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A single man

A single man locandina 1

“Il risveglio comincia con due parole, sono e ora. Poi ciò che si è svegliato resta disteso un momento a fissare il soffitto, e se stesso,
fino a riconoscere Io, e dedurne Io sono ora. Qui viene dopo, ed è, almeno in negativo, rassicurante; poiché stamattina è qui che ci aspettava
di essere, come dire, a casa.
Ma ora non è semplicemente ora. Ora è anche un freddo promemoria; un’intera giornata più di ieri, un’anno più dell’anno scorso.
Ogni ora ha un’etichetta con una data, che rende obsoleti tutti gli ora passati, finché prima o poi, forse – no, non forse, di sicuro –
succederà.
La paura contorce il nervo vago. Un malsano ritrarsi da ciò che, da qualche parte là fuori, ci sta aspettando.”
George Falconer è un uomo solo, A single man, come recita il titolo del film e il titolo del romanzo di Christopher Isherwood pubblicato nel 1964.
E’ un professore californiano di mezza età,omosessuale,in profonda crisi con se stesso dopo la morte del compagno che adorava.
Un uomo talmente solo da aver deciso di farla finita,di liberarsi di una vita che avverte vuota ed inutile,priva di riferimenti affettivi
appena mitigata dall’amicizia con Charlotte,una sua vecchia fiamma oggi amica che vive anch’essa una vita frustrante dopo il divorzio e dopo
il fallimento anche come madre,che cerca in George un’impossibile legame affettivo.
E’ l’ultimo giorno di vita,per George.

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Ha deciso di morire,stanco e sopraffatto da un’angoscia esistenziale senza rimedio.
Lo seguiamo mentre si muove nell’abbacinante sole californiano,tanto forte da rendere irreale anche il contorno dell’ambiente in cui si muove;
irreale anche perchè per George i ricordi hanno colori sfumati o virati verso il seppia,verso il marrone.
Tiene quella che vuole sia l’ultima lezione davanti ai suoi ragazzi,parlando del tema della paura,la paura verso il diverso,verso chi non
rispetta i canoni imposti dalla società.
In effetti George è comunque un diverso;lo è nella scelta dell’amore,che lo ha portato a stabilire una relazione profonda e appassionata con Jim,
che ama teneramente ed è da lui ricambiato.
Siamo nel 1962,una relazione gay non è certo una cosa da osteggiare pubblicamente;la società perbenista e puritana americana condanna senza appello l’omosessualità e per George e Jim c’è anche l’ostracismo totale dei genitori di lui.
Per George inizia un doloroso ritorno ai momenti principali della sua relazione con Jim.
Mentre quella che sarà la sua ultima giornata si dipana nella assoluta normalità,rivive in flash back i momenti salienti della sua relazione,a partire
da un sogno in cui si vede chino su Jim mentre lo bacia disperatamente dopo che quest’ultimo giace inerte in seguito all’incidente in cui ha perso
la vita.
Non aveva potuto nemmeno rendere l’ultimo saluto al compagno della vita per l’ostracismo dei genitori di lui,e questo ha sicuramente contribuito
a rendere ancora più straziante il ricordo dell’amante e compagno.

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Dopo mesi George è ormai incapace di vivere una vita,di riprendersi nelle mani il presente ed il futuro.
Vediamo scorrere la giornata tra i preparativi per il suicidio,le lettere che George scrive,la meticolosa preparazione dei suoi effetti personali,
perfettamente allineati sulla scrivania e gli incontri casuali di quell’ultimo giorno,quello con un ragazzo che tenta di adescarlo e che George
paga senza accettarne le prestazioni,quello con una ragazza che possiede un terrier praticamente identico a quello che possedevano loro,
sopratutto l’incontro con Bruce,uno dei suoi studenti attratto da lui per quella sua disperazione,quella sua profondità d’animo che adesso
finalmente traspaiono abbattendo l’aspetto serio e posato dell’insegnante,travolgendo le barriere.
Finalmente George può essere se stesso;sta per morire,nulla lo può più ferire o colpire.
Incontra la sua vecchia amica Charlotte,con la quale si confida e dalla quale ricava solo il senso di smarrimento,di delusione e di frustrazione che
la donna vive.
Sarà proprio con Bruce che passerà le sue ultime ore,un contatto umano che lo porta a rivedere il suo desiderio di morte,quasi una nuova opportunità
che la vita gli offre,un risarcimento per la perdita dolorosa che ha subito.
Ma il destino è beffardo e ha in serbo per lui la conclusione che George aveva scelto e non aveva attuato;morirà per un malore improvviso
sognando,negli ultimi istanti di vita,il volto del suo amato Jim che lo bacia.
Diretto nel 2009 da Tom Ford,stilista prestato al cinema alla sua prima e finora unica regia cinematografica,A single man è un film rigoroso,quasi asettico nel suo svolgimento,caratterizzato da una studiata e analitica lentezza descrittiva,dall’uso del flash back distinto dal presente grazie all’uso
di colori molto tenui,sfumati,che rendono i ricordi stessi quasi palpabili.

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Un film sull’amore,che non cerca assolutamente di guardare l’omosessualità nel suo complesso di problemi etici e morali,sociali o altro.
Non è un’indagine o un atto di denuncia A single man.
E’ un film d’amore e sull’amore,una storia come tante tra due persone che si amano in modo esclusivo e che la sorte divide per sempre;una storia come tante,purtroppo,nella quale il superstite non riesce più a trovare ragioni valide per vivere,quasi fosse stato amputato al suo corpo buona parte degli organi tanto da rendere impossibile il proseguimento della vita.
Sarà il giovane Bruce a rappresentare il gancio in mezzo al cielo,l’ancora di salvezza a cui aggrapparsi,una nuova speranza per il futuro.
Ma per una volta i sogni non muoiono all’alba,ma al tramonto e per George non ci sarà un futuro.
Bello davvero questo film.
Patinato,ricercato in ogni dettaglio ma non per questo meno autentico.Dolore e amore,rimpianto e abbandono della vita,rifiuto della realtà e rinascita
si fondono in una storia nella quale l’omosessualità è marginale.
Un amore è un amore e prescinde dall’orientamento sessuale.Un compagno perso vale un’amante o una moglie persa,una compagna o semplicemente un affetto.
Leggendo alcune critiche in rete mi sono reso conto di come le storie d’amore,sopratutto omosessuali vengano ancora viste come
qualcosa di sbagliato o come di un film delicato come questo si osservi solo la superficie senza osare scavare alla ricerca della sua essenza.
Atteggiamento comune ai superficiali,di coloro che vivono esistenze vuote,di coloro che non hanno provato un dolore assoluto e totale
come la perdita della compagna o del compagno.

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Sopratutto di come la vita possa risarcirti mettendo sulla tua strada un angelo che ti restituisca la voglia di vivere e di credere ancora nella vita stessa.
Una esperienza condivisa da chi vi scrive,che in un momento ben preciso della sua vita,duro e quasi impossibile da superare,ha incontrato
una persona speciale,Ylva,che lo ha aiutato a ritrovare la voglia di vivere.
Bello,dunque,questo film.
Ford ha talento registico e la sua cultura ed esperienza nella moda lo portano a curare quasi maniacalmente i dettagli;si veda la vestizione e il trucco
di Charlotte,o l’eleganza formale di George.
Un film d’amore,sull’amore,null’altro.
Una storia tenera e disperata,almeno nella conclusione.
In mezzo spazio ai sentimenti descritti con mano leggera e felice da un regista che aspetto a nuove opere.
Bravissimo l’interprete principale,Colin Firth,misurato e quasi estraneato dal dolore,dal mal di vivere che si impossessa del suo
personaggio e che lo porta alla decisione di darsi la morte.
Molto bene Julianne Moore;splendida la scena in cui i due dialogano sdraiati sul pavimento,vestiti di tutto punto e finalmente
vicini,come due amici pieni di angoscia che si confidano le pene della vita.
Bellissima la fotografia,per un film affascinante e pieno di emozioni.
Da vedere.

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A Single Man

Un film di Tom Ford. Con Colin Firth, Julianne Moore, Nicholas Hoult, Matthew Goode, Jon Kortajarena, Paulette Lamori,
Ryan Simpkins, Ginnifer Goodwin, Teddy Sears, Paul Butler [II], Aaron Sanders, Keri Lynn Pratt, Nicole Steinwedell, Ridge Canipe, Nicholas Beard, Brad Benedict, Jenna Gavigan, Brent Gorski,
Adam Gray-Hayward, Marlene Martinez, Paul Butler, Alicia Carr, Lee Pace Drammatico, durata 95 min. – USA 2009

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A single man banner protagonisti

Colin Firth: George
Julianne Moore: Charlotte
Nicholas Hoult: Kenny
Matthew Goode: Jim
Jon Kortajarena: Carlos
Paulette Lamori: Alva
Ryan Simpkins: Jennifer Strunk
Ginnifer Goodwin: Susan Strunk
Teddy Sears: Mr. Strunk

A single man banner doppiatori

Massimo Lopez: George
Franca D’Amato: Charlotte
Gabriele Lopez: Kenny
Francesco De Francesco: Jim

A single man banner cast

Regia Tom Ford
Soggetto Christopher Isherwood
Sceneggiatura Tom Ford, David Scearce
Produttore Tom Ford, Andrew Miano, Robert Salerno, Chris Weitz
Casa di produzione Artina Films, Depth of Field, Fade to Black Productions
Distribuzione (Italia) Archibald Film
Fotografia Eduard Grau
Montaggio Joan Sobel
Musiche Abel Korzeniowski
Shigeru Umebayashi
Scenografia Dan Bishop

A single man banner citazioni

“Nella vita ho avuto momenti di assoluta chiarezza, quando per pochi, brevi secondi, il silenzio soffoca il rumore
e provo un’emozione invece di pensare e le cose sembrano così nitide e il mondo sembra così nuovo.
E’ come se tutto fosse appena iniziato.Non riesco a far durare questi momenti,
io mi ci aggrappo, ma come tutto svaniscono.
Ho vissuto una vita per quei momenti,mi riportano al presente
e mi rendo conto che tutto è esattamente come deve essere…
E all’improvviso, lei è arrivata.”

“….l’ esperienza non è ciò che accade ad un uomo ma ciò che ne fa di quello che gli accade….”

“A me piacciono le donne, ma mi innamoro degli uomini.”

“Le creature più stupide sono quelle più felici…pensa a tua madre!”

“Paura di sentirci soli, paura di essere inutili in ciò che abbiamo da dire”

“…dobbiamo sempre apprezzare i piccoli doni della vita!”

“A volte cose orribili hanno la loro bellezza.”

“Mi ci vuole tempo alla mattina per diventare George, tempo per mettere insieme ciò che George è e come si deve comportare. Quando mi sono vestito e mi sono dato l’ultima lucidata alle scarpe so pienamente quale parte recitare”

A single man banner incipit

A single man locandina libro 1
Waking up begins with saying am and now. That which has awoken then lies for a while staring up at the ceiling and down into itself until it has recognized I, and therefrom deduced I am, I am now.
Here comes next, and is at least negatively reassuring; because here, this morning, is where it has expected to find itself: what’s called at home.
But now isn’t simply now. Now is a cold reminder: one whole day later than yesterday, one year later than last year. Every now is labeled with its date, rendering all past nows obsolete, until — later or sooner — perhaps — no, not perhaps — quite certainly: it will come.
Fear tweaks the vagus nerve. A sickish shrinking from what waits, somewhere out there, dead ahead.

A single man banner recensioni
L’opinione di veronick dal sito http://www.mymovies.it

L’inutilità della vita senza affetti, la lotta dell’uomo solo contro il resto del mondo,
la maschera di perfezione che tutti noi siamo costretti ad indossare per piacere ed essere accettati dagli altri:
sono i temi di questo film, che emoziona e fa soffrire seguendo il tormento di questo professore, magistralmente interpretato da Colin Firth,
la cui vita finisce nell’attimo stesso in cui perde il suo compagno in un incidente stradale. Un film che fa riflettere sulla banalità della vita
che spesso diviene un peso insostenibile e spinge l’uomo a scappare. La vita è fatta di attimi di piacere immersi in un mare di noia e di ripetitività
ed è proprio per quegli sprazzi di gioia che vale la pena vivere. Il film descrive molto bene il vuoto lasciato dalla perdita di un amore,
la linfa vitale per questo uomo solo e senza amici, che piomba improvvisamente in un dolore da cui non c’è scampo. I continui primi piano ci proiettano direttamente nell’intimo del professore,
il suo corpo diviene impalpabile, e siamo costretti a soffrire con lui. La morte, per infarto, è in fondo quasi una nota felice. Quando finalmente, con l’aiuto di uno studente infatuatosi di lui,
capisce che c’è sempre qualcosa per cui vale la pena vivere e ritorna a sorridere, la morte lo coglie all’improvviso, in un attimo di pura felicità, e lui non saprà mai se quella gioia ritrovata
era una rinascita o solo un piacere effimero dato da una notte di follia

Recensione del sito http://www.spietati.it

A single man è un film sorprendente e molto, molto coraggioso. E’ un film sorprendente perché rappresenta il debutto nel cinema di Tom Ford – geniale stilista che, prima di esordire col proprio marchio,
rilanciò nel mondo casa Gucci – con un lavoro molto accurato e cosciente. Coraggioso, perché Ford lo trae da una perla lucente della produzione di Christopher Isherwood, una delle massime penne in lingua inglese
del secolo scorso: un romanzo non solo di magnifica scrittura (in Italia, Un uomo solo), ma tutto imperniato sul percorso interiore del suo protagonista che si snoda contemporaneamente a un percorso esteriore che acquista
rilevanza intrecciato col primo, col carico di riflessioni che emerge dal pensiero del protagonista, un romanzo straordinariamente difficile da portare sullo schermo e che Ford, anche sceneggiatore, non ha alcuna remora a rileggere,
modificare, adattare alla sua idea di film. A stravolgerne il senso, quando necessario, allineando alla chiarezza di idee sul fronte visivo, una determinazione sul fronte della concezione altrettanto stupefacente(…)

Recensione del sito http://www.cinema.everyeye.it

Che relazione c’è tra il mondo della moda e quello del cinema? Il rapporto è, in realtà, più importante di quanto non si pensi comunemente: molti film lanciano veri e propri trend, anche nel campo dell’abbigliamento, e film sull’alta moda,
spesso in bilico tra favolosa realtà e vivida fantasia, si affacciano periodicamente sul grande schermo (esempio recente il bel Valentino, The Last Emperor). Nel 2001, uno spassoso film di/con Ben Stiller, Zoolander, ironizzava pesantemente
sull’universo dell’Haute couture. Tra i tanti volti noti che si sono prestati per un cameo in quella pellicola impossibile non ricordare Tom Ford, storico nome associato, fino a pochi annifa, all’ancor più storico marchio Gucci. A distanza di cinque anni,
dopo aver lasciato la guida creativa del gruppo fiorentino ed aver creato un proprio marchio, il fascinoso stilista texano torna ora al cinema, non da attore ma da regista, autore e produttore, con un film molto ben accolto alla scorsa Mostra del Cinema di Venezia
Opinioni tratte dal sito http://www.davinotti.com

Galbo

Lo stilista Tom Ford realizza un film che, non a sopresa, punta molto sull’aspetto estetico, offrendo una raffinata ricostruzione ambientale che riguarda abiti, oggetti e design generale (il film è ambientato negli anni ’60 durante la crisi tra gli USA e Cuba).
Ma nell’opera c’è anche un’indubbia cura per la caratterizzazione dei personaggi, specie specie quello del protagonista, ottimamente interpretato da Firth. Peccato per lo scadente doppiaggio italiano.

Pigro

Proprio nel suo essere impeccabile stanno i limiti di un film che, con una storia così bella e intensa come la sconfinata solitudine di un uomo rimasto solo dopo la morte del compagno, non riesce a trasmettere vera emozione e partecipazione,
preferendo porgere allo spettatore un’opera tecnicamente e stilisticamente raffinata, direi quasi leccata e laccata, ma senza vera anima. Rimane comunque a un buon livello, sia per l’eccellente Firth che per la potenza della situazione in sé, ripresa dal romanzo di Isherwood. Stiloso.

Rebis

Premessa necessaria: il doppiaggio italiano è penoso. Superato l’inconveniente, ci imbattiamo in un cinema a cui non siamo più abituati: Ford investe di lirismo gesti, pensieri e parole di un uomo infestato dalla bellezza, traduce in decadentismo esistenziale il glamour di una classe sociale
che il pubblico faticherà a compiacere. Un esordio ardito, elegante e demodè, la cui vocazione fassbinderiana spinge a ridondanze formali e squilibri in un’assidua elaborazione di colori e inquadrature volte a catturare l’emozione in atto. Meravigliose le note di Korzeniowski e Umebayashi. Ottimo Firth.
Capannelle

Se un facoltoso decide di produrre un film non c’è che esserne felici e se riesce pure a girarlo in modo personale e delicato, beh allora bravo a Tom Ford. Il suo Single man, forse troppo rileccato nel complesso (ma certi dettagli anni 60 es. l’interno della macchina sono da elogiare) e titubante nella parte centrale,
lascia comunque il segno andando aldilà dell’esercizio di stile e sfrutta bene le qualità di Colin Firth e del compositore Umebayashi (quello di In the mood for love).
Matalo!

Un buon film; perlomeno Ford dà l’impressione di aver messo in scena qualcosa che gli “urgeva” dentro. Tutte le caratteristiche formali di questa tipologia di film sono osservate ed è un limite perché troppa correttezza impedisce un vero volo. Però Colin Firth è davvero straordinario, interpretando un gay senza “effetti” recitativi.
Buona e composta la cornice d’epoca, anche troppo. Un buon risultato, fondamentalmente onesto per un piccolo film da non disprezzare.

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novembre 9, 2015 Pubblicato da: | Drammatico | , , | 1 commento

Gli Oscar,curiosità e memorabilia

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35 centimetri di oro placcato per un valore venale di meno di 300 dollari.
Ma un valore enorme per un attore,per un regista o per una qualsiasi delle componenti che ruotano attorno al magico mondo del cinema.
Vincere un Oscar è il coronamento di una carriera oppure più semplicemente un formidabile trampolino di lancio
o ancora un sistema per rilanciarsi all’interno del mondo del cinema.
A ben guardare non sempre l’Academy award ha significato qualità;basti pensare al lungo elenco di registi e attori che non
hanno mai avuto l’ambita statuetta,elenco che include grandissimi del cinema come Stanley Kubrick,Sergio Leone,Alfred Hitchock,Orson Welles,
Robert Altman,Sidney Lumet,Howard Hawks,Charlie Chaplin,Ingmar Bergman e poi ancora Godard,Preminger,Penn,Peckinpah tra i registi come tali, quindi non premiati come miglior regista (hanno al limite vinto premi in altre categorie) attori come Marlene Dietrich e Joseph Cotten,Donald Sutherland e Peter Lorre,Marilyn Monroe e Tony Curtis,Richard Burton…e tra le star degli ultimi trent’anni Depp,Eastwood,Pitt,Liam Neeson.
Un elenco che vede trascurati personaggi che hanno scritto la storia del cinema;fa rabbrividire per esempio un Oscar dato a Nicholas Cage e non a Chaplin,per esempio.
Ma aldilà di queste valutazioni,che ovviamente entrano nel complesso dietro le quinte che regola gli Academy awards gli Oscar sono ormai dal
1929 una tappa obbligata per tutta l’industria cinematografica.

