Il lumacone

Abbandonato da sua moglie,il siculo Gianni Rodinò va lentamente alla deriva.
La sua vita è fatta di sbronze e lunghe chiacchierate solitarie,passeggiate in una Roma indifferente,che emargina il degrado morale e la miseria.
La sua unica consolazione è l’amicizia con Ginetto,un piccolo ladro dal cuore gentile che condivide le pene di Gianni e che tenta di consolarlo.
Gianni,che è un buon cuoco,ha un’idea fissa:comprare un vagone ferroviario per trasformarlo in un ristorante e contemporaneamente aiutare
Ginetto ad uscire dalla sua vita fatta di piccoli furti e senza futuro.
Con l’aiuto della dolce Elis e di Ginetto,Gianni,dopo una serie di vicissitudini,riuscirà a coronare il suo sogno,riscattando la vita miserabile che conduce e dando a Ginetto la possibilità di vivere finalmente una vita dignitosa.


Commedia agrodolce diretta da Paolo Cavara nel 1974,Il lumacone alla sua uscita nelle sale non ebbe alcun successo,finendo per scomparire
dopo pochi giorni di programmazione.
Il che francamente è un mistero,essendo la pellicola un prodotto più che gradevole,diretto con mano esperta da Cavara che dopo il lusinghiero successo di La tarantola dal ventre nero e il buon esito ai botteghini di Virilità,ripropone la collaudata coppia Turi Ferro-Agostina Belli in una commedia amara che però  ha il classico happy end delle favole.
Solo che in questo caso l’andamento fiabesco ha i connotati della commedia sotto proletaria,con sullo sfondo una Roma indifferente e distratta,in cui il malinconico Gianni si muove quasi come un invisibile,non fosse per la disinteressata amicizia di Ginetto,sotto proletario anche lui ma decisamente meno sognatore dell’amico.


Ginetto ha imparato da subito a stare la mondo,a muoversi in una società che respinge ed emargina,costringendo chi non ha i mezzi,le possibilità per emergere a vivere in un limbo fatto di miseria e brutture.
Sarà l’ostinazione di Gianni,che ha mantenuto comunque in se la dignità alimentata dalla disinteressata amicizia di Ginetto a permettere il riscatto della “strana coppia
Da segnalare alcuni momenti particolarmente felici,come lo scontro,sul finale del film tra Gianni e l’ex moglie,o alcuni passaggi dialogati fra Ginetto e la sua donna Elisa,candida e ingenua.
Un film quindi di discreta fattura,che si vede con piacere,anche per merito dei protagonisti,un intenso Turi Ferro,un furfantesco ed irresistibile Ninetto Davoli,una bellissima Agostina Belli e  infine segnalo la piccola ma significativa parte di Gabriella Giorgelli
Dopo un lunghissimo oblio,la pellicola è ora finalmente disponibile su You tube in discreta qualità all’indirizzo https://www.youtube.com/watch?v=5lws2LStUkU

Il lumacone

Un film di Paolo Cavara. Con Francesco Mulè, Agostina Belli, Ninetto Davoli, Turi Ferro,Alberto Sorrentino, Sandro Dori,
Lorenzo Piani, Vittorio Fanfoni, Daniele Dublino, Gabriella Giorgelli, Liù Bosisio, Enzo Robutti, Gianfranco Barra, Isa Danieli,
Mico Cundari, Tuccio Musumeci, Livio Galassi, Gerardo Scala, Stefano Amato, Franco Bracardi, Giorgio Bixio
Commedia, durata 94 min. – Italia 1974

 

Turi Ferro … Gianni
Agostina Belli … Elisa
Ninetto Davoli … Ginetto
Francesco Mulé … Pietro
Gabriella Giorgelli … Paola
Isa Danieli … Carmela
Fioretta Mari … Teresa
Liù Bosisio … L’inquilina
Franca Alma Moretti … Giorgina
Ippolita Giussani … Diana
Stefano Amato … Il garzone
Gianfranco Barra … Il portiere
Giorgio Bixio … Don Mauro

Regia … Paolo Cavara
Sceneggiatura … Paolo Cavara e Ruggero Maccari
Musiche … Daniele Patucchi
Fotografia … Arturo Zavattini
Montaggio … Antonio Siciliano
Production Design Gianni Polidori
Costumi … Marisa Crimi
Distribuzione … Italian International Film

“Quando ho voglia di bere,incomincio a pregare e la voglia mi passa.”

“Vabbè,alla fine,perso per perso,almeno abbiamo salvato l’onore.”

“Il pesce si mangia dove c’è il mare pulito.Quindi niente pesce.”

 

Decameroticus

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Il 1972 è l’anno più fertile per i cloni degenere del Decameron pasoliniano;Giuliano Biagetti,dopo l’ottima prova di Interrabang decide di cavalcare l’onda del filone decamerotico confezionando un film di discreta levatura,basato come recitano i titoli su novelle del Boccaccio, Aretino e Bandello.
Novelle licenziose,ovviamente.
In questo caso si tratta di cinque racconti brevi con un tema portante,quello delle corna.
Prima novella:

-Elisa è stufa di suo marito,gelosissimo e possessivo.L’uomo arriva a sostituirsi al sacerdote nel confessionale,
ma Elisa sa che c’è lui dietro le mentite spoglie del frate.Cosi gli racconta di essere posseduta da un giovane tutte le notti.
L’uomo si piazza davanti la porta di casa,ma la furba Elisa con uno stratagemma si gode il suo giovane amante.
L’indomani lo stanco marito viene beffato dalla donna,che riesce a fargli credere che gli è fedele.

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Gabriella Giorgelli

Seconda novella:

-Lambertuccio è un giovane sfrontato e audace,capo delle guardie del severo giudice Volfardo.Il giovane si diverte
spesso proprio ai danni del giudice che decide così di vendicarsi.
Convince Leonetto,noto playboy che corre dietro ad ogni sottana a sedurre la moglie di Lambertuccio.Ma resterà beffato perchè sia
Leonetto che Lambertuccio si godranno le grazie della bella moglie del giudice,Isabella,alle spalle dell’ignaro cornuto che così sarà
beffato crudelmente.
Terza novella:

per potersi godere le grazie della procace domestica,un uomo convince il suo garzone di bottega a dormire nel suo letto.
Domitilla,la moglie,però conosce le intenzioni del marito e convince la domestica a sostituirsi a lei.Finisce così che mentre il garzone
e la domestica se la spassano,Domitilla riceve le attenzioni del proprio marito.

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Quarta novella:

l’ingenuo Casimiro si fa beffare da un improvvisato venditore di unguenti che nulla hanno di miracoloso;l’uomo,con la scusa di
curare la moglie di Casimiro,lo beffa sotto il suo stesso naso godendosi le grazie della moglie.
Quinta novella:

Ciccio e Germino sono due mercanti,che spesso devono assentarsi per lungo tempo da casa.
I due,durante un colloquio,si scambiano consigli su come evitare il tradimento delle rispettive mogli,ma alla fine si faranno becchi a vicenda.

Qualche buona trovata,ma nella sostanza un film volgarotto nobilitato però da un cast di attrici specializzate in commediole erotiche spacciate
per “novelle licenziose d’autore
Al solito,il pretesto per l’esibizione di centimetri di epidermide è dato da storielle che con lo spirito boccaccesco ridanciano e sottilmente anticlericale
nulla hanno a che vedere.
Scrive Segnalazioni Cinematografiche (Centro cattolico cinematografico),decisamente di parte e anche molto impietosamente:
Il film, che si dice ispirato a novelle del Boccaccio, Aretino e Bandello, senza nesso tra loro, ritrova un filo conduttore unicamente nella ricerca di
situazioni licenziose e lascive, cui offre un notevole contributo il dialogo di una volgarità e rozzezza senza pari, e una quantità di scene esibizionistiche
e sensuali ormai adusate in opere del genere. Di fronte a questo, passano in secondo ordine persino le melensaggini della interpretazione e l’insulsa regia.
Resta la pretestuosa ambientazione. Inutile dire che il tutto è inqualificabile e moralmente negativo.

