Classifica al botteghino 1981
1) Innamorato pazzo di Castellano & Pipolo
con Adriano Celentano, Ornella Muti, Adolfo Celi, Milla Sannoner, Enzo Garinei
Giudizio:
2) Il Marchese del Grillo di Mario Monicelli
con Alberto Sordi, Paolo Stoppa, Flavio Bucci, Cochi Ponzoni, Leopoldo Trieste, Marina Confalone, Renzo Rinaldi
Giudizio:



3) Il tempo delle mele (La boum) di Claude Pinoteau
con Claude Brasseur, Brigitte Fossey, Sophie Marceau, Denise Grey, Bernard Giraudeau
Giudizio:

4) Culo e camicia di Pasquale Festa Campanile
con Enrico Montesano, Renato Pozzetto, Maria Rosaria Omaggio, Daniela Poggi, Leopoldo Mastelloni
Giudizio:

5) I predatori dell’arca perduta (The Riders of the Lost Ark) di Steven Spielberg
con Harrison Ford, Karen Allen, Paul Freeman, John Rhys-Davies, Denholm Elliott, Wolf Kahler, Anthony Higgins
Giudizio:



6) Nessuno è perfetto di Pasquale Festa Campanile
con Renato Pozzetto, Ornella Muti, Lina Volonghi, Felice Andreasi, Massimo Boldi
Giudizio:

7) Eccezzziunale… veramente di Carlo Vanzina
con Diego Abatantuono, Massimo Boldi, Teo Teocoli, Stefania Sandrelli
Giudizio:
8- Excalibur (Excalibur) di John Boorman
con Nigel Terry, Helen Mirren, Nicol Williamson, Nicholas Clay, Cherie Lunghi, Gabriel Byrne, Liam Neeson
Giudizio:



9) Fracchia la belva umana di Neri Parenti
con Paolo Villaggio, Lino Banfi, Anna Mazzamauro, Massimo Boldi, Gigi Reder, Gianni Agus
Giudizio:


10) I fichissimi di Carlo Vanzina
con Diego Abatantuono, Jerry Calà, Mauro Di Francesco
Giudizio:
Classifica dei film oltre la decima posizione:
11) Agente 007 – Solo per i tuoi occhi di John Glen
con Roger Moore, Carole Bouquet, Cassandra Harris, Topol, Julian Glover
Giudizio:


12) Il tango della gelosia di Steno
con Monica Vitti, Diego Abatantuono, Jenny Tamburi, Philippe Leroy, Tito LeDuc
Giudizio:

13) Borotalco di Carlo Verdone
con Carlo Verdone, Eleonora Giorgi, Angelo Infanti, Christian De Sica, Isa Gallinelli
Giudizio:

14) La pazza storia del mondo (History of the World – Part I) di Mel Brooks
con Mel Brooks, Dom DeLuise, Sid Caesar, Madeline Kahn, Cloris Leachman, Harvey Korman, Ron Carey, Spike Milligan, Barry Levinson
Giudizio:

15) Pierino contro tutti di Marino Girolami
con Alvaro Vitali, Riccardo Billi, Enzo Liberti, Marisa Merlini, Francesca Romana Coluzzi, Michela Miti
Giudizio:
16) 1997 Fuga da New York (Escape from New York) di John Carpenter
con Kurt Russell, Ernest Borgnine, Lee Van Cleef, Donald Pleasence, Isaac Hayes, Adrienne Barbeau, Harry Dean Stanton
Giudizio:



17) Cristiana F. – Noi i ragazzi dello Zoo di Berlino di Uli Edel
con Nadja Brunckhorst, Thomas Haupstein, Christiane Reichelt
Giudizio:


18- Red e Toby nemici amici (The Fox and the Haunt) di Art Stevens & Ted Berman & Richard Rich
Giudizio:


19) Bolero (Les uns et les autres) di Claude Lelouch
con Robert Hossein, Nicole Garcia, Geraldine Chaplin, James Caan, Daniel Olbrychski, Macha Méril
Giudizio:


20) La casa stregata di Bruno Corbucci
con Renato Pozzetto, Gloria Guida, Lia Zoppelli, Marilda Donà
Giudizio:

Brancaleone alle crociate

Brancaleone da Norcia è in viaggio con la sua accozzaglia di straccioni e sbandati, diretto verso la Terra Santa per “liberare lo Santo sepolcro”
Ma è destino che la sventurata banda non ci arrivi;attaccato,il gruppo viene sterminato, ad eccezione di Brancaleone che,quando rinviene da un colpo preso in battaglia, resosi conto dell’accaduto, invoca la morte per mettere fino “ a lo disonore mio”
All’improvviso la morte appare davvero, e Brancaleone, spaventato, le chiede una tregua, onde possa riscattarsi dalla sua onta. Si mette in viaggio con una raccogliticcia armata di straccioni, fra i quali c’è un tedesco, Thorz, al quale ha fermato il braccio mentre quest’ultimo si apprestava ad affogare il rampollo infante di un re normanno, una strega, Tiburzia, strappata al rogo, e Pattume, un uomo che si è reso, a suo dire, colpevole di una atto così infame che “orecchie umane non possono udire”
Trascina quest’ultimo dal santo eremita Pantaleo, per chiedere perdono delle malefatte,ma questi,udito l’inconfessabile segreto, inorridisce, e lo stesso pattume viene inghiottito da una voragine. La avventure continuano; l’armata si imbatte in un lebbroso, e accoglie anche quest’ultimo personaggio tra le sue fila; in realtà il lebbroso è una principessa, Berta. Dopo aver incontrato papa Gregorio e il suo avversario, l’antipapa Clemente, e aver diramato la questione con un giudizio di dio, finalmente la strampalata armata si imbarca per la Terra Santa.
Qui Brancaleone consegna il piccolo al padre e viene da questi nominato barone; potrebbe impalmare anche la bella Berta se un incantesimo fatto da Tiburzia non gli facesse perdere il duello decisivo con il campione dei musulmani.
Inferocito, Brancaleone insegue Tiburzia nel deserto, dove però riappare la morte, venuta a reclamare il suo credito. Sarà la giovane strega a salvargli la vita, morendo e liberando così Brancaleone dal suo debito.
Girato nel 1970 da Monicelli, dopo lo straordinario successo di L’armata Brancaleone,del 1966, questo secondo episodio mantiene le promesse del primo, anche se il riscontro del pubblico non fu altrettanto lusinghiero;tuttavia il film fu gradito moltissimo, grazie alla presenza di un cast di livello,con attori caratteristi davvero bravi, come Proietti,Villaggio,la Sandrelli,la Loncar e Adolfo Celi.
Brancaleone alle crociate, Un film di Mario Monicelli. Con Vittorio Gassman, Paolo Villaggio, Adolfo Celi, Stefania Sandrelli, Beba Loncar, Lino Toffolo, Luigi Proietti, Alberto Plebani, Franco Balducci, Gianrico Tedeschi, Renzo Marignano, Sandro Dori, Christian Alegny, Augusto Mastrantoni. Genere Commedia, colore 116 minuti. – Produzione Italia 1970.
Vittorio Gassman: Brancaleone da Norcia
Adolfo Celi: Re Boemondo
Stefania Sandrelli: Tiburzia da Pellocce
Beba Loncar: Berta d’Avignone
Gigi Proietti: Pattume, Colombino
Lino Toffolo: Panigotto da Vinegia
Paolo Villaggio: Thorz
Gianrico Tedeschi: Pantaleo
Sandro Dori: Rozzone
Gianluigi Crescenz: Taccone
David Norman Shapiro: Zenone
Angiola Baggi: Tiburzia de Pellocce
Noemi Gifuni: Berta d’Avignone
Nino Dal Fabbro: Panigotto da Vinegia
Enzo Liberti: Rozzone
Fotografia: Aldo Tonti
Montaggio: Ruggero Mastroianni
Effetti speciali: Armando Grilli
Musiche: Carlo Rustichelli
Scenografia: Mario Garbuglia
“Sono impuro, bordellatore insaziabile, beffeggiatore, crapulone, lesto di lengua e di spada, facile al gozzoviglio. Fuggo la verità e inseguo il vizio.”

