato, al quale la donna ha dapprima sottratto l’affetto della famiglia, allontanandolo da essa per poi rovinarlo socialmente coinvolgendolo in uno scandalo, passando per la doppia avventura con una giovane coppia, formata da Louis, affarista egoista e senza scrupoli e da Clara, sua moglie, che Jeanne sedurrà per poi abbandonare distruggendo l’affetto che univa la coppia, infine con il sacrificio di una giovane e ingenuo chitarrista che disperato si toglierà la vita.

Una donna come me 14

Ma Jeanne ha in mente una seduzione ancora più ardita, quella di suo cugino Paul, oggetto proibito sia per il legame di sangue, sia per l’abito che riveste.
Naturalmente la diabolica seduttrice otterrà ciò che vuole, ma……….
Una donna come me, in francese Don Juan ou Si Don Juan était une femme.. (Don Giovanni, ovvero quando Don Giovanni è una donna), diretto da Roger Vadim nel 1973, è un’innocuo film basato sulle gesta di Jeanne, versione femminile del rubacuori amorale Don Giovanni, personaggio interpretato dalla ex moglie di Vadim, la star Brigitte Bardot qui alla penultima apparizione cinematografica prima del suo addio alle scene, avvenuto con il film Colinot l’alzasottane.

Una donna come me 13

Il duo Vadim-Bardot, che aveva esordito nel 1956 con il celebre E Dio creò la donna , che in pratica aveva lanciato la sfolgorante carica sexy della Bardot, giunge al capolinea con un film senza nessuna dote particolare, caratterizzato da una storia boccacesca in cui l’inversione del classico ruolo uomo seduttore donna -vitttima non sortisce gli effetti sperati, trasformandosi in una noiosa sequenza di storie in cui l’improvvisata Don Giovanni si trasforma in un’improbabile e implacabile vendicatrice delle donne costrette sempre a soffrire per colpa dell’egoismo degli uomini.

Una donna come me 12

Una donna come me 11

A parte la banalità del tema centrale, il film non presenta elementi di interesse tali da giustificare una sua visione che non sia purtroppo un’ispirazione ad un sonno profondo; se ciò non accade è soltanto per qualche sussulto della pellicola, basato non di certo sulla trama ma su alcune situazioni pruriginose del film.
Il rapporto saffico tra la carnefice Jeanne e la vittima predestinata Clara, illustrato con furbizia da Vadim, che indugia sui corpi nudi di Jane Birkin e della stessa Bardot è forse la parte del film più convincente, proprio perchè questa volta la bella e amorale Jeanne punisce non gli eterni rivali, gli uomini, ma un’appartenente al suo stesso sesso, le donne, di cui Clara è esponente sacrificale, destinata a innamorarsi non ricambiata dalla furba e scaltra Jeanne.

Una donna come me 1

Anche il finale, degno di Delitto e castigo risente delle ambiguità di Vadim, che fa perire la sua protagonista in un rogo purificatore; almeno questo poteva risparmiarlo allo spettatore, lasciando allo stesso un messaggio del tipo ” anche le donne, se vogliono, possono essere molto cattive”
Viceversa, il finale politicamente corretto con il castigo della perfida Jeanne sa tanto di concessione alla platea.
Così il film, che si caratterizza per la staticità e per la noiosa sequela di seduzioni di Jeanne, che non esita a distruggere tutto ciò che incontra, giunge all’improbabile finale, senza guizzi.

Una donna come me 2

Guizzi che non hanno nemmeno gli attori, appiattiti in un grigio ripetersi di schemi e dialoghi senza interesse; così si perdono nella nebbia Maurice Ronet, il Pierre magistrato che pagherà a caro prezzo la sua relazione con la bella Jeanne, perdendo famiglia, lavoro e onore,  si perde Robert Hossein, il Louis Prévost affarista senza scrupoli, assolutamente anonimo come anonima rimane Jane Birkin, una Clara incapace di dare animo al suo personaggio.
Se lo conosci, lo eviti.

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Una donna come me, Don Juan ou Si Don Juan était une femme.. , un film di Roger Vadim, con Brigitte Bardot, Maurice Ronet, Mathieu Carriere, Robert Hossein, Jane Birkin, Francia 1973

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Una donna come me banner protagonisti

Brigitte Bardot     …     Jeanne
Robert Hossein    …     Louis Prévost
Mathieu Carrière    …     Paul
Michèle Sand    …     Léporella
Robert Walker Jr.    …     Il chitarrista
Jane Birkin    …     Clara
Maurice Ronet    …     Pierre Gonzague

Una donna come me banner cast

Production Design:Jean André
Costume Design:Michèle Richeregia: Roger Vadim
Sceneggiatura:Jean Cau ,Roger Vadim,Jean-Pierre Petrolacci
Musiche:Michel Magne
Fotografia:Henri Decaë,Andréas Winding
Montaggio:Victoria Mercanton

Una donna come me locandina 2

Una donna come me locandina 3

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Una donna come me foto 1

Una donna come me locandina sound 1

giugno 14, 2010 Posted by | Commedia | , , | Lascia un commento

Colinot l’alzasottane

Colinot l'alzasottane locandina

La storia è ambientata in Francia, in un medioevo cinematografico che ha molti punti di contatto con quello cinematografico italiano; il Colinot picaro francese sembra copiato pari pari da uno dei tanti decamerotici italiani, e le sue gesta altro non sono che la trasposizione d’oltralpe delle avventure dei nostri gaudenti campagnoli che popolarono le novelle erotiche tratte dai racconti di Boccaccio, Aretino e Masuccio Salernitano.