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Una vera requisitoria,che in qualche modo però stigmatizza quella che era la visione da parte di buona parte della critica del fenomeno decamerotici.
In realtà siamo di fronte ad uno dei tanti cloni del Decameron non più volgare di altri;a nobilitarlo ci sono attrici di buon valore,come le sempre
bellissime Orchidea De Santis e Gabriella Giorgelli,Margaret Rose Keil e Krista Nell con l’aggiunta di una giovanissima Antonia Santilli.
Per l’ennesima volta compare in un cast decamerotico Pupo De Luca,recordman del genere mentre inaspettatamente c’è il bravissimo e compianto Riccardo Garrone.
Prodotto che stiracchia la sufficienza,ma nulla più.
Regia,quella di Biagetti,meno “cagnesca” di altre per un film passato curiosamente molte volte sulle tv commerciali ma del quale circola
solo una pessima versione ricavata da VHS disponibile all’indirizzo https://www.youtube.com/watch?v=Saizp1IZ47g

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Decameroticus
Un film di Pier Giorgio Ferretti. Con Orchidea De Santis, Riccardo Garrone, Pupo De Luca, Margaret Rose Keil,Krista Nell,Aldo Bufi Landi, Pietro Tordi, Pino Ferrara, Corrado Olmi, Umberto D’Orsi, Sandro Dori, Gabriella Giorgelli, Rosita Torosh, Antonia Santilli Erotico, durata 92 min. – Italia 1972.

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Decameroticus banner protagonisti

Riccardo Garrone: Gerbino
Marina Fiorentini: Domitilla
Edda Ferronao: Agnese
Pino Ferrara: Ciccillo
Sandro Dori: Casimiro
Orchidea De Santis: moglie di Ciacco
Pupo De Luca: marito di Elisa
Umberto D’Orsi: marito di Domitilla
Aldo Bufi Landi: Lambertuccio
Antonia Santilli: Pamela
Pietro Tordi: il giudice Vulfardo
Gabriella Giorgelli: Elisa
Krista Nell: Isabella
Margaret Rose Keil: Nardella
Corrado Olmi: Ciacco

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Regia Pier Giorgio Ferretti
Soggetto Giorgio Mariuzzo da Giovanni Boccaccio
Sceneggiatura Giorgio Mariuzzo, Fiorenzo Fiorentini (dialoghi)
Casa di produzione Flora National
Distribuzione (Italia) Variety
Fotografia Anton Giulio Borghesi
Montaggio Pier Giorgio Ferretti
Musiche Berto Pisano
Scenografia Ennio Michettoni
Trucco Gloria Fava

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Decameroticus banner recensioni

L’opinione di sasso67 tratta dal sito http://www.filmtv.it

Mamma mia che film! Be’ dal titolo c’era da aspettarselo… Si tratta di una delle tante variazioni, il cui filone per l’appunto prese il nome di “decamerotico”, seguite al successo del film “Decameron” di Pasolini. Film come questo, che si dice tratto da novelle del Boccaccio, del Bandello e dell’Aretino, si basano su due cose, l’erotismo e la comicità. In realtà l’erotismo non viene mai fuori, rimanendo attanagliato nell’imbarazzo di corpi nudi che si dimenano per risaltare una certa comicità gestuale.
Ma proprio la comicità è l’altro grande assente del filone decamerotico, o quanto meno di questo film, che proprio non fa mai ridere. Rimane impressa soltanto una certa volgarità del linguaggio (“Chi dorme ‘un piglia ‘culi!” esclama in improbabile toscano il Messer Gerbino di Garrone), resa ancora più macroscopica da un dilettantesco doppiaggio che rifrulla quasi tutti i dialetti italiani, tra i quali nel filone decamerotico trionfavano il toscano, in grazia del Boccaccio, e chissà perché il ciociaro.
Le attrici si spogliano abbondantemente, anche se, per citare il Giusti di “Stracult”, dirò che di pelo se ne vede poco. Tristezza per il caratterista triestino Umberto D’Orsi doppiato in romanesco da Ferruccio Amendola.

Opinioni tratte dal sito http://www.davinotti.com

B. Legnani

Modesto film di Biagetti (che pure qui non gestisce il ritmo, mal distribuendo il tempo alle varie fasi), che si salva dall’ignominia solo grazie a un quarto racconto gradevole e ben recitato (quello con Pino Ferrara, Dori, la Santilli e la Ferronao ) e da trame non male, però sfruttate maluccio (terribile la recitazione richiesta a Bufi Landi nella novella d’ambiente romagnolo e inspiegabile la scelta di filmare molte scene in un vero budello). Girato in fretta (notare la comparsa che perde palesemente l’equilibrio mentre impalla Pino Ferrara!). Dal gineceo stavolta spicca la Nell.
Undying

Titolo al quale si deve ufficialmente il neologismo del filone, anche se l’anno precedente su Playmen un acuto recensore aveva già sfornato il termine decamerotico in relazione al film di Pasolini.
Si tratta, in buona (buonissima, dato il cast femminile) sostanza, di un film strutturato in 5 segmenti, del quale resta a discreta memoria quello del medico che approffitta di una moglie finta malata.
Rispetto alla media, l’ilarità è più accentuata, di pari passo con l’erotismo, garantito anche dalla presenza della Santilli (l’Antonia di Nocturno).
Homesick

Discreto decamerotico multidialettale in cinque episodi il cui filo rosso è il tema del marito cornuto. Il cattivo gusto è trattenuto e domina la scena l’allegria, garantita da un folto gruppo di validi caratteristi (De Luca, Dori, Garrone, D’Orsi…) e dai canti goliardici di Pisano. Il gineceo, specializzato nel genere, è ricchissimo e assai generoso: tra le migliori la Santilli, brava attrice e abbondantemente spogliata.

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Gabriella Giorgelli

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Gabriella Giorgelli banner Gabriella

Gabriella Giorgelli banner GIORGELLI

Una volta Jean Luc Godard,uno dei registi più importanti della storia del cinema, parlando della decima arte ebbe a dire “La televisione crea l’oblio, il cinema ha sempre creato dei ricordi.”
Una frase da scolpire nel marmo, più che mai attuale in un tempo come il nostro in cui la tv imperversa senza però lasciare traccia di se.
Al contrario del cinema e dei suoi personaggi.
Per lo spettatore di sempre, esistono attori e attrici che hanno travalicato il mero mezzo di comunicazione per trasformarsi in modelli da emulare e da seguire in tutti i loro comportamenti.
Oppure semplici personaggi da ammirare per qualche dote particolare, come nel caso di chi vi scrive che si è innamorato del cinema in tenera età e che ancora oggi segue la decima musa con affetto immutato grazie anche a quei personaggi che gli hanno tenuto compagnia per tutta la vita.

Gabriella Giorgelli-L'isola di Arturo

Una bellissima Gabriella Giorgelli in uno dei suoi primissimi lavori, L’isola di Arturo

Personalmente non ho mai amato le grandi dive (ad eccezione della sfortunata Monroe) e ho preferito seguire attrici che presentavano doti diverse da quelle solite, ovvero bellezza e fascino.
Ci sono casi però che permettono una perfetta fusione, confluenza di quelle che sono le doti che si ammirano di più in una donna, di quelle che incontri nella vita di tutti i giorni: quando ciò accade, e l’oggetto di tale confluenza è un’attrice, ecco che trovi il tuo mito personale, la donna che racchiude in se le doti che più ammiri, che vanno dalla sensualità alla bellezza passando per un’innata simpatia che forse a quel punto diventa davvero la dote più importante.
Gabriella Giorgelli è una di queste donne.
Il mito personale, ma non solo; quello condiviso da tanti spettatori che hanno imparato ad amarla e conoscerla attraverso lo schermo, attraverso quelle presenze garbate in decine e decine di produzioni cinematografiche ma non solo.
Attraverso principalmente la capacità di apparire naturale, ovvero la donna della porta accanto priva di vezzi e capricci da star.