Oscar Story-1 I vincitori

I vincitori dela prima edizione posano assieme

L’ Academy of Motion Picture Arts and Sciences che attribuisce nomination e Oscar conta oggi ben più di 6000 giurati,appartenenti per lo più al mondo dello spettacolo dagli attori ai registi ai fotografi ecc.
Nel 2015 si è svolta l’edizione n.87 degli Academy awards che dal 1989 si svolge entro marzo dell’anno,mentre precedentemente qualche edizione si è svolta ad aprile,mentre le edizioni
1928-29,1930-31,1931,32 e 1932-33 si sono svolte a novembre;l’unico anno in cui non si tenne alcuna cerimonia fu il 1933.
Record di presentazioni per Bob Hope,ben 17 in un arco di tempo che va dal 1940 al 1978,una longevità che nessuno ha nemmeno sfiorato;a debita distanza,9 edizioni condotte,troviamo Billy Cristal.
Queste le sedi deputate,nella storia degli oscar,alla tradizionale serata di premiazione:

1929- Hollywood Roosevelt Hotel
1930-1943-Alternativamente il The Ambassador Hotel ed il Biltmore Hotel Millennium
1944-1946-Grauman’s Chinese Theatre
1947-1948- Shrine Auditorium
1949- Academy Award Theater
1950-1960- Pantages Theater
1961-1967- Santa Monica Civic Auditorium
1968-1987- Dorothy Chandler Pavilion, Los Angeles Music Center
1988-2001- Alternativamente il Los Angeles Music Center e lo Shrine Auditorium
2002-2015 Dolby Theatre (Kodak Theatre)

E’ ormai accettata la versione sul perchè la statuetta che si chiamava Academy Award of Merit sia stata poi chiamata Oscar;sembra che la segretaria dell’Academy of Motion Picture Arts and Sciences vedendo la statuetta su un tavolo abbia detto:”assomiglia proprio allo zio Oscar”.
Ed è così che oggi è comunemente chiamato il premio.
Sono 25 le statuette attribuite nel corso della serata a cui vanno aggiunti tre premi riuniti sotto la dizione Oscar scientifico o tecnico (Academy Award, Scientific or Technical) ovvero Oscar al merito (Academy Award of Merit),Oscar al merito tecnico-scientifico (Scientific and Engineering Award) e Oscar alla tecnica (Technical Achievement Award).
Ci sono anche Oscar speciali come l’Oscar onorario (Academy Honorary Award) e l’Oscar giovanile (Academy Juvenile Award) che però è stato attribuito nell’arco degli anni che vanno dal 1934 al 1960.
Infine ci sono premi assegnati a margine come:
Premio alla memoria Irving G. Thalberg (The Irving G. Thalberg Memorial Award) e il Premio umanitario Jean Hersholt (The Jean Hersholt Humanitarian Award)
Non più assegnati il Premio Menzione Speciale dell’Accademia (Academy Special Achievement Award), che fu attribuito dal 1972 al 1995 e il Premio Gordon E. Sawyer (Gordon E. Sawyer Award), dal 1981 al 2008

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Veniamo ad un po di curiosità e storia degli Oscar: i film ad aver vinto il maggior numero di Oscar sono i seguenti:

Oscar Story-3 Ben Hur
Ben-Hur (1959) regia di William Wyler – 11 Oscar su 12 nomination

Oscar Story-3 Titanic
Titanic (1997) regia di James Cameron – 11 Oscar su 14 nomination

Oscar Story-3 Il Signore degli Anelli - Il ritorno del re
Il Signore degli Anelli – Il ritorno del re (2003) regia di Peter Jackson – 11 Oscar su 11 nomination

Oscar Story-3 Via col vento
Via col vento (1939) regia di Victor Fleming – 10 Oscar su 13 nomination

Oscar Story-3 West Side Story
West Side Story (1961) regia di Jerome Robbins e Robert Wise – 10 Oscar su 11 nomination

Oscar Story-3 Gigi
Gigi (1958) di Vincente Minnelli – 9 Oscar su 9 nomination

Oscar Story-3 L'ultimo imperatore
L’ultimo imperatore (1987) regia di Bernardo Bertolucci – 9 Oscar su 9 nomination

Oscar Story-3 Il paziente inglese
Il paziente inglese (1996) regia di Anthony Minghella – 9 Oscar su 12 nomination

E’ evidente come sia stato il film d’avventura o d’evasione quello privilegiato in questa piccola classifica.
Per contro c’è anche una classifica di coloro che hanno avuto delusioni più o meno cocenti nella serata degli Oscar.
Di seguito i film bocciati più o meno clamorosamente:

Banner i bocciati

Oscar Story-Due vite, una svolta

Due vite, una svolta del 1977 regia di Herbert Ross – 0 Oscar su 11 nomination

Oscar Story-Il colore viola
Il colore viola del 1985 regia di Steven Spielberg – 0 Oscar su 11 nomination

Oscar Story-Gangs of New York
Gangs of New York del 2002 regia di Martin Scorsese – 0 Oscar su 10 nomination

Oscar Story-Il grinta
Il Grinta del 2010 regia di Joel ed Ethan Coen – 0 Oscar su 10 nomination

Oscar Story-American Hustle
American Hustle – L’apparenza inganna del 2013 regia di David O. Russell – 0 Oscar su 10 nomination
Piccole volpi del 1941 regia di William Wyler – 0 Oscar su 9 nomination
I peccatori di Peyton del 1957 regia di Mark Robson – 0 Oscar su 9 nomination
The Elephant Man del 1980 regia di David Lynch – 0 Oscar su 8 nomination
Ragtime del 1981 regia di Milos Forman – 0 Oscar su 8 nomination
Quel che resta del giorno del 1993 regia di James Ivory – 0 Oscar su 8 nomination
Gli ammutinati del Bounty del 1962 regia di Lewis Milestone – 0 Oscar su 7 nomination
Il padrino – Parte III del 1990 regia di Francis Ford Coppola – 0 Oscar su 7 nomination
Nel nome del padre del 1993 regia di Jim Sheridan – 0 Oscar su 7 nomination
Le ali della libertà del 1994 regia di Frank Darabont – 0 Oscar vinti su 7 nomination
La sottile linea rossa del 1998 regia di Terrence Malick – 0 Oscar su 7 nomination
Ombre malesi del 1940 regia di William Wyler – 0 Oscar su 7 nomination
Dentro la notizia del 1987 regia di James L. Brooks – 0 Oscar su 7 nomination

I film con più nomination (limitatamente ai primi 20) sono:

Oscar Story-4 Eva contro Eva

Eva contro Eva del 1950 diretto da Joseph L. Mankiewicz – 14 nomination agli Oscar di cui 6 vinti

Oscar Story-4 Titanic
Titanic del 1997 diretto da James Cameron – 14 nomination agli Oscar di cui 11 vinti

Oscar Story-4 Via col vento
Via col vento del 1939 diretto da Victor Fleming – 13 nomination agli Oscar di cui 10 vinti

Oscar Story-4 Da qui all'eternità
Da qui all’eternità del 1953 diretto da Fred Zinnemann – 13 nomination agli Oscar di cui 8 vinti

Oscar Story-4 Mary Poppins
Mary Poppins del 1964 diretto da Robert Stevenson – 13 nomination di cui 5 vinti

Oscar Story-4 Chi ha paura di Virginia Woolf
Chi ha paura di Virginia Woolf? del 1966 diretto da Mike Nichols – 13 nomination agli Oscar di cui 5 vinti

Oscar Story-4 Forrest Gump
Forrest Gump del 1994 diretto da Robert Zemeckis – 13 nomination agli Oscar di cui 6 vinti
Shakespeare in love del 1998 diretto da John Madden – 13 nomination agli Oscar di cui 7 vinti
Il Signore degli Anelli – La Compagnia dell’Anello del 2001 diretto da Peter Jackson – 13 nomination agli Oscar di cui 4 vinti
Chicago del 2002 diretto da Rob Marshall – 13 nomination agli Oscar di cui 6 vinti
Il curioso caso di Benjamin Button del 2008 diretto da David Fincher -13 nomination agli Oscar di cui 3 vinti
La signora Miniver del 1942 diretto da William Wyler – 12 nomination agli Oscar di cui 6 vinti
Bernadette del 1943 diretto da Henry King – 12 nomination di cui 4 vinti
Johnny Belinda del 1948 diretto da Jean Negulesco – 12 nomination agli Oscar di cui 1 vinto
Un tram che si chiama Desiderio del 1951 diretto da Elia Kazan – 12 nomination di cui 4 vinti
Fronte del porto del 1954 diretto da Elia Kazan – 12 nomination di cui 8 vinti
Ben-Hur del 1959 diretto da William Wyler – 12 nomination di cui 11 vinti
My Fair Lady del 1964 diretto da George Cukor – 12 nomination di cui 8 vinti
Becket e il suo re del 1964 diretto da Peter Glenville – 12 nomination di cui 1 vinti
Reds del 1981 diretto da Warren Beatty – 12 nomination di cui 3 vinti
Balla coi lupi del 1990 diretto da Kevin Costner – 12 nomination di cui 7 vinti
Schindler’s List del 1993 diretto da Steven Spielberg – 12 nomination di cui 7 vinti

Ci sono attori che hanno ricevuto tributi per le pellicole interpretate e altri che invece non hanno mai alzato la celebre statuetta:

Più Oscar vinti:

5 Katherine Hepburn La gloria del mattino

Katharine Hepburn – 4 Oscar su 12 nomination, vinti tutti come Migliore attrice protagonista per La gloria del mattino (nella foto un fotogramma del film) del 1933,
Indovina chi viene a cena? del 1967, Il leone d’inverno del 1968 e Sul lago dorato del 1981.

Meryl Streep – 3 Oscar su 19 nomination, di cui 2 vinti come Miglior attrice protagonista per La scelta di Sophie del 1982

e The Iron Lady del 2011 e 1 vinto come Miglior attrice non protagonista per Kramer contro Kramer del 1979.
Jack Nicholson – 3 Oscar su 12 nomination, di cui 2 vinti come Miglior attore protagonista per Qualcuno volò sul nido del cuculo del 1975
e Qualcosa è cambiato del 1997 e 1 vinto come Miglior attore non protagonista per Voglia di tenerezza del 1983.

Più nomination ottenute:

Per le attrici, Meryl Streep – 19 nomination con 3 Oscar vinti, dei quali 1 vinto come Migliore attrice non protagonista per Kramer contro Kramer del 1979
e 2 vinti come Migliore attrice protagonista per La scelta di Sophie del 1982 e The Iron Lady del 2011.

Ingrid Bergman – 3 Oscar su 7 nomination, di cui 2 vinti come Miglior attrice protagonista per Angoscia del 1944 e Anastasia del 1956 e 1 vinto
come Miglior attrice non protagonista per Assassinio sull’Orient Express del 1974.

Per gli attori, Jack Nicholson – 12 nomination con 3 Oscar vinti, dei quali 1 vinto come Miglior attore non protagonista per Voglia di tenerezza del 1983 e 2 vinti come Miglior attore protagonista per Qualcuno volò sul nido del cuculo del 1975 e Qualcosa è cambiato del 1997.
Daniel Day-Lewis – 3 Oscar su 5 nomination, vinti tutti come Miglior attore protagonista per Il mio piede sinistro del 1989, Il petroliere del 2007 e per Lincoln del 2012.
Walter Andrew Brennan – 3 Oscar su 4 nomination, vinti tutti come Miglior attore non protagonista per Ambizione del 1936, Kentucky del 1938 e L’uomo del West del 1940.
Attori con più nomination ma senza Oscar vinti:

Peter O’Toole con otto candidature e Richard Burton con sette, per quanto riguarda gli attori.
Deborah Kerr, Thelma Ritter e Glenn Close, con sei candidature a testa, per quanto riguarda le attrici.

Banner gli Oscar italiani

12-01 Federico Fellini Oscar La strada 1957

Federico Fellini (con Giulietta Masina);Oscar 1957 al miglior film straniero per La strada

12-02 Federico fellini Oscar Le notti di Cabiria 1958

Federico Fellini (con Julie Andrews);Oscar 1958 al miglior film straniero per Le notti di Cabiria

12-03 Otto e mezzo

8 e mezzo di Federico Fellini,Oscar 1964 al miglior film straniero

12-04 Vittorio De Sica Ieri, oggi, domani 1965

Vittorio De Sica,Oscar al miglior film straniero nel 1965 per Ieri,Oggi e domani

12-05 Inadagine su un cittadino 1971

Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto di Elio Petri,Oscar al miglior film straniero nel 1971

12-06 Il giardino dei Finzi Contini 1972

Il giardino dei Finzi-Contini di Vittorio De Sica,Oscar al miglior film straniero nel 1972

12-07 Amarcord 1975

Amarcord di Federico Fellini,Oscar al miglior film straniero nel 1975

12-08 Tornatore oscar 1990

Giuseppe Tornatore,Oscar al miglior film straniero nel 1990 per Nuovo cinema Paradiso

12-09 Salvatores Oscar 1992

Gabriele Salvatores,Oscar al miglior film straniero nel 1992 per Mediterraneo

12-10 Benigni Oscar La vita è bella 1999

Roberto Benigni,Oscar al miglior film straniero nel 1999 per La vita è bella

12-11 Sorrentino Oscar La grande bellezza 2014

Paolo Sorrentino,Oscar al miglior film straniero nel 2014 per La grande bellezza

I registi più premiati

Billy Wilder al primo posto con 7 statuette: 2 vinte per la migliore regia per Giorni perduti e per L’appartamento,2 vinte per la migliore sceneggiatura originale per Viale del tramonto e per L’appartamento, una vinta per la sceneggiatura non originale per Giorni perduti, una per il miglior film per L’appartamento e una statuetta alla memoria Irving G. Thalberg

Francis Ford Coppola con 6 Oscar: uno per la regia e uno per il miglior film di Il padrino – Parte II, tre per la sceneggiatura e1 alla memoria Irving G. Thalberg

Federico Fellini – 5 Oscar, 4 vinti per il miglior film straniero e un Oscar alla carriera nel 1993

Clint Eastwood – 5 Oscar vinti: 2 come Oscar al miglior film e 2 come Oscar al miglior regista per Million Dollar Baby
e Gli spietati; in più un Oscar alla memoria Irving G. Thalberg. Inoltre Eastwood è il regista più anziano mai premiato: a 75 anni per Million Dollar Baby nel 2005

Vittorio De Sica – con 4 Oscar vinti per il miglior film straniero

Steven Spielberg – 4 Oscar (Schindler’s List, uno per la regia e uno per il miglior film in qualità di produttore;
Salvate il soldato Ryan) e un Oscar alla memoria Irving G. Thalberg nel 1987

Ingmar Bergman – 4 Oscar, 3 vinti per il miglior film straniero e un Oscar alla memoria Irving G. Thalberg nel 1971

John Ford – vinse 4 Oscar per la migliore regia, record per la categoria

Joel e Ethan Coen – 4 Oscar vinti, uno vinto per la migliore sceneggiatura originale (Fargo nel 1997) e altri 3 nel 2008 tra miglior film,migliore regia e migliore sceneggiatura non originale (Non è un paese per vecchi)

Joseph Leo Mankiewicz – 4 Oscar (2 per la regia; 2 per la sceneggiatura)
Woody Allen – 4 oscar, 1 vinto per la miglior regia per Io e Annie, 3 per la miglior sceneggiatura originale per Io e Annie, Hannah e le sue sorelle e Midnight in Paris
Frank Capra – 4 Oscar, 3 vinti per la migliore regia, nel 1935, 1937 e nel 1939; 1 per il miglior documentario
Nick Park – 4 Oscar, 3 vinti per il miglior cortometraggio d’animazione, 1 per il miglior film d’animazione.
Alejandro González Iñárritu – 3 Oscar vinti per migliore regia, miglior film e miglior sceneggiatura originale nel 2015 per Birdman
Peter Jackson – 3 Oscar vinti per la migliore regia, miglior film e migliore sceneggiatura non originale nel 2004 per Il Signore degli Anelli – Il ritorno del re
James Cameron – 3 Oscar vinti per la migliore regia, miglior film e miglior montaggio nel 1998 per Titanic
Leo McCarey – 3 Oscar, 2 vinti per la miglior regia (L’orribile verità e La mia via) e 1 per il soggetto (La mia via)
William Wyler – 3 Oscar (La signora Miniver; I migliori anni della nostra vita; Ben Hur)
Elia Kazan – 3 Oscar (Barriera invisibile; Fronte del porto) e un Oscar alla carriera nel 1999
Akira Kurosawa – 3 Oscar (Rashomon; Dersu Uzala – Il piccolo uomo delle grandi pianure) e un Oscar alla carriera nel 1990
Oliver Stone – 3 Oscar, 2 vinti per la miglior regia (Platoon e Nato il quattro luglio) e 1 vinto per
la miglior sceneggiatura non originale (Fuga di mezzanotte)
Ang Lee – 3 Oscar, 2 vinti per la miglior regia (I segreti di Brokeback Mountain; Vita di Pi) e
1 vinto per il miglior film straniero (La tigre e il dragone)
David Lean – 2 Oscar (Il ponte sul fiume Kwai; Lawrence d’Arabia)
Ben Affleck – 2 Oscar, 1 per miglior film per Argo; 1 per la miglior sceneggiatura originale per Will Hunting – Genio ribelle nel 1998
Milos Forman – 2 Oscar (Qualcuno volò sul nido del cuculo; Amadeus)
Ron Howard – 2 Oscar, vinti per la miglior regia e miglior film (A Beautiful Mind).

Banner gli Oscar registi

10 Lewis Milestone – All'ovest niente di nuovo 1930

Lewis Milestone,Oscar 1930 per All’Ovest niente di nuovo

10 John Ford – Il traditore 1935

John Ford,Oscar 1935 per il film Il traditore

10 Frank Capra – Accadde una notte 1935

Frank Capra,Oscar 1935 per il film Accadde una notte

10 Michael Curtiz – Casablanca 1945

Michael Curtiz,Oscar 1945 per il film Casablanca

10 William Wyler – I migliori anni della nostra vita 1947

William Wyler,Oscar 1947 per I migliori anni della nostra vita

10 William Wyler –John Huston – Il tesoro della Sierra Madre 1949

John Houston ( a destra) Oscar 1949 per il film Il tesoro della Sierra Madre

10 David Lean – Il ponte sul fiume Kwai 1958

David Lean,Oscar 1958 per il film Il ponte sul fiume Kway

Personaggi cinematografici con più nomination:

Walt Disney – 59 nomination e 26 oscar vinti (compresi i 4 onorari)
John Williams – 49 nomination e 5 oscar vinti per le colonne sonore
Alfred Newman – 45 nomination e 9 oscar vinti per le colonne sonore

Oscar postumi ad attori

Peter Finch (1912-1977), 1977 premio Oscar al miglior attore protagonista in Quinto potere.
Heath Ledger (1979-2008), 2009 premio Oscar al miglior attore non protagonista in Il cavaliere oscuro.

