Le locandine del cinema italiano 1970
Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto
Regia di Elio Petri. Con Gian Maria Volonté, Florinda Bolkan, Orazio Orlando, Gianni Santuccio, Salvo Randone,Vittorio Duse,
Ugo Adinolfi, Sergio Tramonti, Massimo Foschi Genere Poliziesco produzione Italia, 1970. Durata 118 minuti circa
Zabriskie Point
Regia di Michelangelo Antonioni. Con Paul Fix, Rod Taylor, Mark Frechette, Daria Halprin, Bill Garaway, Harrison Ford, Lee Duncan,
G.D. Spradlin, Kathleen Cleaver, Barbara Button, Michael L. Davis Genere Drammatico, produzione USA, 1970. Durata 112 minuti circa.
Il giardino dei Finzi Contini
Regia di Vittorio De Sica. Con Fabio Testi, Helmut Berger, Dominique Sanda, Lino Capolicchio, Romolo Valli
Genere Drammatico,produzione Italia, 1970. Durata 93 minuti circa.
Anonimo veneziano
Regia di Enrico Maria Salerno. Con Florinda Bolkan, Tony Musante, Toti Dal Monte, Brizio Montinaro, Giuseppe Bella
Genere Drammatico, produzione Italia, 1970. Durata 84 minuti circa.
Lo chiamavano Trinità…
Regia di E.B. Clucher. Con Steffen Zacharias, Bud Spencer, Terence Hill, Gisela Hahn, Farley Granger
Genere Western, produzione Italia, 1970. Durata 117 minuti circa.
Metello
Regia di Mauro Bolognini. Con Tina Aumont, Lucia Bosè, Ottavia Piccolo, Massimo Ranieri, Renzo Montagnani, Adolfo Geri,
Franco Balducci, Claudio Biava, Frank Wolff, Steffen Zacharias, Pino Colizzi, Luigi Diberti, Mariano Rigillo,
Gabriele Lavia Genere Drammatico, produzione Italia, 1970. Durata 111 minuti circa.
Il conformista
Regia di Bernardo Bertolucci. Con Jean-Louis Trintignant, Stefania Sandrelli, Dominique Sanda, Gastone Moschin,
Yvonne Sanson, Fosco Giachetti, Giuseppe Addobbati, Carlo Gaddi, Massimo Sarchielli, Alessandro Haber, Christian Alegny,
Pierre Clémenti, Luciano Rossi, Milly, Orso Maria Guerrini Genere Drammatico,produzione Italia, 1970. Durata 116 minuti circa.
Brancaleone alle crociate
Regia di Mario Monicelli. Con Vittorio Gassman, Paolo Villaggio, Adolfo Celi, Stefania Sandrelli, Beba Loncar,
Lino Toffolo, Luigi Proietti, Alberto Plebani, Franco Balducci, Gianrico Tedeschi, Renzo Marignano, Sandro Dori,
Christian Alegny, Augusto Mastrantoni Genere Commedia, produzione Italia, 1970. Durata 117 minuti circa.
L’uccello dalle piume di cristallo
Regia di Dario Argento. Con Enrico Maria Salerno, Tony Musante, Suzy Kendall, Umberto Raho, Werner Peters,
Mario Adorf, Eva Renzi, Renato Romano, Fulvio Mingozzi, Rosita Torosh, Carla Mancini Genere Giallo, produzione Italia, 1970.
Durata 96 minuti circa.
Il dio serpente
Regia di Piero Vivarelli. Con Nadia Cassini, Beryl Cunningham, Sergio Tramonti, Evaristo Marquez Genere Drammatico,
produzione Italia, 1970. Durata 94 minuti circa.
Dramma della gelosia – Tutti i particolari in cronaca
Regia di Ettore Scola. Con Monica Vitti, Giancarlo Giannini, Marisa Merlini, Marcello Mastroianni, Corrado Gaipa
Genere Commedia, produzione Italia, 1970. Durata 107 minuti circa.
Venga a prendere il caffè da noi
Regia di Alberto Lattuada. Con Ugo Tognazzi, Angela Goodwin, Milena Vukotic, Francesca Romana Coluzzi, Checco Rissone
Piero Chiara, Alberto Lattuada, Antonio Piovanelli, Carla Mancini Genere Commedia produzione Italia, 1970. Durata 113 minuti circa.
Città violenta
Un film di Sergio Sollima. Con Charles Bronson, Telly Savalas, Michel Constantin, Umberto Orsini,
Peter Dane, Benjamin Lev, Jill Ireland Giallo, durata 107 min. – Italia 1970
La moglie più bella
Un film di Damiano Damiani. Con Alessio Orano, Ornella Muti, Tano Cimarosa, Joe Sentieri,
Enzo Andronico, Fortunato Arena Drammatico, durata 108 min. – Italia 1970
La collina degli stivali
Un film di Giuseppe Colizzi. Con Bud Spencer, Glauco Onorato, Terence Hill, Woody Strode, Enzo Fiermonte, Lionel Stander,
Gaetano Imbrò, Alberto Dell’Acqua, Victor Buono, Romano Puppo, Luciano Rossi Western, durata 90 min. – Italia 1970.
Il sasso in bocca
Un film di Giuseppe Ferrara. Con Giuseppe Di Bella, Accursio Di Leo, Franca Asciutto, Carlo Hintermann, Aldo Bonamano,
Gianni Solaro Documentario, bianco e nero durata 105 min. – Italia 1970
Contestazione generale
Un film di Luigi Zampa. Con Nino Manfredi, Enrico Maria Salerno, Vittorio Gassman, Alberto Sordi, Michel Simon, Marina Vlady,
Sergio Tofano, Vittorio Duse, Enzo Garinei,Mariangela Melato, Robert Mark, Sandro Dori,Commedia, durata 131 min. – Italia 1970.
La califfa
Un film di Alberto Bevilacqua. Con Ugo Tognazzi, Enzo Fiermonte, Romy Schneider, Marina Berti, Roberto Bisacco, Massimo Serato,
Gianni Rizzo, Gigi Reder, Guido Alberti, Franco Ressel, Nerina Montagnani, Gigi Ballista Drammatico,durata 99 min. – Italia 1970.
Il presidente del Borgorosso Football Club
Un film di Luigi Filippo D’Amico. Con Alberto Sordi, Tina Lattanzi, Margarita Lozano, Franco Accatino, Carlo Taranto, Dante Cleri,
Carla Mancini, Enrique Omar Sivori, Elena Pedemonte, Giuliano Todeschini, Edgardo Siroli, Rosita Torosh, Rino Cavalcanti, Daniele Vargas,
Teodoro Corrà, Rossana Di Lorenzo, Francesco Sormano Commedia, durata 115 min. – Italia 1970.
Ninì Tirabusciò, la donna che inventò la mossa
Un film di Marcello Fondato. Con Claude Rich, Monica Vitti, Gastone Moschin, Pierre Clémenti, Peppino De Filippo, Nino Taranto,
Mario Siletti, Rosita Pisano, Salvo Randone, Marisa Merlini, Ugo D’Alessio, Toni Ucci, Sylva Koscina, Angela Luce, Elisa Mainardi,
Lino Banfi, Ennio Balbo, Bruno Cirino, Michele Cimarosa, Gianni Solaro Commedia, durata 118 min. – Italia 1970.
Quando le donne avevano la coda
Un film di Pasquale Festa Campanile. Con Francesco Mulè, Giuliano Gemma, Aldo Giuffré, Frank Wolff, Paola Borboni,Lando Buzzanca, Senta Berger, Renzo Montagnani, Lino Toffolo, Gabriella Giorgelli Commedia, durata 105 min. – Italia 1970
Vamos a matar, compañeros
Un film di Sergio Corbucci. Con Jack Palance, Fernando Rey, Franco Nero, Tomas Milian, Eduardo Fajardo,
Gérard Tichy, Karin Schubert Western, durata 135 min. – Italia 1970
Gott mit uns (Dio è con noi)
Un film di Giuliano Montaldo. Con Bud Spencer, Richard Johnson, Franco Nero, Larry Aubrey, Helmut Schneider,
Emilio Delle Piane Drammatico, durata 113 min. – Italia 1970.
Don Franco e Don Ciccio nell’anno della contestazione
Un film di Marino Girolami. Con Umberto D’Orsi, Edwige Fenech, Franco Franchi, Ciccio Ingrassia, Ennio Girolami, Alfredo Rizzo,
Yvonne Sanson, Giampiero Littera, Lino Banfi, Mirella Pamphili, Enzo Andronico, Edy Biagetti, Luca Sportelli, Renato Malavasi
Commedia, durata 94 min. – Italia 1970.
La prima notte del dottor Danieli, industriale, col complesso del… giocattolo
Un film di Gianni Grimaldi. Con Françoise Prévost, Alfredo Rizzo, Saro Urzì, Lando Buzzanca,Katia Kristine, Linda Sini,
Enzo Garinei, Carletto Sposito, Ira Fürstenberg, Ileana Rigano, Katia Christine, Commedia, durata 93 min. – Italia 1970.
Le copertine di Cine Revue Magazine seconda parte

Gloria Guida
Edwige Fenech
Monica Zanchi
Annamaria Rizzoli
Annie Belle
Barbara Bouchet
Carroll Baker
Dalila Di Lazzaro
Erika Blanc
Eva Aulin
Florinda Bolkan
Janet Agren
Jenny Tamburi
Laura Gemser
Marilu Tolo
Katia Christine
Olinka Berova
Romina Power
Sydne Rome
Margaret Lee
Marina Malfatti
Rosalba Neri
Veronique Vendell
Claudia Marsani
Stefania Sandrelli
Susan Scott
Sylvia Kristel
Zeudi Araya
Anne Heywood
Catherine Spaak
Le copertine di Cine Revue Magazine
Dagmar Lassander
Agostina Belli
Jane Birkin
Michele Mercier
Laura Antonelli
Ursula Andress
Marisa Mell
Sylva Koscina
Eva Czemerys
Ornella Muti
Nathalie Delon
Maria Baxa
Giovanna Ralli
Olga Bisera
Marina Vlady
Shirley Corrigan
Ira Von Furstemberg
Beba Loncar
Martine Brochard
Senta Berger
Tina Aumont
Elke Sommer
Maria Rosaria Omaggio
Karin Schubert
Jaqueline Bisset
Nadia Cassini
Nuremberg (Il processo di Norimberga)
La seconda guerra mondiale è terminata.
I russi hanno preso Berlino,il Fuhrer del Reich millenario ha preferito uccidersi con sua moglie Eva Braun piuttosto che cadere
prigioniero dell’Armata rossa.
Le potenze vincitrici hanno ora un problema:cosa fare dei gerarchi che hanno provocato la guerra,costruito le premesse per uno spaventoso
conflitto che è costato 50 milioni di vite umane e danni incalcolabili,che si sono resi responsabili di crimini inauditi come la Shoah,la soluzione
finale al problema ebraico,una delle retoriche purtroppo avveratesi tanto sbandierate dal nazismo.
Usa,Urss,Inghilterra e Francia,le quattro maggiori potenze vincitrici del conflitto hanno posizioni divergenti sul come affrontare lo spinoso problema;mentre Usa Inghilterra e Francia intendono celebrare un processo in cui alla sbarra ci siano non solo i nazisti superstiti,ma l’intera ideologia nazista,con l’intento di creare le premesse per evitare nel futuro che un’aberrazione come il nazismo abbia a ripetersi,l’Urss non intende andare troppo per il sottile preferendo la giustizia sommaria ad un processo che ritiene assolutamente inutile.Se a Yalta Churchill,Roosvelt e Stalin si erano accordati su decisioni importanti riguardanti il proseguimento del conflitto, sull’assetto futuro della Polonia e sull’istituzione dell’Organizzazione delle Nazioni Unite ora si tratta di decidere la sorte di quelli che erano a tutti gli effetti criminali di guerra.
Alla fine un accordo si trova e le grandi quattro affidano non senza contrasti duri l’organizzazione del processo al procuratore capo statunitense Robert Houghwout Jackson.