Gabriella Giorgielli-Tre tigri contro tre tigri

Con Cochi Ponzoni in Tre tigri contro Tre tigri

Gabriella Giorgielli-Terzo canale,Avventura a Montecarlo

Nel musicarello Terzo canale-Avventura a Montecarlo

Se c’è una cosa che i numerosi ammiratori dell’attrice toscana apprezzano in lei, è quella capacità di apparire solare e disponibile, quasi fosse una vecchia conoscenza che hai re incontrato per caso dopo molti anni e che, pur non avendoti conosciuto di persona, sa trattarti come un amico e non come un fans, quella che incontri per strada e risponde al tuo saluto, senza girare in maniera altera la testa.
Chi vi scrive ha amato, in senso cinematografico e senza malizia, alcune attrici che hanno avuto percorsi differenti nel mondo della celluloide, ma che hanno saputo restare fondamentalmente prima donne piuttosto che star.
Gabriella Giorgelli,Orchidea De Santis,Malisa Longo
Donne bellissime, anche sex symbol, ma principalmente donne.
Non inafferrabili, ma concrete, tangibili.
Di Gabriella Giorgelli colpisce, ascoltando le sue interviste, la grazia e il pizzico di sana malizia che mette quando racconta il suo passato, fatto di un’ottantina di film e fiction tv, con netta predominanza di lungometraggi.

Gabriella Giorgelli-Sette orchidee macchaite di rosso 2

Sette orchidee macchiate di rosso

Gabriella Giorgelli-Stinkende Dollar

Le due facce del dollaro

Come quando racconta il primo tentativo di approccio al mondo dello spettacolo, avvenuto attraverso le selezioni per Miss Italia e alle quali ha partecipato da minorenne.
Non poteva diventare una Miss, anche se in realtà lo sarebbe stata di sicuro, per banali motivi anagrafici.
Non aveva ancora la maggiore età e così trovò il modo migliore per farsi notare.
Si ritirò dalla competizione con una motivazione francamente stupefacente e assurda: essere troppo brutta nel consesso delle protagoniste al concorso.
La boutade ottiene l’effetto voluto e della giovane e bella ragazza si interessa la stampa; arriva così la prima scrittura cinematografica e l’esordio è quello che un’attrice può solo sperare perchè a chiamarla è Bernardo Bertolucci per il film La commare secca, che si avvale di un soggetto scritto da Pier Paolo Pasolini.
E’ il 1962, inizia per la Giorgelli la grande avventura nel cinema;nello stesso anno interpreta il ruolo di Teresa in un film di Damiano Damiani, tratto dal bellissimo libro di Elsa Morante, L’isola di Arturo.

Gabriella Giorgelli-San Pasquale Baylonne

San Pasquale Baylonne, protettore delle donne

In questo film compare anche una giovanissima cantante, che diverrà qualche anno dopo una delle più sofisticate interpreti della canzone italiana,Ornella Vanoni.
Nel 1963 arriva la terza scrittura cinematografica, ancora da parte di un grandissimo regista,Mario Monicelli; il film è I compagni, un film che racconta le lotte operaie di fine ottocento a Torino e nel quale la Giorgelli lavora accanto ad un immenso Marcello Mastroianni,ad Annie Girardot e Renato Salvatori (all’epoca compagni nella vita), a Bernard Blier e ad un’altra futura star della tv italiana, Raffaella Carrà.
Ancora un tris di registi di gran classe per la Giorgelli nel 1963; è nel cast di I fuorilegge del matrimonio, film collettivo diretto da Valentino Orsini insieme ai fratelli Taviani e che affronta, con largo anticipo,il tema scottante del divorzio, in un’Italia ancora puritana e assolutamente chiusa ai diritti civili.

Gabriella Giorgelli-Quel gran pezzo

Con Pippo Franco in Quel gran pezzo dell’Ubalda

In questo film la Giorgelli si trova a lavorare con un altro dei magnifici quattro del cinema italiano,Ugo Tognazzi, accanto anche alle bellissime Scilla Gabel e Marina Malfatti.

Gabriella Giorgelli-Maigret a Pigalle

Maigret a Pigalle

L’anno dopo figura in quattro film diversissimi fra loro; ma ancora una volta lavora con un grande regista, Comencini, nella riduzione cinematografica del romanzo di Carlo Cassola La ragazza di Bube, con protagonisti Claudia Cardinale e George Chakiris, poi con Luigi Zampa in Frenesie dell’estate, dove incontra il terzo moschettiere Vittorio Gassman oltre a Sandra Milo,Michèle Mercier (che non ha ancora interpretato Angelica) e Philippe Leroy.
Segue un altro film collettivo, Le più belle truffe del mondo, diretta da Ugo Gregoretti nel segmento intitolato Foglio di via, ambientato a Napoli e nel quale è sicuramente la protagonista assoluta e infine a chiudere un anno magico una parte nell’originale televisivo (non si chiamavano ancora fiction) I grandi camaleonti .
Il 1965 la vede protagonista della commedia leggera La ragassola, diretta da Giuseppe Orlandini al fianco di un’altra futura stella della tv Margaret Lee e alla sorella della più famosa Catherine Agnes Spaak;il cinema italiano è ormai lanciato come una locomotiva ed è ormai contemporaneamente un fenomeno di costume e la forma di divertimento più diffusa nel paese, anche se molto velocemente la tv sta praticamente unificando il paese, con un’esplosione di vendite di apparecchi tv, sempre più abbordabili come prezzo anche grazie al boom economico che il paese vive.
Ancora nello stesso anno, esordisce nel genere western nel film di Sergio Bergonzelli Uno straniero a Sacramento; la bruna e formosa Gabriella ha il fisico di una sudamericana, una bellezza che ricorda una donna maya o una messicana dei villaggi di frontiera, quindi è adattissima anche fisicamente alle interpretazioni di un genere, quello western, che sta rapidamente mietendo consensi, complice il gran successo di Per un pugno di dollari.

Gabriella Giorgelli-Le più belle truffe del mondo

Le più belle truffe del mondo

Gabriella Giorgelli-Stinkende Dollar

Gabriella Giorgelli-Le due facce del dollaro

Due fotogrammi dal film Le due facce del dollaro

In questo film il suo ruolo è marginale, quello di Lola, una ragazza che balla in un saloon ma l’importante è esserci, tenere stretti i contatti con un mondo come quello cinematografico nel quale da un momento può dimenticarsi di te.
Ultimo film del 1965 è La guerra segreta , il terzo film collettivo nel quale compare come protagonista in una pellicola ambientata nella seconda guerra mondiale diretta da Christian-Jaque, Werner Klingler, Carlo Lizzani e Terence Young accanto ad un cast da favola che include Vittorio Gassman, Henry Fonda, Maria Grazia Buccella, Annie Girardot,Bourvil, Jacques Sernas, Mario Adorf, Robert Hossein, Klaus Kinski.
Il 1966 può essere definito un anno minore, per la Giorgelli,dopo il men che mediocre Una rete piena di sabbia di Elio Ruffo arriva ancora un grande regista a dirigerla in El Greco di Luciano Salce, film storico/biografico dedicato alla figura del grandissimo Dominikos Theotokopoulos detto appunto El Greco;accanto a lei ci sono Mel Ferrer, Rossanna Schiaffino, Fernando Rey e Adolfo Celi.
L’anno si conclude con la partecipazione al film Maigret a Pigalle, nato per sfruttare l’enorme successo televisivo della serie tv dedicata al personaggio creato da Simenon e interpretato dal grande Gino Cervi.

