Filmscoop

Tutto il mio cinema

Quella strana ragazza che abita in fondo al viale

Quella strana ragazza che abita in fondo al viale locandina 1

Una casa solitaria a poca distanza dal mare, una ragazza che accende delle candeline su una torta;l’atmosfera è sospesa, malinconica.
La ragazza non sembra in attesa di qualcuno, perchè si accende una sigaretta, nonostante la giovanissima età.
Lei è Rynn Jason, ha tredici anni.
E’ stata cresciuta da suo padre nel timore degli estranei e la ragazza ha sviluppato la tendenza all’isolamento.
Perchè Rynn è sola in quella casa un po lugubre e troppo grande per lei?
E’ accaduto che il padre di Rynn, Lester, poeta in crisi esistenziale, ha affittato quella casa nel Maine per isolarsi dalla gente; ha lasciato un conto intestato a sua figlia con un po di denaro e si è allontanato verso una crociera solitaria, probabilmente suicida.
Così Rynn ha scelto coscientemente di vivere da sola, gelosa di quella inaspettata indipendenza che difende costruendo attorno a se una cortina impenetrabile; lei racconta che il padre c’è, impegnato in composizioni letterarie e quindi obbligato in qualche modo all’isolamento.
Tuttavia attorno alla casa in cui vive Rynn c’è una piccola comunità, anche impicciona.
E’ il caso della signora Hallet, una donna ambigua che vive con suo figlio Frank, un viscido pedofilo che non mancherà di insidiare la giovanissima Rynn (lo vediamo all’azione da subito, durante la personalissima festa di compleanno di Rynn), oppure del poliziotto Miglioriti, che gravita attorno alla ragazza o di suo nipote Mario.
Che diventa l’unico amico di Rynn, l’unico anche ad essere ammesso alla vita segreta dell’adolescente, con il quale condividerà tutti gli accadimenti che avverranno nella casa.

Quella strana ragazza che abita in fondo al viale 4

Quella strana ragazza che abita in fondo al viale 3
Accade infatti che la vicina impicciona, la signora Hallet, indaghi un po troppo sulla ragazza, finendo per morire in una fatale caduta nella botola che porta nella cantina della casa,uccisa dal caso ma anche dalla sua insana curiosità.
Stessa sorte accadrà alla madre di Rynn:ormai Rynn deve difendere ad ogni costo il suo segreto e chiede aiuto all’unico amico che ha, Mario.
Che l’aiuta.
I due adesso sono anche amanti, ma Mario si ammala ed ecco che ricompare Frank, che questa volta vuole davvero andare fino in fondo, far sua quella strana ed enigmatica ragazza.
Ma Rynn, anche se ha solo tredici anni, riesce con un colpo di genio a …
Quella strana ragazza che abita in fondo al viale è la riduzione cinematografica di un romanzo pubblicato da Laird Koenig e portato sullo schermo da Nicolas Gessner; siamo nel 1976 e il romanzo è stato editato nel 1974 e lo stesso autore del romanzo scrive la sceneggiatura del film.
Il che permette a Gessner di rispettare in maniera puntuale lo spirito del romanzo, con un’ambientazione assolutamente claustrofobica e minacciosa, densa di atmosfera che sono in qualche modo le caratteristiche peculiari del film.
Un film in cui predomina un senso di oppressione, dovuto principalmente all’assoluta impermeabilità del personaggio di Rynn, una tredicenne anomala che se nel fisico mostra tutti i suoi anni in realtà ha sviluppato una personalità complessa.

