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Una romantica donna inglese

La romantica donna inglese del titolo del film di Losey è Elizabeth,moglie dello scrittore Lewis Fielding,madre di un bambino,donna dalla vita agiata
ma inappagata.
Le manca qualcosa,forse una presenza più affettuosa del marito,forse qualcosa che lei avverte ma non riesce a identificare con certezza.
Decide di prendersi un periodo di riposo e riflessione recandosi alle terme di Baden Baden in Germania;
qui conosce il bellissimo e affascinante Thomas,che dice di essere un poeta ma in realtà è solo un trafficante di droga.
Ne parla con il marito che è alle prese con la stesura di una sceneggiatura cinematografica.
Thomas arriva quindi a casa della coppia dove,complice il comportamento fin troppo conciliante di Lewis,i due allacciano una relazione.
Relazione che è scoperta da Lewis che allontana i due da casa.
La coppia,ormai non più clandestina ,si rifugia in Francia,sulla Costa Azzurra dove all’inizio sembra tutto filare liscio.
Ma le prime emergenze economiche mettono in difficoltà la coppia,mentre Swan,un boss della droga,che deve riscuotere un grosso debito da
Thomas riesce a rintracciarlo.


Il giovane avventuriero decide di non coinvolgere Elizabeth nel fallimento della sua vita e chiama Lewis,che riprende la moglie sotto il tetto coniugale.
E’ stata solo una tempesta che ha imperversato per poco nella loro vita,che riprende il vecchio status quo…
Joseph Losey in questo Una romantica donna inglese riesuma il tradizionale triangolo lui-lei l’altro, prende la ancor più tradizionale moglie insoddisfatta e romantica che soffre di carenza di affetto matrimoniale e trasporta il tutto sullo schermo,mettendo sullo sfondo una cornice platinata e di classe.
Che però resta fine a se stessa.
Il film non coinvolge,nonostante lo sfondo lussuoso.
Il tema della vita coniugale,dei suoi limiti in materia affettiva,il matrimonio borghese visto come gabbia dorata che imprigiona i sentimenti sono temi affrontati  in maniera ossessiva dal cinema.
Losey di suo ci mette una confezione impeccabile ma che non ottiene alcun effetto visibile e sopratutto non dice nulla di nuovo su questa tematica.
Elizabeth è una donna frustrata,schiacciata dalla evidente personalità egocentrica del marito che dal canto suo sembra soffrire del complesso del generale,ovvero
di colui che vuole che tutto attorno a se fili in ordine e senza sussulti.
In questo contesto la donna,insofferente della situazione,si lascia sedurre da un gigolò truffaldino e se vogliamo da strapazzo;Elisabeth alla fine ne ricava una sbandata


salutare,perchè il suo comportamento finisce per ravvivare nel marito l’interesse per lei.
Il suo colpo di coda ottiene l’effetto di svegliare,nel marito,l’attenzione per lei che ha dimostrato di avere personalità.
Tutto qui,siamo alla fiera del già visto,cambia solo il vestito sotto il quale daero c’è ben poco.
Film dai ritmi lentissimi,con personaggi sfumati;proprio quello di Elisabeth doveva essere approfondito,alla fine viene in qualche modo messo in risalto quello di Lewis,uomo
visto come ensemble di alcuni vizi capitali maschili,ovvero la superiorità machista,il perbenismo borghese,l’attenzione alle apparenze.
Il finale è molto debole,con il playboy finito fuori gioco e il ritorno alla normalità.
Intendiamoci non siamo di fronte ad un brutto film ma ad un film senza anima,in definitva poco interessante.
Bene gli attori,una Glenda Jackson borghese che più borghese non si può,imbronciata,classica casalinga insoddisfatta,bene Michael Caine che ha davvero la capacità di rendere,


attraverso mille sfumature,i caratteri dei personaggi che interpreta.
Discreto Berger,il solito bello e dannato condannato,ancora una volta a impersonare un personaggio con mille vizi e poche virtù.
Bellissima la fotografia,che passa dallo sfumato alla luminosità massima per il resto null’altro da segnalare.
Poco successo per Losey all’uscita del film,scarso pubblico tanto da aver confinato Una romantica donna inglese in un cassetto.
Film di difficilissima reperibilità in italiano.Vi segalo una bellissima versione inglese,in download all’indirizzo http://fboom.me/file/c90d5977435cb/rn7ti5eg.part1.rar
e http://fboom.me/file/a96b75fa140bd/rn7ti5eg.part2.rar