Gabriella Giorgelli-La vita a volte è molto dura vero Provvidenza

La vita a volte è molto dura, vero provvidenza?

Dal 1967 alla fine del 1969 la Giorgelli interpreta 9 film; è ormai un personaggio affermato, stimato.
Lavora nei western I lunghi giorni della vendetta di Florestano Vancini,accanto a Giuliano Gemma, in Le due facce del dollaro di Roberto Bianchi Montero,nel giallo/thriller La locanda delle bambole crudeli,in La cintura di castità di Pasquale Festa Campanile dove compare in scena proprio all’inizio del film, che la vede in compagnia di grandi attori come Monica Vitti, Tony Curtis e Nino Castelnuovo,in I due deputati di Giovanni Grimaldi accanto ai campioni del box office Franchi-Ingrassia, prima della grande opportunità, quella che se sfruttata bene ti permette di avere una visibilità enorme, rappresentata dal film Operazione ricchezza.
Siamo nel 1968 e il regista Vittorio Musy Glory le offre il ruolo di Maria in un film che è a metà strada tra la commedia e il dramma sentimentale; il film non riscuote grande successo, ma il periodo storico non è dei migliori.Ben altri accadimenti sembrano interessare il paese, alle prese con le prime avvisaglie della crisi e sopratutto distratto dagli avvenimenti sociali che cambieranno la sua storia.
Sempre nel 1968 lavora in Brutti di notte,di Grimaldi nuovamente al fianco di Franchi e Ingrassia per poi ritrovare un duo con cui aveva già lavorato, il regista Jacque e la collega Michele Mercier, divenuta ormai famosissima grazie al personaggio di Angelica.

Gabriella Giorgelli-La polizia brancola nel buio

La polizia brancola nel buio

Il film è Le calde notti di Lady Hamilton, nel quale però interpreta un personaggio minore; l’ultimo film del decennio, così pieno di soddisfazioni, è Alla ricerca di Gregory di Peter Wood, che è anche l’unico lavoro del 1969.
Come più volte ricordato, il decennio settanta è per il cinema un decennio bifronte; fino al 1975 ci saranno migliaia di produzioni prima dell’irreversibile calo di interesse degli spettatori, per le cause che ho più volte esposto e sulle quali è inutile tornare su.
Per Gabriella inizia una nuova fase della carriera, nel corso della quale si specializzerà in ruoli di spessore ma essenzialmente da comprimaria.
Questa nuova fase inizia con il musicarello Terzo canale, opera da dimenticare del regista Giulio Paradisi in cui accanto al gruppo prog The Trip ci sono vedette della musica come Mal,New Trolls ecc. A fine film l’unica cosa di interessante è stata la presenza di Gabriella, ormai nel pieno della sua maturità di donna.
Il film successivo è sotto la regia di un altro grande regista, Stefano Vanzina; Steno chiama lei, Giuffrè e Renato Rascel ad interpretare una commedia basata sul trapianto dell’organo sessuale maschile,Il trapianto

Gabriella Giorgelli-La Moglie di mio padre

La moglie di mio padre

Non è una delle cose migliori di Steno, ma è un film che per fortuna si mantiene lontano dalla volgarità di svolgimento alla quale il soggetto si prestava.
Arriva ancora una scrittura di un grande regista, Claude Lelouch per il film La canaglia, nel quale lavora accanto a Montand prima del ruolo da co-protagonista nel western di Mario Costa La belva.Seguiranno altri due film western, Shango, la pistola infallibile di Mulargia e Il mio nome è Mallory… M come morte di Mario Moroni nel quale è assoluta protagonista accanto a Robert Woods.
Siamo al tramonto di un genere, il western mentre all’orizzonte compare improvviso un fenomeno del tutto particolare, quello dei decamerotici.
Nel 1970 Pasolini ha diretto il Decameron, film che ha avuto un inatteso e travolgente successo; alcuni registi decidono di sfruttare la situazione ed ecco che nasce un genere che vedrà la comparsa improvvisa in tre-quattro anni di almeno un centinaio di pellicole del genere.

Gabriella Giorgelli-La Moglie vergine

Con Montagnani in La moglie vergine

A Gabriella viene proposto uno dei migliori film di questo particolare genere:si tratta di Decameroticus di Biagetti.
Lei è bella, di una bellezza sensuale; ha un fisico peccaminoso che si presta a meraviglia per le parti richieste nei film del genere ed ecco che ha la possibilità di unire l’utile al dilettevole.
Sono film spesso modesti, ma danno visibilità e sopratutto qualche soldino, visto che il pubblico li gradisce oltre misura.
Così finirà, non sappiamo quanto consapevolmente, per divenire la reginetta del decamerotico, accanto ad un’altra bellezza travolgente,Orchidea De Santis.
Sono film che rischiano di crearti attorno una fama ambigua, ma Gabriella non oltrepasserà mai le soglie di un erotismo davvero soft, nel quale il massimo della trasgressione è rappresentata da qualche nudo o da qualche sequenza castigata di sesso casereccio, quelle per intenderci in cui tutto è falso come un euro russo.
Di questa serie fanno parte Il Decamerone proibito di Carlo Infascelli, Antonio Racioppi (ancora accanto a Orchidea De Santis),il mitico Quel gran pezzo della Ubalda tutta nuda e tutta calda (accanto alla Fenech e a Karin Schubert che contiene l’esilarante scena della seduzione in un fienile ad opera di uno scatenato Pippo Franco),Fratello homo sorella bona di Sequi, Novelle licenziose di vergini vogliose di Massaccesi/D’Amato.

Gabriella Giorgelli-La locanda delle bambole crudeli

La locanda delle bambole crudeli

Gabriella Giorgelli-La cintura di castità

La cintura di castità

Sono anni di film girati a folle velocità, in cui si cimenta in vari generi che vanno dal thriller Sette orchidee macchiate di rosso di Lenzi all’incredibile Tre nel mille di Indovina (al cui soggetto collabora Carmelo Bene) passando per la commedia Causa di divorzio di Fondato e agli ultimi bagliori del cinema western La vita, a volte, è molto dura, vero Provvidenza? di Petroni e Campa carogna… la taglia cresce di Rosati,ad uno dei migliori Wip Diario segreto da un carcere femminile di
Rino Di Silvestro al poliziottesco La polizia è al servizio del cittadino? di Guerrieri.
Un talento, quello della Giorgelli, ormai poliedrico, a tutto tondo.
Ormai il cinema però ha scoperto la sua variante sexy ed i film quasi sempre si basano su sceneggiature che prevedono soggetti più o meno arditi, commedie che svariano dal sexy soft a quello più spinto.
Lei resterà sempre assolutamente nel primo genere, spogliandosi quando necessario ma sempre nei limiti del buon gusto;una scelta confermata dai film successivi, appartenenti al genere della commedia sexy come I piaceri della contessa Gamiani (1974) regia di Rinaldo Bassi,L’educanda di Franco Lo Cascio nel quale divide la scena con Patrizia Gori,La moglie vergine (1975) di Mrino Girolami accanto a Montagnani,San Pasquale Baylonne protettore delle donne di Luigi Filippo D’Amico nel quale ricostituisce la coppia con Orchidea De Santis,La moglie di mio padre di Andrea Bianchi accanto a Jenny Tamburi, Carroll Baker e Adolfo Celi.
In mezzo anche qualche film inguardabile come La polizia brancola nel buio di Helia Colombo, un thriller inqualificabile per bruttezza nel quale è l’unica nota positiva; interpreta il personaggio di una domestica che finirà uccisa, come era accaduto nel film di Lenzi.