Premio alla memoria Irving G. Thalberg

Premio Thalberg

13-1 Hitchcok 1968 Irving G. Thalberg

Afred Hitchcock premiato con il Thalberg nel 1968

13-1 Stanley Kramer Irving G. Thalberg 1962

Stanley Kramer,1962

13-1 Steven Spielberg Irving G. Thalberg 1987

Steven Spielberg,1987

1938 Darryl F. Zanuck
1939 Hal B. Wallis,Samuel Goldwyn,Joe Pasternak,David O. Selznick,Hunt Stromberg,Walter Wanger,Darryl F. Zanuck
1940 David O. Selznick
1942 Walt Disney
1943 Sidney Franklin
1944 Hal B. Wallis
1945 Darryl F. Zanuck
1947 Samuel Goldwyn
1949 Jerry Wald
1951 Darryl F. Zanuck
1952 Arthur Freed
1953 Cecil B. DeMille
1954 George Stevens
1957 Buddy Adler
1959 Jack L. Warner
1962 Stanley Kramer
1964 Sam Spiegel
1966 William Wyler
1967 Robert Wise
1968 Alfred Hitchcock
1971 Ingmar Bergman
1974 Lawrence Weingarten
1976 Mervyn LeRoy
1977 Pandro S. Berman
1978 Walter Mirisch
1980 Ray Stark
1982 Albert R. Broccoli
1987 Steven Spielberg
1988 Billy Wilder
1991 David Brown e Richard D. Zanuck
1992 George Lucas
1995 Clint Eastwood
1997 Saul Zaentz
1999 Norman Jewison
2000 Warren Beatty
2001 Dino De Laurentiis
2010 John Calley
2011 Francis Ford Coppola

Premio umanitario Jean Hersholt

14 1 Bob Hope Jean Hersholt 1960

Bob Hope,premio Hersholt 1960

1957 Y. Frank Freeman
1958 Samuel Goldwyn
1960 Bob Hope
1961 Sol Lesser
1962 George Seaton
1963 Steve Broidy
1966 Edmond L. DePatie
1967 George Bagnall
1968 Gregory Peck
1969 Martha Raye
1970 George Jessel
1971 Frank Sinatra
1973 Rosalind Russell
1974 Lew Wasserman
1975 Arthur B. Krim
1976 Dr. Jules C. Stein
1978 Charlton Heston
1979 Leo Jaffe
1980 Robert Benjamin
1982 Danny Kaye
1983 Walter Mirisch
1984 M. J. Frankovich
1985 David L. Wolper
1986 Charles “Buddy” Rogers
1990 Howard W. Koch
1993 Elizabeth Taylor e Audrey Hepburn
1994 Paul Newman
1995 Quincy Jones
2002 Arthur Hiller
2005 Roger Mayer
2007 Sherry Lansing
2009 Jerry Lewis
2012 Oprah Winfrey
2013 Jeffrey Katzenberg
2014 Angelina Jolie
2015 Harry Belafonte
2016 Debbie Reynolds

14 1 Frank Sinatra Jean Hersholt 1971

Frank Sinatra,premio Hersholt 1960

14 1 Paul Newman Jean Hersholt 1994

Paul Newman premio Hersholt 1994

Banner le attrici

7 Anna Magnani – La rosa tatuata 1956

Anna Magnani,Oscar 1956 per La rosa tatuata

7 Audrey Hepburn – Vacanze romane 1954

Audrey Hepburn Oscar 1955 per Vacanze romane

7 Elizabeth Taylor – Venere in visone1961

Elizabeth Taylor,Oscar 1961 per Venere in visone

7 Grace Kelly – La ragazza di campagna 1955

Grace Kelly Oscar 1955 per il film  La ragazza di campagna

7 Ingrid bergman Oscar per Angoscia 1944

Ingrid Bergman Oscar 1944 per Angoscia

7 Jennifer Jones – Bernadette 1944

Jennifer Jones,Oscar 1945 per Bernadette

7 Joan Crawford – Il romanzo di Mildred 1946

Joan Crawford,Oscar 1946 per il film Il romanzo diMildred

7 Joan Fontaine – Il sospetto 1942

Joan Fontaine,Oscar 1942 per il film Il sospetto

7 Sofia Loren La ciociara 1962

Sofia Loren,Oscar 1962 per il film La ciociara

7 Vivien Leigh – Via col vento

Vivien Leight,Oscar per il film Via col vento

8 Jane Fonda Una squillo per l'Ispettore Klute 1972

Jane Fonda,Oscar 1972 per il film Una squillo per l’ispettore Klute

8 Liza Minnelli Cabaret 1973

Liza Minnelli,Oscar 1973 per il film Cabaret

Banner attori

9 Burt Lancaster – Il figlio di Giuda 1961

Burt Lancaster,Oscar 1961 per il film Il figlio di Giuda

9 Charles Laughton Le sei mogli di Enrico VIII 1934

Charles Laughton,Oscar 1931 per il film Le sei mogli di Enrico VIII

9 Clark Gable – Accadde una notte 1935

Clark Gable,Oscar 1935 per Accadde una notte

9 Gary Cooper – Il sergente York 1942

Gary Cooper,Oscar 1942 per il film Il sergente York

9 Gregory Peck – Il buio oltre la siepe 1963

Gregory Peck,Oscar 1963 per il film Il buio oltre la siepe

9 Humphrey Bogart – La regina d'Africa 1952

Humphrey Bogart,Oscar 1952 per il film La regina d’Africa

9 James Stewart – Scandalo a Filadelfia 1941

James Stewart,Oscar 1941 per il film Scandalo a Filadelfia

9 John Wayne – Il Grinta 1970

John Wayne,Oscar 1970 per il film Il grinta

9 Laurence Olivier – Amleto 1949

Laurence Olivier,Oscar 1942 per il film Amleto

9 Marlon Brando – Fronte del porto1955

Marlon Brando,Oscar 1955 per il film Fronte del porto

9 Spencer Tracy – Capitani coraggiosi 1938

Spencer Tracy,Oscar 1935 per Capitani coraggiosi

Banner location

Oscar Story-2 LocationHollywood Roosevelt Hotel

1929- Hollywood Roosevelt Hotel

Oscar Story-2 Location The Ambassador Hotel

1930-1943-Alternativamente il The Ambassador Hotel …

Oscar Story-2 Location Biltmore Hotel Millennium

ed il Biltmore Hotel Millennium

Oscar Story-2 Location Grauman's Chinese Theatre

1944-1946-Grauman’s Chinese Theatre

Oscar Story-2 Location Shrine Auditorium

1947-1948- Shrine Auditorium

Oscar Story-2 Location Academy Award Theater

1949- Academy Award Theater

Oscar Story-2 Location Pantages Theater

1950-1960- Pantages Theater

Oscar Story-2 Location Santa Monica Civic Auditorium

1961-1967- Santa Monica Civic Auditorium

Oscar Story-2 Location Dorothy Chandler Pavilion, Los Angeles Music Center

1968-1987- Dorothy Chandler Pavilion, Los Angeles Music Center

Oscar Story-2 Location Dolby Theatre (Kodak Theatre)

2002-2015 Dolby Theatre (Kodak Theatre)

Oscar Story-9 I vestiti

novembre 7, 2015 Pubblicato da: | Oscar | , | Lascia un commento

Il giorno dello Sciacallo

Il giorno dello sciacallo locandina 6

Nome in codice Sciacallo.
Un killer inafferrabile,costosissimo ma anche mortalmente efficiente.
Nessuno lo conosce e sopratutto è un killer solitario,uno che agisce da solo,sempre.
E’ a lui che si rivolge l’OAS, guidata da Marc Rodin;l’Organisation de l’armée secrète è un gruppo che si oppone all’indipendenza dell’Algeria,
che da poco è stata concessa al paese africano dal Generale Charles De Gaulle.
Ora l’Oas vuole che a pagare con la vita sia il Presidente della Repubblica francese reo,secondo i terroristi,di tradimento.
L’Organizzazione contatta quindi lo Sciacallo,il quale durante l’incontro segreto che avviene in Austria chiede l’esorbitante cifra di 500.000 dollari
per portare a termine l’attentato,rifiutando anche l’aiuto dell’Organizzazione che ritiene infiltrata dai servizi segreti francesi.
Il problema dell’Oas è recuperare l’ingente cifra richiesta dallo Sciacallo;il tutto viene risolto con una serie di rapine che però mettono sul chi va là
i servizi segreti,che intuiscono la matrice para militare dalla perfezione delle rapine stesse.
Gli stessi rapiscono Wolenski,ex maresciallo della Legione straniera che fiancheggia i capi in esilio dell’Oas,fornendo loro protezione e aiuto.
Con al tortura gli estorcono il nome n codice Chacal e allertano il Ministero degli interni.
Che non resta a guardare e rapidamente creano una unità di crisi e affidano le indagini all’abile commissario Claude Lebel,che contatta immediatamente altri servizi di polizia in tutta Europa.

Il giorno dello sciacallo 7

Il giorno dello sciacallo 6
Nel frattempo lo Sciacallo non è rimasto inoperoso e ha iniziato a pianificare l’attentato,procurandosi documenti falsi,un auto e un fucile di precisione
che sarà l’arma che dovrà uccidere De Gaulle.
Inizia una caccia all’uomo gigantesca:lo Sciacallo,informato da un infiltrato dell’Oas ora sa che la polizia è sulle sue tracce,uccide una donna e prende l’identità
del danese a cui ha rubato il passaporto,sempre inseguito implacabilmente dagli uomini di Lebel,che però sono sempre un passo indietro.
Dopo numerosi colpi di scena si arriva al redde rationem;ora lo Sciacallo è sul luogo dell’attentato,è riuscito ad evadere tutti i controlli.
La polizia lo ha identificato ma arriva poco dopo che il killer ha sparato a De Gaulle.
Solo il caso salva il generale:al momento dello sparo si china e il colpo va a vuto.
Lo Sciacallo non ha il tempo per un altro colpo perchè la polizia lo uccide.
Verrà sepolto senza un nome in un cimitero.
Dall’omonimo romanzo di Frederick Forsyth uscito nel 1971,Il giorno dello Sciacallo è uno dei più letti ed apprezzati libri a sfondo Spy story,il regista regista austriaco naturalizzato statunitense Fred Zinnemann ricava un film teso ed avvincente quanto il romanzo.
Ad appena due anni dalla sua uscita il libro di Forsyth è ormai un caso letterario e la casa di produzione di John Woolf acquista i diritti dello stesso libro creando nel 1973 un film che otterrà in tutto il mondo un lusinghiero successo.
La trama è avvincente e Zinnemann non fa rimpiangere l’atmosfera tesa del libro con un film che non tradisce mai lo spirito originario del romanzo.
La caccia all’uomo è vibrante e piena di colpi di scena;chi ha letto il romanzo non può non notare la fedeltà assoluta di Zinneman alla trama del romanzo stesso, del quale ha cambiato solo qualche dettaglio trascurabile.

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Il giorno dello sciacallo 3
Ritmo,tensione,cura dei dettagli.
Caratteristiche di Zinneman,5 Oscar e sopratutto grandi film all’attivo come Mezzogiorno di fuoco (1952),Da qui all’eternità (1953),Un uomo per tutte le stagioni (1966) e Giulia (1977)
Da un regista del genere quindi ci si attende un film rigoroso e affascinante;e il film mantiene sia le premesse che le promesse.
Ottimo il cast,privo di grandissimi nomi ma con attori eccellenti come Edward Fox,Lo Sciacallo e Michael Lonsdale,Claude Lebel.
Bella la fotografia,belle le incursioni nei caruggi genovesi o a Roma.
Un film molto bello,più volte trasmesso in tv ma che curiosamente è di difficile reperibilità in rete.
Sette candidature e una vittoria ai BAFTA Awards 1974 grazie al miglior montaggio (Ralph Kemplen );una candidatura agli Oscar 1974 per il miglior montaggio sempre a Ralph Kemplen

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tre candidature ai Golden Globe 1974 come miglior film drammatico, migliore sceneggiatura cinematografica (Kenneth Ross), miglior regista cinematografico (Fred Zinnemann)sono il palmares del film.
Segnalo la scheda location del sito http://www.davinotti.com che mostra le foto delle sequenze girate in Italia all’indirizzo http://www.davinotti.com/index.php?forum=50001298

Il giorno dello sciacallo banner FILMSCOOP

Il giorno dello sciacallo

Un film di Fred Zinnemann. Con Michel Auclair, Edward Fox, Terence Alexander, Delphine Seyrig
Titolo originale The Day of the Jackal. Giallo, durata 141 min. – USA 1973

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Il giorno dello sciacallo banner protagonisti

Edward Fox: Lo Sciacallo
Terence Alexander: Lloyd
Michel Auclair: Colonnello Rolland
Michael Lonsdale: Claude Lebel
Derek Jacobi: Caron
Timothy West: Berthier
Eric Porter: Colonnello Rodin
Maurice Denham: Generale Colbert
Donald Sinden: Mallinson
Philippe Léotard: Poliziotto
Alan Badel: Ministro degli Affari Interni
Tony Britton: Ispettore Thomas
Adrien Cayla-Legrand: Il Presidente Charles De Gaulle
Jean Martin: l’ex Maresciallo Victor Wolenski
Vernon Dobtcheff: Il poliziotto che interroga Wolenski
Olga Georges-Picot: Denise
Delphine Seyrig: Colette
Denis Carey: Casson
Ronald Pickup: Il falsario ricattatore
Cyril Cusack: Il Sig. Gozzi, l’armaiolo
Jean Sorel: capo commando OAS Jean Bastien-Thiry

Il giorno dello sciacallo banner doppiatori

Sandro Iovino: Lo Sciacallo
Riccardo Cucciolla: Claude Lebel
Dante Biagioni: Caron
Dario Penne: Ministro degli Affari Interni
Giorgio Piazza: Il Sig. Gozzi, l’armaiolo
Renato Izzo: capo commando OAS Jean Bastien-Thiry

Il giorno dello sciacallo banner cast

Regia Fred Zinnemann
Soggetto Frederick Forsyth (romanzo)
Sceneggiatura Kenneth Ross
Produttore John Woolf
Fotografia Jean Tournier
Montaggio Ralph Kemplen
Musiche Georges Delerue
Costumi Joan Bridge, Rosine Delamare, Elizabeth Haffenden
Trucco Pierre Berroyer

Il giorno dello sciacallo banner incipit romanzo

Il giorno dello sciacallo locandina libro 1

Fa freddo a Parigi, alle sei e quarante di mattina in una giornata di marzo, e il freddo sembra ancora più intenso
quando sta per essere giustiziato un uomo. L’11 marzo 1963, a quell’ora, nel cortile principale di Fort d’Ivry,
un colonnello dell’aviazione francese era in piedi davanti a un palo conficcato nella ghiaia gelida e mentre gli legavano le mani
fissava con incredulità sempre meno evidente il plotone di fronte a lui, a una ventina di metri.
Un piede strisciò sui sassi, imprecettibile sollievo alla tensione, nell’attimo in cui la benda veniva avvicinata
agli occhi del tenente colonello Jean-Marie Bastien-Thriy, a nascondergli definitivamente la luce.
Il mormorio del sacerdote fu il vano contrappunto al crepitare degli otturatori, quando i soldati caricarono e armarono i fucili.
Al di là del muro di cinta, un clacson insistente: un autocarro Berliet chiedeva strada a qualche veicolo più piccolo che lo intralciava nella sua corsa verso il centro della città. Il suono si spense lontano, confondendosi con il “Puntate!” dell’ufficiale al comando del plotone.
La scarica di fucileria, quando fu il momento, non provocò alcuna increspatura sulla superficie della città al risveglio; soltanto uno stormo
di piccioni si levò in volo verso il cielo, per pochi attimi. L’eco del singolo coup-de-grace, qualche secondo più tardi, si perse nella crescente confusione del traffico al di là del muro.
La morte dell’ufficiale, capo di una banda di assassini della Organisation de l’Armée Secrète che avevano tentato di uccidere il presidente francese, doveva significare una fine – la fine di nuovi attentati alla vita del presidente.
Per uno scherzo del destino segnava invece un inizio, e per spiegarne perché è necessario spiegare prima perché un corpo crivellato  di proiettili si trovasse, legato a un palo, nel cortile del carcere militare, a pochi chilometri da Parigi, in quella mattina di marzo…

Il giorno dello sciacallo locandina libro 2

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Il giorno dello sciacallo banner recensioni
L’opinione di galaverna dal sito http://www.filmtv.it

Film che, nella sua freddezza e relativa semplicità stilistica, regala un’ottima prova di cosa dovrebbe essere un thriller senza inutili orpelli,
sovrascritture ed effetti speciali che non sempre riescono a dare la marcia in più a film spesso mediocri. Qui invece si lavora unicamente sulla psicologia dei protagonisti,
non distinguendo in questo che si tratti di “guardie” o di “ladri” ma facendo emergere (ma non predominare) debolezze umane e presunte virtù. Al tempo stesso però si riesce ad avere un buon ritmo d’insieme
grazie anche ai continui spostamenti del protagonista e soprattutto ad un finale rocambolesco ed a tratti imprevedibile.
Ottima la prova di Fox, forse la sua migliore in assoluto, un film che ha fatto scuola e merita sicuramente la sua lunga visione.

L’opinione di Manticora dal sito http://www.filmscoop.it

Altro che The Jackal, l’originale è superiore sotto tutti i punti di vista. Zinneman costruisce un piccolo gioiello di tensione e suspance,
dando alla figura dello sciacallo un profondità notevole, certo potrebbe essere il solito killer a pagamento, ma la costruzione della sua
figura merita un plauso. Il personaggio è perfettamnete calibrato, elegante, inteligente, attento, spietato, capace di improvvisazione
e assolutamente letale. Lo seguiamo nella sua “missione” con la polizia che gli arranca dietro, più che le forze dell’ordine
sono gli imprevisti che porteranno ad un epilogo al cardiopalma: l’auto danneggiata in un incidente,
la scoperta della sua identità fittizia perchè il cadavere del suo prestanome viene trovato, infine il chinarsi in avanti del bersaglio
che evita di essere ucciso al primo colpo. Ottime musiche, le location francesi sono eccellenti, il tutto caratterizzato da una prova
attoriale per quanto riguarda tutti gli attori ottima. Un vecchio crime story che non perde di freschezza, infarcito anche di fatti reali,
come il fallito attentato al Generale che riesce a scamparla grazie alla resistenza della sua DS.

Opinioni tratte dal sito http://www.davinotti.com

Galbo

Questo non è solo un buon thriller (diretto da un ottimo regista) ma è anche uno dei migliori adattamenti cinematografici realizzati da un
libro (la spy story di Forsyth). Film ottimamente sceneggiato, con un buon ritmo e senza inutili trovate spettacolari,
il film ha il pregio di essere interpretato da attori non conosciutissimi e perciò credibili nei propri ruoli,
a partire dal tenace vice ispettore Lebel (Michel Londsdale), impegnato nella caccia al killer.
Pigro

La certosina preparazione dell’omicidio di De Gaulle contro la spasmodica ricerca dei sicario: un thriller emozionante,
scandito dal laborioso silenzio della lunga organizzazione del delitto, quasi una pantomima di morte
ben incarnata da un algido Fox (equilibrata dall’altrettanto freddo Lonsdale).
Un’asciuttezza stringente (anche se la durata del film è eccessiva), esaltata dal duello a distanza tra i protagonisti.
Di grande efficacia anche il bel carosello paesaggistico-ambientale nella triangolazione Inghilterra-Francia-Italia.
Cotola

Teso e vibrante fanta-thriller che nonostante la sua lunga ed insolita durata per un film di genere (circa due ore e mezzo) riesce a
mantenere altissima la tensione fino al finale.
Merito di una regia estremamente professionale e di una sceneggiatura essenziale ma molto efficace.
Godibile per tutti, da non perdere per chi ama questo tipo di pellicole.
Daniela

Buon fanta-thriller che dimostra come sia possibile girare un film avvincente nonostante la durata (forse eccessiva) senza ricorrere a
nomi illustri nel cast oppure a facili scappatoie spettacolari per vivacizzare una storia a rischio di “freddezza”.
Confronto a distanza fra Fox, killer elegante e quasi stilizzato, ed il bravo Lonsdale, poliziotto paziente e tenace che gli dà la caccia.
Mentre le scelte di regia imprimono alla vicenda un carattere quasi documentario, la tensione concede poche pause, fino al secco finale.
Caesars

Fred Zinnemann ci regala un film spionistico di notevole livello a cui una notevole durata non reca nessun danno.
La vicenda è raccontata senza nessun eccesso teso a spettacolarizzare gli eventi e si segue col fiato sospeso dall’inizio alla fine.
Oltre al regista il merito della riuscita del film è dovuto anche ad una sceneggiatura precisa e senza fronzoli e all’ottima
interpretazione degli attori. Nota di colore: alcune scene sono ambientate nei “caruggi” della mia amata Genova. Assolutamente da vedere.