“Aiitaaa! Chi ode questo mio richiamo mi soccorra! Ohidimé! Chi me l’avesse detto dover rifar la… la fine dello sòricio [sorcio], nella fonda tenebra! “Opritemi! Traetemi di qua! (Brancaleone rimasto sotto lo scafo ribaltato della nave)”
“Gente mia, dove ne siete? “
“Et così moiano capovolti tutti li scismatici che capovolgono la verità “
“E voaltri, voaltri ignominiosi, come osaste restar vivi tra cotanti morti? Chi vi dette tanto infame coraggio? “
“Panigotto, a ben’anco tu sie verboso alquanto talora sei di bon consiglio, ma ch’io vi ponsi. “
“E facetelo zittire questo pupo, ché qui non si chiude oculo!”
“Et ora pendoliamo fianco a fianco come morte foglie, e lo vento benevolo a tratti un po’ ci ravvicina. “
“Né voglio vedere lacrime, né indugi, né mi dicere volemo restare con te, volemo combattere, volemo questo e volemo quello… “
“Fatevi sotto, fatevi sotto ché non temo anco se arrovesciato!”
“Lo vostro papa dice: pappate, pappate senza tema, ché forse li doni saranno più graditi allo santo cui furono destinati se essi serviranno a satollare otto cristiani affamati. “
“E qual mai potrìa esse lo meo iudicio, che da qua suso ommeni terragni tutti uguarmente brutti io vi contemplo? “
“Non sapio notare! [nuotare] “
“Childericu, figghiu miu, sia rennùta grazia a Diu! Ah Turoni, sitibondu dellu scettro di Boemondu, sii frategghiu miu minori, ma in ferocia sii maggiori! Nì tempesta, nì cicluni, ponnu stare a paraguni col tremuoto dellu cori di un regali genitori, che ritrova il suo picciottu che pensava fosse mottu!”
“Santu cielu! Che vidìa? Chistu non è figghio a mmia!”
“Re Boemondo, scusa se parlo a te da paro a paro, ma lo sdegno meo si esprime rispondendo per le rime. Lo tuo seme è vivo e sano grazie a sette sgorbi e un nano. Ed in premio? Una contea? No! Nemmanco per l’idea! Ardi un foco: per ci dare uno lauto desinare? Nooo! Né pranzi né castella, tu ci abbruci la donzella! Oh nessuno certo è più magnifico d’un re!”
“Un sol grido un solo idioma: scapòma! “

L’opinione di Giudag dal sito http://www.mymovies.com
Brancaleone (Gassman), amareggiato per non esser riuscito ad impedire il massacro dei fedeli guidati da Zenone, stringe un patto con la Morte per riscattare la propria felloneria. Raccimolando nuovamente uno sciame di pezzenti sotto la propria guida si dirige nelle Terre Sante per trovare la sua morte eroica.
Sebbene si avverta lo stacco col primo film, specialmente per la perdita dei personaggi (in particolare Gian Maria Volonté ed Enrico Maria Salerno, sostituito da David Norman Shapiro) Brancaleone alle Crociate regge discretamente la prova, innanzitutto per la bravura di Gassman, ma specialmente grazie
all’ottimo cast: Villaggio, Toffolo, Proietti (che recita nei ruoli della Morte, il santo stilita Colombino e Pattume), Celi e non meno importante Stefania Sandrelli; in più la visione di quel Medioevo pecorone del primo film si fa inesorabilmente più tragica (la ballata degli impiccati, il rogo delle streghe),
ma allo stesso tempo più ricca e varia. La sceneggiatura tuttavia risulta meno compatta e lineare, con alcune parti troppo a sé stanti (la faccenda di Pattume) ed alcuni snodi risolti sbrigativamente come il passaggio frettoloso della scena dall’Italia alla Terra Santa. Ottima colonna sonora.
L’opinione di Jonas dal sito http://www.filmtv.it
Sequel di L’armata Brancaleone, che si concludeva appunto con la partenza dei nostri per la Terrasanta al seguito del monaco Zenone. A parte il protagonista, rispetto al primo episodio la squadra è completamente rinnovata: in particolare va segnalato l’ingresso del soldato vigliacco Paolo Villaggio (col consueto accento da professor Kranz),
del penitente Gigi Proietti e della strega Stefania Sandrelli, mentre Beba Loncar sostituisce Catherine Spaak nel ruolo della biondona oggetto dei desideri maschili. Non cambia invece la sostanza, e il gioco è ormai risaputo, anche se si cerca di rivitalizzarlo con qualche invenzione: la sfida con la Morte in stile Il settimo sigillo,
i discorsi degli impiccati, i dialoghi in ottonari a rima baciata (espediente tirato un po’ troppo per le lunghe).
Opinioni tratte dal sito http://www.davinotti.com
Cangaceiro
Così come l’opera prima anche questo è un film soprattutto da ascoltare, carico di nuove peripezie linguistiche che sfociano nella parte con Celi mirabilmente recitata quasi tutta in rima. I dialoghi sono come una linfa vitale che anima una disavventura errabonda episodica e macchinosa, in cui i guizzi divertenti
soffocano tra parentesi stiracchiate francamente noiose (ma il capostipite tutto sommato non era da meno). Gassman ancora sugli scudi rende Brancaleone eroico nel finale desertico e metafisico, mentre la Sandrelli dà freschezza al gruppo.
Gugly
Sequel che come qualità può essere eguagliato al primo film; momenti comici a parte, colpiscono le stoccate all’intolleranza (la caccia alle streghe, l’albero degli impiccati); Gassman si conferma attore “grande” per prestanza fisica, capace di ridursi ad un norcino scalcagnato e sfortunato.
Fra i comprimari la menzione speciale spetta a Celi, che ricorda delle sue origini siciliane per mettere in scena la versione in carne ed ossa dei pupi.
Fabbiu
Brancaleone da Norcia (un teatralissimo Gassman che da la massima prova di se nei monologhi) verso la Terra Santa a capo di un’armata di sfigati: un cieco in groppa a un burbero, un soldato tedesco (Paolo Vilaggio, il minore tra tutti), un peccatore masochista, una strega,
un nano e un “lebbroso” che li segue a debita distanza. Le scenografie sono deliziose e il mix latino-arcaico volgare che contraddistingue la parlata raggiunge apici di genialità assoluta (un po’ meno quando per l’abbondante parte finale diventa tutto in rima). Divertente.
Rambo90
Monicelli si diverte a gettare i suoi “eroi” in imprese ancora più assurde e grottesche che nel prototipo e il risultato è molto divertente, nonostante una durata forse eccessiva. Gassman è grande, ben coadiuvato da un cast completamente rinnovato: Celi che parla in rima,
Villaggio alemanno e un’incantevole Sandrelli sono comprimari di grande spessore (ma anche Proietti che si divide in ben tre parti). Bellissimo da un punto di vista visivo il duello con la morte. Colonna sonora fondamentale.
Jandileida
Stessi pregi e stessi difetti per il Brancaleone che si getta a liberar il sacro sepolcro. Migliora molto la scrittura e la struttura della storia, più omogenea e con l’ottima intuizione, che ricorda la scrittura cortese, di far introdurre i singoli episodi da dei cartelli;
purtroppo però i momenti di stasi permangono e sembra quasi che la maggior cura nello scrivere la storia abbia fatto perdere un po’ della sgangherata freschezza del primo episodio. Insomma, io ho riso pochino ma alcune scene sono ottime (come la lotta con la Morte nel deserto).
Quando il cinema fa flop
La macchina o la fabbrica dei sogni, Hollywood, non ha conosciuto solo successi e incassi. Ha avuto viceversa produzioni costose, fastose, che si sono rivelate fallimenti clamorosi al botteghino. Film non necessariamente brutti, ma semplicemente o troppo complessi, come nel caso del capolavoro di Cimino, I cancelli del cielo o al contrario così deludenti dopo l’uscita nelle sale da determinare il passaparola che decreta sempre, da parte del pubblico, il successo o il fiasco al botteghino.
Isabelle Huppert in I cancelli del cielo
Un altro flop: Flash Gordon
Il cinema vive sul biglietto staccato al box office; una regola commerciale e impietosa; oggi, a mitigare la delusione dei produttori arriva il mercato dell’home video, permettendo alle major cinematografiche di rifarsi, almeno in parte, delle somme investite. Ci sono film, come Waterworld, di Kevin Kostner, costati uno sproposito e poi rivelatisi un fallimento clamoroso, che nel corso degli anni successivi alla sua uscita ha recuperato parecchio proprio grazie al mercato dell’home video;lo stesso si può dire del faraonico Dune, di David Lynch, oggi diventato un autentico cult, ma che all’epoca dell’uscita nelle sale incassò a mala pena un decimo della somma spesa per girarlo.
Jennifer Lopez in Gigli
Dustin Hoffman,protagonista di Ishtar
Arnold Schwarznegger nel clamoroso fiasco Last action hero
Ho citato tre film che sono stati un’autentica sciagura per le case che li hanno prodotti; paradossalmente, i tratta di tre ottimi film, sopratutto I cancelli del cielo. Un western atipico, girato da Cimino sull’onda del grandissimo successo di Il cacciatore; un film straordinario, un affresco potente e drammatico della storia nascosta degli americani, quella che non amano ricordare; un film assolutamente unico per fastosità, ambientazione e per la bellezza lirica delle immagini usate.
Per quegli strani giochi del destino che determinano il successo o il fiasco di una produzione, il film di Cimino mandò in bancarotta la United Artist, che lo aveva prodotto. Altro esempio di cinema di assoluto livello bocciato ai botteghini è Dune; chi non ha letto Herbert, l’autore del ciclo di romanzi da cui è tratto il film non può capire la difficoltà di condensare in tre ore una storia complessa e ingarbugliata come quella della saga di Arrakis, degli Harkonnen, del duca Leto; e Lynch, il regista, ci mise del suo, costruendo un film geniale e visionario, ma molto lontano dal classico film hollywoodiano, dai gusti del pubblico. Con il risultato di mandare in crisi De Laurentis.
Ragtime
Silvester Stallone nello sfortunato Rambo III
Waterworld, di Kostner, è effettivamente un film pieno di buchi, ma dignitoso; costato uno sproposito, vide i tempi della sua realizzazione dilatati, scenografie sontuose, liti e risse verbali tra produzione e regista, con il risultato di fare fiasco al botteghino. Stessa sorte, anche se sicuramente meno deficitaria rispetto agli investimenti, toccò agli inizi degli anni 60 a Cleopatra, il film diretto da Mankiewicz, che costò uno sproposito e incassò meno della metà al botteghino. Il film, peraltro dignitoso, ebbe un suo seguito più per la storia d’amore tra i protagonisti, Liz Taylor e Richard Burton, che per le sue doti.