Per evitare che gli Usa abbiano un peso politico troppo forte,i quattro si accordano per eleggere l’inglese Geoffrey Lawrence come giudice principale e presidente,mentre gli altri componenti sono nell’ordine l’americano Francis Beverley Biddle,il francese Henri Donnedieu de Vabres e il russo Iona Nikitchenko,tutti giudici principali.
Nuremberg,conosciuto e distribuito anche come Il processo di Norimberga è un film diretto dal regista canadese Yves Simoneau nel 2000 e racconta,non senza imprecisioni,la storia di quello che fu il processo ai gerarchi nazisti,quelli che non seguirono l’esempio del Fuhrer e che quindi o vennero catturati o semplicemente si consegnarono nella mani degli alleati,evitando di finire nelle mani dell’Armata rossa per motivi facilmente comprensibili.
Distribuito in due versioni,il film dura 3 ore nella versione tv,divisa in due puntate e 2 ore e 13 minuti in quella cinematografica.
Un film,va detto subito,lacunoso sotto molti punti di vista,frettoloso e sopratutto basato sulla contrapposizione delle due anime del nazismo,rappresentate da Hermann Goering e Albert Speer.
Il primo,numero due del nazismo e messo in disparte quasi verso la fine del conflitto in seguito ai numerosi rovesci militari viene descritto come un uomo leale e fedele all’ideologia nazista,che difende a spada tratta nel corso del processo,con intelligenza e furbizia degne di miglior causa.
Il secondo,Speer,architetto e ministro degli armamenti appare invece come un’anima tormentata dal rimorso di aver contribuito alla follia collettiva e in particolare spietatamente autocritico verso se stesso.
Su questo dualismo,che emerge con forza al processo,il film basa gran parte della sua analisi degli eventi.

La trama:
Sir David Maxwell Fyfe contatta il procuratore capo statunitense Robert Houghwout Jackson proponendogli di guidare il processo che si terrà in Germania ai capi sopravvissuti del nazismo,
assicurandogli carta bianca sulla scelta della località e delle modalità di svolgimento del processo stesso.Jackson accetta e dopo un’attenta riflessione,aiutato anche dalla fedele segretaria Elsie Douglas sceglie Norimberga,la città tedesca nella quale
Hitler aveva celebrato i primi oceanici raduni e l’unica anche ad avere un palazzo di giustizia ancora in piedi dopo i bombardamenti degli anni precedenti.
I criminali giudicati saranno ventuno,che dovranno rispondere di quattro capi d’accusa:
1- Aver commesso crimini contro la pace.
2- Aver pianificato, iniziato e intrapreso delle guerre d’aggressione.
3- Aver commesso crimini di guerra.
4- Aver commesso crimini contro l’umanità.
Jackson ottiene mezzi finanziari e logistici senza limiti e in poco tempo rimette a nuovo l’aula del palazzo di giustizia deputato alla celebrazione del processo;alla sbarra c’è buona parte del Gotha del nazismo anche se mancano probabilmente quattro dei principali protagonisti della nefanda parabola del nazismo.
Manca Adolf Hitler,suicida.
Manca Joseph Goebbels,l’onnipotente ministro della propaganda,che tanto aveva contribuito ad alimentare il mito di Hitler e aveva seminato a piene mani grazie al controllo dei mezzi d’informazione l’odio e l’intolleranza razziale verso gli ebrei,morto suicida con la moglie e i sei figli;
manca Heinrich Himmler,il gran capo delle SS,il primo e principale responsabile della creazione dei campi di sterminio,morto suicida nelle mani degli americani.
E manca Martin Bormann,il segretario del partito,l’anima dannata del Fuhrer,che condizionò a tal punto da fargli fare irreparabili scelte sbagliate che finirono per accelerare la rovina del Reich,dichiarato assente e processato in contumacia.

Nel frattempo Goering,che si è consegnato agli americani ed è stato accolto come una star,in seguito all’intervento di Einsenhower finisce nel campo di detenzione con gli altri detenuti e di qui a Norimberga,accolto con durezza dal colonnello Burton C. Andrus,che strappa le mostrine a Keitel e a Doenitz che protestavano per il trattamento non militare a cui erano stati sottoposti.
L’unico amico che Goering trova è il capitano Gustav Gilbert (nel film si adombra la possibilità che abbia fornito al maresciallo la fiala con cui si avvelenerà),il quale lo tratta con benevolenza ottenendo in cambio qualche regalo e la valigia che Goering aveva con se al momento della detenzione.
Il processo si apre con l’implacabile requisitoria di Jackson,che però trova in Goering un osso durissimo,che ribatte colpo su colpo alle accuse del procuratore.
Sarà un duello senza esclusione di colpi,ma il momento cruciale sarà quello in cui verranno mostrati i filmati che gli americani realizzarono a Auschwitz,Dachau,Mathausen,le fabbriche della morte.
Il pubblico,la corte e alcuni dei gerarchi presenti vedranno così le abominevoli condizioni di prigionia di ebrei,russi,cittadini inermi.
La sconvolgente testimonianza di Marie Claude Vaillant-Couturier sarà uno dei colpi di grazia inferti agli imputati,assieme alla terrificante testimonianza di Rudolf Hoss,il comandante del campo di sterminio di Auschwitz,che racconterà freddamente di come la fabbrica della morte riuscisse ad uccidere migliaia di prigionieri al giorno grazie alla sua “intuizione”,usare cioè il gas Ziklon B per sterminare i prigionieri
stessi.
Le montagne di scarpe,occhiali,capelli che i nazisti scrupolosamente raccoglievano saranno chiodi per le loro bare,così come i paralumi di pelle umana fatta con la pelle tatuata degli zingari e migliaia di altre immagini orripilanti.
Dopo un lungo dibattimento,il processo arriva alla conclusione,con 11 condanne a morte per Goering,Seyss Inquart,Rosenberg,Streicher,Kaltenbrunner,Keitel,Ribbentrop,Frank,Frick,Jodl,Sauckel.
Si salvarono dalla morte Hess,che ebbe l’ergastolo e che fu anche l’ultimo a morire in detenzione a Spandau,l’ammiraglio Eric Raeder che venne condannato all’ergastolo ma fu graziato nel 1955,

A vent’anni venne condannato Baldur von Schirach,uno dei pochi a pentirsi,così come il citato Albert Speer.
Quindici anni furono comminati a Konstantin von Neurath,che venne rilasciato per motivi di salute nel 1954,mentre dieci anni ebbe Karl Dönitz,ammiraglio e successore del Fuhrer.
Vennero assolti fra le furiose proteste dei russi,Hans Fritzsche (commentatore radiofonico),Franz von Papen (ambasciatore,poi condannato a otto anni dagli stessi tedeschi) Hjalmar Schacht (Presidente della Reichsbank prima della guerra e Ministro dell’economia del governo Hitler)
Goering,come già detto,sfuggì al boia grazie ad una capsula di cianuro;la sua morte fu un duro colpo perchè era di sicuro il personaggio più in vista tra i processati.
I condannati a morte vennero impiccati e i loro cadaveri fotografati con il cappio al collo e con il nome e cognome ben in evidenza,esposti come anche il corpo di Goering per evitare la nascita di leggende false.
Dopo essere stati cremati,i corpi ridotti in cenere vennero dispersi in località segrete.
Piccolo spazio nel film per la storia d’amore tra Jackson e la sua segretaria,un’incongruenza di cui non si sentiva davvero il bisogno.
Un film con larghe zone d’ombra e poche zone di luce,ben lontano da un’opera molto più significativa sullo stesso tema come Vincitori e vinti,diretto nel 1961 da Stanley Kramer con straordinari interpreti come Spencer Tracy,Burt Lancaster,Richard Widmark,Marlene Dietrich,Maximilian Schell,Montgomery Clift e Judy Garland.
Non che in questo film manchino i grossi nomi,tutt’altro.
Ma sono sacrificati alla stringatezza del film.
Bene Christopher Plummer,Michael Ironside e Max Von Sidow,intensa Charlotte Gainsbourgh,bravissimo Brian Cox nei panni scomodi di Goering,
meno bene un imbalsamato Alec Baldwin che aveva il ruolo importantissimo di Jackson.
Regia statica e legnosa per un film che poteva avere ben altro peso e svolgimento;da segnalare solo le terrificanti immagini vere riprese dagli alleati nei campi di sterminio.
Il film è visionabile su You tube all’indirizzo https://www.youtube.com/watch?v=fOpWuzYtaag che riporta erronaeamente la data 1961.
Il processo di Norimberga
Un film di Yves Simoneau. Con Alec Baldwin, Brian Cox, Christopher Plummer,Max Von Sidow, Jill Hennessy, Christopher Heyerdahl, Roger Dunn, David McIlwraith, Christopher Shyer, Hrothgar Mathews, Herbert Knaup, Frank Moore, Frank Fontaine, Raymond Cloutier, Bill Corday, Ken Kramer Formato Film TV, Titolo originale Nuremberg. Drammatico, durata 180 min. – Canada-Usa 2000
Alec Baldwin: Robert H. Jackson
Brian Cox: Hermann Göring
Christopher Plummer: Sir David Maxwell Fyfe
Jill Hennessy: Elsie Douglas
Michael Ironside: col. Burton C. Andrus
Matt Craven: capitano Gustav Gilbert
Len Cariou: Francis Biddle
Herbert Knaup: Albert Speer
Charlotte Gainsbourg: Marie Claude Vaillant-Couturier
Colm Feore: Rudolf Höß
Robert Joy: Anton Pachelogg
Christopher Heyerdahl: Ernst Kaltenbrunner
Max von Sydow: Samuel Rosenman
Roberto Pedicini: Robert H. Jackson
Michele Kalamera: Hermann Göring
Rino Bolognesi: Sir David Maxwell Fyfe
Laura Romano: Elsie Douglas
Saverio Indrio: col. Burton C. Andrus
Oliviero Dinelli: capitano Gustav Gilbert
Antonio Colonnello: Francis Biddle
Angelo Maggi: Albert Speer
Maurizio Reti: Anton Pachelogg
Edoardo Nordio: Ernst Kaltenbrunner
Romano Malaspina: Samuel Rosenman
Regia Yves Simoneau
Soggetto Joseph E. Persico (romanzo)
Sceneggiatura David W. Rintels
Fotografia Alain Dostie
Montaggio Yves Langlois
Musiche Paul Conboy, Adrian Corker, Richard Grégoire
Produttore Mychèle Boudrias, Ian McDougall
Produttore esecutivo Gerald W. Abrams, Alec Baldwin, Bernard F. Conners, Jonathan Cornick, Suzanne Girard, Peter Sussman
Casa di produzione Alliance Atlantis Communications, British American Entertainment, Canadian Television (CTV), Cypress Films
Da Rudolf Höss Comandante ad Auschwitz. trad. di G. Panzieri Saija, Einaudi, Torino, 1985
“A Sachsenhausen vi erano parecchi Testimoni di Geova, una gran parte dei quali rifiutò di prestare servizio militare; vennero perciò condannati a morte del Reichsführer come ribelli. Furono giustiziati alla presenza di tutti gli altri prigionieri, all’interno del campo, e tra questi in prima fila
erano stati collocati i loro confratelli. Ho conosciuto parecchi fanatici religiosi, nei pellegrinaggi, nei conventi, in Palestina, sulla strada dell’Heggiaz, in Irak, in Armenia; cattolici, sia romani, sia ortodossi, musulmani, sciiti e sunniti. Ma i Testimoni di Geova di Sachsenhausen, e due di loro in particolare,
superarono quanto avevo visto fino ad allora. Questi due fanatici rifiutarono di compiere qualunque cosa avesse il minimo rapporto con le faccende militari. Ricusavano di stare sull’attenti, vale a dire non battevano i tacchi, non tenevano le mani lungo le cuciture dei pantaloni, non si toglievano il berretto.
Per essi non esistevano leggi, poiché consideravano Geova il loro unico legislatore. Fummo costretti ad allontanarli dal block dei loro confratelli e a tenerli in segregazione, poiché incitavano continuamente gli altri ad imitarli. Eicke li aveva condannati parecchie volte alla pena del bastone
per il loro contegno indisciplinato, ma accoglievano le frustate con tanta gioia da fare supporre in essi una sorta di perversione. Pregavano il comandante di farli frustare ancora, per poter così meglio testimoniare della loro idea, in favore di Geova. Dopo la visita militare, alla quale, è inutile dirlo,
si rifiutarono assolutamente – non vollero nemmeno mettere la firma sotto un documento militare -, vennero anch’essi condannati a morte dal Reichsführer. Quando la condanna gli venne annunziata in cella, ebbero un’esplosione di gioia irrefrenabile, e avrebbero voluto in ogni modo affrettare il giorno dell’esecuzione.
Torcendo le mani levavano gli occhi al cielo con espressione estatica ed esclamavano senza posa: – In breve saremo presso Geova, quale felicità essere eletti a ciò -. Alcuni giorni prima avevano assistito all’esecuzione di alcuni confratelli, e si era stentato a trattenerli, tanto irresistibile era il loro desiderio di essere immediatamente giustiziati.
La vista di tanta frenesia era quasi insostenibile e dovettero essere riportati quasi a forza nelle loro celle. Quando venne il loro giorno, si avviarono quasi di corsa. Non vollero essere legati, per poter alzare le mani a Geova, e stettero davanti al palo con un’espressione luminosa e rapita che non aveva più nulla d’umano.
Così immaginai dovessero essere i primi martiri cristiani, condotti nell’arena per essere dilaniati dalle belve. Andarono dunque alla morte coi visi illuminati, gli occhi rivolti al cielo e le mani congiunte nella preghiera e levate in su. Tutti coloro che assistettero alla loro morte ne furono turbati, perfino il plotone d’esecuzione.
Albert Speer al processo di Norimberga
Se Hitler avesse avuto degli amici, io sarei stato suo amico. (Davanti alla corte del processo di Norimberga)
Nella mia responsabilità di alto esponente di una potenza tecnologica altamente sviluppata, che aveva usato tutto e tutti i suoi mezzi, senza coscienza né freni, contro l’umanità, cercavo non soltanto di addossarmi quanto era avvenuto, ma anche di capirlo.
Da un momento all’altro il complesso sistema del nostro mondo moderno può venire inesorabilmente distrutto da forze negative moltiplicatesi in reazione a catena. Nessuna volontà umana potrebbe arrestare questo processo, se l’automatismo dello sviluppo dovesse ulteriormente spersonalizzare l’uomo e privarlo ancor più della sua responsabilità.
Abbagliato dalle possibilità della Tecnica, l’ho servita negli anni decisivi della mia esistenza. Ora, al termine di questa mia esistenza, essa, la Tecnica, trova davanti a sé il Dubbio.
Hermann Goering al processo di Norimberga
“Naturalmente la gente comune non vuole la guerra: né in Russia,
né in Inghilterra, né in Germania. Questo è comprensibile.
Ma, dopotutto, sono i governanti del paese che determinano la politica,
ed è sempre facile trascinare con sè il popolo,
sia che si tratti di una democrazia, o di una dittatura fascista,
o di un parlamento, o di una dittatura comunista.
Che abbia voce o no, il popolo può essere sempre portato al volere dei capi. È facile.
Tutto quello che dovete fare è dir loro che sono attaccati,
e denunciare i pacifisti per mancanza di patriottismo, in quanto espongono il paese al pericolo.
Funziona allo stesso modo in tutti i paesi.”.
Rudolf Hess a Spandau
Il corpo di Kaltenbrunner dopo l’esecuzione
Le esecuzioni
Il corpo esanime di Goering
Goering alla sbarra a Norimberga
Il processo
Alcuni imputati
John C.Woods il boia di Norimberga
Jack “Tex” Wheeles,l’ultimo carceriere di Goering
Il procuratore capo Jackson
Jona Nikitchenko,il giudice principale russo
Henri Donnedieu De Vabres,il giudice principale francese
Francis Beverley Biddle,il giudice principale statunitense
Geoffrey Lawrence,presidente
Il colonnello Andrus,responsabile della prigione
I quattro giudici del processo
Arthur Seyss Inquart
Alfred Rosenberg
A destra:Julius Streicher
Ernst Kaltenbrunner
Wilhelm Keitel
Rudolf Hess
Hans Frank
Wilhelm Frick
Alfred Jodl
Fritz Sauckel
Martin Bormann
Heinrich Himmler
Alois Brunner
Joseph Goebbels
Joseph Mengele
Classifica al botteghino 1992
1) La bella e la bestia (Beauty and the Beast) di Gary Trousdale & Kirk Wise
2) Basic Instinct di Paul Verhoeven