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Non dimentichiamo però che la Giorgelli lavora in produzioni di assoluto rilievo, come L’Agnese va a morire (1976) di Giuliano Montaldo o addirittura con Fellini nel suo La città delle donne.
Nel 1977 Lenzi la richiama per un film che vede protagonista Thomas Milian; l’attore cubano, che interpreta “Er cinese”, è il protagonista di Il cinico, l’infame, il violento e la Giorgelli fa la conoscenza di un attore per il quale avrà parole di grande stima anche perchè lo ritroverà sul set di Delitto sull’autostrada nel quale rivestirà il ruolo di Bocconotti Cinzia.E’ un ruolo che le vale una nuova stagione di popolarità legata sia alla simpatia del personaggio sia al travolgente successo che le pellicole con protagonisti il compianto Lechner/Bombolo e Milian/Nico Giraldi ottengono al box office.
Nel frattempo ha girato ancora un film collettivo, diretto da Steno e Sergio Corbucci, Tre tigri contro tre tigri nel quale ruba la scena, per bellezza e simpatia ad una bellissima come Dalila Di Lazzaro.

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La belva

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Siamo ormai alle porte degli ottanta e il cinema entra nella sua crisi più pesante;la Giorgelli dirada i suoi impegni, comparendo in Ercole di Cozzi accanto a Ferrigno,Roma dalla finestra (1982) di Masuo Ikeda,Squadra selvaggia, ancora una volta diretta da Lenzi,l’ottimo Storia d’amore (1986) di Maselli accanto ad una giovanissima Valeria Golino,Bersaglio sull’autostrada (1988) di Marius Mattei nel quale incontra due divi di Hollywood, Ernest Borgnine e l’ex Regan dell’Esorcista Linda Blair fino a Maschera di cera di Sergio Stivaletti e l’ultimo suo lavoro cinematografico datato 1998, la partecipazione al film La rumbera, nel quale incontra nuovamente Michelle Mercier.
Tra le partecipazioni televisive ricordo quella in A che punto è la notte (1995), il classico di Fruttero e Lucentini nel quale Gabriella lavora nuovamente accanto a Mastroianni, che interpreta il celebre commissario Santamaria, che è anche uno degli ultimi lavori del grande attore laziale.
Come abbiamo visto, quella di Gabriella Giorgelli è una carriera ricca di soddisfazioni, con partecipazioni in film diretti da molti registi che oggi sono il vanto della cinematografia mondiale.

Gabriella Giorgelli-Il trapianto

Il trapianto

A differenza di molte attrici divenute famose principalmente per le doti fisiche e che sicuramente possono solo invidiare un palmares che vede regie di Comencini,Monicelli, Fellini,Salce,Lelouch,Steno Lenzi ecc. Gabriella Giorgelli può vantarsi, ad alta voce, di essere stata scelta da questi registi non solo per la indiscutibile bellezza, ma anche per la bravura e per le capacità personali.
Una donna e attrice che non ha puntato sul gossip o sugli scandaletti tipici degli anni sessanta e settanta; piuttosto ha pensato a studiare e ad affinare le proprie capacità artistiche, cosa che dovrebbero emulare tante attricette di oggi convinte che basti un bel fondo schiena o un bel seno mostrato senza pudori per abbreviare la gavetta.
Lei non lo ha fatto.
E il sottoscritto, come tantissimi altri fans, le ha attribuito un posto d’onore nella selva delle attrici del nostro cinema.

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Gabriella Giorgelli-Il mio nome è Mallory... M come morte

Il mio nome è Mallory, M come morte

Gabriella Giorgelli-Il clan dei due borsalini

Con Ciccio Ingrassia nel Clan dei due Borsalini

Gabriella Giorgelli-Il cinico l'infame il violento

Il cinico, l’infame e il violento

Gabriella Giorgelli-I lunghi giorni della vendetta

I lunghi giorni della vendetta

Gabriella Giorgelli-Novelle licenziose di vergini vogliose 2

Novelle licenziose di vergini vogliose

Gabriella Giorgelli-I fuorilegge del matrimonio

I fuorilegge del matrimonio

Gabriella Giorgelli-I due deputati

I due deputati

Gabriella Giorgelli-Frenesia dell'estate

Con Amedeo Nazzari in Frenesie dell’estate

Gabriella Giorgelli-Fratello Homo Sorella Bona

Fratello homo, sorella bona

Gabriella Giorgelli-Franco e Ciccio Superstars

Franco e Ciccio Superstars

Gabriella Giorgelli-Delitto sull'autostrada

Delitto sull’autostrada

Gabriella Giorgelli-Decameroticus

Decameroticus

Gabriella Giorgelli-Decameron proibitissimo

Decameron proibitissimo

Gabriella Giorgelli-Campa carogna la taglia cresce

Campa carogna, la taglia cresce

Gabriella Giorgelli-L'educanda

L’educanda

Gabriella Giorgelli-Brutti di notte

Brutti di notte

Gabriella Giorgelli-Bersaglio altezza uomo

Bersaglio altezza uomo

Gabriella Giorgelli-Amore mio non farmi male

Amore mio, non farmi male

Gabriella Giorgielli-Uno straniero a Sacramento

Uno straniero a Sacramento

Gabriella Giorgelli Causa di divorzio

Causa di divorzio

Gabriella Giorgelli La commare secca

La commare secca

Il lumacone

Le calde notti di Lady Hamilton

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Anni ’60 (TV mini-serie Tv)
1998 La rumbera
1997 M.D.C. – Maschera di cera
1995 A che punto è la notte (Film TV )
1988 Bersaglio sull’autostrada
1986 Storia d’amore
1985 Squadra selvaggia
1983 Ercole
1982 Un eroe del nostro tempo (TV mini-serie)
1982 Roma dalla finestra
1982 Delitto sull’autostrada
1981 Gnicche (Film TV )
1981 Dei miei bollenti spiriti (film TV)
1980 La città delle donne
1980 Il terno a letto
1979 Bersaglio altezza uomo
1977 Tre tigri contro tre tigri
1977 Il cinico, l’infame, il violento
1976 L’agnese va a morire
1976 La moglie di mio padre
1976 San Pasquale Baylonne protettore delle donne
1975 La moglie vergine
1975 Scusi eminenza… posso sposarmi?
1975 La polizia brancola nel buio
1975 L’educanda
1974 Il lumacone
1974 Il bestione
1974 I piaceri della contessa Gamiani
1974 Amore mio non farmi male
1973 Io e lui
1973 Novelle licenziose di vergini vogliose
1973 Diario segreto da un carcere femminile
1973 Campa carogna… la taglia cresce
1973 La polizia è al servizio del cittadino?
1972 Fratello homo sorella bona
1972 La vita, a volte, è molto dura, vero Provvidenza?
1972 Quel gran pezzo della Ubalda tutta nuda e tutta calda
1972 Le inchieste del commissario Maigret (Sceneggiato TV )
1972 Il Decamerone proibito
1972 Causa di divorzio
1972 Sette orchidee macchiate di rosso
1972 Decameroticus
1971 Tre nel mille
1971 Il mio nome è Mallory… M come morte
1971 Il clan dei due borsalini
1970 Voyou
1970 La belva
1970 Shango, la pistola infallibile
1970 Il trapianto
1970 Terzo canale
1969 Alla ricerca di Gregory
1968 Le calde notti di Lady Hamilton
1968 Brutti di notte
1968 Operazione ricchezza
1968 I 2 deputati
1967 La cintura di castità
1967 Le due facce del dollaro
1967 La locanda delle bambole crudeli
1967 I lunghi giorni della vendetta
1966 Maigret a Pigalle
1966 El Greco
1966 Una rete piena di sabbia
1965 La guerra segreta
1965 Uno straniero a Sacramento
1965 La ragazzola
1964 I grandi camaleonti (Sceneggiato TV )
1964 Le più belle truffe del mondo
1964 Frenesia dell’estate
1964 La ragazza di Bube
1963 I fuorilegge del matrimonio
1963 I compagni
1962 L’isola di Arturo
1962 La commare secca