Il flop di Kostner, Waterworld
Uno degli insuccessi meno prevedibili e più grandi fu quello di Last action hero, diretto da John Mc Tiernan; il film, che voleva essere una parodia degli action americani, contava sulla presenza, nel cast, di Arnold Scwarznegger; lungi dall’essere attratti, gli spettatori, davvero pochi, bocciarono senza pietà una pellicola effettivamente debole. Buon per Spielberg che rifiutò la direzione del film, visto che stava preparandosi a girare il suo capolavoro, Schindler list. Mc Tiernan, che veniva da Caccia a ottobre rosso, ma anche dal clamoroso fiasco di Mato grosso,riuscirà a riprendersi solo con Die hard.
1941 allarme a Hollywood, il fiasco di Spielberg
Una scena dal film Beloved
Bounty,con un giovane Mel Gibson
Un altro clamoroso fiasco ai botteghini fu Un sogno lungo un giorno, di Coppola;troppo in anticipo sui tempi,il film costò al regista la perdita della Zootrope,la neonata casa di produzione fondata con molte speranze e che invece fallì miseramente. Anche Cotton club, un gran bel film diretto ancora da Coppola non ebbe un buon riscontro al box office, pur non potendosi definire un autentico flop. Invece un flop clamoroso fu senz’altro 1941 allarme ad Hollywood, opera ambiziosa, divertente, in stile helzapoppin diretta da Spielberg. con un cast stellare, che andava da Belushi (praticamente ubriaco ogni giorno delle riprese) a Christopher Lee e Toshiro Mifune. Il film, una commedia sarcastica e ironica sulla paura derivata nella mecca del cinema dall’avvistamento di un sommergibile giapponese al largo della costa americana, venne impietosamente bocciata dal pubblico, nonostante i momenti spassosi non mancassero di certo.

Liz Taylor in Cleopatra
Flash Gordon, pellicola diretta da Hodges, Ragtime, di Milos Forman e Il Bounty di Donaldson possono essere definiti flop; costati tantissimo, questi film non hanno avuto assolutamente riscontro di pubblico. Come Rambo III, di Stallone, che segnò in qualche modo il declino dell’attore americano; nella storia recente si sono visti clamorosi fiaschi per registi di valore. come nel caso di Gigli, diretto da Martin Brest, con l’improbabile coppia Affleck-Lopez, di Beloved, per la regia di J.Demme, film brutto e scansato come la peste dagli spettatori.
Il bellissimo ma incompreso Dune, di David Lynch
Spesso un film diventa un flop anche per la stroncatura della critica; a questa regola non può opporsi nessuno, che sia un regista di grido o che sia un grande attore. Un caso emblematico è quello di Ishtar, ilm del 1987 diretto da Elaine May, con protagonisti Isabelle Adjani, Dustin Hoffman e Warren Beatty. Stroncato dalla critica, il film, che narra l’odissea di due cantautori in viaggio in Medio Oriente irretiti da una bella donna, e che si trovano nel bel mezzo di una rivoluzione divenne uno dei fiaschi più colossali della storia del cinema. Qualcuno arrivò a dire che rappresentava “un’offesa all’intelligenza, sia del pubblico, sia degli attori”.

Il fiasco di Coppola, Un sogno lungo un giorno
Una legge dura, quella del box office;che non risparmia praticamente nessuno, sia che si tratti del prestigioso regista che ha vinto l’oscar, sia che si tratti dell’attore sulla cresta dell’onda.
Classifica al botteghino 1980
1) Ricomincio da tre di Massimo Troisi
con Massimo Troisi – Lello Arena – Fiorenza Marchegiani – Deddi Savagnone – Lino Troisi – Renato Scarpa
Giudizio:![]()

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2) Il bisbetico domato di Castellano & Pipolo
con Adriano Celentano – Ornella Muti – Edith Peters – Milly Carlucci
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3) Fantozzi contro tutti di Paolo Villaggio & Neri Parenti
con Paolo Villaggio – Milena Vukotic – Gigi Reder – Diego Abatantuono – Giuseppe Anatrelli – Plinio Fernando
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4) L’impero colpisce ancora (The Empire Strikes Back) di Irvin Kershner
con Mark Hamill – Harrison Ford – Carrie Fisher – Billy Dee Williams – Dave Prowse – Anthony Daniels – Alec Guinness – Frank Oz
5) Asso di Castellano & Pipolo
con Adriano Celentano – Edwige Fenech – Renato Salvatori
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6) Il pap’occhio di Renzo Arbore
con Renzo Arbore – Roberto Benigni – Isabella Rossellini – Manfred Freyberger – Mario Marenco – Andy Luotto – Luciano De Crescenzo – Diego Abatantuono – Ruggero Orlando – Martin Scorsese
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7) Mia moglie è una strega di Castellano & Pipolo
con Renato Pozzetto – Eleonora Giorgi – Lia Tanzi – Helmut Berger – Sonia Otero
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8 ) Laguna blu (The Blue Lagoon) di Randal Kleiser
con Brooke Shields – Gus Mercurio – Jeffrey Measn – Leo McKern – Gleen Kohan – Elva Josephson – Alan Hopgood – William Daniels – Christopher Atkins
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9) Il vizietto 2 (La cage aux folles 2) di Edouard Molinaro
con Ugo Tognazzi – Michel Serrault – Paola Borboni – Marcel Bozzuffi – Michel Galabru – Roberto Caporali – Claire Maurier
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10) Shining (The Shining) di Stanley Kubrick
con Jack Nicholson – Shelley Duvall – Danny Lloyd – Scatman Crothers – Barry Nelson – Philip Stone – Joe Turkel
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Altri film oltre la decima posizione:
11) Biancaneve e i 7 nani [R] (Snow White and the Seven Dwarfs) di Walt Disney
Riedizione cartone animato
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12) The Blues Brothers (The Blues Brothers) di John Landis
con John Belushi – Dan Aykroyd – Kathleen Freeman – James Brown – Henry Gibson – Carrie Fisher – Cab Calloway – Ray Charles – Aretha Franklin – John Candy – John Lee Hooker – Charles Napier
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13) Camera d’albergo di Mario Monicelli
con Vittorio Gassman – Monica Vitti – Enrico Montesano – Nestor Garay – Ida Di Benedetto – Gianni Agus
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14) Zucchero miele e peperoncino di Sergio Martino
con Pippo Franco – Edwige Fenech – Renato Pozzetto – Lino Banfi – Dagmar Lassander – Glauco Onorato
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15) Mi faccio la barca di Sergio Corbucci
con Laura Antonelli – Johnny Dorelli – Christian De Sica – Daniele Formica
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16) Gente comune (Ordinary People) di Robert Redford
con Donald Sutherland – Mary Tyler Moore – Timothy Hutton – Elizabeth McGovern – Judd Hirsch – Dinah Manoff – M. Emmet Walsh
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17) Io e Caterina di Alberto Sordi
con Alberto Sordi – Edwige Fenech – Catherine Spaak – Rossano Brazzi – Valeria Valeri
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18 L’aereo più pazzo del mondo (Airplane) di Jim Abrahms & Jerry e David Zucker
con Robert Hays – Julie Hagerty – Kareem Abdul-Jabbar – Lloyd Bridges – Peter Graves – Leslie Nielsen
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19) Flash Gordon (Flash Gordon) di Mike Hodges
con Sam J. Jones – Max von Sydow – Ornella Muti – Brian Blessed – Timothy Dalton – Topol – Mariangela Melato – Melody Anderson
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20) Oltre il giardino (Being There) di Hal Ashby
con Peter Sellers – Shirley MacLaine – Melvyn Douglas – Jack Warden – Richard Basehart
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Stefania Sandrelli
62 anni, toscana di Viareggio, Stefania Sandrelli è una delle attrici italiane più eclettiche e brave, fin dal suo esordio avvenuto nel 1961 sotto la regia di Luciano Salce, in Il federale. Aveva solo 15 anni quando partecipò a Miss Italia, mettendosi in mostra per la sua bellezza particolare, oltre che per un fisico aggraziato, dalle forme mediterranee, che in seguito diventaeranno piene, e che le permetteranno, a 37 anni, di recitare in un film al calor bianco, La chiave di Tinto Brass, in cui il suo copro maturo fece scandalo e fece contemporaneamente sognare un’altra generazione di appassionati cinefili.
Una scena del film Sedotta e abbandonata
Se nel Il federale già si intuiscono le sue doti, con Divorzio all’italiana di Pietro Germi, al fianco di mastroianni, diventa già un mito, nel ruolo di Angela, sogno proibito di un marito sposato ad una donna bruttina, e che alla fine impalmerà dopo un delitto d’onore. Seguono quattro film poco indicativi, che le servono per fare gavetta, ma nel 1964 torna al grande successo con Sedotta e abbandonata, nel ruolo di Agnese, una ragazza innamorata di suo cognato. Un film dal tema scabroso, che crea attorno all’attrice un clima di torbida sensualità e peccato.
L’anno successivo è la volta di Io la conoscevo bene, di Pietrangeli, in cui è Adriana, una ragazza che per far carriera nel mondo dello spettacolo non esita a usare il suo splendido corpo per sedurre coloro che possono tornarle utile, ma che pagherà alla fine un prezzo altissimo alla sua ambizione. Nel film ha accanto molti bravi attori, come Manfredi, Franco nero, Tognazzi, Frannco Fabrizi. La sua carriera è in piena ascesa, e gira altri film, come L’immorale, ancora diretta da Germi, L’amante di Gramigna, con la regia di Lizzani.
Nel film Il conformista di Bertolucci
Un fotogramma di Una donna allo specchio
Dal film C’eravamo tanto amati
Nel 1970 è la bellissima protagonista di Brancaleone alle crociate, regia di Monicelli,nel quale ricopre il ruolo di Tiburzia, la strega che alla fine si immola per amore del suo Brancaleone. Sempre nel 1970 è nel cast del bellissimo Il conformista, di Bertolucci, nel ruolo di Giulia, e continua ad alternare film di gran livello con altri girati per evidenti ragioni di cassetta, come il pur discreto La tarantola dal ventre nero, di Paolo Cavara, o Il diavolo nel cervello, di Sollima.