con Michael Douglas, Sharon Stone, George Dzundza, Jeanne Tripplehorn, Denis Arndt
3) Guardia del corpo (The Bodyguard) di Mick Jackson

con Kevin Costner, Whitney Houston, Gary Kemp, Bill Cobbs, Ralph Waite, Tomas Arana, Debbie Reynolds
4) Dracula di Bram Stoker (Bram Stoker’s Dracula) di Francis Ford Coppola

con Gary Oldman, Winona Ryder, Anthony Hopkins, Keanu Reeves, Cary Elwes, Richard E. Grant, Tom Waits, Monica Bellucci
5) Sommersby di Jon Amiel

con Richard Gere, Jodie Foster, Bill Pullman, James Earl Jones, William Windom, Brett Kelley, Richard Hamilton
6) Codice d’onore (A Few Good Men) di Rob Reiner

con Tom Cruise, Jack Nicholson, Demi Moore, Kevin Bacon, Kiefer Sutherland, Kevin Pollak,Cuba Gooding Jr.
7) Puerto Escondido di Gabriele Salvatores

con Diego Abatantuono, Claudio Bisio, Valeria Golino, Antonio Catania, Renato Carpentieri
8) Proposta indecente (Indecent Proposal) di Adrian Lyne

con Robert Redford, Demi Moore, Woody Harrelson, Oliver Platt, Seymour Cassel, Sheena Easton, Herbie Hancock
9) Sister Act – Una svitata in abito da suora di Emile Ardolino

con Whoopi Goldberg, Maggie Smith, Harvey Keitel, Bill Nunn, Kathy Najimy, Wendy Makkena, Mary Wickes
10) Arma letale 3 (Lethal Weapon 3) di Richard Donner

con Mel Gibson, Danny Glover, Joe Pesci, Rene Russo, Stuart Wilson
11) Al lupo al lupo di Carlo Verdone

con Carlo Verdone, Sergio Rubini, Francesca Neri
12) Anni 90 di Enrico Oldoini

con Christian De Sica, Massimo Boldi, Ezio Greggio, Nino Frassica, Andrea Roncato, Flavio Bucci
13) L’ultimo dei Mohicani (The Last of the Mohicans) di Michael Mann

con Daniel Day-Lewis, Madeleine Stowe, Russell Means, Eric Schweig, Jodhi May, Steven Waddington
14) Giochi di potere (Patriot Games) di Phillip Noyce

con Harrison Ford, Anne Archer, Patrick Bergin, Thora Birch, Sean Bean, Richard Harris,James Fox, Samuel L. Jackson
15) Sognando la California di Carlo Vanzina

con Massimo Boldi, Nino Frassica, Bo Derek, Maurizio Ferrini, Antonello Fassari, Francesca Reggiani
16) Pomodori verdi fritti (alla fermata del treno) (Fried Green Tomatoes) di Jon Avnet

con Kathy Bates, Jessica Tandy, Mary Stuart Masterson, Mary-Louise Parker, Cicely Tyson, Chris O’Donnell
17) Eroe per caso (Hero) di Stephen Frears

con Dustin Hoffman, Andy Garcia, Geena Davis, Joan Cusack, Kevin J. O’Connor, Stephen Tobolowsky
18) Luna di fiele (Bitter Moon) di Roman Polanski

con Emmanuelle Seigner, Peter Coyote, Hugh Grant, Kristin Scott Thomas, Victor Banerjee, Sophie Patel, Stockard Channing
19) Gli spietati (Unforgiven) di Clint Eastwood

con Clint Eastwood, Gene Hackman, Morgan Freeman, Richard Harris, Jaimz Woolvett, Saul Rubinek, Frances Fisher
20) Amore per sempre (Forever Young) di Steve Miner

con Mel Gibson, Elijah Wood, Isabel Glasser, Jamie Lee Curtis
Classifica al botteghino 1991
1) Johnny Stecchino di Roberto Benigni

con Roberto Benigni, Nicoletta Braschi, Paolo Bonacelli, Franco Volpi
2) Robin Hood: Il principe dei ladri (Robin Hood: Prince of Thieves) di Kevin Reynolds

con Kevin Costner, Morgan Freeman, Mary Elizabeth Mastrantonio, Alan Rickman, Christian Slater
3) Donne con le gonne di Francesco Nuti

con Francesco Nuti, Carole Bouquet, Gastone Moschin, Cinzia Leone, Didi Perego
4) Terminator 2 – Il giorno del giudizio (Terminator 2: Judgement Day) di James Cameron

con Arnold Schwarzenegger, Linda Hamilton, Edward Furlong, Robert Patrick, Earl Boen, Joe Morton
5) Vacanze di Natale ’91 di Enrico Oldoini

con Massimo Boldi, Christian De Sica, Ezio Greggio, Nino Frassica, Alberto Sordi, Ornella Muti, Andrea Roncato
6) Scelta d’amore – La storia di Hilary e Victor (Dying Young) di Joel Schumacher

con Julia Roberts, Campbell Scott, Vincent D’Onofrio, Colleen Dewhurst, Ellen Burstyn
7) Pensavo fosse amore invece era un calesse di Massimo Troisi

con Massimo Troisi, Francesca Neri, Angelo Orlando, Marco Messeri, Natalia Bizzi
8) Hook – Capitan Uncino (Hook) di Steven Spielberg

con Robin Williams, Dustin Hoffman, Julia Roberts, Bob Hoskins, Maggie Smith, Caroline Goodall, Phil Collins, Charlie Korsmo
9) JFK – Un caso ancora aperto (JFK) di Oliver Stone

con Kevin Costner, Gary Oldman, Sissy Spacek, Kevin Bacon, Tommy Lee Jones, Michael Rooker, Joe Pesci, Donald Sutherland, John Candy, Jack Lemmon, Walter Matthau, Vincent D’Onofrio, Tomas Milian
10) Maledetto il giorno che ti ho incontrato di Carlo Verdone

con Carlo Verdone, Margherita Buy, Stefania Casini, Elisabetta Pozzi, Giancarlo Dettori, Didi Perego, Renato Pareti
11) Thelma & Louise (Thelma & Louise) di Ridley Scott

con Susan Sarandon, Geena Davis, Harvey Keitel, Michael Madsen, Christopher McDonald, Stephen Tobolowsky, Brad Pitt, Timothy Carhart
12) A proposito di Henry (Regarding Henry) di Mike Nichols

con Harrison Ford, Annette Bening, Mikki Allen, Bill Nunn
13) Le comiche 2 di Neri Parenti

con Paolo Villaggio, Renato Pozzetto, Roberto Della Casa, Antonio Allocca, Catherine Zago
14) Una pallottola spuntata 2 1/2 – L’odore della paura di David Zucker

con Leslie Nielsen, Priscilla Presley, George Kennedy, O.J. Simpson, Robert Goulet, Richard Griffiths
15) La famiglia Addams (The Addams Family) di Barry Sonnenfeld

con Anjelica Huston, Raul Julia, Christopher Lloyd, Dan Hedaya, Elizabeth Wilson, Christina Ricci, Carol Kane, Jimmy Workman
16) La leggenda del re pescatore (The Fisher King) di Terry Gilliam

con Robin Williams, Jeff Bridges, Amanda Plummer, Mercedes Ruehl, Michael Jeter
17) The Doors (The Doors) di Oliver Stone

con Val Kilmer, Meg Ryan, Kyle MacLachlan, Kathleen Quinlan, Kevin Dillon, Billy Idol, Michael Madsen, Mimi Rogers, Crispin Glover
18) Analisi finale (Final Analysis) di Phil Joanou

con Richard Gere, Kim Basinger, Uma Thurman, Eric Roberts, Keith David
19) Cape Fear – Il promontorio della paura (Cape Fear) di Martin Scorsese
con Robert De Niro, Nick Nolte, Jessica Lange, Juliette Lewis, Robert Mitchum, Gregory Peck, Martin Balsam
20) Hot Shots! (Hot Shots!) di Jim Abrahms

con Charlie Sheen, Valeria Golino, Lloyd Bridges, Cary Elwes, Kevin Dunn, Jon Cryer
Elizabeth
Il 7 settembre 1533 a Greenwich nasce Elisabetta I Tudor,regina d’Inghilterra e di Irlanda dal 1558 al 1603,data della sua morte.
Figlia di Enrico VIII Tudor e di Anna Bolena,la donna per la quale Enrico provocò lo scisma anglicano dalla chiesa cattolica di Roma
sarà la donna più importante dell’intera storia inglese,che dette il via ad un periodo di straordinaria prosperità per l’inghilterra sia
dal punto di vista meramente economico,sia da quello sociale e culturale (Shakespeare visse in questo periodo come Christopher Marlowe e Francis Bacon).
Il film parte dal 1558,anno in cui muore dopo soli cinque anni di regno la regina Maria Tudor,divenuta famosa storicamente con il poco lusinghiero
soprannome di Maria la sanguinaria (Bloody Mary)
Figlia di Enrico VIII e di Caterina di Aragona (figlia di Isabella e Ferdinando di Spagna),la legittima consorte del re d’Inghilterra,che Enrico ripudiò
proprio per sposare Anna Bolena,Maria sale al trono dopo che Edoardo VI d’Inghilterra (figlio della terza moglie di Enrico,Jane Seymour) aveva designato come successore sua cugina Jane Grey,che però rimase sul trono d’Inghilterra solo 9 giorni,in seguito alla rivolta popolare e politica che la considerava l’unica vera successore di Enrico.