Magnetti

“Il giorno dello sciacallo” è un thriller/poliziesco che avvince come pochi altri. Si rimane affascinati da una vicenda fantapolitica-terroristica
molto suggestiva in cui sceneggiatori e regista vanno sicuramente premiati. In alcuni momenti la tensione si fa quasi insostenibile,
nonostante si siano evitate inutili scene ad effetto. Molto interessante anche la prova del commissario di polizia.
Lo sciacallo Fox è l’unico anello debole (con quel suo aspetto un po’ dandy e effeminato). Farà meglio di lui Bruce Willis nel remake.
Saintgifts

Senza dubbio un grande esempio di cinema. Non solo perché riesce a far quadrare tutto (sceneggiatura, regia, interpretazioni affidandosi “solo” ai mezzi classici di ripresa,
quindi cinema allo stato puro) ma perché, in una apparente freddezza quasi documentaristica riesce a coinvolgere emotivamente lo spettatore, senza alcun momento vuoto e con
ricchezza di particolari che si potevano ritenere superflui ma utili invece a farci entrare nella psicologia dei personaggi. Per questo e per l’alternanza delle scene, la durata non si avverte.
Graf

Grande Zinnermann! Uno dei rari esempi nel quale un film di origine letteraria non è inferiore al romanzo da cui è tratto.
Il regista ha scelto la via della non spettacolarizzazione della vicenda–thrilling,
una scelta stilistica che sembrava suicida ma che invece si è rilevata vincente. Niente ridondanza del linguaggio,
anzi secchezza documentaristica, niente pedinamenti ma giochi di scacchi tra sicario e polizia, niente sparatorie assordanti
ma silenzi tesi ed ansiosi, niente scoppi di violenza ma inganni freddi e razionali. Un film a sangue freddo.

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novembre 4, 2015 Pubblicato da: | Drammatico | , , , , | 5 commenti

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novembre 3, 2015 Pubblicato da: | Photogallery | | Lascia un commento

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novembre 3, 2015 Pubblicato da: | Photogallery | | Lascia un commento

Gli Oscar del 1978

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Los Angeles,Dorothy Chandler Pavilion,3 aprile 1978.
Il grande comico americano Bob Hope conduce l’edizione numero 50 degli Academy Awards,gli Oscar cinematografici del cinema relativi a
film per la massima parte usciti nelle sale nel 1977.
Ci sono vincitori annunciati e per una volta quasi tutte le previsioni si avverano;record di nomination per Guerre stellari,il film di Lucas
che l’anno precedente ha sbaragliato tutti al Box office.Accolto con una certa sufficienza dalla critica,almeno inizialmente,Guerre stellari finirà
per incassare quasi 800 milioni di dollari a fronte di 10 milioni investiti per la sua realizzazione.
Sono ben 11 le nomination per Guerre stellari,alla fine vincerà sette Oscar e perderà quelli più ambiti,per il miglior film e per la miglior regia.
Che vanno entrambi a Woody Allen per il suo Io e Annie (sottotitolo italiano Io e le donne)
Va detto che a parte la concorrenza di Guerre stellari,il film di Allen si ritrova davanti solo tre film di buon livello ma non certo memorabili come
Goodbye amore mio! (The Goodbye Girl), regia di Herbert Ross,Giulia, regia di Fred Zinnemann e Due vite, una svolta (The Turning Point), ancora per la regia di Herbert Ross che in questo modo,nonostante la doppia nomination,verrà battuto da Io e Annie.
Per la miglior regia Woody Allen batte Spielberg con il suo fantascientifico (e bellissimo) Incontri ravvicinati del terzo tipo (Close Encounters of the Third Kind)

Los Angeles,Dorothy Chandler Pavilion

Sicuramente molto più equilibrata la lotta per il miglior attore protagonista;la spunta a sorpresa Richard Dreyfuss interprete di Goodbye amore mio! che si impone su Woody Allen,Richard Burton (al quale ancora una volta sfugge l’Oscar) e il nostro Marcello Mastroianni,grande interprete del film di Scola Una giornata particolare.
Nessuna sorpresa invece per l’Oscar alla miglior attrice protagonista;Diane Keaton vince agevolmente battendo Anne Bancroft e Shirley Mac Laine
entrambe interpreti di Due vite, una svolta,Jane Fonfda per Giulia e Marsha Mason per Goodbye amore mio.
Miglior film straniero,con grande sorpresa è La vita davanti a sé (La vie devant soi) del regista francese Moshé Mizrahi che sconfigge il bellissimo
Quell’oscuro oggetto del desiderio di Luis Buñuel e Una giornata particolare, regia di Ettore Scola.
Charlton Heston ottiene il prestigioso Premio umanitario Jean Hersholt
Alla fine è clamorosa la debacle di Due vite una svolta di Herbert Ross che a fronte di ben 11 nomination resta completamente a bocca asciutta,un record
negativo che condividerà con Il colore viola di Steve Spielberg.
Parziale delusione per Giulia di Zinneman,che però vince i due Oscar per il miglior attore e la miglior attrice non protagonista.

Miglior film

1 Io e Annie

Io e Annie (Annie Hall), regia di Woody Allen

1 Goodbye amore mio
Goodbye amore mio! (The Goodbye Girl), regia di Herbert Ross

1 Giulia
Giulia (Julia), regia di Fred Zinnemann

1 Guerre stellari
Guerre stellari (Star Wars), regia di George Lucas

1 Due vite una svolta
Due vite, una svolta (The Turning Point), regia di Herbert Ross

Miglior regia

2 Io e Annie W.Allen

Woody Allen – Io e Annie

2 Giulia F.Zinnermann
Fred Zinnemann – Giulia

2 Incontri ravvicinati del terzo tipo Spielberg
Steven Spielberg – Incontri ravvicinati del terzo tipo (Close Encounters of the Third Kind)

2 Guerre stellari
George Lucas – Guerre stellari

2 Due vite una svolta
Herbert Ross – Due vite, una svolta

Miglior attore protagonista

3 Richard Dreyfuss Goodbye amore mio

Richard Dreyfuss – Goodbye amore mio!

3 Woody Allen Io e Annie
Woody Allen – Io e Annie

3 Richard Burton Equus
Richard Burton – Equus

3 Marcello Mastroianni Una giornata particolare
Marcello Mastroianni – Una giornata particolare

3 John Travolta La febbre del sabato sera
John Travolta – La febbre del sabato sera (Saturday Night Fever)

Migliore attrice protagonista

4 Diane Keaton Io e Annie

Diane Keaton – Io e Annie

4 Anne Bancroft - Due vite, una svolta
Anne Bancroft – Due vite, una svolta

4 Marsha Mason - Goodbye amore mio
Marsha Mason – Goodbye amore mio!

4 Jane Fonda - Giulia
Jane Fonda – Giulia

4 Shirley MacLaine - Due vite, una svolta
Shirley MacLaine – Due vite, una svolta

Miglior attore non protagonista

5 Jason Robards - Giulia

Jason Robards – Giulia

5 Mikhail Baryshnikov - Due vite, una svolta
Mikhail Baryshnikov – Due vite, una svolta

5 Peter Firth - Equus
Peter Firth – Equus

5 Alec Guinness - Guerre stellari
Alec Guinness – Guerre stellari

5 Maximilian Schell - Giulia
Maximilian Schell – Giulia

Migliore attrice non protagonista

6 Vanessa Redgrave - Giulia

Vanessa Redgrave – Giulia

6 Leslie Browne - Due vite, una svolta
Leslie Browne – Due vite, una svolta

6 Quinn Cummings - Goodbye amore mio
Quinn Cummings – Goodbye amore mio!

6 Melinda Dillon - Incontri ravvicinati del terzo tipo
Melinda Dillon – Incontri ravvicinati del terzo tipo

6 Tuesday Weld Looking for Mr. Goodbar)
Tuesday Weld – In cerca di Mr. Goodbar (Looking for Mr. Goodbar)

Miglior sceneggiatura originale

Woody Allen e Marshall Brickman – Io e Annie
Neil Simon – Goodbye amore mio!
Robert Benton – L’occhio privato (The Late Show)
George Lucas – Guerre stellari
Arthur Laurents – Due vite, una svolta

Miglior sceneggiatura non originale

Alvin Sargent – Giulia
Peter Shaffer – Equus
Gavin Lambert e Lewis John Carlino – I Never Promised You a Rose Garden
Larry Gelbart – Bentornato Dio! (Oh, God!)
Luis Buñuel e Jean-Claude Carrière – Quell’oscuro oggetto del desiderio

Miglior film straniero

La vie devant soi), regia di Moshé Mizrahi

La vita davanti a sé (La vie devant soi), regia di Moshé Mizrahi (Francia)
Ifigenia (Iphigenia), regia di Michael Cacoyannis (Grecia)
La notte dei falchi – Operazione Thunderbolt (Mivtsa Yonatan), regia di Menahem Golan (Israele)
Una giornata particolare, regia di Ettore Scola (Italia)
Quell’oscuro oggetto del desiderio (Ese oscuro objeto del deseo), regia di Luis Buñuel (Spagna)

Miglior fotografia

Vilmos Zsigmond – Incontri ravvicinati del terzo tipo
Fred J. Koenekamp – Isole nella corrente (Islands in the Stream)
Douglas Slocombe – Giulia
William A. Fraker – In cerca di Mr. Goodbar
Robert Surtees – Due vite, una svolta

Miglior montaggio

Guerre stellari Oscar montaggio

Paul Hirsch, Marcia Lucas e Richard Chew – Guerre stellari
Michael Kahn – Incontri ravvicinati del terzo tipo
Walter Murch – Giulia
William Reynolds – Due vite, una svolta
Walter Hannemann e Angelo Ross – Il bandito e la “Madama” (Smokey and the Bandit)

Miglior scenografia

John Barry, Norman Reynolds, Leslie Dilley e Roger Christian – Guerre stellari
Albert Brenner e Marvin March – Due vite, una svolta
George C. Webb e Mickey S. Michaels – Airport ’77
Joe Alves, Dan Lomino e Phil Abramson – Incontri ravvicinati del terzo tipo
Ken Adam, Peter Lamont e Hugh Scaife – 007 – La spia che mi amava (The Spy Who Loved Me)

Migliori costumi

John Mollo – Guerre stellari
Edith Head e Burton Miller – Airport ’77
Anthea Sylbert – Giulia (Julia)
Florence Klotz – Gigi (A Little Night Music)
Irene Sharaff – L’altra faccia di mezzanotte (The Other Side of Midnight)

Migliori effetti speciali

John Stears, John Dykstra, Richard Edlund, Grant McCune e Robert Blalack – Guerre stellari (Star Wars)
R.Arbogast,M.Yuricich,G. Jein,R. Yuricich e Douglas Trumbull – Incontri ravvicinati del terzo tipo

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Migliore colonna sonora

Originale

John Williams – Guerre stellari
John Williams – Incontri ravvicinati del terzo tipo
Maurice Jarre – Il messaggio
Marvin Hamlisch – 007 – La spia che mi amava
Georges Delerue – Giulia

Adattamento con canzoni originali

Jonathan Tunick – Gigi
Al Kasha, Joel Hirschhorn e Irwin Kostal – Elliott, il drago invisibile
Richard M. Sherman, Robert B. Sherman e Angela Morley – La scarpetta e la rosa

Miglior canzone

You Light Up My Life, musica e testo di Joseph Brooks – Tu accendi la mia vita
Candle on the Water, musica e testo di Al Kasha e Joel Hirschhorn – Elliott, il drago invisibile
Nobody Does It Better, musica di M.Hamlisch, testo di C.B.Sager – 007 – La spia che mi amava
The Slipper and the Rose Waltz, musica e testo di R. M. Sherman e R.B.Sherman – La scarpetta e la rosa
Someone’s Waiting for You, musica di S. Fain, testo di C.Connors e A. Robbins – Le avventure di Bianca e Bernie

Miglior sonoro

Don MacDougall, Ray West, Bob Minkler e Derek Ball – Guerre stellari
Robert Knudson, Robert J. Glass, Don MacDougall e G.S.Cantamessa – Incontri ravvicinati del terzo tipo
Walter Goss, Dick Alexander, Tom Beckert e Robin Gregory – Abissi (The Deep)
Robert Knudson, Robert J. Glass, Richard Tyler e Jean-Louis Ducarme – Il salario della paura
Theodore Soderberg, Paul Wells, Douglas O. Williams e Jerry Jost – Due vite, una svolta

Miglior documentario

Who Are the DeBolts? And Where Did They Get Nineteen Kids?, regia di John Korty
I ragazzi dell’opera (The Children of Theatre Street), regia di Robert Dornhelm e Earle Mack
High Grass Circus, regia di Tony Ianzelo e Torben Schioler
Homage To Chagall – The Colours of Love, regia di Harry Rasky
Union Maids, regia di Jim Klein e Miles Mogulescu

Miglior cortometraggio

I’ll Find a Way, regia di Beverly Shaffer
The Absent-Minded Waiter, regia di Carl Gottlieb
Floating Free, regia di Jerry Butts
Notes on the Popular Arts), regia di Elaine Bass e Saul Bass
Spaceborne, regia di Philip Dauber

Miglior cortometraggio documentario

Gravity Is My Enemy, regia di John C. Joseph
Agueda Martinez: Our People, Our Country, regia di Moctesuma Esparza
First Edition, regia di Helen Whitney
Of Time, Tombs and Treasure, regia di James R. Messenger e Paul N. Raimondi
The Shetland Experience, regia di Douglas Gordon

Miglior cortometraggio d’animazione

The Sand Castle (Le château de sable), regia di Co Hoedeman
The Bead Game, regia di Ishu Patel
The Doonesbury Special , regia di Faith Hubley, John Hubley e Garry Trudeau
Jimmy the C, regia di James Picker

Premio Special Achievement

Ben Burtt – Guerre stellari (Star Wars) – per la creazione di alieni, creature e le voci dei robot
Frank E. Warner – Incontri ravvicinati del terzo tipo – montaggio degli effetti sonori

Premio alla carriera
A Margaret Booth

Premio umanitario Jean Hersholt
A Charlton Heston

Premio alla memoria Irving G. Thalber
A Walter Mirisch

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Richard Dreyfuss 2

Richard Dreyfuss 1

Richard Dreyfuss miglior attore protagonista

Vanessa Redgrave

Vanessa Redgrave migliore attrice non protagonista

Jason Robards

Jason Robard,migliore attore non protagonista

Diane Keaton 3

Diane Keaton e Richard Dreyfuss

Diane Keaton 2

Diane Keaton 1

Diane Keaton miglior attrice protagonista

Guerre stellari Oscar 2

Guerre stellari Oscar

L’Oscar per Guerre Stellari

Le nomination miglior film

Le nomination per il miglior film

Mastroianni e Fawcett presentatori

Farraw Fawcett e Marcello Mastroianni

Barbara Stanwick e Bob Hope presentatori

Barbara Stanwick e Bob Hope

Cicely Tyson e King Vidor presentatori

Cicely Tyson e King Vidor

 

novembre 2, 2015 Pubblicato da: | Oscar | | Lascia un commento

1979,un anno di cinema

Banner un anno di cinema

E’ l’ultimo anno del decennio settanta,probabilmente il decennio più importante del secolo per i rapidi mutamenti avvenuti a tutti i livelli,sia politici che sociali.
Culturalmente lo è di sicuro.
Cinema e musica cambiano in modo irreversibile e la massiccia produzione di capolavori in entrambe le branche della cultura stanno a testimoniare
il fervore e la creatività che caratterizzarono l’intero decennio.
Per il nostro paese è un anno di transizione,almeno rispetto agli eventi del 1978.
C’è però un aspetto che va sottolineato:la tragedia sociale del terrorismo,la sua parabola mortale sta per andare incontro ad una fine quasi inaspettata rispetto ai tempi relativamente veloci della sua ascesa.
La temibile e tanto decantata potenza di fuoco delle Brigate rosse,il principale gruppo terrorista,che aveva tanto impressionato con l’agguato di via Fani non avrà per fortuna un seguito.
Anzi.
Il 29 maggio vengono arrestati Valerio Morucci e Adriana Faranda;è passato poco più di un anno dal rinvenimento del corpo di Aldo Moro in via Caetani e per le BR è un colpo che si rivelerà mortale.

1 Apocalypse now

Apocalypse now

2 Manhattan

Manhattan,di Woody Allen

I due terroristi infatti facevano parte del gruppo di fuoco che aveva sterminato la scorta di Moro e sequestrato il Presidente della DC;con il loro arresto inizia una serie di catture che ben presto porteranno all’annientamento dell’intero gruppo dirigente.
Il 1979 è l’anno della cacciata di Reza Pahlevi dal trono del pavone in Iran; assume il potere l’ayatollah Ruhollah Khomeini,una vicenda che cambierà profondamente la storia dell’intero Medio Oriente.
E’ l’anno in cui i conservatori di Margaret Thatcher vincono le elezioni in Inghilterra e la Lady di ferro,come verrà soprannominata la Thatcher sarà la prima donna a rivestire l’incarico di Primo ministro;in Italia Nilde Jotti è eletta Presidente della Camera,prima donna a ricoprire un incarico così importante.
A gennaio cade il sanguinario regime dei Khmer rossi in Cambogia;il loro leader,Pol Pot,è responsabile della morte di almeno due milioni di cambogiani,un terzo della popolazione effettiva del paese.
Per un regime comunista che cade,uno di ispirazione marxista prende il potere;succede in Nicaragua con il Fronte Sandinista di Liberazione Nazionale.
A luglio la Sony lancia sul mercato il primo Walkman,ad agosto Fabrizio De Andrè viene rapito con la sua compagna Dori Ghezzi.Saranno liberati a dicembre.
Una notizia curiosa:il 18 febbraio per mezz’ora nevica niente meno che nel Sahara!
Per il cinema,dopo la stasi del 1978,è un anno molto importante e denso di ottime produzioni.