Quella strana ragazza che abita in fondo al viale 1
La ragazza appare infatti asociale, gelosa in maniera ossessiva di quell’indipendenza che casualmente le si è costruita attorno.
La scomparsa del padre l’ha lasciata sola, ma lei sembra non curarsene e ne approfitta come un bimbo che, lasciato da solo in una stanza con anti giochi, finisce per dimenticarsi di quello che accade intorno, tutto preso dalla scoperta di un nuovo mondo.
Nicolas Gessner, regista americano qui al suo sesto film per il grande schermo, dirige con taglio sicuro e preciso una storia per immagini nella quale è predominante l’ambientazione mistery con tocchi sia di giallo che di horror puro.
In realtà nel film tutto appare suggerito, più che esplicitato:la morte casuale della signora Hallet, quella della madre o il finale a sorpresa sono lasciati volutamente nel vago, senza spargimento di sangue o concessioni allo splatter.
Tutto resta indistinto come la personalità ambigua di Rynn, che è poi in perfetta linea con quella degli altri protagonisti della storia.
Sono tutti personaggi bivalenti, dalla morale sfuggente e dal vissuto personale evanescente:la signora Hallett per esempio difende un figlio pervertito come se fosse un’innocente creatura, il figlio stesso,Frank, è una viscida figura che si muove ossessivamente attorno a Rynn, in attesa del momento giusto per sfogare i propri insani istinti.
Non appaiono migliori ne la mamma di Rynn ne il poliziotto Miglioriti, un uomo che nel privato non esita a frequentare prostitute e a fumare droghe, così come alla fine anche il personaggio più equilibrato del film, Mario, non esita a coprire le gesta di Rynn.
Lo fa per amore, certo, ma si rende complice in qualche modo sia del passato della ragazza sia del futuro della stessa, quando arriverà la resa dei conti con Frank mentre lui è immobilizzato in un letto d’ospedale.
In questo quadro moralmente discutibile si muove la figura di Rynn, una ragazza che è cresciuta in fretta, forse anche a causa dell’eccessiva libertà lasciatale dal padre; come un animale tenuto in un recinto e lasciato improvvisamente libero, Rynn si muove seguendo il proprio istinto ma priva anche però di un senso morale e sociale che le permettano di distinguere il bene dal male.

Quella strana ragazza che abita in fondo al viale 6

Quella strana ragazza che abita in fondo al viale 2
Così la ragazza si sbarazzerà degli ostacoli senza mostrare nessun segno di pentimento, ansiosa solo di affermare la propria indipendenza, riconoscendo al solo Mario il diritto di interferire parzialmente nella propria vita.
Rigoroso e asciutto, Quella strana ragazza che abita in fondo al viale è un film dal fascino sottilmente perverso; non appartiene ad alcun genere predefinito eppure conserva elementi di vari generi alchemicamente dosati e resi visivamente con molta bravura.
Merito anche di una straordinaria Jodie Foster, che regge praticamente da sola la scena perchè è attorno a lei che la storia ruota.
E l’attrice statunitense offre ancora una volta prova di uno straordinario talento, nonostante la giovanissima età; va ricordato, per la cronaca, che la Foster rifiutò giustamente di apparire nuda nel film nella scena in cui va a letto con Mario.In quella sequenza Jodie è sostituita da una controfigura.

Quella strana ragazza che abita in fondo al viale 5
Bravo anche Martin Sheen che interpreta Frank Hallet, il viscido pedofilo, con asciutta teatralità così come nessun appunto è da muovere al resto del cast.
Il film è molto raro, nonostante sia stato uno dei più importanti della stagione 1976; sono riuscito a reperire solo una versione in lingua originale, peraltro molto bella che è disponibile su You tube all’indirizzo http://www.youtube.com/watch?v=VY0AxyTXb8Y
La visione in lingua madre è tuttavia molto ostica.
Quella strana ragazza che abita in fondo al viale

Un film di Nicolas Gessner. Con Jodie Foster, Martin Sheen, Alexis Smith, Scott Jacoby, Morth Shuman Titolo originale The Little Girl Who Lives Down the Lane. Drammatico, durata 94′ min. – Canada, Francia 1976

Quella strana ragazza che abita in fondo al viale banner gallery

 

Quella strana ragazza che abita in fondo al viale 7

 

Quella strana ragazza che abita in fondo al viale 8

 

Quella strana ragazza che abita in fondo al viale 9

 

Quella strana ragazza che abita in fondo al viale 10

 

Quella strana ragazza che abita in fondo al viale 11

 

Quella strana ragazza che abita in fondo al viale 12

 

Quella strana ragazza che abita in fondo al viale 13

 

Quella strana ragazza che abita in fondo al viale 14

Quella strana ragazza che abita in fondo al viale banner protagonisti

Jodie Foster: Rynn Jacobs
Martin Sheen: Frank Hallet
Alexis Smith: Cora Hallet
Mort Shuman: Ron Miglioriti
Scott Jacoby: Mario Podesta
Dorothy Davis: Impiegata del municipio
Clesson Goodhue: Direttore della banca
Hubert Noël: Impiegato della banca
Jacques Famery: Impiegato della banca

