Filmscoop

Tutto il mio cinema

Classe mista

Classe mista locandina 1

In un liceo di Trani si intrecciano le storie di alunni e insegnanti, ognuno dei quali alle prese con sottili inquietudini di natura pruriginosa ed erotica.
Il giovane Tonino si invaghisce perdutamente della bella insegnante Carla Moretti, mentre suo padre si dedica alla regia e distribuzione di filmetti porno.

Classe mista 10
Dagmar Lassander

C’è anche una love story, molto improbabile, tra Ciccio (un insegnante) e la professoressa Gina Zucca, ostacolata da surreali avventure; attorno il solito convivio di liceale allupati, zie che attendono con trepida attesa il nipotino da svezzare e nel frattempo non disdegnano le attenzioni del cognato ( Tecla, zia di Tonino) e infine spazio all’amore fisico tra Tonino e Carla, che rapiti abbastanza opportunamente, si amano in un trullo.

Classe mista 5
Femi Benussi

Finale con la bella prof che parte sostituita da un’altra professoressa che promette meraviglie…
Inutile allungare il brodo per descrivere la trama di Classe mista, film del 1978 opera di Mariano Laurenti, autore di una serie infinita di commedie sexy negli anni 70; per l’ennesima volta si assiste ad una operazione commerciale volta a coniugare gag (spesso di bassissimo livello) con i soliti nudi femminili, questa volta affidati a due collaudate attrici come Dagmar Lassander e Femi Benussi, con la piccola appendice finale della prosperosa Patricia Webley.

Classe mista 9

Classe mista 8
I soliti studenti guardoni spiano la professoressa

Il film, che mostra l’ormai collaudato cast di caratteristi pluri utilizzati nelle commedie sexy, include Mario Carotenuto, l’immancabile Gianfranco D’Angelo e Alvaro Vitali, qui ancora nei panni del liceale.
Stria vista mille volte, con gag surreali che però mostrano abbondantemente la corda, come quella dei tre ragazzi guardoni che armati di binocolo vanno a spiare le rotonde forme della professoressa Carla, oppure quella iniziale in cui l’allievo Zampanò ( il solito Vitali) chiede al professore se una provetta può fecondare.

Classe mista 15
Patricia Webley

Alla risposta del docente “Zampanò, ma che minchia dici?”, l’ineffabile studente risponde “Professore, una mia amica ha fatto una provetta con uno, una provetta con un altro ed è rimasta incinta”
Il livello delle battute è questo.
Inutile anche parlare di recitazione o sceneggiatura; siamo di fronte ad un prodotto seriale, uno di quelli che vennero replicati all’infinito sopratutto sul finire degli anni settanta.
Il cast fa diligentemente il suo lavoro, senza peraltro alcuna difficoltà vista la semplicità della trama.

Classe mista 12
Fiammetta Baralla e Gianfranco D’Angelo

La Lassander, sempre bella e sexy, si avvilisce in un ruolo decisamente pecoreccio, quello dell’insegnante che alla fine cede agli ormoni scatenati dello studente, mentre Femi Benussi, molto meno nuda che in altre occasioni, questa volta diventa veneta e zia del nipote imbranato e verginello.
Gli unici momenti di ilarità di conseguenza sono legati alla strana coppia D’Angelo- Baralla; per una volta l’attore romano non concupisce la solita procace insegnante, ma una donna decisamente poco sexy, con conseguenze immaginabili.

Classe mista 1

Filmetto senza pretese e senza comicità, Classe mista gode sorprendentemente di buone recensioni tra il pubblico, pur essendo passato quasi inosservato all’epoca della sua uscita sugli schermi.
In ultimo, abbastanza strana la decisione di ambientare il rapimento di Tonino e di Carla in un trullo, edificio assolutamente inesistente nella provincia di Trani.