3 Stalker

Stalker di Andrei Tarkovskij

4 I guerrieri della notte

I guerrieri della notte

Purtroppo sarà solo dall’estero che arriveranno le cose migliori,mentre in Italia i titoli da ricordare si conteranno sulla punta delle dita di una sola mano.
Esce uno dei capolavori della storia del cinema,Apocalypse now.
Diretto da Francis Ford Coppola ed ispirato a Cuore di tenebra di Conrad il film è uno straordinario ed unico atto di accusa sulla follia della guerra,nello specifico quella del Vietnam ma non solo.
E’ un viaggio nella parte oscura dell’animo e della mente dell’uomo,una metafora sulla follia.
Grandissimi interpreti (Duvall che attacca con gli elicotteri al suono della cavalcata delle Walchirie di Wagner è insuperabile) per un grandissimo film.
Woody Allen presenta Manhattan,splendido film in un rigoroso bianco e nero che racconta la storia diIsaac autore televisivo diviso tra due donne completamente differenti tra loro,una intellettuale snob l’altra giovanissima.Per Isaac sarà un’esperienza di vita fondamentale.Grande film con una splendida colonna sonora,che spazia dalla Rapsodia in blu a But not for me.Bravissime Diane Keaton e Mariel Hemingway oltre ad un espressivo Allen.
Andrei Tarkovskij presenta l’affascinante Stalker,viaggio sulla conoscenza ma anche sulla paura della stessa.Lo stalker del film è una guida che accompagna due letterati fino alla porta della conoscenza,che i due però non oseranno varcare.160 minuti di grande cinema,un excursus davvero carico di simbolismi e allegorie.
Ancora Usa con il film di Walter Hill I guerrieri della notte,violento apologo sulle gang di New York;nel film due di queste bande si combattono senza esclusione di colpi.
Un grande film di Ridley Scott:Alien.Un capolavoro della fantascienza angosciante e angoscioso,impreziosito dalle grafiche di HR Giger.La navigazione della Nostromo e il suo incontro con l’alieno implacabile che sterminerà il suo equipaggio avrà dei seguiti,di altrettanto ottimo livello.
Grande ed espressiva Sigourney Weaver.

5 Alien

Alien di Ridley Scott

6 Oltre il giardino

Peter Sellers in Oltre il giardino

Un altro splendido film arriva dagli Usa;si tratta di Oltre il giardino,con un malinconico e struggente Peter Sellers nei panni di Charles il giardiniere,un povero analfabeta che parla con semplicità e che viene scambiato quasi per un filosofo esistenzialista e finirà per sfiorare la presidenza degli States.Implacabile satira del potere della tv,quella che instupidisce e riesce a trasformare un povero idiota in un presidente.
La beat/freak generation è la protagonista di Hair,versione cinematografica della famosa commedia musicale anni 60;a dirigere il film è Milos Forman,che consegna la sua versione,asciutta e carica di fascino alla storia del cinema.
Kramer contro Kramer è il più grosso successo al box office della stagione;un successo internazionale,coronato l’anno successivo dai quattro Oscar principali per il miglior film,il miglior regista,il miglior attore (Hoffman) e la miglior attrice non protagonista (Meryl Streep).La storia del problematico rapporto tra Kramer e sua moglie e il difficile affidamento del bambino della coppia incanta ed emoziona le platee.
E il cinema italiano?
Non è una bella annata,tutt’altro.Qualche commedia sexy,ormai alla frutta,qualche film a episodi e due ottimi prodotti.
Il primo è La luna,di Bernardo Bertolucci,la storia drammatica,per certi versi tragica di una cantante lirica che prova in ogni modo a salvare suo
figlio dalla droga,incluso l’incesto.Una bravissima Jill Clayburgh è la protagonista di questo film delicato e complesso.
Il secondo è L’ingorgo – Una storia impossibile di Luigi Comencini,che,come recitato dal titolo,parla di una storia ai limiti del fantascientifico,un gigantesco ingorgo su una strada che per due giorni vedrà paralizzata nel traffico varia umanità,che mostrerà il peggio di se stessa,tra uno stupro e un onorevole che tenta disperatamente di uscire dall’ingorgo all’uomo investito, che nell’ambulanza pensa più al risarcimento che alla propria vita.Un film cattivo,in stile Comencini caratterizzato da un cast di assoluto valore che include Ugo Tognazzi,Alberto Sordi,Marcello Mastroianni,Stefania Sandrelli,Miou-Miou,Fernando Rey,Annie Girardot,Patrick Dewaere,Angela Molina,Gerard Depardieu
Ma ovviamente è dagli Usa che arrivano le cose più importanti.
Come Fuga da Alcatraz,regia di Don Siegel con Clint Eastwood, Patrick McGoohan, Robert Blossom, Fred Ward, Paul Benjamin,ricostruzione dell’unica fuga avvenuta con successo dal penitenziario dell’isola di Alcatraz;Morris (interpretato da Clint Eastwood)
con altri due detenuti scappò da quella che sembrava la fortezza più sicura del pianeta.I tre scomparvero e nessuno seppe mai che fine avessero fatto.
Un film teso,duro,che mostra le condizioni di vita dei prigionieri di Alcatraz,la violenza e la sopraffazione dei custodi del carcere.
Clamoroso flop invece per 1941 allarme ad Hollywood di Steven Spielberg,abituato a ben altri esiti al botteghino;costato 35 milioni di dollari incassò negli Usa meno di un decimo della cifra spesa ma ebbe una buona risposta fuori dai confini nazionali.
E con buoni motivi.Lungi dall’essere un brutto film,1941 allarme a Hollywood racconta con uno stile sarcastico e ironico la gran paura americana di un attacco giapponese.

7 Kramer contro Kramer

Kramer contro Kramer

8 La luna

La luna di Bernardo Bertolucci

9 L'ingorgo

L’ingorgo,una storia impossibile di Luigi Comencini

Un sottomarino nipponico arriva in California per lanciare dei siluri e si scatena un helzapoppin di situazioni groettesche e surreali.
Gran cast e grande uso di effetti speciali;tra gli interpreti Dan Aykroyd,Ned Beatty,Christopher Lee,Toshiro Mifune,John Belushi,Nancy Allen.
Sylvester Stallone ci riprova e presenta Rocky 2;la storia di Rocky Balboa,pugile indomito e dal cuore tenero si arricchisce di una nuova vicenda nella quale lo vediamo alle prese con la vita di tutti i giorni,un lavoro umile ma con alle spalle la moglie Adriana che vuol vederlo realizzato.Alla fine dopo duri allenamenti Rocky vincerà il titolo mondiale.Tutti contenti e pronti per il terzo capitolo del “in America tutto è possibile
Nel cast Sylvester Stallone,Talia Shire,Burt Young,Carl Weathers,Burgess Meredith.
Horror in piena regola e due film diversi fra loro ma dal grande successo:
Brood la covata malefica,regia di David Cronenberg con Oliver Reed, Samantha Eggar, Henry Beckman, Art Hindle, Cindy Hinds;nella clinica del professo Raglan si muore con facilità e tra atroci tormenti.Chi o cosa è il responsabile di tanta ferocia?
Zombie di George A. Romero con Tom Savini,David Emge,Ken Foree,Scott Reiniger,Gaylen Ross.I morti sembrano rinascere e diventare mostri affamati di carne umana.Ma non sono invulnerabili,perchè se colpiti al cervello muoiono definitivamente.
Una sottile ironia che contrasta con la visione apocalittica di Cronenberg,effetti speciale e sangue a profusione sono le caratteristiche del film di Romero,che si riallaccia in qualche modo al suo celebre antenato,L’alba dei morti viventi.
Tornando per un attimo in Italia,troviamo l’uscita sugli schermi di Il malato immaginario,gradevole riduzione per lo schermo della commedia di Moliere;Alberto Sordi è Argante,ipocondriaco e pauroso malato immaginario preda di medici e di pazienti interessati.Che resteranno con un palmo di naso quando le uniche due persone che voglio bene ad Argante gli apriranno gli occhi e di conseguenza erediteranno le sue fortune.
Nel film Christian De Sica,Vittorio Caprioli,Stefano Satta Flores, Bernard Blier, Laura Antonelli, Giuliana De Sio.
Ovviamente c’è spazio per la commedia sexy,che ormai ha il fiato cortissimo e che attira sempre meno spettatori.
Escono due film dello specializzato Mariano Laurenti:

10 1941 allarme a Hollywood

1941 allarme a Hollywood

– L’infermiera di notte,con Gloria Guida,Leo Colonna,Alvaro Vitali,Mario Carotenuto,Paola Senatore,scollacciata storiella giocata sui timori di un giovane che suo padre abbia problemi con le donne.Quando arriverà in casa uno zio ammalato,in realtà alla ricerca di un gioiello,

il giovane si troverà casualmente a possedere il gioiello e la procace infermiera assunta per curare lo zio.
– La liceale seduce i professori,con Gloria Guida, Lino Banfi, Ninetto Davoli, Fabrizio Moroni, Alvaro Vitali,insulsa replica dei tanti,troppi film del filone sexy studentesco.
Angela non ha voglia di studiare e il sistema più veloce per essere promossa è quello di concupire il maturo professore.Riuscirà la nostra bella e spogliatissima protagonista nel suo intento?
Ancora un horror,di Stuart Rosenberg interpretato da Rod Steiger,James Brolin,Margot Kidder,John Larch;si tratta di Amityville horror,claustrofobica storia tratta da una storia realmente accaduta.
Un giovane stermina la sua famiglia in una casa isolata.
Anni dopo una famiglia occupa la stessa casa,incurante delle voci che parlano della presenza di spiriti malvagi.
Mal gliene incoglierà.
Continuando il viaggio nel 1979 troviamo un’opera singolare e di sicuro valore,diretta da Ugo Tognazzi per una volta dall’altro lato della macchina da presa.
Si tratta di I viaggiatori della sera,malinconica descrizione di un futuro in cui le persone,oltre una certa età,vengono inviate in quello che sembra un paradiso vacanze.
In realtà,come scoprirà amaramente Orso,il protagonista,si tratta dell’anticamera della morte.
Ben diretto e ottimamente recitato,I viaggiatori della sera sarà oggetto di una riscoperta e valorizzazione ai giorni nostri.
Nel cast oltre a Tognazzi figurano Ornella Vanoni e Corinne Clery.

16 L'infermiera di notte

L’infermiera di notte

17 La liceale seduce i professori

La liceale seduce i professori

Molti investimenti,un cast di sicuro rilievo,effetti speciali a profusione in The black hole-Il buco nero prodotto Disney non rivolto al tradizionale pubblico di giovanissimi da parte della grande casa di produzione e distribuzione americana.
Un’astronave alla ricerca di vita extraterrestre riceve una segnalazione da un’altra astronave scomparsa un ventennio prima.
Al suo interno c’è un solo sopravvissuto che ha costruito un silenzioso esercito di robot e che si appresta a entrare in un buco nero per scoprire la verità sul misterioso fenomeno.
Buon prodotto,diretto da Gary Nelson con la partecipazione di Maximilian Schell, Yvette Mimieux, Robert Forster, Anthony Perkins, Joseph Bottoms e Ernest Borgnine,The black hole sarà anch’esso molto rivalutato negli anni successivi.
Un guasto ad una centrale nucleare e i rischi che potrebbero derivare dall’uso indiscriminato dell’energia prodotta dalla fusione nucleare sono i temi affrontati in Sindrome cinese, diretto da James Bridges con Jane Fonda,Jack Lemmon, Michael Douglas, James Hampton.
Nel film una giornalista assistono ad un guasto in una centrale ma le autorità tentano di insabbiare tutto.Buon lavoro con una tensione notevole e uno spirito di denuncia che sarebbe diventato tristemente profetico con l’incidente di Chernobyl.
Roman Polanski presenta Tess,dramma sulla vita di una ragazza che viene sedotta e abbandonata e che in seguito sposa un pastore che però scopre il suo passato.

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La ragazza si vendica uccidendo il suo seduttore,si ricongiunge con il marito ma viene catturata e condannata alla pena capitale.
Bei costumi,bell’ambientazione e una Nastassja Kinski assolutamente irresistibile;nel film anche Colin Firth e Arielle Dombasle.
Tre film italiani,due commedie sexy e una commedia degli equivoci:
L’infermiera nella corsia dei militari,del prolifico Mariano Laurenti conon Lino Banfi,Nadia Cassini,Paolo Giusti,Enzo Andronico.
Accanto a Banfi non c’è la Fenech ma l’insipida e svampita Nadia Cassini,inadatta alla recitazione in tutti i sensi ma con un corpo da peccatrice.E’con queste doti che una procace infermiera che è alla ricerca di preziosi quadri finisce in un’ospedale psichiatrico dove trova quadri e amore.Inguardabile e pieno di nudi.
La supplente va in città, di Vittorio De Sisti con Francesco Mulè,Vincenzo Crocitti,Carmen Villani,Mario Frittella;una domestica nel tentativo di ritrovare il suo seduttore incappa in una famiglia dalle pruriginose voglie.
La Villani è carina ma sta alla recitazione come un ranocchio ad un cigno.
La patata bollente,di Steno con Renato Pozzetto,Edwige Fenech,Massimo Ranieri,Mario Scarpetta,Adriana Russo.
Commedia garbata e ben diretta sul tema dell’omosessualità,con un Pozzetto finalmente in un ruolo decente e con la Fenech che si spoglia meno del solito.
Film importantissimo,diretto da Bob Fosse e vincitore di quattro Oscar l’anno successivo è All that jazz-Lo spettacolo continua.
Bellissimo e appassionante e al tempo stesso nostalgico e romantico, dissacrante ma anche affettuoso All that jazz è un compendio di cose buone ed altre meno buone, ma tutte espresse con un’abilità ed una partecipazione assolutamente straordinarie.

18 Amityville horror

Amityville horror

19 I viaggiatori della sera

Ornella Vanoni in I viaggiatori della sera

Alle splendide scene di ballo si alternano i dialoghi con l’angelo della morte,le sue visioni del passato si mescolano al presente,

i personaggi che più hanno contato nella sua vita non sono fantasmi ma parte di un presente che Fosse/Gideon sente sfuggire inesorabilmente.
Altro film che raccoglierà parecchio alla serata degli Oscar del 1980 è Norma Rae,grazie anche alla splendida interpretazione di Sally Field,che vincerà l’Oscar come miglior attrice protagonista.
Vita e lotte di una ragazza emancipata,una lavoratrice di una filanda che si batterà coraggiosamente per i diritti di tutti.Dirige Martin Ritt.
Sicuramente discreto è Giallo napoletano,di Corbucci,un divertissement con uno stuolo di attori bravi e in parte a partire da
Peppino De Filippo nell’ultima interpretazione della sua straordinaria carriera,proseguendo con Renato Pozzetto,Michel Piccoli,Marcello Mastroianni,Ornella Muti,Capucine,Zeudi Araya.
Un musicista che vivacchia suonando il mandolino e affetto da una polio che lo fa zoppicare risolverà un intricato caso e befferà tutti ricavandone un’ingente eredità.
Il tradizionale film dedicato all’Agente segreto 007 è diretto da Lewis Gilbert;si intitola Moonraker Operazione spazio e vede l’attore inglese Roger Moore nei panni del Comandante James Bond.
Bond girl sono Corinne Clery e Lois Chiles.
Molto bello Il tamburo di latta di Volker Schlöndorff con Mario Adorf, Angela Winkler, David Bennent, Charles Aznavour, Andréa Ferréol,storia di un bambino che non crescerà mai,se non in età.
Una storia drammatica e commovente.

20 The black hole

The black hole-Il buco nero

Altri film dell’anno sono:
Il corpo della ragassa di Pasquale Festa Campanile con Enrico Maria Salerno, Lilli Carati, Renzo Montagnani, Elsa Vazzoler,rivisitazione e ispirazione nel Pigmalione di Shaw.Una ragazza viene svezzata ed educata da un maturo uomo,che la introdurrà negli ambienti che contano.
Mani di velluto,regia di Pipolo e Franco Castellano coon Olga Karlatos, Eleonora Giorgi, Adriano Celentano,commedia che vede un imprenditore che per amore finge di essere un ladro perchè invaghito di una seducente borseggiatrice;
Aragosta a colazione,di Giorgio Capitani con Claude Brasseur, Janet Agren, Enrico Montesano, Claudine Auger,scanzonata commedia su un imbranato venditore che chiede aiuto ad un amico e va incontro ad una serie di peregrinazioni ma che alla fine ha un colpo di fortuna;
Airport 80,di David Lowell Rich con Eddie Albert, Alain Delon, Robert Wagner, George Kennedy, Sylvia Kristel,sequel di Airport ma privo di mordente;
Meteor,di Ronald Neame,con Henry Fonda, Sean Connery, Martin Landau, Natalie Wood.Una meteora sta per investire la terra e allora i tradizionali nemici,Usa e Urss uniscono le forze per combattere la minaccia.Love story fra scienziati dei due blocchi.
Io sto con gli ippopotami,di Italo Zingarelli con Bud Spencer, Terence Hill;fiera di scazzottate e sano divertimento con la ditta Hill-Spencer
Buio omega, di Joe D’Amato,con Franca Stoppi, Cinzia Monreale, Kieran Canter.Horror vero e proprio per Massaccesi,che racconta una storia di necrofilia con abilità e gusto per il macabro.
Da segnalare ancora “10” Blake Edwards con Dudley Moore, Bo Derek, Julie Andrews, Robert Webber, Brian Dennehy,film che lancia la bellezza (non certo il talento) di Bo Derek,Il mistero della signora scomparsa di Anthony Page conon Elliott Gould, Angela Lansbury, Cybill Shepherd, Herbert Lom,Chiaro di donna di Costa Gavras,con Romy Schneider, Lila Kedrova, Yves Montand, Romolo Valli.
Il 9 aprile 1979 a Los Angeles, al Dorothy Chandler Pavilion si assegnano gli oscar cinematografici;miglior film e miglior regia per Il Cacciatore di Michael Cimino,mentre miglior attore protagonista è Jon Voight per Tornando a casa e per lo stesso film Jane Fonda vince l’oscar come miglior attrice protagonista.Miglior film straniero è Preparate i fazzoletti (Préparez vos mouchoirs), regia di Bertrand Blier

21 Tess

Tess

23 L'infermiera nella corsia dei militari

L’infermiera nella corsia dei militari

A Cannes vengono consegnate le Palme d’oro;salomonicamente la Palma d’oro al miglior film viene divisa tra Apocalypse Now, regia di Francis Ford Coppola (USA) e Il tamburo di latta (Die blechtrommel), regia di Volker Schlöndorff
Il Grand Prix Speciale della Giuria va a Siberiade (Sibiriada), regia di Andrei Konchalovsky
La 24ª edizione dei David di Donatello si svolge il 20 ottobre 1979 al Teatro dell’Opera di Roma.
Sono in tre a dividersi il David come miglior film:Cristo si è fermato a Eboli, regia di Francesco Rosi,Dimenticare Venezia, regia di Franco Brusati e L’albero degli zoccoli, regia di Ermanno Olmi.Miglior regia quella di Rosi,miglior attrice
Monica Vitti per Amori miei e miglior attore Vittorio Gassman per Caro papà.Miglior regista straniero è Milos Forman per Hair.
L’Orso d’oro va al film tedesco David di Peter Lilienthal

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Chiude il sipario un anno di buon cinema,non il migliore del decennio ma dignitoso.
Chiude sopratutto un decennio straordinario,in cui il cinema ha raggiunto vette eccelse come produzione e come qualità,anche se,dopo i primi tre-quattro anni,la crisi degli spettatori diverrà sempre più evidente.
Stanno per affacciarsi gli anni ottanta,con tutto il loro carico di spensieratezza e divertimento,dopo il triste decennio degli anni di piombo.
Personalmente trovo che la chiave di volta del decennio successivo sia stata la primavera del 1982 e la vittoria dei Mondiali di Spagna,che riempì d’orgoglio le piazze italiane e che coincise con un buon momento dell’economia in generale.
Il cinema vivrà una nuova stagione,sicuramente non all’altezza di quella degli anni sessanta e degli anni settanta.