 Quella strana ragazza che abita in fondo al viale banner cast
Regia Nicolas Gessner
Soggetto Laird Koenig (racconto)
Sceneggiatura Laird Koenig
Produttore Zev Braung
Fotografia René Verzier
Montaggio Yves Langlois
Musiche Christian Gaubert

Emanuela Rossi: Rynn Jacobs
Massimo Turci: Frank Hallet
Dhia Cristiani: Mrs. Cora Hallet
Gianni Marzocchi: Ron Miglioriti
Loris Loddi: Mario Podesta

Quella strana ragazza che abita in fondo al viale banner recensioni

L’opinione di Tom Joad dal sito http://www.mymovies.it

Bella e struggente storia autunnale, cielo grigio sù, foglie gialle giù ….. Al di là di quest’evocazione un po’ scherzosa, il film è denso di un’atmosfera particolarmente inquietante e nello stesso tempo suggestiva, con quell’ambientazione, spesso ricorrente nel cinema americano, in una tranquilla e anonima località di provincia, del Maine stavolta, con le sue linde villette bianche di legno monofamigliari immerse nel verde (in questo caso forse più che altro nel marrone e nel rosso che colorano l’autunno), che dietro il loro aspetto così grazioso e ameno non poche volte nascondono chissà quali orribili segreti. L’ho sempre trovato uno dei film più affascinanti che io conosca, soprattutto mi colpisce per la sua atipicità e direi quasi la sua unicità, sia relativamente alla storia che racconta, come pure in relazione alle situazioni che mostra, sia per la sua sapiente, magistrale sceneggiatura, senza infine dimenticare naturalmente la bravura di tutti gli attori impegnati a interpretare questa strana vicenda. Per me è anche una storia in parte commovente, quando penso al rapporto di affettuosa complicità e solidarietà fra i due protagonisti adolescenti e comunque appartiene al decennio ai miei occhi più bello e mitico della storia del cinema e della musica e per questo ho sempre considerato una mia fortuna personale aver potuto vivere la stagione più emozionante ed “eroica” della mia vita proprio durante i favolosi anni ’70 del secolo scorso!

L’opinione di Oskarsson88 dal sito http://www.filmscoop.it

Piccola perla quest’opera di Gessner, che racconta la storia di una giovanissima ma già alquanto matura e sveglia ragazzina, alle prese con situazioni non semplici da gestire. E’ un misto tra drammatico e thriller, con momenti malinconici e tristi, altri in cui la tensione è ad un buon livello. La Foster (Riff), nonostante sia piuttosto sveglia, non risulta un personaggio forzato, non si va troppo oltre, e infatti ogni tanto mostra qualche ingenuità più che plausibile per l’età. Il pedofilo è ben riuscito e risulta sgradevole, e anche gli altri personaggi sono credibili. Bel modo di rappresentare la solitudine e le difficoltà…
L’opinione di Homesick dal sito http://www.davinotti.com

Dal complesso di Elettra e dalle pericolose inquietudini di un’adolescente sola in un mondo di adulti oppressivi si sviluppa un thriller che applica con eleganza gli strumenti della tensione filmica: la claustrofobia dell’unità di luogo, dialoghi aggressivi, silenzi, attese, rimandi, lente panoramiche su stanze vuote, musiche vigili. Come in Taxi driver, l’appena quattordicenne Foster possiede la sicurezza di sé di una grande diva; Sheen ritrae un subdolo e schifosissimo pedofilo, per il quale ci si augurerebbe la medesima fine da lui riservata al povero criceto. Cianurico.

L’opinione di Undjing dal sito http://www.davinotti.com

Questo dramma psicologico testimonia come Jodie Foster sia attrice alla quale la natura ha fatto dono prezioso, per quel che riguarda la recitazione. Alla tenera età di 14 anni (è nata nel 1962) riesce a rendere credibile l’esperienza drammatica di Rynn, una giovane fanciulla abbandonata dal padre. La sicurezza economica, garantitale dal genitore, è inversamente proporzionale alla ricchezza di spirito, motivo per cui la triste bambina si sbarazza (in maniera non teatrale) di coloro i quali tentano di prendersene cura.