Con Giancarlo Giannini in La tarantola dal ventre nero
Nel film Per amore,solo per amore
E’ comunque un’attrice stimata, i registi la cercano, in fin dei conti ha soltanto 26 anni e la strada del cinema appare tutta in discesa; nel 1972 altro grande successo, di critica e di pubblico, con l’interpretazione della appiccicosa Mariarosa in Alfredo Alfredo, girato da Germi e interpretato al fianco di Dustin Hofman. Nel 1974 è nel cast di uno dei film più belli del cinema italiano, C’eravamo tanto amati, di Scola; lei è Luciana, donna tormentata, che dividerà un gruppo di amici, prima di sposare il suo primo amore.
Dal film Prosciutto prosciutto
Nel 1976 è nel cast di Quelle strane occasioni; bellissima e seducente, recita il ruolo di una donna che rimane chiusa in un ascensore a ferragosto con un prelato (Alberto Sordi), tentandolo come San Francesco. Sempre nel 1976 è nel cast di un’altra pietra miliare del nostro cinema, Novecento, di Bernardo Bertolucci; seguono alcuni film decisamente in tono minore, con l’eccezione dello sfortunato L’ingorgo, di Comencini, un film molto ambizioso, a partire dal cast stellare, ma che si rivelò un flop clamoroso. Nel 1980 torna a lavorare con Scola, nel bellissimo La terrazza, che rappresenta un punto di svolta della sua vita artistica.
Nel film Viaggio di nozze
e nello scabroso L’attenzione
Accade che, nel pieno della sua maturità di donna e in quella artistica, quando è una donna bellissima e ammirata, un’attrice con un palmares da far invidia, accetta parti in film francamente discutibili; entra nei cast di Eccezziunale veramente, Vacanze di natale, La disubbidienza. Sono film di basso livello, Vacanze di natale è il primo vero cinepanettone,e francamente non si capisce cosa abbia provocato questa svolta.
Quelle strane occasioni
Nel 1983 arriva La chiave; la Sandrelli, dal corpo maturo e abbondante, diventa d’un colpo un sogno erotico non nascosto. La torbida storia, l’esposizione del suo corpo pieno, ne fanno un’icona del cinema erotico. Così gira, in rapida successione, altre pellicole di scarso valore, ma in cui il protagonista è lui, il suo corpo. E’ il caso di L’attenzione, di Soldati, di Una donna allo specchio, per la regia di Quaregna.

Stefania Sandrelli in Dove vai in vacanza?
Dopo D’Annunzio, del 1985, e dopo Mamma Ebe di Lizzani, dedicato alla vita della controversa donna che plagiò donne e che aveva fama di santona, eccola finalmente in un grande film, Speriamo che sia femmina, di Comencini, nel quale è Lolli, l’amante del conte. E’ una nuova stagione, dopo i discutibili film erotici che ha interpretato; gira Secondo Ponzio Pilato, di Magni,Gli occhiali d’oro, di Montaldo e lo splendido La famiglia, ancora una volta con Scola.
Due fotogrammi di La chiave, di Tinto Brass
E’ di nuovo lei, la musa degli spettatori; bella, matura e sensuale, lavora con Benigni nel Piccolo diavolo, e in Mignon è partita della Archibugi. Da quel momento gira solo film di buon livello, cosa testimoniata dal valore dei registi, che sono la Von trotta, Peter Dal Monte, la Archibugi, Bigas Luna, la Wertmuller, e con alcuni registi di ottimo livello, ma ancora sconosciuti.
Una rara immagine di L’amante di Gramigna
E’ nei cast di D’amore e d’ombra,Con gli occhi chiusi,Per amore solo per amore,Biscotti e Ninfa plebea. Negli anni novanta tenta, con successo, la carta televisiva; al fianco di Gigi Proietti gira Il maresciallo Rocca, una delle serie televisive di maggior successo di sempre. Il ruolo di Margherita, la sfortunata farmacista moglie del maresciallo, le consegna una popolarità enorme, che la propone alle nuove generazioni. La tv le piace, e la ritroviamo al fianco della figlia Amanda in Il bello delle donne,proprio nel nuovo secolo.
Il cinema comunque resta il suo vero interesse; con la Comencini gira Matrimoni, con Muccino L’ultimo bacio,fino al recentissimo Un giorno perfetto, per la regia di Ozpetech.
Stefania Sandrelli è stata un’ attrice eclettica, capace di passare indifferentemente da ruoli drammatici a leggeri, o anche comici. Un grande talento, il suo, unito ad una bellezza che ha esaltato le sue doti naturali. Oggi è una matura signora ancora in grado di far sognare il suo pubblico, che la segue da 40 anni con affetto e ammirazione; assieme alla Vitti, alla Loren, alla Melato, è considerata una delle migliori interpreti del cinema italiano di sempre.
Lo sciacallo
Il maestro di nuoto
Divorzio all’italiana
Les magiciens
La sposa era bellissima
Il diavolo nel cervello
Con Lara Wendel in Desideria la vita interiore
Avventuriere a Tahiti
Partner
Scena tratta da L’ultimo bacio
Nel film La bella di Lodi
In Vacanze di natale
Profezia di un delitto
Mi faccia causa
Le donne della vita
La terrazza
La famiglia
La disubbidienza
Delitto d’amore
Secondo Ponzio Pilato
Un avventuriero a Tahiti
Tutta colpa della musica
Te lo leggo negli occhi
Police Python 357
Meno male che ci sei
L’immorale
La prima cosa bella
La donna della mia vita
Il morso del serpente
Il momento magico
Il maresciallo Rocca
Il federale
Il bello delle donne
Un’estate con sentimento
Novecento
L’ingorgo
Io ti assolvo
Il maestro di nuoto
Evelina e i suoi figli
Ce n’è per tutti
Bello mio bellezza mia
D’amore e d’ombra
Eccezziunale veramente
Esperando al mescadas
Il generale Dalla Chiesa
Il pesce pettine
Il piccolo diavolo
Io sono mia
La moglie ingenua e il marito malato
La stella del parco
Le faremo tanto male
Lo zio indegno
L’oeil écarlate
Stradivari
Tracce di vita amorosa
Un’estate con sentimento
Una grande famiglia
Vacanze di Natale 83
(1961) Il federale, regia di Luciano Salce
(1961) Gioventù di notte , regia di Mario Sequi
(1961) Divorzio all’italiana, regia di Pietro Germi
(1963) La bella di Lodi, regia di Mario Missiroli
(1963) Les Vierges, regia di Jean-Pierre Mocky
(1963) Il fornaretto di Venezia, regia di Duccio Tessari
(1963) Lo sciacallo, regia di Jean-Pierre Melville
(1964) Sedotta e abbandonata, regia di Pietro Germi
(1964) L’amore e la chance, episodio I fidanzati della fortuna, regia di Eric Schlumberger
(1965) Io la conoscevo bene, regia di Antonio Pietrangeli
(1966) Avventuriere a Tahiti, regia di Jean Becker
(1967) L’immorale, regia di Pietro Germi
(1968) Partner , regia di Bernardo Bertolucci
(1969) L’amante di Gramigna , regia di Carlo Lizzani
(1970) Brancaleone alle crociate, regia di Mario Monicelli
(1970) Un estate con sentimento, regia di Roberto B. Scarsella
(1970) Il conformista, regia di Bernardo Bertolucci
(1971) La tarantola dal ventre nero, regia di Paolo Cavara
(1972) Il diavolo nel cervello , regia di Sergio Sollima
(1972) Alfredo, Alfredo, regia di Pietro Germi
(1974) Delitto d’amore , regia di Luigi Comencini
(1974) C’eravamo tanto amati, regia di Ettore Scola
(1976) Quelle strane occasioni, episodio L’ascensore, regia di Luigi Comencini
(1976) Police Python 357, regia di Alain Corneau
(1976) Le voyage de noces, regia di Nadine Trintignant
(1976) Profezia di un delitto, regia di Claude Chabrol
(1976) Novecento, regia di Bernardo Bertolucci
(1978) Dove vai in vacanza?, episodio Sarò tutta per te, regia di Mauro Bolognini
(1978) Io sono mia, regia di Sofia Scandurra
(1979) L’ingorgo – Una storia impossibile, regia di Luigi Comencini
(1979) Le maître-nageur, regia di Jean-Louis Trintignant
(1980) Nell’occhio della volpe, regia di Antonio Drove
(1980) La terrazza, regia di Ettore Scola
(1980) Desideria: La vita interiore, regia di Gianni Barcelloni
(1981) La disubbidienza, regia di Aldo Lado
(1982) Bello mio, bellezza mia, regia di Sergio Corbucci
(1982) Eccezzziunale… veramente, regia di Carlo Vanzina
(1983) Vacanze di Natale, regia di Carlo Vanzina
(1983) La chiave, regia di Tinto Brass
(1984) Il momento magico, regia di Luciano Odorisio
(1984) Mi faccia causa, regia di Steno
(1984) L’attenzione, regia di Giovanni Soldati
(1984) Una donna allo specchio, regia di Paolo Quaregna
(1985) Segreti segreti , regia di Giuseppe Bertolucci
(1985) D’Annunzio, regia di Sergio Nasca
(1985) Mamma Ebe , regia di Carlo Lizzani
(1986) La sposa era bellissima, regia di Pál Gábor
(1986) La sposa americana, regia di Giovanni Soldati
(1986) Speriamo che sia femmina, regia di Mario Monicelli
(1987) Secondo Ponzio Pilato, regia di Luigi Magni
(1987) L’estate impura, regia di Pierre Granier-Deferre
(1987) La famiglia , regia di Ettore Scola
(1987) Gli occhiali d’oro, regia di Giuliano Montaldo
(1988) Mignon è partita, regia di Francesca Archibugi
(1988) Il piccolo diavolo, regia di Roberto Benigni
(1989) Stradivari, regia di Giacomo Battiato
(1989) Lo zio indegno , regia di Franco Brusati
(1990) Evelina e i suoi figli, regia di Livia Giampalmo
(1990) L’Africana, regia di Margarethe Von Trotta
(1990) Il male oscuro, regia di Mario Monicelli
(1990) Tracce di vita amorosa , regia di Peter Del Monte
(1992) Nottataccia, regia di Duccio Camerini
(1992) Prosciutto prosciutto, regia di Bigas Luna
(1992) Non chiamarmi Omar, regia di Sergio Staino
(1993) Per amore, solo per amore, regia di Giovanni Veronesi
(1993) L’oeil écarlate, regia di Dominique Roulet
(1994) D’amore e ombra, regia di Betty Kaplan
(1994) Con gli occhi chiusi, regia di Francesca Archibugi
(1995) Palermo Milano sola andata, regia di Claudio Fragasso
(1995) Mister Dog, regia di Gianpaolo Tescari
(1995) Compromesso d’amore, regia di Santiago San Miguel
(1995) Caramelle, regia di Cinzia Th. Torrini
(1996) Biscotti, regia di Davide Grassetti e Fabrizio Sferra
(1996) Io ballo da sola, regia di Bernardo Bertolucci
(1996) Ninfa plebea, regia di Lina Wertmüller
(1998) Le faremo tanto male, regia di Pino Quartullo
(1998) La cena, regia di Ettore Scola
(1998) Matrimoni, regia di Cristina Comencini
(1999) Volavérunt, regia di Bigas Luna
(2000) L’altra faccia della luna, regia di Lluís Josep Comerón
(2000) Esperando al mesías, regia di Daniel Burman
(2001) L’ultimo bacio, regia di Gabriele Muccino
(2001) Figli/Hijos, regia di Marco Bechis
(2003) La vita come viene, regia di Stefano Incerti
(2003) Un film parlato, regia di Manoel de Oliveira
(2004) Te lo leggo negli occhi, regia di Valia Santella
(2008) Un giorno perfetto, regia di Ferzan Ozpetek