Classe mista 2

Classe mista, un film di Mariano Laurenti, con Alfredo Pea, Dagma Lassander, Alvaro Vitali, Gianfranco D’Angelo, Mario Carotenuto, Fiammetta Baralla, Femi Benussi, Gabriele Di Giulio, Giusi Raspani Dandolo, Patrizia Webley, Michele Gammino, Daniela Doria, Gino Barzacchi, Sofia Lombardo, Anna Melita, Elvira Di Silverio, Gino Pagnani, Rita De Angelis, Daniele Di Giulio, Valeria D’Obici Commedia sexy, Italia 1978

Classe mista banner gallery

Classe mista 3

Classe mista 4

Classe mista 6

Classe mista 7

Classe mista 11

Classe mista 13

Classe mista 14

Classe mista banner protagonisti

Dagmar Lassander     …     Carla Moretti
Gianfranco D’Angelo         …     Ciccio
Femi Benussi         …     Zia Tecla
Alfredo Pea          …     Tonino Licata
Gabriele Di Giulio          …     Salvatore Scognamiglio
Alvaro Vitali         …     Angelino Zampanò
Giusi Raspani Dandolo          …     Adelaide moglie di Felice
Fiammetta Baralla         …     Prof. Gina Zucca
Patrizia Webley         …     Prof. De Santis
Michele Gammino         …     Prof. Finocchiaro
Mario Carotenuto         …     Felice Licata

Classe mista banner cast

Regia: Mariano Laurenti
Sceneggiatura: Franco Mercuri, Francesco Milizia
Produzione: Luciano Martino
Musiche: Gianni Ferrio
Editing: Alberto Moriani
Costumi: Elio Micheli

Le recensioni qui sotto appartengono al sito http://www.davinotti.com

TUTTI I DIRITTI RISERVATI

Esilissima commediola scolastica, dalla trama risaputa, che viene rimpolpata malamente da vicende laterali (come l’amore D’Angelo-Baralla, che si infogna pure in trovate da cinema muto, come il sidecar). La rendono guardabile il professionismo di Carotenuto, occhi e bocca assassini della Benussi e qualche battutina qua e là. Resta la convinzione che la Lassander avesse una capacità espressiva di livello più alto rispetto alle operine nella quali solitamente recitava. La frase “Questo volto non mi è nuovo”, qui applicata a Femi, è presa da Totò.

Commedia scollacciata di ambientazione scolastica: la vicenda si svolge in un liceo di Trani ed è la solita accozzaglia di amori ed amorazzi che coinvolgono tutto il corpo scolastico senza risparmiare nessuna categoria e sopratutto senza risparmiare allo spettatore una trita raccolra di luoghi comuni del genere.

Pur essendo infarcito di luoghi comuni e battute spesso elementari, si configura come una delle più frizzanti commedie sexy dirette da Laurenti: merito dello spensierato e giocoso soggetto, sviluppato con scaltrezza dal prolifico sceneggiatore Francesco Milizia. Il cast viene utilizzato al meglio: la Lassander è più “invitante” che mai, pur se al fianco della sempre attraente Femi Benussi e della – fulciana – Daniela Doria, ed infonde sostanza al lato estetico del girato; D’Angelo e Vitali (forse) al meglio. Ed il film diverte.

Titolo di spicco del filone scolastico-erotico, unisce ai soliti frizzi e lazzi tra i banchi l’infatuazione per le professoresse (prima la Lassander e poi la Webley). Le gag non hanno alcunché di memorabile, ma la banda di caratteristi e starlets è nutritissima: Pea, Carotenuto, Vitali (il cui nome, Zampanò, svela i suoi trascorsi felliniani), D’Angelo (alle prese con la mole della Baralla), Gammino, Di Giulio, Benussi, Doria, Lombardo… Per l’appassionato.

Una sorta di L’insegnante orientato più al comico che al sexy-prurignoso; diciamo una via di mezzo prima di lasciare ai comici – con i film successivi – la mano del sottogenere. Al timido per copione Alfredo Pea, è lasciata la parte principale del film. Questo aspetto “romantico” inizia ad essere di troppo, tant’è che la formula venne abbandonata nei seguiti. Comicità abbastanza efficace grazie a Carotenuto (i siparietti con la moglie brutta sono spassosissimi!) e D’Angelo. Primo film di ambientazione tranese (ne seguiranno altri).