Una romantica donna inglese
Un film di Joseph Losey. Con Helmut Berger, Glenda Jackson, Nathalie Delon, Michael Caine, Michael Lonsdale, Kate Nelligan Titolo originale The Romantic Englishwoman.
Drammatico, durata 115 min. – Gran Bretagna 1975

 

 

Glenda Jackson: Elizabeth Fielding
Michael Caine: Lewis Fielding
Helmut Berger: Thomas
Michael Lonsdale: Swan
Béatrice Romand: Catherine
Kate Nelligan: Isabel
Nathalie Delon: Miranda
Reinhard Kolldehoff: Herman
Anna Steele: Annie
Marcus Richardson: David

Regia Joseph Losey
Soggetto Tom Stoppard
Sceneggiatura Thomas Wiseman
Produttore Daniel M. Angel
Musiche Richard Hartley

ottobre 22, 2017 Posted by | Drammatico | , , , , | Lascia un commento

Le sorelle

Le sorelle locandina 2

Diana lavora come traduttrice;ma il lavoro la stressa, così pianta tutto, sale su un treno e si avvia a incontrare sua sorella Martha che non vede da due anni.
L’incontro con Martha è affettuoso e tenero; la donna sembra felice, vive in una grande casa circondata dalle cose che desidera di più ed è sposata con Alex, che è l’uomo che ogni donna sogna. Pieno di attenzioni, delicato e innamorato di sua moglie, Alex è un coltivatore di fiori rari ed esotici.
Da subito però si capisce che tra Diana e Martha c’è qualcosa di inespresso, di sospeso nel passato: attraverso alcuni flashback intuiamo qualcosa di morboso, di ossessivo che Diana provava per sua sorella.
La sera, un altro indizio mostra che probabilmente la vita di Martha non è così felice come appare: durante un rapporto con Alex, la donna sembra quasi triste e inappagata, mentre l’uomo la guarda tristemente.
Ancora un flashback ci riporta al passato, ad una sera di pioggia in cui Martha, spaventata, si è rifugiata nel letto di Diana, che l’ha abbracciata e poco dopo baciata con sospetta passione.

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L’indomani Alex, Diana e Martha vanno sulla spiaggia, lungo le rive della quale Martha scatta alcune foto; in una di esse però Diana sotto gli occhi della sorella bacia appassionatamente Alex, mettendo i coniugi in palese imbarazzo.
Nel frattempo Diana conosce Dario, il giovane cugino di Alex, che sembra molto colpito dalla donna, che invece non sembra affatto interessata alla corte che timidamente e in seguito apertamente, Dario le fa.
Martha intanto conferma che il quadretto idilliaco mostrato alla sorella ha almeno una profonda incrinatura;la donna infatti ha una relazione sessuale con il giardiniere della tenuta in cui vive, cosa della quale probabilmente Alex è a conoscenza.
Diana si sente sempre più attratta da sua sorella, forse agganciata a quel passato dal quale Martha è invece fuggita.
Alex inizia a sospettare che Diana non sia venuta solo per affetto verso sua sorella ed esterna la cosa a Dario, invitandolo a lasciare con lui le due donne da sole, in modo da permettere loro di chiarirsi.
Durante un drammatico colloquio, Martha rimprovera a sua sorella di averla cambiata in modo irreversibile e le confessa di esser scappata da lei per paura di ciò che si era creato fra di loro.
Finale intenso e drammatico.

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Film cupo, caratterizzato da scarni dialoghi e lunghe inquadrature in cui a parlare sono i volti dei protagonisti, Le sorelle è un film di ottima fattura, ben recitato e sopratutto splendidamente fotografato.
Un film lento e introspettivo, senza accelerazioni, che trae la sua forza proprio dalla capacità delle due attrici protagoniste, le sorelle del titolo, che si guardano, cercano nei volti sentimenti e cose non dette, espressioni di stati d’animo che la mente alle volte non riesce a controllare.
Le sorelle, di Roberto Malenotti, può essere distinto in due parti ben precise; la prima, che dura per quasi tre quarti di film, che ci mostra attraverso un uso sapiente e non invasivo del flashback il morboso rapporto che Diana ha creato e Martha subito nel passato.
Un passato che le due donne si ritrovano ad affrontare e che Diana capisce essere diventato imbarazzante ed ingombrante nel presente di Martha, che scopriamo avere un rapporto profondo eppure non totale con Alex, uomo buono e gentile che probabilmente sa della relazione della moglie con il giardiniere e che pure tollera per amore.
Relazione che Martha ha probabilmente allacciato solo per trovare quel piacere sessuale che evidentemente non riesce a trovare completamente in e con Alex e che ha le sue radici nel rapporto proibito vissuto nel passato con Diana.