Classifica al botteghino 1975
1) Amici miei
di Mario Monicelli; con: Ugo Tognazzi, Philippe Noiret, Gastone Moschin, Adolfo Celi, Duilio Del Prete, Olga Karlatos, Milena Vukotic.
Giudizio:



2) Lo squalo (Jaws)
di Steven Spielberg; con: Robert Shaw, Roy Scheider, Richard Dreyfuss, Lorraine Gary, Murray Hamilton, Carl Gottlieb.
Giudizio:![]()



3) Qualcuno volò sul nido del cuculo (One Flew Over the Cuckoo’s Nest)
di Milos Forman; con: Jack Nicholson, Louise Fletcher, William Redfield, Will Sampson, Brad Dourif, Christopher Lloyd, Danny DeVito
Giudizio:![]()



4) I tre giorni del condor (Three Days of the Condor)
di Sidney Pollack; con: Robert Redford, Faye Dunaway, Cliff Robertson, Max von Sydow, John Houseman, Carlin Glynn.
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5) Di che segno sei?
di Sergio Corbucci; con: Paolo Villaggio, Giuliana Calandra, Adriano Celentano, Mariangela Melato, Renato Pozzetto, Giovanna Ralli, Alberto Sordi, Luciano Salce.
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6) Bluff – Storia di truffe e d’imbroglioni
di Sergio Corbucci; con: Adriano Celentano, Anthony Quinn, Capucine, Corinne Cléry
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7) Il Padrino, Parte II (The Godfather, Part II)
di Francis Ford Coppola; con: Al Pacino, Robert De Niro, Diane Keaton, Robert Duvall, John Cazale, Lee Strasberg, Michael V. Gazzo, Gastone Moschin, Talia Shire, Danny Aiello, James Caan, Leopoldo Trieste, Joe Spinell, Harry Dean Stanton, Roger Corman.
Giudizio:




8 ) L’anatra all’arancia
di Luciano Salce; con: Monica Vitti, Ugo Tognazzi, Barbara Bouchet, John Richardson
Giudizio:

9) Mandingo
di Richard Fleischer; con: James Mason, Susan George, Perry King, Ken Norton, Richard Ward
Giudizio:

10) Il padrone e l’operaio
di Steno; con: Renato Pozzetto, Teo Teocoli, Francesca Romana Coluzzi, Gianfranco Barra, Loris Zanchi
Giudizio:
Altri film dopo la decima posizione:
11) Il secondo tragico Fantozzi
di Luciano Salce; con: Paolo Villaggio, Anna Mazzamauro, Gigi Reder, Giuseppe Anatrelli, Plinio Fernando, Ugo Bologna, Liù Bosisio, Antonino Faà di Bruno.
Giudizio:![]()


12) Salon Kitty
di Tinto Brass; con: Ingrid Thulin, Helmut Berger, Teresa Ann Savoy, Bekim Fehmiu, Tina Aumont, John Steiner, Maria Michi, Stefano Satta Flores, John Ireland, Paola Senatore
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13) Ultime grida dalla savana
di Antonio Climati & Mario Morra
Documentario
Giudizio:![]()


14) Il soldato di ventura
di Pasquale Festa Campanile; con: Bud Spencer, Franco Agostini, Enzo Cannavale, Philippe Leroy, Andréa Ferréol, Jacques Dufilho, Oreste Lionello
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15) Due cuori e un cappella
di Maurizio Lucidi; con: Renato Pozzetto, Agostina Belli, Aldo Maccione, Leopoldo Trieste, Massimo Boldi, Alvaro Vitali, Ursula Andress.
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16) Una sera, c’incontrammo
di Piero Schivazappa; con: Johnny Dorelli, Fran Fullenwider, Lia Tanzi, Gabriella Giacobbe, Ugo D’Alessio
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17) Un genio, due compari, un pollo
di Damiano Damiani; con: Terence Hill, Miou-Miou, Robert Charlebois, Patrick McGoohan, Klaus Kinski, Raimund Harmstorf.
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18 ) Pasqualino Settebellezze
di Lina Wertmuller con Giancarlo Giannini, Fernando Rey, Shirley Storey, Elena Fiore
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19) Emanuelle nera
di Albert Thomas; con: Laura Gemser – Karin Schubert – Isabelle Marchal – Angelo Infanti
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20 ) Rollerball (Rollerball)
di Norman Jewison
con James Caan, John Houseman, Maud Adams, John Beck, Moses Gunn, Ralph Richardson
Giudizio:



Paola Senatore
Una carriera che si è evoluta sempre attraverso partecipazioni di secondo piano in film della cosidetta commedia erotica all’italiana, quella di Paola Senatore,nata a Roma nel 1949. Una carriera segnata da un brusco stop nel 1985, quando ormai era in netto declino e l’attrice, per vivere, dovette girare una pellicola hard, Non stop sempre buio in sala. Vicissitudini personali che la accomunano ad altre due attrici che fecero la stessa scelta, Lilli Carati e Karin Schubert.