Passa e ripassa quasi ogni notte dalle mie parti. Ha delle particolarità; Pea studente timido e sognatore è alla continua ricerca di donne (ma ha una zia navescuola da leccarsi i baffi). La Raspani Dandolo, anomalia del genere. Per il resto siamo alle solite. A mostrar le poppe al vento abbiamo l’algida (e antipatica) Lassander: Manca Banfi e si sente….

Leggermente inferiore alle più blasonate commedie sexy del Laurenti (L’insegnante nella classe dei ripetenti per dirne una) ma comunque piacevole. Al solito è basato sul rapporto insegnante-adolescente allupato, alla fine diverte e si lascia guardare, anche se la Fenech la preferivo alla pur validissima e bella Lassander.

Nella sua stupidità e ingenuità è un classico della commedia scolastica scollacciata, con una trama e una sceneggiatura troppo prevedibili, scontati e assolutamente semplici; per stile è identico ad altri film di Mariano Laurenti. Alfredo Pea è troppo ridicolo e cerca di dare al film quell’aria seria e romantica che non fa che guastare. Per quanto riguarda il nudo c’è Dagmar Lassander; mentre, sul versante comicità, un D’Angelo ripetitivo e banale e un Vitali simpatico ma molto presente.

Un must di Laurenti per chi vuole conoscere davvero il bis italico: il solito sciocchino che a scuola perde la testa per le prof (comunque vorrei vedere voi di fronte alla Lassander!!!), qulche scena di doccia per mettere in mostra le tette perfette delle protagoniste (quelle della Benussi in testa) e parecchia comicità triviale ma divertente (i siparietti tra D’Angelo e la Baralla). In più Vitali, Carotenuto… Insomma, va visto.

Uno dei tanti filmetti del genere scolastico-pugliese, nemmeno fra i migliori. Il solito cast, Alfredo Pea nella solita parte dello studente innamorato dell’insegnante, il solito studente belloccio e presuntuoso, il solito Vitali, le solite situazioni trite e ritrite. Non indispensabile. Però Dagmar Lassander è sempre un bel vedere.

marzo 9, 2011 Posted by | Erotico | , , , , , , , | 2 commenti

Malabimba

Malabimba locandina

Uno spirito vendicativo, una famiglia poco raccomandabile, in cui tutti i componenti hanno qualcosa di morboso da nascondere, un pizzico di sesso ( eufemismo, perchè di sesso ne vedremo a profusione), poco sangue.
Malabimba è il precursore di un mini genere che includerà pellicole molto scadenti, come La bimba di satana, che sarà un remake virtuale di questo film, o Patrick vive ancora, altro scadente film dedicato a spiriti e forze diaboliche.
Sono i classici ingredienti che mescola Andrea Bianchi in questo Malabimba ( The Malicious Whore ), un film che mescola anche qualche elemento gotico, almeno come ambientazione a qualche elemento horror, rimasto solo nelle intenzioni, visto che di horrorifico c’è solo la scena invero disgustosa della fellatio praticata da Bimba ,ormai posseduta, al vecchio zio paralitico.

Malabimba 15

Malabimba 14

Mariangela Giordano è Suor Sofia

La trama si dipana attraverso lo spirito di Lucrezia, una donna vissuta nel castello dove vive l’attuale famiglia proprietaria dello stesso, che, evocata durante una seduta spiritica peraltro abbastanza comica e scombinata, si impadronisce dello spirito della giovane Bimba. da quel momento un’ondata di lussuria sconvolge le vite degli occupanti del castello. La stessa Bimba inizia a cambiare voce, a comportarsi in modo sguaiato e sessualmente provocatorio; sua zia Nais seduce il padre di Bimba e via dicendo.