La sua morte aprì una pericolosa crisi politica,accentuata anche dalla situazione economica disastrosa in cui versava l’Inghilterra.
E Elizabeth inizia proprio con una didascalia che ricorda il difficilissimo periodo in cui si venne a trovare l’Inghilterra all’indomani
della morte della regina Maria,con Elizabeth che ha 25 anni, è regina ma di fatto è osteggiata da parte della nobiltà.
La futura regina vergine è appena uscita dal confine angusto della casa di campagna in cui è stata relegata dalla sorellastra,
dopo essere stata prigioniera nella Torre di Londra con il serio rischio di essere giustiziata.
Per Elizabeth inizia un periodo difficilissimo,stretta tra gli obblighi di corte,la presenza ingombrante di sua cugina Maria Stuarda che è regina di Scozia e appoggiata dalla Francia nonchè dalla sua mortale nemica Maria Di Guisa e gli intrighi della stessa corte.
Unico alleato della neo regina è Francis Walsingham,uomo fidato e valido consigliere.
In campo sentimentale la regina è legata ad un vecchio amico d’infanzia,Robert Dudley, I conte di Leicester,che per tutta la vita sarà suo fedele e devoto amico nonchè amante (anche se nel film viene mostrato come l’uomo che la tradì,una grave inesattezza storica).
Pressata da William Cecil,che a nome della corte le chiede e la scongiura di prendere marito per evitare rischi alla successione alla corona,stretta
tra i suoi sentimenti per l’amato Robert e gli obblighi verso la sua nazione,seguiamo il percorso che costringerà la futura Regina vergine
a scegliere di non prendere marito,votando la sua intera esistenza alla grandezza dell’Inghilterra.
Che inizia con una grave sconfitta,quella riportata contro le truppe francesi guidate da Maria Di Guisa.

Elizabeth scampa anche a due gravi attentati,uno effettuato con un vestito intriso di veleno (a morire sarà una cameriera) e uno perpetuato da un monaco che nel film è assoldato da Papa Pio V (cosa storicamente falsa)
Grazie all’aiuto del fido Walsingham,Elizabeth si muove con coerenza e spietatezza;Maria Di Guisa viene assassinata proprio grazie a Walsingham mentre Maria Stuarda viene catturata e infine giustiziata.
In seguito la regina elimina tutti gli oppositori interni,decapitando in senso letterale buona parte della nobiltà ostile e esiliando Robert reo di
aver trattato con la Spagna il suo matrimonio.
Grazie ad Elizabeth,che si è rivelata anche una regina accorta e capace,l’Inghilterra si avvia ad una straordinaria età dell’oro che culminerà
nella vittoria nella guerra contro la Spagna e la sconfitta della Invncibile Armata (che vedremo nel secondo dei film dedicati alla regina vergine,Elizabeth The golden age)
Tutto pagato a caro prezzo,come la rinuncia agli affetti,ad una famiglia e a dei figli…
Elizabeth,film del 1998 diretto dal regista indiano Shekhar Kapur che dirigerà anche il seguito,Elizabeth: The Golden Age (2007) sembrerebbe una biopic ma in realtà non può nemmeno definirsi un film storico,per le troppe inesattezze ed errori che ne penalizzano la credibilità storica,anche se comunque resta un ottimo film in costume.
Le inesattezze vanificano in qualche modo il bel lavoro di ricostruzione ambientale e scenografico fatto dalla troupe;c’è da dire che però la sola interpretazione di Cate Blanchett vale il prezzo del biglietto.
L’espressione ieratica e pallida della regina vergine è resa dall’attrice australiana in maniera assolutamente impeccabile.
Tutta la gamma delle espressioni che un’attrice deve riservare ad un personaggio complesso e carismatico come Elisabetta I
sono affrontate dalla Blanchett con un realismo recitativo impressionante.

Infatti nel 1999 ebbe la nomination per questo film all’Oscar,battuta soltanto da Gwyneth Paltrow nell’altro film di stampo britannico Shakespeare in Love curiosamente ambientato proprio durante il regno della grande regina inglese.
Oscar che però non le sfuggirà nel 2005 come Miglior attrice non protagonista per The Aviator e nel 2014 come Miglior attrice protagonista per Blue Jasmine.
Eccellente il cast che fa da contorno alle vicende di Elizabeth;molto bravi Geoffrey Rush che interpreta Francis Walsingham,Joseph Fiennes che è Lord Robert (protagonista principale proprio di Shakespeare in love e che non ebbe l’Oscar per nessuno dei due film,Fanny Ardant nel ruolo di Maria Di Guisa,Richard Attenborough nella parte di William Cecil e l’ex calciatore Eric Cantona in quello di Monsieur de Foix.
Nota stonatissima la parte di Vincent Cassell nel ruolo del Duca D’Anjou raffigurata come un debosciato dedito al travestitismo;era un uomo di ben altro calibro e tra l’altro le trattative per il matrimonio tra lei e la regina d’Inghilterra non superarono mai la fase iniziale delle trattative.
Splendida la fotografia di Remi Adefarasin mentre la regia di Shekhar Kapur è priva di sbavature di rilievo,le scene di massa sono ben girate
e il film ha nerbo e qualità,a patto di dimenticare le troppe inesattezze storiche.
Un film tutto sommato di ampio respiro e mai noioso.
Consigliato.
Elizabeth
Un film di Shekhar Kapur. Con Cate Blanchett, Geoffrey Rush, Christopher Eccleston, Joseph Fiennes, Richard Attenborough, Fanny Ardant, Eric Cantona, Vincent Cassel, Kathy Burke, Edward Hardwicke, Emily Mortimer, John Gielgud, Liz Giles, Rod Culbertson, Paul Fox Biografico,durata 124 min. – Gran Bretagna 1998.
Cate Blanchett: Elizabeth
Geoffrey Rush: Francis Walsingham
Joseph Fiennes: Lord Robert
Fanny Ardant: Marie De Guise
Richard Attenborough: William Cecil
Christopher Eccleston: Thomas Howard
Eric Cantona: Monsieur de Foix
Vincent Cassel: Duca d’Anjou
Kathy Burke: Regina Mary Tudor
Edward Hardwicke: Conte di Arundel
Emily Mortimer: Kat Ashley
John Gielgud: Papa Pio V
Daniel Craig: John Ballard
Cate Blanchett è Elizabeth I
Christopher Eccleston è il Duca di Norfolk.
Fanny Ardant è Maria Di Guisa
Geoffrey Rush è Francis Walsingham
Joseph Fiennes è Lord Robert
Kathy Burke è la Regina Mary Tudor
Richard Attenborough è William Cecil
Vincent Cassel è il Duca D’Anjou
Roberta Pellini: Elizabeth I
Mariano Rigillo: Sir Francis Walsingham
Paolo Maria Scalondro: Duca di Norfolk
Vittorio Guerrieri: Robert Dudley
Gianni Musy: Sir William Cecil
Anne Marie Sanchez: Marie De Guise
Jacques Peyrac: Duca d’Anjou
Lorenza Biella: Regina Mary Tudor
Barbara Berengo: Kat Ashley
Regia Shekhar Kapur
Soggetto Michael Hirst
Sceneggiatura Michael Hirst
Produttore Tim Bevan, Eric Fellner, Alison Owen, Mary Richards
Fotografia Remi Adefarasin
Montaggio Jill Bilcock
Musiche David Hirschfelder
Scenografia John Myhre, Lucy Richardson e Peter Howit
“lo credo che il coraggio di un uomo si misuri dal modo in cui egli muore. Sono contento di morire per quello in cui credo, quindi tagliami la testa e fa’ di me un martire.”
“C’è così poca bellezza in questo mondo e così tanta sofferenza. Tu credi che Dio avesse questo in mente? Sempre che esista veramente un dio al di là di noi e dei nostri pensieri.”
“Noi mortali abbiamo molte debolezze, proviamo troppe emozioni. Facciamo troppo male. Troppo presto moriamo, ma abbiamo l’opportunità di AMARE.”
“Non mi avrete mai come moglie ne voi ne il duca di Spagna”
“Non voglio aprire finestre nelle anime degli uomini!”
“Io sono figlia di mio padre”
L’opinione di Raffaella dal sito http://www.mymovies.com
“So di avere il corpo di una debole e fragile donna, ma ho il cuore e il fegato di un re, e per giunta di un re d’Inghilterra”. Tali parole, proferite dalla regina Elisabetta I,
racchiudono l’essenza del suo agire, del suo operato, del suo pensiero, delineando la figura della più grande monarca che l’Inghilterra abbia mai avuto. Non a caso, il periodo elisabettiano,
nel quale si configura la nascita della nuova potenza mondiale, è una delle pagine più suggestive e affascinanti della storia inglese, celebrate dall’arte, dalla letteratura e, negli ultimi anni,
anche dal cinema. Il più recente adattamento cinematografico risale al 1998 con il film “Elizabeth” in cui a vestire i panni della superba regina è la bravissima Cate Blanchett che ci offre un’interpretazione indimenticabile.
Il percorso storico delineato ha inizio nel 1554, durante il regno di Maria Tudor, che governa un Paese dilaniato dall’instabilità religiosa e finanziaria e minacciato da Francia e Spagna. La cattolica sovrana promuove una furiosa persecuzione
di cui sono oggetto i protestanti e si accanisce contro la sorellastra, la principessa Elisabetta, con l’accusa di tradimento. Dopo la morte di Maria, Elisabetta sale al trono d’Inghilterra all’età di 25 anni e assicura al suo amante, Robert Dudley,
la cessazione dell’esilio. Elisabetta si mostra sin da subito una sovrana spregiudicata: favorisce i protestanti inimicandosi la Chiesa cattolica; rifiuta qualsiasi matrimonio d’interesse al fine di garantire l’autonomia dell’Inghilterra;
è oggetto di numerose cospirazioni che, grazie al suo fidato Walsingham, vengono alla luce: quindi i nemici vengono ineluttabilmente eliminati. Ora Elisabetta, la Regina Vergine, è la padrona assoluta del trono inglese e si dedica esclusivamente al potenziamento del suo Paese.
La ricostruzione storica è molto fedele e risulta sapientemente caratterizzata dalle magnifiche scenografie, dai sontuosi costumi, dal commento musicale che raggiunge l’apice della suggestione nella scena dell’investitura di Elisabetta. Il film, che ha ottenuto 7 nominations all’Oscar,
splende anche per le brillanti performance del cast, soprattutto della protagonista. Infatti, a rendere più coinvolgente la vicenda contribuisce la lettura moderna della figura di Elisabetta, che ci appare una donna molto vicina al nostro tempo, un’eroina determinata,
dotata di una grande forza d’animo e intraprendenza, capace di far cadere qualsiasi pregiudizio e dimostrando che, nella sua vulnerabilità di donna, si nasconde invece una dignità ineguagliabile.
L’opinione di Lord Holy dal sito http://www.filmtv.it
Definirlo una biografia sarebbe pretestuoso. L’elenco delle imprecisioni, degli errori e del mancato attenersi ai fatti documentati sarebbe interminabile. Piuttosto può essere considerato un dramma a carattere storico, che utilizza nomi ed eventi realmente accaduti riadattandoli per i propri scopi,
in una trama romanzata che si focalizza sulla commistione fra sentimento, religione e politica. Pur con qualche innegabile eccesso e cliché.