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Sequenze tratte dal fotoromanzo Killing

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Amore mio non farmi male

Marcello e Anna sono due studenti legati da un tenero rapporto.
Tra i due tutto è ancora fermo all’amore platonico, ma Anna inizia a premere per andare oltre.
Così un giorno trascina Marcello in un campo dove finalmente consumerebbero il primo rapporto per entrambi non fosse per l’arrivo di un contadino che guasta loro le uova nel paniere.
Da quel momento i due ragazzi proveranno più volte a coronare il loro desiderio d’amore fisico ma incontreranno ostacoli di tutti i tipi, a cominciare dalle loro famiglie.
Marcello è figlio di Carlo,un avvocato e di Simona, una donna bigotta in maniera patologica mentre Anna è figlia di Paolo, un pilota d’aerei e di Linda, una ex hostess.

Leonora Fani

Macha Meril

Sia Simona che Paolo, per motivi molto simili, vorrebbero che i loro figli si mantenessero vergini mentre Carlo e Linda cercano di capire e di giustificare Marcello e Anna.
Nel frattempo Marcello, dopo i tentativi ripetuti tutti coronati da insuccesso, entra in crisi e così suo padre si adopera per “svezzare” il suo rampollo; convince così un suo cliente ad organizzare un incontro con una prostituta e subito dopo cerca di far sedurre il ragazzo dalla sua segretaria. Ma ancora una volta le cose vanno per il verso storto e ci vorrà l’intervento della madre di Anna per rimediare a tutto e dare ai ragazzi l’opportunità giusta…

Gabriella Giorgelli

Vittorio Sindoni, regista siciliano da diversi anni specializzato in film e produzioni tv (sue sono le regie di Le ragazze di San Frediano,La mia casa è piena di specchi,La ragazza americana ) dirige nel 1974 Amore mio non farmi male  una gradevole e garbata commedia senza grossi acuti ma anche senza cadute di stile tipiche delle produzioni dell’epoca.
Un film che si segnala principalmente per un cast di notevole levatura, con attori e attrici di fama come Walter Chiari e Valentina Cortese, Luciano Salce e Roberto Chevalier, Leonora Fani e Ninetto Davoli, Gabriella Giorgelli e Macha Meril.
Il film basa tutte le sue chance proprio sul cast, visto che la sceneggiatura è molto lineare e non presenta acuti o particolari difficoltà; il tema della sessualità giovanile, del tabù che sembra insormontabile per i genitori è affrontato con estrema leggerezza, con toni da commedia e senza alcuna velleità socio-culturale.

Luciano Salce e Roberto Chevalier

Un film che meriterebbe anche un votazione alta non fosse per le interpretazioni fuori dalle righe di due grandi dello schermo, Walter Chiari e Valentina Cortese.
Il primo, nei panni del genitore di Anna, geloso in maniera quasi morbosa della figlia, va spesso oltre le righe accentuando in maniera macchiettistica le caratteristiche del suo personaggio, che appare sguaiato, rumoroso ed esagitato oltre misura.
Lo stesso si può dire di Valentina Cortese, assolutamente fuori parte per l’eccesso caricaturale dato al suo personaggio, che richiedeva maggior misura e minore carica di energia nell’interpretazione stessa.


Bene invece il resto del cast: misurato, elegante ed ironico Luciano Salce (il padre di Marcello), bella e raffinata Macha Meril in quello di Linda, la mamma di Anna.
Da segnalare le prove dei due studenti innamorati, ovvero Roberto Chevalier e Leonora Fani.
Il primo è impacciato e imbranato quanto basta, la seconda è la solita garanzia, con un carico di fascino e grazia senza uguali.


C’è spazio anche per Gabriella Giorgelli nel ruolo della prostituta mentre microscopiche parti sono riservate alla CSC Carla Mancini e a Sandra Mantegna.
Un film decoroso, senza grandi sussulti ma gradevole.
Recentemente passato in tv dopo un lunghissimo oblio, è disponibile in rete in una versione rippata da satellite.

Amore mio, non farmi male
Un film di Vittorio Sindoni. Con Walter Chiari, Valentina Cortese, Macha Méril, Luciano Salce, Roberto Chevalier, Leonora Fani, Giuliano Persico, Pia Velsi, Ninetto Davoli, Enzo Robutti, Gino Pagnani, Carla Mancini, Mico Cundari, Sandra Mantegna Commedia, durata 100′ min. – Italia 1974.

Roberto Chevalier: Marcello Foschini
Leonora Fani: Anna De Simone
Luciano Salce: Carlo Foschini
Valentina Cortese: Simona Foschini
Walter Chiari: Paolo De Simone
Macha Méril: Linda De Simone
Ninetto Davoli: Giovanni Procacci
Gabriella Giorgelli: Cicci
Enzo Robutti: Laganà
Leopoldo Trieste: avv. Musumeci
Orazio Stracuzzi: Oro Falso
Sandra Mantegna: Wanda
Carla Mancini: Greta
Pia Velsi: Sora Teresa
Gino Pagnani: tassista
Mico Cundari: medico
Jimmy il Fenomeno: carcerato
Angelo Pellegrino: carcerato
Valentino Simeoni: carcerato
Franca Scagnetti: portinaia a Trastevere

Regia Vittorio Sindoni
Soggetto Ghigo De Chiara, Vittorio Sindoni
Sceneggiatura Ghigo De Chiara, Vittorio Sindoni
Produttore Nicholas De Witt
Produttore esecutivo Enzo Giulioli
Distribuzione (Italia) Cecchi Gori
Fotografia Safai Teherani
Montaggio Mariano Faggiani
Scenografia Giorgio Luppi
Costumi Adriana Berselli, Lamberta Baldacci
Trucco Giulio Mastrantonio

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Novelle licenziose di vergini vogliose

Messer Giovanni Boccaccio, alla ricerca di ispirazione letteraria si addormenta e sogna di varcare le porte dell’inferno, dove viene accolto da messer Belzebu che gli fa fare un tour di un girone speciale dell’inferno ovvero quello degli zozzoni (lussuriosi). Con l’aiuto di altri due grandi scrittori, Petrarca e Caucher (l’autore dei racconti di Canterbury), Boccaccio apprende cosi alcune storie di peccatori che popolano gli antri infernali, tutti ovviamente avvolti dalle fiamme.

Margaret Rose Keil

Incontra il frate che ha preso in giro una moglie stanca di dover soddisfare un marito sessualmente insaziabile costringendola ad avere rapporti con lui e che per punizione finirà in una botte piena di feci, quella di un mercante che costretto dal lavoro ad andare via di casa lascia suo nipote, un giovane studente, alla mercè di sua moglie, donna dagli insaziabili appetiti sessuali che inizierà il giovane agli amori sensuali anche grazie all’ausilio di un libro erotico.