Malabimba 6

Malabimba 7

Nelle due foto: Patricia Webley è Nais

Non è immune dall’atmosfera malsana della casa nemmeno una religiosa, suor Sofia, educatrice dell’adolescente Bimba, che avverte l’oscura presenza di un’entità diabolica. Così, tra un accoppiamento innaturale tra cognati, sguardi maliziosi e gambe aperte in maniera inequivocabile, si arriva al culmine delle manifestazioni possessive, con Bimba che arriva a far morire d’infarto il suo anziano zio paralitico praticandogli una fellatio che almeno lo farà morire contento. In ultimo, Bimba indurrà al peccato anche la povera suor Sofia, costringendola ad un innaturale rapporto lesbico; suor Sofia, capita l’antifona, decide di liberare la casa dallo spirito malvagio facendosi “prendere” dallo stesso. Poi, salita sul punto più alto del castello, si getta nel vuoto. Bimba ora è libera.

Malabimba 13

Malabimba 12

Un pò Esorcista, almeno nelle intenzioni, un po pecoreccio, come testimoniato dai numerosi accoppiamenti che si susseguono durante il film, con protagonista la procace Patricia Webley, la famigerata Nais del film, Malabimba dopo un inizio dignitoso, con la solita famiglia italiana che vive nel solito castello diroccato (Balsorano,bellissimo, tra l’altro), scade ben presto nel già visto e nell’erotico più spinto. Chi ha avuto la possibilità di vedere la versione uncut per il mercato straniero ed è affetto da incontrollabile smania voyeuristica, troverà di che consolarsi. Le scene di sesso spinto abbondano, anche se va detto che non vedono coinvolte nè Mariangela Giordano e nemmeno Patricia Webley, chiaramente doppiate negli inserti hard che furono girati ad esclusivo vantaggio del mercato estero.

Malabimba 11

Malabimba 10

Un film sicuramente brutto e inutile, proprio per la preponderante presenza di erotismo a scapito della narrazione, che poteva sicuramente avviarsi su ben altri binari. Il mestiere di andrea Bianchi c’è ed è indiscutibile: tuttavia non basta a risollevare di nulla un film confuso e anche noioso, oltre che involontariamente comico in alcuni passaggi.

Malabimba, un film di Andrea Bianchi, con   Enzo Fisichella, Katell Laennec, Patricia Webley, Pupita Lea, Elisa Mainardi, Giuseppe Marrocu, Mariangela Giordano– Italia  1979

La bimba di Satana banner gallery

 

Malabimba 9

Malabimba 8

Malabimba 5

Malabimba 4

Malabimba 3

Malabimba 2

Malabimba 1

La bimba di Satana banner personaggi

Katell Laennec     …     Daniela Karoli
Patrizia Webley    …     Nais
Enzo Fisichella    …     Andrea
Giuseppe Marrocco    …     Fratello di Andrea
Elisa Mainardi    …     La Medium
Giancarlo Del Duca    …     Giorgio
Pupita Lea    …     Madre di Andrea
Mariangela Giordano    …     Suor Sofia

La bimba di Satana banner cast

Regia Andrew White
Sceneggiatura Piero Regnoli
Produttore Gabriele Crisanti
Casa di produzione Filmarte
Fotografia Franco Villa
Musiche Elsio Mancuso, Berto Pisano
Scenografia Giovanni Fratalocchi
Trucco Mauro Gavazzi

dicembre 5, 2009 Posted by | Erotico | , , | 2 commenti

La sanguisuga conduce la danza

Ci sono film così brutti che inducono quasi ad un sentimento di commozione, mentre i fotogrammi si succedono sullo schermo; è il caso di questo pseudo thriller di Alfredo Rizzo, girato nel 1975. Rizzo, un passato da caratterista nel cinema italiano, con qualche discreta prova in buoni film come Pane amore e fantasia, passò alla regia dirigendo alcune sciagurate pellicole dai titoli anche imbarazzanti, come Carnalità; La sanguisuga conduce la danza nelle pie intenzioni di Rizzo, rimaste alla fine tali, doveva essere un thriller con qualche suggestione erotica.

La sanguisuga conduce la danza 4
Giacomo Rossi Stuart

La sanguisuga conduce la danza 5

Femi Benussi

Doveva, appunto; il risultato finale è talmente piatto e sciatto da permettere a quest’opera di contendersi il poco ambito titolo di film più brutto del decennio settanta, grazie ad una trama praticamente inesistente, ad una recitazione a dir poco imbarazzante e ad uno svolgimento che si presta più al canovaccio di un film comico che del genere thriller.