Opinioni tratte dal sito http://www.davinotti.com
Galbo
Nel 1533 Elizabeth Tudor, figlia di Enrico VIII, diventa regina di Inghilterra; il film è la storia dei primi 10 anni del suo regno. Il regista di origine indiana Kapur è abile nel ricreare il cupo clima di incertezza e di contrasti religiosi (tra cattolici e protestanti) di quel periodo storico.
La scenografia e i costumi sono efficaci, ma il vero punto di forza del film è il cast che si avvale della presenza di grandi attori dalla Blanchett, a Rush a Attenborough,Craig e Fiennes oltre a Gielguld nel ruolo del pontefice.
Rebis
L’occasione era quella di assistere alla storia dei colonizzatori nella prospettiva dei colonizzati: ma l’indiano Kapur non sembra interessato a riletture critiche quanto a mettere in capo un esercizio di estetizzazione che attinge a una oculata perizia tecnica e che ha i suoi apici nelle scene di danza:
l’esito complessivo è rigoglioso, magniloquente, a tratti gratuito. La sceneggiatura di Hirst mira all’enfasi shakespeariana. Nell’interpretazione della Blanchett s’infrange l’algore sanzionato dalla tradizione in nome di una passione che contrasta il rigore preteso dall’incertezza del potere.
Vstringer
Ricostruzione storica, con il minimo sindacale di tocchi romanzeschi, dell’avvio dell’era elisabettiana nell’Inghilterra ancora lacerata dalle lotte religiose. L’apparato scenico è sontuoso; il cast è folto, competente e ben assortito
(bene i soliti noti, menzione per l’insolito Eric Cantona nel ruolo di ambasciatore). La diafana Cate Blanchett, al suo debutto ad alto livello, mostra di essere perfettamente in parte. Peccato che la sensazione di deja vu che il film emana gli precluda lo status di “grande”.
Gugly
Sontuoso affresco dell’Inghilterra e tentativo di indagine della misteriosa regina vergine: da giovane anche lei voleva vivere e amare, ma la ragion di stato… Luci ed ombre, amore, complotti realmente accaduti che segneranno il destino della figlia di Anna Bolena e la porteranno
a sposare il regno anziché un dissoluto principe francese (lo spiritoso Vincent Cassel); la Blanchett è già eterea di suo per l’incarnato, ma dona l’acciaio alla sua regina come si conviene. In parte i volpini consiglieri.
Nando
La salita al trono d’Inghilterra della protestante figlia di Enrico VIII e Anna Bolena con il mostrarsi di tutte le contraddizioni del periodo in cui lotte intestine di religione infiammano i cuori. Un discreto affresco del periodo, anche se storicamente non impeccabile,
che può contare su opulente scenografie ed un cast di alto livello.
Belfagor
Sontuoso, raffinato affresco di una vita e di un regno, fra luci ed ombre. La regia di Kapur è efficace nel delineare la natura conflittuale dell’ascesa di Elisabetta I. Non ci sono molte sviolinate romantiche, ma l’impostazione lirica di certe scene crea dei momenti sinceramente toccanti.
Costumi eccellenti. Il cast, ricco di nomi celebri, offre delle ottime interpretazioni. Punto centrale del film è una splendida Cate Blanchett dal nobile pallore che si identifica pienamente con il personaggio della regina.
Greymouser
La Blanchett è una perfetta Elisabetta I, e il buon risultato ottenuto in questo film storico-biografico è dovuto soprattutto alla sua performance carismatica, oltre che all’ottimo cast in generale. Ciò ci porta a perdonare o chiudere un occhio rispetto ai numerosi svarioni storiografici e filologici,
oltre che verso un’eccessiva affabulazione che rende poco credibili certi passaggi e certe situazioni. Ma ben vengano lavori di questo genere, che attingono alla materia appassionante della storia che spesso si rivela grande soggettista.
Ale nkf
Davvero ottima la Blanchett nell’interpretare la regina Elizabeth: riesce a far emergere tutto quello che c’è di positivo nel vivere a corte, ma anche tutto quello che ne segue tra complotti e inganni come per esempio il tentato omicidio ai suoi danni. La regia di Kapur è solida e molto buono anche il resto del cast
(Geoffrey Rush e Richard Attenborough tra i tanti).
Ducaspezzi
Magnifico nella resa scenografica e costumistica, soddisfacente in quella registica e sorretto da uno svolgimento che – sulla scia della superba interpretazione della “regina bastarda” da parte di una Blanchett che sa essere magnetica e iconica e di tutto un cast che ben gli rifulge attorno,
finanche nel ruolo minore del calciatore-attore Eric Cantona – scorre via robusto e senza tentennamenti per tutta la sua lunga durata. La storia e le relazioni private dentro o attorno ad essa, con queste ultime che incidono ma senza che ne venga disturbo.
Tuxtucis
Sebbene il film non sia privo di pregi (in primo luogo i costumi e la recitazione), per gran parte della sua durata ancora più evidenti ne sono i limiti; in primo luogo la sceneggiatura, che privilegia in modo piuttosto superficiale l’aspetto sentimentale rispetto all’aspetto pubblico-politico.
Penosa la resa della corte francese e fastidiose le frequenti scene di danza. Il film tuttavia acquista vigore sul finale con un credibile crescendo drammatico.
Yoghi
Un bell’affresco del’inghilterra del 500, con Kate Blanchet che interpreta molto bene il ruolo di Elisabetta. Il cast è notevole la regia ben fatta. I costumi sono molto ricercati e sono ben evidenziate le lotte tra cattolici e protestanti dopo lo scisma voluto dal re Enrico VIII, padre di Elisabetta I, per poter sposare Anna Bolena,
madre di Elisabetta I (e avere l’erede maschio che la moglie Caterina D’Aragona non gli dava). In complesso un film piacevole che si vede molto piacevolmente.
I film più visti di sempre nei cinema Usa
Ancora una classifica su Filmscoop.
Questa volta però una classifica del tutto particolare,perchè riguarda gli Usa e sopratutto perchè riguarda i film che hanno staccato
il maggior numero di biglietti al botteghino.
Non una classifica per incassi,quindi,ma una classifica stilata in base alla reale vendita di biglietti nei cinema degli States.
E’ Via col vento il film più visto nella storia del cinema americano,con poco più di 202 milioni di biglietti venduti.
Il film diretto da Victor Fleming nel 1939 e interpretato da Clark Gable,Vivien Leight,Olivia De Havilland e Trevor Howard,tratto dal romanzo
omonimo di Margaret Mitchell venne prodotto da David O. Selznick e distribuito dalla Metro-Goldwyn-Mayer.
Lungo ben 240 minuti,è un’epopea che parte nell’anno 1861,nel sud degli Usa ed è incentrata sulle vicende della famiglia O’Hara e principalmente
di Rossella,una capricciosa ragazza che passerà dalla ricchezza alla povertà e di nuovo alla ricchezza attraverso vicende personali dolorose
che culmineranno con la perdita della figlia Diletta e dell’unico uomo che l’avesse amata veramente Rhett Butler.
Al secondo posto,dietro Via col vento troviamo un altro film datato;si tratta di Guerre stellari,diretto da George Lucas e uscito nelle sale
nel 1977 con 178 milioni di biglietti venduti.
Vivien Leight e Clark Gable in Via col vento,il film più visto di tutti i tempi nei cinema americani
Guerre stellari
Prodotto da Gary Kurtz per la Lucas Film,Guerre stellari è la prima delle 6 (finora) storie dedicate a quella che nella presentazione del film
è “una galassia lontana“,dominata dal malvagio imperatore Palpatine al cui servizio c’è Dart Fener, seguace del Lato Oscuro della Forza a cui si oppongono l’Alleanza e i Cavalieri Jedi.Han Solo,Luke Skywalker,la principessa Leila Organa,Obi-Wan “Ben” Kenobi,Chewbecca,D-3BO e C1-P8 sono i protagonisti del film di fantascienza costato di meno e che ha incassato di più nella storia del cinema.Fra gli attori protagonisti del film troviamo Harrison Ford,Mark Hamill,Carrie Fisher e Alec Guinness.
Tutti insieme appassionatamente di Robert Wyse,uscito nelle sale nel lontano 1965 è al terzo posto,con oltre 142 milioni di biglietti venduti.
Il musical interpretato da Christopher Plummer e Julia Andrews racconta la storia di una novizia che finisce per diventare la governante dei sette bambini del vedovo Comandante Georg Ritter von Trapp,che finirà per sposare nel tradizionale happy end hollywoodiano.
5 Oscar e un successo incredibile fanno di questo film un evergreen.
Quarto posto,con 141 milioni di biglietti venduti per E.T. l’extra-terrestre,di Steven Spielberg,film del 1982
La storia commovente del bambino e dell’alieno,una vera e propria favola con finale strappalacrime è interpretata da Henry Thomas,Drew Barrymore e Peter Coyote.