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Airport 80

Airport 80

Aragosta a colazione

Aragosta a colazione

Buio Omega

Buio Omega

Chiaro di donna

Chiaro di donna

Il corpo della ragassa

Il corpo della ragassa

Il mistero della signora scomparsa

Il mistero della signora scomparsa

Io sto con gli ippopotami

Io sto con gli ippopotami

Mani di velluto

Mani di velluto

Meteor

Meteor

Ten 10

10 (Ten)

11 Fuga da Alcatraz

Fuga da Alcatraz

12 Rocky 2

Rocky 2

13 Brood

Brood la covata malefica

14 Zombie

Zombie

15 Il malato immagnario

Il malato immaginario

22 Sindrome cinese

Sindrome cinese

24 La supplente va in città

La supplente va in città

25 La patata bollente

La patata bollente

26 Norma rae

Norma Rae

27 Giallo napoletano

Giallo napoletano

28 007 Moonraker

Moonraker operazione spazio

29 Il tamburo di latta

Il tamburo di latta

Banner Oscar 1979

Miglior film  Il Cacciatore di Michael Cimino

Miglior regia Michael Cimino per Il Cacciatore

Miglior attore protagonista  Jon Voight per Tornando a casa

Miglior attrice protagonista Jane Fonda per Tornando a casa

Banner Palma 1979

Apocalypse Now, regia di Francis Ford Coppola (USA) e Il tamburo di latta (Die blechtrommel), regia di Volker Schlöndorff

Banner David 1979

Miglior film (ex aequo)

Cristo si è fermato a Eboli, regia di Francesco Rosi,Dimenticare Venezia, regia di Franco Brusati e L’albero degli zoccoli, regia di Ermanno Olmi

Banner Orso 1979

David di Peter Lilienthal

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Accadde nel 1979 Scia di Persia

Reza Pahlevi lascia il trono del pavone

Accadde nel 1979 Khomeini

L’ayatollah Ruhollah Khomeini

Accadde nel 1979 Morucci e Faranda

Valerio Morucci e Adriana Faranda,leader BR in attesa di un processo

Accadde nel 1979 Nilde Jotti

Nilde Jotti è la prima donna Presidente della camera dei deputati

Accadde nel 1979 Thatcher

Margaret Thatcher è la prima donna Primo ministro in Inghilterra

Accadde nel 1979 Pol Pot

Viene deposto il sanguinario dittatore cambogiano Pol Pot

Accadde nel 1979 Rapimento di De Andrè

Vengono rapiti Fabrizio De Andrè e Dori Ghezzi

novembre 1, 2015 Pubblicato da: | Miscellanea | | 1 commento

Il cinema e i fumetti

Banner fumetti 2

Un connubio non certo memorabile quello tra il fumetto e il cinema italiano.
Pochi film tratti dalle nuvole parlanti o almeno riconducibili al mondo dei fumetti,poco più di una decina;
un discorso ben diverso dal cinema americano che ha saccheggiato in lungo e in largo il mondo delle strip,sopratutto i super eroi della Marvel o comunque il vasto ed eterogeneo mondo dei fumetti portandoli,spesso con  successo,sul grande schermo.
Da Superman a Batman,dall’Uomo mascherato a Spiderman passando per Devil,Thor,Hulk Iron man e via dicendo,il cinema americano,che ha sempre potuto disporre di grandi capitali,ha sempre avuto buon gioco nelle trasposizioni cinematografiche dei fumetti.
In Italia il discorso è sempre stato ben diverso.
Negli anni sessanta, grazie al successo strepitoso di vendite dei fumetti noir come Diabolik,Kriminal e Satanik,si è tentato di riproporre sul
grande schermo le avventure dei personaggi citati,con risultati modestissimi se non pessimi.
Paradossalmente,l’unico film di una certa levatura e che supera largamente la sufficienza è Dellamorte Dellamore,il film di Michele Soavi
uscito nelle sale nel 1994 e ispirato all’investigatore dell’incuboDylan Dog,il personaggio dei fumetti creato da Tiziano Sclavi nel 1986
per la Sergio Bonelli Editore,la casa di distribuzione di fumetti più longeva e sopratutto quella di gran lunga più prolifica e di successo,con all’attivo la creazione di figure mitiche del fumetto stesso, da Tex Willer a Zagor,da Martin Mystere ai tanto compianti Comandante Mark,Akim e Piccolo Ranger.
Lasciando per il momento da parte Tex Willer,nato nel 1948 e che avrà una brutta e assolutamente da dimenticare edizione cinematografica
di cui parlerò più in avanti,parliamo del primo grande successo del mondo dei fumetti,nello specifico quello bollato come Fumetto per adulti
e vietato ai minori nei primi anni dei sessanta,ovvero Diabolik, l’antieroe in calzamaglia nera caratterizzato almeno agli inizi della sua carriera da
una carica di ferocia che andrà mitigandosi con il passare del tempo

Diabolik locandina

Diabolik 1

John Philip Law e Marisa Mell in Diabolik

E’ il 1962 quando le sorelle Angela e Giuliana Giussani fondano la casa editrice Astorina,che distribuisce il primo numero di un fumetto destinato a fare storia e sopratutto scuola;nasce Diabolik e il primo numero porta l’eloquente titolo di Il re del terrore.
Un criminale astuto e inafferrabile,che veste una lunga calzamaglia nera che gli copre gran parte degli occhi,che utilizza per i suoi travestimenti
delle maschere di una speciale sostanza conosciuta solo da lui che gli permettono di assumere quasiasi identità voglia.
C’è una donna al suo fianco,sin dal terzo numero,una lady,nientemeno:Lady Eva Kant,bella e intelligente,un completamento in tutti i sensi del re del terrore al quale si oppone,quasi sempre inutilmente l’Ispettore Ginko.
Nel 1967 Mario Bava,uno dei migliori registi italiani del genere horror e sci.fi con pochi soldi e molte idee decide di portare sugli schermi la figura di Diabolik;
il film non riscuote il successo atteso nonostante Bava utilizzi quanto di più avveniristico fosse a disposizione del cinema in quegli anni.
Sembra di assistere alla visualizzazione in movimento di un quadro di Andy Warhol guardando il film di Bava;un film in anticipo sui tempi che però ha una storia un po confusa e sopratutto è interpretato da un attore poco espressivo e legnoso,John Philipp Law.

Kriminal locandina 2

Kriminal 1

Kriminal 2

John Saxon e Helga Linè in Kriminal

Nei panni di Eva troviamo una bella e seducente Marisa Mell,che però non riesce in alcun modo a trasferire sullo schermo il carisma,il magnetismo della fedele compagna di Diabolik.
Così il film vive di episodi e a nulla valgono i virtuosismi di Bava;sola perla la sequenza finale,con Diabolik investito in pieno da una colata di oro fuso.
Un bel cast,che include Michel Piccoli nei panni di Ginko,Renzo Palmer,Adolfo Celi e Claudio Gora per un film francamente deludente.
L’uscita di Diabolik nelle edicole e il suo contemporaneo,grande successo stimolano altri editori alla creazione di anti eroi alternativi o complementari al Re del terrore;
nel 1964,due anni dopo Diabolik arriva nelle edicole Kriminal,frutto della collaborazione di due grandi del fumetto italiano Max Bunker (Luciano Secchi autore dei testi) e Magnus (Roberto raviola,autore dei disegni)
Kriminal si ispira molto a Diabolik,pur essendo anche differente sia come psicologia sia come realismo delle storie.
Anthony Logan,il nome e il volto dell’uomo che agisce vestendo una calzamaglia con disegnato su un lugubre scheletro,ha un passato che emerge
nelle sue avventure;spesso i suoi colpi falliscono,non è implacabile come Diabolik,è in un certo senso più umano.
Ha una moglie Lola Hudson,ha avuto un figlio.
Per oltre 400 numeri il fumetto Kriminal è una valida alternativa al Re del terrore;sarà nel 1974,quando il mondo dei fumetti entrerà in una pesante crisi,che cesseranno le pubblicazioni di Kriminal.

Il marchio di kriminal locandina

Il marchio di kriminal 1

Helga Linè in Il marchio di Kriminal

Nel 1966 Umberto Lenzi riduce per lo schermo il fumetto,riprendendone anche nel titolo il marchio creato da Magnus & Bunker:nasce Kriminal,un film di buona fattura dal punto di vista registico ma abbastanza debole nello svolgimento e nella sceneggiatura.
Nel film Kriminal sta per essere giustiziato,ma nel frattempo ignoti ladri hanno rubato il tesoro della Regina.L’ispettore Milton,suo acerrimo nemico,lo fa liberare con la speranza di rintracciare i misteriosi ladri.Naturalmente Kriminal sfugge ai tutori della legge e si imbarca in avventure mozzafiato.
A interpretare le gesta di Kriminal viene chiamato Glenn Saxson mentre la parte femminile di Inge è affidata alla splendida Helga Linè.
Film poco più che mediocre,non ebbe quasi nessun successo presso il pubblico.
Curiosamente,due anni dopo,nel 1968 Fernando Cerchio propone una nuova avventura dell’anti eroe in calzamaglia;esce sugli schermi Il marchio di Kriminal,con lo stesso cast del film di Lenzi.
Nel film,Kriminal si impadronisce di due tele d’autore ma alla fine del film, nel tentativo di sfuggire al suo mortale nemico Milton,finisce con l’auto in un burrone.
Mediocre come film,nessun successo di pubblico.

Mister X 1

Gaia Germani in Mister X

Sempre nel 1964 la premiata ditta Magnus & Bunker propone un altro noir,venato di soprannaturale e sopratutto basato non più su un anti eroe,ma su una anti eroina;nasce Satanik,al secolo Marny Bannister una dottoressa che,afflitta da un volto non solo brutto ma anche deturpato da un’orribiLe voglia riesce grazie ad una pozione a diventare una splendida donna che seduce infallibilmente gli uomini che posano
gli occhi su di lei.
La pozione non è permanente e con il passare del tempo Satanik dovrà ricorrere alla magia (e ad un rubino) per evitare di tornare nei panni e nel volto e il corpo di Marny.
La violenza inusitata iniziale delle gesta di Satanik verrà mitigata con il passare del tempo;da eroina del male alla fine si trasformerà in una specie di paladina della giustizia.Come per Kriminal,il fumetto a lei dedicato cesserà le pubblicazioni nel 1974.
Nel 1968 Pietro Vivarelli riduce per lo schermo le avventure di Satanik;il film ha il titolo del fumetto e a interpretare la rossa Satanik è chiamata l’attrice Magda Konopka.

Satanik locandina

Satanik 2

Magda Konopka in Satanik

Che è bella ma non ha fascino nè sopratutto ha aderenza con il personaggio del fumetto,nemmeno a livello fisico.
Il film è brutto e noioso,eppure otterrà un qualche successo nonostante una trama assolutamente banale e la citata interpretazione della Konopka assolutamente evanescente.
Nel film assistiamo alla metamorfosi di Marny Bannister che grazie alla famosa pozione si trasforma in una donna stupenda;il film prosegue mostrando i tentativi di Satanik di stabilizzare la pozione e si concluderà,come nel caso di Kriminal,con la sua morte in un incidente d’auto.
Il film di Vivarelli è probabilmente il più brutto dedicato agli eroi del fumetto;sopratutto quello con la sceneggiatura più dozzinale.
Un altro fumetto nato nel 1964 e che ebbe una versione cinematografica è Mister X;ladro innafferabile,quasi gentiluomo,sfugge alla polizia in modi spesso rocamboleschi.A differenza dei citati Diabolik e Kriminal quando può aiuta i più deboli,ed è quindi lontano dalla maschera dell’anti eroe che caratterizzava i suoi predecessori.
Nel 1967 Vivarelli,prima di dirigere Satanik,porta sullo schermo una riduzione delle avventure del ladro gentiluomo;i protagonisti sono Gaia Germani e Norman Clark e il film che passerà quasi inosservato in Italia otterrà viceversa un buon successo in Spagna.

Tex e il signore degli abissi 1

Giuliano Gemma in Tex e il signore degli abissi

Isabella,duchessa dei diavoli è il primo fumetto di stampo erotico a essere portato sullo schermo nel 1969;uscito nelle edicole nel 1966,sarà stampato fino al 1976,quando cesserà le pubblicazioni come molti altri fumetti dello stesso genere,Messalina,Varta,Zora,Jolanda ecc.
Isabella è stato il primo e più importante fumetti erotici;caratterizzato da storie avventurose,con scene di nudo ed erotiche,spesso a stampo sadico,ebbe un discreto successo tra il pubblico adulto.La protagonista,Isabella De Frissac,vive le sue avventure nella Francia di Luigi XIII e tra i personaggi di fantasia che popolano il suo fumetto è facile riconoscere personaggi storici realmente esistiti come il Cardinale Richelieu,Maria De Medici ecc.
Un personaggio di riferimento cinematografico di Isabella è sicuramente Angelica,Marchesa degli Angeli,figura quasi leggendaria del cinema di avventura degli anni sessanta.
Il film,che riprende il nome del fumetto,è diretto da Bruno Corbucci nel 1969 ed è caratterizzato da una trama che ricorda molto da vicino quella del fumetto e sopratutto presenta molte situazioni di nudo femminile che,nonostante la ferrea censura
dell’epoca,vennero lasciate nel film cosa che sicuramente contribuì al buon successo del film presso il pubblico.

Isabella duchessa dei diavoli 1

Isabella duchessa dei diavoli 2

Due fotogrammi tratti da Isabella duchessa dei diavoli 

Merito anche della bellezza della giovane protagonista Brigitte Skay,che si era messa in mostra nel film di Bava Reazione a catena.
Nel film Isabella è l’unica superstite della nobile famiglia dei De Frissac,sterminata dal perfido barone Von Nutter;cresciuta tra gli zingari,appena divenuta adulta Isabella apprende la verità sulle sue origini e decide di vendicarsi del barone.
Alla fine riuscirà a sfigurarlo ma verrà catturata.Liberata,continuerà la sua mortale lotta contro il crudele Barone.
Probabilmente a livello qualitativo si tratta della miglior riduzione fino ad allora delle avventure di un personaggio dei fumetti.
In tutto il decennio settanta non venne girato nemmeno un film con protagonisti gli eroi del fumetto;occorre attendere il 1985 per vedere sul grande schermo uno dei beniamini del mondo delle nuvole parlanti.
Si tratta di Tex,il leggendario ranger creato da Bonelli e Galeppini divenuto capo dei Navajo con il nome nativo di Aquila della notte.
Le gesta di Tex sono proposte da Duccio Tessari che sceglie un episodio particolare tra tutti quelli della serie Tex gigante,Tex e il signore dell’abisso,divenuto nel film degli abissi.
Il film è brutto,noioso e sopratutto male interpretato da un Giuliano Gemma assolutamente fuori parte.
Del film non si salva nulla, nemmeno la sceneggiatura che vede il leggendario Aquila della notte combattere con uno stregone che ha fornito a degli indiani un’arma letale,alcune pietre di origine vulcanica,ricavate dal fondo di un vulcano e capaci di mummificare chiunque venga colpito da una freccia recante sulla punta una delle pietre verdi.
Curiosamente il film ebbe una buona valutazione critica mentre fu proprio il pubblico a bocciare sonoramente il film.
Nel 1965 Guido Crepax pubblica sulle pagine di Linus una serie di strisce con protagonista Valentina,una fotografa che vive in una dimensione a metà strada tra il reale e l’onirico,con incursioni nel mondo della psicanalisi,che soffre di problemi reali come l’anoressia e che invecchia come accade nella vita reale.

Baba Yaga locandina

Baba Yaga 1

Baba Yaga 3

Baba Yaga

Nel 1973 Corrado Farina gira Baba Yaga,film chiaramente ispirato alle strisce di Crepax;la protagonista del film è Valentina,fotografa che una sera rientrando da una mostra viene investita dalla strega Baba Yaga,che la invita a casa sua per mostrarle la sua collezione di gioielli.Qui la strega le regala una bambola che prende vita trasformandosi in una donna crudele.
Seguono eventi magici e misteriosi fino al The end che libera Valentina dall’incantesimo e piccolo colpo di scena finale.
Baba Yaga,penalizzato dalla produzione che apportò tagli consistenti al girato risulta praticamente incomprensibile come film,a tratti è francamente irritante ed è stato disconosciuto dallo stesso regista.
Nel film compaiono Carroll Baker e Ely Galleani,la nipote di Luis De Funes,Isabelle,che per fortuna ebbe breve vita cinematografica e George Eastman.
Francesco Dellamorte,amico dell’investigatore dell’incubo Dylan Dog è il protagonista nel 1994 del film di Soavi Dellamorte Dellamore;l’attore Rupert Everett che interpreta il film ha una somiglianza fisica impressionante con la figura dell’investigatore creato da Sclavi e nel film vive una storia che ricorda molto da vicino l’ambientazione e le vicende di Dylan Dog.
E’ probabilmente il film più aderente allo spirito di un fumetto che sia stato girato,con un’ambientazione a metà strada tra l’horror e il soprannaturale davvero ben curata e realistica.

Dellamore dellamorte 1

Dellamore dellamorte 2

Rupert Everett e Anna Falchi in Dellamorte Dellamore

Ci sono state altre incursioni nel mondo del fumetto.

Alcune chiaramente parodistiche come nel film Thrilling,che prende in giro nell’episodio Sadik diretto da Gian Luigi Polidoro proprio l’anti eroe in calzamaglia che funziona come una tuta impenetrabile ai proiettili.
Nel film un ingegnere interpretato da Walter Chiari,si traveste da Sadik spinto da sua moglie,appassionata divoratrice di fumetti con protagonista Sadik e alla fine la accoltella.
Parodistica,satirica è anche la serie di strip Sturmtruppen,creata da Bonvi,nelle quali la seconda guerra mondiale è vista dalla parte dei tedeschi,precisamente dalla parte dei soldati che appaiono vittime sia delle varie situazioni belliche sia dei loro superiori,inetti o semplicemente crudeli,impegnati a dare ordini spesso paradossali subiti dalle truppe come una calamità o comunque semplicemente attuati
perchè ad un soldato è chiesta solo l’obbedienza.

Due i film dedicati alle strisce di Bonvi:
Sturmtruppen,uscito nel 1976 e diretto da Salvatore Samperi con la partecipazione di Renato Pozzetto,Cochi Ponzoni,Teo Teocoli,Lino Toffolo,Massimo Boldi e Corinne Clery
Sturmtruppen 2 Tutti al fronte,uscito nel 1982 e diretto ancora da Samperi con buona parte del cast precedente (ma senza Pozzetto) e con l’aggiunta di Bombolo,Franco Oppini,Enzo Cannavale e altri.
Entrambi i film vanno menzionati solo per la cronaca,essendo poco più che un’assieme di gag surreali senza alcun criterio di denuncia e privi di quell’arguzia e di quella satira che erano stati caratteristica pregnante delle strisce di Bonvi.