La storia, di una pochezza disarmante, inizia con un ricco gentiluomo che si reca a visitare una scadente compagnia teatrale, impegnata in chissà quale rappresentazione. L’uomo si è invaghito di una delle protagoniste, che ricorda tanto sua moglie, scomparsa anni addietro. Così il gentleman (uno smarrito Rossi Stuart) invita la compagnia, nella quale lavorano alcune elle figliole, sulla sua isola, nel suo castello.

La sanguisuga conduce la danza 6

La sanguisuga conduce la danza 7

Il gruppo ovviamente accetta, ma all’arrivo ben presto accadono fatti strani. A parte l’ostilità del personale, iniziano strane morti, tutte consumate tramite decapitazione delle malcapitate, con tanto di sorpresa finale, durante un ridicolo confronto tra i sospettati, con un solerte ( e anche purtroppo imbarazzante) funzionario di polizia che smaschera il colpevole.

La sanguisuga conduce la danza 8

Patrizia Webley

A parte la già citata inconsistenza della trama, quello che sorprende di più nel film è la penosa ricostruzione ambientale; ridicola, per esempio, la scena del trasporto in barca della compagnia teatrale, con tanto di fumo proveniente dalla barca del regista che investe per qualche istante il gruppo di teatranti. Effetto nebbia? Mai vista una nebbia di pochi secondi in una splendida giornata di sole. Imbarazzanti le sequenze in bianco e nero rappresentanti tempeste inserite, senza alcuna logica, nella pellicola.

La sanguisuga conduce la danza 1

La sanguisuga conduce la danza 2

Forse Rizzo voleva far riferimento alla tempesta di Shakespeare, per nobilitare in qualche modo il film. Tra gli attori, a parte un imbarazzato Rossi Stuart, che sembra quasi divertirsi, tutti sulle righe gli altri attori; la povera Benussi sembra capitata per errore nel film, mentre le altre attrici si segnalano più che altro per la gradevolezza dei loro seni.

La sanguisuga conduce la danza 3

Insomma, una pellicola da evitare con cura, inconsistente, vuota e mal recitata. Uno dei pochi esempi di thriller italiano di bassa, bassissima lega.

La sanguisuga conduce la danza 3

La sanguisuga conduce la danza 2

La sanguisuga conduce la danza 1

La sanguisuga conduce la danza 4

La sanguisuga conduce la danza, un film di Alfredo Rizzo. Con Femi Benussi, Krista Nell, Giacomo Rossi Stuart, Luciano Pigozzi, Leo Valeriano, Barbara Marzano, Alfredo Rizzo,Patricia Webley
Giallo, durata 87 min. – Italia 1975.

La sanguisuga conduce la danza banner protagonisti

Femi Benussi: Sybil
Giacomo Rossi-Stuart: Conte Richard Marnack
Krista Nell: Cora
Patrizia Webley: Evelyn
Luciano Pigozzi: Gregory
Mario De Rosa: Jeffrey, il maggiordomo
Barbara Marzano: Mary, la cameriera
Marzia Damon: Rosalind
Lidia Olizzi: Penny
Leo Valeriano: Samuel
Luigi Batzella: ispettore di Polizia (non accreditato)
Rita Silva: Margaret (non accreditato)

La sanguisuga conduce la danza banner cast

Regia Alfredo Rizzo
Soggetto Alfredo Rizzo
Sceneggiatura Alfredo Rizzo
Casa di produzione TO. RO. Cin.ca
Fotografia Aldo Greci
Montaggio Piera Bruni
Musiche Marcello Giombini
Scenografia Vanni Castellani
Costumi Maria Luisa Panaro
Trucco Sergio Angeloni

La sanguisuga conduce la danza banner gallery

La sanguisuga conduce la danza locandina 5

La sanguisuga conduce la danza locandina 4

La sanguisuga conduce la danza locandina 3

La sanguisuga conduce la danza locandina 2

La sanguisuga conduce la danza locandina 1

La sanguisuga conduce la danza locandina 6

giugno 26, 2009 Posted by | Thriller | , , , | Lascia un commento