Al quinto posto il primo dei film contemporanei.
Si tratta di Titanic.diretto nel 1997 da James Cameron,che ha staccato negli Usa 135 milioni di biglietti;una storia d’amore sullo sfondo del tragico
affondamento del Titanic,che è racchiusa nella frase che la protagonista Rose recita nel film:« Il cuore di una donna è un profondo oceano di segreti. Ma ora sapete che c’era un uomo di nome Jack Dawson, e che lui mi ha salvato, in tutti i modi in cui una persona può essere salvata. Non ho nemmeno una sua foto… non ho niente di lui, vive solo nei miei ricordi. »
Platee di tutto il mondo commosse e affascinate da una storia senza tempo,che è anche il terzo maggior incasso cinematografico di tutti i tempi.
Nel cast Leonardo Di Caprio e Kate Winslet
I dieci comandamenti (The Ten Commandments) un film colossal del 1956 diretto da Cecil B. DeMille è al sesto posto,con 130 milioni di biglietti venduti.
Il racconto biblico della storia di Mosè salvato dalle acque e divenuto tanto potente da oscurare nel cuore del faraone Sethi I l’affetto per suo figlio Ramesse.
Julie Andrews in Tutti insieme appassionatamente
ET l’extraterrestre
Mosè però ha una missione,riportare nella terra promessa gli schiavi ebrei dall’Egitto e Dio svelerà la sua potenza al faraone costringendolo a liberare
gli ebrei.Celebre la scena della separazione delle acque,un grande Charlton Heston interpreta Mosè.
Settimo posto per Lo squalo,classico thriller-horror diretto da Steven Spielberg nel 1975 che ha staccato 128 milioni di biglietti.
La storia dello squalo che terrorizza l’isola di Amity (Nuova Inghilterra) e che verrà ucciso dallo scoppio di una bombola dopo una caccia entusiasmante fu uno dei primi film ad essere distribuito in maniera capillare nei cinema.Un film di ottimo livello che oottenne anche un battage pubblicitario senza precedenti;fra gli interpreti Roy Scheider,Robert Shaw e Richard Dreyfuss.Tre Oscar per montaggio,sonoro e colonna sonora.
Posizione numero otto per Il dottor Zivago (Doctor Zhivago) film del 1965 diretto da David Lean, con Omar Sharif, Julie Christie, Geraldine Chaplin, Alec Guinness e Rod Steiger.
Tratto dall’omonimo romanzo di Boris Leonidovic Pasternak è un grande affresco storico ed una storia d’amore con sullo sfondo il falso mito della liberazione dallo schiavismo degli Zar da parte del proletariato russo. Un film di largo respiro, che stacca ai botteghini 124 milioni di biglietti.
Uno dei più famosi horror di tutti i tempi in posizione numero nove;si tratta di L’esorcista (The Exorcist),un film del 1973 diretto da William Friedkin e tratto dall’omonimo romanzo di William Peter Blatty,con Linda Blair,Ellen Burstyn,Jason Miller e Max von Sydow.
L’adolescente Regan mostra segni evidenti di possessione diabolica.
Sarà dapprima padre Padre Lankaster Merrin a tentare di cacciare il demonio da Regan ma il successo,pagato con la vita,arriderà a Padre Damien Karras.
Kate Winslet in Titanic
Charlton Heston in I dieci comandamenti
Lo squalo
Celebri le scene con Linda Blair che vomita verde,levita sul letto o gira completamente la testa e la sua maschera terrificante.
110 i milioni di biglietti venduti dal film al botteghino.
In posizione numero dieci,con 109 milioni di biglietti venduti,il primo film d’animazione della Disney e contemporaneamente della storia,Biancaneve e i sette nani (Snow White and the Seven Dwarfs) film del 1937 diretto da David Hand.
La storia di Biancaneve,odiata per la sua bellezza e giovinezza dalla strega cattiva e da essa avvelenata,salvata dai sette nani e poi risvegliata dal
bacio del principe commuove il pubblico di tutte le età.
La carica dei 101 (One Hundred and One Dalmatians) film del 1961 diretto da Wolfgang Reitherman, Hamilton Luske e Clyde Geronimi è in undicesima posizione con poco meno di cento milioni di biglietti venduti.
Diciassettesimo film d’animazione della Disney,racconta la divertente storia del compositore Rudy Radcliffe,che vive in un appartamento da scapolo a Londra insieme al suo dalmata Pongo e di Anita e il suo dalmata femmina,Peggy.
I due,grazie a Pongo,si sposerenno e Pongo e Peggy daranno alla luce 15 cuccioli.Un’amica di Anita,Crudelia Demon, intende farsi una pelliccia di cuccioli di dalmata e così fa rapire i dalmata di Rudy e Anita e altri cuccioli.
Dopo divertenti vicende,Rudy e Anita si ritroveranno proprietari di 101 cuccioli di dalmata e compreranno una casa in campagna per farli vivere
tutti assieme.
Posizione numero 12 per il secondo episodio in ordine di uscita della saga di Guerre Stellari,L’Impero colpisce ancora (The Empire Strikes Back) film del 1980 diretto da Irvin Kershner.
Tornano i grandi eroi della saga di sci.fi più vista della storia del cinema;più di 98 milioni di biglietti staccati per Han Solo,Luke e la principessa Leyla
ancora alle prese con l’Impero.
Ancora un grande classico in puro stile peplum in tredicesima posizione;si tratta di Ben-Hur kolossal del 1959 diretto da William Wyler, ancora una volta con Charlton Heston nel ruolo del protagonista.
98 milioni di biglietti venduti per la storia del principe ebreo Giuda Ben-Hur in lotta con il suo ex amico,il romano Messala.
Dopo quasi 200 minuti di film pieno di colpi di scena,nella spettacolosa scena della corsa delle quadrighe Ben Hur si vendicherà dell’uomo che ha distrutto la sua famiglia.
Record di premi Oscar,ben 11.
Il dottor Zivago
Linda Blair in L’esorcista
Avatar, film di fantascienza kolossal del 2009 scritto e diretto da James Cameron e interpretato da Sam Worthington,
Stephen Lang, Zoë Saldaña, Sigourney Weaver, Giovanni Ribisi e Michelle Rodriguez è in quattordicesima posizione per numero di biglietti venduti,98 milioni ma al primo come incassi sul solo suolo americano con un miliardo di dollari e primo nel mondo con quasi 3 miliardi di dollari.
Quindicesima posizione per Il ritorno dello Jedi,diretto da Richard Marquand nel 1983.
94 milioni di biglietti venduti per il terzo capitolo della saga di Guerre stellari,prima della saga prequel dei nostri giorni.
Il gruppo storico si ricompone e lotta fino alla fine contro l’Imperatore e Dart Fener,in un tripudio di effetti speciali e con il tradizionale happy end.
Sedicesima posizione e 91 milioni di biglietti venduti per Jurassic Park film del 1993 diretto da Steven Spielberg, basato sull’omonimo romanzo scritto da Michael Crichton.
Dinosauri e uomini che vivono ai nostri tempi grazie alla geniale clonazione di alcune specie di dinosauri.
Ma la natura ha le sue regole.
Film spettacolare grazie al trionfo della computer grafica,con bravi protagonisti come Sam Neill,Laura Dern,Jeff Goldblum,Richard Attenborough,Samuel L. Jackson.
In posizione numero diciassette ancora un capitolo della saga di Guerre stellari,questa volta si tratta del prequel del primo episodio,
Star Wars: Episodio I – La minaccia fantasma (Star Wars: Episode I – The Phantom Menace)film del 1999 diretto da George Lucas.
In 90 milioni hanno visto la nascita della saga nei cinema americani,conoscendo come si sono evoluti personaggi come Obi-Wan Kenobi e Anakin Skywalker,il futuro Dart Fener.
Bravissimi attori nel cast,come Liam Neeson,Ewan McGregor,Natalie Portman,Jake Lloyd,Pernilla August.
Biancaneve e i sette nani
La stangata (The Sting) film del 1973 diretto da George Roy Hill, con Paul Newman e Robert Redford è in diciottesima posizione,con 89 milioni di biglietti venduti;
Nel 1936 Johnny,un piccolo truffatore,per vendicare la morte dell’amico Luther ucciso da un gangster organizza con Henry una truffa memorabile
ai danni del gangster stesso.Colonna sonora famosissima,due grandi attori in forma smagliante e sette Oscar premiano uno dei film più divertenti degli anni settanta.
Diciannovesima posizione per il terzo film di animazione Disney presente in questa classifica,Il re leone (The Lion King) del 1994 diretto da Roger Allers e Rob Minkoff,con 89 milioni di biglietti venduti.Storia ambientata in Africa,della nascita del piccolo Simba destinato a diventare il re della foresta ma ostacolato da suo zio Scar che tenterà in ogni modo di farlo morire come ha già fatto con suo padre.Ma Simba alla fine diverrà adulto e re.
Celebri le musiche del film e i personaggi di contorno,come Timon e Pumbaa che avranno in seguito delle avventure dedicate a loro in cartoni specifici.
L’ultima posizione presa in esame in questa classifica,la ventesima,è occupata da I predatori dell’arca perduta (Raiders of the Lost Ark) film del 1981,diretto da Steven Spielberg e capostipite della tetralogia cinematografica di Indiana Jones.
E’ il quarto film di Spielberg presente nei primi venti film più visti nei cinema americani,con 88 milioni di biglietti venduti.
Un bravissimo Harrison Ford è Indiana Jones,un archeologo con la vocazione dell’avventuriero,impegnato nel recupero dell’Arca dell’alleanza
in concorrenza con i nazisti.
La carica dei 101
L’impero colpisce ancora
Questi sono dunque i film che hanno venduto più biglietti negli Usa limitatamente alle prime 20 posizioni;ma oltre la ventesima ci sono film importantissimi
per la storia del cinema.
Eccoli:( i dati sono arrotondati per difetto)
21a posizione: Il laureato,1967 di Mike Nichols 85.500.000 biglietti venduti;
22a posizione: Fantasia,1940 Walt Disney Production 83.000.000 biglietti venduti;
23a posizione: Il padrino,1972 di Francis Ford Coppola 78.900.000 biglietti venduti;
24a posizione: Forrest Gump,1994 di Robert Zemeckis 78.500.000 biglietti venduti;
25a posizione: Mary Poppins,1964 di Robert Stevenson 78.100.000 biglietti venduti;
26a posizione: Grease,1978 di Randal Kleiser 76.900.000 biglietti venduti;
27a posizione: The Avengers,2012 di Joss Whedon 76.768.000 biglietti venduti;
28a posizione: Agente 007 – Thunderball: Operazione tuono,1965 di Terence Young 74.800.000 biglietti venduti;
29a posizione: Il cavaliere oscuro,2008 di Christopher Nolan 74.282.000 biglietti venduti;
30a posizione: Il libro della giungla,1967 di Wolfgang Reitherman 73.670.000 biglietti venduti;
Via col vento
Guerre stellari
Tutti insieme appassionatamente
ET l’extraterrestre
Titanic
I dieci comandamenti
Lo squalo
Il dottor Zivago
L’esorcista
Biancaneve e i sette nani
La carica dei 101
L’impero colpisce ancora
Due fotogrammi da Ben Hur
Due fotogrammi da Avatar
Due fotogrammi da Il ritorno dello Jedi
Due fotogrammi da Jurassic Park
Due fotogrammi da Star Wars La minaccia fantasma
Due fotogrammi da La stangata
Due fotogrammi da Il re leone
Due fotogrammi da I predatori dell’arca perduta
Da Via col vento,1939
« Francamente, me ne infischio. »
« Tara! A casa! A casa mia! E troverò un modo per riconquistarlo. Dopotutto, domani è un altro giorno! »
Da Guerre stellari,1977
« La Forza sarà con te. Sempre! »
«È la spada laser di tuo padre. Questa è l’arma dei cavalieri Jedi. Non è goffa o erratica come un fulminatore. È elegante, invece, per tempi più civilizzati. Per oltre mille generazioni i cavalieri Jedi sono stati i guardiani di pace
e giustizia nella vecchia Repubblica, prima dell’oscurantismo, prima dell’Impero.»
Da Tutti insieme appassionatamente,1965
«Vede, il cielo era così azzurro oggi e tutto era così verde, profumato, che ho dovuto farne parte. La montagna mi portava in alto, più in alto, come se volesse far toccare le nubi anche a me.»
«Maria: Non risponderò mai a un fischio. Si fischia ai cani, ai gatti, ad altre bestie, ma non ai ragazzi e certo non a me. Sarebbe troppo umiliante.
Comandante von Trapp: Fräulein, aveva tendenze così sovversive anche al convento?
Maria: Oh, molto di più, signore.»
Da Et l’extraterrestre,1982
«E.T. Telefono… casa..»
«Come spieghi cos’è la scuola ad un’intelligenza superiore?»
Da I 10 comandamenti,1956
« Un demone, quegli che spinge gli uomini a fare dei propri fratelli delle bestie, degli schiavi, infliggendogli ogni sofferenza, a privarli dello spirito, della speranza, della fede.»
« La morte chiama la morte. Uccidi me mastro beccaio.»
Da Titanic,1997
« Quando non hai niente, non hai niente da perdere.»
« Secondo me la vita è un dono, non ho intenzione di sprecarla. Non sai mai quali carte ti capiteranno nella prossima mano. Impari ad accettare la vita come viene. […] Così ogni singolo giorno ha il suo valore.»
Da Lo squalo,1975
« Ho capito. Lei si farà i suoi sporchi affari finché lo squalo non verrà a morderle il sedere! »
« Senta, qui siamo di fronte a una macchina, una macchina che ha 200 milioni di anni. Una macchina perfetta, una macchina perfetta per nuotare, mangiare e produrre piccoli squali. Una macchina mangiatrice di uomini.»
Da Dottor Zivago,1965
« Aniuska, smettila: i buoni matrimoni li fa Dio, non li facciamo noi.”
« Ma se il popolo ama la poesia, ama i poeti… e nessuno ama la poesia più di un russo… »
Da L’esorcista,1973
« Se io vedessi un suo doppione, stesso viso, stessa voce… tutto quanto… sentirei che non è Regan. Lo sentirei dentro. E posso dire che quella cosa là di sopra non è mia figlia.
Adesso lei deve dirmi che sa ed è convinto che mia figlia ha soltanto dei disturbi mentali e basta, deve dirmi che è convinto che un esorcismo non le servirebbe a niente, su mi dica questo!!! »
« Credo che voglia portarci alla disperazione… perché vedendoci ridotti a bestie mostruose… noi escludiamo la possibilità dell’amore di Dio.»
Da Biancaneve e i sette nani,1937
« Regina: Specchio, servo delle mie brame, chi è la più bella del reame?
Specchio: Bella, tu sei bella, mia Regina, ma oggi, un’altra bellezza c’è; sotto ai suoi stracci pur s’indovina che, ahimè, ella è più bella di te.
Regina: Ahimè per lei! Dimmi il suo nome!
Specchio: Boccuccia di rose, e d’ebano i capelli, come neve è bianca.
Regina: Biancaneve »
« E per darmi la prova sicura che tu l’hai davvero uccisa, mi porterai il suo cuore qua dentro »
Da La carica dei 101,1961
« Quindici ciccioli rubati??Cretinate! »
« Guidate come si deve!Volete farvi beccare dalla polizia?? »
Da L’impero colpisce ancora,1980
« Un giorno ti sbaglierai anche tu e spero solo di essere lì.»
« Unisciti a me, e insieme potremo governare la galassia, come padre e figlio.»
Da Ben Hur,1959
« Ben Hur: Se non fossi promessa, ti direi addio con un bacio.
Ester: Se non fossi promessa, non ci sarebbero addii da dirci.»
« Non a caso un piccolo villaggio in riva al Tevere fu scelto a reggere il mondo »
Da Avatar,2009
« Mentre ero sul letto di un ospedale militare, con un bel buco sparato nel centro della mia vita, ho cominciato a sognare di volare. Ero libero. Ma prima o poi… ti devi svegliare.»
« Ero un guerriero che aveva sognato di poter portare la pace. Ma prima o poi… ti devi svegliare »
Da Il ritorno dello Jedi,1983
« Mi chiedo se le tue sensazioni in questa faccenda siano chiare, Lord Fener. (Imperatore Palpatine)»
« La tua flotta ha perso. E i tuoi amici sulla luna di Endor non sopravviveranno. Non c’è via di scampo, mio giovane apprendista. L’Alleanza morirà. Come anche i tuoi amici. Bene. Percepisco la tua ira. Sono indifeso. Prendi la tua arma!
Abbattimi con tutta la forza del tuo odio e il tuo viaggio verso il Lato Oscuro sarà finalmente compiuto!»
Da Jurassic Park,1993
« I dinosauri forse hanno più tratti in comune con gli uccelli attuali di quanto non ne abbiano con i rettili. Guardate l’osso pubico, rivolto all’indietro come negli uccelli. Guardate le vertebre:
piene di sacche d’aria e di cavità esattamente come negli uccelli, ed il suo nome “Raptor” significa uccello rapace.»
« La mancanza di umiltà di fronte alla natura che si dimostra qui… Mi sconvolge. Lei non vede il pericolo che è insito in quello che fa? La potenza genetica è la forza più dirompente
che esista e lei se ne serve come un… Un bambino che gioca con la pistola del padre.»
Da Star Wars: Episodio I – La minaccia fantasma,1999
« La paura è la via per il Lato Oscuro. La paura conduce all’ira, l’ira all’odio; l’odio conduce alla sofferenza. Ah… Io sento in te molta paura »
« E di te, giovane Skywalker, osserveremo la carriera con grande interesse »
Da La stangata,1973
« Certo che mi conosci. Sono le due e sono solo! »
« E quindi, per seguire il proprio cuore, uno deve fare la cosa sbagliata.»
Da Il re leone,1994
« Siamo tutti collegati nel grande cerchio della vita »
« Hakuna matata, ma che dolce poesia! | Hakuna matata, tutta frenesia! | Senza pensieri la tua vita sarà | Chi vorrà vivrà in libertà | Hakuna Matata! »