Paola Senatore in Action di Tinto Brass
La prima particina Paola Senatore la ebbe nel film Robin Hood,l’invincibile arciere, modesto film di Jose Luis Merino, nel 1970. Paola è una bella ragazza, ha 21 anni ed è entusiasta del cinema. Ma per due anni nessuno le offre scritture, così nel 1972 entra nel cast di quello che sarà il suo primo film a sfondo erotico, AAA massagiatrice bella presenza offresi, di Demofilo Fidani, nel quale è Cristina, al fianco di una vecchia gloria come Yvonne Sanson.L’anno successivo Rino De Silvestro la vuole nel film Diario segreto di un carcere femminile, al fianco di alcune bellissime dello schermo come Anita Strindberg, l’esordiente Jenny Tamburi e Eva Czemerys, Sempre nel 1973 è nel cast di Ricco e poi in quello di Servo suo.
Paola Senatore nel film Servo suo
Non ha grandi parti, nei film, ma è molto bella, disponibile e quindi la chiamano per Storia di una monaca di clausura, diretto da Paolella su un testo di Tonino Cervi, che ha un cast davvero ottimo, nel quale ci sono Catherine Spaak, Suzy Kendall, Tino Carrano, Eleonora Giorgi e Umberto Orsini. E’ un film di discreto livello, ed i due film successivi sembrano poterla lanciare in film dalla buona caratura, come il thriller Il fiore dai petali d’acciaio,di Gianfranco Piccioli, nel quale è Daniela, una ragazza che muore in seguito ad una caduta su un fiore dai petali metallici.La sua bellezza sfolgorante è accentuata dalle scene di nudo; gira quindi Provaci anche tu,Lionel, pretestuoso film che vorrebbe fare la parodia a Provaci ancora Sam di Allen, e che si rivela un flop nonostante la presenza di Oreste Lionello, Ubaldo Lay e Claudio Gora nel cast.
Con Renzo Palmer nel film La dottoressa preferisce i marinai
Nel 1974 gira 5 pellicole, Madeleine anatomia di un incubo,L’erotomane diretto da Vicario, scialba commedia erotica con protagonista un avvocato che in seguito ad un trauma infantile ha problemi di sesso.Il film ha un buon cast, con Vittorio Caprioli, la Dionisio, la Biagini e Jacques Dufilho, ma è un prodotto chiaramente per guardoni;gira L’assassino ha riservato nove poltrone, buon thriller diretto da Bennati, Voglia di lei e Amore quotidiano.
Nel film L’infermiera di notte
Manca la pellicola importante, quella che ti permette di superare la soglia della notorietà, di diventare una star; e per due anni gira pellicole minori, Dimensioni giganti, Calamo e Due prostitute a Parigi. Quando sembra che la sua carriera sia ormai inevitabilmente avviata a comparsate in film di secondo ordine, arriva la chiamata di Tinto brass nel controverso Salon Kitty, storia di un bordello per ufficiali nazisti nel quale vengono carpiti i segreti delle SS; è il 1976 e sembra davvero che possa finalmente fare il salto di qualità.
Paola Senatore in una scena del film Ricco
Arrivano invece, nei due anni successivi, Come cani arrabbiati di Imperoli,Nenè di Samperi e Il ginecologo della mutua ,di D’Amato, che la consegna definitivamente al cinema erotico. Il regista la vuole nel cast di Emmanuelle in America, ennesima variazione del tema erotico con la Gemser, vera star della serie. Le pellicole dei tre anni successivi si chiamano L’infermiera di notte, Immagini di un convento, Dove vai se il vizietto non ce l’hai;tutti film smaccatamente a soggetto sexy, intervallati solo da Action, stranissima pellicola di un Brass ancora iconoclasta, prima della svolta erotica di La chiave.
Due scene tratte da Malombra
Ha ancora una buona opportunità in un cannibal movie, Mangiati vivi, diretto da Lenzi, che ha un buon riscontro quantomeno di pubblico; la sua comunque è una discesa professionale ormai inarrestabile. Gira filmetti come La settimana al mare,La dottoressa preferisce i marinai, Malombra e Maladonna.
Nel film Bersaglio altezza uomo
E’ una parabola declinante irreversibile;il cinema l’ha trattata come una bambola di carne; la sua bellezza è stata un boomerang, che le ha impedito, non per mancanza di doti, di essere scelta per ruoli più importanti in film di livello. Così, complice una situazione privata difficile ( si è innamorata di un attore che la introduce alla droga, ha avuto due gravidanze, di cui una interrotta), accetta di girare un film hard, per soldi.
Il film è il citato Non stop, sempre buio in sala, illuminante, a proposito, quanto dichiarerà a Panorama, il settimanale che la intervista per sapere il perchè della sua scelta.«Io non mi sentivo coinvolta, niente emozioni, nessuna eccitazione, mi imbottivo di eroina. Quel partner era un amico, non lo amavo. Recitavo, in fondo era solo un gioco erotico…».
Il film è penoso, come la condizione fisica dell’attrice, ormai sfiorita; per sfruttare il successo del film usano le scene tagliate per montare un immondo film porno, La sfida erotica, che però la Senatore materialmente non ha mai girato;l’attrice è infatti in prigione, per un’accusa di detenzione di stupefacenti. Nel 1985 viene di nuovo arrestata, e questa volta la sua parabola cinematografica si conclude tristemente.
Paola Senatore era una donna bellissima, che ha pagato scelte sbagliate a caro prezzo; inutile usare i forse, o peggio i se, ma resta il dubbio che una scelta professionale e di vita diversa, l’avrebbe portata a interpretare ruoli dignitosi; la stoffa c’era, le capacità anche.
Sicuramente hanno giocato gli incontri sbagliati e una vita personale burrascosa; certi eccessi il cinema li perdona solo alle grandi star.
Paola Senatore in Fury
AAA massaggiatrice bella presenza offresi
Diario segreto di un carcere femminile
Dove vai se il vizietto non ce l’hai?
Due prostitute a Pigalle
Mangiati vivi
Non stop
Madeline anatomia di un incubo
L’erotomane
L’assassino ha riservato 9 poltrone
La settimana al mare
Emanuelle in America
Come cani arrabbiati
Robin Hood, l’invincibile arciere (1970)
A.A.A. Massaggiatrice bella presenza offresi (1972)
Servo suo (1973)
Il fiore dai petali d’acciaio (1973)
L’amore quotidiano (1973)
Provaci anche tu, Lionel (1973)
Storia di una monaca di clausura (1973)
Madeleine, anatomia di un incubo (1974)
The models (1974)
Un tipo con una faccia strana ti cerca per ucciderti (1974)
Diario segreto da un carcere femminile (1974)
L’assassino ha riservato nove poltrone (1974)
L’erotomane (1974)
Salon Kitty (1975)
Calamo (1975)
Emanuelle in America (1976)
Come cani arrabbiati (1976)
Dimensioni giganti (1976)
Voglia di lei (1976)
Casa Machada (1977)
Nenè (1977)
Il ginecologo della mutua (1977)
La donna della calda terra 1978
I guappi non si toccano (1979)
Action (1979)
Bersaglio altezza uomo (1979)
L’infermiera di notte (1979)
Immagini di un convento (1979)
Dove vai se il vizietto non ce l’hai? (1980)
Mangiati vivi! (1980)
La settimana al mare (1981)
La dottoressa preferisce i marinai (1981)
Ti spacco il muso bimba (1983)
Maladonna (1983)
Malombra (1984)
Non stop sempre buio in sala (1985)
Il mondo dei robot

RomanWorld, MedievalWorld e WesternWorld,sono i nomi dell’ultimo ritrovato tecnologico per oziosi e annoiati ricchi;Delos,il parco che racchiude i tre diversi ambienti,uno dedicato all’antica Roma,uno al mondo medioevale e l’ultimo al West costa 1000 dollari al giorno,ma la gente fa la fila per entrare nel parco,in cui tutto è concesso.
Un’avventura galante con un robot uomo o donna,perfettamente identico agli umani,oppure anche l’emozione e il brivido di uccidere un robot che assomiglia in tutto e per tutto al suo alter ego umano.
Joe e Pete,due amici in cerca di emozioni,giungono a Western world,un villaggio western con tanto di sceriffo,saloon e sparatorie,oltre che con le immancabili belle ragazze;il tutto è controllato,giorno e notte,da una centrale nascosta,in cui uomini in camice bianco assicurano 24 ore al giorno,la riparazione dei robot colpiti dalle pallottole,o comunque supervisionano il corretto funzionamento del parco.
Joe e Pete “uccidono” un robot,in tutto e per tutto simile ad un umano;le loro pistole,che sparano solo su fonti prive di calore,sono l’ideale per colpire i robot,ma non gli umani.
Solo che all’improvviso qualcosa sembra non funzionare più:un cane dapprima,poi un crotalo,non rispondono ai comandi. In Medieval world un robot ferisce con la spada un turista,un crotalo morde un operatore del parco,e come un virus,il contagio passa da robot a robot.
Uno di questi,ucciso da John,sfida nuovamente a duello l’uomo,solo che questa volta la sua pallottola non è salve;John cade sotto gli occhi allibiti di Pete,che subito dopo è costretto a fuggire perché l’implacabile robot si mette sulle sue tracce. Ha inizio per l’uomo una fuga disperata, mentre dal centro di controllo, impotenti, gli addetti pian piano muoiono tutti senza aria. Pete riesce ad arrivare a Medievalworld, dove trova uno scenario di desolazione; tutti i turisti sono morti,sempre inseguito dall’implacabile pistolero.
Sarà con un bicchiere d’acqua prima e con una torcia poi che alla fine riuscirà ad aver ragione dell’implacabile nemico. Diretto da Michael Crichton con effetti speciali davvero notevoli per l’epoca,Il mondo dei robot è un ottimo prodotto,che mescola finzione con messaggi abbastanza espliciti sul rischio dell’eccessiva automazione, del pericolo che le macchine, fuori controllo,possano un giorno diventare un rischio e non un valore aggiunto per l’umanità.
Il mondo dei robot, un film di Michael Crichton. Con James Brolin, Yul Brynner, Richard Benjamin, Victoria Shaw, Norman Bartold, Alan Oppenheimer, Dick Van Patten. Genere Fantascienza, colore 88 minuti. – Produzione USA 1973.