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Che viceversa non solo non ha legami,ma che ha conservato in se il ricordo della passione proibita per Martha e dalla quale non può e non vuole scappare.
Il finale, drammatico e assolutamente coerente con quanto narrato porta a galla una verità che peserà fino all’ultima inquadratura del film.
Che ha un suo fascino, nonostante la lentezza e i dialoghi lasciati spesso interrotti, a tutto vantaggio delle espressioni, delle cose che si vorrebbero dire e delle cose non dette.
Le sorelle è il primo dei due lungometraggi diretti da Roberto Malenotti, che in seguito, a distanza di ben 15 anni dirigerà Cenerentola 80, un riadattamento dignitoso in chiave moderna della celebre favola dei fratelli Grimm.
In questo film Malenotti mostra buona mano e indubbia capacità di direzione degli attori, che del resto sono ottimi professionisti, a cominciare dalla fascinosa e enigmatica Nathalie Delon, che interpreta Diana per passare a Susan strasberg, bella e intensa protagonista nel ruolo di Martha.
Molto bene i due “maschietti” del cast, il rodato Massimo Girotti che è la consueta garanzia di recitazione sobria e inappuntabile e un giovane Giancarlo Giannini alle prese con il personaggio di Dario l’unico forse a non essere abbastanza approfondito.
Il film non delude;appaiono davvero ingenerose le critiche che molti hanno rivolto a questo film, che invece mostra molto garbo nel trattare un argomento scabroso come l’incesto suggerito tra le due sorelle senza usare minimamente il morboso, ne nelle scene ne con nudi che sarebbero apparsi una concessione ai guardoni delle’poca,
Ad avercene di film trattati con tale delicatezza, oggi.
Per quanto riguarda la reperibilità, purtroppo non o trovato versioni in italiano sulla rete, ma sul mulo è disponibile una splendida versione in divx con dei colori praticamente perfetti e un audio unico, una delle cose migliori nelle quali sono incappato ultimamente.

Le sorelle

Un film di Roberto Malenotti. Con Giancarlo Giannini, Massimo Girotti, Nathalie Delon, Susan Strasberg,Lars Block, Attilio Dottesio Drammatico, durata 91 min. – Italia 1969

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Le sorelle banner protagonisti

Susan Strasberg: Marta
Nathalie Delon: Diana
Massimo Girotti: Alex
Giancarlo Giannini: Dario

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Regia:Roberto Malenotti
Soggetto Renzo Maietto Alex Fallay
Distribuzione:Euro International Film
Sceneggiatura Brunello Rondi Roberto Malenotti
Fotografia Giulio Albonico Sebastiano Celeste (operatore)
Musiche Giorgio Gaslini
Montaggio Antonietta Zita
Scenografia Luciana Marinucci
Arredamento Giorgio Bertolini
Costumi Luciana Marinucci

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L’opinione di Il gobbo dal sito http://www.davinotti.com

Spalleggiato da Rondi, Malenotti vorrebbe antonioneggiare, se non addirittura bergmaneggiare. Ma non è roba per lui e rimane in superficie. Una superficie pregevole, però, di ottima resa figurativa e con discrete atmosfere, sebbene di quando in quando rovinate da sciocchezzuole (tipo il rasoio elettrico col filo più lungo della storia del cinema). Molto bella la Delon. Passabile.

L’opinione di Il koreano dal sito http://www.davinotti.com

Se i primi dieci minuti possono definirsi la materializzazione di un colpo di genio, non altrettanto si può dire dei rimanenti novantanove: un fotoromanzo dai colori intensi, in cui la psicologia dei quattro personaggi protagonisti va a farsi benedire per lasciar spazio ad una scadente morbosità da libro erotico. Un punto di partenza per il giovane Giannini e un punto d’interruzione per Malenotti, che rimarrà inattivo per circa quindici anni. Notevole, a tratti, il commento musicale di Gaslini.

L’opinione del sito http://www.imilleocchi.com

Azzardiamo un’attribuzione a Brunello Rondi, per una proiezione che vuole inserirsi nella riscoperta a tappe del regista, anche in occasione dell’uscita di un volume cui abbiamo collaborato. Questo film con la splendida accoppiata di Susan Strasberg e Nathalie Delon è tutto fuorché quel banale pre-soft che a molti apparve. La musica di Giorgio Gaslini ben lo lega alla coeva regia Le tue mani sul mio corpo e indica che Rondi era anche qui più che solo sceneggiatore. Viatico alle successive tappe di una serie “erotica”, esige che l’opera dell’autore si sottragga agli equivoci (compreso quello dei recuperi trash).