Seguono quindi le storie di due coppie che, stanche della routine matrimoniale, scelgono di scambiarsi i rispettivi partner all’insaputa gli uni degli altri, con risultati paradossali, poi la storia di un padrone che approfitta del suo lavorante per soddisfare le sue inclinazioni particolari e quella di un insegnante di musica che oltre che istruire la rampolla di una nobil signora dovrà soddisfarle entrambe sessualmente…
Diretto da Aristide Massaccesi con lo speudonimo di Michael Wotruba (che avrebbe utilizzato ancora due volte l’anno successivo nei film Pugni, pupe e karatè e Eroi all’inferno ), Novelle licenziose di vergini vogliose uscito nelle sale nel 1973 è un decamerotico dalla struttura tradizionale, imbastito cioè su alcune novelle più o meno scollacciate ma girato con un economia di risorse davvero francescana.
Il budget risicatissimo, l’impossibilità di scritturare attrici e attori di qualche fama (fatta eccezione per la Giorgelli e la Keil) porta Massaccesi a girare un prodotto che in mano a qualsiasi altro regista sarebbe risultato un trash senza speranze.

Tre fotogrammi con la bellissima Gabriella Giorgelli

Pur non potendo annoverare la pellicola tra le cose migliori del regista laziale, si può essere indulgenti con un prodotto ben curato ad onta della povertà di mezzi anche se irrimediabilmente confinato nel limbo dei B movies.
Massaccesi, che l’anno precedente aveva diretto un altro decamerotico dall’eloquente titolo Sollazzevoli storie di mogli gaudenti e mariti penitenti – Decameron nº 69 era in un periodo in cui girava film a ripetizione: si pensi che tra il 1972 e il 1974 il suo nome figura, anche se a volte uncredited in ben 11 pellicole appartenenti al western all’italiana, al thriller o al decamerotico.
Se ovviamente è inutile dilungarsi sulla sceneggiatura, visto il filone al quale il film stesso appartiene, val la pena ricordare la presenza nel film di una splendida Gabriella Giorgelli, all’apice della sua bellezza e quella dell’avvenente Margareth Rose Keil, una veterana dei decamerotici.


Sorprendentemente, Novelle licenziose è uno dei decamerotici più pudichi e non presenta situazioni ad alto tenore erotico o scene particolarmente spinte. Il che è un’autentica eccezione nella sterminata produzione del futuro Joe D’Amato e fortunatamente lo stesso regista cura fotografia e montaggio, sollevando nettamente la qualità del prodotto finale.
Da segnalare la presenza di Stefano Oppedisano nei panni di messer Boccaccio e quella di Massimo Pirri nel ruolo di Dante Alighieri, poco più che una piccola comparsata e di quella di due starlette come Enza Sbordone e Ewelin Melcherich.
Di questo film esiste in circolazione una copia ricavata dal digitale tv che finalmente sostituisce la versione logora che circolava fino a poco fa ricavata dal riversaggio di una VHS.
Un film senza pretese che può valere una visione nell’esclusiva ottica della documentazione sui decamerotici anni 70.

Novelle licenziose di vergini vogliose
Un film di Michael Wotruba (Aristide Massaccesi). Con Gabriella Giorgelli, Enza Sbordone, Margaret Rose Keil, Paolo Casella, Attilio Dottesio, Mimmo Poli, Marco Mariani, Lucia Modugno, Stefano Oppedisano, Enzo Pulcrano Erotico, durata 92 min. – Italia 1974.

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Tony Askin: Buricchio
Paolo Casella: Giovanni Boccaccio
Rino Cassano: Troilo
Claudio Andreoli: Messer Ruberto
Attilio Dottesio: dottore
Gabriella Giorgelli: Alessandra
Margaret Rose Keil: Fioretta
Marco Mariani: Ser Giannetto
Ewelyn Melcherich: Lisa
Mimmo Poli: frate grasso
Enza Sbordone: Tarsia
Antonio Spaccatini: Messer Duccio
Lucia Modugno: madre di Lisa
Fausto Di Bella: Geoffrey Chaucer
Enzo Pulcrano: un marito/ il garzone
Stefano Oppedisano:
Massimo Pirri: Dante Alighieri

 

Regia Michael Wotruba (Aristide Massaccesi)
Soggetto Diego Spataro, Michael Wotruba
Sceneggiatura Diego Spataro, Michael Wotruba
Casa di produzione Elektra Film
Fotografia Aristide Massaccesi
Montaggio Aristide Massaccesi
Musiche Franco Salina

Michele Gammino: Buricchio
Michele Gammino: Messer Ruberto
Michele Gammino: Ser Giannetto
Flaminia Jandolo: Lisa
Ferruccio Amendola: frate grasso
Vittoria Febbi: Tarsia
Gianfranco Bellini: Messer Duccio
Daniele Tedeschi: Dante Alighieri

Lobby card del film

Margaret Rose Keil nel film

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Quando le donne avevano la coda

Quando le donne avevano la coda locandina

Un gruppo di cavernicoli che vive in una zona selvaggia incappa un giorno in uno strano animale, con tanto di coda, caduto in una trappola; Filli, la preda, non è un animale ma una donna molto astuta, che però finirebbe arrosto non fosse per la “cotta” che il selvaggio Ulli prende per lei.
I cavernicoli, non abituati alla presenza di una donna, da quel momento scoprono rivalità e sopratutto iniziano a litigare fra loro, mentre Filli rivendica, con il passare del tempo, il diritto a gestire il proprio corpo.
Su una sceneggiatura esilissima, tesa a privilegiare l’aspetto grottesco e ridanciano della storia raccontata, Pasquale Festa Campanile crea nel 1970 un film che farà da capostipite ad un genere, quello sexy/cavernicolo che avrà altri epigoni, come il mediocre sequel Quando le donne persero la coda e il brutto Quando gli uomini armarono la clava e con le donne fecero din don.

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Se il Brancaleone di Monicelli aveva creato un genere cinematografico nuovo, con un linguaggio irresistibile a metà strada tra l’italiano moderno e quello medioevale, Quando le donne avevano la coda fa un’operazione apparentemente simile, anche se i due film ( e i loro sequel) sono completamente diversi fra loro e non solo come ambientazione.
Il film del regista lucano infatti si snoda sui binari di una comicità forse un tantino grezza e triviale, ma di sicuro effetto, tanto da risultare uno dei film più visti della stagione 70, proprio alle spalle di Brancaleone alle crociate di Monicelli.
Un film che mescola un colorito linguaggio preistorico con gag forse volgarotte ma dall’effetto comico garantito;

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nei limiti ovvi di un film che non ha alcuna velleità di impegno, Quando le donne avevano la coda è godibile e divertente, grazie anche alla presenza di un cast di attori comici di alto livello, con l’aggiunta di Giuliano Gemma al suo primo vero ruolo comico.
Anche Pasquale Festa Campanile si mostra a suo agio con il genere comico; dopo Adulterio all’italiana e Dove vai tutta nuda, arriva il terzo successo consecutivo nel genere commedia prima del grandissimo successo di Il merlo maschio.
Nel film alcune gag sono esilaranti, a cominciare dalla sequenza in cui Ulli incontra Filli e viene da quest’ultima catechizzato sul ruolo che una donna può rivestire per l’uomo in luogo di fungere da cibo; divertenti anche le sequenze con protagonista Renzo Montagnani, unico gay tra la combriccola di cavernicoli che ovviamente vedrà come fumo negli occhi l’arrivo di Filli.

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Oltre a Mulè, Giuffrè e Frank Wolff, nel cast figura il bravissimo Lino Toffolo, che in precedenza era stato anche nel cast del Brancaleone, oltre al solito Lando Buzzanca.
Accolto molto bene dal pubblico il film di Campanile ebbe invece un’accoglienza freddissima dai critici che evidentemente non perdonarono al regista lucano il successo ottenuto; destino che si ripeterà più volte nel corso della sua lunga carriera come con i film Jus primae noctis, La calandria, Conviene far bene l’amore,Come perdere una moglie e trovare un’amante, tutti snobbati dalla maggioranza dei critici mentre in realtà erano tutti film di pregevole fattura.
Qualche parola va spesa necessariamente per la bellissima protagonista femminile del film, l’attrice austriaca Senta Berger, che divenne un’autentica star proprio grazie a questo film.