Yul Brynner: il robot-pistolero
Richard Benjamin: Peter Martin
James Brolin: John Blane
Alan Oppenheimer: Supervisore capo
Victoria Shaw: il robot-regina medievale
Dick Van Patten: banchiere

Regia Michael Crichton
Sceneggiatura Michael Crichton
Fotografia Gene Polito
Montaggio David Bretherton
Musiche Fred Karlin
Tinto Brass
La carriera di Giovanni Brass, conosciuto come Tinto, ha avuto un’evoluzione assolutamente discorde; dal suo esordio dietro la macchina da presa, con In capo al mondo,ovvero chi lavora è perduto, realizzato nel 1963 fino al film La chiave, del 1983, e poi da Miranda ,del 1985, sino ai giorni nostri.
Tina Aumont nel film L’urlo, del 1968
Laureato in giurisprudenza, Brass esordì come assistente di Rossellini, dal quale carpì la sua indubbia capacità di focalizzare l’attenzione sulle scene, sui primi piani e sopratutto il senso del ritmo. geniale, anarchico, irriverente, agli esordi della sua carriera ebbe la fortuna di lavorare da subito con i grandi della regia.
Il primo Brass: Yankee
Nel 1964 gira con Mauro Bolognini e Mario Comencini La mia signora,film ad episodi con Alberto Sordi e Silvana Mangano. Un film divertente, ad episodi, dove si ironizza con intelligenza sugli italiani e sul costume. L’anno successivo è la volta di Il disco volante, nuovamente con Sordi la Mangano e Monica Vitti; il film narra in stile documentario, una presunta invasione di alieni.
Terese Ann Savoy nello scabroso Salon Kitty,del 1975
Il talento di Brass, innovativo e sarcastico, anarchico e sferzante, è apprezzato sopratutto dai critici. Il film successivo, Yankee, è una virata nel western,visto alla stregua di un fumetto americano; nel cast ci sono Philippe Leroy e Adolfo Celi, ed il film è ancora una volta ben accolto dalla critica. Col cuore in gola, del 1966, rappresenta la sua prima incursione nel thriller, e si avvale di un cast ben assortito, fra i quali ci sono Trintignant e Ewa Aulin. Nel 1968 è la volta di L’urlo, con una splendida Tina Aumont, che lui stesso definirà “l’attrice più bella con la quale ho lavorato”;trama scabrosa, che racconta la storia di una donna che rifugge il mondo borghese, abbandonando lo sposo sull’altare dedicandosi, da quel momento in poi, ad una vita anticonformista.
Malcom Mc Dowell nel discusso Caligola
Nel 1969 è la volta dello scabroso Nerosubianco, con Anita Sanders, in cui la protagonista è perseguitata da pensieri eortici, mentre è seguita da un nero per tutta la città. Due anni, ed arriva La vacanza, nel quale ci sono Vanessa Redgrave e Franco Nero. Ma è con Saloon Kitty, del 1975, che Brass conosce un forte successo di cassetta, grazie ad un film assolutamente contrastato, censurato, sia per le forti immagini che contiene, sia per la trama.
Una splendida Stefania Sandrelli in La chiave, del 1983
Che racconta la storia di un Salon diventato un bordello in cui bellissime donne si concedono ad ufficiali tedeschi, con il segreto compito di carpirene segreti militari. Il cast è davvero ottimo; ci sono Helmut Berger, Therese Ann Savoy, Ingrid Thulin, Tina Aumont, Stefano Satta Flores e Malisa Longo.
Serena Grandi in Miranda
Il successo del film lo spinge a girare il super censurato Io Caligola, a lungo sequestrato in Italia, per le scene di sesso realistiche contenute; la storia del folle imperatore romano, interpretato da Malcom Mc Dowell, ebbe traversie incredibili, dalla fuga dal set di Maria Schneider fino alla decisione finale del regista di non firmare l’opera, che in pratica non si può definire compiuta. Da segnalare la presenza, nel film, di Helen Mirren, di Adriana Asti e di Leopoldo Trieste.
Nel 1980 Brass dirige Action, un film tanto surreale quanto difficile, nel quale compaiono Adriana Asti, Luc Merenda, Franco fabrizi e Alberto Lupo, già gravemente malato. Tre anni, e Tinto cambia decisamente tema, rivolgendo il suo sguardo al mondo dell’erotismo,e girando l’unico dei suoi film di questa serie a amettere d’accordo pubblico e critica; si tratta del film La chiave, tratto da un romanzo di Tanizaki yunichiro, che racconta la perversione di un marito, che rinchiude in cassetto un diario con scritte tutte le sue fantasie erotiche.
Capriccio
La parte della protagonista è di Stefania Sandrelli, curve morbide e mediterranee, dalle rotondità piene, che esaltano un erotismo spinto ai limiti dal regista. Nel film c’è spazio anche per Ugo e Ricky Tognazzi, e segna la definitva svolta di Brass. Che si conferma, nella nuova veste, l’anno successivo con Miranda, interpretato dalla giovane e procace Serena Grandi; il film ha lo stesso successo di La chiave, ma fa storcere il muso ai cirtici, sia per la storia, abbastanza banale, sia per le scene di sesso spesso ai limiti del consentito.
Nel 1987 lancia Franceca Dellera nel film Capriccio, sicuramente meno scollacciato di Miranda e con qualche velleità artistica in più; la storia, abbastanza scontata, è quella di due sposini che a Capri si tradiscono per poi scoprirsi ancora più innamorati. Piccoli camei per Isabella Biagini e per Vittorio Caprioli. Nel 1988 affronta una storia abbastanza emblematica, tratta dal romanzo di Marco Lodoli; il film è Snack bar Budapest, che si avvale della colonna sonora di Zucchero, ed è interpretato da una star come Giancarlo Giannini. Il film narra la storia di un giovane malavitoso che vuol tasformare la sua piccola città in un luna park, con tanto di prostitute e gioco d’azzardo. La storia finirà male.
Cristina Garavaglia in L’uomo che guarda
Nel 1991 la svolta è definitiva; con Paprika, interpretato dall’allora prosperosa Debora Caprioglio, Tinto Brass sceglie la strada dell’erotismo più estremo, sconfinando ogni tanto nel porno soft; la storia di Mimma, che sceglie per amore di diventare una squillo in una casa di tolleranza, termina con la legge Merlin, quando la giovane diventa la mantenuta di un uomo ricco. Nel film compare anche Martine Brochard, oltre ad una giovane Nina Soldano. L’anno successivo, continuando nel ruolo di talent scout, lancia la bellezza enigmatica di Claudia Koll nel film Così fan tutte, che racconta le avventure sessuali di una donna vulcanica, Diana, insoddisfatta del menage sessuale, e che riuscirà, dopo aver trasgredito tutte le regole, a portare con se anche suo marito sulla strada intrapresa.
Anna Ammirati, dal film Monella
Il cammino intrapreso, l’erotismo spinto oltre i limiti, è confermato nel film del 1994, L’uomo che guarda, tratto molto liberamente dall’omonimo romanzo di Moravia. Le attrici del film sono tutte esordienti;Caterina Vassilissa, Cristina Garavaglia e Raffaella Offidani, tuttavia, non avranno il successo delle loro predecessori, complice anche un film che ormai ha proiettato Brass come nume indiscusso del soft porno.
Snack bar Budapest
Fermo posta Tinto Brass, del 1995, è un film ad espisodi, con protagonista il sesso visto in tutte le sue trasgressioni. L’unica ad avere l’onore di due siparietti è Cinzia Roccaforte, mentre le altre protagoniste della pellicola, Gabriella Barbuti, Alessandra Antonelli, Erika Saffo Savastani e Sara Cosmi, Cristina Rinaldi e Carla Solaro, avranno solo un brevissimo attimo di notorietà.
L’ultimo Brass: Monamour ….
Fallo!
Nel 1997 è la volta di Monella, storia di una smaniosa ragazza, interpretata da Anna Ammirati, che non vede l’ora di congiungersi carnalmente con il suo ragazzo, non prima però di aver provato un’attrazione fatale per l’amante della madre, interpretata da Serena Grandi. Segue Tras(gre)dire, una banel pellicola in cui la storia ormai non ha più nessuna importanza; il film si basa tutto sulle grazie di Yulia Mayarchuck, esposte con generosità in una pellicola che racconta la voglia di trasgressione di una fin troppo libera ragazza che si trasferisce in Inghilterra. Senso 45, del 2000 è un tentativo di tornare all’antico; si riconosce ancora la zampata del vecchio leone, ma la trama è debole; la sbadata di una donna ormai avanti negli anni (Anna Gallena) per un ufficiale nazista vizioso e corrotto, che sfrutta il suo fascino con la donna per portarle via denaro, e che, denunciato dalla stessa, finirà fucilato. Degli utlimi due film, Fallo! del 2003 e Monamour del 2005 è megio non parlare, essendo infarciti di nudità estreme, di rapporti sessuali di ogni tipo, e in definitiva più vicini al cinema hard che a quello erotico.
Una discesa molto rapida, quella di Tinto Brass, da un cinema di buon livello, con intelligenti incursioni nel fustigare la morale, nella denuncia antiborghese al cinema pecoreccio e sguaiato degli ultimi anni, che hanno provocato reazioni anche molto forti sopratutto tra le donne, per l’uso strumentale delle stesse nelle pellicole; la donna è vista come un oggetto di piacere, più dedita al coito che ad altro. Un declino che sembra ormai inarrestabile, nonostante il dietrofront parziale di Senso 45.
Senso 45
Dal film Fallo
L’uomo che guarda
Nerosubianco
Dropout
Backstage di L’urlo
Col cuore in gola
La vacanza
Trasgredire
Filmografia:
In capo al mondo ovvero Chi lavora è perduto (1963)
Ça ira – Il fiume della rivolta (1964)
La mia signora (1964)
Il disco volante (1964)
Yankee (1966)
Col cuore in gola (1967)
L’urlo 1968
Nerosubianco (1969)
Dropout (1970)
La vacanza (1971)
Salon Kitty (1975)
Io, Caligola (1979)
Action (1980)
La chiave (1983)
Miranda (1985)
Capriccio (1987)
Snack Bar Budapest (1988)
Paprika (1991)
Così fan tutte (1992)
L’uomo che guarda (1994)
Fermo posta Tinto Brass (1995)
Monella (1997)
Tra(sgre)dire (2000)
Senso ’45 (2002)
Fallo! (2003)
Monamour (2005)
Silvia Dionisio
Una bellezza fine, quasi aristocratica, quella di Silvia Dionisio, attrice nata a Roma nel 1951, e che ha interpretato, nel corso della sua carriera, peraltro limitata a una 15 di anni, 50 film, alcuni dei quali di ottimo spessore.