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marzo 30, 2014 Posted by | Drammatico | , , , , | Lascia un commento

Colinot l’alzasottane

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La storia è ambientata in Francia, in un medioevo cinematografico che ha molti punti di contatto con quello cinematografico italiano; il Colinot picaro francese sembra copiato pari pari da uno dei tanti decamerotici italiani, e le sue gesta altro non sono che la trasposizione d’oltralpe delle avventure dei nostri gaudenti campagnoli che popolarono le novelle erotiche tratte dai racconti di Boccaccio, Aretino e Masuccio Salernitano.

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La vera attitudine di Colinot

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Ottavia Piccolo è Bergamotte

Nel film Colinot è un giovane allegro, che sembra passare il tempo seducendo in tutti i modi la giovane Bergamotte, sua fidanzata. Durante una festa orgiastica data nel suo piccolo borgo, Colinot, come tutti gli abitanti, si ubriaca e al risveglio scopre che qualcuno ha approfittato della sbronza generale per rapire la bella Bergamotte. Deciso a riprendersi la ragazza, Colinot raccogli le sue poche cose e si mette in viaggio.

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Brigitte Bardot è Arabelle

Bergamotte è stata rapita da tre briganti luridi e straccioni, e riesce a salvarsi dalla violenza carnale solo perchè uno dei briganti la vuole in perfette condizioni; Colinot, che segue le tracce della ragazza si imbatte in uno dei briganti, ferito proprio durante la lite avvenuta nel gruppo. Soccorso l’uomo, Colinot si reca nel più vicino centro abitato e inizia le ricerche della sua amata. In viaggio, Colinot e il suo amico, che lo accompagna, vengono assaliti da due briganti; durante la collutazione l’amico di Colinot rimane ferito, e costringe il giovane a fermarsi in una fattoria. Qui il giovane, mentre si reca ad uno stagno per rinfrescarsi, si imbatte in una splendida fanciulla nuda;la ragazza gli sfugge nel laghetto, lui si nasconde e subito dopo vede arrivare quattro stupende ragazze; fingendosi donna, nascosto in un canneto, le osserva spogliarsi.

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Incontri piacevoli nei boschi

E’ l’inizio di un vero e proprio tour de force, che porta il giovane a sedurre in acqua una di loro. Vestito da donna, viene portato nella ricca casa della giovan signora conosciuta in acqua, Ma per Colinot ha inizio anche una tragicomica videnda; il marito della nobil signora si incapriccia di lui, e da quel momento Colinot dovrà fuggire ogni volta che lo incontra. Costretto a scappare, con l’aiuto della gentil donna, Colinot, vestito elegantemente, riprende il suo viaggio: si imbatterà in altre donne, tra le quali una nobile che duella, combatte e vive come un uomo.

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Dopo aver tentato di sedurre la di lei figlia, Colinot finisce in carcere, dal quale riuscirà ad evadere grazie proprio alla sedotta. Ripreso il viaggio, Colinot ritrova alla fine la tanto sospirata Bergamotte, e scopre che la donna è andata sposa ad un signorotto locale. Il giovane, deluso, si consolerà ben presto con la ricca e bella Arabelle, che si è infatuata di lui.

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Colinot sedotto da Arabelle

Colinot l’alzasottane, uscito in Francia nel 1973 con il titolo L’histoire très bonne et très joyeuse de Colinot Trousse-Chemise, per la regia di Nina Companeez in fondo non si discosta molto da uno dei nostri decamerotici; va detto, però che almeno in questo caso per il film non vennero elemosinati i mezzi tecnici, le location e sopratutto il cast, nel quale figurano la nostra Ottavia Piccolo, che ricopre il ruolo della bella Bergamotte, oltre alle francesi Bernadette Lafont e Nathalie Delon;

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L’ultima apparizione cinematografica di Brigitte Bardot

Arabelle, l’affascinante dama che consolerà il giovane Colinot, interpretato da un poco espressivo Jean Claude Druot è la quarantenne Brigitte Bardot, che con questo film, al culmine della sua bellezza matura e sensuale, da l’addio al grande schermo, con 5 minuti finali del film che la vedono nuda e sexy. Film soporifero come pochi, fu un fiasco clamoroso ai botteghini, e guardandolo si capisce il perchè: trama pressochè inesistente, avventure prevedibili, battute zero. A salvare il film da un totale naufragio c’è la bellezza delle protagoniste, tra le quali, come già detto, figura la giovane e affascinante Ottavia Piccolo; il resto  si barcamena tra qualche nudità e i paesaggi francesi, che a ben vedere sono un altro valore aggiunto del film. Troppo poco, comunque, per consigliare all’incauto spettatore la visione di questo film.

