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La moglie di mio padre

La moglie di mio padre locandina 1

Un ricco industriale e vedovo lombardo, Antonio, convola a nozze con una donna parecchio più giovane di lui; l’uomo va in crisi ilgiorno in cui si rende conto di non poter appagare sessualmente la moglie, iniziando così una relazione adulterina, anche se passeggera, con una giovanissima. La situazione si complica notevolmente con l’arrivo di Claudio, figlio dell’industriale, giovane playboy che ben presto scopre di essere attratto, ricambiato, dalla giovane matrigna.

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Luigi Pistilli

La donna, Laura, nutre dubbi su se stessa, incolpandosi in qualche modo dei problemi del marito, finendo per ingaggiare una prostituta per prendere lezioni di seduzione. Tutto finisce in tragedia quando la donna, andato via il giovane Claudio, rifiuta di tornare con il marito, preferendo la sua nuova vita indipendente; Antonio non accetta la cosa e l’uccide.

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Carroll Baker

Immerso in un’atmosfera opprimente, decadente, La moglie di mio padre è un film con qualche pregio e moltissime pecche; se riesce, in qualche modo, ad essere una visione del disfacimento della famiglia (siamo negli anni settanta, nel 1976 per la precisione), dei suoi valori ormai in crisi, non sfugge alla logica di una sceneggiatura semplicistica  e piena di pecche.

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Femi Benussi

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A parte il triangolo ormai abusato marito-moglie-figlio, appare evidentissima la distonia tra la storia e le scene di erotismo, nelle quali c’è anche, insolitamente, il bravo Adolfo Celi, che non riesce con il mestiere a coprire l’evidente imbarazzo. Bene invece Carroll Baker, sempre capace di ricoprire il ruolo assegnato con grazia e bravura. Un film in tono minore, nonostante il cast fosse di buon livello; vanno citati anche Cesare Barro, nel ruolo del giovane Claudio, Luigi Pistilli in quello dello psicanalista dell’industriale,

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Gabriella Giorgelli

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la solita bellissima Femi Benussi nel ruolo di una moglie fin troppo disponibile e quello della giovane e sfortunata Jenny Tamburi in quello di un’amica della Baker. Il film è diretto da Andrea Bianchi, che in passato aveva diretto diligentemente Nude per l’assassino, con taglio molto pesante, forse troppo per una pellicola con molte pretese assolutamente ridimensionabili dopo la sua visione.

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Adolfo Celi

La moglie di mio padre, un film di Andrea Bianchi. Con Adolfo Celi, Carroll Baker, Jenny Tamburi, Cesare Barro,Luigi Pistilli, Femi Benussi, Gabriella Giorgelli
Erotico, durata 92 min. – Italia 1976.

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Carroll Baker: Laura
Adolfo Celi: Antonio
Cesare Barro: Claudio
Luigi Pistilli: Carlo
Gabriella Giorgelli: Prostituta
Dada Gallotti: amica di Patrizia
Caterina Barbero: Gabriella
Carla Spessato: Magda
Femi Benussi: Patrizia
Jenny Tamburi: Diana

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Regia Andrea Bianchi
Soggetto Andrea Bianchi, Massimo Felisatti
Sceneggiatura Andrea Bianchi, Massimo Felisatti
Produttore Enzo Doria
Casa di produzione Capitol International, Koala Cinematografica
Fotografia Franco Delli Colli, Franco Villa
Montaggio Mariano Arditi
Musiche Guido De Angelis, Maurizio De Angelis
Trucco Romana Piolanti

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giugno 11, 2009 Pubblicato da: | Erotico | , , , , , | Lascia un commento

Quel gran pezzo della Ubalda, tutta nuda e tutta calda

Quel gran pezzo dell'Ubalda locandina

Si potrebbe dire un titolo,un programma.
In effetti la pellicola di Mariano Laurenti non si discosta molto dal filone dei decamerotici,ovvero quei film che inondarono i cinema all’indomani del fortunato esordio del capostipite della file,Il Decameron di Pasolini,opera di ben altra fattura rispetto ai pruriginosi seguiti che proliferarono per molto tempo,saccheggiando il repertorio classico della letteratura boccaccesca italiana,con madonne dal caldo inferno,Masucci napoletani con le braghe in mano e altri titoli che per lo meno denotavano un buon sforzo di fantasia.

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Quel gran pezzo dell'Ubalda 14

In questa pellicola la Ubalda,una splendida Edwige Fenech,è sposata ad un mugnaio,Mastro Oderisi,e d è insidiata,per la sua bellezza,da un soldato di ventura,uno sfigatissimo Pippo Franco,che è stato allontanato dal talamo coniugale dalla moglie,interpretata da Karin Schubert.

Quel gran pezzo dell'Ubalda 13Karin Schubert

Dopo una serie di vicissitudini che potremmo definire boccaccesche,il mugnaio e il soldato di ventura decideranno di scambiarsi le mogli,ma non potranno farlo per la presenza delle cinture di castità.

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Uno dei film che lanciò la bellezza sfolgorante della Fenech,e questo basterebbe a cantarne le lodi;in realtà il film,pur con qualche trovata divertente,non fece altro che ammiccare ad un certo tipo di cinema,quello pruriginoso e scollacciato che forte della liberalizzazione dei costumi cinematografici,impose per molto tempo una teoria di bellezze nude e impegnate in improbabili triangoli amorosi.

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Pippo Franco e Gabriella Giorgelli

Il Decameron di Pasolini aveva tentato di giustificare il sesso come forma di liberazione,l’unica possibile,in un medioevo in cui ai poveri altro non era concesso,se non un libero e sfrenato erotismo;un’opera anti clericale e anti potere.
Il film di Laurenti invece,non avendo alcuna velleità,gioca tutto su un erotismo pecoreccio e su battute da caserma;ma in fondo,chi andava a vedere questi film,sapeva benissimo a cosa andava incontro.

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Quel gran pezzo dell'Ubalda 7Edwige Fenech

E perlomeno,in mezzo a tanta immondizia che invase i cinema,Quel gran pezzo dell’Ubalda qualche risata riuscì davvero a strapparla.

Un film di Mariano Laurenti. Con Umberto D’Orsi, Edwige Fenech, Pippo Franco, Karin Schubert, Alberto Sorrentino, Pino Ferrara, Bruno Boschetti, Gabriella Giorgelli, Gino Pagnani, Carla Mancini, Renato Malavasi, Renato Montalbano. Genere Commedia, colore 91 minuti. – Produzione Italia 1972.

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Edwige Fenech: La Ubalda
Pippo Franco: Olimpio de’ Pannocchieschi
Karin Schubert: Fiamma
Umberto D’Orsi: Mastro Oderisi
Pino Ferrara: frate manesco
Gino Pagnani: Mastro Deodato
Alberto Sorrentino: notaio Adone Bellezza
Renato Malavasi: medico
Dante Cleri: Cantarano Da Nola
Gabriella Giorgelli: ragazza nel fienile

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Regia Mariano Laurenti
Soggetto Tito Carpi, Luciano Martino
Sceneggiatura Carlo Veo, Tito Carpi
Fotografia Tino Santoni
Montaggio Giuliana Attenni,
Musiche Bruno Nicolai
Scenografia Antonio Visone

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Quel gran pezzo della Ubalda locandina 1

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gennaio 30, 2009 Pubblicato da: | Erotico | , , , , | 2 commenti