L’opinione di B.Legnani dal sito http://www.davinotti.com

Un concerto per piano di Chopin accompagna questo dolce, intimo film, adolescentemente drammatico, che non fa pesare la sua sostanziale staticità, inserendo spunti garbati, talora pure divertenti, ma senza mai rovinare il filo conduttore principale, fino al finale, col gioco delle tazzine, che chiude, con l’ennesimo inganno (e auto-inganno), la sequenza delle cose che paiono ma non sono (non è, però, un film alla Umberto Lenzi…). E la Foster, rimirata anche prima, va guardata specialmente in quelle ultime decine di secondi, ascoltando Chopin.

 
“Questo tè sa di mandorle”.
Rynn sentì lo spigolo ruvido del dente scheggiato mentre masticava uno dei biscotti.
“Credo che siano queste pastine alle mandorle”.
Hallet svuotò la tazza e la posò sul tavolino.
“Dovresti vedere come il fuoco ti illumina i capelli. Sono tutti fulvi e dorati”.
Al di sopra della tazza di tè, ella vide l’uomo protendersi verso di lei.
“Che bei capelli…”
La mano di Hallet si sporse, nella luce del fuoco, verso la ragazzetta e le accarezzò i capelli. Rynn rimase del tutto immobile.

Quella strana ragazza che abita in fondo al viale banner foto

Quella strana ragazza che abita in fondo al viale foto 10

Quella strana ragazza che abita in fondo al viale foto 9

Quella strana ragazza che abita in fondo al viale foto 8

Quella strana ragazza che abita in fondo al viale foto 7

Quella strana ragazza che abita in fondo al viale foto 6

Quella strana ragazza che abita in fondo al viale foto 5

Quella strana ragazza che abita in fondo al viale foto 4

Quella strana ragazza che abita in fondo al viale foto 3

Quella strana ragazza che abita in fondo al viale foto 2

Quella strana ragazza che abita in fondo al viale foto 1

Quella strana ragazza che abita in fondo al viale banner locandine

Quella strana ragazza che abita in fondo al viale locandina 11

Quella strana ragazza che abita in fondo al viale locandina 9

Quella strana ragazza che abita in fondo al viale locandina 7

Quella strana ragazza che abita in fondo al viale locandina 6

Quella strana ragazza che abita in fondo al viale locandina 5

Quella strana ragazza che abita in fondo al viale locandina 3

Quella strana ragazza che abita in fondo al viale locandina 2

Quella strana ragazza che abita in fondo al viale locandina 4

Quella strana ragazza che abita in fondo al viale locandina 8

Quella strana ragazza che abita in fondo al viale locandina 10

febbraio 13, 2014 Posted by | Drammatico | , | 4 commenti

Casotto

Casotto locandina

Una calda domenica d’estate, litorale romano.
Sulla spiaggia di Ostia convergono persone disparate, venute a godersi la giornata al mare.
Il punto obbligatorio d’incontro è il casotto, una costruzione in legno adibita a spogliatoio comune; qui arrivano alla rinfusa i protagonisti della storia.
Le prime ad arrivare sono due sorelle ,Giulia e Bice, che praticheranno le loro arti seduttive su Alfredo Cerquetti, funzionario di una agenzia di assicurazioni;

Casotto 17

Ninetto Davoli

Casotto 13

Ugo Tognazzi

seguite alla spicciolata da uno strano sacerdote, custode di un segreto “intimo” davvero particolare, da due soldati appassionati di culturismo assolutamente narcisisti e poco interessati all’umanità che è a loro accanto, da due giovani benzinai, Gigi e Nando, che hanno rimorchiato due ragazze e che sperano nelle loro grazie, da una squadra di pallacanestro femminile, che dovrà necessariamente trovare un’altra sistemazione, da una coppia di fidanzati, con lui molto più grande di lei che cerca disperatamente un posto dove poter fare l’amore, da una famiglia con nipote giovanissima al seguito, incinta, che tenteranno di affibbiare ad un ingenuo ragazzotto,il tutto sotto gli occhi di un innocuo voyeur, che spia le mosse di tutti.