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La vera attitudine di Colinot

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Ottavia Piccolo è Bergamotte

Nel film Colinot è un giovane allegro, che sembra passare il tempo seducendo in tutti i modi la giovane Bergamotte, sua fidanzata. Durante una festa orgiastica data nel suo piccolo borgo, Colinot, come tutti gli abitanti, si ubriaca e al risveglio scopre che qualcuno ha approfittato della sbronza generale per rapire la bella Bergamotte. Deciso a riprendersi la ragazza, Colinot raccogli le sue poche cose e si mette in viaggio.

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Brigitte Bardot è Arabelle

Bergamotte è stata rapita da tre briganti luridi e straccioni, e riesce a salvarsi dalla violenza carnale solo perchè uno dei briganti la vuole in perfette condizioni; Colinot, che segue le tracce della ragazza si imbatte in uno dei briganti, ferito proprio durante la lite avvenuta nel gruppo. Soccorso l’uomo, Colinot si reca nel più vicino centro abitato e inizia le ricerche della sua amata. In viaggio, Colinot e il suo amico, che lo accompagna, vengono assaliti da due briganti; durante la collutazione l’amico di Colinot rimane ferito, e costringe il giovane a fermarsi in una fattoria. Qui il giovane, mentre si reca ad uno stagno per rinfrescarsi, si imbatte in una splendida fanciulla nuda;la ragazza gli sfugge nel laghetto, lui si nasconde e subito dopo vede arrivare quattro stupende ragazze; fingendosi donna, nascosto in un canneto, le osserva spogliarsi.

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Incontri piacevoli nei boschi

E’ l’inizio di un vero e proprio tour de force, che porta il giovane a sedurre in acqua una di loro. Vestito da donna, viene portato nella ricca casa della giovan signora conosciuta in acqua, Ma per Colinot ha inizio anche una tragicomica videnda; il marito della nobil signora si incapriccia di lui, e da quel momento Colinot dovrà fuggire ogni volta che lo incontra. Costretto a scappare, con l’aiuto della gentil donna, Colinot, vestito elegantemente, riprende il suo viaggio: si imbatterà in altre donne, tra le quali una nobile che duella, combatte e vive come un uomo.

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Dopo aver tentato di sedurre la di lei figlia, Colinot finisce in carcere, dal quale riuscirà ad evadere grazie proprio alla sedotta. Ripreso il viaggio, Colinot ritrova alla fine la tanto sospirata Bergamotte, e scopre che la donna è andata sposa ad un signorotto locale. Il giovane, deluso, si consolerà ben presto con la ricca e bella Arabelle, che si è infatuata di lui.

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Colinot sedotto da Arabelle

Colinot l’alzasottane, uscito in Francia nel 1973 con il titolo L’histoire très bonne et très joyeuse de Colinot Trousse-Chemise, per la regia di Nina Companeez in fondo non si discosta molto da uno dei nostri decamerotici; va detto, però che almeno in questo caso per il film non vennero elemosinati i mezzi tecnici, le location e sopratutto il cast, nel quale figurano la nostra Ottavia Piccolo, che ricopre il ruolo della bella Bergamotte, oltre alle francesi Bernadette Lafont e Nathalie Delon;

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L’ultima apparizione cinematografica di Brigitte Bardot

Arabelle, l’affascinante dama che consolerà il giovane Colinot, interpretato da un poco espressivo Jean Claude Druot è la quarantenne Brigitte Bardot, che con questo film, al culmine della sua bellezza matura e sensuale, da l’addio al grande schermo, con 5 minuti finali del film che la vedono nuda e sexy. Film soporifero come pochi, fu un fiasco clamoroso ai botteghini, e guardandolo si capisce il perchè: trama pressochè inesistente, avventure prevedibili, battute zero. A salvare il film da un totale naufragio c’è la bellezza delle protagoniste, tra le quali, come già detto, figura la giovane e affascinante Ottavia Piccolo; il resto  si barcamena tra qualche nudità e i paesaggi francesi, che a ben vedere sono un altro valore aggiunto del film. Troppo poco, comunque, per consigliare all’incauto spettatore la visione di questo film.

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Colinot l’alzasottane, un film di Nina Companeez. Con Brigitte Bardot, Bernadette Lafont, Nathalie Delon, Ottavia Piccolo.Jean-Claude Druot
Titolo originale L’Histoire très bonne et très joyeuse de Colinot Trousse-Chemise. Commedia, durata 105 min. – Francia 1973

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Colinot l'alzasottane banner personaggi

Bertrade     Nathalie Delon
Rosemonde     Bernadette Lafont
Il vagabondo     Francis Blanche
Dame Blanche     Alice Sapritch
Bergamotte     Ottavia Piccolo
Blandine     Muriel Catala
Fratello Albaret     Jean Le Poulain
Masnil Plassac     Jean-Claude Drouot
Gagnepain     Rufus
Tournebeuf     Henri Tisot
Colinot     Francis Huster
Arabelle    Brigitte Bardot
Il marito di Rosemonde     Julien Guiomar
Il frate  Hugo     Paul Muller
Lucas     Guy Grosso
Fratello Robichon     Michel Modo

Colinot l'alzasottane banner cast

Regia: Nina Companeez
Sceneggiatura: Nina Companeez
Produzione: Mag Bodard
Musiche:Guy Bontempelli
Fotografia:Ghislain Cloquet
Montaggio:Raymonde Guyot

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Nathalie Delon sul set

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Colinot l'alzasottane foto 3La Bardot sul set cinematografico del film

settembre 16, 2009 Posted by | Avventura | , , , , | 1 commento