Nel ruolo di Titti in Amici miei
Aveva solo 14 anni, quando interpretò il film Darling, nel 1965, sotto la regia di John Schlesinger; una particina, ma accanto ad attori del calibro di Dirk Bogarde e Julie Christie. ottiene un ruolo anche nel film del filone musicarelli, quelli con protagonisti i pù celebrati cantanti del momento, nel film Rita la zanzara, nel quale è Collettina; il film, diretto da Lina Wertmuller, la vede al fianco della Pavone, star della musica leggera, di Giancarlo Giannini e di Peppino De Filippo.

Con Paolo Villaggio in Il belpaese
E’ giovanissima, una bellezza acerba, ma ha talento; così lavora in diversi film, come Pronto, c’è una certa Giuliana per te,Mangiala e Nude si muore; dopo Vacanze sulla costa Smeralda, interpreta ancora un musicarello, Lisa dagli occhi blu, che sfruttava il tormentone dell’estate 1968, la canzone di Mario Tessuto omonima.

Una scena dal film La ragazza di nome Giulio
La prima grande occasione arriva nel 1968; Silvia ha solo 17 anni, ed entra nel cast di Infanzia vocazione e prime esperienze di Giacomo Casanova,veneziano, nel quale interpreta Mariolina, una delle tante avventure galanti dell’avventuriero veneziano.


Due fotogrammi da Una ondata di piacere
Il film di Comencini le apre le porte al lavoro successivo, Il commissario Pepe, un grosso succcesso di cassetta ed anche di critica,al fianco del grande Tognazzi, che interpreta il ruolo di un commissario non violento, perbene,tradito anche dall’amante. Nello stesso anno gira un altro musicarello, Pensiero d’amore, al fianco di Mal, che cantava la canzone hit dell’anno; Silvia è Paola, sogno segreto del protagonista.

Con Mal nel film musicale Pensiero d’amore
Nel 1970 è Jules nel film di Guerra La ragazza di nome Giulio, altro grosso successo, sia di pubblico che di critica; film scabroso, in cui la Dionisio è una ragazza che porta il nome del padre,Giulio, e che da ragazza ha avuto esperienze omosessuali. Il ruolo di donna che sessualmente insoddisfatta cerca con occasionali compagni una sua identità la rivela finalmente al grande pubblico. Eppure,per uno di quei paradossi di cui è pieno il cinema, proprio nel momento in cui potrebbe diventare una star, sceglie film decisamente di livello scadente; forse a influire è il suo matrimonio con il regista Deodato, a soli 20 anni, che la frena. Gira pellicole come Il prete sposato, Sgarro alla camorra, L’erotomane, Il bacio di una morta, Amore mio spogliati che poi ti spiego.

Riavanti Marsch
Sotto la regia del marito gira un film erotico, esplicito: si tratta di Ondata di piacere, del 1975; ma quell’anno le offrono il ruolo di Titti nel capolavoro della commedia all’italiana, quell’ Amici miei di Monicelli che resterà uno dei capolavori del cinema italiano di sempre.

Paura in città
Bellissima, compare come amante del conte Mascetti; in una celebre scena è impegnata in un amplesso saffico con una ragazza proprio nel momento in cui arriva il suo maturo amante. Si getta a capofitto nel lavoro, girando Poliziotti violenti, Milano violenta, I prosseneti, Il marito in collegio

Una rara immagine della Dionisio nel suo lavoro televisivo nei panni di Ligeia:I racconti di A.Poe
Nel 1977 è al fianco di Villaggio in Il belpaese, amara satira sull’Italia diretta da Salce; nel frattempo ha anche esordito in campo musicale, nel gruppo Albatros di Toto Cotugno, con il quale canta Volo Az407 a Sanremo; è una breve parentesi, e torna al cinema con opere commerciali, Il comune senso del pudore, L’inquilino del piano di sopra.

Noi siam come le lucciole
Nel 1979 accetta una parte in Aragosta a colazione, al fianco di Montesano e la Agren; ma è l’ultima interpretazione di rilievo; è successo qualcosa. Le sue parole “Voglio sentirmi una donna come tutte le altre, in assoluto. Una donna con la sua famiglia, problemi annessi e connessi. Il cinema ha un’importanza, se vogliamo, relativa nella mia vita. Per me contano soprattutto i veri affetti, i veri interessi. Quel mio essere moglie, madre, donna nella mia.famiglia. Giorno dopo giorno” sembrano indicare priorità principali nella vita, aldilà della carriera cinematografica.
In pratica la sua carriera finisce quà , anche se comparirà in film decisamente squallidi, come La ragazza del vagone letto, Ciao marziano al fianco di Pippo Franco, e in Crema cioccolato e paprika.
In soli tre anni Silvia passa da girare film di livello a film che definire B movie è sicuramente poco; probabilmente le sue priorità nella vita diventano altre, forse i 15 anni passati sotto i riflettori, uniti all’impegno di dover girare comunque film per restare sulla cresta dell’onda le è pesato troppo. Lei è rimasta sempre un personaggio particolare,in quegli anni; scevra da interviste e presenzialismo, ha scelto un basso profilo, che evidentemente meglio si adattava alla sua personalità. Da allora, dall’ultimo film Murder obession del 1981, la Dionisio non ha più calcato le scene, preferendo ritirarsi a vita privata con il suo nuovo marito e con la figlia nata dal secondo matrimonio. Una scelta di vita che ha privato lo schermo di una affascinante protagonista, bella e sensuale.
Vacanze sulla costa Smeralda
Lisa dagli occhi blu
Ligeia forever
L’ebreo fascista
Lacrime d’amore

Murder obsession

Italiani! È severamente proibito servirsi della toilette durante le fermate

Amici miei
Infanzia, vocazione e prime esperienze di Giacomo Casanova, veneziano
Il marito in collegio
Polizotti violenti
Trasplante de un cerebro
Racconti fantastici
Crema,cioccolato e pa…prika
Amore mio spogliati…che poi ti spiego
Ciao marziano

Dracula cerca sangue di vergine
I prosseneti
I soliti ignoti colpiscono ancora
L’arciere di fuoco
Tranquille donne di campagna
Il bacio di una morta
Il prete sposato
L’erotomane
Cristalbrain
Eat-it
La sconosciuta
La violenza:quinto potere
Le eccitanti guerre di Adeline
Quattro sotto l’ombrello
La sconosciuta (Tv)
Darling (1965)
Rita la zanzara (1966)
Pronto… c’è una certa Giuliana per te (1967)
Les grandes vacances (1967)
Mangiala 1968
Nude… si muore 1968
Vacanze sulla Costa Smeralda 1968
Lisa dagli occhi blu 1968
Infanzia, vocazione e prime esperienze di Giacomo Casanova, veneziano 1968
Italiani! È severamente proibito servirsi della toilette durante le fermate (1969)
Un detective (1969)
Il commissario Pepe (1969)
Pensiero d’amore (1969)
L’arciere di Sherwood (1970)
La ragazza di nome Giulio (1970)
Trasplante de un cerebro (1970)
Il prete sposato (1971)
La violenza: quinto potere (1971)
À la guerre comme à la guerre (1972)
Sgarro alla camorra (1973)
L’erotomane (1974)
Il bacio di una morta (1974)
Blood for Dracula (1974)
Amore mio spogliati… che poi ti spiego! (1975)
Una ondata di piacere (1975)
Amici miei (1975)
Poliziotti violenti (1976)
Paura in città (1976)
Noi siam come le lucciole (1976)
Milano violenta (1976)
Il comune senso del pudore (1976)
Uomini si nasce poliziotti si muore (1976)
I soliti ignoti colpiscono ancora – e una banca rapinammo per fatale combinazione (1976)
I prosseneti (1976)
Il marito in collegio (1977)
Il… Belpaese (1977)
L’inquilina del piano di sopra 1978
Riavanti… Marsch! (1979)
Aragosta a colazione (1979)
La ragazza del vagone letto (1979)
Tranquille donne di compagna (1980)
L’ebreo fascista (1980)
Ciao marziano (1980)
Crema cioccolato e pa…prika (1981)
Murder obsession (1981)
Silvia nello spot del bitter Campari
Con Toto Cotugno in un video televisivo della canzone Volo Az504









































































































































































































































































































































































