Il laureato
Fantasia
Il padrino
Forrest Gump
Mary Poppins
Grease
The Avengers
Agente 007 Operazione tuono
Il cavaliere oscuro
Il libro della giungla
Jurassic Park
Uomini e dinosauri,un connubio impossibile.
70 milioni di anni fa l’estinzione di massa del Cretaceo spazzò via dalla terra più del 75% delle creature viventi della terra,fra le quali i grandi
dinosauri terrestri,gli ittiosauri acquatici,i pliosauri e la quasi totalità dei rettili marini,fatta eccezione per i coccodrilli e le tartarughe.
Che sia stato un impatto con un meteorite o un’eruzione vulcanica a provocare l’estinzione non è argomento pertinente per questa recensione;
conta invece l’espediente cinematografico usato in questo film,assolutamente geniale,per far vivere nella stessa epoca uomini e dinosauri,divisi da oltre 73 milioni di anni di vissuto sul pianeta,a tutto favore dei dinosauri che dominarono per decine di milioni di anni la terra.
Fino a Jurassic Park si immaginavano isole sperdute in cui i dinosauri vivevano in piccolissimi branchi protetti da condizioni particolari offerte dalla natura,come La terra dimenticata dal tempo (The Land That Time Forgot) del 1975 diretto dal regista Kevin Connor, tratto dal romanzo omonimo del 1918 di Edgar Rice Burroughs.
Si usavano tutti gli espedienti possibili per una coesistenza assolutamente impossibile storicamente e biologicamente.
Ci ha pensato Michael Chrichton nel 1990 a creare le condizioni per una fantasiosa ma possibile in un futuro prossimo convivenza tra le due specie con il suo fortunato romanzo Jurassic Park;così esordisce nel suo romanzo,con un incipit affascinante:
“Negli ultimi decenni del ventesimo secolo si è verificata una febbre dell’oro scientifica di proporzioni inaudite: la furibonda e avventata corsa alla commercializzazione dell’ingegneria genetica. Questa impresa è stata portata avanti con tanta celerità, con un così scarno contributo di spiegazioni obiettive da precludere una piena comprensione della sua portata e delle sue implicazioni.
La biotecnologia promette di essere la più grande rivoluzione nella storia dell’uomo. Entro la fine di questo decennio avrà di gran lunga sorpassato l’energia nucleare e i computer per quanto riguarda l’impatto sulla nostra vita quotidiana.
Per citare le parole di un commentatore: «La biotecnologia trasformerà tutti gli aspetti della vita umana: l’assistenza medica, l’alimentazione, la salute, il modo di divertirsi, i nostri stessi corpi. Niente sarà più lo stesso.
La biotecnologia cambierà letteralmente il volto del pianeta».

La genesi del libro è alquanto singolare;Steven Spielberg,che avrebbe poi diretto il film acquistò dall’autore i diritti del libro ancor prima che uscisse nelle librerie di tutto il mondo,prima quindi del successo planetario dello stesso e del film,che si sarebbe rivelato uno dei film di maggior incasso della storia del cinema.
Lo stesso Spielberg reduce da due insuccessi abbastanza rilevanti come Always-Per sempre del 1990 e Hook – Capitan Uncino del 1991 decise di rivolgersi a David Koepp,sceneggiatore e regista hollywoodiano (sue le sceneggiature di La morte ti fa bella e Carlito’s way prima di Jurassic Park) per strutturare una storia che bucasse lo schermo e sbancasse i botteghini.
Sempre Spielberg decise una mossa azzardata che poi si sarebbe rivelata assolutamente vincente,scegliendo di utilizzare in maniera massiccia
la computer grafica, un po’ come aveva fatto la Disney con il capostipite dei film in computer grafica come Tron,uscito nel 1982.
A distanza di 11 anni proprio la computer grafica aveva fatto passi da gigante e Spielberg rivolgendosi alla Industrial Light & Magic scelse di creare un prodotto in cui i grandi sauri apparissero quanto più di reale fosse possibile.
Il risultato fu assolutamente unico nel suo realismo,tanto da funzionare come modello per molte altre produzioni successive.
Un successo che spinse Steven Spielberg a girare nel 1997 un sequel ancora tratto da un romanzo di Chrichton,Il mondo perduto – Jurassic Park (The Lost World: Jurassic Park); ci saranno ancora due film sequel dei primi due,
Jurassic Park III di Joe Johnston (2001) e Jurassic World (2015) diretto da Colin Trevorrow,che a sorpresa si è piazzato al terzo posto tra i maggiori incassi della storia del cinema con 1,6 miliardi di dollari di incasso in tutto il mondo.
Ma a parte la computer grafica,la storia piena di fascino,qual’è il motivo dello straordinario successo di Jurassic Park?
Sicuramente la presenza dei dinosauri,animali che da sempre affascinano il mondo dei più piccoli.
Chrichton dice nel libro:“I bambini amavano i dinosauri perché queste gigantesche creature impersonavano la forza incontrollabile
e sempre incombente dell’autorità. Erano un simbolo dei genitori. Affascinanti e incontrollabili, proprio come i genitori.
E i bambini li amavano, proprio come amavano i genitori.”

Chi di noi,da bambino,non ha sognato o giocato con i grandi sauri,che la mia generazione vedeva disegnati nei cartoni e oggi vengono proposti in 3D?
Un mondo affascinante anche perchè perduto per sempre.
Che resta nell’immaginario di tutti grazie anche alle continue scoperte di fossili,alle splendide ricostruzioni dei musei di storia naturale e sopratutto
grazie ad una mole sempre maggiore di documentari ricostruiti in grafica con tecnologie sempre più perfezionate,che ricreano visivamente
l’habitat naturale dei grandi dinosauri.
Spielberg gioca su questo,sul fascino indiscusso dei dinosauri e sopratutto montando una storia affascinante anche se con alcune inesattezze e con una lunghezza del film davvero inusuale.
Ma alla fine il prodotto che vien fuori è di indiscusso fascino.
Isla Nublar 120 miglia al largo della Costa Rica.
Un operaio è misteriosamente ucciso da un animale feroce;l’isola è di proprietà della In.Gen,una società che conduce misteriosi esperimenti scientifici.
A capo della In.Gen c’è il ricchissimo John Hammond, che grazie alle più avanzate tecniche di clonazione è riuscito a riportare in vita i grandi dinosauri.
I quali ora sono nell’isola di Isla Nubar,protetti da imponenti misure di sicurezza.
Il paleontologo Alan Grant e la paleobotanica Ellie Sattler vengono invitati da Hammond nell’isola,con lo scopo di recensire positivamente l’operazione,creata a scopo commerciale.L’intento di Hammond è infatti quello di fare un gigantesco parco a tema e l’imprimatur dei due scienziati è fondamentale per dare una patina di rispettabilità all’operazione stessa e sopratutto per rassicurare i finanziatori.
Grant e la Sattler assistono stupefatti ad una scena che sembra trasportarli di milioni di anni indietro nel tempo:dinosauri e stegosauri passeggiano
e si godono l’aria di Isla Nubar.
Ma non ci sono soltanto i placidi dinosauri tra le creature clonate dal dottor Henry Wu;i temibili predatori T.Rex,i Velociraptors hanno ripreso vita
e sarà proprio un T.Rex a dare il via ad una serie di avvenimenti che porteranno il gruppo formato dai due scienziati,dai due nipotini di Hammond che
si sono aggregati a loro e il dottor Malcom,esperto matematico in teoria del caos a vivere un’avventura fatta di continui colpi di scena.
Ho limitato al massimo il racconto della trama per lasciare spazio all’immaginazione di coloro che non hanno visto questo classico dell’avventura,
un film godibile dall’inizio alla fine.
Le incongruenze non inficiano assolutamente il racconto,grazie ad una regia che privilegia sempre e in ogni caso sia l’azione sia la tensione.
Che corre per tutto il film,tra l’alternarsi di scene di grande bellezza,come quella che vede i protagonisti che si sono rifugiati su un albero
ascoltare il canto dei dinosauri o la caccia dei velociraptor al gruppo dei fuggitivi.
Nel film di Spielberg funziona tutto,come un ingranaggio oliato alla perfezione.

Sicuramente ben amalgamato il cast con un ottimo Sam Neill nel ruolo del professor Grant,assolutamente credibile come scienziato passando per
Laura Dern,la botanica e paleontologa Ellie Sattler,espressiva e in forma, a Jeff Goldblum che è Malcom,il matematico ironico e sacrcastico che per primo intuisce la minaccia della clonazione e della selezione genetica delle uova fecondate tutte femmina;sua la battuta “Dio crea i dinosauri. Dio distrugge i dinosauri. Dio crea l’uomo. L’uomo distrugge Dio. L’uomo crea i dinosauri.I dinosauri mangiano l’uomo. La donna eredita la terra.”
Nella parte di Hammond,pacioso e serafico miliardario che sottovaluta il rischio potenziale di portare tra gli uomini una razza di animali che
con esso non ha mai convissuto c’è Sir Richard Samuel Attenborough,grande regista e attore britannico già direttore di film come Gandhi e A chorus line.
Il suo volto simpatico contrasta con quello del bravissimo e viscido (nel film) Wayne Knight,che interpreta Dennis Nedry l’informatico che vende
alla BioSyn gli embrioni di 15 specie,finendo però per non incassare il prezzo del suo tradimento.
Bene tutto il resto del cast,nel quale spicca Samuel L. Jackson nel ruolo di Ray Arnold,capo dei tecnici informatici.
Menzione d’onore ovviamente per gli effetti speciali e quindi a Dennis Muren, Stan Winston, Phil Tippett e Michael Lantieri e alle belle musiche di
John Williams.
Un film ormai diventato un classico,che non può mancare nella videoteca di un appassionato di cinema.
Un film di Steven Spielberg. Con Sam Neill, Jeff Goldblum, Laura Dern, Richard Attenborough, Joseph Mazzello, Bob Peck, Samuel L. Jackson, Martin Ferrero, B.D. Wong, Ariana Richards, Wayne Knight, Gerald R. Molen, Miguel Sandoval, Cameron Thor, Christopher John Fields, Whitby Hertford, Dean Cundey, Jophery C. Brown, Tom Mishler, Greg Burson, Adrian Escober Fantastico,durata 127 min. – USA 1993. – Universal Pictures
Sam Neill: Alan Grant
Laura Dern: Ellie Sattler
Jeff Goldblum: Ian Malcolm
Richard Attenborough: John Hammond
Bob Peck: Robert Muldoon
Samuel L. Jackson: Ray Arnold
Ariana Richards: Alexis Murphy
Joseph Mazzello: Timothy Murphy
Wayne Knight: Dennis Nedry
Martin Ferrero: Donald Gennaro
BD Wong: Henry Wu
Cameron Thor: Lewis Dodgson
Gerald R. Molen: Gerry Harding
Miguel Sandoval: Juanito Rostagno
Dean Cundey: Tecnico
Stefano De Sando: Alan Grant
Isabella Pasanisi: Ellie Sattler
Roberto Chevalier: Ian Malcolm
Cesare Barbetti: John Hammond
Michele Gammino: Robert Muldoon
Claudio Fattoretto: Ray Arnold
Valeria De Flaviis: Alexis Murphy
George Castiglia: Timothy Murphy
Vittorio Stagni: Dennis Nedry
Marco Mete: Donald Gennaro
Loris Loddi: Henry Wu
Simone Mori: Lewis Dodgson
Eugenio Marinelli: Juanito Rostagno
Dario Penne: Mr. DNA
Regia Steven Spielberg
Soggetto dal romanzo di Michael Crichton
Sceneggiatura Michael Crichton, David Koepp
Produttore Gerald R. Molen, Kathleen Kennedy
Produttore esecutivo Lata Ryan, Colin Wilson
Distribuzione (Italia) Universal Pictures
Fotografia Dean Cundey
Effetti speciali Dennis Muren, Stan Winston, Phil Tippett, Michael Lantieri
Musiche John Williams
Scenografia Rick Carter
Trucco Paul Mejias
“-Grant: Signor Hammond! Dopo attenta considerazione ho deciso… di non avallare il suo parco!
-Hammond: Anche io!”
“Quanto mi secca avere sempre ragione”
“I dinosauri forse hanno più tratti in comune con gli uccelli attuali di quanto non ne abbiano con i rettili. Guardate l’osso pubico,
rivolto all’indietro come negli uccelli. Guardate le vertebre: piene di sacche d’aria e di cavità esattamente come negli uccelli,
ed il suo nome “Raptor” significa uccello rapace.”
“Ci dovrete far l’abitudine al professor Malcolm, soffre di un deplorevole eccesso di personalità! (John Hammond)”
“È… È un dinosauro! (Alan Grant)”
“L’hai fatto, brutto figlio di puttana. (Ian Malcolm)”
“Ci facciamo una fortuna con questo posto. (Donald Gennaro)”
“Professor Grant, mia cara professoressa Sattler, benvenuti… Al Jurassic Park! (John Hammond)”
“Guarda, si muovono in branchi… Si muovono in branchi. (Alan Grant)”
“Qui non si bada a spese. (John Hammond)”
“Ma chi ci tengono lì dentro, King Kong? (Ian Malcolm)”
“La mancanza di umiltà di fronte alla natura che si dimostra qui… Mi sconvolge. Lei non vede il pericolo che è insito in quello che fa?
La potenza genetica è la forza più dirompente che esista e lei se ne serve come un… Un bambino che gioca con la pistola del padre. (Ian Malcolm)”
“Questa sì che è una bella montagna di merda! (Ian Malcolm)”
“Il Tirannosauro il cibo non l’accetta. Lui vuole cacciare. Non si può sopprimere un istinto vecchio di 65 milioni di anni. (Alan Grant)”
“Mi ricordi di ringraziare John per il bellissimo week-end! (Ian Malcolm)”
“Quando la devi fare, la devi fare. (Ian Malcolm)”
“Dio ci scampi! Siamo nelle mani degli ingegneri… (Ian Malcolm)”
“Io non biasimo la gente per i suoi sbagli ma pretendo che ne paghi lo scotto. (John Hammond)”
“Le nostre vite sono nelle tue mani e ora scopriamo che hai le dita di burro! (John Hammond)”
“Se la caveranno tutti… Chi meglio di un esperto di dinosauri può tirar fuori i bambini dal Jurassic Park? (John Hammond)”
Apatosaurus
Cearadactylus
Dilophosaurus
Euoplocephalus
Hadrosaurus
Hypsilophodon
Maiasaura
Meganeura
Microceratops
Othnielia
Procompsognathus
Styracosaurus
Stegosaurus
Triceratops
Tyrannosaurus
Velociraptor
Il Parasaurophus
Lo Stegosaurus
Il Triceratops
Il Tyrannosaurus Rex
Il Velociraptor
Il Dilophosaurus
Il Brachiosaurus
“Il pianeta è. sopravvissuto a tutto, nel corso del tempo. Sopravvivrà certamente anche a noi.”
“Tutti i più grandi cambiamenti sono come la morte: non puoi vedere l’altro lato finché non sei là.”
“Nella società dell’informazione, nessuno pensa. ”
“La linearità è un modo artificiale di vedere il mondo. La vita vera non è una serie di eventi legati
tra di loro che si verificano uno dopo l’altro come perline di una collana.”
“Il pianeta non è in pericolo. Noi siamo in pericolo. Non abbiamo il potere di distruggere il pianeta:
o di salvarlo. Ma abbiamo il potere di salvare noi stessi.”