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Colinot l’alzasottane, un film di Nina Companeez. Con Brigitte Bardot, Bernadette Lafont, Nathalie Delon, Ottavia Piccolo.Jean-Claude Druot
Titolo originale L’Histoire très bonne et très joyeuse de Colinot Trousse-Chemise. Commedia, durata 105 min. – Francia 1973

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Colinot l'alzasottane banner personaggi

Bertrade     Nathalie Delon
Rosemonde     Bernadette Lafont
Il vagabondo     Francis Blanche
Dame Blanche     Alice Sapritch
Bergamotte     Ottavia Piccolo
Blandine     Muriel Catala
Fratello Albaret     Jean Le Poulain
Masnil Plassac     Jean-Claude Drouot
Gagnepain     Rufus
Tournebeuf     Henri Tisot
Colinot     Francis Huster
Arabelle    Brigitte Bardot
Il marito di Rosemonde     Julien Guiomar
Il frate  Hugo     Paul Muller
Lucas     Guy Grosso
Fratello Robichon     Michel Modo

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Regia: Nina Companeez
Sceneggiatura: Nina Companeez
Produzione: Mag Bodard
Musiche:Guy Bontempelli
Fotografia:Ghislain Cloquet
Montaggio:Raymonde Guyot

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Nathalie Delon sul set

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Colinot l'alzasottane foto 3La Bardot sul set cinematografico del film

settembre 16, 2009 Posted by | Avventura | , , , , | 1 commento

Barbablù

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Il personaggio di Barbablù,creato da Charles Perrault è ispirato alla vera storia di Gilles de Reis,maresciallo di Francia,condannato a morte per aver massacrato donne,bambini e giovinetti all’epoca delle gesta della pulzella di orleans,Giovanna d’Arco.

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Karin Schubert

Nella versione cinematografica del 1972,diretta da Edward Dmytryck,e girata con un cast eccezionale,che annoverava Richard Burton e Virna Lisi,Agostina Belli e Raquel Welch,Sybill Danning e Marilu Tolo,il protagonista è un nobile,Kurt von Sepper,uno degli eroi dell’aviazione durante la prima guerra mondiale.

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Agostina Belli

Il barone vive in un tero castello,nel quale conserva la mummia dell’adorata mamma,e impalma una dietro l’altra sette gentili donzelle,tutte naturalmente bellissime,ma sarà l’ottava che,furba come una gatta,riuscirà a sconfiggere il perfido barone,con l’aiuto di un giovane a cui il perfido barone ha ucciso i genitori.

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Un film che promette bene e mantiene malissimo,se non nella parte squisitamente visiva,grazie alle bellezze sposte a piè spinto,con grazie seminude esposte come nella migliore tradizione del trash anni settanta.

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Barbablu,
un film di Edward Dmytryk. Con Marilù Tolo, Virna Lisi, Richard Burton, Nathalie Delon, Raquel Welch, Karin Schubert,
Mathieu Carrière, Agostina Belli, Sybil Danning, Joey Heatherton, Edward Meeks, Jean Lefebvre. Genere Commedia,
colore 124 minuti. – Produzione USA 1972.

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Richard Burton …     Barone von Sepper

Raquel Welch …     Magdalena
Virna Lisi …     Elga
Nathalie Delon …     Erika
Marilù Tolo …     Brigitte
Karin Schubert …     Greta
Agostina Belli …     Caroline
Sybil Danning …     Una Prostituta
Joey Heatherton    …     Anne
Edward Meeks    …     Sergio
Jean Lefebvre    …     Padre di Greta
Erica Schramm    …     Madre di Greta
Doka Bukova    …     Rosa
Mathieu Carrière    …     Il violinista
Karl-Otto Alberty    …     Amico di  von Sepper

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Regia Edward Dmytryk, in collaborazione con Luciano Sacripanti
Sceneggiatura Ennio De Concini, Edward Dmytryk, Maria Pia Fusco
Produttore Alexander Salkind
Casa di produzione Gloria Film
Distribuzione (Italia) USA Home Video, OB Films, Kino Vista
Musiche Ennio Morricone

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maggio 6, 2008 Posted by | Trashsettanta | , , , , | 1 commento