A ben guardare quindi si può concludere che il mondo del fumetto è rimasto davvero un genere di nicchia per il cinema.
Poche riduzioni,nessuna memorabile.
Viceversa la tv in qualche modo è riuscita a renderne testimonianza più vivace e appassionante grazie anche alla soluzione di utilizzare spesso il cartone animato come soluzione visiva.
Da Nick Carter a Martin Mystere,molti fumetti sono passati in tv grazie anche a contenitori come il celebre e indimenticato Supergulp fumetti in tv.
Protagonisti storici del mondo delle nuvole parlanti come Alan Ford e il gruppo TNT,Asterix,Corto Maltese ebbero nuova vita e nuova linfa,diffondendo tra il pubblico la cultura del fumetto stesso.
E pensare che di soggetti per creare opere di un certo valore c’erano,eccome;si pensi a noir del tipo Demoniak o Spettrus,a personaggi come Gesebel o Dennis Cobb,ai citati Comandante Mark o a Zagor.
Il cinema turco ha invece utilizzato buona parte degli eroi dei fumetti,con esiti però poco felici,tanto da non aver avuto una distribuzione nel nostro paese.

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Diabolik 2

Diabolik 3

Due fotogrammi da Diabolik di Mario Bava

Kriminal 3

Kriminal di Umberto Lenzi

Il marchio di kriminal 2

Il marchio di kriminal 3

Due fotogrammi da Il marchio di Kriminal

Mister X 2

Mister X 3

Due fotogrammi da Mister X

Satanik 1

Satanik 3

Due fotogrammi da Satanik di Pietro Vivarelli

Tex e il signore degli abissi 2

Tex e il signore degli abissi 3

Due fotogrammi da Tex e il signore degli abissi

Isabella duchessa dei diavoli 3

Isabella duchessa dei diavoli

Baba Yaga 2

Isabelle De Funes in Baba Yaga

Dellamore dellamorte 3

Dellamorte Dellamore

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Diabolik fumetto

Diabolik fumetto 2

Kriminal fumetto

Kriminal fumetto 2

Kriminal fumetto 3

Mister X fumetto

Mister X fumetto foto 1

Satanik fumetto 1

Satanik fumetto 2

Satanik fumetto 3

Tex e il signore degli abissi fumetto

Tex e il signore degli abissi fumetto 2

Isabella duchessa dei diavoli fumetto

Baba Yaga fumetto 2

Baba Yaga fumetto

Dellamore dellamorte locandina fumetto

Dellamore dellamorte locandina fumetto 1

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Diabolik lc1

Diabolik lc2

Il marchio di kriminal lc1

Mister X locandina

Tex e il signore degli abissi

Tex e il signore degli abissi lc2

Tex e il signore degli abissi lc1

Isabella duchessa dei diavoli locandina

Dellamore dellamorte locandina 1

ottobre 31, 2015 Pubblicato da: | Miscellanea | | 3 commenti

I film collettivi

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Per film collettivo si intende un prodotto diretto da due o più registi,con una trama che,nella quasi totalità dei casi funziona solo da collante
lasciando quindi al regista dell’episodio del film massima libertà d’azione e espressione.
Generalmente questo particolare genere di film è stato prodotto per riunire registi di fama attorno ad un progetto comune,con esiti però quasi sempre insoddisfacenti come del resto dimostra lo scarso successo ottenuto,sia a livello di pubblico che di critica dai film stessi.
Il primo caso di film collettivo che la storia del cinema ricordi risale al 1932 e si tratta del film Se avessi un milione,diretto da ben sette registi,ovvero Ernst Lubitsch, Norman Taurog, Stephen Roberts, Norman Z. McLeod, James Cruze, William A. Seiter, H. Bruce Humberstone e Lothar Mendes.
Il film uscì nelle sale ben 20 anni dopo,nel 1952 e fra gli attori presenti nel film figura Charles Laughton.
In pieno periodo bellico dagli Usa arriva Per sempre e un giorno ancora;siamo nel 1943 e i registi del film sono Edmund Goulding, Cedric Hardwicke, Frank Lloyd, Victor Saville, Robert Stevenson, Herbert Wilcox e Renè Clair,mentre tra gli attori curiosamente figura ancora Charles Laughton oltre a ray Milland e il grande Buster Keaton.

Se avessiun milione foto

Se avessi un milione, primo esempio di film collettivo

Venendo a periodi recenti,uno dei più importanti film collettivi risale al 1961 e coinvolge ben 11 registi.
Si tratta di Le italiane e l’amore,episodi che raccontano casi veri tratti dalle lettere ai giornali che Gabriella Parca,giornalista e scrittrice raccolse in un libro di buon successo,Le italiane si confessano.
I registi del film a episodi sono:Gian Vittorio Baldi, Marco Ferreri, Giulio Macchi, Francesco Maselli, Lorenza Mazzetti, Gianfranco Mingozzi, Carlo Musso, Piero Nelli, Giulio Questi, Nelo Risi, Florestano Vancini e tra gli attori presenti nel film ci sono alcuni interpreti di buona fama sopratutto negli anni settanta fra i quali Ida Galli (Evelyn Stewart),Andrea Giordana,Rosalba Neri,Graziella Galvani.
Nel 1962 escono ben tre film collettivi;si tratta di L’amore difficile,diretto da Alberto Bonucci, Sergio Sollima, Nino Manfredi e Luciano Lucignani,basato su storie di scrittori italiani con tema la fedeltà e il tradimento.
Molti nomi noti fra i protagonisti,fra i quali lo stesso Manfredi,che dirige un episodio del film,Enrico Maria Salerno,Vittorio Gassman,Catherine Spaak e Gastone Moschin.
Il secondo film dell’anno è Boccaccio 70,forse uno dei più importanti film collettivi,sia per i nomi dei registi coinvolti,tutti grandissimi ovvero Vittorio De Sica, Federico Fellini, Mario Monicelli e Luchino Visconti sia per gli attori protagonisti,fra i quali vanno citati Peppino De Filippo e Anita Ekberg,Romy Schneider e Romolo Valli,Sofia Loren e Thomas Milian.

Boccaccio 70,2

Anita Ekberg in Boccaccio 70

Boccaccio 70

Romy Schneider in Boccaccio 70

Ancora una volta il tema di fondo è il sesso,con particolare riferimento a Boccaccio.Tra i quattro il più famoso è l’episodio con protagonista la Loren,una giostraia che gestisce un tiro a segno e che decide di mettere in palio se stessa come premio.Vincerà un sacrestano che reclamerà il suo premio.
Terzo film del 1962 è La conquista del West,grande successo di pubblico e di critica,diretto da John Ford, Henry Hathaway, George Marshall e Richard Thorpe, film in 5 episodi che ricostruisce la grande epopea del west e interpretato da grandissimi del cinema come Henry Fonda,Gregory Peck,John Wayne,James Stewart,Eli Wallach e tra le attrici Carroll Baker e Debbie Reynolds.
Nel 1963 escono I cuori infranti diretto da Vittorio Caprioli e Gianni Puccini e I misteri di Roma,sceneggiato da Zavattini con ben 17 registi che si alternano alla macchina da presa.
Molto importante,nel 1963, il film collettivo Ro.Go.Pa.G,che riprende nel titolo i nomi dei quattro grandi registi del film stesso,Rossellini, Godard, Pasolini e Gregoretti con la presenza,nel cast,di Orson Welles.
L’asse portante del film è l’uomo,visto nelle sue paure e nelle angosce,nei condizionamenti e sul difficile,quasi impossibile equilibrio dei suoi dilemmi esistenziali.

Controsesso (1964)

Ugo Tognazzi in Controsesso

Nell’episodio diretto da Godard è proprio l’angoscia quotidiana ad avere la meglio,in un mondo in cui i sopravvissuti ad un disastro atomico non riescono più ad esplicitare le angosce stesse.
E’ l’episodio più importante,in cui il profeta della Nouvelle vague utilizza un linguaggio metacinematografico per esprimere il deserto dei sentimenti,in una visione apocalittica sia del presente che del futuro.
Alta infedeltà,targato 1964 e diretto da Franco Rossi (“Scandaloso”), Elio Petri (“Peccato nel pomeriggio”), Luciano Salce (“La Sospirosa”), Mario Monicelli (“Gente moderna”) racconta ancora una volta storie di amori e tradimenti.Si va dal marito geloso che finirà nelle mire dell’amante della moglie alla donna che per tradire il marito casca proprio nelle mani del coniuge,passando per una moglie gelosissima che alla fine tradisce il marito con il miglior amico di lui all’uomo che,persa una grossa somma al gioco,è costretto a cedere la moglie per una notte.
Manfredi e Tognazzi,Bernard Blier e Charles Aznavour tra gli attori,Monica Vitti,Michele Mercier e Claire Bloom tra le attrici.
Ancora sesso e trasgressione alla base di Controsesso,film collettivo del 1964 diretto da Franco Rossi, Marco Ferreri e Renato Castellani.
Film grottesco in puro stile commedia all’italiana in cui una coppia prova involontariamente la cocaina,un professore inventa un gabinetto portatile per sorvegliare le proprie alunne e infine l’impossibile attrazione di un musicista per una donna che nonostante tutti i tentativi resterà una preda solo platonica.
Ancora una volta i protagonisti sono Manfredi e Tognazzi,mentre tra gli sceneggiatori figurano Zavattini e Tonino Guerra.
Sempre del 1964 è La mia signora,film che vede protagonista Alberto Sordi impegnato nei cinque episodi del film diretti da Tinto Brass, Mauro Bolognini e Luigi Comencini;ancora un film grottesco e sarcastico,con l’episodio diretto da Brass a svettare su tutti.
La protagonista è una donna (Silvana Mangano) che adora gli uccelli e li vizia a tal punto da ingelosire il marito il quale uccide poco alla volta tutti i pennuti.

Dove vai in vacanza 1

Ugo Tognazzi e Stefania Sandrelli in Dove vai in vacanza?

Dove vai in vacanza 2

Paolo Villaggio e Annamaria Rizzoli in Dove vai in vacanza?

Alla fine stanco di sopprimere gli incolpevoli volatili,spara alla moglie eliminando così il problema alla radice.
Sempre l’amore,sempre il sesso e ancora una volta il tradimento è l’asse sul quale viene costruito uno dei film collettivi più famosi degli anni sessanta,Le bambole,diretto da Dino Risi, Luigi Comencini, Franco Rossi e Mauro Bolognini e interpretato,tra gli altri,
da Nino Manfredi,vero protagonista di molti di questi film,Gina Lollobrigida,Monica Vitti,Elke Sommer,Maurizio Arena e Jean Sorel.
Le storie sono quelle di una coppia che mentre sta per fare l’amore viene interrotta da una telefonata fiume della mamma di lei;il coniuge,esasperato,si reca da una vicina e la seduce;quella di una donna disinibita ma poco propensa a perdere la sua libertà che cerca
un amante italiano per avere un figlio e che alla fine si innamora del suo autista e finisce per diventare la classica madre e moglie proletaria,quella di una donna sposata ad un uomo rozzo che tenta inutilmente di uccidere e al quale,alla fine,dovrà abituarsi e infine
la boccaccesca storia del nipote di un alto prelato che suo malgrado dovrà cedere alla corte di un’assillante (ma anche seducente) donna che si è incapricciata di lui.
Le più belle truffe del mondo esce nel 1964;si tratta di cinque episodi diretti dai registi Claude Chabrol, Jean-Luc Godard, Ugo Gregoretti, Hiromichi Horikawa e Roman Polanski;storie di truffe,come recita il titolo,dalla vendita della Tour Eiffel (che ricorda la vendita della Fontana di Trevi
da parte di Totò) alla donna che seduce un suo spasimante e lo fa morire allo scopo di rubargli una preziosa dentiera di platino.
Tra gli intepreti Catherine Deneuve e la nostra Gabriella Giorgelli.
Un cast eccellente è protagonista di I complessi,film collettivo del 1965 diretto da Luigi Filippo D’Amico, Dino Risi e Franco Rossi.
Celebre l’episodio Il dentone,diretto da D’Amico,nel quale Alberto Sordi interpreta un tipo ostinato che nonostante una dentatura poco estetica riuscirà a diventare speaker della Tv e alla fine ad avere un appuntamento con le mitiche gemelle Kessler.

Le bambole (1964)

Gina Lollobrigida in Le bambole

Le coppie

Monica Vitti in Le coppie

Ancora del 1965 è I tre volti,regia di Michelangelo Antonioni, Mauro Bolognini, Franco Indovina,film debole e costruito tutto sul lancio della principessa triste,l’ex moglie dello Scià di Persia Soraya,che cercava un debutto cinematografico e una nuova vita.
Stesso anno per Ieri,domani e dopododomani,film collettivo diretto da Eduardo De Filippo, Marco Ferreri e Luciano Salce e per Thrilling,regia di Carlo Lizzani, Ettore Scola e Gian Luigi Polidoro con il solito Manfredi e Alberto Sordi.
Bisogna attendere il 1966 per trovare un film collettivo che coniuga qualità e critica,pubblico e botteghino;si tratta del film diretto da 4 grandi registi del cinema italiano,intitolato Le fate e dedicato a quattro donne che danno il nome agli episodi.
I registi sono Luciano Salce (“Fata Sabina”), Mario Monicelli (“Fata Armenia”), Mauro Bolognini (“Fata Elena”) e Antonio Pietrangeli (“Fata Marta”) e tra gli attori c’è un po il gotha del cinema italiano,Enrico Maria Salerno, Claudia Cardinale, Monica Vitti, Alberto Sordi
oltre alle star internazionali Jean Sorel,Raquel Welch,e Capucine.
Curiose le vicende di questo film con la censura in Spagna,dove venne vietato inspiegabilmente ai minori di diciotto anni mentre in Italia circolò senza alcuna limitazione.
Claude Autant-Lara, Mauro Bolognini, Philippe de Broca, Jean-Luc Godard, Franco Indovina e Michael Pfleghar sono i registi del film collettivo L’amore attraverso i secoli,fiacco e scontato film sulla storia della prostituzione,che va ricordato più che altro per l’episodio
di Godard,innovativo e sperimentale che però venne tagliato talmente tanto da risultare quasi inguardabile.Molto ben assortito il cast femminile che include Jeanne Moreau e Michele Mercier,Elsa Martinelli e Raquel Welch oltre ad una giovane ( e nudissima) Marilu Tolo.
Nel 1968 troviamo finalmente un’opera affascinante,Tre passi nel delirio,liberamente tratto da Federico Fellini, Louis Malle e Roger Vadim,registi del film da racconti di Edgar Allan Poe.

Le fate (1966)

Monica Vitti in Le fate

Le streghe (1967)

Totò e Silvana Mangano in Le streghe

Molto ben fatto l’episodio diretto da Malle con protagonisti Delon e la Bardot:il tema è quello del doppio,quasi uno scontro tra Jeckyll e Hyde,rappresentato da un ufficiale austriaco che affronterà la parte migliore di se stesso in duello.
Ancora 68 e film collettivo dell’anno con ben 6 registi dietro la macchina da presa;si tratta di Capriccio all’italiana,diretto da Franco Rossi,Steno, Mauro Bolognini, Mario Monicelli, Pino Zac, Pier Paolo Pasolini
Per una volta non c’è un filo conduttore,il cast è di ottimo livello e spazia da Totò a Silvana Mangano,Franco Franchi, Ciccio Ingrassia e Walter Chiari.
Sicuramente il più affascinante degli episodi è quello diretto da Pasolini,con protagonisti Toto e il duo Franchi Ingrassia,che reinterpretano l’Otello di Shakespeare vestiti da marionette e mentre lo fanno si chiedono il perchè stiano facendo le cose che fanno.Un episodio affascinante che da solo tiene a galla un film debole.
Una rilettura critica dei Vangeli è alla base di Amore e rabbia,diretto nel 1969,in piena epoca di contestazione dai registi Marco Bellocchio, Bernardo Bertolucci, Pier Paolo Pasolini, Jean-Luc Godard e Carlo Lizzani;ancora una volta è di Pasolini l’episodio più lirico.
Il fiore di carta mostra un giovane candido che gira per Roma con un fiore di carta in mano,mentre sullo schermo si alternano immagini drammatiche degli episodi cruciali del novecento.
Riccetto,il protagonista,non ascolta la voce di Dio che gli parla e armato della sua ingenuità continua a scorrazzare per Roma,senza voler guardare la realtà delle cose.Finirà ammazzato.
Molto carino e sicuramente apprezzato dal pubblico è Le coppie,film collettivo del 1970 diretto da Mario Monicelli, Alberto Sordi e Vittorio De Sica e interpretato dallo stesso Sordi,dalla Vitti e dal cantautore enzo Jannacci.
Celebre l’episodio La camera,in cui una coppia di gente umile si ritrova in Costa Smeralda sballottata da un albergo all’altro e rifiutata da tutti per il loro basso rango.

Quelle strane occasioni (1976)

Quelle strane occasioni

Per la coppia sarà un’occasione per vedere da vicino le perversioni e la depravazione morale della classe ricca,per loro dopo una rissa scatenata dall’uomo ci sarà una notte nelle prigioni,accanto a sua moglie,a testimoniare come sia impossibile per un poveraccio convivere con la realtà della vita degli abbienti.
Ci vorranno ben sei anni prima che un produttore decida di investire denaro in un film collettivo;la grande crisi che ormai inizia a mordere i botteghini e erode milioni di spettatori porta Renato Jaboni a produrre Basta che non si sappia in giro,diretto da Luigi Comencini, Nanni Loy e Luigi Magni.
Tre grandi nomi e uno stuolo di ottimi attori come Manfredi,la Vitti,Dorelli,Banfi non sortiscono gli effetti sperati.
I tre episodi non sono particolarmente attraenti,forse il più godibile gioca sull’equivoco in cui incorre un uomo che chiede una squillo e scambia una timida e impacciata ragazza che deve risquotere le rate di un’enciclopedia per la donna di facili costumi che attendeva.
Nel 1976 ci si mettono in 11 per girare Signori e signore buonanotte,scoordinato e paradossale attacco al potere della tv e dei media in generale,diretto da Agenore Incrocci, Leo Benvenuti, Luigi Comencini, Piero De Bernardi, Nanni Loy, Ruggero Maccari, Luigi Magni, Mario Monicelli, Ugo Pirro, Furio Scarpelli e Ettore Scola e interpretato da un cast stellare che include Mastroianni,Tognazzi,Manfredi e Gassman,Paolo Villaggio e Adolfo Celi,Senta Berger e Andrea Ferreol.
Da segnalare l’episodio La bomba, in cui si immagina una stazione di polizia allertata da una bomba che si rivelerà essere una beffa;le autorità,pur di non ammettere la brutta figura faranno esplodere una vera bomba che devasterà la stazione uccidendo molti autori dell’attentato.
Dopo il 1976 i film collettivi perdono del tutto il loro fascino e gli stessi produttori sono restii a finanziarne di nuovi;tuttavia nello stesso anno Luigi Comencini, Nanni Loy e Luigi Magni dirigono Quelle strane occasioni,film a metà strada tra la commedia all’italiana e la commedia sexy
caratterizzato dalla presenza di grandi attori come Alberto Sordi e Nino Manfredi,Stefania Sandrelli e Paolo Villaggio oltre a Olga Karlatos.
Nel primo episodio un italiano in Olanda finisce per diventare l’attrazione di un live show porno e verrà sostituito dalla moglie il giorno in cui non sarà più in grado di reggere il ritmo,nel terzo un eminente prelato resta chiuso alla vigilia di ferragosto con una prosperosa ragazza e ne approfitterà biecamente,salvo poi trattarla con freddezza quando verranno liberati.