Casotto 15
Jodie Foster

Casotto 4
Le due amiche rimorchiate dai benzinai

La giornata scorre tra le vite dei protagonisti alle prese con situazioni mutuate dalla vita di tutti i giorni, quasi che la domenica mettesse in risalto le loro manie, le loro piccolezze, le loro debolezze, mescolate alla vita degli altri vicini.
Quando la giornata sarà conclusa, i vari personaggi avranno fatto esperienze diverse; la coppia di innamorati non sarà riuscita a ritagliarsi un solo attimo per dare sfogo alla loro passione, la famiglia con la nipote incinta riuscirà a dirottare e ad affibbiare a Gigi, uno dei due benzinai, la loro nipotina incinta, le due sorelle riusciranno a strappare una valigetta con il denaro all’agente delle assicurazioni, le due ragazze rimorchiate dai benzinai rimarranno a secco, perchè rivolti i loro sguardi sui due soldati culturisti verranno da questi bellamente ignorate.

Casotto 2
Paolo Stoppa

Casotto 3

Michele Placido

Il campionario assortito di varia umanità è lo specchio fedele dell’umanità quotidiano, con vizi e virtù, sfigata o fortunata, allegra e becera, sguaiata e furba, ironica e dolente; tutti i personaggi si muovono, agiscono per un fine ultimo, e in conclusione forse gli unici ad ottenere quanto si erano prefissi saranno la coppia di anziani coniugi che riesce a mollare il “peso” della nipotina incinta, sedotta e abbandonata, al fesso di turno e le due sorelle che pervicacemente riusciranno a derubare l’agente delle assicurazioni.

Casotto 1

Sono quindi i più furbi, come al solito, a vincere la guerra tra poveri, anche se l’aggettivo poveri in questo caso è fuorviante; la popolazione del casotto non è di estrazione prevalentemente borgatara, ma popolare in senso stretto.
Franco Citti, braccio destro di Pasolini, getta uno sguardo ironico, a metà strada tra il divertito e il cinico, sulla gente di tutti i giorni; ne evidenzia virtù (poche), difetti e manie; lo fa senza mai alzare i toni, con una regia asciutta, mai volgare, senza mai eccedere con il romanesco, uscendo quindi dalla palude della commedia “burina”; in questo è agevolato, oltre che dalla sua personale bravura e da una sceneggiatura di prim’ordine, dal cast eccellente che mette su.

Casotto 5

Ugo Tognazzi, una giovanissima Jodie Foster, Catherine Deneuve (in una piccolissima parte), Gigi Proietti, Mariangela Melato, Carlo Croccolo, Paolo Stoppa,Michele Placido, lavorano in perfetta armonia, aiutati anche dalla sceneggiatura solare, divincolati come sono da vestiti, da pose innaturali e da tutto ciò che funziona da pastoia nel film tradizionale.

Casotto 6
Mariangela Melato

Siamo al mare, in una baracca decente, ma siamo comunque nella spiaggia libera e in uno spogliatoio, non a Saint Tropez e tra gente fighetta; per cui c’è spazio per la candida e naturale predisposizione dell’attore a esprimere compiutamente la sua arte, svincolata dai formalismi.
Alla fine il film piace, per certi versi incanta, non annoia mai, sopratutto nelle parti in cui Citti divaga, come nel caso del sogno ad occhi aperti di Gigi; alla fine il prodotto risulta gradevole, ben confezionato e sopratutto ottimamente recitato.

Casotto 7

Sergio Citti, che veniva dall’ottimo risultato conseguito con Storie scellerate, si conferma regista capace, attento; gli anni passati come aiuto regista e sceneggiatore di Pasolini, si vedono.

Casotto 10

Franco Citti e Gigi Proietti

Casotto,un film di Sergio Citti. Con Paolo Stoppa, Jodie Foster, Ugo Tognazzi, Michele Placido, Mariangela Melato, Luigi Proietti, Carlo Croccolo, Gianni Rizzo, Franco Citti, Ninetto Davoli, Catherine Deneuve, Clara Algranti, Massimo Bonetti, Anna Melato
Commedia, durata 100 min. – Italia 1977

Casotto banner gallery

Casotto 8

Casotto 9

Casotto 11

Casotto 12

Casotto 14

Casotto 16

Casotto banner protagonisti

Ugo Tognazzi: Alfredo Cerquetti
Paolo Stoppa: Il nonno
Mariangela Melato: Giulia
Gigi Proietti: Gigi
Jodie Foster: Teresina Fedeli
Catherine Deneuve: Donna del sogno
Michele Placido: Vincenzino
Franco Citti: Nando
Carlo Croccolo: Carlo
Ninetto Davoli: Guardone
Clara Algranti: Iole
McKenzie Bailey: Il prete
Gino Barzacchi: Il fusto
Massimo Bonetti: Soldato culturista
Flora Mastroianni: La nonna
Katy Marchand: Ketty
Marco Marsili: Il nipotino
Anna Melato: Bice
Gianni Rizzo: L’allenatore
Franca Scagnetti: Donna grassa
Julie Sebestyen: Gloria
Gianrico Tondinelli: Paracadutista