Recensione di Irene Bignardi di La Repubblica
Allora, la scienza può o non può riportare in vita i dinosauri? Per ora no. Nonostante quello che sostiene il geniale Michael Crichton nel suo libro Jurassic Park. Nonostante quello che racconta Steven Spielberg
nel film da sessanta milioni di dollari che ne ha tratto e la cui prima ha prodotto code da ingorgo stradale attorno ai duemila-cinquecento cinema americani in cui è stato presentato. Nonostante il tempismo della
notizia apparsa due giorni prima dell’uscita del film in prima pagina sul “New York Times”, secondo cui sarebbe stato rinvenuto il Dna di un curculionide dell’epoca dei dinosauri, insomma, la materia prima con cui
si potrebbe mettere in moto il fantascientifico esperimento di ridare vita al passato. Per ora non c’è nulla da temere: neppure il più pazzo degli scienziati ci riuscirebbe.
A ridare vita a un mondo perduto ci sono riusciti in ,in compenso degli altri scienziati, i geni della Light & Magic, che, utilizzando tutte le risorse della “computer graphic“, hanno costruito gli stupefacenti dinosauri del film
e dire dinosauri è peccare di genericità. Ci sono i T-Rex come confidenzialmente viene chiamato il più grande e terribile di tutti, il tyrannosaurus rex, protagonista delle scene più terrificanti, quelle che hanno suggerito ai censori
americani di proibire il film ai minori di tredici anni. Ci sono i disneyani brachiosauri dal lungo collo, che hanno la grande qualità di essere vegetariani e di avere il cervello e l’aggressività di una mucca. C’è il delicato triceratops,
che è grosso come due elefanti ma è cagionevole di salute e, nel film, fa cacche gigantesche. Ci sono i gallimimus che corrono e saltellano nei prati, belli come i bisonti di Balla coi lupi. Ci sono i feroci velociraptor,
che corrono e saltano come uccellacci – a cui assomigliano moltissimo – ma che hanno l’intelligenza degli scimpanzè, tanto che sono capaci di aprire le porte e, da bravi carnivori, non mollano facilmente la preda…
Il libro, come il film, si basa su una premessa scientifica remotamente plausibile (e che, a sentire Spielberg, sarà sicuramente praticabile tra una quarantina d’anni). Che il sangue succhiato ai dinosauri dalle zanzare
del Giurassico e del Cretaceo, incapsulato con le zanzare medesime nelle colate di ambra, possa essere estratto, e che, donando questo Dna “liofilizzato”, si possa ricostruire l’intero essere vivente.
La premessa, spiegano gli scienziati, è errata: basti dire che nei globuli rossi non c’è Dna. Poco importa. Anche perché qualcosa di vero c’è. E sulle premesse scientifiche di Jurassjc Park “Newsweek” ebbe modo di costruire un dettagliato
servizio dedicato a questa teoria stimolando, al contempo, curiosità e paura per gli effetti imprevedibili dell’ingegneria genetica, senza contare la mania clonatoria che da qualche anno ha preso gli Stati Uniti: una mania culminata
nell’annuncio fatto da due ricercatori, Raul Cano e George Poinar, che hanno comunicato di aver donato il Dna di un’ape vecchia quaranta milioni di anni ritrovata intrappolata nell’ambra, e nella comunicazione resa dagli scienziati dell’American Museum of Natural History,
che hanno invece donato una termite di soli venticinque milioni di anni. E fortuna che gli scienziati che hanno trovato il Dna di un mammut siberiano non si sono fatti venire l’idea di fare altrettanto…
Come il terrore dell’elettricità ai tempi in cui Mary Shelley scrisse il suo Frankenstein, quello dell’atomica ai tempi di Godzilla, quello della scoperta dello spazio ai tempi di2001, è la paura dei possibili sviluppi incontrollati della scienza, e in questo caso della bioingegneria,
l’idea alla base del mito terrificante di Jurassic Park. Ma – e qui si viene ai “ma” – mentre il libro di Crichton sottolinea con estrema chiarezza il ruolo che, a questo proposito, hanno l’avidità e la presunzione umana, come se l’eterno bambino Spielberg si fosse lasciato affascinare
dai suoi giocattoli, buoni e cattivi, più che dall’apologo sulle deviazioni dell’arroganza prometeica e sulla fame di denaro che una scienza deviata incoraggia, Jurassic Park – il film – si limita a essere un percorso mozzafiato in un luna park delle meraviglie e degli orrori in cui i
personaggi non hanno molte sfumature e la “morale” – obbligatoria in ogni fiaba, rosa o nera – si perde nel flusso di adrenalina.
Il Cattivo – il miliardario Hammond, interpretato un po’ caricaturalmente da Richard Attenborough, che ha inventato e creato in un’isola del Pacifico la sua Disneyland dei dinosauri – è l’ennesimo eccentrico “mad doctor” e non il magnate incosciente che pensa solo al denaro.
E le colpe del disastro che colpisce il Jurassic Park, anziché all’imprudenza, all’approssimazione dovuta all’avidità, alla luciferina presunzione di poter controllare la vita sostituendosi alle leggi di natura, sono da attribuire solo a un ripugnante ciccione che, più avido di tutti,
per avidità combina un grande pasticcio elettronico che porta il parco alla rovina. E dire che Shakespeare, nel Giulio Cesare, invitava a diffidare dei magri…
Come in ogni fiaba che si rispetti, ci sono gli innocenti in pericolo – i nipotini di Hammond, invitati dal nonno a visitare Jurassic Park prima dell’inaugurazione ufficiale -, due deliziosi e vispi bambini che si spaventano un po’ troppo poco di quel che gli capita e le cui nozioni
elettroniche salveranno alla fine, se non il parco, almeno la pelle del clan familiare. Sam Neill è il paleontologo bambinofobo che finirà per essere sedotto dalla freschezza e dall’intelligenza delle due creature. Laura Dern è la sua scialba fidanzata, esperta di paleobotanica
(e desiderosa di maternità). E Jeff Goldblum è il matematico teorico del caos che filosofeggia spiritosamente per tutto il film, cercando di riportare ogni tanto il discorso sui massimi sistemi della reaità della scienza, come suggerisce la foto di Oppenheimer che pende nella sala dei computer.
Ma non c’è, Jurassic Park, la paura allo stato puro di Lo squalo, la poesia di Incontri ravvicinati, l’incanto magico di un personaggio come E.T. La protagonista è la meraviglia della realizzazione e della performance dei dinosauri grandi e piccoli, innocui e crudeli, vegetariani e carnivori –
e tutti femmine (niente di misogino, scoprirete perché): come osserva David Ansen nella sua recensione, “chi ha detto che il cinema di questi tempi non offre grandi parti femminili?”.
Da Irene Bignardi, Il declino dell’impero americano, Feltrinelli, Milano, 1996
Recensione parziale di Lietta Tornabuoni di L Stampa
Era ora. Finalmente, dopo tante parole e tanta virulenza pubblicitaria, gli spettatori possono vedere e giudicare: divertente ma non strepitoso, è nei cinema italiani Jurassic Park che, costato 100 miliardi e 750 milioni di lire, negli Stati Uniti ha già incassato quasi 500 miliardi.
Protagonisti, si sa, i dinosauri . Nella storia li resuscita John Hammond, un ricco americano vecchio e tondo che nel libro di Michael Crichton (editore Garzanti) è un affarista volpino irresponsabile e cinico pronto a trasformare la ricerca genetica in profitto capitalistico,
mentre nel film che Steven Spielberg ha tratto dal bel romanzo è un utopista megalomane interpretato da Richard Attenborough come un nonno bonario, stordito. […]

Recensioni tratte dal sito http://www.davinotti.com
G.Godardi
Uno Spielberg in vacanza (in realtà con la testa era già a Schindler’s List) che si dimentica di revisionare la sceneggiatura e ci offre un film sì spettacolare ma talmente pieno di buchi narrattivi da sembrare quasi tronco.
Ma tanto si sa che la visione del suddetto è dovuta più agli effetti speciali che alla firma registica. Un lungo luna park visivo che piacerà di sicuro a bambini e ragazzi. Buono il cast. Resta comunque la sensazione di una
bella occasione sprecata (alcune scene sono davvero ottime). Andrà meglio col sequel.
Gugly
L’evoluzione dell’intreccio fino ad un certo punto rispetta il romanzo originale (molto diverso nella conclusione), poi vira piegandosi alle leggi di mercato (il romanzo è più complesso è serio). Citazione per Goldblum nei panni
dello scienziato che non prende nulla sul serio. Tutto il resto è un piacevole spettacolo per adulti e bambini, con uno spruzzo di horror per solleticare i palati.
Magnetti
Location fantastica (Hawaii) e, soprattutto, dinosauri riprodotti in modo straordinario. Ai tempi, quando uscì, alla visione del primo dinosauro si rimaneva a bocca aperta. Bella anche la trovata del DNA dei dinosauri contenuti
nelle zanzare ritrovate all’interno dell’ambra fossile. Il film regge bene tutta la durata con finale aperto per gli immancabili sequel. Il T-rex è spaventoso e il suo verso è la registrazione del rumore che un simulatore della NASA fa quando è in movimento.
Stubby
Purtroppo il tempo è crudele, e ciò che all’epoca era qualcosa di straordinario, rivisto oggi rientra tranquillamente nella norma. Jurassic Park è un film avvincente, con buoni interpreti e un regista che è un vero pioniere del cinema fantastico e fantascientifico.
I dinosauri e su tutti il T-Rex sono splendidamente animati e, all’epoca della sua uscita, facevano veramente rimanere a bocca aperta. Rivisto oggi perde quasi tutto il suo fascino (soprattutto in tv). Comunque un capostipite.
Redeyes
Non si può non riconoscere il titolo di capolavoro a Jurassic Park. È una di quelle pellicole che riviste anche a distanza di anni non delude, anzi. Gli effetti speciali la fanno da padrona, ma non si lascia assolutamente da parte la trama che appare tutt’altro che stiracchiata.
Certo la lunghezza in certi momenti non aiuta, ma è difficile trovare momenti morti. Buono il cast nella sua interezza, anche in virtù del non ricorso ad attrici od attori bellissimi. Spielberg regala l’ennesimo capolavoro.

















































































































































































































































































































































































































































































