Signore e signori, buonanotte (1976)

Signori e signore buonanotte

Tre passi nel delirioTre passi nel delirio

Nanni Loy rifiutò di firmare il proprio episodio,ritenendolo troppo sexy.
Nel 1977 esce I nuovi mostri,diretto da Ettore Scola, Mario Monicelli e Dino Risi,con quest’ultimo regista che torna,dopo il 1962 e I mostri, a cimentarsi con personaggi e maschere grottesche.
E’ l’italiano medio a finire sotto il mirino;debolezze,difetti,tic e ansie,vizi e virtù (poche) vengono messi alla berlina attraverso le grandi interpretazioni di attori cult del nostro cinema,come Gassman,Tognazzi e Sordi e la partecipazione di Ornella Muti.
1978,è l’anno di Dove vai in vacanza? diretto da Mauro Bolognini, Luciano Salce e Alberto Sordi.
Tre episodi con protagonisti Ugo Tognazzi e Stefania Sandrelli,Paolo Villaggio e Alberto Sordi,un buon successo al botteghino che però in realtà sarà l’ultimo film collettivo a rastrellare denaro al botteghino.
Ci vorranno due anni prima di assistere alla produzione di I seduttori della domenica,film collettivo in cui si assiste ad un assemblaggio internazionale di registi;l’unico italiano presente è Dino Risi,al suo fianco Bryan Forbes (non accreditato), Edouard Molinaro e Gene Wilder.Anche il cast è molto eterogeneo e include il nostro Tognazzi e Sylva Koscina,Roger Moore e Lino Ventura,Catherine Spaak e Rosanna Podestà.Equivoci e piccole avventure per quattro episodi deboli e poco interessanti.

Tre notti d'amore (1964)

Catherine Spaak in Tre notti d’amore

I seduttori della domenica 2

Sylva Koscina in I seduttori della domenica

Di fatto si conclude qui la lunga stagione dei film collettivi,almeno per quanto riguarda il cinema italiano;da oltralpe arriveranno altri titoli che però non porteranno nulla di significativo alla storia del cinema.
Forse il più importante,per i nomi coinvolti nell’operazione è New York Stories (1989) diretto da Martin Scorsese, Francis Ford Coppola e Woody Allen con il nostro Giannini nel cast.
Guardando la produzione,effettivamente nemmeno tanto vasta allestita in quasi 80 anni di cinema,si nota come tra i titoli prodotti ben pochi siano degni di una menzione.
Il cinema ha dei tempi e richiede l’elaborazione di un soggetto nel modo più ampio possibile;il film collettivo invece diventa poco più che uno sketch e salvo rarissimi episodi non ha lasciato nulla di memorabile.

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Basta che non si sappia in giro (1976)

Nino Manfredi in Basta che non si sappia in giro

Capriccio all'italiana (1968)

Walter Chiari e Ira Furstemberg in Capriccio all’italiana

DeGenerazione (1994)

Asia Argento in Degenerazione

Eros

Eros film collettivo del 2004

I nostri mariti (1966)

Ugo Tognazzi in I nostri mariti

L'amore in città

L’amore in città

Le coppie (1970)

Alberto Sordi e la De Lorenzo in Le coppie

Le italiane e l'amore

Le italiane e l’amore

Thrilling (1965)

Thrilling

StimulantiaStimulantia

Rogopag

Rogopag

Oggi, domani e dopodomani (1965)

Oggi domani e dopodomani

I seduttori della domenica 1

I seduttori della domenica

L'idea fissa

L’idea fissa

New York Stories (1989)

New York stories

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01 Alberto Sordi I complessi

Il celebre “dentone” interpretato da  Alberto Sordi nel film I complessi

01 Marcello Mastroianni

Marcello Mastroianni in Signori e signore buonanotte

01 Michele Mercier Alta infedeltà

Michele Mercier in Alta infedeltà

01 Ornella Muti

Ornella Muti in I nuovi mostri

01 Rosanna Schiaffino in Rogopag

Rosanna Schiaffino in Ro.Go.Pa.G

01 Silvana Mangano Le streghe

Silvana Mangano in Le streghe

01 Sofia Loren Boccaccio 70

Sofia Loren in Boccaccio 70

01 Toto Capriccio all'italiana

Totò in Capriccio all’italiana

01 Ugo Tognazzi Controsesso

Ugo Tognazzi in Controsesso

01 Virna Lisi in Le bambole

Virna Lisi in Le bambole

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Se avessiun milione locandina

Tre passi nel delirio locandina

Tre notti d'amore locandina

Signore e signori, buonanotte locandina

Rogopag locandina

Quelle strane occasioni (1976) locandina

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Le coppie (1970) locandina

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L'amore difficile locandina

L'amore attraverso i secoli locandina

La mia signora locandina

La conquista del west locandina

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I nostri mariti (1966) locandina

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Basta che non si sappia in giro (1976) locandina

 

 

ottobre 30, 2015 Pubblicato da: | Miscellanea | | Lascia un commento

Parenti serpenti

Parenti serpenti locandina

Dalle mie parti,nella mia terra,c’è un’espressione che si perde nella notte dei tempi ed è citata dagli anziani quasi fosse un dogma
intangibile,una verità di vita assoluta e incontestabile.Dice letteralmente,tradotta dal dialetto:
“Un padre campa cento figli,cento figli non campano un padre”
E’ un detto che ha sicuramente varianti in ogni regione italiana,in ogni provincia perchè esprime una maniera di sentire universale,
cinica e cattiva,ma anche oggettivamente e obiettivamente difficile da smentire.
Parenti serpenti di Mario Monicelli ha molti punti di contatto con questa frase,anche se il film abbraccia altre tematiche molto complesse,
tuttavia essa può essere presa come paradigma e base di partenza per la storia che il film racconta,quella di una famiglia all’apparenza come tante altre,borghese e tradizionale,alle prese con il rito delle feste natalizie in casa,quando ci si riunisce per celebrare un rito religioso (oggi a dire il vero molto più pagano) con la famiglia,probabilmente l’unica occasione per riunire attorno ad un tavolo persone divise dal quotidiano della vita.
Parenti serpenti,oggettivamente un titolo forte.
Un titolo che esplicita tutto quello che verrà raccontato nel film,una visione grottesca e cinica della famiglie e degli affetti,che mette in discussione il cardine fondamentale della società,dell’individuo,l’essere cioè parte di un assieme che regola sentimenti e sangue,relazioni e affetti e che pure
alla fine del film sembrano non avere più alcuna importanza davanti agli egoismi personali,alle proprie necessità che di fatto appaiono superiori a qualsiasi altra cosa.

Parenti serpenti 1

Parenti serpenti 2
Siamo nel 1992,poco prima del tornado tangentopoli ma non ancora abbastanza lontani dagli anni dell’Eldorado,da quella sbornia collettiva che sono stati gli anni ottanta,quando tutto appariva possibile e quando ci si era illusi che la Milano da bere,gli Yuppies,i soldi e le vacanze,gli abiti,tutta la civiltà dell’apparire contasse ben più della civiltà dell’essere.
Il periodo in cui tutti sapevano come si stava procedendo su quella china pericolosa senza però avere il coraggio di fare il fatidico passo indietro,perchè in fondo era bello poter ambire a tutto,sentirsi finalmente liberi di sognare anche il superfluo,quasi che il superfluo stesso fosse una condizione fondamentale del nostro essere.
Monicelli indaga sul cardine di quella società,la famiglia.
Una famiglia che ormai è entrata in crisi anche a causa di quell’agiatezza diffusa,che ha portato l’egoismo personale a dimenticare le origini di ciascuno di noi.
L’individuo,che è nato nella famiglia e in essa è cresciuto,aiutato e guidato per mano dalle sue due travi portanti,il padre e la madre,dimentica completamente e rinnega i suoi cardini;l’affermazione individuale vale più dei sentimenti,l’egoismo diventa il dio assoluto che regola le vite,una divinità crudele che non ammette il sentimentalismo,la riconoscenza.
Homo homini lupus,l’uomo è un lupo per l’uomo.
Il detto di Plauto,che sottolinea la malvagità e la malizia degli uomini può essere citato come emblema assoluto della nuova società.
E Monicelli fa sua la citazione latina attraverso un ritratto al vetriolo,corrosivo e grottesco,di quel cardine della socialità che è la famiglia.
Lo fa quasi in maniera subdola;se non ci fosse il titolo del film a mettere in guardia lo spettatore su quello a cui sta per assistere l’inizio del film sembrerebbe quasi idilliaco.

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Parenti serpenti 5
Una famiglia in auto,la neve candida che scende copiosa,un paesaggio quasi montanaro e la voce di un bambino a fare da Virgilio allo spettatore.
La trama in breve:
a casa di Saverio e Trieste,due anziani coniugi,convergono per le feste natalizie Lina e suo marito Michele con il figlio Mauro,Milena e Filippo,coppia senza figli,Alessandro con sua moglie Gina e la figlia Monica e infine il quarto figlio della coppia,il single Alfredo.
Trieste è una donna contenta,felice come una chioccia che ha accanto a se i suoi figli;Saverio invece sembra preda di un’iniziale demenza senile,che
lo spinge a comportamenti bizzarri.
Tutto sembra scorrere con allegria e spirito natalizio,ma le cose cambiano molto in fretta nel momento in cui una riconoscente e felice Trieste
comunica alla famiglia riunita la decisione di trasferirsi in casa di uno dei figli.
La notizia è accolta con gelo dai figli.
Tutti sembrano decisi a delegare ad Alfredo quella che ritengono una brutta gatta da pelare,ma in realtà Alfredo non ha alcuna intenzione di prendersi carico dei suoi genitori;comunica così agli sbalorditi familiari di essere omosessuale e di condividere la propria casa con una guardia giurata.
A questo punto antiche ruggini,gelosie e altro esplodono tra i vari fratelli e sorelle;si scopre per esempio che Gina ha una relazione con Michele,l’atmosfera delle feste e del Natale sembra ormai completamente dissolta.
Ma una notizia arrivata dalla tv sembra riunire tutti attorno ad un obiettivo comune:una coppia di anziani è morta per una stufa difettosa.
C’è quindi un modo per non prendersi carico dei due incolpevoli anziani e contemporaneamente eliminare alla radice il problema…
Cattivo,beffardo,grottesco,se vogliamo crudele.
Parenti serpenti esaspera un problema reale,lo porta ad una condizione limite.
Certamente condivisa da una minoranza,per fortuna.Eppure terribilmente reale e possibile.
In una società senza più orientamento morale,smarrito,perso dietro gli egoismi personali,può accadere anche quello che Monicelli,con il suo gusto per la provocazione evoca ad arte.

Parenti serpenti 14

Parenti serpenti 13
E allora ecco che i parenti si trasformano in serpenti.
Molti commenti in rete su questo film ritengono lo stesso estremo o esagerato.
Nella realtà delle cose Monicelli non fa altro che amplificare un problema portandolo al punto di rottura,lo stesso che in pratica
segna il finale cinico e crudele del film stesso.
Provocazione o no che sia,il film coglie nel segno e consegna al pubblico molti temi su cui discutere.
Bene tutto il cast,attori non di primissimo piano ma assolutamente adatti ai ruoli interpretati,da Paolo Panelli a Cinzia Leoni alla bravissima
e compianta Monica scattini.
Le location sono ambientate in Abruzzo,nella zona di Sulmona;bella la fotografia ed emozionante l’Adeste fideles che i fedeli cantano la vigilia di Natale.
Un film bello e crudele,con un fascino davvero particolare.
La pellicola è presente su You tube all’indirizzo https://www.youtube.com/watch?v=CpR2ZgE2NWc

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Parenti serpenti

Un film di Mario Monicelli. Con Paolo Panelli, Alessandro Haber, Marina Confalone, Pia Velsi, Monica Scattini, Eugenio Masciari,
Tommaso Bianco, Cinzia Leone, Renato Cecchetto, Riccardo Scontrini, Eleonora Alberti Commedia, durata 95 min. – Italia 1992.

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Parenti serpenti banner protagonisti

Marina Confalone: Lina
Alessandro Haber: Alfredo
Tommaso Bianco: Michele
Cinzia Leone: Gina
Eugenio Masciari: Alessandro
Monica Scattini: Milena
Paolo Panelli: nonno Saverio
Pia Velsi: nonna Trieste
Renato Cecchetto: Filippo
Eleonora Alberti: Monica
Riccardo Scontrini: Mauro
Elisabetta Centore: Cesira
Alfredo Cohen: La fendessa
Roberto Corbiletto: il sacerdote
Carlo Picone: se stesso
Ramona Badescu: una commensale al veglione
Francesco Anniballi: un operaio stradale

Parenti serpenti banner cast

Regia Mario Monicelli
Soggetto Carmine Amoroso (storia originale)
Sceneggiatura Carmine Amoroso con la partecipazione di Suso Cecchi d’Amico, Piero De Bernardi, Mario Monicelli
Produttore Giovanni Di Clemente
Casa di produzione Clemi Cinematografica
Art director Franco Velchi
Fotografia Franco Di Giacomo
Montaggio Ruggero Mastroianni
Effetti speciali Paolo Ricci
Musiche Adelio Cogliati
Tema musicale Rudy De Cesaris
Costumi Lina Nerli Taviani

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“Proprio per questo, me l’avete sempre messo nel didiettro, con rispetto parlando…”
“Ma cosa lascio stare se poi mi viene su con un c**o che fa provincia!”

Parenti serpenti banner recensioni
L’opinione di Tafo dal sito http://www.filmtv.it

Il familismo amorale che diventa criminale. Quando il rito parentale per eccellenza diventa cronaca nera resta poco da festeggiare. Non c’è bisogno di essere cattivi per pensare alla famiglia come il luogo degli obblighi verso individui
che non abbiamo scelto ma che dobbiamo in qualche modo sopportare almeno finche regge il velo di ipocrisia di tali rapporti. La famiglia di Monicelli è fatta di cose non dette, covate, tenute segrete all’interno è all’esterno delle mura domestiche affinché
ci si possa rivedere per il natale successivo. Dopo le festività tutti tornano a casa propria con i propri problemi quotidiani senza volersi preoccupare di quelli altrui. La famiglia di Monicelli non è luogo di malinconia e minimalismi, i vecchi sono rimbambiti e i bambini innocenti,
restano gli unici veramente contenti di fare le solite cose in quei soliti giorni. Gli adulti sono contenti finche non devono fare i conti con le responsabilità verso gli anziani genitori, desiderosi di passare gli ultimi anni di vita con la famiglia di uno dei figli. La bomba esplode è ognuno cerca di scansarne i pezzi,
non si parla male solo degli assenti e il rancore è libero di trasformare gli ultimi giorni dell’anno nella resa dei conti tra fratelli sorelle e acquisiti, tra omosessualità scoperte e maternità mancate c’è pure un tradimento incrociato a dimostrare come tutto accada in famiglia ma nulla deve trapelare.
La famiglia di Monicelli è un ritratto feroce grottesco e nero di un istituzione che si può allargare solo per brevi periodi, dove si finge felicità e ognuno ha qualcosa da lamentare, un dramma piccolo piccolo non manca a nessuno, e la malinconia dell’infanzia
è una abitudine per ripulirci dal passato che non evita di farci ridiventare brutti e cattivi.

L’opinione di Gianni Arshavin dal sito http://www.filmscoop.it

Altro grande lavoro di Mario Monicelli che, malgrado con questo “Parenti serpenti” non riesca a raggiungere altri suoi capolavori precedenti, riesce ancora una volta a graffiare e a dire la sua sulla realtà medio-borghese italiana fatta di cinismo e ipocrisia.
Il forte realismo di questa vicenda e l’ironia nera tipica del regista toscano rendono questo film imperdibile per chi ama la comicità drammatica pregna di contenuti. A questo giro forse abbiamo meno risate esplosive rispetto ad altri titolo di quel periodo ma il forte cinismo presente renderà ogni risata amara e difficile da dimenticare.
La situazione proposta sullo schermo riflette perfettamente tante vicende reali e davvero accadute , ed impossibile non riconoscere i propri parenti o alcuni di loro nel vasto nugolo di personaggi viscidi ed egoisti presenti in questa storia.
Nonostante un ritmo forse troppo cadenzato nella fase iniziale e un pochino troppo accelerato in quella conclusiva , il film si lascia vedere in modo godibile e piacevole , fra tante sequenze esilaranti ed altre dure e bastarde come non mai.
Il cast di caratteristi scelto dal cineasta italiano è perfetto nell’impersonare i vari personaggi di questa famiglia abruzzese, divertenti e riconoscibili senza mai però apparire sopra le righe o eccessivamente caricaturali.
Il finale poi è un bel colpo basso , estremo ed esagerato ma allo stesso tempo credibile e veritiero.
Per il compianto Monicelli quindi un’altra opera da ricordare , forse una delle sue ultime di altissimo profilo.

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Opinioni tratte dal sito http://www.davinotti.com

B. Legnani

Sapiente commedia nera di Monicelli, che prima ci colloca in un clima familiare (un po’ lo è per davvero, un po’ lo è per salvifica esteriorità), fatto anche di banalità (le discussioni politiche superficiali, la sensualità della Bertè…), e poi piazza la bomba che fa scatenare pure il ricatto, fino all’amarissimo finale. Un bel film.
Galbo

Film ingiustamente poco valutato dalla critica e dal pubblico, si inserisce bene nella filmografia del grande Monicelli; nessuno meglio di lui avrebbe potuto raccontare così bene la perfidia e le bassezze di questo gruppo familiare, ben collocato in una caratteristica cittadina provinciale, con vizi e virtù riconoscibili da tutti. Ottimo il cast con il grande Panelli, Haber e la Confalone su tutti; memorabile il finale.
Il Gobbo

Forte. Monicelli al vetriolo, con un copione degno dei bei vecchi tempi e assecondato perfettamente da un cast di seconde linee in formissima (eccezionali le donne, specie la Confalone, e Haber nel suo solito ruolo). Il maggior merito sta nel far risultare la terribile svolta finale del tutto conseguente e plausibile. Commovente Panelli, l’anziana moglie è ora la petulante suora degli spot con Alex Del Piero e la Chiabotto. Da vedere (il film, non gli spot)
Pigro

Quando i parenti si riuniscono per Natale… Deliziosa commedia che fa del cinismo la sua chiave di volta. Beffardo, cattivo e traditore, il bellissimo film entra ben presto nel succo della questione mettendo a nudo le ipocrisie tra i fratelli proprio nel giorno più ‘santo’. Eccellenti tutti gli attori (anche Haber, in genere troppo esagerato), così come impeccabili sono sceneggiatura e regia, senza dimenticare la bella ambientazione di Sulmona. Da vedere per scoprire come la classica commedia all’italiana abbia ancora molto da dire.
Puppigallo

Si sorride amaro in questa commedia, in cui i due poveri vecchietti tentano di allettare i vari parenti, mettendo a disposizione casa e pensione, pur di farsi in qualche modo adottare, perché sempre meno in grado di badare a loro stessi (soprattutto il nonno, partito anche un po’ con la brocca). Non tutti i colpi vanno a segno e ogni tanto si
eccede in acidità, finendo per buttarla sulla rissa verbale e sulla facile battuta, sfruttando i numerosi difetti di questo colorito gruppo. Un po’ stiracchiato, ma con il pregio di scorrere fino all’epilogo. Non male.

Parenti serpenti foto 1

Monica Scattini

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ottobre 28, 2015 Pubblicato da: | Drammatico | , , , , , | 1 commento