Casotto banner cast

Regia:     Sergio Citti
Soggetto:     Vincenzo Cerami
Sceneggiatura:     Vincenzo Cerami e Sergio Citti
Fotografia:     Tonino Delli Colli
Montaggio:     Nino Baragli
Musiche:     Gianni Mazza
Prodotto da:      Mauro Berardi, Gianfranco Piccioli
Costumi: Mauro Ambrosino

Casotto banner recensioni


Personaggi diversi si incrociano in una cabina balneare collettiva: un film corale, dunque, che rappresenta uno spaccato affabulatorio e grottesco della società, ma visto in una particolare condizione, quella dello spazio intimo (o presunto tale) nel quale far emergere la propria natura (anche in senso fisico e sessuale) e nel quale tramare le proprie mosse all’esterno. Il casotto è dunque luogo interiore e osceno che rivela le reali pulsioni e i segreti, che un acquazzone finale cercherà apocalitticamente e inutilmente di spazzare via. Acuto.

Estroso, disincantato, esplicito, interpretato da un cast tanto eterogeneo quanto compatto che entra ed esce da una cabina balneare relegando la spiaggia ostiense a semplice sfondo. Il focus sono le pulsioni umane più primitive (sesso, cibo, denaro) che Citti racconta con toni ora tipicamente borgatari (spacconerie balneari e “magnate” in compagnia), ora squallidi e trash (escrementi canini, genitali maschili al vento), ora persino soffici e onirici: ma tutto scorre perfettamente. Mazza procura uno score all’uopo tribale e percussivo.

Citti elabora un racconto particolare che si estrinseca nella quattro pareti di un casotto di spiaggia: vi transitano i problemi e le grettezze di una varia umanità. Ci sono pretese autoriali, giustificate anche dal livello dei collaboratori, che, però, non sempre si traducono in situazioni riuscite. Domina un linguaggio tragicomico di stampo popolare, alcuni attori lo interpretano alla grande, altri sembrano soltanto ospiti.

Splendido film grottesco dove Citti mescola divi di diverse altezze e stili per la sua idea di vita, dove le differenze si mescolano ma forse non si incontrano. Paradossale, a diversi registri. Notevole la coppia Proietti-Citti: ogni loro uscita (compreso il sogno di Proietti con Denevue) fa sbellicare e rimanda alla fame atavica. Una giovane Jodie Foster tra Placido e Stoppa non può non incuriosire.

Come riunire in un colpo solo film di genere (commedia) e film sperimentale. Al di là della riuscita del film, che comunque è molto godibile (ad ogni passaggio tv lo guardo sempre!) è interessante notare come questo film sia l’antesignano del Grande Fratello televisivo o di Camera Cafè. Un film molto avanti per i suoi tempi, di cui l’unico precedente è Chelsea Girls di Warhol (non a caso). Stramega cast di lusso (c’è pure una giovanissima Jodie Foster) su cui svettano Tognazzi, Stoppa, Proietti. Caustico, acido e grottesco. Quando trash e film d’autore convivono!

Questa è la vita: un casotto, tante persone con tante storie (e perversioni?) diverse, disgraziate, drammatiche il più delle volte, ma storie che vengono abilmente raccontate in commedia: tutto all’interno del grosso camerino protagonista. Citti riesce bene far abituare lo spettatore a questa impostazione, quindi a fronteggiare le limitazioni del budget; il merito è anche di un cast eccezionale (sono pochi i personaggi principali, di più quelli riempitivi) che fornisce meritevolissime interpretazioni. C’è una strana perversione di fondo. Meritevole.

Casotto banner foto

Casotto foto 4

 

Casotto foto 3

 

Casotto foto 2

 

Casotto foto 1

 

Casotto foto 5

 

 

febbraio 15, 2010 Posted by | Commedia | , , , , , , | Lascia un commento