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La Berger è di una bellezza esagerata ed è sexy pur non comparendo mai nuda nel film, ma solo con un ridottissimo slip che accentua le sue splendide forme. Anche lei è una rivelazione in un ruolo comico e da quel momento infatti girerà diversi film della commedia sexy, con buoni risultati.
Cameo anche per Paola Borboni e segnalazione sia per la allegra colonna sonora di Ennio Morricone sia per il soggetto steso nientemeno che da Umberto Eco; sceneggiatura a più mani tra Festa Campanile e la coppia Ottavio Jemma-Lina Wertmüller.
Se è vero che siamo di fronte ad un film pesantemente datato, non dobbiamo dimenticare che questo film segnò davvero un’epoca; per un anno intero rimase sugli schermi sia in prima che in seconda visione, in un periodo in cui di certo non mancava l’offerta. E va ricordato ai saputelli che stroncarono il film che almeno metà delle commedie italiane dell’intero decennio settanta erano di livello ben più grossolano di questo film.

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In ultimo ricordo come il film sia di difficile reperibilità in digitale e che quindi le immagini che compaiono a corredo di questo film provengono da riversaggi in VHS.

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Quando le donne avevano la coda
Un film di Pasquale Festa Campanile. Con Francesco Mulè, Giuliano Gemma, Aldo Giuffré, Frank Wolff, Paola Borboni, Lando Buzzanca, Senta Berger, Renzo Montagnani, Lino Toffolo, Gabriella Giorgelli Commedia, durata 110′ min. – Italia 1970.

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Senta Berger … Filli
Giuliano Gemma … Ulli
Frank Wolff … Grr
Renzo Montagnani … Maluc
Lino Toffolo … Put
Francesco Mulé … Uto
Aldo Giuffrè … Zog
Paola Borboni … Capo della tribu delle donne preistoriche
Lando Buzzanca … Kao

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Regia Pasquale Festa Campanile
Soggetto Umberto Eco
Sceneggiatura Marcello Coscia,
Pasquale Festa Campanile,Ottavio Jemma,Lina Wertmüller
Fotografia Franco Di Giacomo
Montaggio Sergio Montanari
Musiche Ennio Morricone

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Le regine dei sogni anni 70 oggi

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Nei vari forum o siti che si occupano di cinema capita spesso di imbattersi in domande del tipo “ma che fine ha fatto quell’attrice? ” oppure “ma oggi com’è diventata? ” .
Curiosità legittima specie quando l’attrice, la starlette o la semplice meteora è scomparsa nel nulla, ritirandosi a vita privata o cambiando completamente lavoro.
Paradossalmente di alcune di esse che occupavano le prime pagine dei giornali specializzati o di quelli scandalistici, non solo non si hanno più notizie, ma mancano anche documentazioni fotografiche recenti.
Che fine ha fatto Anita Strinberg, la bellezza nordica dagli occhi di ghiaccio, com’è diventata? Cosa fanno Marilu Tolo, Femi Benussi e Leonora Fani, Lara Wendel e Susan Scott?
Nonostante le mie lunghe ricerche in rete, alcune di loro sembrano davvero essere scomparse nel nulla.
Mancano non solo notizie biografiche, ma anche foto recenti.
Sembrerebbe che alcune abbiano volutamente staccato la spina, quasi che il cinema fosse stato, per loro, solo un passaggio, una tappa; incuranti della curiosità dei loro fans, vivono esistenze lontanissime dai riflettori.
C’è chi come Marco Giusti è riuscito a contattare alcune di loro, riproponendo nella trasmissione Stracult il loro passato cinematografico, con preziose testimonianze su un mondo ormai quasi completamente dimenticato, quello che si muoveva dietro le quinte del tanto celebrato cinema italiano degli anni settanta. Opera meritoria e lodevole, perchè ha fatto riemergere dalle nebbie del passato splendide attrici come Susan Scott o starlette come Rita Calderoni, ottime comprimarie come Gabriella Giorgelli….
E ci sono anche riviste come Nocturno che negli ultimi 10 anni hanno contribuito a far conoscere alle nuove generazioni tutta una serie di attori e attrici ormai confinate nel limbo, riroponendo il tesoro composto da centinaia di film completamente dimenticati.
Questa prima parte di questa galleria è dedicata ad alcune splendide protagoniste di quel cinema: alcune di loro mostrano gli inclementi segni del tempo, altre si sono trasformate in mature e affascinanti signore.
Tutte però conservano quel fascino che ha incantato intere generazioni, che ci ha fatto sognare, commuovere divertire.
Se qualche lettore avesse foto recenti, notizie di alcune attrici di cui da tempo non si parla più, può contattarmi o tramite gli appositi commenti in fondo alla pagina o tramite mail.
Sarà mia premura aggiornare immediatamente questa galleria, che prossimamente avrà una seconda parte.

Orchidea De Santis

Questa galleria non può non partire da una delle più belle e affascinanti star degli anni settanta, ancora oggi donna dal gran fascino: Orchidea De Santis

Edwige Fenech

La regina del film sexy anni settanta, ancor oggi donna bellissima: Edwige Fenech

Dagmar Lassander

Era una delle più simpatiche e sexy star, interprete di film come Femina ridens: Dagmar Regine Hader, in arte Dagmar Lassander

Susan Scott

Un personale mito, forse la più affascinante in assoluto: Nieves Navarro, conosciuta in Italia come Susan Scott

Olga Bisera

Non conosciutissima, ma interprete di diversi film di genere: Olga Bisera

Senta Berger

Divenne famosissima da noi con Operazione San Gennaro e in seguito con Quando le donne avevano la coda:    Senta Berger

Ely Galleani

Era l’interprete di 5 bambole per la luna d’agosto e di tanti altri film; è rimasta una gran bella signora Ely Galleani

Carmen Villani

Cantante di buon successo, passata poi alla commedia sexy all’italiana, interprete di film come La supplente, Ecco lingua d’argento: ultima a destra, Carmen Villani

Barbara Bouchet

Un’altra interprete molto famosa nel decennio settanta; la bionda e ancor oggi affascinante Barbara Bouchet

Beba Loncar

Esordì come fotomodella e poi come attrice di fotoromanzi; ha lavorato in film western, in commedie sexy e in thriller. Beba Loncar

Zeudi Araya

Sempre bellissima, affascinante, La ragazza dalla pelle di luna, oggi produttrice di successo: Zeudi Araya

Attrice molto brava e preparata, indimenticabile protagonista nel film Novecento di Bertolucci:                     Stefania Casini

Agostina Belli

Il fascino e la bellezza intramontabile di una delle più brave attrici del cinema italiano, interprete di film come Profumo di donna: Agostina Belli

Janet Agren

Attrice versatile, ha interpretato film di diverso genere, come thriller, western, gialli e alcune commedie sexy: Janet Agren

Martine Brochard

Sempre invidiabilmente giovane, Martine Brochard

Carrol Baker

Una delle attrici americane più attive in Italia: Carroll Baker

Gloria Guida

L’altra reginetta del cinema sexy italiano, Gloria Guida

Gabriella Giorgelli

La reginetta dei decamerotici, Gabriella Giorgelli

Erika Blanc

Un altro personale mito, l’affascinante Erika Blanc

Rosalba Neri

Una delle attrici più versatili in assoluto, Rosalba Neri

Annamaria Rizzoli

La reginetta della commedia sexy balneare, Annamaria Rizzoli

Rita Calderoni

Riemersa dopo un lunghissimo silenzio, Rita Calderoni